16 maggio 2019

Come fare l'embedding di una playlist di Youtube

Youtube, nella sua visualizzazione "standard", ha eliminato la possibilità, in vigore anni fa, di fare l'embedding di una playlist. Avrà avuto i suoi motivi, ma a me la cosa era utile, e quindi sono contento di aver scovato in rete (per la precisione in un commento a un video che desciveva il vecchio sistema) un trucchetto che ci consente di visualizzare la vecchia interfaccia e ottenere la suddetta funzionalità ora ufficialmente cancellata e altre.

Non so per quanto tempo ancora questo trucchetto funzionerà. Comunque eccolo:
 1)

Val alla pagina della playlist

2)

Nella barra degli indirizzi, alla fine dell'URL, aggiungi la seguente stringa:

&disable_polymer=true

e premi INVIO.

3)

Apparirà una pagina simile alla precedente, ma stavolta cliccando su "Condividi" (link che stavolta compare in basso rispetto al nome del canale) visualizzerai la vecchia interfaccia, che ti consente di fare l'embedding della playlist intera anziché di un solo video.

4)

Clicca su "Codice da incorporare"

5)

Lascia selezionata la voce "Condividi con la playlist a partire da", e scegli dal menù a tendina fra "video corrente" e "inizio della playlist"

6)

Per altre opzioni clicca su "Altro", e comparirà la possibilità di scegliere le dimensioni del video, la possiblità di fare apparire oppure no i controlli del player, il titolo del video e la modalità privacy avanzata

7)

Fai triplo click sul codice HTML per selezionarlo, poi copialo e incollalo sul sito o sul blog in cui vuoi appaia.

-----------------

Ripeto, non so per quanto funzionerà... può essere che la vecchia interfaccia a un certo momento non sarà più accessibile, ma magari rimarrà la possibilità di modificare manualmente il codice HTML per ottenere lo stesso risultato. Se così dovesse essere, potrebbe essere d'aiuto prendere come modello un codice HTML a caso su una playlist, per cui lo incollo qui sotto:

<iframe width="1280" height="720" src="https://www.youtube.com/embed/fTPPQz-wUQc?list=PLT46MujqxVyNYLpIbqbg6w0ObzeaXRVLr" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

(beh, tanto a caso non è...)

14 maggio 2019

Perché ti cancello dagli amici se inneggi a Mussolini (o altro dittatore)

Riferendosi a me, un mio ex-amico ha detto che non gli parlo perché ho una visione differente dalla sua. In realtà l'ho cancellato dagli amici di Facebook (non bloccato) quando ho visto un suo post che inneggiava a Benito Mussolini.

Mi fa proprio imbufalire il fatto che provare fastidio quando si vedono certe esternazioni nostalgiche del fascismo sia definito semplicemente "avere una visione differente".

Capisco che una persona che non conosce la storia può esser stato preso in giro dai neofascisti e convinto che Mussolini fosse una brava persona. Ma io non ho colpa se inneggiare a quell'assassino sia blasfemo, fastidioso e dannoso.

Lo so, non se ne rende conto, ma questa non è una giustificazione. Proprio come certe ragazzate.

Avete presente le ragazzate adolescenziali?

Ragazzate come ubriacarsi per la sera del 18° compleanno e poi prendere a calci un'automobile della polizia, possono portare a conseguenze che paiono sproporzionate rispetto alla propria colpa. Ma non è così, perché i danni all'auto della polizia qualcuno li deve ripagare, ed è giusto che per legge quell'atto sia classificato come illecito penale.

Una volta queste erano le ragazzate.

Adesso le ragazzate, molto meno dispendiose e più facili da fare, consistono nello scrivere su Facebook cose che si crede vere, oppure si accetta di rischiare di scrivere una sciocchezuola un minimo inesatta, che se poi è falsa beh, pazienza, e se si tratta di qualcosa che diffonde l'odio e la violenza dai, "son ragazzi", che vuoi che sia, in fondo non si fa male nessuno, al massimo possono essere classificate come rozze, tipo uno scappellotto a un amico al bar. Non è così. Proprio come i calci all'auto della polizia, non si tratta di cose innocue. I calci all'auto della polizia sono ragazzate che ragazzate non sono. I post su Facebook in cui inneggi a Mussolini a qualcuno paiono un inoffensivo delirio di un ragazzetto annoiato che non ha studiato la storia, e che, intrippato da Salvini e Casapound scribacchia sperando che qualcuno ignorante quanto lui metta un "mi piace". E invece fa danno.

FA DANNO.

Non è chiaro se il pistola stia facendo uso più o meno inconsciamente della vecchia tecnica che consiste nel dire qualcosa che può essere preso sia sul serio che per scherzo (se lo prendi sul serio rischi di sentirti dire "e fattela una risata", e se lo prendi come scherzo rischi di sentirti dire "non sei capace di fare un discorso serio). Sta di fatto che viene sottovalutato o non visto questo DANNO che consiste nell'offendere, dilaniare, accoltellare la preziosa memoria di persone del passato a cui dobbiamo il nostro stato di persone libere. E abbassare la guardia nei confronti di dittature sanguinarie come quella di Mussolini, di Putin, di Erdogan, di Asssad... il primo appartenente al passato, gli altri apartenenti al presente.

A chi elogia mussolini su Facebook si dovrebbe intimare di smetterla come si dice "smettila" a un bambino che fa i rutti a un ristorante pieno di gente.

Ma dai, è solo un bambino!
Lo so che è solo un bambino. Ma la deve smettere. E se nessuno riesce a fargli capire che la deve smettere, dal ristorante esce lui o esco io.

Con la differenza che la comunicazione su Facebook, grazie alle incaute condivisioni fatte senza pensarci tanto e senza stare a riflettere sulla bontà del gesto, influenza milioni di persone, e quindi influenza la cultura di una nazione, e quindi influenza il modo in cui le persone voteranno, e quindi influenza la nostra vita.

Le persone che inneggiano a Mussolini offendono me e milioni di persone, compresi i sedicenti fascisti (che col fascismo vero cambierebbero subito idea, senza però poterlo dire su Facebook).
Purtroppo non capiscono che leggere lodi a Mussolini "salvo qualche cazzata che ha fatto" suscita e deve suscitare lo stesso sentimento che si avrebbe vedendo elogiare una persona che ha ucciso un proprio genitore o un proprio caro amico a cui si deve la vita.
Il fascismo non è un'opinione. È violenza. È crimine. È ignoranza programmata, obbligatoria per legge. È corruzione. È propaganda fantasiosa, l'unca in grado di far approvare il regime da tante persone, assieme all'ignoranza dei posteri che non studiano.

Il sapere è prezioso; la disinformazione è una ragazzata che ragazzata non è. È qualcosa di né più né meno che blasfemo.

Per questo per me è importante trattare chi inneggia a Mussolini come un poveretto che non sa quello che dice, e che dopo un po' che continua io inizio a stargli lontano per l'eccessivo fastidio, e spero che se a fargli capire qualcosa non ci sono riuscito io, ci riesca qualcun altro.

06 maggio 2019

La beneficenza DEVE essere segreta? No.

Spesso si dice che la beneficenza va fatta in segreto, perché è brutto vantarsi di essere buoni, altrimenti sembra che la si sia fatta solo per apparire, perché farlo sapere è una caduta di stile, o robe del genere...

Ho sentito più volte parlare di persone che nella loro vita avevano aiutato il prossimo con donazioni in denaro o altro, di cui solo dopo la morte è stata resa nota la generosità, generosità di cui non avevano mai parlato con nessuno. Quando ci vengono raccontate queste storie che riguardano il far del bene in segreto si viene affascinati più dalla segretezza che dal bene. Ok, una notizia che stupisce può affascinare, ma non dimentichiamoci che quello che conta alla fine è non tanto ciò che abbiamo taciuto, ma ciò che abbiamo fatto.

Per come talvolta l'argomento viene trattato sembra quasi che fare beneficenza e dirlo in giro sia peggio che non farla.
 
Io non ho una visone così fondamentalista. Certo, c'è modo e modo di comunicare qualcosa, e c'è anche motivo e motivo. Se doni dei soldi per una giusta causa e lo dici con lo scopo di apparire migliore di qualcun altro, o con lo scopo di forzarlo moralmente a fare lo stesso, risulterai inopportuno e pure importuno. Stessa cosa se fai spam telefonando, scrivendo email, SMS o simili alla gente per chiedere soldi per un'associazione di carità o simili senza avere il loro consenso.

Se invece, senza intenzione di farti bello o di cambiare il budget degli altri destinato alle buone cause, parli con l'intenzione di condividere la tua esperienza in quanto ti ha fatto sentire bene, anche magari aggiungendo un gentile invito a fare lo stesso, senza nessuna insistenza, non ci vedo nulla di male né di antipatico.

Dare il buon esempio è uno dei modi efficaci per far sì che il mondo cambi in meglio.

Pensa ai tanti personaggi famosi che fanno grandi donazioni. Personaggi di enorme fama, che non hanno bisogno di gesti del genere per conservare la propria popolarità (e se si trattasse di soldi investiti a tale scopo sarebbe insensato, dato che esistono metodi ben più efficaci a parità di spesa!). Non è che siccome la notizia viene diffusa, allora quel personaggio viene biasimato. Anzi, si sa che questo è un bene, perché può spingere migliaia di altre persone a fare lo stesso.

Non vedo perché dovrebbe essere diverso per i non-VIP. Far sapere col giusto atteggiamento che si è donato soldi per una buona causa, invitando implicitamente o esplicitamente a fare lo stesso, è un buon modo per diffondere la solidarietà.

Certo non bisogna rimanere troppo delusi se la nostra iniziativa non viene imitata: le buone cause sono tante, e purtroppo fanno a gara fra loro. Aiutarle tutte è impossibile, ed è normale che ognuno scelga in base ai propri valori quali finanziare e quali no (ne ho parlato nell'articolo "Spam da associazioni di beneficenza").
Buona cosa è, comunque, far sapere a che non lo sapeva ancora che fra le altre buone cause esiste anche quella che ha catturato la nostra attenzione e suscitato la nostra generosità.

16 aprile 2019

Q8 era stata troppo fiscale con me sui punti "Star Q8" annullatimi...

Dialogo via email fra me e Q8:


Buon giorno.
Scrivo a questa email, su suggerimento suggeritomi di una vostra operatrice che ho contattato al n. verde 800010808, contattata a sua volta su consiglio del mio benzinaio.
Da quando ho preso la patente, 18 anni fa, a oggi, mi sono semrpe rifornito presso una stazione Q8, e senza dubbio contavo di farlo anche in futuro. Il dubbio mi è venuto però dopo che i miei punti sulla mia carta "Star Q8" numero 00770937 sono stati cancellati senza alcun preavviso.
Il benzinaio mi ha detto che ciò è accaduto perché a ottobre 2018 non ho seguito le istruzioni che avrei dovuto ricevere da parte vostra via SMS.
SMS che però non ho mai ricevuto. Per questo vi chiedo che i miei punti annullati siano ripristinati sulla suddetta carta, dato che non erano pochi e dato che non ho colpa della loro cancellazione, non essendo io stato informato su come evitarla.
Grazie anticipatamente per la vostra risposta

---------

Gentile cliente,
in riferimento alla pratica n°1055049, la informiamo che come da regolamento, essendo che la campagna promozionale è finita il 30/09/2018, per poter salvare il saldo punti della carta doveva prenotare un premio entro il 10/10/2018,
Dalle verifiche effettuate, risulta che non ha prenotato nessun premio e pertanto i punti sono stati azzerati, e non possiamo procedere al riaccredito.
Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni
Cordiali Saluti

---------

Considerato che:
- il benzinaio mi ha parlato di vari clienti che avevano presentato un'istanza simile alla mia e che, pur essendo fuori tempo massimo, avevano ricevuto il ripristino dei punti
- un'azienda dovrebbe considerare i suoi clienti persone e non numeri da sottoporre a rigide regole, mediando col buon senso e capendo il problema, specialmente per un cliente che è tale da quando ha preso la patente e che quindi vi ha dato qualche decina di migliaia di euro e che avrebbe potuto continuare a darveli in futuro se foste un po' più furbi
- come ripeto, non è stata colpa mia, ma vostra, perché NON mi avete avvertito via SMS della fine della campagna promozionale
...considerato tutto questo, data la totale mancanza di comprensione da parte vostra e il rifiuto di restituirmi i punti che mi ero guadagnato con la mia ingenua fedeltà alla vostra azienda, sappiate che da oggi non sarò mai più vostro cliente, ed eviterò con cura di mettere carburante presso qualsiasi distributore Q8.


Beh, vado a metano dal 2008, mi pare, e quindi non è che per Q8 sia stata una gran perdita. Però ci tenevo a mettere a verbale sta cosa.

Comunque stamattina ho ricevuto un nuovo messaggio da Q8:

Gentile cliente,
in riferimento alla sua pratica n°1055049, le comunichiamo, sperando di farle cosa gradita, il codice per l’accredito dei 101
punti è 55221043 ed è valido fino al 16-07-2019
Comunichi il codice al suo gestore e tramite l’apposita operazione su POS, “Punti Bonus”, le verranno accreditati sulla sua carta
Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni
Distinti saluti

13 aprile 2019

Bando allla fuffa sulla legittima difesa. E il legittimo attacco?

Le modifiche al codice penale introdotte dal governo in carica in tema di legittima difesa hanno valore solamente cosmetico: praticamente nulla è cambiato. L'unico scopo perseguibile, perseguito e forse ottenuto è stata l'approvazione di tanti cittadini che si sentono più liberi di difendersi, senza capire che non è così; chi invece ha un minimo di capacità analitica si trova di fronte uno scenario di non-cambiamento che era ovvio fin da prima.

Meno ovvio è che il governo sarebbe potuto intervenire ragionevolmente su un aspetto che avrebbe portato al tempo stesso consenso e utilità per i cittadini: il legittimo attacco.

Questo intendo: io voglio essere libero di picchiare non solo chi tenta di far del male fisicamente a me o a un'altra persona. Voglio anche essere libero di usare violenza fisica anche per interrompere un tentativo di arrecarmi illegalmente un grave danno.

Il grave danno può essere il furto, lo scippo, il danneggiamento o la dispersione di un oggetto appartenente a me o che mi è stato affidato (es. danneggiamento della mia automobile, o della chitarra che ho preso in prestito o in affitto, o il lancio nel fiume del mio pallone).

O anche la limitazione della mia libertà, specialmente se si tratta dell'impedimento di fare qualcosa che per me è urgente, e che se non fatta determina per me un grave danno.

Un paio di esempi:

- Se sono un chitarrista e devo entrare nel teatro in cui si svolge il mio concerto, un bullo mi impedisce di entrare mettendosi davanti alla porta, la Polizia al telefono mi dice che può intervenire non prima di 40 minuti, ed essendo io in ritarto la gente già se ne sta andando e sta giustamente ricevendo indietro i soldi del biglietto, io voglio avere il diritto di mettere KO il bullo ed entrare nel teatro per suonare.

- Se un bullo mi impedisce di entrare in automobile e per questo motivo rischio di perdere l'aereo, non è pensabile chiamare la polizia e poi denunciarlo per i danni che ho subito per il fatto che ho perso l'aereo, così come non è pensabile (tornando alla legittima difesa) lasciarsi picchiare perché "tanto poi lo quereli e chiedi i danni".

Sto parlando di situazioni in cui no, non è sufficiente uno spintone per farsi strada, perché il bullo è grosso e non sarebbe sufficiente; sto parlando di situazioni in cui il bullo lo metti KO oppure non puoi riuscire a tornare libero di fare quello che volevi legittimamente fare.

Analogamente voglio essere libero di picchiare un delinquente per interrompere il suo tentativo di arrecare un grave danno a un'altra persona che mi ha chiesto aiuto.

Picchiare in che modo? Ferendolo quanto?

Come per la legittima difesa, ci dev'essere una giusta proporzione fra offesa e difesa. Mi rendo conto che in un eventuale processo non sarà facile per un giudice stabilire quando il legittimo attacco è tale e quando è esagerato. Direi che nel dubbio (mi riferisco al dubbio sull'entità della violenza, non su come siano andate le cose), il Giudice dovrebbe dare torto a chi se l'è cercata, e dargli ragione (in parte) quando l'esagerazione è palese. Inoltre l'esagerazione dovrebbe essere rilevata sulla base dell'azione e della verosimile volontà di far male, e non del danno effettivamente subito. Ad esempio, se ti do uno spintone per impedirti di rigarmi l'automobile e tu inciampando batti la nuca e muori, il danno è stato esagerato, ma non la mia azione, perché verosimilmente non avevo intenzione di ammazzarti, dunque il mio legittimo attacco deve considerato tale.

23 marzo 2019

Come eliminare la coda di stampa in Windows 10

Talvolta la stampante impazzisce. Occorre revocare l'ordine impartito al computer, altrimenti si genera un caos di fogli e inchiostro sprecati inutilmente. Con Windows 10 accade più raramente rispetto ai precedenti sistemi operativi Microsoft, mi pare. Però qualche volta accade. E accade anche che il metodo più comune per eliminare la coda di stampa non funzioni o non sia applicabile.
Eccoli tutti quanti i metodi (che io conosco), dal più semplice al più arzigogoloso (e però efficace di sicuro o quasi).

Metodo più semplice

1) Apri la finestra della coda di stampa
  • Se sul desktop in basso a destra, accanto all’orologio, compare l’icona della stampante, fai doppio clic su di essa
  • Se in basso a destra l’icona della stampante non compare, sul gruppo di icone accanto all’orologio, cerca una freccia rivolta verso l’alto; se presente, è quella più sulla sinistra; dopo averla cliccata, vedrai le icone nascoste; clicca sull’icona della stampante se è presente fra queste
  • Se l’icona della stampante non è presente, neanche fra quelle nascoste, procedi così:
    • Su Cortana scrivi “Stampanti e scanner” e premi INVI
    • Nella lista, clicca sulla stampante che stavi usando
    • Clicca su Apri Coda
2) Elimina la coda di stampa
  • In alto a destra clicca Stampante
  • Nel menu a tendina clicca Elimina tutti i documenti e attendi qualche secondo

Metodo meno semplice

1) Arresta lo Spooler di stampa
  • Su Cortana digita services.msc e premi INVIA
  • Sulla lista a destra clicca Spooler di stampa
  • Sulla sinistra clicca Arresta e attendi qualche secondo senza chiudere la finestra
2) Cancella i file di stampa
  • Apri la cartella C:\Windows\System32\spool\PRINTERS
  • Se compare un messaggio che parla di autorizzazioni ad accedere alla cartella clicca Continua e, se richiesto, inserisci la password di accesso a Windows
  • In questa cartella “Printers” seleziona tutti i file e cancellali.
3) Riattiva lo Spooler di stampa
  • Torna sulla finestra Servizi citata nel punto 1
  • Alla voce Spooler di stampa clicca su Avvia il servizio, per poter stampare altri documenti, adesso che il caos è eliminato.

16 marzo 2019

Su Facebook se non mi segui non ha senso rimanere nella mia lista amici

Questa è un’aggiunta al video dell’anno scorso in cui ho parlato della cancellazione di tanti amici su Facebook per l’impossibilità di seguirli tutti e non necessariamente per antipatia (perché amicizia e buoni rapporti possono esserci anche senza Facebook, come era noto a tutti prima del 2008). Aggiungo un’altra motivazione: un uso troppo diverso di questo mezzo di aggregazione...



Può capitare anche al di fuori di Facebook che l’aggregazione crei problemi: capita ad esempio di avere un’esperienza non gratificante nel frequentare un gruppo di persone che però frequentare singolarmente risulta piacevole.

Per me inviare un post su Facebook è qualcosa di simile a parlare a un gruppo di amici, proprio quelli che sono nella mia lista, e quindi trovo importante sapere, pur senza la pretesa di estrema precisione, a chi arriva ciò che dico. Se ne fai parte, è normale che tu non interagisca se ho pubblicato una foto che ti lascia indifferente o una battuta che non ti ha fatto ridere. Ma se questo si è ripetuto per un lunghissimo periodo, mi viene da pensare che i miei post non li guardi mai, oppure lo fai ma niente di quello che ho postato trovi degno di nota, neanche le cose che evidentemente sono state per me importantissime. Dopo un post su un evento importante per la sua bellezza è normale aspettarsi felicitazioni; se il fatto è molto importante perché brutto, è normale aspettarsi parole di vicinanza. Quest'ultimo è stato il mio caso nel mese scorso, quando è morta mia nonna e, a pochi giorni di distanza, mia mamma. Occasioni in cui tanti dei miei FB-friend non mi hanno contattato. Ho dedotto, chiaramente, non un menefreghismo, ma uno scarso uso di Facebook, o un eccessivo numero di amici che molti hanno e che riempie la loro bacheca rendendo più probabile che qualche post sfugga (problema che io non voglio avere, ed è per questo che l’anno scorso ho ridotto gli amici da qualche centinaio a qualche decina, anche con l’intento di una rispettosa trasparenza). A proposito di un uso secondo me improprio di Facebook ho deciso che chi usa / non usa Facebook avendo risultati del genere, non ha per me senso mantenere nella lista di amici, da cui mi aspetto di essere ascoltato quando ho qualcosa da dire. Se una sera uscissi con 150 persone che ritengo piacevoli e volessi dire qualcosa a tutti loro senza riuscirci a causa del brusìo, questo mi farebbe venire voglia di tornare a casa in anticipo, sperando ci sia occasione di incontrare ognuno di loro singolarmente.

Siccome amicizia e chiarezza nella comunicazione sono per me molto importanti, ho investito 2-3 ore per rivedere le reazioni e i commenti ai miei post degli ultimi 12 mesi, e così mi sono accorto che circa la metà dei miei circa 150 FB-friend per questo lungo periodo non ha interagito e quindi per un motivo o per un altro i miei post probabilmente non incontravano il loro interesse; per fare più ordine nella mia testa, per avere una visione più chiara di ciò che accade quando invio un post, per non avere l’impressione di parlare a chi in realtà non riceve i miei messaggi o non è interessato, cancellerò queste persone dalla mia lista.

Spero prima possibile succeda sui social network quello che è successo con le email. Quando l'uso delle email passò dalle mani di poche persone a milioni di utenti, tantissimi non si facevano scrupoli a mandare barzellette, perle di saggezza o presunte tali, bufale e catene di Sant’Antonio varie a tutti i contatti della propria rubrica. Poi questa tendenza è scomparsa. Per fortuna ora nessuno lo fa più: siamo tornati a fare dell'email l'uso iniziale, per cui era stata concepita. Di conseguenza, quando una persona riceve un’email da un amico, solitamente le dà una certa importanza e con buona probabilità la legge. Spero che questo accada anche con Facebook, strumento nato principalmente per mantenere e coltivare l’amicizia nonostante la distanza fisica e non per inviare a destinatari imprecisati il gattino, o la canzone, o l’articolo politico.

Se sei un mio amico o una mia amica e ti ho cancellato dalla mia lista su Facebook per il motivo che ho appena spiegato, spero che prima o poi userai questa piattaforma in modo simile a come faccio io; in tal caso, chiedimi pure l’amicizia e sarò lieto di accettarla.

05 marzo 2019

Youtube video embedding: eliminare alla fine video consigliati di altri canali

Una volta esisteva un modo per fare l'embedding di un video YouTube in modo che alla fine della riproduzione non ci fossero i vari riquadri che consigliavano la visione di altri video.
Addirittura questo per possibile al momento della creazione automatica del codice embedded, proprio sulla piattaforma di YouTube.

Ora non è più così: YouTube non offre più questa possibilità.

E non si ottiene lo stesso risultato che si otteneva una votla neanche ricorrendo a una modifica manuale del codice: una volta bastava aggiungere all'interno del codice, dopo l'URL del video, la stringa

?rel=0

e ottenere così il buio totale alla find della riproduzione del video.

Adesso questa modifica non è proprio inutile, ma il suo effetto è cambiato: si ottiene che alla fine della riproduzione vengano proposti non video di altri canali, ma solo video del proprio canale.

Accontentandoci di ciò, vediamo come fare di preciso con un esempio.

Mettiamo che i il codice embedded di un video YouTube sia

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Pu9WHPazXBE" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

All'interno dell'embedded la stringa che ho evidenziato in rosso è l'URL del video. Alla fine di tale stringa va aggiunta quella citata all'inizio (in verde), quindi il tutto diventerà

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Pu9WHPazXBE?rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

In questo esempio ho scelto una puntata di MalaSpeak, contenuta nel canale YouTube Psicoperformance. Come vedi qui sotto, usando questo codice, alla fine della riproduzione vengono consigliati solamente video del canale Psicoperformance.

28 febbraio 2019

Porta USB difettosa... prova a togliere il risparmio energetico

Un'entrata USB potrebbe essere da sostituire in quanto completamente non funzionante o non funzionante a tratti.

Beh, se parliamo di un computer fisso, sostituire una porta USB appartenente alla scheda madre significa lasciarla lì per non usarla più e aggiungerne un'altra in uno slot libero. Se parliamo di un portatile, non saprei. Ma tanto non è di questo che volevo parlarti in questo articolo.

Voglio piuttosto consigliarti di non decidere subito per l'aggiunta / sostituzione di uno slot USB: prima prova a vedere se il problema si risolve disattivando il risparmio energetico per le porte USB.

Su Windows 10 (sugli altri sistemi operativi non so) esiste proprio una voce specifica... Ecco come trovarla e come disporre l'impostazione suddetta.

- Nella barra di ricerca, scrivi "Pannello di Controllo" e clicca sulla relativa voce che appare in alto
- Clicca "Opzioni risparmio energia"
- Seleziona "Prestazioni elevate"
- Alla destra di "Prestazioni elevate" clicca "Modifica impostazioni combinazione"
- Clicca "Cambia impostazioni avanzate risparmio energia"
- Se necessario, espandi "Impostazioni USB" cliccando sul "+" a sinistra
- Se necessario espandi "Impostazione sospensione selettiva USB" allo stesso modo
- Se il risparmio energetico per le porte USB non è stato disabilitato, leggerai la scritta "Impostazione: Abilitata"; in tal caso, clicca sulla parola "Abilitata"
- Sul menù a tendina che compare, clicca "Disabilitata"
- In basso a destra clicca su "Applica"
- Clicca su "Ok"

17 febbraio 2019

Disattivare l'antivirus su Windows 10 definitivamente

Windows 10 è un tipo strano, se guardiamo la funzione di Windows Defender: andando sulle impostazioni riguardanti la protezione da "virus e minacce" (bella dicitura), al di sopra della levetta per disattivare la protezione in tempo reale si legge:

"Puoi disattivare l'impostazione per un breve periodo prima che venga riattivata automaticamente"

Anvedi se uno non può prendere decisioni sull'antivirus a tempo indeterminato. Mah.

Le conseguenze del non poter disattivare l'antivirus sono l'eventuale cancellazione automatica di file erroneamente scambiati per virus. E parlo di una cancellazione irreversibile, non di uno spostamento nel cestino, da dove il file si può recuperare.

Ho scoperto, grazie alle spiegazioni di una persona più esperta di me, che per disattivare l'antivirus su Windows 10 intanto bisogna avere non Windows 10 Home, ma Professional o superiore. Inoltre occorre smacchinettare un po', in un modo certo non intuitivo per un utente comune.

Ecco cosa devi fare di preciso:
  • Clicca sull'icona col cerchietto per la ricerca (solitamente nell'angolo in basso a sinistra, accanto ai quattro quadratini di Windows)
  • Scrivi gpedit.msc e clicca in alto su gpedit.msc quando compare.
  • Si aprirà una finestra "Editor Criteri di gruppo locali". Dovrai ora agire sulla parte sinistra di questa finestra (che se necessario puoi espandere trascinando col mouse il suo margine destro).
  • Sotto a "Configurazione Computer" clicca sulla freccetta che compare a sinistra della cartella "Modelli amministrativi", affinché si espanda facendo visualizzare le sue sotto-cartelle.
  • Allo stesso modo, espandi la cartella "Componenti di Windows"
  • Stessa cosa per la sua sotto-cartella "Windows Defender Antivirus"
  • Agisci ora sulla parte destra della finestra (anch'essa espandibile col trascinamento del suo margine destro): scorri in basso l'elenco delle voci finché non trovi "Disabilita Windows Defender Antivirus". Fai doppio clic su questa voce, e si aprirà l'omonima finestra.
  • In questa nuova finestra seleziona la voce "Attivata"
  • Clicca su "Applica" e poi su "Ok"
Ecco fatto.

Detto ciò, come assicurarsi che i file soggetti ad ingiusta accusa di essere virus vengano cancellati in un PC con Windows 10 (pensa ad esempio al caso in cui senza pensarci hai portato il file su un PC di un tuo amico che non ha usato l'accorgimento su descritto) ?

Io faccio così: uso Winrar, che è nato per creare degli archivi compressi di file (quindi per ridurne le dimensioni creando un unico file di cui è più facile l'invio o lo stoccaggio), ma che è utile anche per rendere un file o un gruppo di file impenetrabile da curiosi non autorizzati... compresi gli antivirus.

Per far questo puoi "racchiudere" il file da proteggere in un archivio RAR protetto da password. In questo modo, almeno finché il file è "inglobato" lì dentro, l'antivirus non potrà penetrarvi per analizzarlo ed eliminarlo. Quando scompatti il file, se questo viene eliminato, ne hai sempre una copia di riserva all'interno del file.rar.
Per non dimenticare la password, in questo caso, puoi includerla direttamente nel nome del file. Ad esempio, se la password è "nonvirus", puoi creare l'archivio denominato file_(pw nonvirus).rar.

29 gennaio 2019

Pensierino sulle recensioni su Google Maps

Le recensioni delle aziende su Google Maps sono affidabili?

Dipende.

Quando si tratta di grandi esercizi commerciali, immagino siano affidabili, nell'insieme. Quando invece si tratta di ditte individuali o piccoli esercizi commerciali, c'è da fare una tara.

Come gli utenti si immaginano, le grandi aziende, ad esempio le catene di supermercati o di fast-food, stanno in piedi grazie fattori che hanno un'efficacia molto più grande rispetto alle recensioni online: stanno in piedi grazie al marketing e all'essere conosciuti dalle persone di una certa zona per la propria storia o per la propria grandezza o per i prezzi bassi. I dirigenti di queste aziende non si sognerebbero mai di querelare una persona perché ha scritto una recensione anche molto negativa, magari diffamatoria: questo potrebbe portare un danno ulteriore e molto più grande, indipendentemente dall'esito della causa, perché molta gente non vede di buon occhio una grande azienda che si mette contro a una singola persona (lo scenario ricorda un gigante che schiaccia piccola creatura, e si tende a fare il tifo per quest'ultima).

Se invece parliamo di piccole attività commerciali c'è da tenere conto di vari fattori, che rendono le recensioni su Google Maps meno affidabili:

- se il numero di recensioni è minore di qualche decina, è abbastanza alta la percentuale di parenti e amici che potrebbero aver scritto una falsa recensione positiva;
- anche se un utente è rimasto insoddisfatto, potrebbe non avere voglia di infliggere un danno, a meno che non sia molto arrabbiato;
- se un utente insoddisfatto ha anche lui la propria piccola azienda su Google Maps (magari è un libero professionista), potrebbe pensare che scrivere una recensione negativa lo esponga al rischio di essere a sua volta recensito negativamente per vendetta;
- un utente insoddisfatto potrebbe non voler raccontare la propria esperienza negativa di cui non ha sufficienti prove per paura di una querela.

E ve lo dice il proprietario di una ditta individuale che ha uno spazio su Google Maps e, al momento, poche recensioni.

Che ne pensi? Scrivimelo nello spazio dedicato ai commenti (però non fare come tanti hanno fatto fin ora: leggi prima il messaggio "IMPORTANTE"!)

28 gennaio 2019

Bufala: dire "esci il cane" è corretto secondo l'Accademia della Crusca

Uscire il cane - Bufala: non è corretto
Vari siti web, alcuni anche famosi, hanno riportato in questi giorni una notizia falsa, su cui molti sono cascati, non avendo letto attentamente (o, come avviene spesso, non avendo letto proprio) l'articolo di Vittorio Coletti pubblicato sul sito dell'Accademia della Crusca l'11 gennaio scorso, a cui i bufalari si riferiscono.

Addirittura il sito italiano dell'Huffington Post titola La rivincita del Sud. Per la Crusca si può dire "esci il cane" o "siedi il bambino".

Al suo interno si legge:

Quante volte avete sentito dire [...] "esci il cane", "entra i panni", o "siedi il bambino" e avete pensato che fosse sbagliato? Da oggi sappiate che non è più così. Almeno nella lingua parlata.

Da oggi un corno.

Non da oggi, ma da sempre ci si può esprimere come si vuole nella lingua parlata (in questo caso è pacifico che per "lingua parlata" si intenda "linguaggio informale usato fra parenti, amici, etc", perché se ad es. il Presidente della Repubblica parla alla nazione ok, anche quella è lingua parlata, ma si tratta di un impeccabile italiano corretto).

Nell'articolo di Vittorio Coletti c'è scritto:

Diciamo insomma che sedere, come altri verbi di moto [fra cui "uscire", che l'autore aveva citato fra gli esempi in precedenza], ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali.

Beh, si sapeva. Questo articolo non mi pare portatore di alcuna novità, e la sua lettura mi pare possa essere utile solamente a una persona straniera.

Ha poco senso discutere di ciò che si può dire o che non si può dire nell'ambito di un linguaggio regionale o popolare, citato evidentemente affinché non lo si confonda con l'italiano corretto, quest'ultimo usato dai giornalisti in TV, dai legali nei tribunali, dagli studenti nelle interrogazioni, etc.

Allora grazie tante che si può usare. In contesti in cui l'importante è farsi intendere in qualche modo è sempre stato lecito usare un linguaggio dialettale o popolare. Lecito, ovvio... qualcuno ha pensato che invece usando quei termini si rischiasse una multa o l'arresto?

2)

Vittorio Coletti ha scritto, nel secondo paragrafo del suo articolo, che è lecita la costruzione transitiva del verbo "sedere". Non afferma niente del genere per le altre diciture, di cui parla solo nel paragrafo precedente. Saper leggere, ragazzi. Saper leggere:

È lecita allora la costruzione transitiva di sedere? Si può rispondere di sì [...] Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla.

Mi pare la cosa abbia senso, dato che è corretta l'espressione "io mi siedo", dove il "mi" è complemento oggetto. Dunque io siedo me stesso. Se invece di sedere me stesso siedo il bambino, non vedo il problema.

Mi arrabbia il fato che per accaparrarsi visite in più, certi bufalari addirittura si inventano notizie false sulla lingua italiana.

"Uscire" è intransitivo, e viene usato come transitivo solo a livello dialettale/popolare. Quindi farlo passare per italiano corretto era e rimane un errore. Non è italiano per me, non lo è per gli insegnanti di lettere, non lo è per i giornalisti e non lo è per l'Accademia della Crusca.

23 gennaio 2019

Auspico l'introduzione dei reati di raggiro e tentato raggiro

Ieri ho scoperto che in Italia è reato dichiarare il falso in documenti aziendali soggetti a controlli di autorità pubbliche e in certificati medici o forensi o simili... mentre per tutte le altre scritture private dichiarare il falso non è reato.

Non sto parlando di casi in cui si discute sulla autenticità di un documento. Sto parlando di casi in cui è pacifica l'autenticità del documento, il cui contenuto contiene affermazioni dolosamente mendaci.

Secondo me dovrebbe essere reato perseguibile a querela.
E dovrebbe esserlo anche dichiarare verbalmente il falso per indurre una persona ad acquistare un bene o un servizio.

No, non sto parlando di truffe, perché per sussistere il reato di truffa ci dev'essere un danno oggettivo. Io sono per punire anche chi non ha procurato un danno oggettivo, ma ha comunque dichiarato il falso nella scrittura privata.

Potremmo chiamarlo reato di raggiro.

Ecco, vorrei fosse introdotto il reato di raggiro. E naturalmente anche il reato di tentato raggiro.

Tre esempi:

1)

A Tizio viene proposto da parte di una web-agency un contratto che prevede l'ottimizzazione per motori di ricerca allo scopo di far ben posizionare su Google la propria azienda.
Nel contratto c'è scritto che la web-agency ha un qualche rapporto con Google, tipo che è amica di Google, cugina di Google, o addirittura mandataria di Google, e che quindi ha strada facile nel far sì che quell'azienda, avvalendosi di questa web agency, venga ben posizionata. Oppure non c'è scritto nel contratto, ma è stato detto a voce dalla persona che ha proposto il contratto a Tizio.
Ma non è vero: Google e quella web-agency non si sono mai parlate.
Quindi la web-agency ha dichiarato il falso. Io ritengo che, indipendentemente dalla bontà del lavoro eseguito dalla web-agency, la sua condotta dovrebbe essere perseguita penalmente, e dovrebbe essere perseguita penalmente anche la semplice proposta di un contratto del genere, anche se non viene firmato dal cliente.

2)

Una persona musulmana che fa le pulizie viene volontariamente illusa dal datore di lavoro, un ristoratore, che nel suo ristorante non si mangia il maiale, il che viene precisato nel contratto oppure verbalmente. Il musulmano accetta il lavoro, cosa che non farebbe se lì il maiale si mangiasse, perché lui è ancora più intransigente dei suoi confratelli. Poi, dopo un po' di tempo che il musulmano lavora in quel locale, si scopre che lì il maiale viene cucinato, e veniva cucinato anche prima, e il datore di lavoro ovviamente lo sapeva benissimo. Il danno oggettivo non c'è stato, perché lo stipendio pattuito è stato comunque pagato, ma il lavoratore è stato ingannato e così indotto ad accettare l'incarico contro i suoi valori.
La condotta del datore di lavoro dovrebbe, secondo me, essere punita penalmente, e dovrebbe essere punita penalmente anche la sola proposta di lavoro (anche se non accettata) nella quale, verbalmente o per iscritto, il datore di lavoro dichiara il falso.

3)

Un agente di spettacolo propone a un aspirante attore l'iscrizione dietro pagamento di una quota annuale. Per convincerlo a iscriversi gli dice che la propria agenzia ha fatto diventare famosi gli attori X, Y e Z, e però non è vero.
Secondo me questo dovrebbe configurare reato, indipendentemente dal fatto che l'aspirante attore abbia accettato l'offerta oppure no.