15 settembre 2019

Obiezioni sul modulo DAT scaricato dal sito dell'Associazione Coscioni

Le disposizioni anticipate di trattamento (DAT), a cui ci si riferisce comunemente con "testamento biologico" possono essere scritte nella forma che si preferisce. Potrebbe comunque essere di aiuto un modulo da compilare. Ha messo a disposizione un modulo ad esempio l'Associazione Luca Coscioni (questo il link per scaricarlo), scaricabile dal relativo sito. L'ho scaricato e, dopo averlo letto, ho scritto all'associazione un messaggio in cui esprimo alcune mie perplessità, che riporto anche qui sotto nell'attesa di una risposta affinché anche tu possa dirmi cosa ne pensi. In verde, le parole che ho trovato scritte sul modulo, in nero i miei commenti. Buona lettura, se ti va.

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Qualora fossi in una condizione di malattia giudicata irreversibile associata a grave disturbo cognitivo tale da compromettere le mie capacità di coscienza o giudizio o di comprensibile espressione,

Manca “gravemente”. Dovrebbe essere “compromettere gravemente le mie capacità di coscienza…”. Lo specifico perché non è pensabile che una leggera compromissione della capacità di coscienza possa determinare l’interdizione della persona e la precedenza di un documento scritto rispetto a quanto dichiara nel presente.

Inoltre, leggendo questa prima parte mi è parso di capire il significato della premessa è la contemporaneità di: grave compromissione della coscienza etc + malattia giudicata irreversibile.
E se le due cose, che devono essere presenti, contemporaneamente, sono la stessa cosa, le condizioni della premessa sono da considerarsi soddisfatte?
Mi spiego meglio.
Se un disturbo cognitivo è talmente grave da impedirmi di esprimermi, si tratta già di una malattia irreversibile. Ad esempio una demenza avanzata è certamente una malattia irreversibile.
Quindi dire “condizione di malattia giudicata irreversibile associata a grave disturbo cognitivo etc” è come dire “zoppia associata a una frattura di tibia”.

Ma poniamo pure che per “malattia giudicata irreversibile” ci si riferisca a qualsiasi malattia giudicata irreversibile ad eccezione di quelle che coinvolgono la sfera cognitiva.
Occorre ricordare che per ottenere l’adempimento alle disposizioni, e in particolare alla quarta (si ricorra alla sedazione profonda”) non è sufficiente che sussista una “malattia giudicata irreversibile”. La sedazione profonda è infatti per legge prevista se l’esito è infausto, cosa che non si può dire parlando di un 20enne con un diabete di tipo I.

Quindi, per non dare “false speranze” a un 20enne depresso con un diabete di tipo 1 che vuole morire, vi consiglio di cambiare la dicitura del vostro prestampato, aggiungendo proprio quello che prevede la legge, e cioè non scrivendo non semplicemente “malattia giudicata irreversibile”, ma ad esempio “gravi sofferenze causate da una malattia giudicata irreversibile”.

dispongo che:
- in caso di arresto cardio-respiratorio si pratichi la rianimazione cardiopolmonare  SI  NO

“in caso di arresto cardio-respiratorio” è inserito solo nel primo punto dell’elenco, quindi immagino che fosse vostra intenzione riferirlo solo a tale primo punto. È così? Lo chiedo perché se invece valesse per tutti i punti dovrebbe essere messo prima di andare a capo, nella stessa riga di “dispongo che:”.

- si pratichino forme di respirazione meccanica   SI  NO

Dire semplicemente “no” alla ventilazione meccanica è troppo generico. Chi fa il testamento biologico e nega l’autorizzazione a certe pratiche mediche immagino lo faccia per evitare di soffrire. Se semplicemente gli si nega l’ossigeno quando ne ha bisogno, muore soffocato. E questa cosa non è compatibile con la volontà di non soffrire se non si specifica che prima di eliminare la ventilazione meccanica occorre eseguire la sedazione terminale (o “sedazione profonda”). Lo so, il cittadino può benissimo barrare “sì” alla voce sulla sedazione terminale, ma se si scorda di farlo? Verrebbe fuori uno scenario crudele e inaccettabile. Quindi la clausola della sedazione terminale dev’essere, secondo me, specificata nello stesso quesito. Ovvero la scelta non dovrebbe essere fra “sì” e “no”, ma fra
si pratichino forme di respirazione meccanica
e
se necessario, si pratichi la respirazione meccanica solo per il tempo necessario a preparare la sedazione profonda, ed immediatamente dopo si pratichi la sedazione profonda e si interrompa la respirazione meccanica.

- si pratichino idratazione o nutrizione artificiali   SI  NO

Vi invito a una riflessione simile alla precedente. Lasciar morire di fame e di sete una persona che ha compilato il testamento biologico allo scopo di non soffrire è una contraddizione. Anche in questo caso occorre specificare che prima di interrompere alimentazione e idratazione si deve eseguire la sedazione terminale.

- si ricorra alla sedazione profonda   SI  NO

Prima di commentare questo punto attendo la vostra risposta alla precedente domanda che ho fatto riguardo all’andare a capo oppure no prima di “in caso di arresto cardio-respiratorio”. Premetto che se il layout è corretto così come l’avete scritto, allora barrando il “sì” a questa disposizione sul ricorso alla sedazione profonda, genericamente si dispone che venga attuata tale pratica solo nel caso in cui ci si trovi nelle condizioni espresse nelle prime righe di premessa del documento.

- si pratichi dialisi   SI  NO
- si pratichino interventi di chirurgia d’urgenza  SI  NO
- si pratichino trasfusioni di sangue   SI  NO
- si somministrino terapie antibiotiche   SI  NO

Commentando questi punti mi verrebbe di nuovo da fare un discorso simile ai precedenti sull’aggiunta della sedazione profonda, che per la verità non mi pare abbia senso non eseguire secondo l’opinione della persona che ritenga la propria vita ormai inutile. Tutto sta nel capire quando, secondo la legge (chiara? Non so), è plausibile autorizzare una persona a dichiarare una vita non più degna di essere vissuta.

13 settembre 2019

Petizione: STOP macellazione di animali ancora vivi e coscienti!



Un nuovo filmato girato in un macello in Lombardia mostra operatori che tagliano la giugulare degli agnelli senza prima stordirli; operatori che, per separare più in fretta la pelle dalla carne, sparano aria compressa sulle ferite delle loro zampe mentre sono ancora coscienti. Sei anni di inchieste di Animal Equality certificano che questa non è l’eccezione. È la regola È uno standard italiano.

In occasione dei controlli delle autorità le pratiche più crudeli vengono evitate e improvvisamente, per un giorno, si rispetta la legge. In tutti gli altri giorni è facile maltrattare gli animali senza doverne pagare le conseguenze, in macelli che non a caso sono fuori dai centri abitati, e i cui dipendenti hanno dovuto firmare contratti con clausole di riservatezza.
In questa segretezza di continua crudeltà e illegalità Animal Equality ha fatto qualche breccia coi suoi filmati. Ma informare le persone non basta. Si deve esercitare una pressione sui politici affinché migliorino le normative per quanto riguarda 4 punti:
  • Obbligo di telecamere a circuito chiuso negli allevamenti
  • Obbligo di stordimento prima dell'uccisione senza le attuali eccezioni
  • Aumento delle pene per chi viola le normative (perché una semplice multa non basta)
  • Controlli più frequenti e soprattutto a sorpresa.
A questo scopo ti invito a firmare la petizione.

VAI ALLA PAGINA DELLA PETIZIONE:
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E se non l'hai ancora fatto, smetti subito di mangiare carne che proviene da allevamenti intensivi. E rifiutati di compratela. Non non comprarla per te, non per i tuoi parenti, non per i clienti del tuo bar, del tuo ristorante o chiosco, non per gli ospiti del tuo albergo o della tua casa di riposo, non per i commensali della cena di quartiere in piazza, non per la festa di compleanno tua o del tuo bambino. Rifiutati di essere complice di queste oscenità.

E dopo aver firmato...

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ricordando di rendere il post visibile a tutti (non solo agli amici)

03 settembre 2019

Per chi ha votato Salvini credendolo "come Minniti, ma meglio"

Matteo Villa, ricercatore del programma Migrazioni dell'Istituto per gli studi di politica internazionale, basandosi sui dati del Ministero dell'Interno, dell'UNCHR, IOM, ISPI,
ha pubblicato su Twitter vari post, che messi insieme danno un'idea su ciò che è accaduto nel Mediterraneo quanto a migrazioni dalla Libia e morti, confrontando tre periodi:

- luglio 2016-giugno 2017, prima che l'allora ministro dell'Interno Rocco Minniti trattasse col presidente libico Fayez al-Sarraj sui rimpatri;

- luglio 2017-maggio 2018, da dopo che tali politiche di Minniti fino alla fine del suo mandato;

- giugno 2018-agosto 2019, quando il ministro dell'Interno era Matteo Salvini.

Ritenendo particolarmente utile ciò che Matteo Villa ha spiegato, visto che un post su Twitter rischia di perdersi fra mille altri, ne riporto di seguito i contenuti. Buona lettura.


1) DIMINUZIONE DEGLI SBARCHI DALLA LIBIA

La diminuzione di sbarchi in Italia dalla Libia è stata maggiore con Minniti rispetto che con Salvini:

Meno 140.000 nel periodo Minniti;

Meno 30.000 nel periodo Salvini.


2) POLITICHE DI DETERRENZA E PARTENZE DALLA LIBIA

Rispetto agli sbarchi in Italia, le partenze dalla Libia sono calate più rapidamente con Minniti che con Salvini.


Ecco perché il numero di morti in mare non è diminuito come sperato.

Tra chi è partito dalla Libia, i morti in mare sono diminuiti con Minniti e aumentati con Salvini:

4.049 morti prima del periodo Minniti;

1.168 morti nel periodo Minniti;

1.369 nel periodo Salvini.


3) POLITICHE DI DETERRENZA E RISCHIO DI MORTE IN MARE

Tra chi è partito dalla Libia, per ogni migrante il rischio di morire in mare è rimasto sostanzialmente invariato con Minniti, mentre è triplicato con Salvini:

2,0% morti ogni migrante partito prima del calo;

2,1% nel periodo Minniti;

6,0% nel periodo Salvini.

L'aumento del rischio di morte in mare non ha sufficientemente dissuaso i migranti dalla fuga via mare dalla Libia. Però ha fatto aumentare il numero assoluto di morti in mare. "Lo anticipavamo nove mesi fa", scriveva venerdì scorso Matteo Villa.


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Risposte a obiezioni mosse da un commentatore su Twitter:

- Come mai per Salvini inizia a contare dal primo giorno di insediamento del governo mentre per Minniti da 7 mesi dopo?
- Perché le politiche Minniti (cooptazione delle milizie libiche) hanno avuto effetto da metà luglio 2017; le politiche Salvini (porti chiusi) da subito.

- Le partenze non sono costanti durante l'anno: sono molte di più d'estate. Se considera periodo luglio2017 → maggio2018 per Minniti dovrebbe considerare luglio 2018 → maggio 2019 per Salvini.
- È un’obiezione fallace:
(1) la stagionalità nel periodo successivo al calo delle partenze è stata minima;
(2) [...] ci sono effetti di trascinamento delle politiche Minniti che solo modelli multivariati fanno emergere, quindi qui sto facendo un favore a Salvini.


E adesso che i numeri parlano, basterà sottoporli all'attenzione del leghista medio per fargli cambiare idea sul fatto che Salvini sia "come Minniti, ma meglio" ?
Macché: tutti questi numeri sono per i professoroni, evviva il capitano.


Aggiornamento del 4.9.2019: Matteo Salvini ha pubblicato su twitter un filmato in cui gli immigrati su una barca, bloccata da molti giorni, festeggiano saltando, ridendo e abbracciandosi dopo aver saputo che potranno sbarcare.
Al video (girato da un reporter che poco più tardi gli ha fatto notare che deve pagargli i relativi diritti per utilizarlo) è stata aggiunta la scritta
Nave centri sociali, sbarcati per "emergenza sanitaria"
Paralitici e infermi...

Il commento di Salvini (o più probabilmente di colui che si occupa del suo account Twitter) è:
Ma che bello il "clima" del governo a guida PD: sbarcati gli immigrati della nave dei centri sociali per "emergenza sanitaria"... Ma pensano che gli italiani siano scemi??? Fai girare!"
A parte il fatto che "emergenza sanitaria" non significa necessariamente paralisi o infermità, Salvini (o l'addetto al suo account Twitter) parla come se non ricoprisse più la carica di ministro dell'interno non fosse ancora lui. E invece, atmosfera o no, per adesso il ministro dell'interno è proprio lui. Mah.

15 agosto 2019

I processi si fanno in tribunale, ma vanno bene anche in TV

Spesso si vedono in TV giornalisti che intervistano persone accusate di un illecito, invitandole ad argomentare in merito, e la risposta è del tipo "Non rilascio di chiarazioni, perché i processi non si fanno in TV, ma nei tribunali".

A parte il fatto che poi, quando vengono condannate, vanno in TV (o mandano in TV il loro avvocato) a spiegare che la condanna è secondo loro ingiusta... cosa impedisce a un imputato di commentare un'accusa difendendosi nel merito? Certo non la legge.

Vecchia barzelletta:

Dialogo fra marito e moglie:
- Caro, c'è da tagliare l'erba.
- Non sono mica un giardiniere, io.
Il giorno dopo:
- Caro, ho chiamato il giardiniere e ha tagliato l'erba. Non avevo i soldi per pagarli e così mi ha chiesto di ricompensarlo andando a letto con lui oppure facendogli una torta.
- E tu gli hai fatto la torta, giusto?
- Non sono mica una pasticcera, io.

Sì, esistono figure professionali adatte a un ceto compito. Esistono strimenti adatti a una certa funzione. Esistono contesti adatti a un certo dibattito.

Ma questo non significa che la persona, lo strumento o il contesto adatti abbiano l'esclusiva, a meno che non ci sia una specifica ragione.

Questa storia secondo cui i processi non si fanno in TV (o sui giornali) è una stupidaggine. I processi si possono fare benissimo anche in TV. Ovviamente si tratterà di processi che portano non a una sentenza, ma a un'opinione che ognuno si fa osservando le varie argomentazioni. Certo, deve essere condotto in maniera obiettiva, e io non risponderei a un giornalista che in passato ha dimostrato scarsa onestà intellettuale, o che lavora per una trasmissione televisiva che si è dimostrata spazzatura.
Quindi, se l'accusato ritiene che il giornalista o la trasmissione siano scorretti, lo dica chiaramente rispondendo "Conosco lei / il programma per cui lavora, so che tagliate ad arte le risposte degli intervistati e costruite servizi faziosi e tendenziosi, quindi mi rifiuto di parlare con voi".
Ma se il giornalista e la trasmissione televisiva offrono un terreno obiettivo, allora rifiutarsi di rispondere può significare solo una cosa: all'accusato conviene divincolarsi in quanto la domanda è scomoda. E cioè è colpevole.

E i giornalisti che si sentono rispondere "I processi si fanno nelle aule dei tribunali, non in TV" .dovrebbero cercare, col tempo, di mettere in cattiva luce questo modo di difendersi.
Purtroppo quella pseudo-argomentazione nella testa di tante persone sembra avere un senso, perché troppe volte è stata detta senza che nessuno rispondesse "Embè? Il processo si fa in tribunale, ma intanto nulla vieta che fai la tua dichiarazione a questo microfono".

La frase "I processi si fanno nelle aule dei tribunali, non in TV" spero un giorno acquisti la stessa valenza stupido-comica che hanno la barzelletta riportata sopra, o più semplicemente la stessa valenza di stupidità di scenari del tipo

- Mi può indicare via Puccini?
- Mica sono un navigatore.

- Secondo te gli extraterrestri hanno visitato la Terra?
- Mica siamo a un congresso di ufologia.

- Mi passi il vassoio dei fagiolini, per favore?
- Mica sono un cameriere.

E l'intervistato mica è innocente. Se no non scapperebbe con una frase fatta.

Petizioni per abolizione di albi e ordini professionali

Gli albi e gli ordini sono inutili enti succhia-soldi.

Non ho mai sentito la mancanza dell'albo della mia professione da quando nel 2005 ho iniziato a lavorare a quando è stato purtroppo istituito dalla ministra Gelmini nel 2018.

E adesso che esiste me ne accorgo per un solo motivo: mi chiede soldi, che sono obbligato da dare, praticamente in cambio di nulla.

Se qualcuno pensa che albi e ordini servano a individuare chi esercita abusivamente la professione si sbaglia: per quello basterebbe un semplice elenco, consultabile liberamente, delle persone aventi il titolo abilitante. Dunque i quattrini che i professionisti danno a albi e ordini servono solo per dare lavoro a chi si occupa di albi e ordini.

Firma la petizione per eliminare albi e ordini delle professioni sanitarie: vai su


e aggiungi il tuo nome.

Sì, lo so, il governo sta per cadere e la destinataria Giulia Grillo, attuale ministra della Salute, non potrà accogliere questa richiesta.
Vorrà dire che questo articolo sarà aggiornato con una nuova petizione quando ci sarà un nuovo governo (gradite segnalazioni di nuove petizioni nello spazio dei commenti).

Altra petizione, per eliminare TUTTI gli ordini professionali in Italia:


Questa è diretta al ministro della giustizia Alfonso Bonafede... stesso discorso fatto sopra.

27 luglio 2019

Presenta la querela in Procura, non alle forze dell'ordine

Il 20 giugno scorso ho ricevuto la notifica dell'archiviazione di una querela per molestia presentata ai Carabinieri nel 2015. Contro chi? Contro ignoti, come ho suggerito nell'articolo "Ingiuria/diffamazione/molestia via web → Querela contro ignoti, anche se sai chi è stato".

Dunque sapevo chi era stato? Eh sì.

Si trattava di molestie telefoniche provenienti da vari call center che si presentavano come promotori di Fastweb, che continuavano a ripetersi nonostante io avessi chiesto ogni volta la cancellazione dei miei dati dai loro archivi.

Beh? Che c'è? Telefonate ripetute nonostante l'invito a smetterla mica costituiranno molestia soltanto quando il chiamante è l'ex-fidanzato. Il fatto che l'autore abbia la partita IVA, tanti dipendenti e lo faccia per soldi e sistematicamente non vedo perché dovrebbe rappresentare un'attenuante. Semmai è un'aggravante.

E infatti il motivo per il quale la querela è stata archiviata non ha nulla a che fare col merito della questione.

Come mi ha spiegato il mio avvocato,

I Carabinieri si son tenuti la querela nel cassetto 4 anni, e hanno trasmesso solo nel 2019 alla Procura, ossia quando erano ormai decorsi i 2 anni di obbligo di tenuta dei log telefonici.
Da qui la richiesta d'archiviazione.

...visto che sarebbe stato impossibile indagare sul fatto.

Ecco quindi un altro insegnamento impartitomi dall'esperienza, e che gratuitamente generosamente giro a te:

Se vuoi fare una querela, consegnala (o falla consegnare dal tuo avvocato) direttamente alla Procura della Repubblica, e non alle forze dell'ordine.

...Perché altrimenti è possibile che le forze dell'ordine mandino tutto in fumo (tanto più che nessuna punizione è prevista per questo tipo di negligenza, quindi non è detto che si sentano spronati a non fare danno)... e tu lo saprai solo quando sarà troppo tardi. Ecco una cosa peggiore della giustizia lenta: la giustizia che non parte neanche.

Chiaramente anche nella Procura della Repubblica potrebbe essere fatto un danno simile, cioè la presa in condierazione della querela quando ormai il reato è prescritto (o comunque tardi abbastanza da rendere molto più probabile la prescrizione rispetto alla conclusione regolare del processo). Ma avere un ostacolo in meno male non fa.

Comunque da un po' di tempo i sedicenti callcenteristi di Fastweb non chiamano più. Mi piace pensare che evidentemente un po' di paura gliel'ho fatta (e invece probabilmente il motivo è un altro... non ne ho idea, ma di sicuro non è per questo).

24 luglio 2019

La brutta esperienza di una studentessa in affitto a Pistoia

Questo è un guest post della mia fidanzatina Bubà. Visitate i suoi blog Invecedistudiare e Bubà disegna, e il suo canale YouTube Bubà. Buona lettura.

No, non è che ho trovato scarafaggi in quella casa: l'immagine però rende l'idea a livello metaforico, perché un "ospite" indesiderato ogni tanto arrivava, e non so cosa avrei scelto fra lui e un brutto animalino che almeno ha il pregio di non essere super-prepotente.

Per motivi di studio ho preso in affitto per due mesi un appartamento di Pistoia, sito in via Benedetto Croce (giugno e luglio 2019... eh sì, luglio deve ancor finire, ahimè, dunque sono ancora qua). Non dico il numero civico, altrimenti rischiamo di beccarci quarantacinque querele a testa, io e l'amministratore del blog di cui sono ospite (che poi si risolverebbero in un nulla di fatto in quanto rileggendo non mi pare di aver scritto nulla di infamante, ma insomma si sa... a volte si dicono delle cose per far leggere fra le righe, quindi...).

L'appartamento, affittato tramite l'agenzia Cortimmobiliare, a cui ho appena dato una stella su Google Maps, ha come proprietario una persona che si è rivelata per nulla gradevole.
Entrava usando le sue chiavi senza avvertire, anziché suonare il campanello. E ogni volta che, per motivi di privacy, lasciavo le chiavi sulla toppa, mi intimava di non farlo.
In pratica, in un torrido luglio in cui la temperatura arrivava anche a 41 gradi, non ero libera di girare per casa semi-svestita senza timore che sarebbe prima o poi sopraggiunto lui, che si giustificava citando il contratto di affitto. Nel contratto c'era scritto che il padrone di casa o un suo delagato (alé! Tutti dentro!) aveva accesso all'appartamento nel caso fossero sussistite "valide ragioni".
Però evidentemente secondo lui c'erano valide ragioni per farmi le sorprese e non avere la pazienza di aspettare la manciata di secondi necessaria affinché io potessi essere pronta a ricevere una persona da cui preferivo essere vista vestita.
La prima volta è stato mentre dormivo. Il sentirmi indispettita è stato quindi preceduto da un bel po' di paura, prima che mi rendessi conto che era entrato in casa non un ladro, ma un maleducato.

Dopo alcuni giorni che continuava a comportarsi in questo modo mi sono rivolta all'agenzia.
In una prima telefonata mi sono sentita dire che avevo ragione, che il padrone di casa sarebbe stato contattato e gli sarebbe stato detto di suonare anziché usare le proprie chiavi.

E invece non l'hanno fatto. Neanche dopo ripetuti solleciti. Quando l'agente è venuto col proprietario per mostrare l'appartamento ad un'altra studentessa affinché lo condividesse con me, ho ribadito la cosa, e lui ha risposto che sarei stata contattata nel pomeriggio. Niente da fare: pochi minuti prima della chiusura degli uffici ho dovuto chiamare io, altrimenti la mia istanza sarebbe stata ignorata per l'ennesima volta. Conversazione con parole supercazzolo-concilianti alla vasellina, piene di "magari", "buon senso" e simili. E infatti, nei giorni successivi, il proprietario ovviamente non è stato contattato, né per questa questione, né per fargli presente, come da me richiesto, che la porta del bagno non si chiudeva da dentro in modo sicuro (da fuori si poteva comunque entrare), motivo in più per non sentirmi a mio agio quando facevo la doccia, sapendo che il proprietario poteva entrare nell'appartamento da un momento all'altro.

Sì, avevo preso in affitto un appartamento in cui, ad eccezzione della camera, gli spazi erano condivisi. Certo, condivisi con altri inquilini, al momento inesistenti, non col padrone di casa!

...Ah, no: sulla carta i coinquilini non sarebbero inesistenti: dopo un mese che stavo lì, mi dice che un inqulino c'è, ed è suo figlio, che pur non prsentandosi mai se non per questioni logistiche (con le stesse modalità del padre) addirittura ha la residenza lì... Sì, l'ho saputo solo in quel momento. Né il padrone di casa, né l'agenzia mi aveva avvertito di questo prima di allora.

E quando ho fatto presente al proprietario del problema della porta del bagno, come ha reagito? Ha cambiato discorso e non ha voluto andare a controllare.

Il mio fidanzato, nel pomeriggio in cui era venuto a trovarmi e in cui il proprietario aveva fatto l'ennesima incursione, ha provato a fargli capire qualcosina, ma senza successo: il proprietario si era innervosito e alla fine gli aveva detto che stava facendo fare una brutta figura a me. La risposta era stata immeritatamente benevola: "No, perché sono sicuro che sei abbastanza intelligente da non giudicarla in base a come mi comporto io". E invece macché.
Io né in quell'occasione né in altre avevo mai alzato la voce, né usato parole o toni poco gentili. Eppure nei giorni seguenti si è rivolto a me in modo scorbutico al punto di essere per questo ripreso anche dal figlio.

Durante quella discussione, parlando di pudicizia, spazi condivisi e libertà di muoversi svestiti in casa, quando gli faceva comodo tirava fuori l'argomentazione che suo figlio (maschio) era inquilino, però poi si aspettava le scuse da parte del mio fidanzato per avermi fatto visita (mentre ero l'unica affittuaria) in quanto era un maschio in un appartamento che lui affittava solo a femmine affinché siano a loro agio.
E, qualche minuto dopo essersi vantato di essere più vecchio di lui e conoscere le cose della vita più di lui, come un bambino di 5 anni aveva detto di essere disposto a chiedere scusa a me, ma solo a patto che il mio fidanzato chiedesse scusa a lui [articolo correlato: Sono adulto, portami rispetto, bimbo].

Fra le sue perle, ricordiamo un paventato terribile pericolo: secondo lui il mio fidanzato, non comparendo nel contratto, non avrebbe dovuto essere presente nell'appartamento (né di notte né di giorno), in quanto la sua presenza avrebbe costituito un'illegalità (turbo-fantasy diritto), illegalità che avrebbe potuto essere rilevata da un controllo delle forze dell'ordine, che possono effettuare controlli in un qualunque orario che va dalle 5 di mattina alle una di notte. Fattogli notare che questo tipo di controlli vengono eseguiti solo se c'è il fodnato sospetto di un reato (non un turbo-fantasy reato inesistente), ha portato come esempio una ragazza che ha ricevuto dei controlli. Solo che questa ragazza, a differenza di me, era nota per il fatto che si prostituiva. Una differenza che evidentemente il proprietario ha considerato irrilevante.
Ma poi ha considerato irrilevante anche sé stesso, visto che quando il mio fidanzato gli ha detto che non era venuto a visitare lui, ma a visitare me, ha risposto che sì, io ci potevo stare, ma non negli spazi condivisi: solo nello spazio assegnato esclusivamente a me, e cioè in camera. Chissà cosa ci dev'essere dentro al cervello di un uomo che immagina una visita di una persona che dalla porta di ingresso si teletrasporta in camera, che non può andare in bagno e che, pur gli altri inquilini non lamentandosi (per forza: non esistono), deve assecondare in questo modo i capricci di questo nemico giurato della coerenza e dell'onestà intellettuale.
...Che nella discussione, a seconda di quello che gli fa comodo, un po' cita il contratto (che fra l'altro è scritto coi piedi ed è troppo interpretabile), e un po' sostiene cose non scritte nel contratto, né in alcuna legge, dicendo che beh, è questione di buon senso. Il suo buon senso, ovviamente. Che come avrete intuito è buono al massimo per concimare i campi.

Insomma, m'è capitata un'accoppiata davvero sfortunata:

- un padrone di casa che rifiuta di farmi un favore che non gli costa nulla, cioè avere l'educazione di suonare il campanello e quindi evitare di aprire con le proprie chiavi se sono in casa, e che mi proibisce di lasciare le chiavi sulla toppa senza che da questo derivi alcun vantaggio per lui;

- un'agenzia che sembrava avere come unico scopo tenersi buono il proprietario di casa, per quanto scorretto potesse essere.

Fra l'altro 2 mesi di affitto sono costati circa 1000 euro. Non mille euro per un appartamento con pareti d'oro con uso esclusivo. Mille euro per un appartamento in cui l'unico spazio privato era una piccola camera, e con l'eventualità di incursioni di uno zoticone + eventuali altre persone.

Che consiglio posso darti per evitare problemi simili? Siccome difficilmente troverai un contratto con scritto tipo "Il padrone di casa deve suonare e non usare la propria chiave se l'affittuaria è in casa", almeno prima di firmare parla chiaramente sia col padrone che con l'agenzia di questo aspetto.

14 luglio 2019

Va bene ridicolizzare gli ignoranti saccenti? Sì.

Una persona che spesso viene in mente quando si parla di blastare chi spara fesserie e lo fa pure orgogliosamente è l'immunologo Roberto Burioni, che ai sedicenti esperti di danni da vaccino reagisce con battute mirate a denigrarli e a farli apparire come dei poveri ignoranti presuntuosi, quali del resto sono. Pagina dedicata ai blastaggi di Burioni è Roberto Burioni che blasta laggente.

C'è poi il giornalista Enrico Mentana, che pure risponde a commenti super-scemi su politica e geopolitica ridicolizzandone magistralmente i mittenti, e a cui è dedicata la pagina facebook Enrico Mentana blasta lagggente.

Fanno bene? Fanno male? E io? E te? Come dovremmo comportarci?

Più di una volta ho letto / ascoltato affermazioni di questo tipo:

Quando notiamo persone stupide e ignoranti che convintamente sostengono bufale o tesi antiscientifiche, non bisogna rispondere ridicolizzandole, perché le indurremmo, così facendo, a rafforzare la loro idea invece che a cambiarla; deridere chi spara sciocchezze non è quindi un buon modo per avere una società più informata, anzi, così si ottiene l'effetto opposto.

È vero?
No.

L'interlocutore che afferma una sciocchezza, può essere fondamentalmente di due tipi:

- razionale, cioè magari convintissimo della propria tesi, ma disposto a metterla in dubbio se gli vengono presentate argomentazioni abbastanza persuasive;

- supercocciuto, cioè talmente legato alle proprie convinzioni che troverebbe troppo doloroso riconoscerle come sbagliate (potrebbe ferire il suo orgoglio, scardinare il suo senso di appartenenza a un gruppo, etc);

Analizziamo dunque i due casi...

Se stai parlando con un interlocutore razionale, che risposta otterrai mettendolo in ridicolo? Dal momento che essere razionale non significa non avere emozioni, inizialmente potrà reagire cercando di ottenere più che altro una vittoria retorica, anteponendola alla ricerca della verità.
Forse lo farà mettendo una chiosa seguita dal rifiuto di continuare la conversazione? No, questo non devi temerlo. Perché in tal caso si tratta di un supercocciuto, per il quale ti rimando a qualche riga più sotto.
Se davvero è un interlocutore razionale, sarà comunque disposto a continuare a parlare; magari lo stile di uno dei due o di entrambi continuerà ad essere retorico-battagliero, ma assieme alla retorica non mancheranno i contenuti. E sarà sempre di più sui contenuti che davvero il confronto si reggerà, sia nella sua testa, sia nella testa dell'eventuale pubblico.
Se invece stai parlando con un interlocutore supercocciuto, come detto sopra, sussiste la pressoché assoluta impossibilità di fargli cambiare idea (particolarmente matto è il fenomeno del bias del ritorno di fiamma, per il quale il supercocciuto, se messo davanti a chiare prove della erroneità della sua convinzione, la rinforza anziché modificarla); questa impossibilità rimane tale indipendentemente dal fatto che usi parole gentili o che tu lo metta in ridicolo...
...In compenso però sappiamo che parole divertenti e d'effetto stimolano maggiormente il cervello e rimangono più impresse nella memoria, e di conseguenza ridicolizzare il supercocciuto può persuadere altre eventuali persone che stanno ascoltando o leggendo la vostra conversazione, sempre che tu porti anche argomentazioni contenutistiche, e sempre che, naturalmente, gli spettatori non siano cazzari supercocciuti anche loro (se ti accorgi di trovarti in un gruppo di gente così premi con urgenza il pulsante di espulsione e lasciali precipitare nell'oblìo!).

E insomma blastare non è diseducativo per nessuno; al massimo può accadere che piova sul bagnato o che addirittura qualcuno si avvii alla verità.
Alcune precisazioni che a molti appariranno scontate, ma che purtroppo per tanti altri non lo sono: tutto ciò non fa del motteggio un ingrediente obbligatorio nelle conversazioni con le teste dure. Anzi, in più di un contesto, es. quello della conversazione fra pari in ambito professionale, potrebbe farti passare da cafone, per quanto belle possano essere le tue battute; in tali casi è meglio evitare o almeno dosare col contagocce. Ricorda inoltre che usare colorite espressioni retoriche è diverso da esprimersi in maniera ingiuriosa o diffamatoria. E ricorda che per blastare devi avere davvero ragione di ritenere con assoluta certezza che la tua tesi è quella corretta: prima di parlare con grande arroganza devi avere la grande umiltà di fare accurate ricerche per sincerarti della sicura bontà di ciò che sostieni.

Detto questo, riassumendo e concludendo:

- La probabilità di modificare la convinzione di un qualunque tipo di interlocutore non dipende dal fatto che tu usi parole gentili o sbeffeggianti;

- Se ti accorgi che un interlocutore sostiene falsità in modo supercocciuto, ed è quindi senza speranze, in geneale è buona cosa argomentare sbeffeggiandolo se ci sono spettatori, così almeno loro potrebbero essere più efficamente persuasi;

- La tesi secondo cui ridicolizzare gli ignoranti supercocciuti produce un aumento di ignoranti o impedisca una loro diminuzione non è mai stata dimostrata e probabilmente è una sciocchezza...

...ma sono disposto a cambiare idea, se mi porti delle prove concrete (e non teorie nate dalla CO2 della sesta birra).

Aggiornamento:

Su FB un mio amico ha commentato così:

"Mmhhh... Il ridicolizzare uno che (reputi) più ignorante e (reputi) più saccente e farlo per avere like ha un nome ben definito... si chiama bullismo.
E se vogliamo rendere giusto il bullismo, questi stessi bulli della parola devono essere pronti a essere lisciati in altri modi ( a schiaffi).
C'è sempre qualcuno pronto a prevaricare più di degli altri.
"

Questa la mia risposta:

- Non ho parlato di ridicolizzare uno che semplicemente reputo più ignorante di me. Come ho spiegato, pur con altre parole, parlavo di ridicolizzare uno dopo che si è palesato come sicuramente ignorante (es. un terrapiattista).
- Inizialmente nel titolo e nell'articolo avevo pensato di usare la parola "bullizzare", ma poi ho cambiato idea, considerato che il bullismo è un'altra cosa. Bullizzare significa, credo, umiliare una persona che non ha fatto nulla di male, al solo scopo di affermare la propria superiorità. Nel caso che ho trattato, la persona ha fatto qualcosa di male (affermare cose false, disinformando e quindi arrecando potenzialmente danno agli altri), e lo scopo non è affermare la propria superiorità, ma fare due risate su quanto grossa sia la sciocchezza che ha detto, il che poi, come ho spiegato, ha come vantaggio una migliore memorizzazione da parte di eventuali terze persone.
- Per un momento mi è venuto in mente anche l'opportunità di specificare che no, non è consigliabile deridere chi potrebbe reagire con violenza, vandalismo o arrecandoti un qualunque danno come ritorsione, ma mi era sembrato troppo banale e quindi non l'ho scritto... Ok, lo scrivo adesso: in quel caso no, non fatelo.


Commenta qui, non su Facebook.
Non commentare come "Anonimo". Se vuoi sapere perché non commentare come "Anonimo" e come fare, leggilo a questa pagina.

10 luglio 2019

Su Facebook non insultare la persona sbagliata!

Si sente tanto dire in giro che purtroppo c'è tanto odio sui social, c'è tanto odio su Facebook, c'è tanto odio sui gruppi Whatsapp delle mamme dei bambini delle scuole primarie, etc.
Ma tutto questo odio è sempre sbagliato? Può essere. Forse qualche volta è giustificato, come nel caso in cui si inveisca contro persone che hanno fatto cose parecchio disdicevoli. O forse è sbagliato anche in quei casi... boh. Non entro troppo nel merito, perché c'entra poco col messaggio che vorrei far passare qui. Il messaggio è...

OCCHIO A NON INSULTARE LA PERSONA SBAGLIATA.

È accaduto, recentemente, che...
Beh, vedi sotto
(non è il primo argomento trattato in questo video; è il terzo)



E perché ho incollato qui la puntata 24 di Malaspeak e le altre no?
Perché questo è un esperimentino.

Siccome attualmente Malaspeak fa poche visualizzazioni, e siccome non mi va di spammare in giro il link del canale o dei singoli video (e non mi va neanche di spendere per sponsorizzarlo), voglio vedere in quanti visualizzeranno questa puntata per il solo fatto che io l'ho piazzata qui su OPIDOS (che ha una sua newsletter con un numero di iscritti a me sconosciuto, perché non la gestisco io, la gestisce Blogger o un qualche suo cugino tramite il widget apposito).

Beh, se ti garba pensaci te a spammarla su Facebook e dove altro vuoi (se lo fanno gli autori è un po' come l'oste che dice che il vino è buono, mentre se lo fate voi è un'altra cosa).

Altre cose da fare, sempre nel caso che ti garbi, è:

- Iscriverti al canale Youtube Psicoperformance e cliccare la campanellina per le notifiche


- Iscriverti alla newsletter del sito www.psicoperformance.com (che ti avverte non solo dei video, ma anche degli articoli sull'evoluzione personale che pur raramente vengono pubblicati)

Coraggio.

Aggiornamento: dopo 4 giorni, 9 visualizzazioni, comprese le nostre e quelle della mia fidanzatina.

29 giugno 2019

È opportuno istituire il Tribunale della Salute?

Mesi fa è stata lanciata questa petizione per la creazione del "Tribunale della Salute". Se ho capito bene è un po' l'analogo di quella che nel capo delle comunicazioni è la conciliazione stragiudiziale, che per legge è obbligatorio tentare prima di andare in causa, mirata a accorciare i tempi del contenzioso e a non intasare i tribunali.

Quanto a conciliazioni stragiudiziali io posso raccontare la mia esperienza, non in campo medico, ma proprio in campo di telecomunicazioni: grazie alla conciliazione stragiudiziale ho risolto relativamente in fretta e con relativa comodità una questione che mi vedeva contrapposto a TIM, dunque sarei portato a vedere di buon occhio questo tipo di iter, con qualche riserva: andrebbe un po' semplificata la creazione dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, necessario per avviare il tentativo di conciliazione tramite la piattaforma ConciliaWeb.

Altro mio dubbio: la persona che faceva da intermediario comunque viene pagato da un ente pubblico. Dunque che differenza c'è fra pagare lui e pagare una persona che lavora in un tribunale? Forse viene pagato meno, perché per una prima conciliazione non c'è bisogno di un laureato in legge? Allora si potrebbe dividere per argomento tutti i contenziosi: contenziosi sulle telecomunicazioni, sulla sanità, sul fisco, sui diritti dello studente, sui diritti del viaggiatore, etc, servendosi appunto in prima istanza di intermediari da pagare meno e che, occupandosi sempre dello stesso argomento magari sono anche abbastanza competenti.

C'è comunque da dire, tornando alla fattispecie della suddetta petizione, che il suo titolo è un po' fuorviante: "Subito il Tribunale della Salute: basta contrapposizioni tra Medici e Pazienti".
Una conciliazione stragiudiziale non è un processo, ma la contrapposizione certo che c'è, altrimenti non avrebbe nessun senso.

Che ne pensi? Fammelo sapere commentando qui sotto.

27 giugno 2019

Raccolta tappi a San Giovanni Valdarno

Condividi questa pagina coi tuoi conoscenti di San Giovanni Valdarno;
per agevolarti in questo l'ho associata a un dominio facile da ricordare: www.raccoltatappi.ga.

Da dicembre 2015 ho creato un punto di raccolta tappi nei pressi di casa mia a San Giovanni Valdarno, nell'ambito dell'iniziativa dell'associazione di volontariato Centro Mondialità Sviluppo Reciproco di Livorno, descritta a questa pagina.

I tappi delle comuni bottiglie d'acqua o altre bibite o di detersivi, etc sono costituiti da una plastica particolarmente pregiata che viene venduta a una ditta di riciclo; il ricavato viene impiegato per iniziative umanitarie, come la costruzione di pozzi nei paesi desertici o semidesertici del terzo mondo. Trattandosi di riciclo, l'iniziativa ha anche un importante valore ecologico.

Scrivo questo articolo per:
- spiegare cosa mettere e cosa no nel contenitore della raccolta
- dare un'idea sul rapporto fra quatità di tappi raccolti e il denaro che da essi si può ricavare
- indicare dove si trova il mio contenitore.

Per spiegare cosa mettere e cosa no nel contenitore ho messo online questo video:



Quanto al ricavo danaroso, questo è piuttosto piccolo (la forza di questa iniziativa è l'unione di tante persone), e rendersene conto significa ad esempio evitare di spendere 0,50 € di carburante per trasportare una quantità di tappi che ne vale 0,30 oltre che evitare di immettere nell'atmosfera più CO2 rispetto a quanta ne sarebbe risparmiata.
Leggendo potresti renderti conto che ha senso per te aderire a questa raccolta se trasporti i tappi raccolti a piedi o in bicicletta... oppure con un mezzo a motore, ma solo se vicino al centro di raccolta saresti passato comunque per altri motivi.
 

QUANTO VALE 1 KG DI TAPPI?


Il ricavo varia a seconda del prezzo di mercato del materiale. Nel documento "Relazione tappi 2014 e progetto 2015", disponibile a questa pagina, si legge:

Nel 2014, la Campagna “Dall’acqua per l’acqua... facciamola bere anche in Tanzania” ha raccolto 213.902 kg di tappi per un valore di 29.198,60 € [...] il ricavo medio dai tappi è in leggera salita. Speriamo che questo trend continui."

Dando per scontato variazioni non grandissime del prezzo del materiale e basandosi sui suddetti dati del 2014, deduciamo che

1 kg di tappi vale circa 0,136 €.

Prendiamo in esame il caso in cui si sia raccolto solo i comuni tappi di 3 cm di diametro circa, quelli delle bottiglie dell'acqua, che essendo piccoli e sfruttando meglio lo spazio della scatola fanno sì che quando questa è riempita, abbia un maggiore peso a parità di volume rispetto a che se contenesse tappi più grandi.

Una scatola di cornflakes da 500 g, che misura 29 x 19 x 9,5 cm, quando è completamente colma di questi piccoli tappi (e leggermente deformata in larghezza per il loro peso) ne contiene circa 600, per un peso di 940 g.


...e per un valore, quindi, di circa 0,12 €.

La stessa scatola riempita di tappi di 4 cm di diametro, tipici ad esempio delle bottiglie del latte, ne contiene circa 120, per un peso di 730 g...


...e per un valore, quindi, di circa 0,10 €.

Quella che vedi qui sotto è una scatolona in cui è stata versata una quantità di piccoli tappi pari a 13 volte la capienza di una scatola di cornflakes, per un totale di circa 7.800 tappi...


...che, stando ai calcoli su esposti, frutta circa 1,50 €.

QUANDO E DOVE CONSEGNARE


Puoi portare i tappi a casa mia in piazza della Fornace 11 (meglio se prima ti metti d'accordo con me via email scrivendomi a codisilver@gmail.com), vedi freccia verde).

CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA
Oppure puoi lasciare il materiale nell'apposito contenitore con su scritto "Raccolta tappi", che si trova nel 4° posto auto del parcheggio sotterraneo nell'adiacente via della Mattonaia (l'ingresso del parcheggio sotterraneo è indicato dalla freccia celeste).

Se parteciperai alla raccolta, GRAZIE per il tuo impegno da parte mia e da parte delle popolazioni in difficoltà.

Condividi questa pagina coi tuoi conoscenti di San Giovanni Valdarno; per agevolarti in questo l'ho associata a un dominio che si ricorda facilmente: www.raccoltatappi.ga.