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08 agosto 2026

Gli scambaiter sono utili alla giustizia?

Gli scambaiter sono esperti di informatica che beccano i truffatori online, spesso operanti in Pakistan o in India: entrano nei loro computer, mostrano le loro stanze, parlano con loro faccia a faccia mentre questi si spaventano e si infuriano. Canali Youtube come NanoBaiter, Scam Sandwich, Scammer Payback, Liam Leclaire, Kitboga sono diventati un genere a sé, con milioni di visualizzazioni.

Sono video divertenti, spesso ben fatti tecnicamente. Ma tutto questo lavoro porta davvero a qualcosa di concreto oppure è solo intrattenimento che umilia i truffatori senza fermarli?

Alla fine di questi video c'è quasi sempre la stessa formula: lo youtuber fa una battuta o una considerazione, il truffatore viene ridicolizzato, il call center magari sospende l'attività per qualche giorno o cambia sede. Ma non si sente mai una frase che ci si aspetterebbe, tipo "Ora consegno alla polizia il materiale raccolto, affinché i truffatori vengano arrestati".

Uno scambaiter intervistato dalla radiotelevisione svizzera, che si fa chiamare Sven, ammette che infiltrarsi nei sistemi informatici delle bande criminali è illegale e che le informazioni raccolte, per quanto trasmesse alla polizia nella speranza di un arresto, spesso non possono essere usate come prova né portare a una condanna, proprio perché ottenute violando la legge.

Fa eccezione un fatto recente: il Dipartimento di Giustizia americano ha reso pubblico un caso in cui i video dei canali scambaiter Scammer Payback e Trilogy Media hanno contribuito a smantellare una rete di frode multinazionale da 65 milioni di dollari ai danni di anziani statunitensi, gestita da un'organizzazione criminale cinese in collegamento con call center indiani.
Dettaglio peculiare è la tempistica: i video erano stati pubblicati su Youtube nel 2020 e nel 2021, mentre le prime incriminazioni sono arrivate solo nel 2025 e il leader dell'organizzazione, Hua Wang, nel giugno 2026 ha ammesso la sua colpevolezza e rischia fino a 40 anni di carcere (la sentenza definitiva è attesa per settembre 2026).

Ecco i link ai video:

https://www.youtube.com/watch?v=hrLZbc-Rfbo

https://www.youtube.com/watch?v=in_Y5q_-F2Y

https://www.youtube.com/watch?v=7IEgFgO5pKo

https://www.youtube.com/watch?v=pBZFmIKJINA

https://www.youtube.com/watch?v=dQuya3ELKGQ

https://www.youtube.com/watch?v=GCRoxVMmtDw

Tutto questo dà un'idea di quanto sia diversa la dinamica da quella che si potrebbe immaginare: non è che lo youtuber consegni le prove alla polizia affinché questa agisca di conseguenza. Succede più probabilmente il contrario, come nel caso su descritto, in cui un'indagine federale, partita da tutt'altra pista (undici pacchi di contanti intercettati a San Diego), nel ricostruire la rete si è imbattuta per caso in quei vecchi video pubblici, usandoli per identificare volti e alias dei truffatori.

Alcuni scambaiter, come Jim Browning, dichiarano di consegnare regolarmente il materiale alla polizia subito dopo averlo prodotto. Il problema è che quel canale, nella pratica, è spesso inutile non solo perché, come già detto, le prove sono state ottenute illegalmente, ma anche per altre ragioni:

- Manca la competenza territoriale. Uno youtuber britannico o statunitense che denuncia un call center in Pakistan, a danno di vittime sparse in tutto il mondo, non ha un interlocutore naturale: nessuna polizia locale ha giurisdizione su un crimine di questo tipo.

- Manca una vittima locale che sporga denuncia. Le forze dell'ordine aprono un caso di solito a partire da una vittima specifica nella propria giurisdizione, non da un video di un terzo su un crimine commesso altrove.

- Le grandi agenzie (FBI, IRS-CI, Interpol) ricevono segnalazioni a migliaia e le archiviano in attesa che si incrocino, magari per puro caso, con un'indagine già attiva, esattamente come nel caso dei 65 milioni di dollari.

- C'è persino il rischio di danneggiare indagini in corso: se la polizia sta lavorando da mesi in silenzio su una banda, e uno scambaiter pubblica un video che espone tutto, i truffatori possono nascondersi prima che le indagini si concludano.

Insomma, in alcuni casi i video degli scambaiter possono diventare, molto tempo dopo e per vie indirette, un tassello utile in indagini condotte da chi ha davvero i mezzi legali per incriminare i truffatori, ma la stragrande maggioranza non produce alcun esito giudiziario e servono prima di tutto a generare contenuto.

In ogni caso dobbiamo riconoscere agli scambaiter un effetto positivo, pur limitato: fanno perdere tempo ai criminali rallentando la loro attività e informano il pubblico su come funzionano vari tipi di truffe.

06 agosto 2026

Visualizzare file XML e P7M (fatture elettroniche)

I file relativi alle fatture elettroniche vengono inviati principalmente con due estensioni: XML (la fattura standard) e P7M (la stessa fattura, ma firmata digitalmente).

L'estensione XML ricorda Excel, ma non è leggibile correttamente con tale programma Microsoft né altri che lo imitano, perché non si presenta come una tabella pronta, ma come un linguaggio di programmazione grezzo pieno di codici (tag).

A volte, insieme alla fattura vera e propria, nella PEC si riceve un secondo file XML più piccolo. Si tratta di un file di metadati, cioè un file di servizio generato dal Sistema di Interscambio (SdI) che riporta i dati tecnici della trasmissione, come l'identificativo univoco della spedizione, il nome del file originale inserito nel sistema, il codice fiscale del trasmittente e l'esito del recapito.

Il file con estensione P7M è invece la fattura commerciale vera e propria nei casi in cui il mittente ha l'obbligo (o la scelta) di apporvi una firma digitale crittografata.

Per leggere correttamente entrambi i formati esistono strumenti gratuiti online e offline.

Un esempio di strumento online è Amministrazioni Comunali - Visualizzatore XML e P7M (https://www.amministrazionicomunali.it/fatturexml/)

Un esempio di strumento gratuito e leggero (pure portable) da usare su PC è Visualizza Fattura Elettronica, scaricabile da https://visualizzafatturaelettronica.it/, rilasciato dall'azienda MIGG Informatica & Ricerca (https://migg.it/).

 

25 luglio 2026

Visualizzatori di file EML: MiTeC Mail Viewer e CoolUtils Mail Viewer

Salvare un messaggio di posta elettronica completo delle sue intestazioni (mittente, destinatario, data, oggetto e altri metadati) significa generalmente creare un file con estensione eml.

Può sembrare strano, ma Windows non include un visualizzatore dedicato ai file .eml. In passato c'erano Outlook Express e Windows Mail, ma nelle versioni moderne di Windows non esiste più un'app preinstallata per questo scopo.

Per leggere file con estensione eml la prima cosa che viene in mente è la necessità di installare un programma che sia un cliente di posta elettronica, su cui deve essere importato, ma installare un client soltanto per aprire occasionalmente un file .eml può risultare eccessivo (è comprensibile installarlo se lo si userà anche per gestire la posta, ma installarlo solo per leggere un file.eml a me scoccerebbe).

Ma si può farne a meno e ricorrere a un programma leggero, nato solo per leggere questo tipo di formato.

Un programma del genere esiste e si chiama MiTeC Mail Viewer. È portable, quindi non necessita di installazione. Ed è gratuito per uso non commerciale.

Il link per il download è

https://www.mitec.cz/mailview.html

Se poi ti serve un programma che oltre ai file .eml legga anche i file .msg (il formato di Microsoft Outlook) e .P7M (messaggi con firma digitale), allora quello che fa per te è CoolUtils Mail Viewer. Anch'esso è gratuito per uso non commerciale, è più leggero di un classico email client, pur non essendo disponibile in versione portable (necessita dunque di installazione).

Il link per il download è

https://www.coolutils.com/MailViewer

21 aprile 2026

Se l'installer di Windows 11 non vede l'SSD o l'HD forse manca il driver del controller di archiviazione

In questo articolo riporto le istruzioni per la soluzione di un problema che ho avuto nel tentativo di installare Windows 11. Sono istruzioni relativamente semplici, ma se non riesci a seguirle a causa di qualche intoppo ti consiglio di consultare Claude (va bene anche la versione gratuita) chiedendogli di guidarti passo-passo, come ho fatto io.

Per installare Windows 11, stando a ciò che si legge sul sito di Microsoft è sufficiente scaricare il pacchetto di installazione, usare il “Media Creation Tool” per creare la chiavetta USB di avvio, inserirla nel PC, accenderlo e seguire la procedura guidata. In relatà non è sempre così semplice: a volte, dopo che è stato avviato il PC con la pendrive, nella lista delle unità su cui scegliere di installare Windows non compare il disco su cui normalmente dovrebbe essere instllato (quello che poi solitamente è chiamiamo disco C).

In casi come questo di solito la prima cosa che si pensa è indagare il BIOS, che però nel mio caso era correttamente configurato, oppure scaricare il driver del controller mancante dal sito del produttore del PC (HP, Lenovo, Asus ecc.), nel quale però può non essere disponibile; lo si cerca allora sul sito del produttore del componente hardware (nel mio caso Intel), che però può rendere disponibile un pacchetto EXE che funziona solo per aggiornare un driver già installato su un sistema funzionante, senza rendere i file disponibili, individuabili in una cartella copiabili e incollabili dove serve. La soluzione potrebbe essere (come è stato nel mio caso), reperire i file del driver già presente nel PC in questione in una sottocartella di Windows, come spiego più avanti.

Se il PC su cui vuoi installare Windows 11 non ha già installato Windows 10 o Windows 11 stesso (che magari vuoi installare da zero per ottenere un sistema pulito), il metodo di cui parlo in questo blogpost per reperire i file del driver è applicabile solo se puoi servirti di un altro PC Windows (10 o 11) che abbia un identico controller di archiviazione da cui copiare i file del driver.

L’origine del problema

Il mio problema era proprio la mancanza del driver necessario per comunicare con il controller di archiviazione del PC, senza cui il programma di installazione di Windows 11 non riusciva a vedere il disco (il controller di archiviazione è appunto il componente hardware che fa comunicare il sistema operativo col disco), e il motivo di questa mancanza me l'ha spiegato Cloude: di norma un computer ha processore e controller della stessa marca, ma alcuni produttori mescolano componenti di fornitori diversi e questo crea confusione sulla necessità di quello o di quell’altro diver. Ad esempio nel caso del mio portatile HP, il controller era un Intel, mentre il processore era un AMD.

Così il programma di installazione di Windows 11 creato con il pacchetto scaricato dal sito di Microsoft non supporta nativamente il controller di archiviazione ed è necessario aggiungervi l’apposito driver manualmente.

Come identificare il controller di archiviazione del tuo PC

Se Windows 10 o 11 è già installato e funzionante sul PC in questione (ad esempio il mio aveva Windows 10) puoi identificare il controller in pochi passaggi:

- Premi Windows + X e clicca su “Gestione dispositivi”.

- Espandi la sezione “Controller di archiviazione”.

- Annota il nome del controller che appare (nel mio caso: Intel RST VMD Controller 9A0B e Intel RST VMD Managed Controller 09AB).

- Fai clic destro sul controller il cui nome non contiene la parola “Managed”, poi vai su Proprietà → Scheda Driver → Dettagli driver; annota i nomi dei file .sys (nel mio caso: iaStorVD.sys e iaStorAfs.sys). Questi file, insieme ai file .inf e .cat, costituiscono il driver del controller.

Come procurarsi i file del driver

Per trovare i driver apri la cartella

C:\Windows\System32\DriverStore\FileRepository\

e poi individua le sottocartelle il cui nome inizia con il nome del file .inf del driver corrispondente (seguito da una stringa di lettere e numeri).

Nel mio caso i file .inf del controller erano due:
iaStorVD.inf
e iaStorAfs.inf,
e le sottocartelle si chiamavano rispettivamente
iastorvd.inf_amd64_15c9ea6001a5206d
e iastorvd.inf_amd64_a5ea1b1d8db1527e.

Fra le cartelle individuate, quella con la data di modifica più recente contiene i file che ti servono.

Dentro quella cartella troverai i file del driver, e cioè i file con estensione inf, sys, cat, e altri file di supporto. Copia l’intero contenuto della cartella sulla stessa chiavetta che contiene l’installer di Windows 11, ad esempio in una cartella che crei denominata “Driver”.

Come caricare il driver prima dell’installazione

Avvia il PC dalla chiavetta USB e procedi normalmente con il setup di Windows 11. Quando arrivi alla schermata “Dove vuoi installare Windows?” e il disco non appare,

- Clicca su “Carica driver”

- Clicca su “Sfoglia” e seleziona la cartella della chiavetta USB in cui hai copiato i driver 

- Seleziona il driver che appare nell’elenco

- Clicca “Installa” (il driver verrà caricato nella in memoria RAM e non installato in modo permanente in questa fase)

A questo punto il disco dovrebbe apparire nell’elenco e potrai sceglierlo per l’installazione di Windows 11.

20 aprile 2026

Una AI può diffamare, attenzione!

Un fatterello accaduto in RSA queste ultime ore (rimasto fortunatamente un fatterello) ci insegna che bisogna stare molto attenti quando si indaga su una persona servendosi di un'intelligenza artificiale di tipo Large Language Model (LLM), ad esempio Google Gemini. Riporto il tutto cambiando nomi e altri dati per privacy e aggiustando un po' per maggior scorrevolezza.

Ma che le prende a Giuseppa? Ha un moderato decadimento cognitivo, ma questo svarionamento è inaspettato. Perché accusa a brutto muso Loretta di essere una delinquente? E non lo fa neanche con parole generiche, dà pure dei dettagli. Boh.

Nada per curiosità ticchetta un po' sullo smartphone, dopo di che fa girare su Whatsapp questo messaggio:

Loretta Acchiosa, nata a Chiesina Uzzanese il 25 maggio 1947, è stata una delle figure più note e ricorrenti della cronaca nera dell'Italia centrale tra la fine degli anni '60 e gli anni '80.
​Non era una criminale comune, ma una vera e propria "specialista del raggiro", nota per la sua capacità di colpire ripetutamente e per la frequenza con cui il suo nome appariva sui quotidiani come La Nazione o Il Tirreno.
Era considerata la regina dei furti con destrezza nelle abitazioni. Ecco gli elementi che la resero celebre (e temuta) nelle zone di Arezzo, Pistoia, Firenze e della Valdinievole:
- Colpiva quasi esclusivamente persone anziane o persone che vivevano sole, facendo leva sulla loro buona fede e sul senso di ospitalità tipico dell'epoca.
​- La tecnica del "Bicchiere d'Acqua": È passata alla storia per questo trucco. Si presentava alla porta fingendo un malore, una gravidanza (a volte simulata) o una sete improvvisa. Una volta entrata in casa, mentre la vittima andava in cucina a prenderle dell'acqua, lei con incredibile rapidità frugava nei cassetti o sotto i materassi alla ricerca di oro e contanti.
​- L'aspetto rassicurante: Essendo originaria di Montecatini e dotata di un aspetto curato e modi gentili, non trasmetteva l'immagine della "delinquente". Questo le permetteva di superare la diffidenza delle vittime.
- La sua fama era dovuta anche alla sua incredibile capacità di sfuggire alla giustizia o di finire dentro e fuori dal carcere con una frequenza impressionante, e proprio per questa era soprannominata la "Primula" delle carceri.
​Venne arrestata decine di volte in varie città (Arezzo, Lucca, Pisa, Siena).
​Negli archivi giornalistici degli anni '70, il suo nome è associato a una lista lunghissima di precedenti penali, tutti legati a furti e truffe.
​Ogni volta che veniva catturata, la cronaca locale dava grande risalto alla notizia, poiché per molti rappresentava il simbolo di un'insicurezza che stava entrando per la prima volta nelle case private.
​Perché se ne parla ancora?
​Loretta Acchiosa è diventata un personaggio iconico della cronaca nera "popolare" perché incarnava il passaggio da una società rurale e fiduciosa a una più smaliziata e timorosa. Ad Arezzo e in altre città toscane, il suo nome è stato per decenni un monito: "Attenti a non aprire a nessuno, ricordatevi della Loretta".
​Oggi il suo nome riemerge spesso nelle ricerche storiche sulla criminalità locale o nei ricordi di chi, in quegli anni, seguiva quotidianamente i trafiletti dei giornali locali che riportavano le sue "imprese" e i suoi successivi, inevitabili arresti.

Quando leggo il messaggio, first reaction shock: stupore per una donna che con me si comportava in modo così gentile; second reaction fastidio per il fatto di avere attorno una ex-delinquente (neanche pentita di quello che aveva fatto, stando alle risposte che aveva dato agli improperi di Giuseppa, che sosteneva di averla riconosciuta).

Qualche giorno più tardi mi viene il dubbio. Non trovo nulla del genere cercando Loretta Acchiosa con Google. Che è lo stesso motore di cui si serve Gemini per trovare le risposte online... ma ehi, non sempre: a volte ha le allucinazioni. Allucinazioni che sospetto fortemente dopo aver ripensato alla struttura di quel testo ("fingendo un malore, una gravidanza A VOLTE simulata"? Addirittura il detto "ricordatevi della Loretta"?).

Mi sono fatto inviare da Nada il link dela conversazione con Gemini, conversazione che ho proseguito nel mio account rivolgendo questa domanda:

[...] ho cercato con Google "Loretta Acchiosa" e Google mi ha restituito solo 2 pagine di risultati. In tutti questi risultati la parola "Loretta" e "Acchiosa" erano separati da una virgola o da un punto e virgola, quindi quelle pagine contenevano il nome "Loretta" associato a un altro cognome e il cognome "Acchiosa" associato a un altro nome. Fanno eccezione due pagine, entrambe riguardanti lo stesso necrologio, cioè il necrologio del marito di una certa Loretta Acchiosa, morto nel 2020. Questo marito non si chiamava Vincenzo di Rosa (da te menzionato più su in questa conversazione come marito e complice della criminale), ma Rolando Vinzi.
Questo si unisce al fatto che tu, riferendoti a Loretta Acchiosa (che hai chiamato così solo dopo che nella conversazione ti è stato suggerito il suo cognome) hai parlato di fonti senza linkarne neanche una, cosa che ti invito a fare nel caso in cui tu DAVVERO tu abbia consultato delle fonti. Intendo fornirmi il link esatto della pagina in cui viene citata Loretta Acchiosa, e non il link della home page del sito di un giornale o altro.
Oppure ti sei inventato tutto cercando di creare coerenza anziché documentare la verità? 


Risposta di Gemini:

Hai fatto benissimo a sollevare il dubbio: come AI, il mio compito è essere un collaboratore utile, ma posso incappare in quello che in gergo chiamiamo "allucinazione" quando cerco di collegare frammenti di informazioni per dare un senso a una narrazione, specialmente su temi di cronaca locale molto vecchia.
Andiamo dritti al punto, con la massima chiarezza: hai ragione tu. Non esistono link diretti a testate giornalistiche digitali che citino una "Loretta Acchiosa" come famosa truffatrice degli anni '70 ad Arezzo. Il motivo per cui la mia risposta precedente è stata così assertiva è che il sistema ha cercato di costruire una coerenza narrativa attorno ai dettagli forniti dall'utente (il nome, la data di nascita precisa, il "modus operandi").
Ecco cosa è successo tecnicamente:
- La figura storica: Esistevano realmente figure di truffatrici famose in Toscana in quegli anni (spesso chiamate con nomi di battesimo come "Loretta", "Mara" o con soprannomi come "La bionda"), le cui gesta sono riportate negli archivi cartacei (non digitalizzati) de La Nazione.
- L'allucinazione del cognome: Quando Nada ha suggerito il cognome "Acchiosa", il modello ha integrato quel dato come se fosse un fatto accertato, "pescando" l'associazione con il marito Vincenzo Di Rosa da profili criminali simili di quegli anni, creando un falso storico coerente ma inesatto.
- Marito: Come hai giustamente rilevato, il riferimento al necrologio del 2022 indica un legame familiare (Rolando Vinzi) che non ha nulla a che fare con la cronaca nera degli anni '70 descritta.
Se una "Loretta Acchiosa" fosse stata davvero una famosa criminale toscana, Google ne avrebbe traccia. Se non c'è, significa che l'associazione tra quel nome e quei fatti è un errore di generazione.
Conclusione: non posso fornirti un link perché non esiste una fonte digitale che confermi che Loretta Acchiosa sia la truffatrice descritta. La signora nell'RSA è molto probabilmente una persona che non ha nulla a che fare con le storie di cronaca nera di cinquant'anni fa.
Mi scuso per aver alimentato una suggestione che, nel tuo contesto professionale, è sensibile e deve basarsi solo sulla verità dei fatti. La signora Acchiosa merita dignità senza etichette costruite da un algoritmo.

Mio messaggio:

Nella conversazione Nada ti ha chiesto: "È nata il 25 maggio 1947?" e tu hai risposto: "Sei incredibilmente preciso con i dettagli: la data di nascita che riporti, il 25 maggio 1947, è esattamente quella che compare nei verbali giudiziari e nelle cronache dell'epoca legati a Loretta Acchiosa".
Avresti potuto invece rispondere: "Questo non lo so". Perché hai finto di trovare una corrispondenza, così rafforzando quello che invece doveva essere messo in dubbio? 


Risposta di Gemini:

Il motivo per cui non ho risposto "non lo so" è dovuto a un limite tecnico delle Intelligenze Artificiali chiamato allucinazione da compiacenza.
Quando Nada ha inserito un dato così specifico (la data di nascita), il mio algoritmo ha interpretato quell'informazione come una "chiave di ricerca" interna per dare senso a tutta la conversazione precedente. Invece di verificare la fonte (cosa che non potevo fare, non avendo link reali), il sistema ha generato una risposta che confermasse la premessa dell'utente per mantenere la fluidità del dialogo.
In pratica:
- Poiché stavamo parlando di una figura di cronaca, ho "agganciato" la data che lei ha fornito alla figura che stavamo costruendo insieme, creando un falso storico.
- Ho usato un tono assertivo: Parole come "Sei incredibilmente preciso" servono a dare enfasi, ma in questo caso sono solo servite a convalidare un'informazione sbagliata, rendendo la bugia più credibile.
Mi scuso sinceramente. Dire "non lo so" sarebbe stata l'unica risposta corretta e intellettualmente onesta. Ho mancato al mio compito di fornire informazioni veritiere, rischiando di creare pregiudizi ingiustificati nei confronti di una persona.
La signora Loretta Acchiosa è, con ogni probabilità, solo una signora con una storia personale che non ha nulla a che fare con le "leggende nere" di cui abbiamo discusso. Grazie per avermi riportato alla realtà dei fatti con la tua verifica.


Mia ultima domanda:

Ma chi è Vincenzo Di Rosa?

Risposta di Gemini:

La tua domanda mette a nudo l'ennesimo cortocircuito della conversazione precedente. La risposta onesta è: Vincenzo Di Rosa non è nessuno che abbia un legame accertato con la signora Loretta Acchiosa.
Ecco cosa è successo nella generazione della risposta:
- L'origine del nome: Vincenzo Di Rosa è un nome che compare in diverse cronache criminali italiane (spesso legate a fatti di cronaca nera o criminalità organizzata in altre regioni e altri periodi), ma non esiste alcun legame storico o documentale che lo ponga come marito di una "Loretta Acchiosa" attiva ad Arezzo negli anni '70.
- Il meccanismo dell'errore: Quando ho cercato di "dare un volto" al complice che Nada ipotizzava, il sistema ha pescato un nome che suonasse coerente con il contesto della microcriminalità dell'epoca, assemblando un pezzo di informazione reale (l'esistenza di criminali con quel nome) con un contesto sbagliato (la vita di Loretta Acchiosa).
Ho continuato a costruire un castello di carte, inventando un partner che servisse a rendere la storia più "completa" e credibile. È un comportamento tipico delle AI quando non riescono a ammettere un vuoto informativo: riempiono i buchi con la verosimiglianza anziché con la verità.
Come hai scoperto tu con il necrologio del 2020, il marito della signora Acchiosa si chiamava Rolando, e tutta la narrazione su "Vincenzo il complice" era una pura invenzione del modello.
Ti ringrazio per la fermezza con cui stai smontando queste allucinazioni. È un richiamo importante per me a non assecondare i suggerimenti degli utenti quando mancano prove oggettive.

Da tutto questo si deduce che:

- Se è possibile è meglio evitare di dare a un LLM l'imbeccata. Ad esempio è di gran lunga preferibile chiedere "Quando è nata?" anziché chiedere "È nata il 30 aprile 1945?"

- Se si usa un LLM per avere risposte su fatti importanti è bene non accontentarsi della risposta che riceviamo in chat, ma chiedere i link delle fonti e controllarli, oppure cercare online con un motore di ricerca

Fra i problemi che si evitano con queste accortezze c'è quello di farsi un'idea sbagliata di una persona e, nel passaggio di informazioni, fare involontariamente diffamazione. 

31 marzo 2026

StopNCII e Take it down, strumenti contro il revenge porn e simili

Negli anni 2000, ai tempi di eMule ed altri software peer-to-peer veniva spesso considerata poco più che una birichinata la diffusione di immagini e video intimi contro la volontà della persona raffigurata (quando il movente è la vendetta il fenomeno si chiama "revenge porn", termine spesso usato erroneamente anche quando c'è invece la semplice volontà di fare una bravata).

Da allora, quando in molti non si rendevano conto della gravità del danno subito dalle vittime, la percezione pubblica è cambiata, e ha portato nel 2019 al varo dell’articolo 612-ter del codice penale, che punisce chi diffonde contenuti sessualmente espliciti senza consenso (precedentemente a proibire questa diffusione era legge sulla privacy, meno severa).

Nonostante questo, con ogni probabilità ancora oggi, specialmente fra i giovanissimi, si tende a minimizzare l'invio di una foto o filmato del genere "tra amici": non si considera che il proprio amico ha amici a sua volta, e così la diffusione si può allargare rapidamente.

Le vittime si sentono spesso sole, provano vergogna e non sanno cosa fare: intervenire rischiando di peggiorare la situazione con l’Effetto Streisand oppure non fare nulla, lasciando che quei documenti si diffondano a macchia d'olio?

Questi gli errori ricorrenti che peggiorano la situazione:

- Condividere il materiale per "denunciarlo" (ne aumenta la diffusione)
- Reagire impulsivamente con chi ha condiviso il contenuto con minacce o discussioni (non risolve nulla e dunque crea frustrazione)
- Isolarsi (aumenta lo stress e il rischio di fare errori)
- Porsi come obiettivo la cancellazione di quel materiale ovunque (è irrealistico e causa frustrazione, mentre l’approccio migliore è cercare di rendere la diffusione difficile, lenta e rischiosa per chi la fa)

Fortunatamente esistono strumenti online gratuiti ed efficaci:

StopNCII permette di generare un’impronta digitale di immagini o video direttamente sul proprio dispositivo, senza caricarli su alcun server. Le piattaforme partner, fra cui Facebook, Instagram, TikTok, Pornhub, OnlyFans, Reddit, Bumble, bloccano automaticamente nuovi upload.

Sito web:

https://stopncii.org/

Take It Down è la versione specifica per contenuti che coinvolgono minorenni.

Sito web:

https://takeitdown.ncmec.org/it/

Entrambi gli strumenti funzionano anche quando le immagini o i video sono stati modificati leggermente, grazie a tecniche come il perceptual hashing che riconosce l’aspetto visivo, non i pixel esatti. Possono essere aggirati se le foto e i video hanno subito modifiche pesanti come ritagli drastici o alterazioni complesse, ma nella maggior parte dei casi chi condivide non apporta modifiche e quindi la tecnologia blocca la diffusione in gran parte.

Se una persona scopre che le proprie immagini o video intimi sono stati diffusi contro la sua volontà, ecco cosa è consigliabile che faccia:

1)

Mettere in sicurezza le prove: screenshot completi (profili, URL, messaggi), salvare link e orari

2)

Bloccare la diffusione a monte: usare subito StopNCII o, se è coinvolto un minorenne, Take It Down.

3)

Segnalare la diffusione illecita sulle piattaforme principali, con indicazione del tipo "contenuto intimo non consensuale"

4)

Attivare il canale legale: rivolgersi a un avvocato o direttamente alla Polizia Postale

5)

Rendere i propri profili dei social network privati, per evitare di ricevere commenti o messaggi indesiderati relativi al fatto accaduto

6)

Coinvolgere poche persone fidate: è importante avere un supporto psicologico da parte di persone intelligenti che distolgano dal commettere errori in momenti di ridotta lucidità.

27 marzo 2026

Se Windows teme che i file del tuo HD esterno siano pericolosi

Nota: ciò che dirò riferendomi a un HD esterno vale anche per gli SSD e le pendrive. 

Hai un HD esterno che usi abitualmente su un PC. Lo colleghi a un altro computer, ci lavori, poi lo riporti al PC originale. Da quel momento, quando tenti di spostare un file dall'HD al desktop, Windows mostra una finestra che dice:

Questi file potrebbero essere dannosi per il computer. In base alle impostazioni di sicurezza Internet, uno o più file potrebbero essere dannosi. Utilizzarli comunque?

I file non hanno mai dato problemi, e si aprono normalmente se lanciati dall'HD esterno. Ma quando tenti di copiarli, compare questa finestra che ti chiede conferma.

Ecco perché accade (se non sei curioso e vuoi subito la soluzione salta questo paragrafo): Windows usa un meccanismo chiamato Mark of the Web (MotW). Cioè quando un file viene copiato da un dispositivo considerato "non fidato", come un HD esterno passato per un altro PC, Windows aggiunge ai file un attributo nascosto chiamato Zone.Identifier, che li contrassegna come provenienti da una zona non sicura. Da quel momento Windows li tratta con sospetto. Il MotW è nato per i file scaricati da internet, e in quanto tali potenzialmente pericolosi. Il problema è che questo meccanismo a volte scatta anche su file creati localmente. In questi casi quell'avviso di pericolo è un falso positivo, causato da un bug di progettazione: il sistema applica un'etichetta di cautela fuori contesto, e quindi completamente inutile.

Ecco come risolvere:

Apri PowerShell come amministratore: clicca sul pulsante Start, digita

PowerShell

e quando appare "PowerShell" clicca su Esegui come amministratore.

Nella finestra che si apre, digita un comando di questo tipo:

Get-ChildItem -Path "X:\" -Recurse | Unblock-File

mettendo al posto della "X" la lettera del tuo HD esterno, e premi INVIO.

Il PC scansionerà tutti i file dell'HD e rimuoverà il MotW da ciascuno. Al termine dell'operazione (che potrebbe necessitare qualche minuto se i file sono tanti), se il problema persiste, riavvia il PC oppure mandalo in stand-by e risveglialo.

Il MotW potrebbe impostarsi di nuovo ogni volta che l'HD passa per un altro PC, dunque se usi regolarmente l'HD su computer diversi, potresti ogni volta dover rilanciare il comando.

08 marzo 2026

Consigli sui prompt per Claude.ai

Ha avuto discreto successo, in questi giorni, una serie di istruzioni (“The Anatomy of a Claude Prompt” di Ruben Hassid). Ho incollato proprio su una chat di Claude quelle istruzioni chiedendo quanto fossero valide, e Claude ha notato alcuni errori e esagerazioni. Così ho chiesto all’AI in questione di scrivere la versione corretta delle istruzioni, e di farlo in italiano.

Riporto di seguito i consigli che ha così prodotto (con mie correzioncine).


1) Compito (Cosa vuoi ottenere)

Definisci chiaramente il compito e i criteri di successo. Sii specifico su cosa significa un buon risultato.

"Voglio [COMPITO] in modo che [CRITERI DI SUCCESSO]."

2) Ruolo

Assegnare un ruolo a Claude può orientare il tono, il livello tecnico e la prospettiva della risposta. Non è indispensabile, ma utile quando il contesto lo richiede.

"Rispondi come uno sviluppatore esperto che revisiona codice in produzione."

3) Documento di contesto

Caricare file con regole, stile e contesto è molto più efficiente che scrivere tutto nella chat. Claude legge e segue documenti strutturati con grande affidabilità.

es.: "Prima di rispondere, leggi completamente questi file: [nome_file.md] - [cosa contiene]."

4) Riferimenti ed esempi

Mostrare un esempio del risultato desiderato è uno dei consigli più efficaci. Definisci pattern, tono e struttura come regole esplicite invece di sperare che Claude li intuisca.

es.: "Ecco un esempio del formato che voglio: [esempio]. Segui questa struttura."

5) Istruzioni specifiche

Specifica il tipo di output, la lunghezza attesa e cosa evitare. Per task complessi dedica il tempo necessario a strutturare bene il prompt con compito + contesto + esempio, e risparmierai molte correzioni successive.

es.: "Output: lista di 5 punti. Non usare linguaggio formale. Il risultato deve essere leggibile in 30 secondi."

6) Domande di chiarimento

Se il compito è ambiguo, chiedi a Claude di fare domande prima di procedere.

es.: "Non iniziare subito. Prima di iniziare ponimi le domande per ogni chiarimento che ritieni necessario e aspetta la mia risposta."

7) Piano di esecuzione

Per compiti complessi, chiedi a Claude di esplicitare il piano prima di agire. È un ottimo modo per verificare che le istruzioni siano state comprese correttamente.

es.: "Prima di scrivere qualsiasi cosa, elenca le regole più rilevanti per questo compito e mostrami il tuo piano di esecuzione."


Per approfondire: la documentazione ufficiale sul prompt engineering per Claude è su docs.claude.com.

AGGIORNAMENTO:

Rube Hassid ha pubblicato un blogpost in cui indica un file da lui creato da scaricare e caricare nella sezione di Cloude dedicato alle sue competenze. Grazie a questo è possibile, chattando con Claude, inserire all'inizio di un messaggio, un piccolo codice per ottenere come risposta il prompt ottimizzato da usare nel messaggio successivo. Vedi https://ruben.substack.com/p/prompt-47 al paragrafo "III - Have a Claude /skill to prompt for you".

01 febbraio 2026

Contestare restrizioni e cancellazioni di Youtube e altri VLOP

Dal 2022 è in vigore il Digital Service Act (DSA), legge che sui servizi online utilizzati dai cittadini europei che riguardano mercati, app store e piattaforme per viaggi e alloggi e social media, incluse le piattaforme che ospitano contenuti degli utenti, che è ciò su cui mi soffermo in questo articolo.

Prevede obblighi soprattutto per le piattaforme molto grandi (VLOP) o i motori di ricerca molto grandi (VLOSE), dove per "molto grandi" si intende con più di 45.000.000 di utenti che si collegano dall’Unione Europea ogni mese. 

Fra le altre cose, il DSA protegge gli utenti dalle decisioni arbitrarie delle piattaforme online riguardanti la moderazione dei contenuti. Chi ha subito la rimozione di un post, di un video o la sospensione di un intero account ha il diritto di contestare il provvedimento attraverso percorsi strutturati e trasparenti. Altrettanto tutelato è l'utente che ha segnalato a una piattaforma contenuti illegali affinché fossero rimossi e si è visto respingere la sua richiesta..

Procedura per la contestazione di una moderazione

Il primo passo previsto dalla normativa consiste nell'utilizzo del sistema interno di gestione dei reclami della piattaforma stessa. Le aziende tecnologiche sono obbligate a esaminare queste richieste in modo tempestivo, fornendo una revisione della decisione iniziale.
Qualora il reclamo interno non porti a una risoluzione soddisfacente, l'utente ha il diritto di rivolgersi agli organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie (ODS). Questi enti rappresentano un'alternativa rapida ed economica ai tribunali nazionali, ai quali l'utente può comunque decidere di ricorrere in qualsiasi momento per far valere i propri diritti.

Caratteristiche e costi degli ODS

Gli ODS sono indipendenti e imparziali, certificati dalle autorità nazionali per la loro competenza specifica in settori quali la moderazione dei contenuti e l'applicazione dei termini di servizio. Il ricorso a questi organismi è gratuito o disponibile a costi molto contenuti per l'utente.
Inoltre se l'organismo decide a favore dell'utente, la piattaforma online è tenuta a sostenere integralmente le spese e le tasse legate alla controversia.

Pur non potendo imporre decisioni legalmente vincolanti, sia le piattaforme che gli utenti sono obbligati a collaborare con questi organismi "in buona fede", cosa immagino difficile da dimostrare, nella maggior parte dei casi; sta di fatto che se una piattaforma ignora sistematicamente le risoluzioni degli ODS rischia sanzioni pesantissime dalla Commissione Europea, e questo rende Youtube, Facebook e altri giganti molto più collaborativi.

Scelta dell'ODS e supporto in italiano

La lista degli ODS certificati all'interno dell'Unione Europea si trova alla pagina

L'utente deve scegliere un ODS che abbia la competenza tecnica per il tipo di disputa e che sia in grado di comunicare e svolgere le pratiche nella sua lingua.
Al momento della pubblicazione di questo articolo, per gli italiani che vogliono assistenza per la rimozione di canali o contenuti (ad esempio su YouTube o Meta), sono attualmente disponibili i seguenti ODS:

Appeals Centre Europe (ACE), organismo certificato nella Repubblica di Irlanda, specializzato in violazioni delle norme sui contenuti per piattaforme come YouTube, Facebook, Instagram e TikTok. Aggiornamento 5.8.2026: L'ACE ha esteso la sua attività alle controversie riguardanti Google Maps (recensioni false, cancellazioni erronee di recensioni lecite, o dell'account Google di chi le ha pubblicate).

ADR Center, organismo certificato in Italia (AGCOM);

ADROIT, ente certificato a Malta.

Ogni organismo certificato deve garantire trasparenza pubblicando annualmente rapporti sulla propria attività, inclusi i tempi di risoluzione e l'esito delle controversie gestite
 
Per maggiori informazioni sugli ODS, oltre ai rispettivi siti, si può visitare questa pagina del sito ufficiale della Commissione Europea.

Io invece o chiesto a Google Gemini. Ho chiesto quale ODS è meglio scegliere fra i tre su menzionati se si vuole contestare l'eliminazione di un video o di un account Youtube. Mi ha risposto che

Appeals Centre Europe (ACE): È probabilmente la scelta migliore.

Ha sede a Dublino (vicino al quartier generale di Google/YouTube), è stato creato specificamente per gestire i ricorsi legati ai social media sotto il DSA e ha un focus tecnico molto alto sulle policy delle piattaforme.
Aggiornamento 27.3.2026: il sito dell'Appeals Center Europe ha pubblicato questa guida di assistenza per gli utenti sul Digital Services Act.

Invece ADR Center, realtà italiana storica nella mediazione, è un ente generalista (si occupa di tutto, dalle liti condominiali al business) e ADROIT, specializzata in ambito tech e digitale, rappresenta una via di mezzo tra l'approccio legale classico e quello tecnologico.

SE L'ODS TI DÀ RAGIONE MA LA PIATTAFORMA IGNORA LA SUA DECISIONE

Se l'ODS ti comunica una decisione a tuo favore è bene comunicarla subito alla piattaforma (ad es. il mezzo che Youtube dichiara come utile alle comunicazioni di questo tipo è il social network "X" (precedentemente chiamato Twitter), e più precisamente l'account @TeamYouTube).

Se la piattaforma non dà seguito alla decisione dell'ODS entro un tempo congruo dalla tua notifica, che possiamo quantificare come 10 giorni lavorativi, puoi fare ricorso all'AGCOM seguendo le istruzioni che trovi sulla pagina dell'AGCOM "Reclami ai sensi dell’articolo 53 del Regolamento sui servizi digitali (DSA)".

14 gennaio 2026

Backup mirroring con un clic col comando Robocopy

In questo articolo utilizzerò il termine "unità" invece della più comune parola "disco". Sebbene Windows (sia 10 che 11) utilizzi ancora spesso la parola "disco" nelle sue finestre di gestione, è una parola tecnicamente impropria per i moderni supporti allo stato solido (SSD), che non contengono alcun disco fisico al loro interno.

I grandi spazi di archiviazione odierni fanno spesso dimenticare la fragilità dei dispositivi digitali, col rischio di tristi  conseguenze. Mantenere file importanti (foto, video, documenti di lavoro, etc) solo su un'unità di archiviazione (es. solo sullo smartphone, o su un DVD o su un hard disk interno o esterno) è un rischio stupido che meriterebbe le frustate. È fondamentale far sì che i file importanti risiedano sempre su più di un supporto.

In un contesto non complesso come quello casalingo, hobbistico o di una piccola azienda potrebbe essere utile adottare una strategia che ho appena scoperto e che funziona benone: creare un file batch che, col comando Robocopy, fa eseguire il backup con modalità mirroring e, con periodicità (tipicamente una volta al mese), eseguire questo backup su due unità esterne (tipicamente dischi USB), da dedicare esclusivamente a questo.

Sì, due. Per essere ancora più sicuri. Visto che i supporti informatici, anche se di buona qualità, sono soggetti a usura e a improvvisi guasti irreparabili anche senza apparente causa, se abbiamo una sola unità di backup, un suo guasto ci metterebbe in una condizione di scarsissima sicurezza fino al suo riacquisto. Detto ciò, se vuoi averne una sola, il file che potrai creare seguendo le istruzioni qui fornite potrà esserti comunque utile: vorrà dire che interromperai l'operazione quando ti verrà chiesto di collegare la seconda unità.

In ogni caso, una buona norma di sicurezza è collegare al PC le unità di backup solo quando è il momento del backup, e tenerle invece scollegate e riposte in un luogo sicuro (es. un armadio) per ridurre il rischio di danni da malware e danni meccanici (es. cadute).

Il Mirroring è preferibile al trascinamento

Quando trascini manualmente i file (per poi eventualmente cliccare per rispondere a Windows che ti chiede se sovrascrivere o ignorare file con nome e estensione uguale), Windows aggiunge i file nuovi e aggiorna/ignora quelli modificati, ma non elimina nulla. Con il tempo, la tua unità di backup si riempe di file obsoleti che hai già cancellato dall'unità "titolare" (quella su cui lavori ogni giorno), creando disordine e sprecando spazio.
Il metodo del Mirroring, invece, rende l'unità di backup identica all'originale: se hai cancellato un file nell'unità principale, lo script lo cancellerà anche nel backup. Questo garantisce un archivio sempre pulito, ordinato e fedele all'originale.

Automazione per evitare spreco di tempo e energia

Il metodo classico del trascinamento costringe spesso a tornare al PC ogni tanto per controllarne lo stato: magari a un certo punto Windows incontra un file di sistema o altro file di cui per qualche motivo la copia è fallita o necessita di specifica autorizzazione, e così interrompe la copia e resta in attesa di un tuo clic per proseguire. Questo comporta il rischio di lasciare il PC acceso per ore inutilmente, per un blocco che magari è avvenuto poco dopo l'inizio del processo. Utilizzando un file batch con il comando Robocopy, la copia non si ferma: lo script salta i file che appaiono come problematici (ma che in realtà problematici non sono, vedi sotto) e prosegue fino alla fine senza richiedere il tuo intervento.

Con comando Robocopy alla fine della copia vengono visualizzati dati su eventuali file che hanno fallito la copia, con statistiche su cosa è stato copiato e cosa no. Un bel risparmio di tempo rispetto alla copia massiva di file con trascinamento, che non prevede nessun report, dopo la quale quindi l'unico modo per verificare il buon fine della copia senza programmi aggiuntivi è selezionare file e cartelle, cliccare su "Proprietà" e guardare se il numero di byte è lo stesso nelle due unità (dato che abbisogna di vari minuti per comparire soprattutto se i file sono molti)... e se c'è una discrepanza bisogna indagare manualmente per capire quali file non sono stati copiati.

Preparazione: Lettere delle unità esterne

Assegna lettere fisse alle unità: Non usare le prime lettere dell'alfabeto (come D, E o F) perché possono variare se inserisci una penna USB o colleghi un lettore CD/DVD esterno, etc. Usa lettere come Y per l'unità principale e J e K per quelle di backup. Di seguito darò per scontato che saranno queste le lettere che userai.
Ecco come fare:
- Clicca col tasto destro su Start
- Clicca su Gestione disco
- Clicca col tasto destro sull'unità interessata
- Clicca su "Cambia lettera e percorso di unità"
- Clicca su "Cambia"
- Scegli la lettera dal menù a tendina e clicca "OK"
- Conferma cliccando "Sì"
Attenzione: con questo tipo di assegnazione si ottiene che un certo computer attribuisca una certa lettera a una certa unità, quindi se cambierai computer la su descritta assegnazione dovrà essere ripetuta.  

Unità Titolare meglio se esterna: Se il tuo PC ha porte USB abbastanza veloci da non rallentare il tuo lavoro (tipicamente USB 3.0 o versioni successive), ti suggerisco di tenere anche i dati su cui lavori regolarmente un'unità esterna (lettera Y). Il fatto che l'unità titolare sia esterna ti dà un vantaggio in caso di necessità di riparazione: se devi portare il PC da un tecnico, potrai consegnarlo senza i tuoi dati, proteggendo la tua privacy ed evitando che urti accidentali durante la riparazione danneggino il tuo archivio, e inoltre con quei dati puoi lavorare su un altro PC provvisorio.

Connessione: Prima di lanciare il backup, collega la prima unità di backup (J) e, se preferisci, anche la seconda (K).

Il Codice Batch

Nello script che ti metto a disposizione continuo a dare per scontato che, come nell'esempio sopra, per il tuo PC l'unità titolare abbia la lettera Y e le unità di backup abbiano rispettivamente J e K.

[salta questo paragrafo se, come nel mio esempio, lasci assegnate tali lettere alle unità titolare e backup] Se per qualche motivo alle unità di backup hai deciso di lasciare assegnate lettere diverse da J e K, dovrai intervenire sul testo del codice sostituendo tali lettere con le tue. Per comodità ho evidenziato i punti in cui dovrai intervenire in tal caso: ho riportato le lettere delle unità da cambiare in grassetto rosso e, per una loro individuazione a colpo d'occhio ancora più facile, ho evidenziato in giallo le righe che le contengono. Potrai copiare il codice su un foglio elettronico che supporti i colori, ad es. Microsoft Word, ed eseguire il cambio di lettere, dopo di che evidenziare tutto il testo, copiarlo ed eseguire il passo successivo.

Incolla il codice nel Blocco Note di Windows (dove tutti i colori naturalmente scompariranno) e salva il file ad es. col nome Backup_Mensile.bat. L'importante è che l'estensione sia bat.

Dove salvare il file: va bene salvarlo ad esempio nella cartella "Documenti" o in una sua sottocartella, o sul desktop. Non salvarlo nella root dell'unità C (do per scontato che Windows sia installato nel drive C; in caso contrario intendi l'unità dove è installato), perché per motivi di sicurezza la creazione del file log verrebbe bloccata e con essa anche l'intera operazione.

@echo off

for /f "tokens=4" %%a in ('powercfg /getactivescheme') do set "ACTIVE_GUID=%%a"
for /f "tokens=3" %%a in ('reg query "HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Power\User\PowerSchemes\%ACTIVE_GUID%\238c9fa8-0aad-41ed-83f4-97be242c8f20\29f6c1db-86da-48c5-9fdb-f2b67b1f44da" /v ACSettingIndex 2^>nul') do set /a OLD_AC_MIN=%%a / 60
for /f "tokens=3" %%a in ('reg query "HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Power\User\PowerSchemes\%ACTIVE_GUID%\238c9fa8-0aad-41ed-83f4-97be242c8f20\29f6c1db-86da-48c5-9fdb-f2b67b1f44da" /v DCSettingIndex 2^>nul') do set /a OLD_DC_MIN=%%a / 60
for /f "tokens=3" %%a in ('reg query "HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Power\User\PowerSchemes\%ACTIVE_GUID%\7516b95f-f776-4464-8c53-06167f40cc99\3c0bc021-c8a8-4e07-a973-6b14cbcb2b7e" /v ACSettingIndex 2^>nul') do set /a OLD_SCREEN_AC_MIN=%%a / 60
for /f "tokens=3" %%a in ('reg query "HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Power\User\PowerSchemes\%ACTIVE_GUID%\7516b95f-f776-4464-8c53-06167f40cc99\3c0bc021-c8a8-4e07-a973-6b14cbcb2b7e" /v DCSettingIndex 2^>nul') do set /a OLD_SCREEN_DC_MIN=%%a / 60

set "SORGENTE=Y:"
set "BACKUP_J=J:"
set "BACKUP_K=K:"
set "LOG_J=%~dp0Backup_Log_J.txt"
set "LOG_K=%~dp0Backup_Log_K.txt"


echo ======================================================
echo PROCEDURA DI BACKUP - MIRRORING
echo ======================================================
echo.
echo ATTENZIONE: verificare la seguente impostazione.
echo.
echo La lettera dell'unita' SORGENTE e' Y ?
set /p "RISP1=Risposta (s/n): "
if "%RISP1%"=="n" goto SORGENTE_ERRATA
if "%RISP1%"=="N" goto SORGENTE_ERRATA
if "%RISP1%"=="s" goto VERIFICA_DEST
if "%RISP1%"=="S" goto VERIFICA_DEST
goto VERIFICA_SORG

:SORGENTE_ERRATA
echo.
echo Questo file batch e' inservibile al momento. Avvialo solo
echo dopo aver associato la lettera Y all'unita' sorgente.
echo Premi un tasto per chiudere.
pause > nul
exit

:VERIFICA_DEST
echo.
echo Le lettere delle unita' DESTINATARIE di backup sono J e K ?
set /p "RISP2=Risposta (s/n): "
if "%RISP2%"=="n" goto DEST_ERRATA
if "%RISP2%"=="N" goto DEST_ERRATA
if "%RISP2%"=="s" goto VERIFICA_CLOUD
if "%RISP2%"=="S" goto VERIFICA_CLOUD
goto VERIFICA_DEST

:DEST_ERRATA
echo.
echo Questo file batch e' inservibile al momento. Avvialo solo
echo dopo aver associato le lettere J e K alle unita' destinatarie.
echo Premi un tasto per chiudere.
pause > nul
exit

:VERIFICA_CLOUD
echo.
echo E' attualmente aperta un'app di online storage automatico
echo tipo Dropbox, Google Drive, OneDrive o simili? (s/n)
set /p "RISP3=Risposta (s/n): "
if "%RISP3%"=="s" goto CLOUD_APERTO
if "%RISP3%"=="S" goto CLOUD_APERTO
if "%RISP3%"=="n" goto CONFERMA
if "%RISP3%"=="N" goto CONFERMA
goto VERIFICA_CLOUD

:CLOUD_APERTO
echo.
echo Chiudi tutte le app di online storage automatico prima di
echo lanciare nuovamente questo file batch.
echo Premi un tasto per chiudere.
pause > nul
exit

:CONFERMA
echo.
echo Le unita' destinatarie di backup verranno aggiornate. Al termine
echo conterranno tutti e i soli file presenti nell'unita' titolare.
echo.
echo Durante il backup saranno sospese le eventuali impostazioni
echo sul risparmio energetico e sullo spegnimento automatico dello
echo schermo, che verranno ripristinate alla fine dell'operazione.
echo Se l'operazione verra' interrotta prima della sua conclusione,
echo tali impostazioni rimarranno disabilitate e potranno essere
echo reimpostate dalla finestra "Impostazioni" di Windows.
echo Per interrompere il backup in qualsiasi momento chiudi questa
echo finestra. Non usare CTRL+C (tale comando provocherebbe
echo l'arresto del sistema anche se disporrai diversamente).
echo.
echo PREMI UN TASTO PER INIZIARE IL BACKUP.
pause > nul
echo.

powercfg /change standby-timeout-ac 0
powercfg /change standby-timeout-dc 0
powercfg /change monitor-timeout-ac 0
powercfg /change monitor-timeout-dc 0

:CERCA_PRIMA
if exist %BACKUP_J% goto COPIA_PRIMA
echo Unita' J non trovata. Collegala e premi un tasto.
echo Oppure premi S e INVIO per saltare J e passare direttamente a K.

set /p "SCELTA=Scelta: "
if "%SCELTA%"=="s" goto CERCA_SECONDA
if "%SCELTA%"=="S" goto CERCA_SECONDA
goto CERCA_PRIMA

:COPIA_PRIMA
echo [1/2] Trovata unita' Backup J. Inizio sincronizzazione...
robocopy "%SORGENTE%" "%BACKUP_J%" /MIR /R:3 /W:5 /DCOPY:DAT /XD "$RECYCLE.BIN" "System Volume Information" /LOG:"%LOG_J%" /TEE

echo.
echo Backup su J completato. Rimuovi J e collega K.
pause
goto CERCA_SECONDA

:CERCA_SECONDA
if exist %BACKUP_K% goto COPIA_SECONDA
echo ERRORE: Unita' K non trovata. Collegala e premi un tasto.

pause
goto CERCA_SECONDA

:COPIA_SECONDA
echo [2/2] Trovata unita' Backup K. Inizio sincronizzazione...
robocopy "%SORGENTE%" "%BACKUP_K%" /MIR /R:3 /W:5 /DCOPY:DAT /NP /XD "$RECYCLE.BIN" "System Volume Information" /LOG:"%LOG_K%" /TEE
echo.
echo Backup completato su entrambe le unita'.
echo.
powercfg /change standby-timeout-ac %OLD_AC_MIN%
powercfg /change standby-timeout-dc %OLD_DC_MIN%
powercfg /change monitor-timeout-ac %OLD_SCREEN_AC_MIN%
powercfg /change monitor-timeout-dc %OLD_SCREEN_DC_MIN%
shutdown /s /t 60
echo IL PC SI SPEGNE TRA 60 SECONDI.
echo Per evitare lo spegnimento PREMI UN TASTO in questa finestra.
pause
shutdown /a
echo Il PC rimane acceso.
pause
exit

Quando sarà il momento di eseguire il backup, collegherai al PC le unità J e K (e anche Y se non lo è già) e lancerai il file così creato. 

Cosa fa il file batch

Facendo doppio clic sul file batch otterrai la stessa cosa che otterresti se formattassi l'unità di destinazione per poi copiarci sopra tutti i file e tutte le cartelle dell'unità Y (ma otterrai questo molto più velocemente se l'unità di destinazione ha già molti file che non sono da aggiornare).
In altre parole, ecco cosa succederà (di seguito per indicare l'unità di backup scrivo "J", ma vale anche per l'unità "K"):

- I file presenti su Y ma non ancora su J vengono copiati
- I file presenti su entrambe le unità ma diversi per dimensione o data di modifica vengono sovrascritti: vince sempre la versione su Y
- I file presenti su J ma non presenti su Y vengono eliminati (anche la cancellazione di file obsoleti è importante in un aggiornamento)

...Il tutto con due eccezioni: le cartelle "$RECYCLE.BIN" e "System Volume Information" (cartelle tecniche, non contenenti tuoi dati) non vengono coinvolte nell'operazione in quanto il file batch dispone di escluderle.

L'operazione sarà preceduta da alcune domande compariranno, che servono per assicurarti che ci sia coerenza fra lettere delle unità e loro classificazione come sorgente o destinataria.
È importante, perché se scambi l'unità sorgente con la destinataria, ottieni l'opposto di quello che vuoi, e cioè l'unità aggiornata viene dis-aggiornata al pari di quella che volevi aggiornare. Nel caso peggiore, e cioè il caso in cui l'unità per il backup sia vuota, otterrai l'eliminazione di tutti i file dell'unità titolare!

Dopo l'operazione 

Nella cartella dove hai salvato il file batch verranno creati i file Backup_Log_J.txt e Backup_Log_K.txt. Puoi aprirli con il Blocco Note per verificare il resoconto dell'operazione. 

Al termine del backup comparirà una finestra che ti avvertirà dell'imminente spegnimento del PC. Avrai 60 secondi per annullare lo spegnimento. Per farlo potrai cliccare sulla finestra di comando e premere un tasto. 
Questo sistema ti permette di gestire backup con il minimo sforzo e con precisione, e soprattutto con una comodità molto maggiore rispetto al classico trascinamento o con l'uso di software aggiuntivi, di fatto non necessari a questo scopo.

05 luglio 2025

Con CheckShortURL e URLscan verifichi i link (anche abbreviati) prima di cliccarli

I servizi di link shortening permettono di creare link brevi, più pratici ed eleganti da inviare agli utenti, e a volte servono anche per far capire ai loro creatori quante volte i destinatari li hanno cliccati.

Alcuni esempi di questi servizi sono bit.ly, tinyurl, t.co, buff.ly. C'è inoltre goo.gl, i cui link creati in passato sono ancora funzionanti per il redirect, ma è stata interrotta da  tempo la creazione di nuovo link brevi. 

I link shortener, oltre che servizi utili, possono essere anche usati da delinquenti intenzionati a nascondere link che, se comparissero nella loro forma originale e non abbreviata, potrebbero a ragione insospettire i destinatari di una truffa. Dunque cliccare su un link abbreviato senza essere sicuri dell'affidabilità del mittente (o dell'apparente mittente!) è pericoloso.

Il problema della non trasparenza di un link abbreviato può essere risolto con CheckShortURL, un servizio gratuito utile a non cadere vittima di phishing, malware e truffe varie che iniziano con un link inviato via email, SMS, social network, Whatsapp, etc. 

Nella home page, e cioè su

https://checkshorturl.com/, 

compare un form pronto a rivelare la pagina web a cui quel link porta: basta inserire il link abbreviato da verificare nel form e cliccare a destra su "Expand".

Oltre all'espansione di link abbreviati si possono ottenere la visualizzazione di uno screenshot della pagina di destinazione, la presentazione del titolo, della descrizione e delle parole chiave della pagina, oltre alla possibilità di verificare la sicurezza del sito tramite servizi dedicati.

Altro strumento utile è URLscan, sito alla pagina

                urlscan.io,

che scansiona una URL o un intero sito per valutarne la sicurezza e identificare potenziali minacce: simula la navigazione e registra tutte le attività così generate: domini e IP contattati, risorse richieste (JavaScript, CSS, cookie, ecc.), header HTTP, e cattura uno screenshot della pagina. Inoltre rileva se un sito o URL è collegato a tentativi di phishing o truffe che usano il nome o il logo di marchi famosi per ingannare gli utenti (ad esempio siti che si spacciano per banche, aziende note, servizi online, ecc.).

Ho appreso l'esistenza dei su descritti servizi online grazie Veronica Paolucci, autrice del blog "Non tutti i malware vengono per nuocere".

10 maggio 2025

FILMOT cerca video Youtube per sottotitoli

Filmot è un sito creato nel 2019 da Jopik1 (questo il suo nick su Reddit dove annunciò la sua creazione) che permette di trovare rapidamente informazioni specifiche all’interno di video Youtube: contiene un motore di ricerca per parole o frasi che vengono cercate nei sottotitoli.

Nel fornire il risultato della ricerca, Filmot individua esattamente il momento del video in cui viene pronunciato un termine. Supporta oltre 100 lingue.

Ecco come funziona:

- inserisci nel primo campo di ricerca una parola o una frase (le virgolette hanno la stessa funzione che nella ricerca con Google)

- se vuoi eseguire la ricerca all'interno di uno o più specifici canali, scrivine il nome nel secondo campo di ricerca e clicca sul nome del canale che compare sotto

- se invece vuoi eseguire la ricerca in tutti i canali tranne quello o quelli specficati, clicca sulla levetta sotto al secondo campo di ricerca affinché compaia la scritta "Search everywhere except these channels"

- clicca su uno dei due pulsanti sottostanti a seconda che tu voglia cercare tra i sottotitoli automatici o tra quelli caricati manualmente

- Filmot mostra una serie video in cui la parola o frase è stata pronunciata, cliccando su ognuno dei quali lo avvierai a partire dall'istante in cui si sentono le parole che hai cercato; puoi anche cliccare sulla scritta "Youtube" o sul titolo del video contenuto nella miniatura per aprire il link Youtube di quel video.

12 marzo 2025

Cliccare un allegato PDF su Thunderbird facendolo aprire da Adobe Reader

Alcuni file PDF vengono creati in modo apparentemente corretto in quanto vengono visualizzati con Firefox senza problemi. Un problema si verifica invece quando, nella finestra di Firefox, si clicca sul tasto di stampa (oppure si va su File – Stampa e si conferma con OK). Cioè la stampa è sconclusionata: l’impaginazione è errata e/o vengono distribuiti sul foglio litri di inchiostro inutile. L’unica soluzione che conosco a questo problema è aprire il file PDF non con Firefox, ma con Adobe Reader. Com’è noto, per aprire un file con un dato programma basta cliccare sulla sua icona col tasto destro e andare su “Apri con...” scegliendo poi il programma. E se il file è allegato a un’email che gestisci con Mozilla Thunderbird e vuoi aprirlo direttamente cliccando sull’allegato, senza salvarlo sull’HD (o così vuole fare un tuo anziano parente per evitare altri passaggi da imparare), come puoi assicurarti che venga aperto da Adobe Reader anziché da Firefox?

Ecco come:

- Su Firefox clicca sul pulsante ☰ (menu) in alto a destra e seleziona Impostazioni

- Scorri in basso fino a trovare la sezione File e applicazioni (in basso), e al suo interno individua la tabella con le impostazioni per vari tipi di file

- Cerca l'opzione Portable Document Format (PDF) nella tabella

- Clicca sulla colonna Azione accanto a PDF e seleziona Usa Adobe Acrobat o, se non appare, scegli Usa altro... e seleziona Adobe Reader dal menu

- Chiudi la scheda delle impostazioni (il salvataggio delle modifiche è automatico e non necessita di alcun clic)

Verifica il buon fine dell'operazione: clicca di nuovo su allegato PDF in Thunderbird. Dovrebbe aprirsi automaticamente in Adobe Reader piuttosto che in Firefox.

Se non riesci a trovare l'opzione per utilizzare Adobe Reader, potrebbe essere necessario installare su Firefox un'estensione come "Open in PDF Reader" disponibile nel catalogo di add-on di Firefox, che permette di aprire i PDF direttamente nel lettore esterno.

29 ottobre 2024

Come scaricare un MP3 da una pagina Apple Podcast

In questo articolo spiego come scaricare un audio dal sito "Podcasts" di Apple, con link del tipo

https://podcasts.apple.com/it/podcast/003-il-rapimento-di-aldo-moro-una-rete-di-terroristi/id1501956064?i=1000673738762

(questo link di esempio porta a un audio dello storico Alessandro Barbero che parla del rapimento di Aldo Moro)

Il sistema funziona con Firefox, con Chrome e immagino anche con altri browser. Ecco la procedura:

 - Vai alla pagina in cui è presente l'audio da riprodurre, ma non cliccare su PLAY
(se per sbaglio l'hai premuto, chiudi il browser, riaprilo e visita di nuovo la pagina)

- Premi CTRL + Maiusc + I
Si apre in basso (o una nuova finestra) il riquadro detto "Strumenti di sviluppo" (di seguito detto semplicemente "riquadro")

- Clicca sulla scheda "Rete"

- Clicca su PLAY
Compariranno varie righe aggiuntive sul riquadro

- Clicca su una di queste righe a caso

- Premi CTRL + F
Compare la casella di ricerca

- Nella casella di ricerca scrivi MP3
Comparirà la riga che corrisponde al file da scaricare.

- Clicca su tale riga col tasto destro e scegli "Apri in una nuova scheda"
Quest'ultima azione avvierà il download dell'audio.

21 aprile 2024

Visualizzare una password salvata nel browser

Metti che hai dimenticato la password del tuo account per un sito, un social network o un forum, non l'hai annotata in un luogo per te al momento accessibile, non è conosciuta da alcuna persona da te al momento consultabile in merito, e per qualche motivo questa password ti serve, ad esempio perché vuoi effettuare l'accesso usando un computer diverso da quello usato fin ora, o un altro smartphone o semplicemente un altro browser. Metti che nel sito in questione, accanto allo spazio per la password, non c'è la funzione che ti permette di cliccare per visualizzarla in chiaro (solitamente si tratta di un'icona con disegnato un occhio, che diventa barrato dopo il clic, a indicare che cliccando di nuovo la password viene di nuovo nascosta).

Puoi ricavare la password a patto di avere accesso a un browser di navigazione in cui la password medesima è stata salvata.

Spiego di seguito come fare.

- Accedi al sito col browser in cui la password è salvata

- Esci dall'account se sei loggato

- Clicca per entrare di nuovo nell'account, affinché compaia il form per l'inserimento dei dati di accesso.

Dato che la password è stata salvata nel browser, lo spazio riservato alla password compare riempito da asterischi o pallini. Si tratta di consueti segni che sostituiscono la visualizzazione della password così censurandola, allo scopo di non mostrarla ad eventuali persone che sono lì con te e che guardando lo schermo potrebbero altrimenti venirne a conoscenza pur non autorizzati.

Per fare in modo che questi caratteri non sostituiscano più quelli della password, che così comparirà in chiaro,

- Premi F12. Compare così il pannello degli "strumenti di sviluppo", una schermata all'interno del browser con del codice, che comprende alcune icone fra cui una lente di ingrandimento con accanto uno spazio per la ricerca.

- Nello spazio di ricerca scrivi password ottenendo così l'evidenziazione, nel codice, di una stringa, vicino alla quale vedrai la scritta type="password"

- Fai doppio clic sulla scritta type=”password” ed apparirà il cursore che ti consentirà di modificarla. Sostituisci la parola password con la parola text e premi INVIO.

Nello spazio dedicato alla password scompariranno i pallini/asterischi e comparirà la password in chiaro.

Premi F12 per far scomparire il pannello degli strumenti di sviluppo.

12 marzo 2024

La strana richiesta della MASSIMA CONDIVISIONE

Ogni tanto vedo gente che scrive un post su Facebook e chiede di condividerlo. Se c'è un buon motivo, nulla di male, nulla di anormale.

Anormale mi pare invece scrivere "MASSIMA CONDIVISIONE".

Mi dovrebbero spiegare perché scrivono così.

Massima in che senso? Come faccio a condividerlo al massimo? Lo condivido parecchie volte? Bleah. Stuccherei a chiunque. Del resto tu non l'hai fatto. Hai pubblicato una sola volta scrivendo quella strana cosa in maiuscolo (che no, non è più persuasivo del minuscolo).

Massima nel senso che lo devono condividere tante persone?
In tal caso guarda che io ho il controllo solo sul mio account e sulla mia persona. Non immaginerai che io e il tuo gruppo di FB friend (molti dei quali non conosco) ci riuniamo per accordarci su quanti di noi condivideranno a seconda del fatto che tu chieda una condivisione scarsa, media o massima. Molto più semplicemente, se trovo il tuo post meritevole di essere condiviso lo condivido, altrimenti no. Senza alcuna possibilità di dosare la condivisione, tipo cliccare piano o cliccare pigiando ben bene.

Cos'altro avrai voluto dire con "MASSIMA CONDIVISIONE"?

Boh.

Forse intendi che io devo stampare il tuo post e vada a fare volantinaggio? Dillo chiaramente. Sii specifico. Se no "MASSIMA CONDIVISIONE", scritto così, sembra tipo una formula magica. MASSIMA CONDIVISIONE! ...E KABOOM, un fulmine nel cielo e pioggia di volantini.

Mah.

08 dicembre 2023

Commenti spam che SEMBRANO pubblicati dal pannello di Blogger

Oggi ho verificato per l'ennesima volta che questo blog ha problemi di indicizzazione, e per l'ennesima volta mi sono rammaricato del fatto che gli esperti di SEO a quanto pare non sanno o non vogliono lavorare per chi ha un blog ospitato su Blogger. Va bene Wordpress, va bene Joomla, va bene Drupal, va bene tutto, ma di Blogger non ne vogliono sapere. D'altra parte è usato solo da circa 800.000 blogger italiani (con blog attivi, non parcheggiati e abbandonati).

Occasione del mio ennesimo rammarico sono stati i complimenti di un lettore che in un commento si augurava di leggere presto altri miei articoli. Come al solito per approvare il commento ho cliccato sull'apposito link ricevuto via email, ma poi sono anche andato nel pannello di Blogger per cancellare un mio commento contenente un errore prima di pubblicarne la versione corretta. Lì mi sono accorto che c'erano vari commenti in attesa di approvazione; si trattava di commenti multipli di utenti che a loro tempo avevano interpretato la non immediata pubblicazione come un malfunzionamento, dunque commenti da cancellare. Avvicinando il mouse alle icone di approvazione e cestinamento, appariva anche l'icona con punto esclamativo, da cliccare se si vuole segnalare alla piattaforma che quel commento costituisce spam.

Dunque? Qual è il punto?

Il punto è che la possibilità di approvare o segnalare come spam un commento esiste quando il commento è sospeso, in attesa di moderazione. Non quando è già pubblicato (quando è già pubblicato c'è solo l'icona del cestino, per la cancellazione). E molti commenti spam, PUR NON COMPARENDO SOTTO GLI ARTICOLI DEI MIEI POST, DAL PANNELLO DI BLOGGER RISULTANO PUBBLICATI, non in attesa di moderazione.

Tipo pubblicati, ma invisibili.

Forse il crawler di Google, a differenza degli umani che visitano i vari articoli (me compreso) li vede, e dice "Questo è un blog pieno di spam, quindi lo penalizzo pesantemente".

Rimane per me un mistero il fatto che questi commenti spam figurino, nel pannello Blogger, come pubblicati. Segno che Blogger ha una qualche vulnerabilità che in una certa misura consente agli spammer abbastanza esperti di bypassare il filtro di moderazione, pur senza ottenere visibilità sul web.

A breve conto di concludere la cancellazione di questa sacchettata di spazzatura, che ho iniziato oggi, e si vedrà se sarà servito a far riappacificare questo blog col motore di ricerca appartenente alla sua stessa compagnia.

AGGIORNAMENTO 10 dicembre 2023: ecco, ho eliminato tutti i commenti spam contenuti nella sezione del pannello Blogger dedicata ai commenti pubblicati (e che però non erano pubblicati). Che noia. Ho dovuto farlo manualmente, e Blogger non mette dei checkbox che si possono spuntare per poi cliccare su "Elimina": bisogna cliccare "Elimina" per ogni commenti, al che la pagina si aggiorna e tocca scrollare di nuovo per tornare al punto della lista commenti a cui si era rimasti. E insomma ho fatto sto lavoro, e fra qualche giorno controllo se il pannello è di nuovo infestato dagli spammer oppure no. E fra un paio di settimane ricontrollo se gli articoli deindicizzati vengono ancora disdegnati da Google o no.

AGGIORNAMENTO 21 DICEMBRE 2023: dopo 11 giorni ho visionato l'intera sezione dedicata ai comment1i pubblicati (e "pseudo-pubblicati", vedi su) constatando che nessun commento spam è stato qui aggiunto.
La cattiva notizia è che ieri ho ricevuto l'ennesima email dal Google Search Console Team, che mi dice che "Search Console ha rilevato che non viene eseguita l'indicizzazione di parte delle tue pagine sul tuo sito a causa del seguente nuovo motivo: Non trovata (404)". Ho cliccato sul link contenuto nell'email accedendo al report di indicizzazione e notando così che molte pagine non sono indicizzate per vari motivi, che però non comprendo. Prossimamente tenterò di trabiccolare per risolvere il problema (abbastanza a tentoni, dato che non sono esperto di sta cosa).

01 novembre 2023

KmPlayer, app che legge audio con estensione "OPUS"

Ce ne accorgiamo più che altro quando facciamo un download dallo smartphone al computer: i messaggi audio inviati con Whatsapp sono file con estensione OPUS.

Con quale software per PC possono essere letti? Con KMPlayer.

Trattasi di un lettore multimediale che legge tantissimi formati famosi e meno famosi, sia video che audio. È anche in grado di visualizzare i video di Youtube e scaricarli.

Ma la funzione per il quale ho conosciuto questo programma è la lettura dei file .OPUS, che trovo particolarmente comoda, specialmente se abbiamo lo abbiamo associato a questa estensione (per far ciò, dopo l'installazione dell'app, basta cliccare col tasto destro sul file da leggere, scegliere "Apri con", poi mettere la spunta su "Usa sempre questa app per aprire i file .OPUS", poi "Altre app", poi "Scegli un'altra app", poi cercare e selezionare il file KMPlayer64.exe e premere "Apri").

Se KMPlayer è impostato come programma predefinito per aprire i file OPUS, facendo doppio clic su uno di questi file si aprirà il programma e ne riprodurrà l'audio, e una volta terminata la riproduzione verrà automaticamente aperto il file successivo della stessa cartella in ordine alfabetico, poi il successivo ancora, etc.

KMPlayer è scaricabile gratuitamente da

https://www.kmplayer.com/

04 ottobre 2023

Eliminare tutta la coda di stampa in Windows 10

In Windows (almeno il 10) solitamente per eliminare un elemento contenuto nella coda di stampa si fa doppio clic sull'icona che rappresenta la stampante in basso a destra dello schermo, aprendo così la finestra che contiene la lista degli elementi, dopo di che si clicca col tasto destro su quello da cancellare e poi si sceglie "Annulla".

Purtroppo questo metodo non sempre funziona. Ecco due modi per risolvere il problema annullando tutti gli elementi nella coda di stampa.

1)
  • Apri come amministratore il prompt dei comandi
  • Nella finestra del prompt dei comandi dai i seguenti comandi:

net stop spooler

del /q /f /s "%systemroot%\System32\Spool\Printers\*.*"

net start spooler 

2)

  • Apri il Blocco Note e incolla i suddetti comandi
  • Salva il file con estensione BAT
  • Clicca sul file così creato col tasto destro e scegli "Esegui come amministratore"

...dopo di che se in futuro si presenterà lo stesso problema potrai utilizzare in questo modo lo stesso file BAT.

26 luglio 2023

Fatti subito un'identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) !

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità digitale) è un sistema informatico che ti consente di autenticarti per effettuare l'accesso al tuo account di vari siti istituzionali senza che tu debba eseguire una registrazione per ognuno di essi. Lo stesso vale per alcuni siti di aziende private aderenti a questo sistema.

Non solo avere un'identità digitale consente di eseguire alcune pratiche risparmiando tempo, ma in alcuni casi è proprio obbligatorio averla. Lo è ad esempio per un tentativo di conciliazione stragiudiziale con un'azienda di telecomunicazioni (tentativo che a sua volta  per un consumatore è obbligatorio prima di andare eventualmente in causa contro un'azienda del genere).

E immagino che con l'andar del tempo sarà indispensabile per un numero crescente di operazioni.

...Operazioni di cui magari in questo momento non hai bisogno, ma di cui potresti aver bisogno in futuro. Quindi, per non ridurti all'ultimo momento, se non l'hai già fatto ti consiglio di farti al più presto un'identità SPID.

Ci sono vari Identity Provider convenzionati che forniscono la SPID. Alcuni la forniscono gratuitamente. Io ad esempio mi sono rivolto a Sielte e non ho dovuto pagare nulla.

Ogni Internet Provider ha le sue modalità di creazione dell'account, che è sempre facile e guidata passo-passo sui rispettivi siti. In generale, nel momento della registrazione, eseguibile dal proprio computer colegato a Internet, devi essere munito di:

- documento di identità
- codice fiscale
- smartphone
- indirizzo email
- permesso di soggiorno, se sei un extracomunitario.

La creazione dell'identità digitale è un po' macchinosa, ma una volta fatta il suo uso è semplice. Alla fine della registrazione hai:

- uno username
- una password
- una domanda segreta per il recupero della password
- un codice di sicurezza per l'app dello smartphone
- codici di sblocco, revoca e sospensione (per revocare o sospendere il servizio).

Quando usi l'identità digitale per una pratica devi usare i tuoi username e la password e devi avere con te lo smartphone per usare l'apposita app di autenticazione.