18 novembre 2018

Il venditore Steve Jobs idolatrato, il genio Dennis Ritchie ignorato

Dal post Del mio amico Federico su Facebook e qualche suo commento... Buona lettura.

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Ebbene si, lo dico. So che sarò impopolare ma sono allergico a Mac.

Ieri ho passato due ore cercando di estrarre una banalissima presentazione da un Ipad per passarlo sul computer della sala conferenza. Ho scoperto che:
  • Collegato via usb condivide solo una stupida cartella foto, peraltro bloccata ed immodificabile
  • Non esiste modo di configurarlo come "storage device" e montarlo come una banale chiavetta
  • Non esistono app premontate che permettano di accedere al disco interno e trattare i file come file. Ci sono solo oggetti di proprietà esclusiva del programma che li ha generati
  • Il pairing Bluetooth avviene ma non serve a niente. L'ipad rifiuta qualsiasi trasferimento in entrato o uscita verso dispositivi non Apple
  • L'OTG, questo sconosciuto.
  • L'unico modo ufficiale per esportare file è tramite quel cesso di ITunes, ovvero mettendo i tuoi files a disposizione di Mr Jobs (dec)
  • Itunes per pc è noto essere peggio degli innesti Borg di Star Trek... Non te ne liberi più e vieni assimilato. Non ridete Maccari, voi siete assimilati alla nascita.
  • L'onesto tentativo di installare la app Dropbox e trasferire la presentazione via cloud ha portato ad una bella finestra "work in progress" che mi ha tenuto compagnia per 20 minuti. Il collegamento era tramite fastweb..
  • La mia collega ha poi "mimato" le sue diapositive.
Conclusione: Android forever!

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Aggiunge nei commenti:

Apple é indiscutibilmente un trend setter, nel bene e nel male. Ha fatto nascere il concetto di smartphone e di tablet, ottimo. Il problema è che hanno una politica commerciale, d'assistenza, di value for money e di struttura del loro software che reputo molto negativa e che molti altri produttori finiscono per copiare. Quindi, anche se non sono un utente Apple, mi ritrovo poi in un mondo fatto da cellulari con batterie sigillate, con notch orrendi, con accessi root bloccati, senza schede SD di upgrade e sistemi operativi WIndows che hanno le icone sempre più grosse e colorate e sempre meno accesso alle impostazioni, a funzioni customizzabili. Il motivo per cui non ritengo affatto che Steve Jobs sia questo gran genio é perché ha creato nuove necessità dove non c'erano piuttosto che trovare nuove soluzioni a problemi irrisolti. Sono un fan di Elon Musk: quando tutti tiravano fuori auto elettriche che nessuno avrebbe mai comprato perché facevano i 50 km/h, erano in vetroresina, a forma di Bondì motta e pitturate di giallo e verde lui ha sviluppato una roadster strafiga che faceva da 0 a 100 in 3,9 secondi. Improvvisamente l'auto elettrica era il sogno di molti ed un prodotto che sostituiva una vecchia tecnologia. https://www.youtube.com/watch?v=hGedskcjGow&t=277s

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Federico segnala anche il canale Youtube di Louis Rossmann, che presenta un mondo abbastanza agghiacciante da scoprire riguardo alle caratteristiche dei prodotti Apple.
Louis ripara computer sostituendo singoli componenti elettronici (usando un microscopio) anziché cambiare intere schede. E spiega come i prodotti Apple e soprattutto le loro politiche di assistenza rasentino la frode.

E nonostante i prodotti Apple, a parità di prezzo siano tutt'altro che superiori ai prodotti su cui girano Android e Windows, continuano ad esistere fan sfegatati senza se e senza ma che venerano quest'azienda, e compiangono Steve Jobs, il cui principale lavoro è stato fare marketing. Molto meno noto e idolatrato, invece, è stato Dennis Ritchie (morto 7 giorni dopo Jobs), i cui meriti sono stati infinitamente maggiori.

Ecco un confronto fra i due...



Meriti di Steve Jobs:

- aver commercializzato (non inventato) gli "iProdotti", fra cui gli iPhone, che soffrono di una evidente obsolescenza programmata
- aver commercializzato (non inventato) computer portatili super-costosi (meno prestanti dei PC che si possono acquistare con la stessa cifra)

Meriti di Dennis Ritchie:

- aver dato un contributo fondamentale per sviluppare il sistema operativo "Unix"
- aver inventato il linguaggio di programmazione "C"
- ...da cui sarebbero derivati Linux, Android, JavaScript, C++, e una gran mole di software tutt'ora usata nella tecnologia della rete Internet e in vari programmi...
- ...Ad esempio le prime versioni di Windows erano basate su "C", e Mac OS e iOS sono basate su "Unix".

11 agosto 2018

I lamentatori del "razzismo all'incontrario"

Oggi un mio FB-friend ha postato questa immagine, ragffigurante una pagina del giornale "Il Tempo" dei giovedì scorso.


Nonostante la cattiva qualità dell'immagine sono riuscito a leggere quasi tutto l'articolo di Grazia Maria Coletti, di cui non mi pare sia reperibile una versione testo online.

Già, quasi. Non riesco a leggere l'intero paragrafo iniziale.
"Dov'era quella che oggi se la prende con... la brava addetta di Tremont" ?? Boh. Comunque:

"Dov'era quella che oggi se la prende con [...] quando io venivo massacrata di botte da un gruppo di zingarelle alla fermata metro di Piazza di Spagna?" È una domanda che contiene già la risposta [...]".

Ah, una domanda retorica intendevi, eh, Grazia Maria? Brava, sì. Ho capito quello che volevi dire.
Ma è solo una domanda retorica, sai. È anche e soprattutto una domanda stupida nel momento in cui viene scritta su un giornale.

Cioè è comprensibile finché viene posta dalla vigilessa Claudia Macrì, che ha subito una violenza e che non ha avuto alcun risarcimento e vede continuare a delinquere le colpevoli, impunemente, purtroppo.

Ma è offensivo per l'intelligenza del lettore vedere queste emozioni riportate su un giornale e usate per strizzare l'occhio al razzismo e alimentare uno dei fantasiosi cavalli di battaglia degli xenofobi: il razzismo all'incontrario.

Vogliamo proprio dare sfogo a quella voglia matta di far confronti infantili del tipo "E allora te? E allora io?" che sembrano consentirci dire chi è il vero razzista e nei confronti di chi? Ma sì, dai, facciamo i confronti.

Dovrei davvero capire quali erano esattamente le parole che non riesco a leggeere all'inizio dell'articolo, perché così riuscirei a capire a chi faceva riferimento la vigilessa. Ma finché qualcuno non mi avrà fornito i dati mancanti, mi soffermo sul titolo dell'articolo, che parla genericamente degli "indignati di oggi".

La giornalista chiede dov'erano queste generiche persone, gli indignati di oggi. Ma che gliene importa? Saranno stati a lavorare, a leggere, a allenarsi in palestra. Cosa avrebbero dovuto fare? Indignarsi? Sicuramente molti di loro l'hanno fatto. Molti di loro si saranno arrabbiati per l'aggressione impunita ai danni della vigilessa e avranno condiviso sui social network uno o più articoli di giornali online che ne parlavano.

O davvero pensa che esista un numero rilevante di persone che rimane indifferente a notizie del genere? Io non ne conosco neanche una, né di destra né di sinistra, né di quelli che si dicono né di destra né di sinistra.

Per quanto riguarda i mass media, comunque, gli episodi di cronaca di violenza che di solito vengono evidenziati di più sono quelli che sortiscono gravi lesioni (e questa vigilessa non ne ha avute) e che sono di matrice razzista. E no, in Italia fra le motivazioni che spingono un non-caucasico a picchiare un caucasico non c'è il razzismo, a differenza che in certi ghetti degli USA).

Ecco, dunque, perché fanno più notizia eventi in cui si è usata violenza contro persone di razza diversa: per il fatto che in quel caso  c'è una (per lo meno possibile) matrice razzista. Negli episodi in cui la violenza è in direzione opposta, no.

Certo, secondo me notizie come quelle riguardanti delinquenti impuniti (di qualsiasi razza) dovrebbero essere oggetto di maggior trattazione, per far capire quanto male la giustizia italiana funzioni nei confronti di chi (indipendentemente dalla razza) è ufficialmente nullatenente o non punibile per la giovane età.

Ma la disparità fra la portata mediatica dei due tipi di notizia non c'entra nulla con presunto razzismo all'incontrario. Che fra l'altro non avrebbe alcuna ragione di essere: a che pro delle persone di una certe etnia potrebbero voler remare contro la propria razza a favore di un'altra?

Perché così si beccano i voti dei negri, perché sono comunisti, perché bla bla bla. Tutte stupidaggini. Anche la persona più cosmopolita e comunista di questo mondo odia vicende come quella accaduta alla Macrì.

Dunque il razzismo all'incontrario sortisce sempre da un confronto inadeguato, una forzatura. Che si sbugiarda in pochi secondi, in questo modo: la domanda "dov'eravate?" è rivolta solo a chi si è indignato degli episodi ai danni di stranieri. Perché proprio a loro e non, ad esempio, a quelli che si sono indignati per un pestaggio ai danni di un professore? La lamentela avrebbe potuto essere del tipo: "Tutti amano i professori e le vigilesse vengono messe in secondo piano!"
E invece no. Ogni volta che viene pestato un caucasico, dagli a quegli stupidi degli antirazzisti, perché i veri razzisti sono loro, contro gli italiani.

E invece no. È questo modo farlocco e disonesto di denunciare e di lamentarsi, che è razzista. E questo articolo di giornale, che addirittura sopra al titolo scrive fuori argomento "Emergenza nomadi" è proprio un capolavoro di schifezza.

10 agosto 2018

Umanitàmtàm, iniziativa per cambiare il mondo educando i bambini

Umanitamtam è un’iniziativa mia e di Valentina che ha lo scopo di migliorare il mondo partendo dagli adulti di domani: i bambini e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie. Vogliamo diffondere fra loro il senso civico e metterli più possibile al riparo dall’idea secondo cui siccome il mondo è sempre stato una giungla, significa che lo sarà sempre. Non è così.

Diffondere il senso civico principalmente fra i bambini e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie... ogni tanto i politici lo dicono, che è un argomento importante, e che ad esempio la mafia e la disonestà sono problemi culturali che si possono risolvere iniziando dai giovani, nelle scuole.

...Ma nella pratica, accade? Quasi mai.

Umanitàmtàm vuole trasformare queste parole in fatti.

Questo è essenziale affinché il mondo cambi in maniera volontaria e non costrittiva. Infatti la cultura della lealtà e della cooperazione non possono nascere solo grazie alle leggi, che servono per obbligare le persone a comportarsi in un certo modo, che possono essere aggirate o comunque viste come un ostacolo al naturale comportamento della persona. È necessario che gli adulti di domani desiderino collaborare costruttivamente, con solidarietà e amicizia nei confronti della comunità di cui si fa parte, consapevoli che conviene a tutti.



Le migliori leggi del mondo sono niente in confronto a un diffuso del senso civico che diventi non più l’eccezione, ma la normalità.

Guardiamo in faccia alla realtà e alla storia. Queste ci insegnano che è irrealistico pretendere di avere un mondo migliore a breve, scrivendo quella legge geniale, di quelle che si sbandierano in campagna elettorale e che risolverà tutti i problemi in tre mesi. Accettiamolo: i veri frutti del nostro lavoro si vedranno fra 20 o 40 anni. È vero, ci vuole pazienza, ma per lo meno così il cambiamento ha una qualche possibilità di realizzarsi.



Ci rivolgiamo ai bambini e ai ragazzi perché purtroppo la maggior parte degli adulti non vuole cambiare: ritiene il cambiamento irrealizzabile o scomodo. Chi ha deciso di condurre una vita rinunciataria, o disonesta, o queste due cose insieme, non lo si recupera, inutile provarci. Inutile provarci sia con i grandi delinquenti, sia coi cosiddetti "furbetti" che in qualche modo cercano di fregare gli altri appena possono nella vita quotidiana.

Certo, esistono gli adulti che vogliono un cambiamento e lo credono possibile; spero che tu sia fra questi e che tu capisca l’importanza di cambiare il mondo a partire dai bambini e dai ragazzi. Se è così,

visita il sito www.Umanitamtam.org.

Leggi i particolari della nostra iniziativa e, importante, la pagina in cui vengono spiegati i vari modi in cui potresti darci una mano in modo diretto o indiretto.

Per adesso ti ringraziamo se:

07 agosto 2018

Un insegnante completamente incompetente può essere licenziato?

Ok, lo so, è quasi impossibile licenziare un impiegato pubblico.

Ma mettiamo ad esempio che un professore, dopo un trauma cranico, o un qualche shock, o boh, inventatevi voi la cosa, si riveli un PERFETTO incompetente nella materia che gli è stata assegnata. Non sa nulla. Zero virgola zero. Spiega leggendo pari pari il libro, senza capirlo, e dà voti palesemente a caso. Tipo dà 5 a un compito pressoché identico a un altro a cui ha dato 8.
E mettiamo che gli alunni chiamino il preside a testimoniare che le cose stanno proprio così. Ad esempio durante le lezioni al prof vengono fatte delle domande semplicissime, sulla sua materia, a cui non sa rispondere.

Neanche in questo caso è possible che il professore non venga licenziato?

Beh, si fa per chiacchierare eh. Mica penserete che ciò che vi ho chiesto di immaginare sia ispirato a una storia vera.

E intendo la cosa in teoria, chiaro. Lo so che in pratica far licenziare un insegnante è un'impresa impossibile a meno che non abbia tipo accoltellato cinque alunni.

L'anno scorso posi questo quesito su Facebook e qualche amico mi ha risposto.

Giulio dice che un ricercatore (essere ricercatore significa aver fatto il primo passo per diventare prof universitario) si presentava a lavoro dalle due alle quattro ore alla settimana, generalmente all’ora di pranzo. Lo sapevano quasi tutti. Conseguenze: 0

Nicholas ha risposto che si può chiedere al provveditorato di intervenire ma che nella migliore delle ipotesi l'insegnante viene spostato su altro istituto. Ha riportato l'esperienza di sua sorella: l'insegnante di italiano faceva 4 giorni di malattia, 2 di lavoro, 4 di malattia, 2 a lavoro e così via. Niente compiti, né interrogazioni. I genitori degli alunni chiesero la rimozione dell'insegnante, cosa che avvenne solo a fine anno.

Ma questi sono casi di cattiva condotta dell'insegnante, certo deplorevole, ma quello che chiedevo io era un'altra cosa. Io parlavo di appurata incompetenza. Beh, comunque sia immagino che le conseguenze non differiscano.

Ha risposto inoltre Filippo, che ha linkato la pagina di Wikilabour "Licenziamento per giustificato motivo oggettivo", e più precisamente il paragrafo "Licenziamento per sopravvenuta inidoneità allo svolgimento della mansione".
Però come si dovrebbe dimostrare la idoneità di un professore?
Non dico in pratica, eh. Lo so che in pratica è impossibile. Chiedo sempre in teoria.
Si dovrebbe fare un esposto a un organo competente affinché il professore venga interrogato sulla sua materia o cos'altro? Fornire all'organo competente registrazioni in cui il professore fornisce dati errati sulla sua materia?

Boh. Se sai dare una risposta per favore scrivila nello spazio dedicato ai commenti qui sotto.

05 agosto 2018

Buonista

Nel vocabolario online Treccani c'è. Sì, c'è "buonista", sul Treccani.

Sigh.

Una volta per sapere se un termine esisteva / era corretto si guardava se era presente nel vocabolario.
Oggi per vedere se un vocabolario è fatto bene si guarda se annovera una parola inventata da degli scemi.

E il team Garzanti com'è messo?

Vedo che anche sul sito Garzantilinguistica c'è "Buonista", le cui definizioni sono "che dimostra, è improntato a buonismo" e "che, chi privilegia una condotta improntata a buonismo". E però "buonismo" non c'è. Forte, ragazzi.

Che dire sulle origini della parola "buonista" ?

Mi pare che sul web non siano disponibili informazioni su chi di preciso abbia inventato questo termine.

In compenso Federico Faloppa, docente di Storia della Lingua Italiana e Sociolinguistica, ha affermato che "buonista" / "buonismo" vennero usati per la prima volta in Italia intorno al 1993, con riferimento all'atteggiamento di tolleranza verso gli avversari politici adottata da Walter Veltroni (fonte: https://www.cartadiroma.org/news/buonisti-o-cattivisti/).

Oggi il termine "buonismo" viene invece usato in senso dispregiativo per indicare una persona che non si fa prendere in giro dai politici beceri che si appellano agli istinti di rabbia, paura e vendetta. In senso dispregiativo, capito?