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01 novembre 2022

Conviene usare Adsense per arrotondare? Non mi pare

Ho inviato un'email allo studio commerciale che mi segue per sapere come dovrei comportarmi da un punto di vista fiscale se avessi un account Google Adsense.

Dalla risposta che ho ricevuto ho capito che non conviene averlo, tranne i casi in cui si prevede di guadagnare cifre importanti. Sconsiglio dunque Adsense per fare due spiccioli, ed ecco perché...

Siccome i banner pubblicitari di Adsense, per ricevere dei guadagni, devono essere mantenuti online in modo continuativo, avere un account Adsense è considerata come un'attività commerciale esercitata in modo continuativo.

Trattandosi di un'attività pubblicitaria, è considerata un'attività commerciale e quindi per esercitarla è necessaria una partita IVA.

È necessaria l'iscrizione al Registro delle imprese, gestito dalla Camera di Commercio con un costo fisso annuo di € 53,00 (oltre alla smart card da attivare per iscrizione, PEC e spese di apertura).

Per gli esercenti di attività commerciale è anche obbligatoria l’iscrizione a una forma previdenziale INPS (circa € 4.000 l'anno).

Secondo la legge fiscale in materia di IVA, poiché Google svolge le sue attività in Europa (precisamente in Irlanda), viene considerata un soggetto passivo comunitario, quindi è necessaria l'iscrizione al VIES (VAT information exchange system, cioè servizio Controllo partite Iva comunitarie).

24 luglio 2022

Il denaro contante difficilmente verrà abolito, purtroppo

Parto da lontano ma non lontanissimo. Si dice spesso che le persone sono corrotte perché hanno sete di soldi, di ricchezza, di privilegi. Vero, ma non sempre. Ma molte di loro vogliono semplicemente sopravvivere. Fanno cose che sembrano bieche, schifose, egoiste. Anzi, lo sono. Ma se non lo facessero cadrebbero in grande difficoltà, loro e/o il loro amici e parenti.

Ad esempio, i venditori di armi in USA si contrappongono a leggi più restrittive sulla vendita di quegli affascinanti strumenti che ogni anno fanno un numero impressionante di morti, e questo fa schifo. Ma a loro fa più schifo veder fallire il proprio negozio e cadere in povertà.

Una legge giusta può creare migliaia di disoccupati. Fra i due mali io sceglo quest'ultimo, sia chiaro. Ma so che per un venditore di armi opporsi alla propria disoccupazione è comprensibile.

È auspicabile che di botto tutti smettano di fumare e che tutti si rendano conto di quanto è improbabile vincere al gioco d'azzardo con gratta e vinci, scommesse sportive e simili? Secondo me sì. Ma so che per un tabaccaio (che si occupa anche di lotterie e scommesse) opporsi alla propria disoccupazione è comprensibile. Secondo l'opinione mia e spero secondo l'opinione della maggioranza il bilancio sarebbe positivo, ma per lui no. E neanche per le casse dello stato, quindi ripensandoci quasi quasi neanche per me sarebbe positivissimo.

Il vero problema è che le schifezze sono strutturate, radicate nell'economia delle nazioni.

La stupidità e le dipendenze sono brutte cose. Ma per come siamo messi ora, se un mago con uno schiocco di dita le eliminasse, avrebbe 5 minuti di applausi, che poi, dopo una ponderata presa di coscienza di tutte le conseguenze, si trasformerebbero in lancio di pomodori e fischi d parte di parecchie persone. Bello sarebbe se qualcuno fra la folla urlasse "Delinquente, ripristina il tabagismo nella popolazione! Elimina dalla testa della gente la razionalità!".

E col denaro contante e la moneta elettronica, come la mettiamo?

È auspicabile che scompaia il denaro contante, e che le transazioni monetarie siano sempre e completamente tracciate (con sostenibili e quindi bassissime commissioni di transizione)? Immagino di sì, perché questo costituirebbe una grande mazzata all'evasione fiscale, alla corruzione con tangenti e alle vendite di tutto ciò che è illegale, e consentirebbe un abbassamento delle tasse grazie alle maggiori entrate da parte di chi smetterà di evadere. Ma le tante persone indigenti che campano di lavoretti a nero diventerebbero ancora più povere. Ah no, per quello basterebbe eliminare (o tenere bassissime) le tasse per guadagni annui inferiori a quelli necessari per poter sopravvivere. E ora che ci penso è già così (sotto i 7mila euro un libero professionista non paga tasse).

E gli anziani che non riescono a usare il bancomat, lo smartphone o simili? Una persona non in grado di imparare un pin di 4 cifre e digitarlo e che non ha parenti che lo assistono ha evidentemente bisogno di un amministratore di sostegno, per il suddetto problema e probabilmente non solo.

Dunque quello degli anziani è un falso problema. Un'argomentazione ridicola che non capisco come si possa portare senza vergognarsi. Anche venti anni fa se ne parlava, e si tirava fuori gli anziani come argomentazione pro-contanti (come se a controbilanciarlo, fra l'altro, non ci fossero gli scippi con conseguenti cadute e fratture di femore, scippi sempre finalizzati all'accaparramento di contanti). Chi adesso ha 80 anni, venti anni fa ne aveva 60. Al limite si poteva dire "Fra 20 anni niente denaro contante. Siete 60enni e avete 20 anni di tempo per imparare un codice a 4 cifre". Comunque non è mai troppo tardi. Se proprio si è in preda a questo spauracchio del denaro elettronico degli anziani, possiamo sempre dirlo adesso: niente denaro contante a partire dal 2042. Va bene così?
Per molti immagino di sì, ma molti di sicuro non saranno d'accordo. Chi ha la partita IVA (sia un libero professionista o un imprenditore) il nero lo vuole fare. E quindi questa rivoluzione non la vuole. E ai politici che vogliono il loro voto (cioè tutti, perché le partite IVA sono davvero tante) tocca non parlare di questo argomento MAI (perché ci farebbero una super-figuraccia) oppure, se interrogati in merito, tirare fuori supercazzole come quella dei poveri anziani.

Questo ci riporta alle schifezze che però sono necessarie e comprensibili dal punto di vista di certuni. Per la collettività (provvisoriamente uso questo idealistico termine per semplicità) sarebbe utile che tutto il denaro fosse elettronico e tracciabile. Ma è comprensibile, dal punto di vista di un politico, non voler perdere la propria poltrona. Del resto "collettività" è una parola che certe volte non ha grande significato. Ha più senso parlare di milioni di singole persone, ognuna focalizzata sulle proprie necessità e su quele della propria famiglia.
Spesso si parla di "lobby" riferendoci alla lobby delle armi, la lobby dei cacciatori, la lobby dei sindacati. Ricordiamoci che eiste anche la lobby dei contanti, costituita per lo più da:

- partite IVA che vogliono evadere il fisco (e qui non do giudizi morali parlando di disonestà o berlusconiana "legittima difesa")

- disoccupati che vanno avanti con lavoretti a nero per non dichiarare un guadagno oltre il quale si pagano le tasse (idem)

- spacciatori di sostanze illegali e armi e i loro pali, bodyguard, sicari, etc

Sommatoria di tutte queste persone e dei loro familiari = milioni di persone = milioni di voti.

Una soluzione forse ci sarebbe: spiegare efficacemente alla popolazione quanto le tasse potrebbero scendere se l'evasione fosse COMPLETAMENTE annullata. Ho detto "forse" perché non so se i numeri che verrebbero fuori sarebbero sufficientemente convincenti. E ho usato il condizionale"sarebbe" perché in ogni caso mi pare molto improbabile che in campagna elettorale ci sarà qualcuno che intraprende questa strada.

Ecco perché secondo me il denaro contante difficilmente verrà abolito, purtroppo.

09 marzo 2022

Acquisto in dollari USA: commissioni cambio Paypal triple di Postepay e 6 volte Revolut

Ho un account Paypal in euro, allacciato a una carta prepagata Postepay, che naturalmente contiene euro.

In queste ultime ore ho fatto un acquisto in dollari.

Quando si acquista in una valuta straniera con un sistema di pagamento elettronico di solito si deve pagare una commissione per il cambio moneta.

Mi sono accorto che quando si acquista in una valuta straniera con Paypal si può scegliere se far fare il cambio a Paypal oppure alla carta a cui Paypal è allacciata. Ho voluto così confrontare il prezzo in euro che avrei pagato nei due casi.

In quel momento il prezzo in dollari della merce che stavo acquistando corrispondeva, secondo il mercato, a 654,32 €.

Se durante il processo di pagamento non si interviene per cambiare l'ente che preferiamo effettui la conversione di valuta, la conversione viene effettuata da Paypal.
Il prezzo che lasciando questa impostazione visualizzavo era di 683,09 €

Quindi Paypal in caso di cambio dollaro-euro si prende il 4,52%.

Ho cliccato in basso sul link di cui non ricordo esattamente il testo, ma in sostanza dice tipo "Effettua la conversione di valuta con un altro sistema".

Ho poi scelto la conversione venisse fatta da Postepay.

Così Paypal mi ha fatto pagare mostrandomi il prezzo in dollari, e la mia spesa in euro l'avrei saputa poche ore dopo controllando l'estratto conto di Postepay.
Adesso che l'ho controllato, eccotelo svelato...

Facendo effettuare la conversione con Postepay ho speso 663,60 €.

Quindi Postepay in caso di cambio dollaro-euro si prende l'1,42%.

Sì, convertendo con Paypal si spende più del triplo di commissioni rispetto alla conversione con Postepay.

C'è poi Revolut, con cui, se ho capito bene, non si paga nessuna commissione di cambio moneta. Ma non ce l'ho ancora e non ho approfondito, quindi non posso esserne sicuro. Se qualcuno lo sa, me lo dica nello spazio commenti; gliene sarò grato.

Aggiornamento: su questa pagina del sito di Revolut ho visto che pagare in dollari USA è davvero molto conveniente: mentre sto scrivendo (il giorno dopo la prima pubblicazione di questo articolo) il tasso di cambio di Revolut è questo: 1 $ = 0,9015 €, e sul mercato un dollaro statunitense vale quasi la stessa cifra, e cioè 0,9007 €.

Quindi la commissione applicata da Revolut è dello 0,75%.

Sei volte meno rispetto alla commissione di Paypal.

10 maggio 2021

Vendite su eBay: come impostare il conto corrente, ora che è obbligatorio

eBay ha detto a addio a Paypal come metodo usato per ricevere pagamenti; questo vale sia per i privati che per le aziende.

Il venditore su eBay (sì, anche il ragazzetto che vuole vendere il proprio smartphone usato per ricavarci 35 euro) può ora ricevere denaro solo nel proprio conto corrente bancario.

Le commissioni vengono trattenute alla fonte, quindi non ci sarà un pagamento cumulativo a fine mese. Continua ovviamente a essere erogata la fattura, che i venditori con partita IVA potranno scaricare con gli stessi vantaggi di prima.

Un aspetto positivo per i venditori è che in caso di rimborsi anche le commissioni saranno loro rimborsate (precedentemente invece venivano inglobate comunque da Paypal e così il venditore ci rimetteva).

E insomma ecco come allacciare il conto corrente al proprio account di venditore su eBay:

Come indicatomi dall'assistente di eBay in chat, bisogna visitare (da loggati, chiaro) il seguente URL:

https://ppcapp.ebay.it/myppc/wallet/list

...e poi seguire le semplici istruzioni che lì si trovano.

Farlo? Non farlo? I pagamenti nel conto corrente fa paura per questioni fiscali?

A chi sta pensando "Oh no, adesso la Finanza potrà chiedermi dove ho preso quei soldi!"

rispondo: e tu semplicemetne dì la verità: è lecito vendere un oggetto usato, e se fatto saltuariamente nessuna imposta è dovuta.

04 giugno 2020

Scegli un consulente di forniture domestiche onesto!

Un consulente sulle forniture domestiche è un professionista aggiornato sui i contratti proposti dalle varie aziende fornitrici di energia elettrica, gas e telefonia, e consiglia al proprio cliente il contratto che in quel momento conviene di più. È utile a chi vuole assicurarsi di scegliere bene senza analizzare le varie offerte, che è cosa lunga analizzare e confrontare.
Dunque il consulente sulle forniture domestiche è una persona di cui ci fidiamo ciecamente, perché legge i contratti al posto nostro per poi riassumerceli a voce, spesso interrotto da noi che, non avendo il tempo di ascoltare ciò che ci dimenticheremo due minuti dopo, gli rispondiamo "Ok, se conviene facciamolo".

Fra tutti i consulenti, dunque, quale scegliamo? Uno a caso meglio di no.

Ecco un esempio di uno a caso.

Pochi minuti fa (la prima stesura di questo post risale al 4 giugno 2020) vengo contattato telefonicamente da un tizio che si presenta come consulente sulle forniture domestiche.

Riassumo il diallgo:

- Come ha preso il mio numero?

- Lei ha scelto di essere cliente del mercato libero e così facendo ha autorizzato a rendere visibili i suoi dati ai consulenti [prima fesseria, inventata di sana pianta e fra l'altro smentita dal fatto che anche nei contratti di mercato libero esiste la scelta "sì" / "no" sul concedere l'autorizzazione a essere contattati ai fini di marketing]

- Io sottoscrivendo il contratto ho barrato "No" all'autorizzazione per pubblicità telefoniche.

- Ma registrandosi al sito del fornitore è ripartito tutto da capo, cioè lei così facendo ha fornito di nuovo l'autorizzazione ad essere chiamato [seconda fesseria: la registrazione al sito di un fornitore serve a ottenere l'accesso al sito, e se serve anche a fornire autorizzazioni sulla privacy ci dev'essere un'apposita casella da selezionare, dedicata solo a quello, e non obbligatoria (e io di sicuro non ho dato autorizzazioni ad essere contattato per pubblicità né nel contratto cartaceo né online)]

- Quindi io per non essere contattato come dovrei fare?

- Dovrebbe, tramite un avvocato, chiedere all'azienda di bla bla bla

- Tramite un avvocato?! :D

- Eh sì, tramite un avvocato [terza fesseria: chiunque può revocare in autonomia il consenso al trattamento dei propri dati, sempre che l'abbia davvero concesso]

Il fatto che si tratti di fesserie, cosa già facilmente intuibile, mi è stato confermato dal mio attuale consulente sulle forniture domestiche: mi ha detto che lui, come tutti gli altri, è in possesso solo del numero di telefono delle persone che gliel'hanno dato direttamente, e che i soli altri numeri telefonici che un consulente (o chiunque altro) può reperire e usare legalmente per pubblicità sono numeri di persone che hanno autorizzato un'azienda a cedere quel loro dato a terzi.

Quindi il tizio che mi ha chiamato ha reperito illegalmente i miei dati personali (fra cui numero di telefono e indirizzo associato alla fornitura di energia elettrica).

Visto che un consulente, come dicevo prima, dev'essere una figura di cui ci fidiamo (dato che in un certo senso mettiamo i nostri soldi in mano a lui), è lecito pensare che un ottimo requisito affinché lo scegliamo è che non menta.
Di conseguenza, anche se non avessi già avuto il mio consulente e avessi avuto intenzione di sceglierne uno, mi sarei comportato esattamente come ho fatto: ho evitato di ingaggiare lo spammer spara-fesserie e ho dato il mio contributo per mettere in guardia gli altri da tale faccia tosta su Tellows, sito in cui si recensiscono i numeri di telefono e che fornisce un'app per visualizzare il modo con cui i chiamanti sconosciuti sono stati classificati dai recensori.

Quindi? Quale consulente vi consiglio?

Vi consiglio Samuele Miluso. L'ho conosciuto non perché mi ha disturbato chiamandomi senza autorizzazione, ma perché la sua fidanzata (che lavora con lui) è stata una mia paziente e fui io a chiederle che mestiere faceva.

Le sue consulenze sono gratuite (guadagna solo dalle commissioni riconosciutegli dall'azienda per cui il cliente firma il contratto, indipendentemente da quale essa sia), e avverte sempre quando capita un'offerta di un piano tariffario migliore.

Io invece scrivendo questo articolo guadagno semplicemente il piacere di premiare una persona che lavora bene e che mi ha fatto risparmiare. Contattatelo e ditegli che vi mando io. Meglio via e-mail:  samuele.miluso@mvmconsulting.net. Se volete chiamarlo al cellulare: 3923938444... Ma preferisce via email, perché non sempre può rispondere al telefono se sta lavorando.

20 maggio 2020

eToro è affidabile?

Tempo fa vedevo spesso su Youtube la pubblicità di eToro, piattaforma per investimenti finanziari con una particolarità: la possibilità di "agganciarsi" ad altri investitori esperti copiando le loro azioni, così da ottenere i loro stessi risultati (questa caratteristica è stata denominata social trading).

La cosa sembra allettante, in particolare per chi non sa fare trading e vuole affidarsi a utenti dalle comprovate buone performance.

Oggi per curiosità ho cercato online qualche opinione su eToro e ho trovato vari articoli che ne parlano bene o benino.

Ma quanto e più che ai blogpost, riguardanti i broker finanziari come qualsiasi altro argomento, io do importanza ai commenti degli utenti e credo che tutti dovrebbero farlo, oltre a dare il giusto peso al tutto anche in base a quando è stato scritto.

Sotto a questo articolo o di Money.it ho trovato questi commenti di due persone che potrebbero distogliere un utente a fare trading con eToro:






[AGGIORNAMENTO del 14.10.2021: vedo che è stata rimossa l'area commenti FB di quell'articolo!]

Ho cercato di scoprire la data di pubblicazione del post (usando questo metodo); in base a ciò che risulta, sembrerebbe che l'articolo sia stato scritto il 23 aprile 2020 (poi non so se, col link ricavato dal suddetto metodo, in futuro Google mostrerà una data diversa)...



 ...Ma i commenti (di piattaforma Facebook, che non mi risulta mentire sulle date) sono di 6 mesi fa e 3 mesi fa rispettivamente. Quindi sarebbero stati scritti prima dell'articolo, cosa impossibile. Conclusione: l'articolo ha una data nascosta, che quando si tenta di scovare... compare, ma è falsa. Forse quello che Google classifica erroneamente come data di creazione è in realtà una data di modifica dell'articolo? Boh. Sta di fatto che di sicuro alla data del 23 aprile 2020 quell'articolo non risultava caduto nell'oblìo, lo staff di Money.it non può dire "è un articolo vecchio, rimane lì come archiviato, ma adesso non sosteniamo più le affermazioni in esso contenute".

La cosa strana è che i commenti, che parlano di lentezza e pessimo servizio clienti, sono stati scritti sotto a un articolo che parlava bene di eToro, e in particolare del servizio clienti!

Verrebbe da chiedersi chi ha ragione; io fra l'autore di un articolo di un blog e i commentatori tendo a fidarmi più di questi ultimi, quando parlano di esperienze ben precise e descrivendole in modo particolareggiato.

Quindi sono bastati quei due commenti a rendermi molto scettico sulla bontà di eToro, anche se l'articolo dice il contrario. Magari in futuro il loro atteggiamento e quindi la qualità del servizio cambierà.

Se qualcuno vuole dare un aggiornamento o portare la propria esperienza su eToro, o vuole consigliare una piattaforma alternativa ma migliore che consente il social trading, faccia pure scrivendo nello spazio dei commenti.
 
AGGIORNAMENTO del 6 novembre 2020:
 
Pietro Michelangeli, gestore di un canale Youtube sulla finanza, ha spiegato in questo video perché eToro non gli piace:
 

29 dicembre 2019

Carte di pagamento senza costi di cambio

Informazioni aggiornate a dicembre 2019... Per info più precise e sicure consulta i siti dei relativi istituti di credito

Quando fai un acquisto con una carta di credito o ricaricabile, se il prodotto viene venduto in una valuta diversa da quella con cui paghi, solitamente c'è una spesa aggiuntiva che devi sostenere: la spesa di cambio.

Questo significa che nella conversione ad esempio da euro a dollaro USA spendi dei soldi richiesti dall'istituto di credito che effettua la conversione.

Avviene ad esempio con la carta Paypal Prepagata.

Ma esistono alcuni istituti di credito che permettono di pagare in una valuta diversa dalla propria senza che nessuno ci faccia la cresta, cioè senza l'aggiunta di commissioni, né fisse, né a percentuale

Ad esempio puoi fare una carta di credito con Banca Etica (che fa parte del Credito Cooperativo).
O una prepagata con Banca Etica, a cui è associato un IBAN, che quindi dà la possibilità di ricevere pagamenti con bonifico. Da notare che farsi una prepagata rende non necessario l'apertura di un conto presso la stessa banca.
Comunque se apri un conto corrente, quando conterrà un minimo di 1000 euro avrai la funzione di home banking gratuita, sia per consultare che per esegurie operazioni.

Altro esempio: una carta prepagata Revolut.
C'è una commissione del 2%, ma solo per transazioni di 500 sterline o più, e per prelievi mensili superiori a 200 euro.
Anche questa carta è provvista di un IBAN. Può essere ricaricata con bonifico oppure tramite altre carte.
Revolut ti permette di creare una carta usa e getta, da usare se non ti fidi granché del sito web in cui stai acquistando. Puoi così mantenere segreti i dati della tua carta principale, quella fisica.

Poi ci sarebbe Transferwise, che ha commissioni di cambio, ma bassissime.
Testimonianza di un mio amico: "Per convertire 20 euro in peso argentini Transferwise mi ha fatto pagare 9 peso di commissione ovvero 0,13 centesimi di euro".
T
i dà vari IBAN relativi a varie nazioni, cosicché in altrettanti luoghi del mondo si mantiene basso il costo dei bonifici da e verso la carta Trasnferwise.
Perché ho detto ci sarebbe? Perché non mi sento di consigliarlo. Infatti ho appena letto su Facebook le seguenti parole di un utente che ha commentato un post di un mio amico:
"Mi hanno chiuso due account rubandomi anche soldi [...] senza spiegazione. Il supporto non ti aiuta e ti mandano questa mail:
[traduco io in italiano]
Ciao [tuo nome]
Abbiamo deciso di chiudere il tuo account. Sfortunatamente non possiamo dirti specificamente il perché - è per via delle nostre regole. Ma possiamo scegliere di chiudere un account se pensiamo: che sia un duplicato di un altro (puoi avere un solo account TransferWise, a meno che non autorizziamo a fare diversamente), o che sia connesso con attività che potrebbero essere illegali, o che la sua sicurezza sia stata compromessa. Questi sono solo esempi, comunque. Puoi trovare altre motivazioni nel nostro documento su termini e condizioni d'uso. Ci spiace non poterti più offrire i nostri servizi. Grazie.
Il Team di TransferWise"

 
E la tassa sul conto corrente?

L'imposta di bollo si paga solo se la giacenza media è di 5.000 € o più.

Per quanto riguarda le carte estere, se la giacenza media raggiunge i 5.000 € si deve compilare il quadro RW del modello Unico o 730, affinché il fisco italiano possa tassarlo.

12 dicembre 2018

Un unico acquisto su Amazon con due carte di pagamento

Nessun sito di e-commerce che ho visitato consente di frazionare il pagamento, consentendo al cliente di pagare con due o più carte (di credito o ricaricabili). Nessuno, compreso Amazon. Ma con Amazon c'è una scappatoia che consente di risolvere questo problema.

Sì, potrebbe essere un problema, nel caso ad esempio in cui tu voglia per qualche motivo spendere tutti i quattrini che hai in una carta ricaricabile prima di disfartene, sapendo però che non sono abbastanza per acquistare il prodotto che desideri. Oppure nel caso in cui tu e un'altra persona vogliate pagare qualcosa a metà senza bisogno che uno dei due rimborsi l'altro maneggiando contanti (che sono sporchi, si sa, poi tocca lavarsi le mani).

Ebbene, il TRUCCO (quanto piace questa parola ai blogger acchiappafessi) consiste nel fare, prima dell'acquisto dei prodotti, un acquisto di un buono regalo con una delle due carte di pagamento. Si tratta di una ricarica, come quelle per il credito telefonico, o per le stesse carte prepagate. La quantità di quattrini da ricaricare dovrà corrispondere a quanti quattrini vuoi spendere da quella carta lì.

Ecco come fare utilizzando l'interfaccia da computer, almeno così com'è mentre sto scrivendo questo articolo:
  • Effettua l'accesso sul sito di Amazon con tua email e password
  • Clicca su Account e Liste
  • Clicca su Buoni Regalo e Ricarica
  • Clicca su Ricarica il tuo account
  • Clicca su uno degli importi pre-impostati oppure, nella casella sulla destra, specifica un importo
  • Scegli la carta di pagamento che vuoi usare per effettuare la ricarica
  • Clicca sul tasto giallo in basso, nel quale troverai scritto "Ricarica [cifra da te decisa]" 
...Adesso è il momento di eseguire l'acquisto dei prodotti. Mettili nel carrello come già sai fare e, nella schermata finale, dove vedi sulla destra dello schermo c'è il tasto "Acquista ora", accertati che sotto a questo tasto ci sia la voce "Buono Regalo".
Devi inoltre accertarti che, alla stessa pagina, alla voce "Modalità di pagamento" figuri l'altra carta, quella con cui non hai acquistato il buono regalo.

Nota: questo TRUCCO (yes, trucco, trick, tip) ha un limite: non si può usare una frazione del buono regalo. Ovvero se prima di tutta questa operazione avevi già nel tuo account un buono regalo di 20 euro e acquistando un buono regalo di 30 euro adesso hai 50 euro nel tuo conto Amazon, non è che puoi dire "Utilizzo 30 euro di buoni regalo e gli altri X euro li prendo dalla carta ricaricabile". Un buono regalo lo utilizzi oppure non lo utilizzi. Se lo utilizzi, al tuo conto Amazon verrà sottratto tutto l'importo della spesa e, se così facendo il saldo va sotto zero, allora il sistema preleva dalla carta i rimanenti euro da pagare.

04 febbraio 2017

Il piccolo negoziante col cartello supplicante

Detesto la poca chiarezza, ed è uno dei motivi principali per cui ho messo su questo blog. Purtroppo spesso le persone non individuano la mancanza di chiarezza in un messaggio, vanno in confusione e in questa confusione, su due piedi, rischiano di dare ragione a chi esprime una visione distorta della realtà o richiama in maniera distorta i valori del lettore o ascoltatore.

Un esempio è l'immagine che da qualche mese sta girando su Facebook, raffigurante un uomo che, all'interno di un negozio, con espressione fra il mesto e l'orgoglioso (lo so, sembra una contraddizione, ma così mi sembra), mostra un foglio in cui si legge:

"Quando fai acquisti in un piccolo negozio non stai aiutando un manager a comprare la terza casa al mare. Stai aiutando una bambina a frequentare lezioni di danza, un bambino ad allenarsi a basket, una mamma e un papà a mettere del cibo sul loro tavolo...
i piccoli commercianti ringraziano"

Se hai bisogno di soldi, dillo chiaramente. "Mandatemi dei soldi, sono in difficoltà". Mi frugherò in tasca e ti darò qualche soldo, se ritengo che tu debba avere la priorità su altre persone che sono in fila per averli (il budget annuale di beneficienza di ognuno purtroppo obbliga a una classifica).

Magari andrò al centro commerciale, dove i prezzi sono più bassi, e col denaro risparmiato ti farò l'elemosina.

Che è esattamente quello che stai chiedendo, mascherando però il tuo messaggio da invito a un consumo responsabile.

Vuoi dirmi che è irresponsabile acquistare nei grandi centri commerciali? Non basta strizzare l'occhio a questo concetto velatamente. Non è di per sé immorale che un manager si compri una terza casa al mare se ha ottenuto lecitamente i mezzi per averla, e non è immorale da parte mia dare i miei soldi a questo manager. Vuoi incitarmi al boicottaggio? Dillo, e spiega le tue ragioni.

Magari mi convincerai e non acquisterò nel centro commerciale (tutti i centri commerciali o solo alcuni specifici? Boh, dimmi tu...). E magari non acquisterò né lì né da te, perché mi state antipatici entrambi.

Insomma... tolti i casi in cui sia doveroso il boicottaggio (e ce ne sono ma, ripeto, vanno spiegate senza generalizzare), l'acquirente acquista pensando al proprio beneficio. Anche fare l'elemosina dà un beneficio, e cioè il piacere di fare del bene.
Invece fare l'elemosina mascherata e travestita da dovere civico, quella almeno a me no, non dà piacere, non ho motivo per farla e fra l'altro ritengo danneggi chi la riceve: se si realizzasse quello che l'ormai famoso signore con cartello ha scritto, il negoziante avrebbe l'illusione di un quotidiano dare-avere alla pari e di essere dunque un bravo commerciante, mentre il suo successo è dovuto alla pietà degli altri piuttosto che alla sua bravura.

15 gennaio 2017

Un semplice rimedio contro i finti nullatenenti

Come tutti si sa, se commetti un illecito penale puoi avere una condanna penale: tipicamente vai in galera. Questo pareggia il debito che hai con lo Stato (sì, se hai commesso un reato ai danni di un cittadino vieni condannato in quanto hai offeso lo Stato, non il cittadino; per aver offeso il cittadino c'è la giustizia civile; questa l'impostazione filosofica della giustizia). Salvo i casi in cui vieni giudicato troppo vecchio o malato o ti fai mettere incinta una volta all'anno, oppure hai fatto andare il reato in prescrizione, almeno in teoria il modo di ripagare il tuo "debito" c'è, e non si ferma alla teoria. La punizione viene inflitta. Se proprio l'hai fatta grossa c'è il massimo della pena, e cioè l'ergastolo.

Con la giustizia civile molto spesso la punizione rimane teorica: se figuro come nullatenente (senza necessariamente esserlo davvero), per grande che possa essere il mio debito nei tuoi confronti, se i soldi non ce li ho (oppure li ho accuratamente nascosti), nessuno può obbligarmi a darteli. Si dice "Beh, quello ti deve dei soldi, ma se non ce li ha mica li può stampare".

Questo vale in Italia come nella maggior parte delle nazioni, immagino.

Ma ecco che intervengo io e, siccome sono un genio, suggerisco la soluzione che ridurrà drasticamente il problema della giustizia civile inapplicata.

Riflettiamo: perché se commetto l'illecito penale di darti una sberla (che è umiliante, ma non ti cambia la vita) posso essere condannato alla reclusione e nessuno ci vede niente di esagerato (giustamente), mentre se un giudice stabilisce che ho commesso l'illecito (anche) civile di farti perdere 70mila euro (che ti cambia la vita in molto peggio) non posso essere condannato a lavorare 8 ore al giorno (es. a raccogliere i pomodori in una azienda agricola di proprietà dello Stato) finché non ti risarcisco, qualora io figuri come nullatenente?

Questo dovrebbe accadere.

In questo modo, fra l'altro, di sicuro tanti finti nullatenenti smetterebbero di nascondere i quattrini e li tirerebbero fuori. E in più certi illeciti proprio non verrebbero commessi.

10 settembre 2016

Pubblicare e condividere bufale è come rubare (non scherzo)

Stamattina un mio FB-Friend pro-tempore ha condiviso l'ennesima notizia razzista inventata di un noto sito di notizie inventate.

Come molte volte è accaduto sotto i suoi post, ci sono stati commenti del tipo

- "È una bufala"
- "È l'ennesima bufala che condividi"
- "Possibile che un grande professionista come te pubblichi queste scemenze? Ma che figura ci fai?"
- [screenshot dei risultati di Google che mostra quanto notoriamente quel sito contenga notizie inventato]
- Ennesimo post, oltretutto ennesimo post falso, che inneggia al razzismo, all'odio. Che brutta cosa, mamma mia!

Alcune sue risposte sono state:

- Non è razzismo, è ingiustizia. Bufala o no, ormai queste sono storie frequenti. Pirati della strada, ladri, e tanto altro. Un negoziante ha chiuso nel suo negozio dei ladri e poi ha chiamato le forze dell'ordine... denunciato x sequestro di persona.
Io sono il razzista?

- Pubblico bufale perché almeno alcuni hanno cose da scrivere. Se non vi interessano le mie bufale, toglimi dagli amici.

Faccio qui due considerazioni che sfuggono purtroppo ad alcuni utenti utonti.

1)

"Bufala o no" un corno. Immagina questo: per 20 giorni, tutti i giorni, una persona è stata pesantemente insultata da una folla per aver posteggiato l'automobile in un parcheggio per disabili senza averne diritto; il 21° giorno questa persona non commette tale infrazione, ma c'è comunque un gruppo che urla il suo nome e lo chiama delinquente; si sbracciano cercando l'attenzione dei passanti, urlando che oggi per l'ennesima volta quello lì ha messo la macchina in un posto per disabili. Un passante fa loro notare che in realtà il posto per disabili è libero e non c'è nessuna automobile lì parcheggiata, e che è ingiusto accusare una persona per un'infrazione anche quando non l'ha commessa. Gli urlatori, invece di scusarsi, rispondono tipo "Non importa, tizio frequentemente manca di rispetto ai disabili. Per 20 giorni ha occupato un parcheggio a loro riservato, quindi non siamo noi gli ingiusti, è lui che non rispetta il codice della strada. E ora se non le dispiace riprendiamo a urlare le nostre ragioni. LA MACCHINA DI TIZIO È PARCHEGGIATA IN UN POSTO PER DISABILI!!! GUARDATE LA MACCHINA DI TIZIO DOV'È PARCHEGGIATA!!! STA OCCUPANDO IL POSTO DI PERSONE SVANTAGGIATE!!! È UNO SCHIFO!!! GUARDATE!!!". Alcuni altri passanti notano l'ilarità della cosa, dato il parcheggio vuoto, altri sentono le loro voci e basta, non danno un'occhiata per verificare, e ci credono. E non si rendono conto che questi urlatori sono quello che sono, e cioè... Come si potrebbero definire?... Degli imbecilli.

Spero di aver reso l'idea di quanto sia imbecille accusare una persona mentendo e sapendo di mentire, e di come una menzogna non sia giustificata dal fatto che in altri momenti siano accaduti e accadano episodi simili.

Si tratta di diffamazione. Diffamare una persona, cioè ad es. raccontare qualcosa di riprovevole che in realtà non ha fatto, significa apportarle un danno. Se hai apportato un danno a una persona, la devi risarcire. E non eseguire un risarcimento dovuto è come rubare. Questo indipendentemente dalla possibilità concreta che questa persona abbia nel dimostrarlo di fronte a un giudice.

Stessa cosa, ma con una aggravante, vale per i gruppi di persone (di una stessa nazionalità, etnia, religione...). L'aggravante consiste nel fatto che la generalizzazione è doppia: viene estesa ingiustamente la colpa non solo agli eventi mai accaduti, ma anche ad altre singole persone mai coinvolte. Tornando all'esempio precedente, è come se la folla inveisse non solo contro quel tizio, ma anche contro tutta la sua famiglia.

Nota per chi obietta "Va beh, è una notizia falsa, ma la condivido lo stesso perché rispecchia quello che succede spesso nel nostro paese": se mi hai presentato la notizia come vera non avendone la certezza o addirittura sapendo che è falsa, e poi mi confessi che e me l'hai detta lo stesso per educarmi alla tua visione politica, allora mi stai confessando che mi tratti da scemo. E quando me ne accorgo, se ce la faccio a trattenere la restituzione dell'insulto, ti dico con calma: deciditi. Vuoi descrivere il nostro mondo con delle favole? Raccontami delle favole, presentale come favole e dimmi che rispecchiano la realtà di oggi. Vuoi descrivere la realtà presentandomi dei fatti realmente accaduti? Proponimeli come tali dopo aver verificato che si tratta di fatti realmente accaduti.
Un incrocio fra le due scelte, cioè proporre una notizia falsa presentandola come vera, non è educativo ma, ripeto, offensivo. Non arricchisce la conoscenza della realtà, ma la stravolge.
 
2)

Se scegli di usare un social network devi rispettarne il regolamento, perché questo si aspettano gli altri utenti che insieme a te lo usano.
Il regolamento di Facebook:
- vieta di pubblicare post che incitano all'odio
- vieta di pubblicare notizie false
Lo si vede anche dalla finestra che compare quando si segnala un post.

In più, anche al di là del regolamento di Facebook, rifletti: se dare una notizia vera fornisce al lettore un beneficio (è come regalargli qualcosa, e infatti tante persone pagano per comprare un giornale), dare una notizia falsa equivale ad arrecargli un danno, cosa che non hai il diritto di fare neanche gratis.
Immagina che uno straniero ti chieda informazioni su quale erogatore usare per mettere benzina nel serbatoio della sua automobile. Se, in buona fede oppure no, assicuri la persona che quella è benzina quando invece è gasolio, l'auto subirà un danno. Il fatto che tu abbia fornito questa informazione gratis e il fatto che quella persona ha scelto liberamente di fidarsi di te non tolgono il fatto che tu abbia provocato un danno. Per smarcarti da questa responsabilità avresti dovuto dire tipo "credo che...", oppure suggerire di chiedere informazioni a qualcun altro. Se invece dai semplicemente un'informazione (che in assenza di specificazioni si considera come spacciata per vera) tu sei responsabile delle conseguenze di quell'informazione.
Se hai provocato un danno, devi risarcirlo. Se non lo risarcisci, è come rubare.

Allo stesso modo, dare una notizia falsa provoca un danno, anche se non (direttamente) materiale. Puoi farti un'idea del'entità di questo danno mettendo un "meno" davanti al beneficio di avere una buona informazione. Al di là della possibilità o no di dimostrarlo in tribunale, al di là della possibilità di quantificarlo con esattezza, sappi semplicemente che fornendo una falsa informazione a una persona tu rubi il suo tempo, vai contro la sua voglia di conoscere la verità, ostacoli la sua evoluzione personale.
Fai fare a questa persona un passo indietro rispetto a benefici che costano tempo e soldi: pensa al canone RAI, alla connessione Internet, al prezzo dei giornali cartacei ed alcuni giornali online, e pensa anche al prezioso tempo, che nessuno può restituire a chi l'ha perso.

Ecco perché dare una notizia falsa, soprattutto quando si mente sapendo di mentire, è come rubare.

Dalla bufala che hai diffuso non trai nessun beneficio economico o di altro tipo? Non importa: il fatto che il borsello scippato fosse vuoto e da buttare via non giustifica lo scippatore.
Non l'hai fatto apposta? Non ti giustifica. Se tamponi l'automobile davanti a te sei comunque nel torto, avendo arrecato un danno. Danno che, se non risarcisci, sei come un ladro.
E non ti giustifica il fatto che si possa scegliere di non leggere i tuoi post. Infatti:
- per rendersi conto che hai scritto post falsi e smettere di leggerli c'è bisogno appunto di leggerli, e quindi di lasciare che tu almeno in quelle prime occasioni effettui almeno un "furto"
- ci saranno persone che continuano purtroppo a crederti; se sono poco accorte non significa che tu abbia il diritto di rubare a loro; anzi, approfittarne è ancora più grave.

AGGIORNAMENTO:

Consiglio vivamente la lettura dell'articolo di Bufale.net "GUIDA UTILE - Nel dubbio astenersi (da condivisioni e allarmismi)", che spiega come diffondere bufale rischia di rendere inefficaci messaggi veri diffusi col passa-parola (hai presente la storia "al lupo, al lupo" ?)

31 marzo 2016

Critichi la ragazza che si è fatta sterilizzare? Sarebbe da premiare.

In questi giorni ho letto l'articolo di Huffingtonpost su Holly Brockwell, giornalista inglese trentenne che dopo una battaglia legale durata 6 anni è riuscita ad ottenere da parte del servizio sanitario nazionale la sterilizzazione chirurgica, e l'articolo di Wired intitolato "Sono Mamma e difendo il diritto a sterilizzarsi delle donne".

Ho condiviso il primo dei due articoli su Facebook commentandolo così:

Tutti a dirle: ma sei sicura? La stessa domanda andrebbe però fatta anche e soprattutto a chi decide di fare figli.

Ne è nato un dibattito abbastanza lungo da potersi trasformare in articolo... ed eccoci qua.

Un commentatore, FB-Friend di un mio amico, ha risposto chiedendo perché la collettività dovrebbe pagare "per una sua scelta personale peraltro discutibilissima".

Questa la mia risposta:

Ai fini della legittimità di spendere soldi pubblici per questo intervento sarebbe rilevante il fatto che questa scelta sia proprio sbagliata, e non semplicemente discutibile o discutibilissima, visto che si può discutere praticamente su tutto. Scendendo nel merito: discutibile o no, per una questione del genere mi pare indiscutibile che l'ultima parola ce l'abbia la diretta interessata (che sicuramente ne ha già discusso abbastanza con gli altri e con sé stessa).
Quanto all'aspetto economico, la collettività in realtà ci guadagna. Spendere per un'operazione chirurgica è un piccolo investimento che viene ripagato negli anni successivi. Infatti quando si è superato una certa quantità di individui (ed è stato fatto ampiamente), ogni individuo rappresenta per la collettività un costo. Fra i tanti esempi che si potrebbero fare a riguardo, il più facile da capire è quello della disoccupazione, probema risolvibile solo in piccola parte con una buona politica (ma i politici non possono invitare a fare meno figli, perché non è politicamente corretto): se esiste un importante tasso di disoccupazione significa che esiste un numero importante di persone che non guadagnano, quindi non pagano tasse, quindi hanno diritto ai vari servizi esentasse come assistenza sanitaria, istruzione, spese legali in caso di torti subiti o commessi, etc., che la collettività pagherà al posto loro. E questo per un'intera vita. Altro che costo di un'operazione chirurgica.
Discorso poco romantico quello dei quattrini... io non lo volevo fare, ma sei tu che l'hai proposto. Se la matematica non è un'opinione, ecco la risposta alla tua domanda sul perché deve pagare la collettività. Deve pagare la collettività perché questa ragazza INVITA A NOZZE la collettività, assicurando alla collettività una spesa minore, non maggiore.
Colgo l'occasione per essere, a questo punto, ancor meno romantico (del resto un intervento chirurgico, con tutto quel sangue, quanto è romantico? Eppure può salvare una romanticissima vita... così come un intervento amministrativo può essere zero romantico e salvare il nostro bellissimo mondo)... A ragazze come questa dovrebbero essere dati incentivi statali come premio, altro che impedimenti. E pedate nel culo ai romanticissimi disoccupati che fanno 3 figli e zero calcoli.

Un altro utente ha commentato sulla veridicità del fatto che ogni individuo sia davvero un costo per la società, e ne è nato un dialogo di cui riporto i punti essenziali:

- Ogni individuo per la collettività è un guadagno; anche un disoccupato, che per quanto non guadagni contribuisce al gettito fiscale quando acquista un qualunque prodotto o servizio (IVA, accise...). In un sistema come il nostro, dove più che essere concittadini siamo consumatori, una persona in più è un consumatore in più... Solo i morti non consumano. La bassa natalità degli ultimi 30 anni ha avuto dei costi enormi: abbiamo perduto circa 6 milioni di italiani, il che ha creato necessità di immigrazione, con in costi notevoli sul piano sociale e educativo (e con l'enorme deflusso di denaro all'estero per le rimesse alle famiglie in patria che gli immigrati fanno sempre); inoltre pensa a quanto mercato interno ci siamo giocati: 6 milioni di carrozzine in meno da fabbricare, 6-12 milioni di passeggini, almeno 20 x 6.000.000 di paia di scarpe in meno... (fino a 17-17 anni si cresce e le scarpe si cambiano ogni anno) e così via per tutto il resto. Quanti posti di lavoro in meno, quante tasse in meno? Quei 6 milioni non sarebbero stati un costo: i servizi che lo stato dà hanno un enorme costo fisso che è in parte indipendente dal numero di persone che lo sfruttano

- Più persone significa più clienti se i soldi ci sono, ovvero se la disoccupazione non c'è. Oggi quasi tutti i posti di lavoro sono presi e il mercato è così saturo che fra professionisti e fra le aziende di ogni tipo è in atto una costante guerra dei prezzi. Quindi oggi con buona approssimazione si può dire che mettere al mondo un figlio significa in media mettere al mondo un disoccupato o sotto-occupato (importante considerare i sotto-occupati, che le statistiche spesso ignorano: se guadagni 5 euro l'ora lavorando 6 ore alla settimana allora un'occupazione ce l'hai, quindi non vieni conteggiato in una statistica sulla disoccupazione... furbissimo metodo per falsare le dimensioni reali di questo e altri problemi).
Una persona senza un impiego non ha denaro per pagare i beni e servizi di cui parli. E la soluzione non è "Per dare occupazione alle industrie di scarpe, fate più figli". Questo è accanimento terapeutico nei confronti dei negozi di scarpe. Non ce n'è bisogno? Non ce n'è bisogno. Chiudi, negoziante di scarpe, e smetti di fare figli anche tu. Chi eroga un bene o un servizio risolve un problema. Non è che per fargli un piacere devo creare un problema che poi lui deve risolvere. Altrimenti avrebbe senso auspicare l'aumento dei ladri per salvaguardare l'occupazione dei produttori di antifurto e nelle agenzie di sorveglianza.
Quanto ai costi fissi che lo Stato deve sostenere, sono quello che sono unicamente perché non può permettersi di spendere di più. Ad esempio gli ospedali e i carceri sono pieni.

- Ma anche chi non lavora in un certo senso paga le tasse: se hai una casa ci paghi l'IRPEF, e se non puoi pagarla te la mettono all'asta; se sei un barbone e con 5 euro ottenute mendicando compri da mangiare o un pacchetto di sigarette, circa la metà di quei 5 euro va allo Stato; se mangi alla Caritas il cibo è stato già tassato al momento del suo acquisto; non ha il medico di base e ha diritto all'assistenza sanitaria solo in caso di emergenza. Quindi anche un barbone è un affare per lo Stato.

- Ciò che dici in parte è vero, ma non può essere il punto centrale della questione. Quanto indotto economico portano i disoccupati alle ditte private, rispetto alle risorse che lo Stato deve dare loro per sopravvivere? Dai, non scherziamo. Senza contare che la disoccupazione aumenta (e per alcuni giustifica!) la delinquenza.

- Da un punto di vista matematico e logico hai tutte le ragioni, ma il nostro sistema è malato e produce proprio questi risultati folli. Ad esempio: lo Stato offre lavoro a persone che dovrebbero aiutare i disoccupati a trovare lavoro.... e voilà, la disoccupazione in quanto bisogno produce un mercato e un reddito. Il risultato è che ci sono persone che vivono grazie ai disoccupati. Anche il concetto secondo cui il numero di persone produce reddito è un'idea malata: negli anni 50-60 abbiamo creato una serie di bisogni indotti che ha fatto salire le richieste. Abbiamo indotto il bisogno di avere la macchina, ed è aumentata la richiesta di autovetture e si sono aperte altre fabbriche, si è creato lavoro e gli operai che producevano le macchine e poi se le compravano pure... Ed ecco che negli anni 80-90 la densità di autovetture pro capite in Italia era di gran lunga superiore a quella dell'Inghilterra, che non era certo un Paese più povero di noi. Il tutto a scapito della circolazione ferroviaria...

- Praticamente lo Stato "ri-impasta l'occupazione", fa supercazzole varie, ma se voleva ottenere lo stesso risultato facendo meno danno poteva dare quattrini ai disoccupati senza chiedere nulla in cambio. Brutto da dire, ma è inutile girarci intorno. Non mi servi. Cosa vuoi fare? Vuoi spazzarmi il garage? E' già pulito. Lo vuoi spazzare lo stesso? Guarda, tieni 10 euro, ma togliti di torno, preferisco.

Riassuntino: sì, siamo troppi. Fatevi sterilizzare.
E se volete bimbi (o anche ragazzi) adottate.
Vedi anche l'altro mio articolo su Psicoperformance "Più responsabilità, meno figli".
E anche l'articolo su questo blog "Sarebbe così facile capire perché non dobbiamo fare più figli!"

Beh, per chi ha la fantasiosa paura che la razza umana possa scomparire: non è che, anche se tutti prendessero coscienza del problema della sovrapopolazione, improvvisamente comparirebbe il problema del calo demografico. Il processo sarebbe comunque sfumato, e ci darebbe ovviamente il tempo di ricominciare a fare figli. Mi pare chiaro però che il momento giusto non sia adesso, e neanche fra poco tempo. Anche perché certa gente da quest'orecchio non ci sente. Si fa vanto del coraggio che ha di prendersi la responsabilità di essere genitore dimenticandosi che adesso fare un figlio è un atto di irresponsabilità nei confronti della collettività, a meno di essere economicamente benestanti al punto di poterlo far campare di rendita oppure avere un posto di lavoro da cedergli. Altra eventualità in cui un figlio sia una buona cosa è quella in cui faccia il bene della collettività. Ad esempio convincere molte persone a non figliare.

30 giugno 2015

SMS dal n. 4850203: chi è? WEFLY Srl.

È passato quasi un anno da un fattariello che non ricordo come mai ho aspettato così tanto a pubblicare. Mi sa che volevo prima vedere se mi sarebbe arrivata una risposta da Wind. E, se ricordo bene, mi è arrivata dopo qualche settimana una risposta cartacea in cui Wind mi confermava che non era attivo alcun servizio dell'azienda di avevo parlato nella mia email... risposta che non centrava affatto il problema di cui mi ero lamentato, e cioè la imbecille politica aziendale spiegatami dal loro impiegato (vedi sotto).

Ecco a chi appartiene il n. 4850203:

WEFLY Srl
con sede legale in Milano, Piazza Diaz n. 7, P.IVA 07614710965
proprietaria del sito www.adessovinci.it

Fonte: questa pagina della privacy policy (ehm...) del sito suddetto, nonché questa pagina del servizio Whois offerta da Whois.domaintools.com.

Su vari forum e blog potresti trovare varie notizie sulla società Wefly srl e sul numero 4850203, come messaggi indesiderati tipo "I-WIN: abbonamento attivo. Partecipi al concorso. Costo: 5€/sett. Max 3 SMS/sett. Per disattivare invia I-WIN STOP al 4850203.Info 0423402080"

E io qui cosa scrivo? Parlo delle lamentele per uno dei servizi che si è attivato senza che io facessi nulla per approvarlo? Ma no, parliamo di un altro aspetto, e cioè quello che mi è stato detto da due operatori di quella che al tempo era la società telefonica di cui mi servivo, la Wind, a cui mi sono rivolto per chiarimenti. Talvolta c'è da rimanere intontiti dall'idiozia di certa gente.

Cosa mi hanno detto di così tremendo?

Lo apprenderai leggendo alcune parti del messaggio che ho inviato all'indirizzo email (posta certificata) di Wind spa, e cioè windtelecomunicazionispa@mailcert.it:

[...] Vi scrivo in merito a un problema che riguarda una possibile attivazione di un servizio mai richiesto sul mio numero di telefono, e con l'occasione in generale in merito alla modalità di attivazione di servizi a pagamento forniti da terze società.

In data 14 luglio 2014 ho ricevuto un SMS il cui mittente figurava come 4885504

ed il cui testo era il seguente:

"IWIND:abbonamento attivo. Costo:5,09 euro/sett.Max 3sms/set.Hai 7 giorni per recedere inviando stop al 4850203.info/reg al help@i-uto.it 0423402080"

In realtà, avendo un'esperienza più che decennale nella navigazione in Internet e sapendo bene cosa fare e cosa evitare per non attivare servizi a pagamento anche inavvertitamente, posso dirvi che sono sicuro al 100% di non aver chiesto nessun servizio di cui parla quell'SMS, il cui autore è chiaramente in malafede, e con cui è inutile interloquire in alcun modo.

Alle 11.35 circa di oggi 16 luglio 2014 ho chiamato l'155 (numero del vostro centro assistenza) e ho parlato con un operatore (prima della conversazione una voce registrata mi ha notificato il codice FU16CF, o forse l'ultima lettera era una "S").

Mi ha informato che non risulta attivo sul mio numero nessun servizio a pagamento e che non risulta esser stato sottratto denaro dal mio credito residuo negli ultimi giorni.
Non ha però escluso che la società che mi ha inviato l'SMS inizi ad addebitarmi l'importo alla fine di questa settimana.

Inoltre l'operatore ha affermato che quando una terza società fornitrice di servizi telematici, rivolgendosi alla vostra società Wind Telecomunicazioni spa dichiara che il sottoscritto ha effettuato una richiesta di un servizio, e vi chiede di pagare questo servizio sottraendone la tariffa dal mio credito telefonico, voi credete ciecamente a questa dichiarazione e adempiete alla richiesta della suddetta società terza, senza avere dal sottoscritto nessuna conferma, e nel caso in cui in realtà io non abbia mai richiesto questo servizio è mio onere intervenire attivamente (perdendo il mio tempo) interloquendo con voi e con la suddetta società terza affinché il servizio sia disattivato e affinché il credito indebitamente sottratto venga ripristinato.

[...]

In altre parole, questo lo scenario: io do i miei soldi a Wind (ricaricando la mia carta telefonica, com'è normale fare), e...

- Wind si vede arrivare un bell'imbusto che dice "Datemi i soldi di questo vostro cliente, ci abbiamo parlato ed è d'accordo. Davvero, ti dico"

- Wind gli crede sulla parola: non gli chiede nessuna documentazione che attesti che io sono d'accordo, né mi contatta per chiedermi conferma

- Wind dà i miei soldi al bell'imbusto

- Se e quando io mi accorgo della cosa, è mio onere perdere tempo per chiudere il servizio e chiedere il rimborso dei soldi indebitamente sottratti al mio credito.

Anche un bambino di 10 anni capirebbe che se mi presento da te e ti dico "Dammi i soldi del tuo cliente, ci ho parlato ed è d'accordo" non devi fidarti ciecamente. Un bambino di 10 anni sì. Una multinazionale no?

Ho il forte forte forte sospetto che sia questione di fare i finti tonti, e i veri furbi. Non mi stupisce, dato che purtroppo in Italia le multe per questo tipi di condotta sono basse, da fare appena il solletico ad aziende del genere. E finché non diventeranno abbastanza salate, mi sa che continueranno così.
Secondo me se delle sanzioni appropriate per le compagnie telefoniche (ma anche di servizio elettrico e simili) fossero incluse in un programma di partito e in una campagna elettorale sposterebbero un bel po' di voti.

23 maggio 2015

Dialogo con grandi aziende: a volte difficile, ma non impossibile

Dopo 2 settimane di convulso dialogo, finalmente ieri ne siamo venuti a capo.

SWSHHHSSSFLASHBAAACK. Acquisto una stampante laser su Amazon.

Cerco di capire come funziona... Ehi. ma il toner non c'è? Non era previsto? Che strano!!

Chatto con un'assistente di Amazon, che mi dice che s'informa e mi fa sapere.

Qualche giorno più tardi inizia una conversazione fra me e lo staff di Amazon (che cambia a ogni messaggio) che dura circa 2 settimane. Buona lettura (alcune parti sono tagliate... il che è tutto dire :-D)

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Abbiamo ricevuto aggirnamento dal nostro al dipartimento competente.Confermando il toner non è incluso.
Grazie per la tua gentilezza e comprensione in merito alle nostre politiche.
Colgo l'occasione per augurarti una splendida serat
Cordialmente,
Abdallah T.

Amazon.it
L'azienda più attenta al cliente del mondo.

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Quando un cliente acquista una stampante di solito si aspetta di trovare dentro almeno un pochino di inchiostro.
Perché non avete specificato che non è così?
Non mi sembra che stavolta siate stati "l'azienda più attenta al cliente del mondo".
Marco

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Innanzitutto desidero scusarmi per il malinteso creato.
Capiamo perfettamente di averti causato dei disagi e non era assolutamente nostra volontà.
In seguito alla tua segnalazione, ti confermo che abbiamo inoltrato la segnalazione al team competente per avvisare e per chiarire sul sito.
Ti informo che noi non sapevamo questo in quanto i prodotti sono forniti dal fornitore.
Se avessimo saputo questa informazione sicuramente l'avremmo avvisato. Ti ringraziamo veramente per la tua segnalazione.
La tua segnalazione, come tutte quelle dei nostri clienti, è fondamentale per aiutarci a migliorare il nostro servizio e la nostra offerta.
Siamo davvero spiacenti di non essere stati in grado di soddisfare le tue aspettative. Spero che in futuro ci concederai l’opportunità di fornirti un buon servizio.
Per questo motivo, per qualsiasi domanda o chiarimento, non esitare a contattarci. Saremo lieti di aiutarti.
Se dovesse esserci qualsiasi inconveniente con il tuo ordine, non esitare a ricontattarci.
Se desideri restituire il tuo ordine, ti confermo che tutte le spese saranno a carico nostro.
Rimaniamo alla tua completa disposizione per qualsiasi ulteriore necessità o richiesta di informazioni.
Certo di una tua comprensione e nella speranza di esserti stato di valido supporto, colgo l'occasione per augurarti una buona serata.
A presto su Amazon.it.

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Ecco il chiarimento: il mio messaggio non conteneva un giudizio etico nei vostri confronti. Quindi apprezzo le vostre scuse ma non è di quelle che ho bisogno.
Se una persona o un'azienda si scusa, significa che ha sbagliato qualcosa (in questo caso la trasparenza), e se ha sbagliato qualcosa allora riconosce che è giusto che lei ripari questo errore.
Se veramente, al di là del semplice chiedere scusa e dichiararvi disponibili, siete intenzionati ad assumervi la responsabilità di quello che in effetti è vostra responsabilità (ripeto, non "colpa" a livello etico, ma semplicemente responsabilità), questo significa che siete disposti a inviarmi gratuitamente il toner che mi aspettavo e che, in mancanza di diverso avvertimento, un cliente normalmente si aspetta quando compra una stampante.
Ve lo dico anche perché se l'avessi saputo avrei acquistato in un negozio non lontano da casa mia, e a conti fatti avrei risparmiato, visto che la stampante era in offerta speciale.

> Se desideri restituire il tuo ordine, ti confermo che
> tutte le spese saranno a carico nostro.

Per me adesso restituire il prodotto non ha senso perché comporterebbe una spesa eccessiva di tempo.
Buona giornata
Marco

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Gentile Marco,
In seguito alla tua e-mail , ti confermo quanto e' stato confermato dal nostro centro di distribuzione che l'articolo "HP MFP M125A LaserJet Pro" viene spedito non includendo il Toner.
Ti informo che Amazon vende gli articoli come li riceviamo dai nostri fornitori ed a questo punto non abbiamo la possibilità di inviarti il toner separatamente.
Ti informo che l'articolo che hai acquistato e' venduto dal venditore terzo "Shockbuy srl" e spedito da amazon.
Per questa categoria di articoli non possiamo effettuare la sostituzione in quanto non possiamo gestire l'inventario del venditore.
In questo caso , se non hai ancora l'intenzione di tenere l'articolo potresti usare l'etichetta di reso per restituire l'articolo ed avere il rimborso.
Ho creato per te un etichetta di reso se desideri restituire l' articolo. Per stampare l'etichetta di reso clicca sul link seguente:
https://www.amazon.it/gp/orc/rml/DYKVT1RGRRMA
Se il link non funziona, assicurati di accedere allo stesso account sul quale hai effettuato l'acquisto. Dopo aver inserito indirizzo e-mail e password, prova nuovamente a cliccare sul link all'etichetta oppure copialo e incollalo nella barra indirizzi del tuo browser.
Nella pagina del nostro Centro resi online troverai tutte le istruzioni aggiuntive sulla spedizione del tuo pacco.
Non dovrai sostenere alcuna spesa aggiuntiva per la restituzione in quanto l'etichetta stampabile è prepagata. Potrai consegnare il pacco all'ufficio postale a te più comodo.
Quando il tuo reso verrà ricevuto dal nostro Centro di Distribuzione, ti invieremo un'e-mail di conferma e l'eventuale rimborso verrà effettuato sulla modalità di pagamento da te scelta al momento dell'ordine.
La procedura di reso potrebbe durare fino a un massimo di due settimane dal momento in cui spedisci il tuo pacco.
Potrebbero inoltre trascorrere dai 3 ai 5 giorni lavorativi affinché il rimborso sia visibile sul tuo estratto conto bancario. Se non dovesse essere visibile dopo tre settimane da quando hai spedito il tuo reso, contattaci per ulteriore assistenza.
Quando il tuo reso verrà ricevuto dal nostro Centro di Distribuzione, ti invieremo un'e-mail di conferma e l'eventuale rimborso verrà effettuato sulla modalità di pagamento da te scelta al momento dell'ordine.
Spero di averti aiutato.

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[...]

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> Gentile Marco,
> In seguito alla tua e-mail, sono spiacente che tu non sia
> soddisfatto dell'articolo ricevuto. Ti ricordo che se l'articolo
> non è di tuo gradimento potrai restituirlo e richiedere un
> rimborso totale, come indicato nelle nostre politiche di reso:

Per la TERZA volta vi ripeto che non mi conviene farlo adesso, perché
l'offerta speciale del negozio che ho vicino a casa mia non è più
valida oggi.
Se avete bisogno che io vi ripeta per TRE volte che ho capito la
politica sul reso e che non m'interessa, siete sicuri di essere
"L'azienda più attenta al cliente del mondo" ?
Comunque ho letto il regolamento e a quanto pare Amazon non è
responsabile di nulla. Ok.
Ciao
Marco

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Francesca, oggi pomeriggio mi sono accorto di una cosa:
sia lo staff del vostro centro di distribuzione, sia il sottoscritto
siamo fulminati.
Perché dico questo?
Ho appena riguardato due messaggi che ho ricevuto da voi l'8 maggio
sulla stampante che ho acquistato, dove si legge:
"Abbiamo ricevuto aggirnamento dal nostro al dipartimento
competente.Confermando il toner non è incluso"
e
"In seguito alla tua segnalazione, ti confermo che abbiamo inoltrato
la segnalazione al team competente per avvisare e per chiarire sul
sito.
Ti informo che noi non sapevamo questo in quanto i prodotti sono
forniti dal fornitore.
Se avessimo saputo questa informazione sicuramente l'avremmo avvisato.
Ti ringraziamo veramente per la tua segnalazione. "
E quindi mi corre l'obbligo di dirvi che, dopo aver acquistato un
toner e tentato di infilarlo nella stampante mi sono accorto che in
realtà un toner nella stampante c'era già.
Facciamo che io non dico nulla a nessuno di questa cosa e voi neanche, ok?
Ciao
Marco

------------

> Gentile Marco,
> In merito alla tua email, ti ringrazio per il tuo aggiornamento, ti comunico
> che il nostro Centro di distribuzione, su alcuni articoli non può aprire le
> confezioni, pertanto a volte si basano su ciò che viene magari indicato
> nella confezione.

Ma nella confezione non era specificato nulla del genere.
Quindi in base a cosa mi è stata data la conferma della non presenza del toner?

> Mi spiace del problema riscontrato.

A me di nuovo dispiace per i problemi di comunicazione che avete fra colleghi.
Infatti era già chiaro dall'inizio della conversazione che ho avuto
con voi il fatto che sulla confezione quell'informazione non c'era...

Mah
Ciao
Marco

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> Gentile Marco
> Sono davvero spiacente per il malinteso.

Non si tratta di un malinteso: avete comunicato in maniera chiarissima
e io ho capito perfettamente.
Solo che l'informazione era non veritiera. Così io ho dovuto
acquistare un altro toner.

> In seguito alla tua gentile e-mail, ti informo che il nostro centro di
> distribuzione potrebbe aver verificato queste informazioni tramite il
> fornitore o il produttore dell'articolo in questione

Ah, il vostro centro di distribuzione potrebbe aver verifiato queste
informazioni tramite il fornitore o il produttore dell'articolo.
E cioè il fornitore/produttore avrebbe detto "la cartuccia è assente"
quando invece è presente?
Mi sembra molto improbabile.

> desidero solo chiarire
> che il centro di distribuzione può effettuare una ricerca sugli articoli in
> vendita in più di un modo.

Un solo modo va benissimo. L'importante è che non si inventi informazioni false.
Ho ancora da capire, quella informazione, da dove è stata presa.

> Ti ricordo che se l'articolo non è di tuo gradimento, potrai restituire gli
> articoli ordinati o richiedere una sostituzione entro 30 giorni dalla
> consegna, come indicato nelle nostre politiche di reso:

Me l'avete già detto 4 volte, e 4 volte vi ho risposto che non mi conviene, e inoltre non vedo cosa c'entri il gradimento dell'articolo con ciò di cui stiamo parlando.
Suggerimento per l'azienda più attenta al cliente al mondo: evitate risposte standard fuori contesto. Se il cliente se ne accorge s'innervosisce.

Ciao
Marco

------------

Gentile Marco,
Mi spiace per i problemi che si sono presentati con il tuo ordine e con le incomprensioni ed informazioni errate che ti abbiamo fornito.
Ti posso confermare che facciamo sempre il possibile per far si che le informazioni presenti nel nostro sito siano sempre aggiornate e che tutte le informazioni , anche tecniche, siano presenti nella descrizione.
Confidando di farti cosa gradita, ti confermo che ho emesso per te un Buono Sconto del valore di EUR 5 direttamente nel tuo account.
[...]
Spero di averti aiutato.

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[...]

Mi è stato detto che non era presente nessun toner nella stampante che ho acquistato, e così ho speso inutilmente circa 65 euro per comprare un toner. Lo so che mi sarà utile per quando finirò l'inchiostro, ma io quando finisco l'inchiostro vado a farmi ricaricare il toner per 30 euro, non è che spendo 65 per comprare un toner nuovo (cosa che non è neanche ecologica). Quindi come contentino, il buono da 5 euro che mi avete regalato mi pare un po' poco...
Comunque chiudiamola pure qui.
Ciao
Marco

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Gentile Marco,
Sono davvero spiacente per l'inconveniente creato a causa di un errore involontario da parte nostra,
Mi dispiace davvero tanto non essere stati in grado di soddisfare le tue aspettative.
Spero che in futuro ci concederai l’opportunità di fornirti un buon servizio.
Ti ringrazio davvero tanto per la pazienza e la comprensione che hai mostrato.
Rinnovo ancora una volta le nostre più sentite scuse.
Colgo l'occasione per augurarti una buona giornata.

Rispondendo a questo breve quesito ci aiuterai a migliorare il nostro servizio. La tua opinione è molto importante per noi.

Ho risolto il tuo problema?
[Tasti "Sì" e "No"]

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Ok, ma mia opinioine è molto importante per voi, quindi visto che continuate a chiedermela ve la do, anche se in questo caso mi pare scontato.
Mi pare scontato perché mi sono già lamentato del problema che ho avuto e conseguente danno economico di alcune decine di euro, ho ricevuto da Amazon un buono (non un risarcimento) di 5 euro, e ho spiegato che ovviamente questo è piccolo rispetto al danno che ho subito.
E la vostra risposta qual è?
Le scuse.
Le scuse sono a buon mercato e non servono a restituirmi i soldi che per colpa vostra ho speso inutuilmente (e per favore adesso non ricominciate a parlare di reso perché vi ho già spiegato 4 volte che sarebbe per me un danno ancora maggiore).
Se davvero esiste una vostra volontà di dimostrare l'attenzione al cliente di cui Amazon sventola il primato, la risposta da dare non sono le scuse, ma un risarcimento adeguato, come ho spiegato nell'email precedente.
Altrimenti fate decisamente più bella figura a non rispondermi.
Ciao
Marco

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Gentile Marco,
in seguito alla tua ultima email, ho ricostruito la vicenda relativa alla stampante "HP MFP M125A LaserJet Pro" dell'ordine n. 402-7555140-9575565, per la quale in un primo momento ci avevi segnalato che era pervenuta priva di toner. Tale informazione era stata erroneamente confermata dal nostro Centro di distribuzione, e, successivamente, ci hai segnalato di aver invece constatato che il toner originale era già incluso nella stampante, avendo proceduto ad acquistare autonomamente ed installare una cartuccia di ricambio.
Per venire incontro alla tua richiesta e come gesto di assunzione della nostra quota di responsabilità dell'accaduto (dovuta alla informazione errata fornita dal nostro magazzino), ti confermo di aver emesso per te un ulteriore Buono Sconto del valore di EUR 20,00 direttamente nel tuo account.
L'importo complessivo del Buono Sconto sul tuo account è ora di EUR 25.00.
[...]
Ti ringrazio sin da ora per la tua comprensione.
Spero di averti aiutato.

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Bah, poteva andare peggio. Che fatica, però.

Consiglio finale:

esponi le tue ragioni anche quando dialoghi con le grandi aziende. Non sempre sono un muro di gomma totale, anche se all'inizio potrebbe sembrare.

Un saluto a te, caro lettore, dal Gentile Marco.

14 febbraio 2015

Spam nello sviluppo personale: una piaga sociale molto trash

Ti racconto di una delle tante email che ho ricevuto. E che ho trovato nella cartella “spam” dove giustamente Gmail l’aveva collocata e dalla quale non ho avuto motivo di tirarla fuori. Te ne riporto una versione modificata: ho cambiato i nomi delle persone e delle tecniche pubblicizzate, e anche il sito. E anche ho corretto un errore di sintassi, non volendo infierire eccessivamente.
Mi chiamo Zuzza Baruzza e rappresento in Italia Mister BrulloStrullo e la sua tecnica portentosa (www.strullo-internetional.com).
Vorrei proporle questo sistema ad integrazione della sua attuale offerta.
Il sistema di PappaPupping è uno strumento estremamente semplice che sviluppa la naturale capacità innata di ognuno di manifestare. [nota: nel campo dell’evoluzione personale per “manifestare” si intende di solito “far accadere nella realtà ciò che si è immaginato”]
Insegno questo strumento in una giornata di lavoro oppure in sessioni private.
Abbinato al PappaPupping, Mister BrulloStrullo ha sviluppato anche LifePupping e il SelfPupping, che fanno lavorare sull'essere, affinché le proprie risorse siano focalizzate sulla versione migliore di sé e verso il sé superiore.
Questi due strumenti necessitano di un coaching individuale.
Le mando una presentazione di Mister BrulloStrullo ed il suo sistema per visionarla e valutare se è possibile offrire questo prezioso strumento ai suoi follower.
Nel caso in cui fosse interessato, ma non volesse offrire questo strumento tramite il mio supporto, a maggio 2015 ci sarà la formazione ad hoc per diventare Practitioner Certificato.
La ringrazio per l'attenzione e le porgo i miei più cordiali saluti

Zuzza Baruzza
Orbene, la Zuzza Baruzza che senza il mio consenso mi scrive per offrirmi la tecnica portentosa PappaPupping per manifestare, l’unica cosa che ha manifestato per ora è illegalità e non rispetto della netiquette.
Infatti è illegale oltre che maleducato inviare messaggi pubblicitari senza previo consenso del destinatario (no, senza autorizzazione non si può inviare neanche un solo primo messaggio, neanche se c’è il link per la cancellazione, altrimenti si chiama spam, che come purtroppo non tutti sanno è un illecito penale).

Zuzza vuole insegnare ad ottenere la versione migliore di sé stessi. Se la versione migliore di lei è delinquere, quella peggiore cos’è? Fare le messe nere vestita da Hello Kitty?
E in che stato ridurrà le persone che abboccano, quelle che partono già talmente socio-ignoranti e sprovvedute da accettare offerte spam?

Già, perché i prodotti e i servizi pubblicizzati illegalmente NON si comprano. A parte che chi te li offre è ovviamente uno che non lavora bene, perché a quanto pare è costretto a comportarsi illegalmente per farsi strada… anche se si trattasse di un prodotto o un servizio ottimo NON lo si dovrebbe comunque acquistare. Perché acquistarlo significa dire a chi lo vende “Bene, continua a importunare la gente. Continua a sparare nel mucchio facendo perdere tempo a centinaia o migliaia di persone non interessate; va benissimo che loro ci perdano e tu ci guadagni”.
Spammer della malora, devi fare lead generation regolarmente. Devi farti trovare da chi cerca qualcosa, non tu andare a disturbare. Puoi:

- spendere del tempo per creare un blog + scrivere articoli sul blog maniera da farti trovare con Google per determinate chiavi di ricerca + strutturare il blog in modo che persuada il lettore a iscriversi alla tua mailing list

- spendere del denaro per delegare queste cose a qualcun altro

- pagare Google Adwords o simili per pubblicizzare il tuo sito

…e così avrai degli indirizzi email a cui inviare la tua pubblicità legalmente.
Oppure puoi sempre acquistare da una apposita società di marketing una lista di email i cui titolari hanno dato il consenso a farsi inviare pubblicità.

Tutte cose che costano tempo e/o denaro, lo so.
Ma non per questo gli altri (onesti) devono farlo e tu no.
Non hai il fiocco rosso.

Quindi fai marketing legalmente come gli altri oppure cambia mestiere. Perché se qualcuno dei tuoi destinatari si è svegliato male rischi di passare il brutto quarto d'ora che ti meriti col Garante della Privacy. Questa è la dura verità. E gli spammer non la vogliono accettare. Gliel’ho spiegato alla Zuzza Baruzza e lei m’ha risposto “sei fuori di testa”. No, non sono io fuori di testa. Sei tu che devi andare fuori dai piedi, che è grazia se non t’hanno preso a calci. Spammer e pure capra che non capisce di avere torto marcio.

Non dare un centesimo agli spammer. Per nessun motivo.

Cosa ti consiglio di fare invece? Rispondere al messaggio? Sta a te decidere.

Quando lo spam è organizzato per delinquere pesantamente funziona così: rispondere significa comunicare che il tuo indirizzo email è funzionante, e quindi sei un buon bersaglio per altri messaggi pubblicitari.
Se ritieni che si tratti di invece spam artigianale perpetrato da gente poveretta, come di solito è in Italia, allora ti invito a rispondere inviando il link a questo articolo…

…che chiudo riassumendo-riassumendo con un paio di similitudini:

- Scegliere un insegnante di sviluppo personale che si riduce a mezzucci spammucci per racimolare clienti è come scegliere un insegnante di pittura fra i teppistelli che imbrattano i muri con sconci disegnini.

- Affidarsi a uno spammer per avere più clienti è come affidarsi a uno spacciatore di eroina per risolvere i propri problemi di ansia.

Aggiornamento: Occhio, ché non necessariamente tutte le pubblicità e le newsletter sono spam. Ne parlo in quest'altro articolo.