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30 maggio 2025

Assisi Style: cinture, portafogli e borse in sughero

In un mercato infestato dal greenwashing, un marchio che unisce davvero bellezza, funzionalità e valori etici merita attenzione. Per questo, dopo aver conosciuto Assisi Style ed aver acquistato una cintura nel loro negozio online ho deciso di scrivere questo articolo.

Assisi Style è un negozio di Northampton (Inghileterra) nato nel 2023 che vende, anche per corrispondenza, oggetti in sughero:

- cinture per pantaloini (nere o e marroni)

- portafogli

- porta-cellulari e carte di credito

- borse da donna

Il nome "Assisi Style" richiama la figura di San Francesco d’Assisi, a cui si ispira la missione dell'azienda, che crede nel rispetto per la natura e nella compassione verso gli animali. La scelta di materiali vegani, la cura nella selezione dei fornitori e l'attenzione al ciclo produttivo riflettono questo spirito.

Il sughero è bello, funzionale e ecologico

Il cuore della proposta di Assisi Style è il sughero, un materiale leggero, resistente, impermeabile e di consistenza molto gradevole. Le variazioni della superficie rendono unico ogni pezzo prodotto.

Il sughero è una risorsa rinnovabile e incredibilmente versatile. Non deriva dall’abbattimento degli alberi, ma viene ricavato dalla corteccia della quercia da sughero (Quercus suber), una pianta che cresce principalmente nella regione mediterranea. La raccolta del sughero è un processo sostenibile che non danneggia l’albero, il quale può rigenerare la propria corteccia ogni 9-12 anni.

Il sughero è un materiale super-ecologico anche perché è biodegradabile e riciclabile a differenza di molte alternative sintetiche a base plastica, spesso proposte come "vegane" ma ben lontane dall'essere sostenibili. Inoltre le querce da sughero assorbono fino a 5 volte più CO2 quando vengono sottoposte a raccolta regolare, contribuendo attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico.

Per la produzione degli oggetti i fornitori di Assisi Style utilizzano colle a base d’acqua e tinture ecologiche.

Il brand punta anche alla durabilità dei prodotti: ogni cintura, portafoglio o borsa è pensato per resistere nel tempo, promuovendo una moda più consapevole e responsabile.

Se sei alla ricerca di una cintura, un portafoglio, un porta-cellulare e carta di credito o una borsa da donna, visita il sito https://assisi.style/.

24 maggio 2025

Obsolescenza programmata maledetta

- Ciao, voglio sostituire la batteria del mio Samsung Galaxy A8 (2018). A differenza di ciò che succedeva nei bei tempi passati (ancora più passati, intendo), quando si stava peggio però si stava meglio, ho ricevuto da ChatGPT il seguente consiglio: "Se non hai esperienza, è consigliabile far sostituire la batteria da un tecnico qualificato per evitare danni al dispositivo". Poi un mio amico ha confermato la cosa spiegandomi che se per sbaglio faccio toccare alcuni cavi tra di sé o con qualsiasi superficie che ha proprietà conduttive come i poli della batteria o semplice metallo come una saldatura del circuito prestampato avviene un corto circuito che rischia di bruciare la scheda madre.
Vedo che a questo link [...] viene venduta una batteria  con annesso cacciavitino etc.
Posso affidare a te il compito della sostituzione?

- Se proprio vuoi cambiarla te la cambio, ma uno smartphone del 2018 è probabilmente già a fine vita. Nel senso che, anche se totalmente funzionante, presto smetteranno di funzionarci app come WhatsApp e Chrome: accadrà appena verrà eliminato il supporto per la versione di android che utilizza.
Inoltre le batterie che trovi in vendita per un modello del genere sono probabilmente giacenze di magazzino rimaste in un cassetto a prendere polvere ed è possibile che non funzionino benissimo.
L'intero telefono probabilmente costa meno del tempo che ci va investito per tirare via la colla, smontare la batteria, rimontare il pannello e reincollarlo [link a un Samsung Galaxy A8 usato a 55 €].
A proposito della colla, nei kit di solito non è inclusa, ma è necessaria affinché il coperchio rimanga attaccato; io l'ho finita e mai più ricomprata, perché ho smesso da tempo di impazzire coi telefoni.
I produttori e i venditori non vogliono che vengano riparati e lo si vede dal loro impegno nel rendere l'esperienza della riparazione un incubo. Nemmeno io che sono del mestiere ho più voglia di ripararli: essendo tutto incollato e dovendo usare l'aria calda per accedere al vano batterie è molto alta la possibilità di sbagliare. Andavo a rimessa ogni volta che un dispositivo evidentemente progettato per non essere riparato finiva per farmi spendere più soldi del valore del dispositivo quando un imprevisto o una distrazione portavano ad un danno.

- Ulp. Col tuo consenso incollo il tuo messaggio in un articolo del mio blog OPIDOS (con qualche ritocco per una maggiore fruibilità).

- Fai pure! Ce l'ho a morte con l'obsolescenza pianificata ed i design "moderni" improntati sull'usa e getta. Sono il motivo per cui non ho più un negozio di riparazione, che era la mia passione; faccio praticamente solo assistenza per le aziende oramai.
Ho anche io come te ho un telefono vecchiotto: è del 2020. Ancora funziona, e fin quando non esplode me lo tengo.

- Bisogna comprare il Fair Phone.

- È una bella eccezione. Se non costasse uno spropositio l'avrei preso.
Il discorso vale anche per i computer portatili, e anche in questo caso esiste un'eccezione con la contropartita di un prezzo alto: l'azienda Framework.
Ho acquistato l'anno scorso un loro laptop quando ho abbandonato quello che usavo dal 2010. Me l'ero tenuto perché potevo riparare o sostituire agevolmente tutti i suoi elementi, mentre tutti gli altri computer portatili in vendita erano monoblocchi saldati non riparabili (sia Dell che Lenovo una volta producevano laptop riparabili, ma poi hanno smesso: anche loro ora hanno solo monoblocchi).

15 marzo 2022

I libretti-brochure di Mondo Convenienza nella cassetta postale

Io che non compro mobili ogni qualche mese sono abbastanza infastidito dallo spreco di carta, plastica e carburante messo in atto da Mondo Convenienza, i cui libretti-brochure peraltro infagottati con copertina trasparente in plastica (una roba inutile che copre una roba inutile) trovo spesso nella mia cassetta delle lettere.
 
E dopo tanti anni di sopportazione, finalmente ho trovato il coraggio di denunciare. Scherzo. Ho trovato la voglia di lamentarmi, ecco.
 
Ho chiamato Mondo Convenienza e, dopo il solito tram-tram di numeri da pigiare per parlare con l'ufficio giusto, ho scoperto che non è per telefono che devo presentare la mia lamentela, ma scrivendo. Ma no, non una semplice email. Devo andare sul sito mondoconv.it, cliccare in basso sulla piccola scritta "Contatti", che sta sotto alla voce "Servizio Clienti", anche se non sono un cliente, poi su "Modulo di contatto", poi riempire il form e finalmente scrivere il mio messaggio.

E come tanti scrivimenti a cui dedico tempo, anche questo non è giusto cada nell'oblìo, per cui lo incollo qui affinché possa essere utile ad altre persone infastidite da Mondo Convenienza, e che potranno trovare ispirazione per difendere la propria cassetta delle lettere e anche fare un timido tentativo di difendere l'ambiente.

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Buona sera.
[...] Nel mio condominio e in tutti gli altri della mia zona il vostro libretto-brochure viene da anni messo nelle cassette delle lettere nonostante sia ben visibile un raccoglitore con su scritto "Pubblicità". Come mio fratello, che abita in un altro appartamento nel mio stesso palazzo, non sono interessato all'acquisto di mobili. Anche se fossi interessato all'acquisto di mobili non ne acquisterei per corrispondenza. Anche se volessi acquistarne uno per corrispondenza, riterrei inopportuno rivolgersi a chi non rispetta le regole, cosa che ritengo sleale nei confronti di chi le rispetta. Questo pensano in molti e pare che fra i pochi a non rendersene conto ci siano proprio le aziende che distribuiscono volantini e simili.
Anche a nome dei condomini del mio palazzo e di quelli circostanti vi chiedo di comunicare con l'azienda distributrice di materiale cartaceo pubblicitario chiedendo di usare unicamente il suddetto apposito raccoglitore per i vostri libretti. Per motivi ecologici concludo dicendo che, dal momento che io e mio fratello non siamo interessati, sarebbe meglio evitare di produrre materiale cartaceo almeno per noi due, e quindi il numero di libretti da mettere nel raccoglitore per la pubblicità dovrebbe al massimo essere pari al numero di famiglie che abitano nel palazzo meno due. Comunque, vista la poca probabilità che una persona voglia comprare mobili ogni pochi mesi (dico questo perché le vostre comunicazioni pubblicitarie vengono distribuite più volte all'anno), meglio ancora sarebbe mettere nel raccoglitore di pubblicità al massimo 4-5 libretti.

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No, non ho chiesto al fratello cosa ne pensasse. Ma tanto i mobili ce li ha di già, lo so. Perché dovrebbe volerne acquistarne altri?

Aggiornamento: Il 16 marzo, e cioè il giorno dopo aver inviato il mio messaggio mi arriva una risposta. Una risposta via email? Sì e no. Non così in fretta, ragazzo. Non così in fretta. Trattasi di un messaggio di posta elettronica che diceva che per leggere la risposta al mio messaggio devo cliccare su un link, che porta a una pagina web nella quale avrei dovrò inserire un codice. E va beh, clicchiamo sto link e inseriamo sto codice. Ecco la risposta, a firma “Alessandra G.” del Servizio Clienti di Mondo Convenienza:
“[…] in merito alla Sua richiesta abbiamo provveduto ad inoltrare la comunicazione al settore di competenza. Ci scusiamo per la situazione creata. Ringraziandola, restiamo a Sua disposizione e cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri saluti.”

E però qualche settimana dopo trovo un altro libretto-brochure nella mia cassetta delle poste.

Penso che prima o poi scriverò di nuovo a Mondo Convenienza, e a questo scopo metto il libretto vicino al mio PC. Ma passano altre settimane e non ho mai voglia di farlo, e così a un certo punto semplicemente lo butto via.

E però oggi 15 ottobre, esattamente 7 mesi dopo il mio messaggio, la voglia di riscrivene un altro a Mondo Convenienza mi è ripresa, perché ho trovato un altro loro libretto-brochure nella mia cassetta postale.

Torno sul sito, clicco “Contatti”, che sta sotto “Servizio Clienti”, anche se non sono un cliente, poi nella pagina successiva “Modulo di contatto”, poi nel menù a tendina “Opinioni”, anche se il punto centrale non è esattamente scrivere un’opinione, ma se scelgo “Assistenza” o “Informazioni” la pagina successiva dà per scontato che io chieda assistenza o informazioni su un prodotto. Nel form incollo il mio messaggio precedente, aggiungendo che l’ho già detto ma loro continuano, con questo libretto-brochure, e sollecitando a dami retta. Vediamo che succede.

Aggiornamento: Ehi, mi hanno risposto poche ore dopo, e cioè domenica mattina. Stavolta ad occuparsi di me è la signora Maria, che mi scrive "innanzitutto ci permetta di scusarci per il disagio creato. La informiamo di aver inoltrato la sua segnalazione all'ufficio di competenza. Rimanendo a Sua disposizione cogliamo l'occasione per porgerLe i nostri saluti."

Continuerò a tenervi aggiornati sull'eventuale presenza dei libretti-brochure di Mondo Convenienza nella mia cassetta delle lettere, miei affezionatissimi lettori.

19 ottobre 2021

Fratturata perché colpita dalla porta elettrica di una clinica, che non vuole risarcirla

Stamattina ho fatto una seduta di fisioterapia domiciliare con una paziente che insieme a sua figlia mi ha raccontato dell'ennesimo fatto increscioso, accaduto proprio nella stessa clinica di cui ho già parlato in questo e in questo articolo. E anche in quest'altro e in quest'altro ancora.

Oh: dal 2011 al 2021 le mie impressioni su questa clinica non hanno accennato a cambiare. Neanche quando hanno cambiato gestione.

Che hanno combinato stavolta?

Una signora che lì si era sottoposta a protesi di ginocchio destro, in procinto di uscire dalla struttura dopo l'ultimo giorno di riabilitazione, è stata colpita dalle ante scorrevoli della porta di ingresso, una porta elettrica che grazie alla fotocellula avrebbe dovuto rimanere aperta. Cadendo, la paziente, si è fratturata il femore sinistro.

È rimasta a terra dolorante per 10 minuti sotto l'estivo fratello Sole, chiamando aiuto inutilmente, dopo di che è stata vista dalla guardia giurata.

Trasportata in ospedale, è stata operata il giorno stesso e per fortuna l'operazione è andata bene.

E però questo episodio, com'è facile capire per chiunque non faccia finta di non capire, è stato alquanto spiacevole e doloroso, e la costringerà a un percorso di riabilitazione.

Quindi la signora, caduta a causa del malfunzionamento della porta della clinica, ha diritto a un risarcimento da parte dell'azienda che gestisce la clinica.

È normale che tu voglia risarcire una persona dopo che per responsabilità tua ha avuto un danno, Giusto? Sì. È normale, a patto che tu sia onesto e in buona fede. Cosa che, tristemente, pare non essere la fattispecie. La clinica, infatti, si è rifiutata di risarcirla. Approfondiamo, dai, che è troppo divertente:

- La guardia giurata, mentre parlava con la signora e con sua figlia, è stata chiamata dal personale della clinica con un pretesto; lo scopo era palesemente impedire alla guardia di fornire informazioni raccontando la propria testimonianza

- La stessa guardia giurata ha successivamente detto alla signora e a sua figlia di essere stato redarguito per averla aiutata a ricostruire il fatto

- Un medico che lavora in quella clinica si è prestato a mentire senza un briciolo di pudore, sostenendo che la signora era caduta dopo essere uscita dalla struttura

- Un'argomentazione portata a discolpa della clinica è stata "abbiamo fatto controllare la porta e le fotocellule e funziona tutto bene". Qui non si sa bene dove volesse andare a parare. Forse intendeva dire che va tutto bene, non è successo nulla di strano e la caduta e la frattura sono solo il frutto dell'immaginazione di qualcuno. Un po' come quando, nella stessa clinica, ero sotto i ferri, l'anestesia non stava funzionando e mi venne spiegato che era impossibile che io sentissi il dolore che lamentavo.

- "Ci dispiace, le chiediamo scusa". Ah, ma allora se chiedi scusa significa che riconosci che la responsabilità è tua. Quindi perché rifiuti di dare un risarcimento?

- La clinica si è offerta di fornire gratuitamente la riabilitazione. Tutto qui. Immagino che se questi tizi vengono beccati in treno senza biglietto offrano al controllore di rimediare pagando solo il prezzo del biglietto. Oppure se ammazzano una persona offrono ai parenti di rimediare pagando la cassa da morto.

Ragà, sono 10 anni che questa clinica colleziona figuracce. Ma quanti litri di cognac vi scolate la mattina prima di andare a lavorare, per farvi venire in mente che è meglio risarcire una persona quando c'è una palese responsabilità vostra del danno che ha subito, rispetto a farsi fare causa per poi pagare sia il risarcimento, sia le spese legali... e pagare soprattutto dal punto di vista dell'immagine che le persone hanno di voi?

Le informazioni si diffondono. Non dico che tutti si mettano a scrivere un articolo sul proprio blog (io ho anche questo modo per sfogarmi quando mi arrabbio), ma comunque parla. E fa bene.

22 luglio 2021

Amazon tratta bene i clienti, ma non gli affiliati

Una volta può succedere, ma cinque volte è decisamente sintomatico. Non mi capacito di come faccia il comparto affiliazione Amazon a scegliere i propri dipendenti deputati a rispondere ai messaggi degli affiliati.

Ecco il mio ennesimo messaggio, inviato il 18 giugno:

Vi ho scritto una volta, e non ho avuto risposta per due settimane. Vi ho scritto una seconda volta, e ho ricevuto dopo una settimana una risposta che però non rispondeva alle mie domande. Vi ho scritto una terza e una quarta volta il 21 aprile e il 30 maggio, e non ho ricevuto risposta. Sto quindi attendendo una vostra risposta da due mesi e mezzo. Dunque vi scrivo questo quinto messaggio pregandovi, stavolta, di rispondermi.

Premetto che *LO SO*, la decisione di Amazon di chiudere un account è definitiva, e infatti NON vi sto chiedendo di riaprirlo.
Le mie domande riguardano altro, e apprezzerei se foste così gentili da rispondere in tema. Cerco quindi di formulare nel modo più chiaro possibile le mie domande riguardanti mio account affiliato:
1) Quando è stato chiuso?
2) Non comunicarmi la sua chiusura è stato un vostro errore oppure è vostra prassi chiudere gli account affiliati senza avvertire né dare spiegazioni?
3) Quale regola, DI PRECISO, secondo voi ho violato per ottenere la chiusura dell'account?
Con l'occasione aggiungo che sarebbe molto più comodo avere la possibilità di rispondere con un reply alle vostre email anziché dover tornare sul sito a riempire il modulo contatti.

Ed ecco la risposta di Amazon del 1° luglio:

Gentile Affiliato/a,

come già dichiarato nelle precedenti comunicazioni, la nostra decisione di chiudere il tuo account di affiliazione è definitiva. Tuttavia, potrai inviare nuovamente la tua candidatura tramite un sito che si conformi pienamente all’Accordo operativo di affiliazione e che contenga i contenuti originali che aiutano i consumatori a prendere decisioni di acquisto.

Ti invitiamo a sospendere immediatamente l’utilizzo dei Contenuti e dei Marchi Amazon rimuovendo tempestivamente dal/i tuo/i sito/i ed eliminando o distruggendo in altro modo tutti i link al sito Amazon, tutti i Marchi Amazon e tutti gli altri materiali che ti sono stati forniti o resi disponibili da o per conto di Amazon ai sensi dell’Accordo operativo o altrimenti connessi al Programma. Apprezziamo la tua comprensione in merito a tale questione.

Loro apprezzano la mia comprensione. Vorrei poter dire altrettanto. Se facessero finta di essere intelligenti come dei carciofi ci metterebbero un po' più di fantasia. Quindi la cosa è davvero preoccupante. Ma preoccupante forte.

07 aprile 2020

"Lifelearning" si è mangiata i soldi di un mio amico

Odio quando accade. Sia a me che a qualcun altro. È accaduto a un mio amico, e col suo permesso diffondo qui il suo racconto racconto, (se sei suo amico su FB puoi leggerlo a questo link), facendo quel poco che posso per informare sull'affidabilità di certa gente.

Lifelearning è un sito che vende corsi a distanza su vari argomenti. Alcuni esempi:

un corso di batteria
un corso su alchimia, approccio olistico e rimedi naturali
un corso per educatori della prima infanzia
un corso di marketing
un corso di gestione degli acquisti e delle attrezzature delle ONG
un corso di modellazione della pasta di sale, mais e fimo
un corso che insegna "Come guadagnare 1000 euro al mese con Facebook"

Tutte competenze che ptorebbero aprire nuove strade nella vita di ognuno di noi; non a caso, nel momento in cui sto scrivendo, in home page si legge, bello grande: "Allena le tue competenze, ottieni il lavoro dei tuoi sogni". Attualmente sulla pagina FB di Lifelearning c'è scritto che rispondono in fretta quando si chiede qualcosa in chat.


Ma questa "Elevata reattività ai messaggi" pare essere tale, diciamo, a seconda dei casi.

Copio e incollo il suo post su Facebook del 6 aprile 2020. Buona lettura e buone conseguenze da trarre.

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Ho comprato un corso sulla piattaforma che si è rivelato aria fritta, ma il sito offre una garanzia che ti permette di chiedere il rimborso o fare cambio corso, dal momento che ero indeciso tra due ho aperto un ticket di supporto dicendogli che a me andava benissimo il cambio corso.
Passano i giorni, nessuna risposta. Mando un sollecito tramite l'indirizzo mail dedicato al supporto.
Passano i giorni, nessuna rispota. Li contatto tramite la loro pagina facebook.
Passano i giorni, nessuna risposta. Gli scrivo di nuovo su fb chiedendo come mai a quelli che si dicono interessati a comprare un corso rispondono subito mentre a quelli che chiedono supporto non offrono nessun tipo di riscontro, nemmeno 'abbiamo preso in carico la pratica ma siamo oberati ti faremo sapere al più presto'.
Passano i giorni, su fb mi hanno bloccato e sul sito web ogni volta che provo ad aprire un ticket di supporto mi dice che c'è stato un problema, cosa che ad altri non succede.
Se volete fare corsi online mi sento di consigliare EDX, Coursera, Udemy, lasciate perdere il portale di cui sopra.
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Se fossi un influencer aprirei una petizione diretta a Lifelearning, ma non lo sono. Pazienza.

22 febbraio 2018

Webmaster e Web-marketer consigliato: Savero Scarcella

Il mio primo sito web fu messo online nel 2000. Un ragazzo che avevo conosciuto in una mailing list, e che abitava non lontanissimo da me, creò una pagina che aveva un po' la funzione che hanno oggi OPIDOS, Silver The Canaglia e il mio account Facebook, e cioè rispondere alle domande "Chi sei? Che fai? Novità?"... Ma un po' più autocelebrativa e buffa.

Da allora ne è passata acqua sotto i gatti (beh? Nelle falde acquifere scorre molta acqua, e queste si trovano sotto il livello del suolo, ove stanno i gatti).

E in tutto questo tempo, fra le tante cose che sono accadute, si sono succeduti tanti governi, compresi quelli dei miei siti. Perché questo gran turn over? Non si sa. Si sa solo che i webmaster, gratuiti o a pagamento che siano, a volte spariscono e non si fanno più trovare. A volte lo fanno in maniera cordiale, a volte in maniera decisamente più fantasmina, a volte lo fanno in modo onesto, a volte trattenendo del denaro senza completare il lavoro (una volta mi sono anche visto costretto a fare causa).

Una delle mie disavventure che è partita con un webmaster che inizialmente si dichiarava mio amico l'ho raccontata nell'articolo intitolato "Webmaster sedicente amico: non fidarti". Ti consiglio di leggere tale articolo in una giornata in cui non sei particolarmente deluso per una tua amicizia o per il comportamento di un qualche professionista fidato o fornitore di servizi, altrimenti la tua tristezza potrebbe toccare terra e anche scavare per far visita alle talpe... oppure ti consiglio di leggerlo per poterti dire "consolati, non sei l'unico a cui è successo"... insomma, dipende dal tuo carattere.

Ma usciamo dal capitolo triste della storia internettiana del sottoscritto per parlare delle cose belle.

La cosa bella è Saverio Scarcella.

Già: rivolgiti a me se necessiti di uno slogan pubblicitario in rima o assonanza o consonanza, mentre devi rivolgerti a Saverio se ti serve un sito o altri servizi web come lo spostamento di un sito da un web provider a un altro, o una ottimizzazione del codice, o una campagna pubblicitaria Adwords o Facebook, una ottimizzazione per Google Search Console, o un'ottimizzazione SEO.

Lo dico senza guadagnarci nulla e motivato unicamente dalla mia gratitudine e dalla mia stima.

Purtroppo la storia ha insegnato a me e ad altre persone che tanti webmaster sono animali strani. Ecco alcuni degli svantaggi che possono presentarsi al malcapitato utente (userò per semplicità la sola parola "webmaster" anche se quando si parla di pubblicità il termine adeguato è "web-marketer"):
  • Dopo il lavoro il webmaster non fornisce più assistenza, dicendosi troppo impegnato con altri lavori più grossi. Bisogna contattare un altro webmaster, che dice "Qui anziché maneggiare il codice si fa prima a rifare il sito da capo, perché non ho mica capito come ha impostato il lavoro il mio collega".
  • A un certo momento, senza preavviso, il webmaster abbandona il lavoro. A metà. E sparisce. 
  • Il webmaster va in ferie, magari per un mese intero e durante quel periodo non interviene su eventuali problemi, o lo lascia fare a un suo dipendente che non conosce il sito
  • Il webmaster risponde dopo 4-7 giorni alle email di richiesta di soccorso, anche se si tratta di problemi urgenti, che possono far perdere al cliente delle vendite o la fiducia da parte dei visitatori.
  • Il webmaster, che si era dichiarato esperto di Adwords o Facebook Ads, usa tali strumenti facendo una campagna pubblicitaria da principianti con le modalità proposte da Google e Facebook, che servono più che altro a far guadagnare tali compagnie, senza l'adeguata ottimizzazione (ad esempio con parametri che l'utente avrebbe potuto impostare anche stando al telefono con il consulente che Google offre gratuitamente)
  • Campagne pubblicitarie addirittura sbagliate (saverio mi ha raccontato di persone che avevano concordato campagne Adwords per determinate parole chiave e si ritrovavano pubblicizzati con  kwyword diverse)
  • Vengono fuori varie incomprensioni dovute a un linguaggio troppo tecnico da parte del consulente 
  • Non c'è chiarezza riguardo a cosa è compreso nel prezzo e cosa no (aggiornamenti del sito per un anno? Correzioni di danni fatti dal cliente? Etc)
Saverio NON ti darà mai nessuno di questi problemi.

Quindi:
  • se hai bisogno di qualcuno che crei Wordpress o Joomla un sito wb aziendale, o personale, o per un'associazione, o per una rivista online
  •  se cerchi un esperto che possa creare e gestire pagine aziendali sui principali social network (Facebook, Google Plus, Linkedin, Twitter, Instagram, Pinterest)
  •  se ti serve qualcuno che crei e ottimizzi la scheda di una tua azienda per Google My Businnes, che comparità su Google Maps 
  • se hai bisogno di una persona che si occupi di SEO, cioè ottimizzazione del tuo sito per motori di ricerca per ricevere più visite da un pubblico specifico, includendo la correzione strutturale di errori e criticità 
  • se hai bisogno di pubblicità con AdWords, per promuoverti fra i risultati di Google e con banner, e di qualcuno che si occupi di tutta la trafila (progettazione, impostazione, ottimizzazione sia dal punto di vista del pubblico da raggiungere, sia dal punto di vista del miglior impiego possibile di impostazione del budget di spesa, gestione con monitoraggio conversioni), anche con remarketing mirato per prodotti specifici destinato a specifici tipi di cliente
  •  se vuoi che sia eseguita un'analisi della reputazione online tua o della tua azienda
  • se vuoi riuscire a svolgere tutte queste cose in autonomia, e per farlo ti serve una consulenza di un esperto che possa insegnarti a gestire la tua presenza online
  •  se hai bisogno di un consulente per l'email marketing
...Ti consiglio di rivolgerti a Saverio Scarcella.

Lo trovi qui:

www.sweb3.wordpress.com

01 febbraio 2018

Per nascondere le lunghe code si fanno stare in piedi i clienti

Biglietto dell'elimina-codePochi minuti fa su Facebook Piernicola ha raccontato di essere andato all'ufficio di Poste Italiane di Luino (VA).
Ha visto una coda enorme di persone (fra cui una donna incinta e vari pensionati) davanti al cosiddetto elimina-code (!).

Credendo che l'apparecchio fosse rotto ha atteso alcuni minuti. Poi l'impiegata ha estratto un bigliettino e l'ha dato a una persona, e a un'altra ha detto "quando arriva il suo turno le stampo il suo".

Le ha chiesto perché dovessero aspettare per far stampare i numeri dal distributore.

Risposta dell'impiegata: "stiamo gestendo le code".

Che tradotto dal furbacchiostronzonico significa "vogliamo che nelle statistiche figuri meno tempo di attesa fra quando i clienti prendono il biglietto a quando vengono serviti allo sportello".

Insomma, per non far figurare il ritardo, questo viene trasformato da attesa a sedere ad attesa in piedi davanti all'elimina-code.

Da due commenti apprendo che stessa cosa è accaduta in una filiale di Poste Italiane di Bologna e in un ufficio anagrafe di Milano.

Da un altro commento apprendo che l'emoticon stampata sul biglietto serve a farsi perdonare.

09 gennaio 2018

Eurospin si dichiara cortese. Uah uah uah!!!

Ieri mattina ho letto, nella newsletter di Animal Equality, le seguenti parole dell'attivista Carolina Bertolaso:

Eurospin ha recentemente pubblicato sulla propria pagina Facebook un comunicato riguardante la loro storia [qui uno screenshot]. In questo comunicato, l'azienda afferma, letteralmente: "Il nostro obiettivo è soddisfare i clienti con cortesia e disponibilità, ascoltando ogni segnalazione per diffondere in loro la fiducia nell’insegna e nei marchi di proprietà." Considerando che da mesi Eurospin sta ignorando decine di migliaia di firme sulla petizione rivolta all'azienda oltre che centinaia di recensioni negative su Google Maps, non risponde a nessuna delle richieste dei propri clienti, cancella tutti i loro commenti sulle pagine social, e sbatte il telefono in faccia a chiunque telefoni alla sede centrale per chiedere informazioni riguardanti la politica sulle uova, questo comunicato è piuttosto comico, non trovi?

Sì, trovo.

Di conseguenza, come Carolina ha suggerito a me e a tutti gli iscritti alla newsletter, ho scritto un'email all'amministratore delegato Romano Mion dicendo cosa penso e raccontando la mia esperienza. Ne incollo qui sotto il testo...

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Ho letto, in queste ultime ore alcune cose che riguardano il rapporto fra i vostri clienti e la vostra azienda. Si trattava di vostre dichiarazioni riguardanti la vostra cortesia.
A me risulta diversamente: io ho mandato varie email a cui non ho mai ricevuto risposta. Inoltre ho telefonato alla vostra sede centrale per fare alcune domande, e la risposta è stata che dovevo rivolgermi al numero verde. Quando ho detto che mi ero già rivolto al numero verde, la risposta è stata "Non abbiamo nulla da dire". Quando ho chiesto a chi allora avrei dovuto rivolgermi, la persona con cui stavo parlando (una donna) senza dire una parola in più ha chiuso la telefonata. E so
che questo è accaduto non solo a me, ma a molte altre persone.

Mi pare strano che lei non lo sappia. Per questo motivo le scrivo per farle sapere che trovo le sue dichiarazioni ridicole e per ricordarle che difficilmente la verità non viene fuori pubblicamente in casi come questo.

Più false e quindi ridicole sono le dichiarazioni che un'azienda rilascia, più fanno rumore.

Ed è un rumore che vorrò fare io e vorranno fare altre migliaia di persone non tanto per ragioni educative nei confronti della vostra azienda, evidentemente intenzionata solo al profitto, dato che l'etica e l'educazione non sapete neanche dove stanno di casa, quanto per il fatto che stiamo difendendo una causa che vede gli animali soffrire dall'inizio alla fine della loro vita a causa vostra.

Come già sicuramente sa, mi riferisco alla vendita da parte di Eurospin di uova proveninti da galline allevate in gabbia, e del vostro rifiuto di dichiarare pubblicamente una data certa entro la quale questa vendita cesserà.

Mi fate vomitare.
E forse fate vomitare anche voi stessi, se deste una pulita allo specchio del vostro bagno.
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Ah, a proposito dell'animo gentile e simili, ho saputo anche questa storia: una dipendente di Eurospin, che per contratto poteva scegliere se lavorare oppure no a San Silvestro, è stata vessata dall'azienda. Dopo il suo rifiuto di lavorare in quella data, le è stato detto di lavorare per una settimana a circa 100 km di distanza. Cosa, anche questa, non prevista dal suo contratto di lavoro.

Bah. Che roba...
Non vedo l'ora che certa gente venga sotterrata dalla storia e dalla civiltà.

04 gennaio 2018

Altroconsumo e i tentativi di appioppo telefonico del loro abbonamento

Iniziativa collettiva "Abbassa la polizza"
Dopo l'esperienza che sto per riportare ho cercato qualche altra esperienza sul web riguardante Altroconsumo, e ho visto senza sorpresa che c'è chi ne parla male, seguito da commenti che ne parlano peggio.

Mi riferisco ad esempio a una storia in 4 puntate raccontata dal blogger Sand0705, negli articoli "La truffa di Altroconsumo - 1" e seguenti, pubblicata nel lontano 2006, ma commentata anche recentemente da molti utenti che hanno fornito le loro testimonianze.
 
Stavo per aggiungere anch'io un commento per raccontare la mia esperienza, ma dopo averlo scritto mi sono accorto che era abbastanza lungo da farci un articoletto, e quindi eccomi qui su OPIDOS. Buona lettura.

Ero iscritto alla newsletter di Altroconsumo. Giorni fa leggo che è possibile unirsi a un'iniziativa chiamata "Abbassa la polizza" [AGGIORNAMENTO 2026: non esiste più].
Inserisco il mio numero e vengo chiamato da una signora che cerca di appiopparmi l'abbonamento a Altroconsumo a un prezzo irrisorio per un primo periodo (se ben ricordo qualcosa come 2 euro per il primo mese). Al mio rifiuto mi dice che vorrebbe capire meglio. Visto che non mi voglio iscrivere a Altroconsumo, vorrebbe capire se io credo di non essere un consumatore. Le rispondo che le hanno insegnato il metodo sbagliato di vendere un abbonamento, perché questo tipo di considerazioni/domande stupide (in realtà sono stato più gentile e non ho detto "stupide") irritano e basta. Ha continuato dicendo che no, lei mica vuole vendere, vuole solo capire... Le ho detto "La saluto, arrivederci" e ho riattaccato. Anche se la tentazione di mandarla affanculo è stata forte.
Questa operatrice all'inizio della chiamata mi aveva chiesto il mio indirizzo email (e io le avevo risposto fornendole la stessa email con cui ero iscritto alla newsletter) e mi aveva detto che sarebbe servito pr inviarmi un link utile a prendere parte all'iniziativa. Non aveva specificato (così come non è specificato sulla pagina web) che la partecipazione all'iniziativa sarebbe stata riservata solo a chi avrebbe abboccato alla vendita telefonica dell'abbonamento... Anzi, adesso che riguardo la pagina web vedo che nel cerchio rosso c'è scritto "Per i soci Altroconsumo ulteriori vantaggi". Ecco. Quindi uno pensa che se sei socio hai vantaggi in più rispetto ai vantaggi dei non soci, che pure esistono. E che uno presume siano quelli descritti nella pagina stessa. Non nel mio caso, almeno: via email quel link non è mai arrivato. Anzi, è arrivata una seconda email relativa all'iniziativa "Abbassa la polizza", che di nuovo mi invita ad andare sul sito per inserire il mio numero telefonico.

Eppure, adesso che guardo ancora meglio, scorrendo la pagina in basso c'è scritto "La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti, anche a chi non è socio Altroconsumo". Boh.

14 settembre 2017

Majestic SD 238... 5 inutili restituzioni in garanzia, e il negozio "Prezzo Bomba" mi nega il rimborso

Autoradio Majestic SD 238
Ho aspettato un bel po' prima di scrivere la negativissima recensione su Amazon per un prodotto che mi ha fatto tribolare in modo sproporzionato rispetto al suo costo, ma a cui ho continuato a dedicarmi per la curiosità di vedere come sarebbe andata a finire, in vista anche della pubblicazione di un articolo su questo blog. Già. È giusto che la gente sappia e io, da mini-bloggatore occasionale, faccio quello che secondo me dovrebbero fare un po' tutti, e cioè faccio la mia piccola parte di divulgatore di vicende che mi hanno coinvolto, simili a quelle che potrebbero coinvolgere qualcun altro.

Sono stato molto paziente prima di decidere di pubblicare questa recensione. E la mia pazienza non mi ha premiato. Anzi, fra l'altro mi ha fatto perdere la possibilità di scrivere un feedback per il venditore, che sarebbe stata la cosa più rilevante. Questo per motivi informatici, legati ai tempi stabiliti dal sito di Amazon. Ho voluto dare al venditore il tempo di capire. Più volte gli ho spiegato e rispiegato le cose. Niente da fare. E il feedback per il venditore andava rilasciato entro 90 giorni dall'ordine, a differenza del feedback per il prodotto, per il quale mi pare di aver capito che non esistano limiti di tempo. Quindi il feedback per il venditore lo scrivo qui, unitamente alle considerazioni sul prodotto che ho riportato anche nella recensione su Amazon.

E insomma ecco cos'è successo di preciso: ho fatto vari e vani tentativi di avere un'autoradio funzionante facendo valere la garanzia legale e successivamente vari e vani tentativi di ottenere un rimborso, come in questi casi la legge italiana prevede.

L'articolo in questione è l'autoradio Majestic SD 238

(ah, vedo adesso che ADESSO, DOPO UN ANNO E MEZZO, IL PREZZO DI QUEST'AUTORADIO È AUMENTATO !!! UAH UAH UAH !!! Diamine, che coraggio. Invece di ritirarla dal mercato...).

Il venditore Amazon in questione, che si è guadagnato la mia totale disistima, è "Prezzo Bomba", negozio di Casalnuovo di Napoli, sul cui sito web si legge lo slogan "Solo per chi desidera il meglio". Ah sì, eh? Beh, buona lettura.

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L'acquisto dell'autoradio Majestic SD 238 fu da me effettuato il 25 febbraio 2016. Il venditore Amazon "Prezzo Bomba" era sito fisicamente a centinaia di km da casa mia, ma mi tranquillizzava il fatto di avere a pochi chilometri da casa mia un centro assitenza Majestic, dove avrei potuto portare l'autoradio in caso di malfunzionamento. Pensai infatti che in un'autoradio non appartenente a una sottomarca i difetti sarebbero stati più improbabili, ma nel caso più noiosi e dispendiosi da risolvere, dato che non ho vicino a me un centro assistenza Kenwood, Sony, etc. Inoltre avevo avuto problemi simili con un'autoradio Majestic molti anni fa e speravo che questa casa produttrice avesse fatto passi in avanti.

Dopo due mesi circa dal ricevimento dell'autoradio la montai nella mia macchina. Già, non proprio immediatamente... avevo altre cose da fare, e rinunciai così alla possibilità di restituzione entro 30 giorni offerta da Amazon, ma del resto rimaneva sempre la garanzia legale.
Dopo pochi giorni l'autoradio iniziò a presentare malfunzionamenti. La portai a riparare al vicino centro assistenza, che me la restituì dopo circa un mese.
La installai nella mia automobile, e dopo pochi giorni presentava nuovamente altri malfunzionamenti.
La portai di nuovo al centro assistenza. Mi venne restituita. Ancora difetti.
Tutto questo si ripeté nei mesi, fino a pochi giorni fa. In totale ho portato l'autoradio al centro assistenza 5 volte. Ogni volta dovevo aspettare circa 3-4 settimane prima di poterla ritirare, tranne l'ultima volta: un mese e mezzo. Le ultime due volte l'impiegata del centro assistenza mi ha detto di averla spedita alla sede di Rimini di Majestic, che ha preferito effettuare una sostituzione con un esemplare nuovo dello stesso modello. E alla fine? Niente da fare. Tutt'ora mi trovo con un'autoradio difettosa.

Nel penultimo caso non solo l'autoradio nuova presentava malfunzionamenti: dopo tre giorni addirittura era impossibile accenderla.
Così siamo arrivati a più di un anno e mezzo da quando ho effettuato l'acquisto. Un anno e mezzo durante il quale non solo non ho goduto del bene acquistato, ma ho perso molto tempo per cercare di risolvere il problema.

A questo punto avevo diritto alla restituzione del denaro speso.
Non mi riferisco al regolamento di Amazon, secondo cui si può restituire l'articolo entro 30 giorni. Mi riferisco alla legge italiana (più precisamente al Codice del Consumo), che parla di garanzia di 24 mesi, e inoltre parla di ciò che succede quando la riparazione si dimostra impossibile.
C'è stato fra me e "Prezzo Bomba" un botta e risposta andato avanti per più di 10 messaggi. Hanno risposto che devo farmi rimborsare l'autoradio dalla casa produttrice. Inutile rispondere loro citando e linkando il Codice del Consumo, che dice chiaramente che il bene dev'essere rimborsato dal venditore e non dalla casa produttrice, su cui il venditore può successivamenet rivalersi. Hanno fatto orecchie da mercante, continunando a ripetere (senza citare alcun passo di alcuna legge a supporto della propria tesi, dato che non esiste) che dovevo chiedere il rimborso dalla casa produttrice Majestic. Parlando al telefono con la casa produttrice Majestic ovviamente ho avuto la conferma che il rimborso devo cheiderlo al venditore. E me lo hanno confermato vari siti web dedicati ai consumatori.
Ma questo a "Prezzo Bomba" non frega nulla. In violazione della legge, si rifiutano di rimborsarmi un prodotto malfunzionante.
In agguinta, ecco una splendida barzelletta: lo staff del centro assistenza mi dice che secondo lo staff della casa madre i malfunzionamenti sono dovuti alla mia automobile. Cioè l'alternatore della mia automobile, forse conforme agli standard giapponesi e non europei, non si interfaccerebbe bene all'autoradio, quest'ultima, invece, senza difetti. Ma ho parlato col titolare dell'elettrauto che lo stesso centro assistenza mi ha indicato, che quando gli ho riportato le suddette parole ha fatto una faccia stranita, ha escluso con sicurezza che il problema fosse dell'alternatore, e con sicurezza ancora maggiore dopo aver eseguito un test.
E adesso i difetti, alcuni presenti in una delle 6 puntate di questa telenovela ( = versione iniziale dell'autoradio + le 5 volte che mi è stata restituita, "riprata" o sostituita)... Spero di ricordarmeli tutti...
  • Tenendo premuto il tasto fast forward non si verifica lo scorrimento veloce in avanti, né tenendo premuto il tasto rewind si verifica lo scorrimento veloce indietro
  • Accensione dell'autoradio impossibile
  • Accensione dell'autoradio possibile solo se si toglie e si rimette il frontalino
  • Accensione dell'autoradio con riproduzione dell'Mp3 che inizia non da dove l'avevo lasciato, ma dall'inizio dell'elenco tracce
  • Alcuni file.mp3 non vengono riprodotti (ed ho verificato che si tratta di file non corrotti)
  • Riproduzione di ogni traccia con anomala dissolvenza in ingresso nel primo mezzo secodno circa, cioè ad esempio se una canzone inizia in modo netto con una nota di pianoforte, non si sente eseguire la nota di netto, ma sfumata, come se all'inizio il volume fosse a zero e venisse alzato solo dopo il primo mezzo secondo.
Quest'ultimo difetto sembra proprio un tremendo fiore all'occhiello di questo modello, dato che sia nella penultma puntata che nell'ultima (ripeto, entrambi i casi autoradio sostituita con una nuova), il difetto era presente.
A te la scelta se acquistare un modello di autoradio del genere.
Inoltre, a te la scelta se acquistare da un negoziante (tutt'ora attivo su Amazon, dove al momento vende non autoradio, ma altri prodotti: videogiochi, cialde di caffè, accendini, ciabatte rosa, wafer) che si è rifiutato di rispettare la legge a scapito di un cliente a cui ha venduto un prodotto difettoso.

09 settembre 2017

iN’s Mercato mente ai consumatori sulle uova di galline allevate in gabbia

iN's Mercato (gruppo Pam)
Un logo più appropriato per
iN's Mercato (gruppo Pam)
Vorrei tanto non dover parlare mai di maltrattamenti animali. E cioè vorrei non essitessero. Purtroppo invece ci sono, e ci sono per uno sporco e semplice motivo: c'è chi ne ricava un profitto.

Non mi riferisco solo a chi organizza combattimenti di cani. Quelli sono delinquenti che già la gente riconose come tali, e sono responsabili forse di qualche decina di morti di cani all'anno.

Mi riferisco soprattutto a chi sottopone sistematicamente, quotidianamente, migliaia di animali - esseri senzianti come noi - a sofferenze che iniziano il gorno della loro nascita e si concludono nel giorno della loro morte, senza un giorno di pace nell'intera vita.

Ne ho parlato in Eurospin non dichiara pubblicamente "Basta uova di galline in gabbia", articolo in cui ho spiegato i motivi per i quali tanti consumatori, me compreso, partecipa al boicottagio di Eurospin dopo le ripetute ma inascoltate richieste sulla cessazione della vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia.

Purtroppo Eurospin non è la sola a macchiarsi di una condotta così poco etica nei confronti degli animali. C'è anche iN's Mercato, appartenente al gruppo Pam, che ha dato motivo a Animal Equality di lanciare questa petizione, che ti invito a firmare.

iN's Mercato non sta seguendo l'esempio di altre aziende che recentemente hanno reso pubblico il loro impegno a non approvvigionarsi più di uova ottenute con metodi crudeli, come ad esempio Coop, Lidl, Esselunga, Carrefour ed Auchan. Altri esempi sono Pam Panorama, Pam Local e Pam Franchising, mentre iN's mercato è rimasta l'unica catena del gruppo Pam che continua ad appoggiare una pratica di cui i consumatori devono assolutamente prendere coscienza per poter scegliere se acquistare quelle uova oppure evitare di rendersi complici di una logica tanto oscena, che riduce la vita delle galline a una prigione costante, una prigione così piccola da non consentire neanche l'apertura delle ali.

iN's Mercato ha fatto un'altra cosa molto grave: ha mentito ai propri consumatori.

Ha dichiarato il falso in un comunicato sulla propria politica relativa alle uova da allevamento in gabbia.

Infatti dopo una campagna che Animal Equality, aveva lanciato nel giugno scorso, nella quale informava i consumatori sul rifiuto di iN's Mercato di cessare la vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, il 22 giugno l'azienda ha pubblicato sul suo sito un "impegno nei confronti degli animali", in cui affermava

“Le uova presenti nei punti vendita In’s Mercato, provengono già per lo più da allevamenti a terra o biologici, in cui le galline razzolano e si muovono liberamente. Le uova vengono controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire al consumatore requisiti igienici e di sicurezza alimentare elevati. Alcune referenze che non rispondono a questo standard sono in fase di smaltimento e non saranno più riassortite” manifestando quindi chiaramente l’intenzione di non approvvigionarsi più di uova di galline allevate in gabbia una volta esaurite le scorte"

Nel comunicato non si leggeva alcuna data precisa entro la quale la cessazione di quel tipo di uova sarebbe avvenuta.

Oggi possiamo dire che i forti sospetti sull'inattendibilità di quel comunicato sono confermati, a meno di non voler pensare alla vendita di uova non conforme al Regolamento (CE) N. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004.

Quest'ultimo infatti stabilisce che

"Le uova devono essere consegnate al consumatore entro un termine di ventun giorni dalla data di deposizione".

Sono passati più di due mesi dal comunicato suddetto di iN's Mercato. Ma l'azienda continua a vendere uova provenienti da galline allevate in gabbia. Quindi, delle due l'una: menzogna o illegalità.

L'inaffidabilità che l'azienda ha dimostrato ha provocato l'indignazione di migliaia di persone che hanno contattato l'azienda per chiedere spiegazioni e per chiedere una condotta trasparente ed etica. Ma non è servito a nulla. iN's Mercato continua a vendere galline provenienti da animali maltrattati, e mantenendo sul proprio sito un comunicato in cui dichiara il falso.

A te la scelta se acquistare da un'azienda che mente ai propri consumatori oltre a farsi complici di un maltrattamento di animali che potrebbe essere evitato.

Aggiornamento: su suggerimento di Carolina Bertolaso, di Animal Equality, ho spedito una lettera a Arturo Bastianello, amministratore delegato del gruppo Pam. Ecco cosa gli ho scritto:

Bastianello, ho cercato di contattare lei ed altri suoi colleghi della direzione di Gruppo Pam ed in particolar modo di iN's Mercato, ma è chiaro che non avete intenzione di comunicare con i vostri clienti, per cui ho deciso di scriverle una lettera. Le ricordo ancora una volta che mentire ai consumatori in modo palese è gravissimo.
Il 22 giugno 2017 iN's Mercato ha pubblicato un annuncio sul proprio sito intitolato "L'impegno di iN's Mercato nei confronti degli animali: eliminare le uova provenienti da allevamenti di galline in gabbia" in cui si leggeva
"le uova presenti nei punti vendita In's Mercato, provengono già per lo più da allevamenti a terra o biologici, in cui le galline razzolano e si muovono liberamente. Le uova vengono controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire al consumatore requisiti igienici e di sicurezza alimentare elevati. Alcune referenze che non rispondono a questo standard sono in fase di smaltimento e non saranno più riassortite."
Secondo il regolamento (CE) N. 853/2004 del Parlamento europeo e del consiglio del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, "Le uova devono essere consegnate al consumatore entro un termine di ventun giorni dalla data di deposizione".
Se iN's Mercato avesse detto la verità, le uova di galline allevate in gabbia non sarebbero state più disponibili a partire dal 13 di luglio. Non solo questo non è accaduto e sugli scaffali di iN's Mercato continuano ad essere disponibili uova provenienti da allevamenti in gabbia... ma addirittura iN's Mercato continua a rifiutarsi di pubblicare una data per la cessazione della vendita di queste uova.
Potreste benissimo stabilire per esempio che entro il 2018 iN's Mercato non venderà più uova di galline in gabbia.
Esselunga, Auchan, Lidl, Coop, Carrefour e Pam Panorama hanno comunicato una data, e potete farlo anche voi. Il fatto che non lo facciate può significare una cosa sola: state semplicemente mentendo senza pudore.
DOVETE PUBBLICARE UNA DATA.

Mi darà retta?
Speriamo.

Tu intanto, se non l'hai già fatto, firma la petizione e diffondila.




Aggiornamento 18.9.2017:

Come da suggerimento letto nella newsletter di Animal Equality, ho telefonato all'ufficio centrale di Gruppo Pam (041 549 5111).
Ho chiesto informazioni sulla storia delle uova. Mi è stato risposto che per questo devo chiamare il centralino (041 - 86.90.111), e così ho fatto. La conversazione è andata più o meno così:

- Pronto?
- Salve, vorrei informazioni riguardo alle uova bla bla bla
- Per questo deve inviare un'email all'indirizzo info@insmercato.it.
- Ok, grazie, arrivederci.

Giorni dopo, dato che in realtà come altre persone avevo già contattato iN's Mercato via email, ho chiamato di nuovo. La conversazione è andata più o meno così:

- Pronto?
- Salve, vorrei informazioni riguardo alle uova bla bla bla
- Per questo deve inviare un'email al seguente indirizzo: ...
- Forse lo so già: è info@insmercato.it, giusto?
- Sì, esatto.
- Scusi, ma di solito entro quanto tempo rispondono?
- Non glielo so dire
- Glielo chiedo, perché ho già inviato un'email, e so che l'hanno fatto molte altre persone, ma senza risposta, dopo molti giorni.
- Probabilmente è dovuto al fatto che tante persone hanno scritto per chiedere la stessa cosa, e ci vuole tempo per rispondere
- In realtà se tante persone hanno chiesto la stessa cosa basterebbe scrivere la risposta sul sito Internet aziendale e dire a tutti velocemente "La risposta è questa qua".

- Non posso darle risposte in merito; io posso solo invitarla a inviare una nuova email, o ad appuntarmi e riferire quello che mi dice.
- Allora non mi rimane altro che chiederle di appuntare e riferire che queste non-risposte fanno fareall'azienda la figura di chi ha torto e sa di avere torto.
- Bene, riferirò
- Grazie, arrivederci
- Grazie a lei, arrivederci

Aggiornamento 19.9.2017:

Ho conversato via email con Flavia Cruciani di Animal Equality. Le ho confidato il mio timore per il fatto che un rappresentante di iN's Mercato potesse contrattaccare con un messaggio del tipo:

"Per l'ennesima volta gli animalisti mostrano la loro puntuale incoerenza, dimostrandosi né più né meno che dei buffoni esaltati con un sacco di tempo libero, e che vanno sbraitando delle tesi che si
demoliscono un un nanosecondo.
Ma come vi lavora il cervello? Cercate di convincerci a imitare altre catene di supermercati tessendo le loro lodi per il fatto che secondo voi non venderebbero uova di galline allevate in gabbia, mentre ovviamente le vendono eccome, all'interno di tantissimi biscotti e altri prodotti (e qui sì che quelle uova, vengono vendute a migliaia ogni giorno in ogni negozio, altro che decine o centinaia).
Non rompete le scatole a noi di iN's Mercato. Il nostro comportamento non è peggiore di quello degli altri. Gli altri dichiarano di aver cessato la vendita di uova e invece continuano a venderle tutti i
giorni, e se la ridono alla faccia vostra per avervi dato il contentino simbolico.
Meno male che voi siete quelli che fanno vedere al mondo quello che nessuno vede. Basta nascondere le uova all'interno di biscotti e il gioco di prestigio è fatto, e siete già contenti.
Questa vostra campagna animalista, più che far passare noi per cattivi, fa passare voi per persone che non vedono più lontano di un palmo dal loro naso, quindi persone da ignorare, cosa che non a caso abbiamo fatto fin ora e che continueremo a fare".


Flavia mi ha risposto in modo abbastanza esauriente. Cito dalle sue due email che mi ha inviato:

Il panorama del settore alimentare è vasto e variegato, per questo noi come dipartimento di sensibilizzazione aziendale dobbiamo avere un approccio multiplo, per avere il maggior impatto possibile.  
Quando parliamo di "utilizzare" uova da allevamento in gabbia, ci riferiamo ai produttori come Rana e Galbusera, che si sono impegnati a cambiare la tipologia di uova utilizzati nei loro prodotti. Quando invece parliamo di "vendita" delle uova, ci riferiamo ai supermercati e in questo caso la cessazione si riferisce alla vendita di uova fresche in guscio. Questo perché non è possibile, al momento, chiedere di più ai supermercati. Per eliminare l'utilizzo di uova da allevamento in gabbia all'interno di prodotti come i biscotti, a cui tu fai riferimento, ci rivolgiamo direttamente ai marchi di produzione (e quindi come dicevo ad aziende come Galbusera, Ferrero e tante altre). In questo modo possiamo ottenere entrambi i risultati, ma rivolgendoci a chi ne ha la responsabilità: i supermercati per quanto riguarda le uova in guscio e i produttori per quanto riguarda le uova utilizzate.


Capisco perfettamente la tua preoccupazione, ma fortunatamente un comunicato del genere non risulterebbe affatto vincente, per due motivi principali:

1) Le catene di supermercati che si sono impegnate a non vendere più uova da allevamento in gabbia stanno facendo molto più di quello che fanno iN's mercato o Eurospin per migliorare le condizioni di vita delle galline ovaiole, che invece non stanno facendo nulla in merito. È esattamente come se una persona che segue una dieta onnivora se la prendesse con un vegetariano perché continua a mangiare alimenti di origine animale: certo può farlo, ma che credibilità avrebbe? Non si potrebbe semplicemente ribattere che quel vegetariano sta facendo già molto per gli animali eliminando la carne e di certo più dell'onnivoro? Ti faccio questo esempio perché succede spesso, e una replica logica e coerente c'è eccome! Le critiche non ci spaventano assolutamente, soprattutto quando non hanno una base solida su cui poggiare.

2) Forse non lo sai, ma la vendita di uova in guscio dei supermercati rappresenta uno dei settori di maggiore acquisti e vendita di questo prodotto nel mercato. Ti faccio un esempio: un supermercato come Esselunga o Carrefour Italia in un anno commercializza dai 150 ai 250 MILIONI di uova in guscio (solo quelle vendute come uova, non parliamo di quelle contenute nei prodotti pronti), dunque la loro politica di abbandono degli allevamenti in gabbia per quanto riguarda la vendita ha avuto un impatto su centinaia di migliaia di galline (parliamo di una cifra che, combinando solamente l'impatto di queste due insegne, raggiunge e supera il milione di galline, ovvero oltre il 3% del totale allevato in Italia). Non ti sembra molto più di un "contentino simbolico" già di per sé? E soprattutto, se paragonato a quello che stanno facendo iN's o Eurospin, ovvero niente, non ti sembra ancora più d'impatto come cifra?

In ogni caso ti ringrazio molto della domanda, dobbiamo sempre tenere in mente le potenziali critiche ed essere pronti a controbatterle, quindi mi stai dando la possibilità di fare un esercizio utilissimo :) Fortunatamente in questo caso la possibile obiezione non ci spaventa affatto, visto che non sta in piedi agli occhi di chiunque ragioni in modo logico. Poi i contestatori ci saranno sempre, quelli che non vogliono ascoltare né capire, ma figurati: ci siamo decisamente abituati!

Aggiornamento felice 28.09.2017:

iN's Mercato, nella sua pagina Facebook, annuncia:

In's Mercato comunica ufficialmente che, a partire DAL 1° NOVEMBRE 2017, le uova provenienti da allevamenti in gabbia non saranno più presenti nei punti vendita. Qui il comunicato ufficiale: http://bit.ly/2xHNAVz

Era ora. 

12 aprile 2017

Il passeggero della United Airlines picchiato perché non voleva rinunciare al viaggio

Ieri ho appreso da questo video di Federico Pistono la notizia del passeggero di un aereo della United Airlines, picchiato perché non voleva scendere dall'aereo e rinunciare al suo viaggio. Si trattava di un medico in procinto di tornare a casa e che doveva essere in ospedale il giorno dopo. Come alcuni altri passeggeri è stato fatto scendere per far posto a membri dello staff aggiuntivi. Ma, a differenza degli altri passeggeri espulsi, lui non voleva accettare il risarcimento di un voucher da 800 dollari in cambio del rinuncio al volo, così è stato malmenato e trascinato via di peso a causa della sua resistenza.



Le azioni della United Airlines sono scese nei giorni successivi alla messa online dei filmati relativi a questo fatto.

Io sono molto diffidente e sospettoso riguardo le compagnie aeree in generale, perché so che molte vessano i loro clienti in maniera odiosa. Ad esempio ho saputo che in seguito a un overbooking andato male (overbooking = vendere più biglietti dei posti disponibili, sapendo che nella maggior parte dei casi ci saranno degli assenti... appunto, nella maggor parte dei casi, e non sempre!) è stata truccata la bilancia del bagaglio a mano per costringere quello o quell'altro passeggero a rimanere a terra.

Ripeto, sono molto diffidente e sospettoso nei confronti delle compagnei aeree. Ma cerco di non lasciarmi trascinare dall'emozione e dalla fretta quando si tratta di dare ragione o torto.

Osservando questa storia, il pensiero di molti commentatori è andato all'overbooking. I fautori del libero mercato senza se e senza ma direbbero: "Le regole le sai quando acquisti un biglietto. Se non ti piacciono, acquisti il biglietto di un'altra compagnia, oppure fondi tu una compagnia aerea". In realtà questo tipo di argometnazione non sempre regge, perché un'altra compagnia, che tratta meglio i clienti, costerebbe di più, e anche i meno abbienti hanno riditto di viaggiare in posti lontani se ne hanno bisogno, e figuriamoci se ogni volta che si viene vessati da un'azienda la risposta può essere fondarne una. Un governo può intervenire legiferando su questo e proibire l'overbooking, ad esempio, proprio come ha proibito i costi di ricarica per i cellulari, ottenendo il plauso della quasi totalità della popolazione.
Occorre comunque riflettere e non lasciarsi trascinare dall'apparenza. Ad esempio, riguardo la telefonia mobile si poteva ragionevolmente temere che i costi di ricarica sarebbero stati spalmati sulle tariffe di chiamata (anche se ciò non è avvenuto, mi pare, fortunatamente). Analogamente, la proibizione dell'overbooking (o l'aumento dei risarcimenti per le vittime dell'overbooking, etc) potrebbe avere conseguenze sul rialzo dei prezzi dei biglietti.

Polizia rimuove con la forza passeggero United Airlines
 Sta di fatto che i tanti aneddoti di vessazione dei clienti e la grande quantità di compagnie aeree che si fanno concorrenza fra loro (e alcune delle quali ogni tanto falliscono) mi fa pensare che un buon posizionamento sul mercato di una compagnia aerea potrebbe essere proprio "La compagnia aerea low-cost che non truffa i clienti", o qualcosa del genere.

Ma questa che ho fatto era solo una parentesi, perché se ho capito bene nel caso di specie probabilmente non si è trattato di overbooking, come ha detto un commentatore:

[...] l'overbooking viene gestito in fase di check in... Non c'è più posto = no carta di imbarco. Penso sia stata una situazione di emergenza nata dopo il check in. In caso si debbano inviare urgentemente manutentori/equipaggio per un altro aereoplano fermo da un'altra parte. In questo caso chiedono a chi è già imbarcato di accettare un indennizzo se lascia il posto. Generalmente si assiste ad un asta al rialzo fino a che non si liberano i posti necessari.
Ovviamente qui qualcuno non ha seguito le procedure in modo appropriato.

Un altro commentatore ha precisato:

[...] i passeggeri selezionati sono quelli che hanno pagato meno e che hanno quindi una priorità più alta nell'essere soggetti a decisioni della compagnia. Viene sempre spiegato in fase di prenotazione sia in agenzia che sul WEB. L'atteggiamento del poliziotto nasce dal fatto che l'interruzione di pubblico servizio va punita e negli USA non si scherza, mi pare... anche se verrà sanzionato per il metodo usato.

Anche se non ero lì, immagino non siano state date ai passeggeri da espellere tutte le spiegazioni.
Per scongiurare il problema sarebbe stato sufficiente fare ai passeggeri un ripassino delle condizioni contrattuali, nonché dar loro un risarcimento che potesse essere percepito come congruo. Queste cose capitano di rado (al contrario dell'overbooking), quindi non vedo il problema di dare a ogni passeggero un risarcimento anche di 1000 dollari a testa (dollari, non voucher).

Prima di leggere l'articolo di Wired sulla vicenda ero stato tentato di scrivere "Comunque se dei poliziotti, a torto o a ragione, ti danno un ordine e tu rifiuti di eseguirlo, non stupirti se usano la forza; la tua resistenza non fa che peggiorare la tua situazione e non ti apporta nessun vantaggio". E invece non è stato così: curiosamente il passeggero, in un momento successivo, è stato riammesso nell'aereo! La sua tenacia e il suo coraggio l'hanno premiato. Beh, anche la sua incoscienza.

Con l'occasione la compagnia aerea concorrente Southwest ha approfittato del fatto per uno slogan: "Battiamo la concorrenza, non te".
Aggiornamento: poche ore fa sul canale YouTube Fame Magazine II è apparso questo video su come usare il Ju-Jitsu per difendersi da United Airlines

21 dicembre 2016

Sunvito Diretta buon giorno - recensione cattiva

Il mese scorso ho acquistato su Amazon uno speaker bluetooth della Sunvito. Funzionava col cellulare. Ma non col PC. Neanche con l'altro PC. Installato il driver della penna bluetooth (grazie a cui si trasferivano senza problemi le foto dal cellulare al computer), installato il driver per lo speaker scaricato dal sito di Sunvito, ma... niente. Windows continua a dire che manca il driver.
Ho scritto un'email all'assistenza tecnica per chiedere spiegazioni... nessuna risposta.

Dopo 13 giorni dalla mia email, ricevo il seguente messaggio da "SunvitoDirect - Marketplace Amazon" (riporto solo la parte in italiano eliminando quella in inglese):

Caro Marco,
buongiorno!
Apprezziamo moltissimo il Suo acquisto Order ID: 406-7225766-9053958.
B01G1MUIGG: Sunvito Casse Bluetooth Mini portatili stereo senza fili, Casse Bluetooth per sport esterno impermeabile per la doccia con jack microfono stereo audio
Speriamo che Lei abbia già ricevuto con soddisfazione il nostro prodotto. Vogliamo sapere se l'ha utilizzato? Speriamo che funzioni bene.Se Lei ha alcun problema durante l'uso del nostro prodotto, o se Lei non è soddisfatto di esso, per favore si senta libero per contattarci qui per una assistenza.
Noi faremo il nostro meglio per assisterLa e soddisfarla al 100% dei nostri prodotti.
Se Lei è soddisfatto nostro prodotto, potrebbe aiutarci per favore lasciando una recensione? Ma se non Le piace, speriamo che non lascierà una recensione cattiva, per favore ci contatti per trovare una soluzione.
Se Lei ha avuto un'esperienza acquirente piacevole nel nostro shop Sunvito faccia compere, noi saremmo grati se Lei ci lasciasse una reazione.
Grazie ancora una volta per il Suo acquisto nel nostro negozio.
Distinti saluti
Sunvito diretta

Di primo acchito e senza conoscere la vicenda sembrerebbe che la firma, con un piccolo errore, sia di una signora che si chiama Sunvito Diletta. Ma no, non è così: questa è semmai la pronuncia dello staff, data la loro provenienza geografica.

Mi verrebbe da rispondere: Hei, Sunvito Diretta... una cosa l'hai detta bene: Buon giorno! Prodotto rispedito giusto ieri e recensione su Amazon... già rilasciata? Ah, pensavo di averlo già fatto. Grazie per avermelo ricordato. Ecco, fatto. È una recensione cattiva.

Aggiornamento del giorno dopo (26 dicembre 2016): la signora Estela, dopo aver visto la mia recensione cattiva su Amazon, mi ha scritto

Ciao amico,
Siamo molto grati a voi per un ordine con noi e prendere tempo per lasciare un commento.
Mi dispiace di sentire che gli altoparlanti acquistati non possono essere collegati al computer.
Perché il nostro prodotto è collegato al dispositivo tramite Bluetooth, si può provare ad attivare la connessione Bluetooth del computer senza l'utilizzo di un cavo per collegare il computer? E mi puoi dire la versione Bluetooth del vostro computer?
Se non è ancora in grado di connettersi con il computer, non esitare a non esitare a contattarci.
Faremo del nostro meglio per risolvere il vostro problema.
Buona giornata.
I migliori saluti,
Estela

Estela non ha notato che nella recensione ho scritto che ho già rispedito il prodotto. Buon giorno!

Aggiornamento del 26 dicembre 2016: la signora Estela mi scrive:

Ciao amico,
Siamo molto grati a voi per un ordine con noi e prendere tempo per lasciare un commento.
Dalla tua opinione, che abbiamo conosciuto non siete soddisfatti con il nostro prodotto, ci sarebbe un feedback ai nostri servizi competenti per migliorare questo problema. In questo caso, come su di te dare indietro 3USD a titolo di risarcimento? Accettate questa soluzione?
Non esitate a contattarci fateci sapere la vostra idea.
Buona giornata.
I migliori saluti,
Estela


Mia risposta:

Il feedback è il seguente:

- Quando un utente vi contatta tramite il vostro sito, rispondetegli entro 5 giorni, anziché rimanere in silenzio per 13 giorni

- Se proprio avete problemi nel rispondere a una domanda per tempo, almeno evitate di anticipare la vostra risposta con un'email standard in cui chiedete un feedback sul prodotto, altrimenti l'utente si sente preso in giro

- Se decidete di parlare italiano, migliorate il vostro italiano

- Per quanto riguarda specificamente il prodotto, assicuratevi che funzioni corretamente prima di venderlo. I miei 2 computer (Con Windows 7) hanno il sistema Bluetooth completamente funzionante (il trasferimento di dati dal cellulare col sistema Bluetooth non dà problemi), e nonostante il driver scaricato dal vostro sito e installato correttamente, appare una finestra che dice che il driver non c'è. Avete provato sui vostri computer?

- Non aggravate la vostra situazione con proposte ridicole. Per tentare di far funzionare il vostro speaker con i miei computer ho impiegato in tutto circa 3 ore, e per imballare il prodotto, recarmi
all'ufficio postale e fare lì la coda per rispedirlo ho impiegato altre 2 ore, e speso 4 €. Veramente credete che un risarcimento consono sia 3 USD ? Un risarcimento consono sarebbe forse 60 USD, e
servirebbe per andare a pari, non per eliminare la recensione che ho scritto su Amazon (e sul mio blog). La verità non è in vendita. Affinché io modifichi la recensione che ho scritto su Amazon (dicendo comunque la verità) bisognerebbe che mi spediste uno speaker dello stesso modello, ma funzionante.

Marco


Con questo mi sa che li ho messi a tacere...

Aggiornamento delle 12.22:  Oh, Estela ha risposto.

Ciao amico,
Grazie per la vostra risposta.
Mi dispiace davvero per la vostra insoddisfazione siamo con il nostro prodotto, grazie per i vostri suggerimenti, adotteremo e feedback ai nostri servizi competenti per migliorare il problema.
Ancora una volta a chiedere scusa a voi. Si può provare a connettersi ad altri dispositivi con questo diffusore? Hai fatto sì che il nostro prodotto è un problema?
Se è il nostro prodotto, siamo disposti a darvi una sostituzione. Accettate la nostra soluzione?
Buona giornata.
I migliori saluti,
Buone vacanze
Estela


Mia rispa:

Estela, I'm afraind I have to repeat a suggestion I gave you in my previous email: if you decide to speak Italian, improve your Italian. Ok, let's speak English.
As I'm not sure it's clear, I repeat it for the third time after saying it on my feedback on Amazon and after the previous email: I shipped the speaker back and I got a refound by Amazon (a reduced
refound, because of shipping charge). Said this, I suppose your proposal of replacement isn't valid any more, is it? Anyway:
Was I able to connect other devices to the speaker? Yes. It worked with my cellular.
Had I made sure your product had a problem? Yes, as it didn't work with a PC which had a working bluetooth system and with Sunvito's speaker's driver correctly installed. And the same happened with another computer (see previous email).
Bye
Marco


O vediamo.

AAAAAAAAA!!! CI RISIAMO!!! 27 dicembre:

Hi friend,
Thank you for your response.
Like you said, the product could work with your phone, it proves our product no problem, may we know your other bluetooth could connect your computer? Considering the product can connect your phone, we thought if we resend you a new one, may can not solve this problem, becaused after we received your message, we have feedback to our relevant departments, and try to connecting the computer, it can connect well.
We are really sorry for the problem, how about refund the rest shipping postage to you? Do you accept our solution?
Hope your kind understanding.
We are looking forward to your reply.
Have a nice day.
Best regard,
Estela


Mia risposta:

For the 3rd time: my PC is ok. It has a working bluetooth system. I know it because I can transfer files from my celluar to it via bluetooth.
Drivers I installed in my PC were the ones I had downloaded from Sunvito's website, and they were specific for model we're speaking about (B01G1MUIGG).
So maybe the problem is about your speaker, maybe the problem is about your diver, but not about my PC (furthermore, exactly the same happened using another PC of mine).
I posed a question and after more than a week I got no response, so I was resigned and I shipped it back. All this (included corrispondence with you in these last days) has been a waste of time that goes beyond the money I spent. I have no reason to change the estimate of compensation I made yesterday.
Have a nice day you too.
Marco


28 e 29 dicembre:

Hi friend
Thank for your fast reply .and we apologize for any inconvenience this purchase may have caused.
We have refunded to of your freight you as your requested, the full refund of the item will be in you buyer account within 24hour please kindly check it.
Please feel free to contact us if you getany further question .
Have a great day !
Estela


Hi.
Thanks, but... "as you requested" ?
Where did you read that I requested a full refound? Can you please
copy and paste my words about it?
Bye


Hi friend,
In order to give customers a good shopping experience, we voluntarily give you compensation, I hope you can be satisfied,Really sorry to bring you such a bad shopping experience. We would feedback to our relevant departments to improve this issue and our service in the future.
I hope your kind understanding.
Wish you have a nice day.
Best regards,
Estela


Beh, che dire? Ho contribuito a migliorare un'azienda.