29 settembre 2019

Google mi dice che il testo di questo blog è troppo piccolo e...

...e mi manda un'email in cui mi inviata a correggere questo aspetto che (insieme ad altri) lo rende poco fruibile.

Cominciamo a correggere 'sto difetto. Testo troppo piccolo. In effetti è vero: da smartphone si è costretti a usare i due diti per zoomare, altrimenti è una sofferenza.

Solo che questo template, certo non arzigogolato e scaricato chissà dove, certo non fatto da uno sbandatello che si è divertito a giocare col codice e ha messo sciaguratamente online una obrobio senza sapere cosa stesse facendo, mi fa degli scherzetti.

È un template offerto da Blogger che avevo leggermente modificato, senza metter mano al codice. L'ho modificato con gli strumenti dell'apposita interfaccia facile, che Blogger mette a disposizione agli inesperti come me, con la quale una persona con un minimo d'occhio dovrebbe essere capace di non fare danni e non deturpare la bellissima creatura che il team di Google ha sapientemente messo in piedi.
Avevo effettuato giusto una variazione di larghezza della scheda principale e dei widget laterali, qualche variazione di colori di scritte e sfondi e poco più.

E insomma dai, torniamo nell'interfaccia suddetta per ingrandire le scritte, ché se no Google mi bacchetta e ha ragione. Vado sul pannello di controllo di Blogger, clicco su Tema, poi su Personalizza, poi su Avanzato (ehm... avanzato, certo), poi su Pagina, e poi, nell'area Carattere, aumento la dimensione, che faccio passare da 13 a 18.
Clicco su Applica, ed è fatta... sembrerebbe di sì: vado sul blog, e vedo che le scritte sono più grandi. Google sarà contento.

MA NON SO CONTENTO IO.

Perché lo scenario che si prospetta a me, autore del blog, è il seguente.

Vado nell'interfaccia di scrittura le scritte sono ancora piccole.
Va beh, pazienza, dico. Farò a meno dell'aspetto WYSIWYG (= what you see is what you get, cioè quello che vedi è quello che ottieni) per quanto riguarda la grandezza.
Solo che l'interfaccia di scrittura di Blogger, quando si tratta di regolare le dimensioni delle scritte, non ha i numeri, ma le descrizioni. Puoi scegliere solo fra Più piccolo, Piccola, Normale, Grande, Più grande.
Poco male, penso. Mica ho esigenze di enormi differenziazioni. Sarà tutto in proporzione, proprio come prima.
Cioè se nel pannello di controllo del tema ho impostato come carattere 18, vorrà dire che quando nell'interfaccia di scrittura sceglierò di ingrandire il testo scegliendo "Grande" il carattere sarà magari 20, quando sceglierò "Piccolo" il carattere diventerà 16... e se cambierò idea e sceglierò "Normale" tornerà della dimensione predefinita, cioè 18.

E INVECE NO.

Se evidenzio un testo, vado sul menù a tendina della grandezza delle scritte e scelgo "Normale" io mi aspetto che sia lo stesso che non fare nulla, perché solitamente "normale" è la modalità predefinita, cioè quella che viene automaticamente impostata se non si interviene per fare variazioni. E cioè quella poco fa scelta nell'interfaccia del template.
È vero solo in parte. Maledettamente in parte. Cioè nell'interfaccia di scrittura, dopo aver cliccato "Normale", come mi aspettavo, non cambia nulla. Però poi vado a vedere l'anteprima e mi accorgo che quel pezzo di testo è diventato piccolo.
E allora che faccio? Provo a farlo diventare "Grande", per vedere se la scrittura standard è intesa come "Grande". E vedo che non è così. Scegliendo "Grande" la scritta in anteprima diventa sì grande, ma non quanto quella originaria.
Analogamente succede per le altre dimensioni.

Insomma, nel pannello di controllo del tema di Blogger, la dimensione delle scritte che si sceglie non viene intesa come dimensione "standard", rispetto al quale ha senso parlare di "grande", "piccolo", etc quando su tali denominazioni si clicca nell'interfaccia di scrittura.

Piuttosto, Blogger ha uno standard che rimane sempre quello.

ED È LO STANDARD CHE A GOOGLE STESSO NON PIACE, PERCHÉ SE LO USI TI BACCHETTA.

Ho fra l'altro notato che se evidenzi un testo e clicchi su "Normale" e poi vai a vedere cosa è successo nell'interfaccia di scrittura HTML, vedi che attorno alla scritta è stato aggiunto il codice che normalmente si aggiunge per fare una scritta piccola:

<span style="font-size: small;">Testo il quale ho selezionato Normale</span>

BAH.

Conclusione:

se voglio far tornare davvero normale un testo devo andare nella parte HTML e cancellare la parte che ho rappresentato sopra in blu.
Oppure premere sull'icona in alto a destra, quella con la T nera e la piccola X rossa, e cioè "Annulla formattazione". In questo caso il testo torna davvero norm... ehm... standard, diciamo. Però in compenso compaiono degli "a capo" in regalo... Va beh, li cancellerò.

Ho inviato un feedback a Google esponendo il problema... vediam che mi risponde.

28 settembre 2019

Le sciocche critiche a Greta Thumberg e ai manifestanti del FFF

Julio Loredo de Izcue, presidente dell'associazione cattolica Tradizione Famiglia Proprietà, nella suo diario Facebook ha scritto un post esordendo con "LA GENERAZIONE SPRECONA", titoletto seguito da una sua traduzione di uno sproloquio del giornalista Andrew Bolt, poi purtroppo copiata e incollata in giro per il web e su Facebook.

Eccola qui, la pappardella matta virale:

Eccellente risposta di un giornalista di SkyNews Australia ai giovani che hanno recentemente manifestato per il clima:
“Voi siete la prima generazione che ha preteso l’aria condizionata in ogni sala d’aula; le vostre lezioni sono tutte fatte al computer; avete un televisore in ogni stanza; passate tutta la giornata a usare mezzi elettronici; invece di camminare a scuola prendete una flotta di mezzi privati che intasano le vie pubbliche; siete i maggiori consumatori di beni di consumo di tutta la storia, comperando in continuazione i più costosi capi di abbigliamento per essere ‘trendy’; la vostra protesta è pubblicizzata con mezzi digitali e elettronici.
“Ragazzi, prima di protestare, spegnete l’aria condizionata, andate a scuola a piedi, spegnete i vostri telefonini e leggete un libro, fattevi un panino invece di acquistare cibo confezionato.
“Ma niente di ciò accadrà, perché c'è l' egoismo, la maleducazione, la manipolazione di persone che vi usano, proclamando di avere una causa nobile. Svegliarsi, informarsi e agire prima di protestare”.

Questo si fa i film in testa e ci crede. No, non c'è aria condizionata in ogni aula e non mi pare nessuno l'abbia pretesa. Si va a scuola in macchina (meno inquinante di quelle un volta) quando la scuola è particolarmente lontana, e la maggior parte degli studenti ci va in pullman (nota: a Milano molti vanni in bici, grazie all'organizzazione Massa Marmocchi). I mezzi informatici fanno risparmiare carta e non sono fra le cose che inquinano di più. L'energia necessaria per tenerli accesa è trascurabile. E sono utili a fare gruppo e sperare di ottenere cambiamenti nella società, come in questo caso, quindi il bilancio può benissimo essere positivo. I vestiti... cosa c'entra se sono costosi o economici? Brutto parlare a vanvera e di cose che non si sa (sui ragazzi e non solo, purtroppo... vedi sotto). Le argomentazioni qualunquiste di questo omino piccolo piccolo sono spazzatura già sentita, altro che una "risposta eccellente".

Ma anche dando per scontato che tutti i bambini e i ragazzi non abbiano abitudini sufficientemente adeguate a difendere il pianeta, la responsabilità è dell'educazione non impartita dalle generazioni precedenti. E se la Terra versa in questo stato e sta continuando a peggiorare sarà pure colpa di qualcuno nato prima del 2004, o no? 
Ma diciamo ancora di più: immaginiamo pure che tutto l'inquinamento e il conseguente malessere del pianeta sia dovuto in buona parte ai teen-ager. Bisogna fumare roba forte per pensarlo, ma proviamoci. Anche se così fosse, le argomentazioni di Andrew Bolt non sarebbero valide. Un grido di allarme sensato è tale anche se chi lo lancia è incoerente.
Mi fa davvero pena oltre che rabbia chi, invece di unirsi al coro di persone che chiedono politiche per la riduzione dell'inquinamento, si diverte a fare lo snob con attacchi ad personam che non c'entrano il punto.

Volendo comunque indagare per un attimo su cosa succede nella vita dei ragazzi che hanno preso parte al Friday For Future (FFF), credo che alcuni di loro sentissero il problema ecologico in una certa misura anche prima di conoscere Greta e si comportassero in modo ecologico (ammesso che sapessero come fare), e credo che altri, dopo aver conosciuto Greta e con l'occasione di questa grande mobilitazione internazionale saranno spinti a un comportamento più virtuoso. Quindi in un certo senso questo evento, oltre che politico, potrebbe anche esser stato auto-educativo. A quell'età credo sia accettabile che la coerenza nasca anche in questo modo.

A proposito, per inciso, a pensarci bene, è davvero ridicolo pensare a quanto facile potrebbe essere smontare il discorso pro-coerenza di Bolt. Basterebbe dirgli "Ah, grazie della lezione di coerenza... che naturalmente viene impartita da uno che, se consiglia ai ragazzi di andare a piedi a scuola, sicuramente dà il buon esempio recandosi in redazione ogni giorno a piedi, e rinuncia all'automobile sempre e comunque, giusto? Ah no? Ah, ma allora perché quel tuo discorso era solo un cazzeggio in cui volevi manipolare il tuo pubblico, che speri non si accorga della tua incoerenza nel parlare di coerenza".

Tornando alle azioni di Greta Thumberg, come ha giustamente detto Vincenzo Bordoni, abbiamo bisogno di lei.



La sua azione e le manifestazioni fanno solo bene al dibattito politico. Non hanno nessuna conseguenza negativa. Solo buona. I manifestanti non saranno perfetti nel loro comportamento quotidiano, ma hanno ragione, e il loro messaggio è giusto. Non sono climatologi, ma mandano un messaggio sovrapponibile a quello dei climatologi, quindi hanno ragione, e il loro messaggio è giusto. Non sono esperti su come diminuire le emissioni di CO2 inventando automobili e impianti industriali meno inquinanti, e infatti non hanno questa pretesa. Spingono affinché si ingaggino degli ingegneri in grado di farlo.

Completamente inopportune, dunque, le parole che in questi giorni ha detto Massimo Cacciari:

"Se continuiamo ad affrontare i problemi alla Greta, siamo fritti. Siamo all'ideologia della incompetenza""Questi argomenti non si affrontano in termini ideologico/sentimental/patetico ma in termini scientifici. Non è che dicendo 'mi avete rubato i sogni' che si affrontano i problemi, non è così che si che nascono le coscienze critiche"

Ogni persona ha il suo ruolo. Non si può pretendere che tutti facciano tutto, ma si può apprezzare che qualcuno faccia quello che può.
Non si può invitare i ragazzi a tacere fino a quando non avranno in mano un progetto per un aereo a energia solare, perché se no hanno il coraggio di parlare da incompetenti.
Il ruolo dei manifestanti non è tecnico. È politico. E il politico Massimo Cacciari dovrebbe averla presente, questa cosa. Perché un politico che non sa cosa è la politica quello sì che è preoccupante.

Cacciari ha anche detto:
 

"Userei queste ore per organizzare seminari sul clima ai quali far partecipare scienziati ed esperti in materia"

Perché no? Ma si può fare l'una cosa e l'altra. Dichiarazioni del genere suonano buongiorniste né più né meno che "Togliamo gli stipendi milionari ai calciatori e devolviamo i soldi alla ricerca sul cancro, scrivi amen e condividi".

Questo risponde anche all'ultima parte dello sproloquio di Bolt su riportato.

Ultima sparata di Cacciari:

"Greta dovrebbe andare a scuola, imparerebbe molte più cose. E forse, dovrebbe rendersi conto di essere svedese e che i ragazzi scioperanti sono europei. Non ci sono né indiani, né brasiliani. Non mi pare un problemino da poco"

Vero, ma non è un problema da poco nenche il fatto che un uomo di cultura come Cacciari non si renda conto di un semplice fatto: le manifestazioni si fanno dove si possono fare e dove possono incontrare il favore del popolo affinché il governo sia persuaso a fare determinte scelte. In cina non puoi manifestare: è vietato. Sarebbe bello poterlo fare, ma se lo fai finisci in galera. In india, invece, c'è tantissima povertà, e si fa poca presa sulla popolazione, perché se uno ha il problema di procurare il cibo a sé stesso e alla propria famiglia dell'ambiente purtroppo se ne frega.
L'Australia, invece, è una delle regioni del mondo in cui si inquina di più, e in cui si può manifestare. E infatti il Friday For Future in Australia c'è stato.

Stamattina inoltre ho visto questo video-spazzatura, in cui chiacchiera il fenomeno austrliano:



Skynews si dovrebbe vergognare per aver mandato in onda una roba del genere. È facile che Andrew Bolt sarà morto da un pezzo quando le conseguenze dei cambiamenti climatici staranno facendo catastrofici danni. Ma da subito una cosa posso dirgliela come fortunatamente tante altre persone hanno già fatto in varie forme: fai vomitare.

Persone come Andrew Bolt vogliono semplicemente ingrossare il loro ego e per questo cercano semplicemente attenzione e prestigio, facendo pressione su chi odia Greta, aizzandoli contro di lei con critiche al messaggero più che al messaggio. Perché le persone come Andrew Bolt sono bambini mai cresciuti, rimasti ai tempi in cui bullizzavano o avrebbero voluto divertirsi a fare bullismo. E chi applaude gente del genere ricorda i ragzzini in cerchio che si divertono a vedere il bullo che maltratta un innocente che non ha fatto nulla di male.
Finge di provare pietà per Greta dichiarandola vittima dei suoi genitori che, aiutandola nella sua battaglia, si sarebbero resi colpevoli di un grave abuso; il sedicente difensore dei minorenni abusati si dimentica che pochi secondi prima si è rivelato per quello che è: un bambinone grande grande che se la prende con lei insultandola. La patologia di Greta, la sindrome di Asperger, è certamente meno grave rispetto a quella di Andrew Bolt, che è chiaramente un sociopatico.
Accusa i genitori di Greta di averle fatto il lavaggio del cervello, cosa che invece tenta di fare lui nei confronti dei telespettatori con le sue bugie. Infatti nega la risalita del livello del mare parlando dell'isola di Tuvalu in Polinesia, senza sapere che il motivo della sua espansione (dopo il precedente sprofondamento) è l'orientamento delle onde e i sedimenti accumulati durante le tempeste che compensano  l'erosione causata dall'innalzamento delle acque. E ignora tutti gli altri studi scientifici che provano il riscaldamento globale, la sua causa antropica e sui suoi danni. E se stai pensando alla bufala sui 500 scienziati firmatari della petizione negazionista... ma chi sono questi 500 firmatari? A questo ha dato una risposta Matteo Miluzio nel video qui sotto, il cui riassunto è il seguente: da nessuna parte si vedono i nomi di questi misteriosi firmatari; i proponenti sono 14, di cui 13 sono non-climatologi che che non hanno mai pubblicato nessuna ricerca sulla climatologia, e un climatologo, la cui tesi, subito dopo presentata, venne smentita da tutti i sui colleghi del Massachusetts Institute of Technology. 



SOMARI PENOSI i non climatologi che vogliono fare i climatologi della domenica

SOMARO HARCORE il climatologo che riesce a sbroccare al punto di diventare negazionista

SOMARI DANNOSI i giornalisti che li citano disinformando e screditano gli ambientalisti

SOMARI SCHIFOSI i giornalisti come sopra che in più bullizzano una ragazzina.

Greta ha detto che la sua sindrome di Asperger è un superpotere. Da un certo punto di vista è vero. Essere ossessionati per qualosa fa sì che ci si interessi a quell'argomento diventando o avviandosi a diventare esperti. E se si tratta di una buona causa, si partecipa con grande energia a difenderla. Lo svantaggio consiste nel fatto che una battaglia può dare origine a una certa frustrazione quando è difficile. Ha detto:

"Ho voluto essere nel panico. Ho voluto avere la paura che ho ogni giorno. E così, ho voluto agire".

I genitori che vedono una figlia appassionata per una buona causa cosa avrebbero dovuto fare? Non certo cercare di distoglierla. Quello che Andrew Bolt non capisce è che sarebbe stato inutile e l'avrebbero fatta soffrire ancora di più, e che avere la sua patologia non significa non dover essere liberi di prendere decisioni. Combattere per difendere il nostro pianeta è difficile e può dare grande frustrazione e sofferenza. Greta lo sa, e ha deciso di accettarlo. Quindi sì, la sua ossessione è ciò di cui la Terra ha bisogno e in essa possiamo trovare un lato positivo. Invece l'ossessione dei negazionisti sul clima e dei qualunquisti, quella che li spinge a fare gli snob e a prendersela con una ragazza di 16 anni, ha solo lati negativi, fa solo schifo.

In una situzione come la nostra è giusto avere paura, tanta paura. Perchése non si ha paura, non si agisce. Quindi Greta ha ragione a stimolare le persone ad avere pura. Non dell'uomo nero, ma di un pericolo reale.
Non una di quelle paure usate dai politici per dividere le persone, ma per unirle in un unico obiettivo, a beneficio di tutti, anche di quelli che la denigrano (pazzi che invece remano in direzione dello svantaggio proprio o dei propri figli e nipoti).

Insomma, c'è chi cerca di fare la propria parte per risolvere un problema e c'è chi, come Andrew Bolt, preferisce essere parte del problema.

Io ti invito a scegliere la razionalità e la responsabilità:

  • per capire qualcosa sul clima, fidati dei climatologi (ad es. il prof. Stefano Caserini)
  • nella vita quotidiana comportati in modo più ecologico possibile
  • alle elezioni vota per chi ha un programma che prevede un maggior rispetto del nostro pianeta.

24 settembre 2019

Un esempio di testamento biologico

Le DAT, disposizioni anticipate di trattamento ("testamento biologico" nel gergo comune) si possono esprimere senza ricorrere a un modulo precompilato... anche perché molti comuni italiani questo modulo non ce l'hanno, e quando ce l'hanno spesso è scritto coi piedi.

Le mie volontà in caso di impossibilità di esprimermi credo siano molto simili a quelle di tante altre persone. E visto che a volte non è facile dare disposizioni con una precisione linguistica che non dia adito a interpretazioni, ho deciso di pubblicare un modello estrapolato dal mio testamento biologico, sperando di essere utile a chi non era sicuro su come formularlo e magari per questo motivo ha commesso l'imprudenza di rimandare continuamente questo importante atto. Ho anche incluso disposizioni sull'alimentazione (voglio che continui a non provocare la sofferenza degli animali), sul trattamento del mio cadavere e sulla diffusione dei miei dati personali.

In fondo all'articolo trovi le indicazioni su come far valere il testamento biologico.


°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°


Io sottoscritto [nome e cognome], C.F. [codice fiscale], nel presente documento, stampato sulle due facciate di uno stesso foglio, esprimo anticipatamente le disposizioni sul trattamento del mio corpo.

Disposizioni di trattamento in vita

Alle seguenti disposizioni dovrà essere dato seguito indipendentemente dal fatto che io sia cosciente o non cosciente, indipendentemente da qualsiasi valutazione possa essere espressa sulla mia percezione del dolore, di disagio e in generale sulla mia qualità di vita, e indipendentemente da quanto a lungo sarà potenzialmente prolungabile il mio mantenermi o essere mantenuto in vita.

a) Se, per qualsiasi causa, ad esempio una malattia o un trauma, sarà sopraggiunta una compromissione delle mie funzioni fisiche e/o cognitive tale da determinare una mia impossibilità di esprimere la volontà di continuare o interrompere la mia vita, e se secondo l’opinione del mio medico curante o secondo la casistica riscontrabile nella letteratura scientifica riguardante casi clinici simili al mio tale impossibilità sarà da considerarsi sicuramente irreversibile, o anche reversibile con una probabilità minore del 50%, voglio che vengano attuate le disposizioni descritte al seguente paragrafo “accompagnamento alla morte”.

b) Se il mio umore sarà cronicamente depresso e, a causa di una compromissione delle mie funzioni cognitive sarò sì in grado di esprimermi sulla mia volontà di proseguire o interrompere la mia vita, ma tenderò ad esprimermi su questo argomento solo se stimolato a farlo, voglio essere interrogato su tale mia volontà almeno una volta al mese, in una forma (orale o scritta) e con un linguaggio che più possibile facilitino la mia comprensione, e voglio che, se non mi sarà possibile parlare, venga attuata una strategia adatta a consentirmi di rispondere agevolmente (ad es. tracciando un segno su un foglio, o muovendo una mano o un dito o la testa o gli occhi, sbattendo le palpebre); se di conseguenza io risponderò esprimendo la mia volontà di non continuare a vivere, anche in questo caso voglio che vengano attuate le disposizioni descritte al seguente paragrafo “accompagnamento alla morte”.

c) Se le mie funzioni cognitive saranno limitate al punto di non permettermi di esprimermi sull’alimentazione che desidero ricevere, non voglio essere alimentato con sostanze di derivazione animale, con la sola eccezione delle uova provenienti da galline di allevamenti che garantiscono loro il massimo benessere e in cui non vengono uccise per motivi diversi dall’eutanasia.

Accompagnamento alla morte

Se si saranno verificate le condizioni descritte in uno dei precedenti punti a) o b) che rimandano al presente paragrafo, voglio che vengano attuate le seguenti disposizioni:

- se l’eutanasia sarà legale nel luogo in cui mi troverò, voglio che sia praticata su di me prima possibile e nel modo più veloce e indolore possibile; in caso contrario, valgono le disposizioni seguenti;
- non voglio che sia praticata su di me alcuna manovra di rianimazione;
- fino al momento della mia morte, voglio che più possibile vengano alleviate le mie sofferenze fisiche, ad esempio somministrandomi farmaci antidolorifici, senza dare alcuna importanza al fatto che ciò possa o no aggravare le mie condizioni di salute;
- voglio che, se la legge lo consentirà nel luogo in cui mi troverò, prima possibile sia espletata la preparazione degli strumenti e dei farmaci utili alla sedazione palliativa continua profonda, di seguito detta semplicemente “sedazione profonda”; fino al momento in cui sarà stata completata la suddetta preparazione voglio essere nutrito, idratato e, se necessario, assistito nella respirazione; immediatamente dopo il completamento della preparazione della sedazione profonda voglio che essa mi venga somministrata ininterrottamente fino alla mia morte, e voglio che subito dopo la mia entrata in coma profondo vengano cessate e mai più riprese nutrizione, idratazione ed eventuale assistenza alla respirazione; se invece la legge non lo consentirà, voglio che mi sia riservato un trattamento più possibile simile a quello su descritto, comunque in grado di evitare con certezza qualsiasi mia sofferenza e disagio; se neanche questo sarà possibile, voglio essere trasportato in un luogo in cui l’eutanasia non è illegale, e voglio che prima possibile essa venga praticata su di me.

Disposizioni di trattamento del mio corpo dopo la mia morte

Oltre che nelle eventualità su descritte nei punti a) e b), anche in qualsiasi altra eventualità valgono le seguenti disposizioni sul trattamento del mio cadavere:

- autorizzo l’espianto dei miei organi per trapianti e, in subordine, per scopi didattici e scientifici;
- non voglio alcuna cerimonia funebre;
- voglio che le eventuali parti del mio corpo che saranno risultate non utili ai suddetti scopi siano smaltite nel modo più economico possibile; a tale scopo in prima istanza dispongo che esse siano inserite in una bara di legno non verniciato e senza fodere interne, cremate e poi, divenute cenere, disperse in natura; nel caso esista un metodo più economico, dispongo che invece si ricorra a quest’ultimo.

Disposizioni sulla diffusione dei dati personali

Se una mia grave compromissione fisica e/o cognitiva non mi permetterà di comunicare agevolmente, voglio che chiunque lo desideri abbia agevole accesso ai contenuti del presente documento e a tutti i dati sul mio stato fisico, anche telematicamente, senza necessità di motivare tale accesso.

Nomina del rappresentante fiduciario e del vice-rappresentante fiduciario

Incarico chiunque lo desideri di fornirmi una tutela legale volta a garantire l’ottemperanza a tutte le disposizioni descritte nel presente documento; in particolare, a tale scopo, nomino come rappresentante fiduciario [nome e cognome], CF [codice fiscale]; per l’eventualità in cui gli sia impossibile espletare tale funzione, nomino come vice-rappresentante fiduciario [nome e cognome], CF [codice fiscale].

[luogo e data]

[firma leggibile]

Firme per accettazione dell’incarico di rappresentanti fiduciari:


[nome e cognome]                        [nome e cognome]

[firma]                                           [firma]


Allegati:
- copia della carta di identità del rappresentante fiduciario [nome e cognome]
- copia della carta di identità del vice-rappresentante fiduciario [nome e cognome]


°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°=°


Per far valere il testamento biologico si deve stampare il documento delle DAT, portarlo all'ufficio competente del proprio comune di residenza, muniti di documento di identità, e firmarlo alla presenza del funzionario comunale prima di consegnarglielo. Devono firmarlo in sua presenza anche gli eventuali rappresentante fiduciario e vice-rappresentante fiduciario, anche'essi muniti di documento di identità; in alternativa l'interessato può far loro firmare il testamento e consegnare al funzionario le fotocopie dei loro documenti di identità.

20 settembre 2019

Petizione per adeguare l'Italia all'Europa sulla sperimentazione animale

A qualcuno potrà sembrare strano: io mi alimento, mi vesto e acquisto beni e servizi nel rispetto degli animali (ad es. non compro né mangio animali né latte e non indosso abiti in pelle o lana, non vado a spettacoli circensi con animali)... e al tempo stesso non sono contrario alla sperimentazione animale per finalità mediche.

Sì, ce n'è bisogno, purtroppo.

No, gli operatori che sperimentano sugli animali non sono dei torturatori, e durante l'ellevamento gli operatori garantiscono agli animali il massimo benessere, proprio per non alterarne le caratteristiche, che altrimenti invaliderebbero i risultati (tutto il contrario degli allevamenti intensivi, dove degli animali non c'è nessun rispetto, allevamenti che proibirei a partire da subito).

In tema di sperimentazione animale l'Italia ha norme più restrittive rispetto alla normativa europea.

Ecco quali:

1)

Divieto di ricerca con xenotrapianti

Un divieto dovrebbe essere motivato dal rapporto utilità/sofferenza troppo basso. Invece in questo caso... non si fanno xenotrapianti, di qualunque tipo, per nessun motivo, punto e basta.

2)

Divieto di allevamento sul territorio nazionale di cani, gatti e primati destinati alla ricerca

...Ma sono consentiti importazione con viaggi intercontinentali, che comportano maggior sofferenza degli animali! Assurdo, anche dal punto di vista di chi ha festeggiato per questo divieto.

3)

Divieto di test sulle sostanze d'abuso

Possibile osservazione:

Non c'è bisogno c'è di testare sostanze di abuso: basta non abusarne, così stiamo meglio sia noi che gli animali!

E invece ce n'è bisogno, per decidere quali sostanze sconsigliare e quali no, e per sapere come curare chi ha commesso lo sbaglio di farne uso.

Questi divieti aggiuntivi sono sbagliati, e devono essere eliminati affinché i ricercatori italiani possano fare il loro importante lavoro dando il loro contributo per il progresso della medicina. Per questo motivo è attiva una petizione di Research4life.

Scopo della petizione è chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e a tutto il Parlamento di adeguare l'Italia alla normativa europea sulla sperimentazione animale (Direttiva 63/2010), per un maggiore equilibrio tra esigenze della ricerca scientifica e protezione degli animali.

Io ho firmato la petizione. Se non l'hai già fatto, firmala anche tu. Si trova a questa pagina.

16 settembre 2019

Spot pubblicitari sulle malattie: no alle scene tragiche

Pochi giorni fa ho visto su Youtube uno spot pubblicitario in cui viene chiesta un'offerta in denaro da parte di un'associazione che si occupa (anche) di assistenza e cura dei malati di tumore a domicilio.

Concordo con un commentatore, Antonio, che ha scritto di non aver gradito la pubblicità, perché secondo lui non è questo il modo di parlare di pazienti oncologici.

Spiego.

Nella prima parte dello spot in questione si vedono scene tragiche, con un attore che recita un malore e altre persone che si disperano per lui. Segno che lo sceneggiatore non si rende conto di una cosa importante: nella testa delle persone normalmente la percezione di una pubblicità per aiutare dei malati è diversa dalla quella di una pubblicità che promuove un prodotto o un servizio.

Se uno spot pubblicizza un detersivo il pubblico è abituato ad accettare che un'attrice, magari anche inesperta e goffa, reciti la parte della massaia innervosita dallo sporco e poi felice per il maglione sorprendentemente pulito; se lo spot è di un dentifricio, accetta che il tizio presentato come dentista in realtà non è un dentista, ma un attore pagato per dire quello che dice. Non si grida all'inganno, perché queste finzioni sono palesi e vengono considerate un legittimo modo per presentare il prodotto, così come lo sono le foto dei cibi che in realtà non sono cibi, ma oggetti di plastica più colorati e non propensi ad afflosciarsi. Al massimo lo spettatore si fa una risata su come sono improbabili quelle scene o fa un'osservazione su quanto è antipatico quello o quell'altro personaggio dello spot. Fatti salvi i casi di pubblicità ingannevole, lo spettatore non vede in quelle scenette nulla di offensivo per la sua intelligenza.

Quando invece lo spot parla di persone in gravi difficoltà chiedendo denaro, il discorso cambia.

Perché se vuoi i miei soldi per una buona causa devi parlare chiaro agli spettatori. Superchiaro. Non devono avere in nessun momento la minima sensazione che tu li stia prendendo in giro distorcendo la realtà.
Ottieni il tuo scopo se spingi le persone ad essere empatiche coi malati veri.
Ma vedendo una pubblicità come quella della suddetta associazione il primo pensiero che viene in mente non ha nulla a che fare con l'empatia. Viene da pensare:

Che roba. Hanno messo degli attori a fare il verso ai malati! Me lo immagino lì, il regista che spiega all'attore come fare le smorfie di dolore per manipolarmi... Non so come possano non vergognarsi di una cosa così patetica e offensiva nei confronti dei malati stessi.

Diversa è stata la scelta di un'altra associazione, di cui ho visto spesso spot in televisione, in cui si vedevano i veri diretti interessati, in quel caso bambini affetti da varie patologie, e i loro veri genitori.

Vanno bene anche persone che lavorano al progetto e testimonial famosi che spiegano gli intenti dell'associazione e invitano a fare un'offerta.

Recitare le malattie no. Questo è fastidioso per me e, credo, per la maggior parte delle persone.

15 settembre 2019

Petizione sugli animali uccisi per asfissia: i pesci


L'associazione "Essere animali" ha lanciato una petizione sull'allevamento degli animali che vengono uccisi per asfissia: i pesci. Animali che per questo motivo sono stati i primi che ho smesso di mangiare, molto prima di diventare vegetariano e poi vegano.

Negli allevamenti intensivi migliaia di pesci vivono in gabbie sovraffollate, sono trasportati e manipolati come oggetti. La morte arriva dopo una lunga agonia (a loro non è nemmeno concesso lo stordimento).

Con questa petizione si chiede a varie ditte della grande distribuzione una condotta che ponga fine all’agonia dei pesci.

Vai alla pagina della petizione e firmala: clicca qui.

E condividila sui social!

14 settembre 2019

Obiezioni sul modulo DAT scaricato dal sito dell'Associazione Coscioni


Le disposizioni anticipate di trattamento (DAT), a cui ci si riferisce comunemente con "testamento biologico" possono essere scritte nella forma che si preferisce. Potrebbe comunque essere di aiuto un modulo da compilare. Ha messo a disposizione un modulo ad esempio l'Associazione Luca Coscioni (questo il link per scaricarlo), scaricabile dal relativo sito. L'ho scaricato e, dopo averlo letto, ho scritto all'associazione un messaggio in cui esprimo alcune mie perplessità, che riporto anche qui sotto nell'attesa di una risposta affinché anche tu possa dirmi cosa ne pensi. In verde, le parole che ho trovato scritte sul modulo, in nero i miei commenti. Buona lettura, se ti va.

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Qualora fossi in una condizione di malattia giudicata irreversibile associata a grave disturbo cognitivo tale da compromettere le mie capacità di coscienza o giudizio o di comprensibile espressione,

Manca “gravemente”. Dovrebbe essere “compromettere gravemente le mie capacità di coscienza…”. Lo specifico perché non è pensabile che una leggera compromissione della capacità di coscienza possa determinare l’interdizione della persona e la precedenza di un documento scritto rispetto a quanto dichiara nel presente.
Inoltre, leggendo questa prima parte mi è parso di capire il significato della premessa è la contemporaneità di: grave compromissione della coscienza etc + malattia giudicata irreversibile.
E se le due cose, che devono essere presenti, contemporaneamente, sono la stessa cosa, le condizioni della premessa sono da considerarsi soddisfatte?
Mi spiego meglio.
Se un disturbo cognitivo è talmente grave da impedirmi di esprimermi, si tratta già di una malattia irreversibile. Ad esempio una demenza avanzata è certamente una malattia irreversibile.
Quindi dire “condizione di malattia giudicata irreversibile associata a grave disturbo cognitivo etc” è come dire “zoppia associata a una frattura di tibia”.
Ma poniamo pure che per “malattia giudicata irreversibile” ci si riferisca a qualsiasi malattia giudicata irreversibile ad eccezione di quelle che coinvolgono la sfera cognitiva.
Occorre ricordare che per ottenere l’adempimento alle disposizioni, e in particolare alla quarta (si ricorra alla sedazione profonda”) non è sufficiente che sussista una “malattia giudicata irreversibile”. La sedazione profonda è infatti per legge prevista se l’esito è infausto, cosa che non si può dire parlando di un 20enne con un diabete di tipo I.
Quindi, per non dare “false speranze” a un 20enne depresso con un diabete di tipo 1 che vuole morire, vi consiglio di cambiare la dicitura del vostro prestampato, aggiungendo proprio quello che prevede la legge, e cioè non scrivendo non semplicemente “malattia giudicata irreversibile”, ma ad esempio “gravi sofferenze causate da una malattia giudicata irreversibile”.

dispongo che:
- in caso di arresto cardio-respiratorio si pratichi la rianimazione cardiopolmonare □ SI □ NO

“in caso di arresto cardio-respiratorio” è inserito solo nel primo punto dell’elenco, quindi immagino che fosse vostra intenzione riferirlo solo a tale primo punto. È così? Lo chiedo perché se invece valesse per tutti i punti dovrebbe essere messo prima di andare a capo, nella stessa riga di “dispongo che:”.

- si pratichino forme di respirazione meccanica    □ SI □ NO

Dire semplicemente “no” alla ventilazione meccanica è troppo generico. Chi fa il testamento biologico e nega l’autorizzazione a certe pratiche mediche immagino lo faccia per evitare di soffrire. Se semplicemente gli si nega l’ossigeno quando ne ha bisogno, muore soffocato. E questa cosa non è compatibile con la volontà di non soffrire se non si specifica che prima di eliminare la ventilazione meccanica occorre eseguire la sedazione terminale (o “sedazione profonda”). Lo so, il cittadino può benissimo barrare “sì” alla voce sulla sedazione terminale, ma se si scorda di farlo? Verrebbe fuori uno scenario crudele e inaccettabile. Quindi la clausola della sedazione terminale dev’essere, secondo me, specificata nello stesso quesito. Ovvero la scelta non dovrebbe essere fra “sì” e “no”, ma fra

"si pratichino forme di respirazione meccanica"
e
"se necessario, si pratichi la respirazione meccanica solo per il tempo necessario a preparare la sedazione profonda, ed immediatamente dopo si pratichi la sedazione profonda e si interrompa la respirazione meccanica".

- si pratichino idratazione o nutrizione artificiali     □ SI □ NO

Vi invito a una riflessione simile alla precedente. Lasciar morire di fame e di sete una persona che ha compilato il testamento biologico allo scopo di non soffrire è una contraddizione. Anche in questo caso occorre specificare che prima di interrompere alimentazione e idratazione si deve eseguire la sedazione terminale.

- si ricorra alla sedazione profonda    □ SI □ NO

Prima di commentare questo punto attendo la vostra risposta alla precedente domanda che ho fatto riguardo all’andare a capo oppure no prima di “in caso di arresto cardio-respiratorio”. Premetto che se il layout è corretto così come l’avete scritto, allora barrando il “sì” a questa disposizione sul ricorso alla sedazione profonda, genericamente si dispone che venga attuata tale pratica solo nel caso in cui ci si trovi nelle condizioni espresse nelle prime righe di premessa del documento.

- si pratichi dialisi    □ SI □ NO
- si pratichino interventi di chirurgia d’urgenza    □ SI □ NO
- si pratichino trasfusioni di sangue    □ SI □ NO
- si somministrino terapie antibiotiche    □ SI □ NO

Commentando questi punti mi verrebbe di nuovo da fare un discorso simile ai precedenti sull’aggiunta della sedazione profonda, che per la verità non mi pare abbia senso non eseguire secondo l’opinione della persona che ritenga la propria vita ormai inutile. Tutto sta nel capire quando, secondo la legge (chiara? Non so), è plausibile autorizzare una persona a dichiarare una vita non più degna di essere vissuta.

13 settembre 2019

Petizione: STOP macellazione di animali ancora vivi e coscienti!



Un nuovo filmato girato in un macello in Lombardia mostra operatori che tagliano la giugulare degli agnelli senza prima stordirli; operatori che, per separare più in fretta la pelle dalla carne, sparano aria compressa sulle ferite delle loro zampe mentre sono ancora coscienti. Sei anni di inchieste di Animal Equality certificano che questa non è l’eccezione. È la regola È uno standard italiano.

In occasione dei controlli delle autorità le pratiche più crudeli vengono evitate e improvvisamente, per un giorno, si rispetta la legge. In tutti gli altri giorni è facile maltrattare gli animali senza doverne pagare le conseguenze, in macelli che non a caso sono fuori dai centri abitati, e i cui dipendenti hanno dovuto firmare contratti con clausole di riservatezza.
In questa segretezza di continua crudeltà e illegalità Animal Equality ha fatto qualche breccia coi suoi filmati. Ma informare le persone non basta. Si deve esercitare una pressione sui politici affinché migliorino le normative per quanto riguarda 4 punti:
  • Obbligo di telecamere a circuito chiuso negli allevamenti
  • Obbligo di stordimento prima dell'uccisione senza le attuali eccezioni
  • Aumento delle pene per chi viola le normative (perché una semplice multa non basta)
  • Controlli più frequenti e soprattutto a sorpresa.
A questo scopo ti invito a firmare la petizione.

VAI ALLA PAGINA DELLA PETIZIONE:
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E se non l'hai ancora fatto, smetti subito di mangiare carne che proviene da allevamenti intensivi. E rifiutati di compratela. Non non comprarla per te, non per i tuoi parenti, non per i clienti del tuo bar, del tuo ristorante o chiosco, non per gli ospiti del tuo albergo o della tua casa di riposo, non per i commensali della cena di quartiere in piazza, non per la festa di compleanno tua o del tuo bambino. Rifiutati di essere complice di queste oscenità.

E dopo aver firmato...

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03 settembre 2019

Per chi ha votato Salvini credendolo "come Minniti, ma meglio"

Matteo Villa, ricercatore del programma Migrazioni dell'Istituto per gli studi di politica internazionale, basandosi sui dati del Ministero dell'Interno, dell'UNCHR, IOM, ISPI,
ha pubblicato su Twitter vari post, che messi insieme danno un'idea su ciò che è accaduto nel Mediterraneo quanto a migrazioni dalla Libia e morti, confrontando tre periodi:

- luglio 2016-giugno 2017, prima che l'allora ministro dell'Interno Rocco Minniti trattasse col presidente libico Fayez al-Sarraj sui rimpatri;

- luglio 2017-maggio 2018, da dopo che tali politiche di Minniti fino alla fine del suo mandato;

- giugno 2018-agosto 2019, quando il ministro dell'Interno era Matteo Salvini.

Ritenendo particolarmente utile ciò che Matteo Villa ha spiegato, visto che un post su Twitter rischia di perdersi fra mille altri, ne riporto di seguito i contenuti. Buona lettura.


1) DIMINUZIONE DEGLI SBARCHI DALLA LIBIA

La diminuzione di sbarchi in Italia dalla Libia è stata maggiore con Minniti rispetto che con Salvini:

Meno 140.000 nel periodo Minniti;

Meno 30.000 nel periodo Salvini.


2) POLITICHE DI DETERRENZA E PARTENZE DALLA LIBIA

Rispetto agli sbarchi in Italia, le partenze dalla Libia sono calate più rapidamente con Minniti che con Salvini.


Ecco perché il numero di morti in mare non è diminuito come sperato.

Tra chi è partito dalla Libia, i morti in mare sono diminuiti con Minniti e aumentati con Salvini:

4.049 morti prima del periodo Minniti;

1.168 morti nel periodo Minniti;

1.369 nel periodo Salvini.


3) POLITICHE DI DETERRENZA E RISCHIO DI MORTE IN MARE

Tra chi è partito dalla Libia, per ogni migrante il rischio di morire in mare è rimasto sostanzialmente invariato con Minniti, mentre è triplicato con Salvini:

2,0% morti ogni migrante partito prima del calo;

2,1% nel periodo Minniti;

6,0% nel periodo Salvini.

L'aumento del rischio di morte in mare non ha sufficientemente dissuaso i migranti dalla fuga via mare dalla Libia. Però ha fatto aumentare il numero assoluto di morti in mare. "Lo anticipavamo nove mesi fa", scriveva venerdì scorso Matteo Villa.


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Risposte a obiezioni mosse da un commentatore su Twitter:

- Come mai per Salvini inizia a contare dal primo giorno di insediamento del governo mentre per Minniti da 7 mesi dopo?
- Perché le politiche Minniti (cooptazione delle milizie libiche) hanno avuto effetto da metà luglio 2017; le politiche Salvini (porti chiusi) da subito.

- Le partenze non sono costanti durante l'anno: sono molte di più d'estate. Se considera periodo luglio2017 → maggio2018 per Minniti dovrebbe considerare luglio 2018 → maggio 2019 per Salvini.
- È un’obiezione fallace:
(1) la stagionalità nel periodo successivo al calo delle partenze è stata minima;
(2) [...] ci sono effetti di trascinamento delle politiche Minniti che solo modelli multivariati fanno emergere, quindi qui sto facendo un favore a Salvini.


E adesso che i numeri parlano, basterà sottoporli all'attenzione del leghista medio per fargli cambiare idea sul fatto che Salvini sia "come Minniti, ma meglio" ?
Macché: tutti questi numeri sono per i professoroni, evviva il capitano.


Aggiornamento del 4.9.2019: Matteo Salvini ha pubblicato su twitter un filmato in cui gli immigrati su una barca, bloccata da molti giorni, festeggiano saltando, ridendo e abbracciandosi dopo aver saputo che potranno sbarcare.
Al video (girato da un reporter che poco più tardi gli ha fatto notare che deve pagargli i relativi diritti per utilizarlo) è stata aggiunta la scritta
Nave centri sociali, sbarcati per "emergenza sanitaria"
Paralitici e infermi...

Il commento di Salvini (o più probabilmente di colui che si occupa del suo account Twitter) è:
Ma che bello il "clima" del governo a guida PD: sbarcati gli immigrati della nave dei centri sociali per "emergenza sanitaria"... Ma pensano che gli italiani siano scemi??? Fai girare!"
A parte il fatto che "emergenza sanitaria" non significa necessariamente paralisi o infermità, Salvini (o l'addetto al suo account Twitter) parla come se non ricoprisse più la carica di ministro dell'interno non fosse ancora lui. E invece, atmosfera o no, per adesso il ministro dell'interno è proprio lui. Mah.