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21 giugno 2019

A chi giustifica le aggressioni al personle dei pronto soccorso

Oggi ho visto su Facebook l'articolo del sito Lanazione.it intitolato "Firenze, far west al pronto soccorso, picchia gli infermieri e blocca l'accettazione".

Ho letto i commenti scellerati di un paio di utenti e le risposte di un paio di infermieri. Senza cambiare la sostanza rimescolo e correggo un po' di frasi, ricavando questo articolo.

Anche i lenti soccorsi a volte meriterebbero [...] io pago le tasse ed ho diritto a servizi efficenti! I pronto soccorso son pieni di extracomunitari che vanno lì anche per un semplice raffreddore.

Al pronto soccorso passa prima chi è più grave indipendente dalla nazionalità e indipendentemente da quanti contributi ha pagato. Se uno viene per un raffreddore, chiunque sia, resta in attesa ore perché al pronto soccorso non dovrebbe esserci.

Ma io ho saputo di un'attesa di 12 ore di un paziente che si era fratturato una vertebra! Certo, fate in fretta, tutti in codice bianco li mettete gli arrivi...
Quindi sarà davvero da condannare l'aggressore? Magari era lì da chissà quanto tempo!

Questo è parlare a vanvera di ciò che non si conosce. È sproloquiare a caso su quanti codici minori diamo e in quali circostanze, e sulle statistiche di assegnazione.
Se qualcuno attende 7 ore è chiaro che il disservizio è disagevole, ma per avere un quadro esaustivo del perché dell'attesa si deve sapere quante e quali urgenze hanno avuto priorità per far si che questa lunga attesa si verificasse. Non può saperlo chi non si trova nelle stanze visita e non vede i problemi degli altri pazienti. Non può saperlo chi non conosce i criteri algoritmici e le valutazioni cliniche per le quali un codice viene erogato.
Quando le attese si protraggono è perché il pronto soccorso è pieno di pazienti e nei grandi numeri c'è sempre una certa quota di pazienti che devono avere la priorità perché hanno un problema tempo-dipendente (rischiano la vita se attendono). E in questi contesti il rallentamento subisce un ulteriore aggravio perché la presenza di una o più urgenze vere sequestra nella stessa unità di tempo più personale e blocca il servizio di diagnostica strumentale, rallentando anche il completamento del percorso di pazienti già in corso di visita, producendo così un effetto di intasamento a cascata di cui l'attesa al triage è semplicemente l'ultima espressione.

La soluzione a questo problema è l'aumento di organico, che farebbe comodo in primo luogo al personale stesso per lavorare meglio, e che queste decisioni dipendono non certo dal personale stesso ma dalla politica, non ha alcun senso prendersela con gli operatori, per altro in un momento in cui con tutta probabilità sono oberati di lavoro molto più del normale.

Proprio grazie alle persone che criticano e denunciano di continuo chi cerca di fare nel miglior modo il proprio lavoro nonostante tutte le carenze e le difficoltà del sistema, oggi i concorsi per medici in pronto soccorso vanno deserti!
Ma ecco la soluzione della Regione: assumere neolaureati senza specializzazione e senza esperienza che impareranno sul campo! Chissà quanti utenti saranno felici di trovarsi in quel campo.

Ma chi non sa queste cose continua a rifarsela con noi. Bel coraggio e soprattutto bella utilità ad andare ad urlare in faccia alle ultime ruote del carro o addirittura aggredirle come fossero dei perfidi sadici senza compassione. Piuttosto, senza compassione (non solo senza conoscenze) sono certe persone a cui non importa degli altri. A loro non importa se la fila si è creata perché le risorse organiche magari sono sequestrate da un'urgenza vera in stanza rossa, dove un paziente lotta fra la vita e la morte. A loro importa solo di sé stessi. Oggi purtroppo è questa coscienza sociale di tanta gente, questo il loro senso di comunità.

Nessuna empatia e tanta ignoranza. Ignoranza che non giustifica certe accuse, così come il tempo di attesa non giustifica mai un'aggressione.
Io le mani addosso le ho già avute una volta, ho fatto denuncia e a l delinquente non è successo praticamente nulla. Se mi ricapita a costo di andare nei casini l'imbecille di turno lo faccio salire di codice con le mie mani.