25 gennaio 2021

Boicottare i social network troppo permissivi?

Come molti sanno, spesso i dipendenti di Facebook a causa della gran mole di lavoro da eseguire e della loro poca competenza hanno censurato contenuti che non c'era nessun motivi di censurare, coprendo di ridicolo la piattaforma (quindi non mi riferisco a bufale).

Pensando a questo verrebbe voglia di iscriversi a uno di quei social network che danno una maggiore libertà agli utenti. C'è però il rovescio della medaglia, che consiste in una censura ridotta all'osso, limitata solamente a violazione di copyright, incitazione a reati e manomissione della piattaforma informatica.

Ad esempio nel regolamento di uno di questi social network (di cui non faccio il nome per non pubblicizzarlo) non si trova nessun divieto di scrivere post che promuovono in razzismo. Quanto al linguaggio offensivo, c'è scritto che è sconsigliato ma non vietato.

Fra le cose di Facebook che fanno innervosire, oltre alle censure insensate, ci sono anche le non-censure di contenuti che con tutta evidenza violano il regolamento. E mi pare che le due cose, pur tristemente, si bilancino a vicenda (e che non ci sia nessuna linea guida ufficiale né ufficiosa grazie a cui vengono privilegiate certe bufale rispetto ad altre). Questo bilanciamento in altri social network, per regolamento e non per inefficienza, è escluso. Ovvero c'è campo libero per un influencer di abusare della credibilità popolare, arrecando così un danno alla società.

Si potrebbe pensare:

"Io mi iscrivo a quel social network super-anarchico giusto per leggere i post di quella persona che più volte è stata censurata ingiustamente da Facebook e non mi interessa diffondere bufale oppure seguire gli imbecilli di estrema destra, antivaccinisti, etc, dunque qual è il problema?"

Il problema è che se ti iscrivi a una certa piattaforma fai numero. Così il gestore della piattaforma può dire di avere un numero maggiore di iscritti, e questo costituisce un incentivo alle altre persone a iscriversi, e fra queste ci saranno non solo i bufalari e i loro adepti, ma anche persone deboli che saranno loro facile preda.

Riassumendo, il meccanismo potrebbe essere verosimilmente questo:

- alla piattaforma si iscrivono inizialmente le persone che vogliono libertà di parola (anche la libertà di diffondere razzismo, bufale, negazionismo e idiozie varie);
- poi arrivano le persone che si iscrivono pensando "Bah, male non fa"
-in ultimo si iscrivono le persone trascinate dal fatto che le precedenti hanno fatto sufficientemente numero, e dunque se non ci si iscrive a quel social, ormai celebre seppur birichino, si rischia di perdersi qualcosa).

Mi pare dunque giusto non prendere parte a questo meccanismo, e cioè boicottare piattaforme social che costituiscono terreno fertile per la crescita dell'ignoranza e della stupidità popolare.

Che ne pensi? Se ti va fammelo sapere nello spazio dedicato ai commenti.

24 gennaio 2021

Trovare l'URL di un video Youtube sponsorizzato

Nella maggior parte dei casi i video pubblicitari su Youtube, sono visti fondamentalmente come qualcosa che rallenta  la fruizione del contenuto che cercavamo e dunque come qualcosa di fastidioso, nonostante le pubblicità ci siano propinate in base ai nostri interessi (o almeno l'algoritmo di Youtube questo tenta di fare).

Ma può anche darsi che tu, per un qualche motivo, tu voglia avere la possibilità di rivedere quel video in un secondo momento. Ad esempio per mostrarlo a un amico e ridere insieme a lui di quanto era goffo quel personaggio che tentava di venderti quel prodotto o servizio, oppure mostrare a qualcuno l'ingannevolezza dello spot, o al contrario mostrare quanto è fatto bene o fare un passaparola sulla bontà di quanto proposto.

In tal caso, come recuperare il link del video sponsorizzato?

Tipicamente cliccando sul link mostrato sul video sponsorizzato si viene portati a una pagina web o a un altro video, ma non all'URL del video stesso. Inoltre se tenti il download del video usando plugin tipo Video DownloadHelper, o programmi installati tipo 4K Video Downloader, o siti messi online per questo scopo, non sapresti che link dare in pasto a questi strumenti: se fornisci il link del video non sponsorizzato, anticipato da quello pubblicitario, viene scaricato solo il primo dei due.

Trovare il link del video sponsorizzato non è immediato, ma neanche difficile. Ecco come fare:

Quando compare la pubblicità in questione (e per questo devi pazientare, perché non puoi richiamarla a comando, un po' come avviene in TV):

  • Clicca in un punto qualsiasi del video per metterlo in pausa
  • Individua il codice ID del video.  A questo scopo puoi ricorrere a due metodi (il secondo è solo apparentemente più lento, perché a differenza del primo consente alla fine di evidenziare il codice ID del video per copiarlo):
    • cliccare sul video col tasto destro e, nel menù a tendina, scegliere "Statistiche per nerd"; il "video id" è descritto alla prima riga;
    • cliccare sul video col tasto destro e, nel menù a tendina, scegliere "Copia info di debug", poi aprire un foglio elettronico (es. blocco note) e incollare il testo, all'interno del quale poi cercare la scritta "addebug_videoId": a destra della quale, racchiuso fra virgolette, ci sarà il codice ID del video;
  • Sulla barra degli indirizzi del browser scrivi l'url del video che ti interessa, composta dalla stringa https://www.youtube.com/watch?v= seguita dall'ID del video. Ad esempio se l'ID del video che hai trovato è AgqXBU7LRME (cosa impossibile, ma è solo un esempio), l'url dello stesso video sarà   https://www.youtube.com/watch?v=AgqXBU7LRME.

A quel punto puoi scegliere se salvare l'URL del video che hai trovato o se scaricare il video usando uno dei tanti strumenti, a cui ho su accennato.

20 gennaio 2021

Radio News 24 e l'intervista che rifiutai (ora si chiama RadioRegione)

Radio News 24 (da non confondere con Rainews 24, canale televisivo della Rai) è un'azienda che ad oggi ha simpatizzanti che considerano il suo servizio utile a farsi pubblicità.
 
[Aggiornamento 1.2.2022: Adesso in seguito ai servizi di Striscia La Notizia e Mi Manda Rai3 ha cambiato nome e si chiama RadioRegione]
 
Ci sono però anche persone che se ne lamentano e persone sospettose, che addirittura cercano in rete il suo nome unitamente alla parola "truffa", spesso usata in modo improprio per indicare proposte commerciali per nulla convenienti, un atteggiamento poco trasparente, etc, tutte cose certo non encomiabili ma che dal reato di truffa sono ben lontane.
 
Piccola ma importante digressione sull'aspetto legale: se è lecito narrare i semplici fatti accaduti (anzi è apprezzabile in quanto può essere utile a chi legge) d'altra parte occorre evitare l'uso di parole come appunto "truffa", "furto" o simili se non c'è stata una condanna di un tribunale per quel preciso reato, altrimenti com'è facile capire si rischia la querela per diffamazione. Fra l'altro mi pare che Radio News 24 non sia granché diplomatica (vedi più avanti).

Ho deciso di raccontare qui la mia esperienza, e lo ritengo particolarmente importante anche perché dopo aver cercato in rete informazioni su Radio News 24 e sul suo programma "ONAIR" ho notato la presenza di soli due articoli di buona qualità in mezzo a una selva di articoli di scarsa qualità (anche grammaticale), oltre a un paio di redazionali a pagamento.

Venerdì scorso sono stato contattato da una persona che diceva di lavorare per Radio News 24, che, da quanto ho capito, ha tre web-radio (cioè trasmissioni i cui contenuti audio si ascoltano in streaming su Internet) e acquista anche dello spazio da radio locali ("radio" stavolta inteso in senso tradizionale, su frequenze FM).

Mi ha chiesto se ero interessato a una "intervista gratuita" per il programma "ONAIR". Un'intervista in cui avrei parlato, per 5-10 minuti, della mia attività commerciale, e che si sarebbe svolta anche in video. Sorvolando sulla stramba specificazione "gratuita" (gratuita per chi dei due? Ma chi ti conosce?), dico ok e ci accordiamo per lunedì pomeriggio alle 17.50; la signora mi saluta dopo avermi detto che avrei ricevuto un messaggio su Whatsapp.

Ricevo il messaggio su Whatsapp da un altro numero, in cui ci sono alcune istruzioni riguardo l'aspetto tecnico. Nello stesso messaggio c'è scritto che l'acquisto del video (acquisto del video??) è facoltativo. Esattamente come per loro pulire casa mia è facoltativo. Mica è giusto obbligare le persone. Può apparire scontato, ma la prudenza non è mai troppa.
Viene indicato anche un terzo numero di telefono, che posso contattare per eventuali domande e per accordarmi sugli argomenti di cui parlare; a questo numero pochi minuti dopo scrivo un messaggio in cui dico di essere stato contattato bla bla bla; riporto la parte finale, che è la più importante:

Mi ha inviato un messaggio in cui mi ha detto che l'acquisto dei video è facoltativo (non lo acquisterò, perché userò un software che mi consente di registrare video e audio dello schermo), e che posso rivolgermi al numero [..........] per parlare degli argomenti che tratteremo nell'intervista.
Se è ok invio le domande da farmi fra domani e domenica. Colgo l'occasione per chiedere se per collegarmi dovrò usare lo smartphone oppure il PC.

La risposta arriva solo il giorno dopo, suddivisa in tre messaggi. Nei primi due, ricevuti alle ore 12.30 e 12.31, leggo rispettivamente "Salve" e "le farò sapere al più presto". In un terzo messaggio, arrivato 17 minuti dopo, leggo che mi faranno contattare. Ma fra il secondo e il terzo messaggio suddetti già ero stato contattato, da un quarto numero, e quindi rispondo così:

In effetti sono stato contattato pochi minuti fa: ho ricevuto un messaggio dal n. [.............] in cui c'erano scritte cose che già mi erano state scritte nel messaggio di ieri. Ma non c'era nessuna risposta alla domanda che ho posto.

Nessuna risposta.

Nel frattempo faccio una ricerca in rete. Su vari siti trovo, come accennavo, articoli, discretamente sgrammaticati, che difendono Radio News 24 a spada tratta, molto simili fra loro e pure con la stessa immagine in alto, che fanno fortemente sospettare la volontà di imboscare nella SERP di Google altri articoli scritti da persone che non raccomanderebbero i servizi di quest'azienda. Inoltre trovo un articolo a pagamento sul sito dell'Ansa (sarei curioso di sapere quanto costa un articolo del genere su un sito così famoso... qualcuno di voi lo sa?), in cui vengono citate le parole di due persone soddisfattissime del servizio. La cosa strana è che i clienti tipicamente acquistano i video dell'intervista per metterli sul proprio canale Youtube, ma di queste due persone su YT non ho trovato traccia.
Poi trovo questo articolo, intitolato "LIVE SOCIAL (ONAIR) su Radio News 24: una triste trovata commerciale", scritto da Loredana De Michelis, con cui ho poi conversato privatamente ricevendo ulteriori chiarimenti.
Trovo anche quest'altro articolo, intitolato "Live Social su Radio Lombardia: la nostra No-Agency ha detto no, grazie!" di Valentina Maran, esperta di marketing e comunicazione.

Nell'accingermi a spiegare uno dei motivi per i quali, lungi da me parlare di truffa, ho ritenuto non opportuno partecipare alla trasmissione "ON AIR" (così come non mi sarebbe sembrato opportuno partecipare a una trasmissione simile in onda precedentemente, detta "LIVE SOCIAL"), ti invito per prima cosa ad immaginare il seguente dialogo (che poi è il riassunto di quello che si sono detti due commentatori dell'articolo di Loredana):

- [...] Invece che per un'intervista video col logo di Rai News 24 è meglio spendere per fare un video autoprodotto, no?

- No: il logo della Radio desta più suggestione negli spettatori... e anche in molti intervistati, che hanno presentato il video con grande orgoglio, in base al pensiero comune "intervistato in radio = persona importante"

- Ma l'intervistato non ci fa una bella figura se lo spettatore scopre che si è vantato di un'intervista che viene proposta a più persone possibile, non perché sono particolarmente brave in qualcosa, ma perché pagano, e che quella radio ha un'audience ben lontana dalle radio tradizionali?

- Gli spettatori normalmente non lo scoprono, perché non indagano in merito. È facile capirlo se pensi che perfino tantissime persone contattate da Radio News 24 questa cosa l'hanno capita solo dopo aver accettato l'intervista!

...Ebbene a me non basta il fatto che "tanto la maggior parte della gente non indaga". Voglio assolutamente evitare che anche mezzo improbabile spettatore, a ragione, pensi che io mi dia un'importanza fatta di aria, la stessa usata per fabbricare i palloni gonfiati.

Così non ho compilato il form online che mi era stato detto essere indispensabile per l'intervista. E però l'aspirante intervistatrice, all'orario convenuto, mi ha chiamato lo stesso, chiedendomi se ero pronto per iniziare. Le ho risposto di no, dicendole che mi pareva chiaro, data la loro non risposta alla mia domanda e data la mia non compilazione del modulo. Ho anche aggiunto varie motivazioni su quanto poco, del resto, mi sarebbe stata utile l'intervista. Mi ha risposto dandomi alcune informazioni diverse da quelle che avevo ricevuto, che comunque non mi hanno convinto. L'ho salutata e stamattina le ho scritto un messaggio chiarificatore che riporto qui sotto (dopo aver corretto qualche errorino) in quanto contiene alcune informazioni aggiuntive che potrebbero, anch'esse, contribuire a farti un'idea su Radio News 24...

Ciao [suo nome].
Come ti dicevo, da te ho ricevuto informazioni diverse da quelle che ho visto sul sito. In particolare:
- L'audio delle interviste delle persone che contattate vengono trasmesse non solo in web-radio, ma in una normale radio su frequenze FM
- La persona intervistata può scegliere di far trasmettere l'intervista in un orario diurno anziché nel periodo che va da mezzanotte alle 6 del mattino
Mi fa piacere, perché in passato non era così. Detto questo, mi dispiace dirtelo ma a causa di quelle che invece erano le condizioni tempo addietro, diverse dalle suddette, Radio News 24 sembra non godere di una buona reputazione, come si scopre facendo una breve ricerca su Internet, fatti salvi i siti che sembrano quasi l'uno clone dell'altro e che la difendono dalle critiche.
Questo significa che ad esempio mostrare su Youtube di essere intervistato da Radio News 24 posso dare l'impressione di aver fatto una scelta ingenua e lo stesso vale, anche se in scala minore, per un passaggio in radio.
È vero che un'azienda può rendersi conto dei propri sbagli e migliorare il proprio comportamento, ma non mi pare l'ipotesi più probabile quando vengo a sapere che quell'azienda ha minacciato legalmente una persona per aver scritto un blogpost che riportava semplicemente la verità
[sì, questo avevo saputo nel frattempo; naturalmente al suo rifiuto di rimuovere l'articolo non è seguita nessuna querela, perché con tutta evidenza non sussisteva nessuna diffamazione].
Dunque non ritengo buona cosa che il mio nome sia accostato a Radio News 24. Anche se diversamente fosse, l'unica vera utilità che ci avrei trovato sarebbe stato videoregistrare con Camtasia o simili l'intervista e pubblicarla nel mio canale YT e nella mia pagina FB, come ho scritto in un mio messaggio Whatsapp a una delle persone che mi avevano contattato. Il fatto che la cosa non sia stata commentata parlando della mia non possibilità di farlo per motivi di diritto d'autore immagino sia dovuto alla distrazione della persona che ha ricevuto il mio messaggio, la stessa distrazione per la quale non è stata data una risposta in merito alla questione "smartphone o computer". In ogni caso immagino non sarebbe carino nei tuoi confronti
[gli intervistatori guadagnano soprattutto coi video venduti] e quindi accantono l'idea. Rimarrebbe la diretta radio, che però non mi porterebbe alcun cliente, dato che esercito la mia attività in una zona non coperta dalle frequenze di Radio News 24.
Mi spiace che tu abbia perso tempo per colpe né mie né tue.
Ad ogni modo scriverò alle due persone con cui ho discusso di questo argomento per aggiornarle su quanto mi hai detto, in base a cui si può dire che il servizio è migliorato. Saranno loro a decidere se aggiornare i blogpost che hanno pubblicato in merito.
 
Aggiornamento 1 febbraio 2022: sono stato contattato per un'intervista da mandare in onda su Radio Italia 5. Ho chiesto alla signora al telefono di richiamarmi più tardi, e nel frattempo ho fatto un giretto per il web. Ed ho trovato questo articolo, dove c'è scritto che Radio News 24 ha cambiato nome in seguito a due servizi di Striscia La Notizia e Mi Manda Rai3, trasformandosi in RadioRegione, che collabora con Radio Italia 5 (oltre che con Radio Punto Zero, Radio Veronica One e Radio Canale Italia.). In Toscana è su questa Radio Italia 5 che va in onda il programma "Storytime".
Non se ne fa di nulla, stavolta perdendo decisamente meno tempo.

Aggiornamento 11 aprile 2022: sono stato contattato da una persona presentatasi come co-editore del programma Storytime, che mi ha detto che Storytime non ha nulla a che vedere col mondo a cui ho fatto riferimento in questo blogpost; ha detto inoltre che quello che fanno è molto similare alle videoconferenze di Radio News 24 (non ha nulla a che fare, però è molto similare... boh); ha evidenziato il fatto che loro hanno studi fisici e fanno le cose in presenza anziché in videochiamata; ha detto che loro sono molto trasparenti anche sul loro sito web (ho cercato una loro pagina in cui spicchi la trasparenza rispetto alla vendita del loro prodotto-intervista, ma ho trovato solo un numero da chiamare in caso di dubbi... sarò io che ho cercato male). Per quanto riguarda la telefonata che ho ricevuto a febbraio, non mi sembrò spiccare in trasparenza, visto che la signora non accennò alla vendita di alcunché. Per quanto riguarda il "di che si tratta?", ho appena cercato online delle interviste di Storytime, e su Youtube ogni intervista è nel canale dell'intervistato.
Mentre sto scrivendo questo aggiornamento, nel canale Youtube di Radio Italia 5 non c'è nessuna delle interviste di Storytime (non una gran perdita, dato che la maggioranza dei video ha poche decine o centinaia di visualizzazioni), nella pagina Facebook "Storytimeofficial" di ogni intervista c'è solo la parte introduttiva; il sito del programma a cui rimanda Radio Italia 5 invita ad ascoltare le interviste pubblicate, e io vi invito a fare lo stesso, magari vi fate un'idea.

La mia idea, comunque, non è cambiata: se vi viene offerta, per apparente colpo di fortuna, un'eccessivamente allettante occasione di farvi conoscere dal grande pubblico nonostante non siate già abbastanza famosi e nonostante non abbiate fatto qualcosa che ragionevolmente dovrebbe rendervi famosi, prima di accettare e anche prima di perder tempo a conversare con chi vi prospetta quest'offerta fate un giro sul web. Potreste risparmiare molto tempo oltre che denaro.

12 gennaio 2021

Come ingannare un sito simulando la navigazione da smartphone

Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2021
 
Questo articolo era inizialmente intitolato "Come pubblicare un'immagine su Instagram da computer". Lo avevo scritto perché fino a poco tempo fa Instagram, permetteva normalmente di caricare foto solo da smartphone, mentre navigando da computer erano previsti solo la navigazione per guardare le immagini caricate, il clic per mettere il like e la pubblicazione di commenti.
 
Per caricare foto da computer si rendeva necessario un lacchezzo che non più necessario, in quanto adesso compare in alto a destra l'apposita icona col "+".

Tale lacchezzo consisteva nell'illudere Instagram che si stava navigando col cellulare.
 
E non solo Instagram. La maggioranza di siti, proprio come Instagram, si presentano in un certo modo se visitati da computer e in un altro se visitati da smartphone, sia per motivi di facilità di visualizzazione che per motivi di rilevazione statistica. Dunque non metto offline questo blogpost, perché magari può essere utile in altri casi in cui si voglia per qualche motivo effettuare questa simulazione (oggi).

A questo scopo esiste un'estensione da aggiungere al browser di navigazione. Si chiama

USER-AGENT-SWITCHER.

...che come dice il nome permette di cambiare il cosiddetto user agent, cioè la stringa che il browser invia al sito per informarlo sul software usato dall'utente per la navigazione (tipo di browser, versione, sistema operativo, etc).

Oltre ad essere utile per ingannare un sito per necessità operative simili a quelle di cui ho parlato sopra per Instagram, può servire semplicemente a vedere come appare un certo sito se visitato ad es. da uno smartphone che usa Android.

Per quanto riguarda Windows, User-Agent Switcher è disponibile per Firefox, Chrome, Opera. Per quanto riguarda altri sistemi operativi, boh. Ma cercando in rete questa estensione il motore di ricerca usato sicuramente ti fornirà risultati adatti al browser che stai usando, proprio grazie all'user agent che anch'esso riceve.

Come fare ad installarlo e a usarlo?

Non te lo dico, tanto è intuitivo. E poi lo spiegano tanti altri siti.

UN METODO VELOCE CON CHROME SENZA ESTENSIONI

Su Chrome in realtà è abbastanza facile e veloce cambiare user agent anche senza estensioni. Basta seguire la procedura che riporto più sotto. Prima di seguirla, però, nel caso di lacchezzi simili a quelli che si dovevano fare per Instagram, usa Chrome normalmente, vai sul sito e loggati, altrimenti magari il sito, una volta visitato, non fa altro che proporti il download dell'app, proprio come succedeva con Instagram.
Ecco la procedura:

- Premi F12 (premendolo e premendolo di nuovo si fa comparire e scomparire un riquadro a destra con varie impostazioni di Chrome)
- Clicca su Console
- Seleziona Network Conditions in basso. Se non è presente, clicca sui tre puntini in alto a destra e poi su More tools, poi Network conditions
- Alla voce User Agent disattiva Select automatically
- Nel menù a tendina sottostante scegli il sistema operativo con cui vuoi che il sito si illuda di essere visitato (ad esempio, per simulare una navigazione con uno smartphone Android, seleziona  la versione più recente di Android)
 
A questo punto premi F5 per ricaricare la pagina, ed ecco che visualizzerai Instagram come lo visualizza uno smartphone. Vedrai in alto a sinitra anche il pulsante per caricare le tue immagini.

Per tornare a usare Chrome in modo normale, rimetti la spunta su Select Automatically.

Da ora in poi per simulare la navigazione con smartphone sarà sufficiente premere F12 e rimettere quella spunta e premere F5, dato che il "finto broswer" per la simulazione è già selezionato.

11 gennaio 2021

Fridays For Future nega la sovrapopolazione della Terra!

Pochi giorni fa sul sito di Fridays For Future Italia è stato pubblicato un articolo intitolato "Perché così tante persone delle nazioni ricche affermano che il più grande problema ambientale sia la crescita demografica?"

Dopo aver notato che molti movimenti ecologisti non si azzardano a toccare la spinosa (ma cruciale) questione della sovrapopolazione mondiale per non perdere consensi (ad es. Greenpece, WWF, correggetemi se sbaglio), mi pare di avere una conferma che addirittura il movimento di Greta Thumberg non faccia di meglio.

Mi sono accorto che non è uno scivolone dello staff italiano, perché l'autore dello scritto, il giornalista George Monibot, che ne aveva pubblicata la versione originale in inglese nel marzo 2020 su Twitter, è uno dei relatori di un webinar promosso dallo staff del sito internazionale di Friday For Future, webinar che infatti è tutt'ora sul relativo canale Youtube.

Ma per scrupolo ho inviato allo staff del sito internazionale Fridaysforfuture.org un'email in cui chiedevo la posizione ufficiale del movimento riguardo il fatto che la sovrapopolazione mondiale sia o no un problema.

Ho inoltre scritto allo staff del sito italiano Fridaysforfutureitalia.it un'email il cui testo riporto di seguito:

------------------------------

Ciao.
Mi ha deluso molto l'articolo di George Monbiot che avete pubblicato l'8 gennaio a pag
https://fridaysforfutureitalia.it/crescita-demografica/

Si tratta di un articolo che sminuisce l'importanza della sovrapopolazione mondiale, non tenendo conto di una cosa evidente: se gli umani fossero la metà, inquinerebbero la metà. E finché non si trova il modo di inquinare la metà (e no, non è solo una questione di volontà politica o di economia), tutto quello che dobbiamo fare è diminuire il nostro numero.

George Monbiot nel suo articolo usa un argomento fantoccio: se la prende con coloro secondo i quali il problema è l'AUMENTO della popolazione, senza capire che il problema è ancora più a monte. Si
tratta infatti della sovrapopolazione. Cioè la quantità di esseri umani GIÀ PRESENTI, una quantità già super-abbondantemente eccessiva, e che lo sarebbe anche se non aumentasse.

Il delirio prosegue parlando di tendenza a dare la colpa agli altri e cioè agli innocenti mini-inquinatori del terzo mondo, senza capire che il futuro benessere a cui comprensibilmente tendono comporta un
inquinamento pari a quello del primo mondo, e ignorando che secondo i fautori della decrescita questa è necessaria anche nei paesi del primo mondo.
Poi la variazione sul tema tirando fuori il razzismo, dato che quelli che abitano il terzo mondo sono per la maggior parte di razza negroide. Un errore sull'errore.

Sminuire l'importanza della decrescita significa sminuire l'importanza dello strumento che ad oggi è IL PRINCIPALE da usare, e che ha solo effetti positivi. L'unico problema (arduo, lo so) è il fatto che non è
politicamente corretto. Ma la verità non è politicamente corretta, e prima la si spiega, prima viene capita, pur con le iniziali levate di scudo dei natalisti.

Vi invito quindi a rimuovere questo articolo dal vostro blog se volete che io continui a sostenere il vostro movimento.

Marco

------------------------------ 

Poche ore dopo ho ricevuto una risposta dallo staff del sito internazionale, che mi dice che l'organizzazione si esprimerà in merito su Facebook prossimi giorni, e che lo ha già fatto su Instagram. Ho controllato e ho trovato un post di 7 giorni fa intitolato "The mith of overpopulation".
Il che rende superfluo aspettare una risposta da parte dello staff italiano... ormai ogni dubbio è sciolto:

Fridays For Future ha una posizione negazionista sull'impatto della sovrapopolazione sull'ambiente.

La stragrande maggioranza degli utenti che ha commentato questo post ha espresso un'opinione contraria, ma siamo nell'ordine di decine di persone, mentre purtroppo le persone che hanno cliccato su "Mi piace" sono più di 22mila.

E insomma ecco un'altra triste pagina dell'ambientalismo incoerente.

Per chi è interessato a capire i motivi per i quali la sovrapopolazione è un problema ecologico e non solo è disponibile sul blog del sito Umanitàmtàm l'articolo "Sovrapopolazione: un problema molto grande e troppo ignorato".