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13 novembre 2022

Come guardare un video amatoriale in compagnia

Si trovano online molti consigli su come realizzare un buon video. Io qui invece ti parlerò di come guardare in compagnia un video amatoriale. Intendo un video amatoriale con contenuti improvvisati, ad esempio video di vacanze, compleanni, dialoghi fra amici, prime parole pronunciate dai piccoli bambini, monologhi di un attore, saggi di canto o di uno strumento musicale. Filmati in cui solitamente è importante l’audio, quindi ciò che viene detto, o cantato o suonato (o miagolato, o abbaiato, o ruttato etc).

La visione in compagnia di video del genere (che per brevità chiamerò “video amatoriale”), potrebbe essere un’esperienza peggiore di quello che si aspettava l’autore del video, o il protagonista del video o un qualsiasi spettatore. Questo a causa del comportamento degli spettatori.
Lo spettatore, abituato a vedere su uno schermo filmati brevissimi oppure lunghi, ma professionali, tende ad aspettarsi un intrattenimento perfetto, con tempi comici perfetti, con una sceneggiatura avvincente. Quindi vedendo il filmato amatoriale si annoia dopo pochi secondi e per ingannare la noia commenta il video, oppure chiede di saltare alla scena in cui succede quella o quell’altra cosa. Così rovina anche l’esperienza degli altri spettatori, perché sovrapponendo la propria voce all’audio del filmato impedisce di capire quel dialogo (o quel monologo). Per rovinare un dialogo di 10 secondi è sufficiente parlare 2 secondi nel mezzo di quel dialogo. Non si capisce una frase fondamentale, e così diventano inutili gli istanti precedenti e quelli successivi. Quei 10 secondi che potevano essere magari non divertentissimi, ma divertenti, diventano noiosi a causa di un commento di 2 secondi.

I commenti dovrebbero essere fatti solo da chi il video lo conosce già, quindi chi è stato soggetto o cameraman o montatore, e sa quali sono i momenti in cui si può parlare senza sovrapporre la propria voce a momenti in cui l’audio del filmato è importante. Gli altri no.

Guardare un video è diverso da guardare un album di fotografie.
Quando si guarda in compagnia un album di foto è normale commentarle a voce alta. È normale che qualcuno descriva la foto, racconti di un fatto che gli è venuto in mente guardandola, spieghi chi era quel tizio sullo sfondo, eccetera; i commenti arricchiscono una foto. Se vedo un gruppo di persone che sta guardando un album di foto in completo silenzio, mi viene da pensare che quelle foto non siano granché interessanti. Guardando le foto, più si parla, migliore è l’esperienza.

Tutto il contrario quando si guarda in compagnia un video amatoriale.
In questo caso ti suggerisco lo stesso atteggiamento di chi sta guardando un film d’autore: il film d’autore non è fatto per essere avvincente, per catturare l’attenzione con scene d’azione o con dialoghi comici. È fatto per far capire agli spettatori cosa è importante per l’autore, sperando che quel messaggio coinvolga lo spettatore; questo è possibile se lo spettatore entra mentalmente nella realtà che vivono quei personaggi, ed è invece impossibile se lo spettatore si aspetta effetti speciali, tempi comici, colpi di scena, o una storia che procede in un certo modo perché così è più bellina. Se hai deciso di guardare un film d’autore sai già cosa aspettarti. Se la cosa ti annoia troppo, non risolverai il problema facendo commenti. Semplicemente non guardarlo.

Oppure la visione di un filmato amatoriale in compagnia puoi assimilarla all’esperienza di assistere alla recita di un gruppo di bambini. Sai già che non si parla, quando si è seduti in un teatro mentre gli attori stanno recitando. Se non accetti questa regola, non andarci. Se ci vai, perché vuoi bene a uno di quei bambini che è tuo nipote o figliolo o figliolo di una tua fidanzata, sai che non importa quanto quella recita sia divertente o annoiante: non devi disturbare gli altri con le tue parole.
Già probabilmente i momenti godibili sono pochi, perché i bambini non hanno imparato a scandire le parole e pronunciarle a alta voce, o perché la storia raccontata non è granché. Se a questo aggiungi il tuo chiacchiericcio, rovini a te stesso e agli altri i pochi momenti godibili, e l’esperienza diventa ancora peggiore.

Per un filmato amatoriale, uguale. Spesso l’audio non è un granché, la ripresa è fatta improvvisando anziché su una sceneggiatura e quindi non ha il pathos di un film d’azione, l’eventuale montaggio potrebbe aver migliorato la godibilità del filmato ma non abbastanza da renderlo completamente piacevole.
Non è che siccome il filmato è noioso, arrivi tu coi tuoi commenti e rendi il tutto più divertente. Non rimedi al problema. Lo peggiori. Quell’esperienza già imperfetta la trasformi in inutile, per te e per gli altri spettatori; in particolare provochi frustrazione alla persona che ha creato il filmato e magari l’ha montato come poteva e sapeva fare, sperando di vivere insieme a voi un momento abbastanza piacevole, che va preso per quello che è e senza grandi aspettative.

Se proprio vuoi parlare, perché hai da dire qualcosa che ritieni particolarmente importante o divertente, ferma il filmato, parla e poi fai riprendere la riproduzione. Oppure parla senza fermare il filmato, ma allora il tuo commento dev’essere velocissimo, e al massimo di 4 sillabe. Oppure, se pensi che il tuo commento possa interessare solo una specifica persona, parlale a bassa voce nell’orecchio.

Condividi questo articolo con tutte le persone che vedendolo potrebbero secondo te imparare qualcosa di utile per sé stesse e per gli altri!

06 febbraio 2021

"Dille di non preoccuparsi": una triste cafonata femminile

Il web è pieno di pagine che consigliano agli uomini cosa non fare. Dunque perché non creare una pagina in cui si dà consigli analoghi a quelle creature dolcemente complicate, affinché quel dolcemente non diventi un pesantemente?
Semplicemente perché neanche oggi ne ho voglia. Una roba troppo lunga. Però un singolo consiglio lo voglio dare (forse in futuro integrerò, magari con l'ausilio di lettori commentatori).
 
Ecco il mio consiglio:
 
Se un uomo, scherzando, ti dice che un'altra donna potrebbe essere gelosa vedendovi insieme, NON rispondere tipo "Ah ah... No no, guarda, dille di non preoccuparsi".
 
È una risposta parecchio brutta.
 
Può darsi che ciò che ho appena scritto susciti in qualcuno il pensiero "E dai... ma fattela 'na risata!".
 
Ma una frase del genere, anche se viene presentata col tono di una battuta spiritosa, in realtà non fa ridere neanche da ubriachi fradici. Proprio non fa sollevare di un millimetro un angolo della bocca. Non fa sbuffare dal naso un milligrammo di aria. Non perché sia una battuta spiritosa venuta male, ma perché in realtà non si tratta di una battuta spiritosa. Non contiene né ironia, né un'esagerazione, né una metafora, non sorprendere in nessun modo e dunque non ha nulla di scherzoso. Che battuta è una frase del tipo "Mi fai schifo" o "È impossibile che io mi fidanzi con te"? Non lo è. E "Dille di non preoccuparsi"? Stessa cosa.

Allora cos'è? Guardando il contenuto del messaggio, al di là della sua insensatezza concettuale (è ovviamente inefficace dire a una persona gelosa "non preoccuparti"), l'unica cosa che posso concludere è che si tratta nient'altro che di una pura cafonata. Tutto qua.

Chi non lo capisce al volo può immaginare uno scenario a sessi invertiti: un uomo che dice una cosa del genere a una donna risulterebbe, oltre che per nulla divertente, un bieco stronzo esaltato psicopatico maleducato etc etc. Quindi, poiché i sentimenti circolano tanto nella testa delle femmine quanto in quella dei maschi, quella è esattamente una cafonata anche quando proviene da una donna, nonostante la sua scortesia sia socialmente più accettata.

Non dovrebbe esserci bisogno dell'astrazione dello scambio di ruoli, né di un blogpost così lungo per spiegare che la frase "Dille di non preoccuparsi" è parecchio stupida e triste anziché divertente, ma siccome l'ho sentita più volte in passato, e stamattina ne ho sentita una versione ancora più stupida e insensata (che vi risparmio) ho deciso di pubblicare 'sto spiegone facile facile, cosicché anche una ritardata sociale possa comprenderlo.

Altri comportamenti che consigliereste alle aspiranti donne rispettose e piacevoli? Scriveteli nello spazio dei commenti, possibilmente argomentando.

03 marzo 2020

Attenzione a non ammazzare le lumache

Con la pioggia (in particolare quella autunnale, ma può accadere in qualsiasi stagione) potrebbero tornare le lumache.

Camminando, fate attenzione a non ammazzarle.

Nelle zone da loro frequentate, quando fa buio, illuminate il suolo che state per calpestare. Se le trovate, spostatele in una zona per loro più sicura.

Se il suolo si presta alla mimetizzazione (come quello di questa foto da me scattata, in cui per evidenziare l'animale ho reso in bianco e nero tutto il resto), suggerisco di calpestare zone su cui facilmente si focalizza l'attenzione senza che lo sguardo tenda a disperdersi, ad esempio in un cortile gli incroci dei punti di fuga delle mattonelle.

Lo so, quella in foto si chiama chiocciola, non lumaca. Ma la raccomandazione vale per entrambi gli animali. La ragione delle scelte linguistiche e fotografiche risiede nel fatto che delle due mi sta più simpatica la chiocciola, ma dei due nomi mi sta più simpatico lumaca.

11 luglio 2018

Puoi davvero essere amico di centinaia di persone?

Di nuovo, ho investito del tempo per risparmiare tempo. Ho dedicato qualche secondo a ogni Facebook-friend per decidere se tenerlo o cancellarlo dalla mia lista di amici (oltre 600). Poi ho pubblicato un aggiornamento di stato con un messaggio in cui spiegavo che no, almeno io non me la sento di dirmi amico di centinaia di persone, e che quindi ne avrei cancellate molte.

Consiglio a tutti di fare lo stesso. È una questione di chiarezza.

Ecco il mio messaggio, pubblicato ieri 10 luglio 2018...



Secondo me fra le cose che puoi aspettarti da un amico c’è il fatto che sia interessato agli eventi della tua vita e a tutte le cose di cui vuole renderti partecipe.

Se sei su Facebook, può darsi che questo sia il tuo principale mezzo per comunicare con amici che non vedi spesso. Quindi se sono tuo amico su Facebook, hai ragione di aspettarti che io guardi o ascolti i tuoi post.
Infatti che amico sono se rischio di perdermi le tue notizie, magari importanti, sia belle che brutte, e che presupporrebbero da parte mia congratulazioni o parole di cordoglio?

Insomma, secondo me presuppone un impegno, il considerarsi amico di qualcuno (non importa se su Facebook o altro luogo).

Se mi rendo conto di non essere davvero amico di una persona, e che quindi seguire le sue notizie non è una priorità, credo che cancellarla dalla lista di amici di Facebook sia un segno di rispetto, di trasparenza. Significa non volerla illudere di un rapporto che in realtà non c'è.

Questo farò a breve, rimanendo con poche decine di amici, per poter coerentemente dedicare a Facebook pochi minuti al giorno. Essere amico di centinaia di persone, almeno per me, è impossibile.

Quindi chi verrà cancellato sappia che è una questione di tempo e non di antipatia nei suoi confronti (magari in certi casi anche, ma insomma non necessariamente).

Comunque tutti (tranne le persone che ho bloccato, chiaramente) possono comunicare con me in chat se necessario, e seguire i miei post pubblici (che sono la maggioranza) andando sulla pagina del mio profilo e cliccando su "Segui"… e anche cliccando “Mi piace” sulle 3 pagine che gestisco, e cioè “Psicoperformance”, “Valdarno Salute e Fisioterapia” e Umanitamtam, di cui metto i link nel primo commento di questo video.

E, con l'occasione, ecco i link:

Pagina "Psicoperformance":
https://www.facebook.com/Psicoperformance/

Pagina "Valdarno Salute e Fisioterapia":
https://www.facebook.com/valdarnosalutefisioterapia/

Pagina "Umanitàmtàm":
https://www.facebook.com/umanitamtam/


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Ripeto, se anche tu hai centinaia di persone nella tua lista di Facebook, ti consiglio di fare qualcosa di simile. Perché sì, anche su Facebook "amico" dovrebbe significare proprio "amico" (e no, avere tanti amici su Facebook non può essere un buon modo per pubblicizzare la tua azienda). Ho parlato di questo nell'articolo intitolato "Amicizia agli amici, anche su Facebook".

30 dicembre 2017

Malaspeak - Puntata 20



Non acquistare braccialetti luminosi.
La loro produzione, come quella di tutte le cose, comporta inquinamento.

Non usare petardi in città,
perché spaventano i cani.
Anche i fuochi d’artificio rumorosi andrebbero aboliti.
Beh, anche quelli non rumorosi.
Insomma, non acquistare nulla di inutile. Ad esempio vestiti.
Occhio all’eticità dei vestiti troppo economici.

Possibile cancellazione a sorpresa dell’account Facebook - come minimizzare i problemi.
Se sei un utente Facebook potrebbe capitare, com’è successo a molte persone, che il tuo account venga cancellato senza apparente motivo, e senza che tu sia stato segnalato per la violazione di alcuna regola. Strano ma vero. Matto ma vero. E non c’è modo di recuperarlo, perché l’assistenza FB praticamente non esiste, e quando esiste non pare dotata di grande competenza né intelligenza.
Se ti accade questo inconveniente, non perdi per sempre le foto e i filmati, perché le avrai salvate su un hard disk, immagino. Perdi però le tue chat (magari non te ne importa nulla) e il tuo diario (nel quale forse hai scritto cose che volevi conservare, proprio come i vecchi diari cartacei). Come non perdere i dati del tuo diario Facebook? Lo strumento di backup attualmente fa abbastanza schifo. Comunque ogni volta che scrivi qualcosa sulla tua bacheca che vuoi conservare, puoi copiarla e incollarla su un tuo blog, magari protetto da password e non indicizzato da Google. Quello sì, è facilmente scaricabile.
Altro problema che potrebbe presentarsi è l’impossibilità di accedere a un servizio a pagamento (ad es. un servizio di musica, tipo Spotify) per iscriverti al quale hai usato il tuo account Facebook. Magari hai pagato ad esempio una quota mensile, e non riesci ad accedere, perché il tuo account FB è stato cancellato. Ecco perché per gli altri servizi web, specialmente quelli a pagamento, non devi iscriverti usando il tuo account Facebook. Fai un’iscrizione con la tua email e una password.

La religione non rende più altruisti
Nel 2015 sulla rivista scientifica Current Biology è stato pubblicato uno studio che si occupa del rapporto tra religione e pro socialità. Dai risultati si evince che l'educazione religiosa sembra scoraggiare la generosità spontanea e aumentare le tendenze punitive. Ne parla Il Post in questo articolo.
Link dello studio:
http://www.cell.com/current-biology/abstract/S0960-9822(15)01167-7

Tante persone denigrano i politici in quanto corrotti. Ma se si prova a corrompere loro cosa succede? Succede che si capisce che l’hanno coi politici perché invidiano la loro possibilità di essere corrotti. Link all’esperimento:
https://www.facebook.com/theshowisyou/videos/1905085933059074/

Alle elezioni politiche non devi dare il voto utile
Devi votare il partito che ti piace di più. Non badare al fatto che non ha consensi sufficienti per vincere le elezioni. Lo scopo del tuo voto non è vincere le elezioni. Sei semplicemente chiamato a votare il partito che preferisci. Del resto, se la maggior parte degli italiani vota un altro partito, è giusto che quello per il quale voti perda.

E le altre puntate di Malaspeak?
Qui.

10 giugno 2017

Webmaster sedicente amico: non fidarti

C'era una volta un webmaster, webdesigner e webmarketer, che qui chiamerò Nino, che si diceva mio amico.
Avevo accettato e ricambiato questo suo atteggiamento, tanto che nonostante il rapporto di lavoro a dir poco zoppicante che stava andando avanti da un bel po' (e che però non era drasticamente peggiorato come negli ultimi tempi), oltre a procurargli una cliente nel 2014 gli avevo anche fatto pubblicità su questo blog con un articolo (ora rimosso), dove scrivevo:

Vuoi che qualcuno realizzi per te un sito Internet o un blog di qualità e ciò nonostante spendere poco, pochissimo?
Parlando di siti Internet web a un professionista, ma anche a un blogger che scrive per divertimento e che comunque ci tenga a una buona grafica e a una buona funzionalità, spesso viene consigliato Wordpress, e quasi mai Blogger, quest'ultimo considerato una piattaforma di serie B.
Blogger piattaforma di serie B ?
Non se in mano a [azienda di mio allora webmaster] il team di web designer e webmaster presieduto dal mio amico Nino, specializzato nel creare siti con Blogger.
[...]
Dando un'occhiata al portfolio di [nome azienda] potresti stupirti sul fatto che certi siti da loro realizzati siano stati fatti con Blogger. Addirittura con Blogger sono riusciti a fare anche degli e-commerce!
Se sai già come vuoi la tua pagina web, puoi comunicarlo a parole o con un disegno, e [nome azienda] realizzerà un prototipo e poi segue eventuali indicazioni per modifiche successive.
Se non hai un'idea su come dovrebbe essere fatto un sito per essere efficace agli occhi dei naviganti, potrai affidarti direttamente alla creatività dello staff.
I prezzi di realizzazione del sito sono assolutamente concorrenziali, e a proposito di risparmio, lo spazio web è offerto da Google!
Questo comporta come unica spesa annuale quella del dominio. Una spesa minore di 10 euro all'anno anziché una spesa di 30-50 euro all'anno. Fra l'altro, cosa di cui non molti sono a conoscenza, puoi acquistare il dominio da un Registrar diverso da Google.
Potrai ricevere assistenza per tutto quello che riguarda l'acquisto del dominio, il suo allacciamento al sito e ogni altro aspetto tecnico, e sarai messo in condizioni di aggiornare autonomamente e facilmente i tuoi articoli e le tue pagine.
Il team di [nome azienda] si occupa anche di creazioni di Loghi, altri lavori di grafica, web marketing e realizzazione di volantini e brochure, sempre a prezzi supervantaggiosi.
[...]

Avevo ingaggiato Nino per creare alcuni miei siti web e per fare delle modifiche ad altri. La sua voce rassicurante, il suo modo di parlare educato gentile, i prezzi bassi che mi aveva proposto, il fatto che mi fosse stato presentato da una persona fidata avevano fatto sì che io fossi comprensivo nei suoi confronti, che gli perdonassi il ritardo con cui rispondeva alle mie email, che gli perdonassi i bidoni che mi dava a volte quando avremmo dovuto trovarci per una chiamata Skype, e che soprattutto gli perdonassi i lavori non ancora eseguiti o non finiti. Concordati, pagati con fiducia in anticipo, ma rimasti in sospeso.

Nino mi aveva detto che era oberato dal lavoro per un grosso progetto ed era subissato da richieste di grandi clienti e quindi aveva poco tempo per me... dimenticando che, pur da piccolo cliente, io l'avevo pagato.

Ancora prima mi aveva detto che i ritmi di lavoro che aveva a un certo punto lo stavano soffocando e allora si era imposto di non dedicare il week-end al lavoro, ma "alla vita" (parole sue).

Questa storia è andata avanti zoppicando per anni, con siti fatti bene a metà, richieste di modifiche concordate e mai eseguite, errori riscontrati nella versione da smartphone e mai corretti...
Sì, per anni. Volevo vedere il punto a cui sarebbe stato in grado di spingersi, con le foto che comparivano ogni tanto sul suo diario Facebook e che lo ritraevano in momenti di svago mentre i miei siti rimanevano in attesa di essere finiti/riparati, compreso quello che avevo regalato a mio babbo per Natale.

Dopo l'ennesima email che tardava ad avere una risposta, gli telefonai. Mi disse che era costretto ad abbandonare definitivamente il lavoro sui miei siti, perché proprio non ce l'avrebbe fatta, e mi suggerì di scrivergli un'email nella quale avrei quantificato un rimborso dettagliato per i lavori non fatti.


E così, il 21 novembre 2016, gli scrissi...


Ciao.
Visto che hai deciso di non assistermi più e di parlare di rimborsi, provo a fare una mia valutazione.
1)
Il sito di mio babbo
[...] funziona male, per i motivi che ti ho già spiegato. Non qui non si tratta di modifiche non concordate, ma di sito fatto male.
Per cui parlando di rimborso credo sia giusto un rimborso dell'intero importo di 150 €
2)
Sito [...]
nella versione responsive il form dei contatti non ha mai funzionato come ti avevo chiesto, visto che a differenza delal versione web iscrive a una sola mailing list. Quindi ogni volta che qualcuno si
iscrive da lì devo iscriverlo manualmente all'altra mailing list.
Rimborso: fai tu
3)
[altro sito]
Vedi allegato.
Rimborso: non mi torna il ragionamento che hai fatto, perché come sai meglio di me in giro non ci sono webmaster blogger.com. Quindi a causa del fatto che non hai corretto questi difetti nonostante fosse concordato, questi difetti sono destinati a rimanere e quindi il sito è da buttare via e da rifare. Quindi anche questo rimborso dovrebbe secondo me essere completo, e cioè di 150 + 50 euro = 200 euro che in totale ti detti.
4)
[altro sito]
Mi hai consegnato un sito senza avvertirmi che il backup doveva essere fatto in maniera diversa da come indicato nel suo pannello di controllo. Ho provato a contattarti per sapere come fare per modificarlo e, non ricevendo risposta e avendone l'esigenza, ho provato a farlo io, facendo danno pur seguendo le indicazioni a mia disposizione.
La responsabilità di questo danno è quindi secondo me tua. Non potendo tu intervenire per ristabilire il sito, questo è quindi da cestinare e rifare da zero.
Quindi anche questo rimborso dovrebbe secondo me essere completo, e cioè pari ai 150 euro totali che ti detti.
5)
Patema d'animo per le non-risposte e per le promesse non mantenute e per la perdita di tempo:
Non quantificabile. Fai tu.
Ho fatto questo prospetto e questa quantificazione non perché mi aspetto che tu mi rimborserai per quelle cifre (giusto un presentimento). Semplicemente mi hai chiesto cosa penso, e io sono lieto di dirtelo nel dettaglio.
E siccome non ho voglia di discutere con te, il riassunto di tutto è: fai tu.
mio paypal:
[...]
Mia PostePay:
[...]
Ciao
Marco


Per più di 2 mesi e mezzo, nessuna risposta. Così gli scrissi una nuova email, il 9 febbraio 2017...


Nino, potresti dirmi il motivo per il quale non ho ricevuto alcuna risposta all'email che tu mi hai suggerito di mandarti sul rimborso da te ideato?
Ciao
Marco


Sua risposta di 5 giorni dopo:


Ciao Marco,
scusami se rispondo solo adesso,
dirti che sono strato stra-preso è poco, ma chi di noi non lo è...
Si, ho "ideato" io la richiesta di richiesta di rimborso, perché lo ritenevo corretto, ma a mio avviso la tua analisi è quantomeno discutibili per non dire totalmente sbagliata.
Il mio rimborso era da intendersi come «se ho omesso delle modifiche, dall'ultimo lavoro prodotto, fammi sapere», questa si è tramutata in una mail che contiene "cose mostruose", il punto 4 su tutte...
Non continuo perché so che la situazione si trascinerebbe verso una deriva di sicuro poco simpatica.
Uno "scusa" sincero se ti ho creato disagio ma rifiuto la tua richiesta.
Ciao
[firma con la sua iniziale]


Mia risposta del giorno stesso (14 febbraio):


Anche io ho poca voglia di una deriva poco simpatica (anche se il tuo considerare "mostruose" considerazioni che ho argomentato in maniera razionale tanto simpatico non è).
Quindi rifiutando tu la mia richiesta come prevedevo, valuta tu il rimborso da fare e buonanotte.
Ciao
Marco


Nessuna sua risposta. Dopo altri 2 mesi e mezzo, provo a riscrivergli:


Visto che sono passati 2 mesi e mezzo senza che tu mi abbia risposto, mi pare lecito scriverti per chiederti: sei passato dal volermi dare un rimborso al volermi non dare più nulla, neanche un rimborso a piacere tuo, come da me suggerito?
Ciao
Marco


Sua risposta del giorno dopo:


Ciao Marco,
mi spiace seriamente per la brutta piega presa dal nostro rapporto lavorativo e umano.
Si, penso di non volerti riconoscere alcun rimborso (che tu quantificavi in oltre/circa 500€).
Questo senza alcuna cattiveria ma semplicemente, perché così messa, sembra quasi una pretesa (tra l'altro, a mio avviso, ingiustificata ed esosa).
Mi prendo le mie di responsabilità per la "scomparsa" ma è più che giustificata, credimi, da questioni lavorative e di vita che mi hanno distratto dal resto.
Mi riconosco sicuramente la colpa di non aver mai "concettualizzato" nulla con te, ad oggi non ci ritroveremmo a dire "mi devi, ti devo".
Fin quando potuto, penso di aver fatto il massimo per poterti soddisfare, meglio non avrei saputo fare.
Mi scuso per tutto il disagio che ti ho causato.


Mia risposta del giorno stesso:


Ciao Nino.
Mi pare di aver usato la massima gentilezza e di aver semplicemente risposto alla tua domanda di quantificazione, e di aver elencato anche il motivo di ciascuna voce, premettendo fra l'altro che il mio scopo era essere sincero e non avere davvero quella somma, in quanto già immaginavo che me l'avresti rifiutata.
In seconda istanza ti ho lasciato la libertà di rimborsarmi quanto tu credessi giusto. Questo proprio per eliminare qualsiasi tono di conflitto. Non so, secondo te, in quale altro modo mi sarei dovuto comportare per essere più diplomatico.
Non metto in dubbio il fatto che la tua "scomparsa" sia giustificata.
Ma non credi che quando si viene pagati per un lavoro che non si può ultimare si dovrebbe restituire almeno una parte di quanto incassato, se è proprio vero che ti dispiace per questa brutta piega?
Marco


No, Nino non crede, visto che dopo più di un mese non mi ha risposto.
Al posto di lavorare per me come concordato o rimborsarmi per il lavoro non fatto, preferisce semplicemente scusarsi.
E sembra essere convinto che pretendere di essere rimborsato per lavori non fatti sia un atteggiamento che merita il decadimento del diritto al rimborso.


QUINDI


Occhio ai webmaster. Anche se sono stati presentati da persone fidate. Non è il primo, nella mia esperienza che si atteggia ad amico, si fa pagare e poi non esegue i lavori concordati. Ebbene sì, ci sono cascato più di una volta, nella trappola del webmaster sedicente amico.
Ma da adesso in poi si scrive in maniera ordinata quello che dev'esser fatto, dettagliando i costi, si scrive entro quale data ogni lavoro dev'essere consegnato e le penali nel caso in cui il lavoro non venga eseguito nei tempi concordati.

E il pagamento anticipato? È proponibile non farlo?

Mi rendo conto che esistono clienti che non hanno pagato i lavori, e che quindi la colopa può essere dall'altra parte.

Forse la cosa migliore è pagare il 50% del lavoro dopo che metà lavoro è stato finito, poi un altro 30% quando il lavoro è quasi finito, e un rimanente 20% quando è stato completato? Se vuoi scrivimi cosa pensi nei commenti.

05 marzo 2017

Amicizia agli amici, anche su Facebook

(L'articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale)

Come cambia l'atteggiamento nei rapporti interpersonali da offline a online? Per me zero. Per molti altri, invece, molto. Moltissimo.

Ad esempio è ben noto il fenomeno che vede come protagonisti migliaia di utenti che aggrediscono con feroce ferocia i loro interlocutori online, atteggiandosi ben diversamente da come farebbero dal vivo (ignorando che una frase sarcastica è una frase sarcastica, un invito a tacere è un invito a tacere, un insulto è un insulto, indipendentemente dalla forma verbale o scritta). Fenomeno talmente noto che ha anche un nome: "leoni da tastiera".

Molto meno noto è invece un errore analogo, secondo me quasi altrettanto grave, che riguarda la richiesta di amicizia su Facebook.

Immagina una persona che sta esponendo a un gruppo di amici un suo problema fisico, o relazionale, finanziario, o legale, o qualunque altra cosa che non direbbe mai a un pubblico qualsiasi; se tu la conoscessi solo di vista certo non ti parrebbe opportuno infilarti in quel gruppo e dire "Ciao! Come va? Stavi dicendo? Posso ascoltare anch'io, vero?".

Quel che mettiamo sul proprio diario non sono parole, foto o video buttati là, in pasto al web, indirizzate a non si sa bene chi. A seconda della scelta di pubblicazione, posso decidere di rendere visibile quell'aggiornamento di stato a tutti (anche chi non è mio amico) oppure solamente agli amici (oppure a specifiche liste di persone, o escludendo qualcuno, etc, ma per lo scopo di questo articolo non c'è bisogno di entrare nel dettaglio).

Se non sei mio Facebook-friend puoi comunque chattare con me e vedere i miei messaggi pubblici. Dunque...

quando è opportuno essere amici su Facebook?

Semplicemente quando siamo amici davvero.

...Oppure quando, pur conoscendoci da poco tempo, abbiamo motivo di pensare che ci siano i presupposti per diventarlo da subito. O per atteggiarsi come amici da subito in via sperimentale.

Chiedendo a una persona l'amicizia, le chiedi la possibilità di vedere i messaggi che per qualche motivo solo una cerchia di persone selezionate può vedere. Ricordati quindi di non fare questa richiesta a cuor leggero. Sarebbe da sfacciati.
Fallo solo se credi che quella persona voglia o abbia un qualche motivo di renderti partecipe delle sue esternazioni che solo agli amici ha voglia di dire.
Per lo stesso motivo, non rimanerci troppo male se non accetta la tua richiesta: non significa che non possiate essere comunque in ottimi rapporti. Potrebbe ad esempio aver predisposto il tasto "Segui" nella pagina del suo profilo, che serve a ricevere in bacheca gli aggiornamenti di stato che contrassegnerà come visibili da tutti. Se clicchi su "Segui", l'utente ne riceverà notizia e magari anche lui cliccherà sul tuo pulsante "Segui". Ricevere vicendevolmente tali aggiornamenti può essere un modo per iniziare a conoscersi, avere occasione di dialogare attraverso i commenti e in chat, per poter magari diventare amici in futuro.

Per quanto mi riguarda, puoi farti un'idea del mio atteggiamento nei confronti dei nuovi ipotetici amici leggendo il mio articolo intitolato "Vuoi essere mio amico? Ne sei sicuro?".

Altra occasione in cui non devi rimanere male è quando scopri che un utente, pur non avendo litigato con te e pur non avendoti manifestato esplicitamente un problema nel vostro rapporto, ti cancella dagli amici.
È quello che talvolta ho fatto quando ho notato assenza di interazione (del resto, con tutte le centinaia o migliaia di amici che tanti hanno, come si fa a star dietro a tutti? Ne ho parlato in questo video)... cioè quando l'utente non invia mai aggiornamenti di stato con cui mi tiene aggiornato sulle sue novità e non commenta o non clicca mai "mi piace" o altra reazione sui miei post (ne ho parlato in quest'altro video). Oppure quando ho notato che fra i nostri interessi, i nostri valori e le nostre opinioni c'è un divario talmente grande che essere in contatto non ha granché senso.

Insomma, non c'è nulla di orribile nel non essere amici su Facebook. La maggior parte degli utenti Facebook ha centinaia di amici. Ma com'è possibile essere amici di centinaia di persone? Come gestire centinaia di amicizie? Qualcuno trascuri per forza... addirittura in passato (quando gestivo Facebook in maniera diversa da adesso) mi è successo di vedere un mio FB-friend e di pensare "Ma questo chi è?".

E che dire di chi chiede l'amicizia per far avere visibilità alla propria attività commerciale? Ne ho parlato in questo articolo; riassumendo-riassumendo: è un uso improprio di Facebook e della parola "amicizia", e pertanto non ti fa fare bella figura. Si può usare Facebook per farsi pubblicità, ma attraverso una pagina FB aziendale, non attraverso un profilo personale.

09 dicembre 2016

Se nessuno si fa vivo (su Facebook) per sapere come va

Pochi minuti fa ho letto questo aggiornamento di stato di una mia FB-friend:

"Se non mi faccio viva io non c'è dubbio che qualcuno a parte forse due persone in croce chiedano se sono no viva. ...Che tristezza"

Formulo la mia risposta, nella quale do per scontato che facesse riferimento a amici o presunti tali iscritti a Facebook. Se così non è, vorrà dire che avrò scritto questo articolo per un caso immaginario, che comunque può essere uno spunto di riflessione... Buona lettura...
 
Stando allo scopo per il quale è stato concepito Facebook, può darsi che una persona non si faccia viva con domande del tipo "Come va?" perché dà per scontata questa domanda per il fatto di seguirti su questo social network. Infatti Facebook è nato come diario da far sbirciare ai nostri amici per condividere con loro le nostre novità, quindi se una persona accetta o chiede la tua amicizia dovrebbe significare che è interessato a te.

Dovrebbe, certo. Ho usato il condizionale perché, com'è noto, purtroppo Facebook viene usato quasi sempre impropriamente: si mette nella propria lista di amici anche persone che veri amici non sono, o addirittura persone che si conosce appena, e li si lascia lì senza che ci sia una interazione per anni, fino a dimenticare chi sono e a non salutarli più se li si incontra dal vivo.
Come rimediare? Pubblicando durante l'anno molti aggiornamenti di stato che riguardano la tua vita e vedendo quante persone commentano o cliccano "Mi piace" o altra reazione.

Se un FB-friend non lo fa mai, puoi ipotizzare che:

1) forse controlla raramente Facebook, magari si è creato un account solo per l'eventuale bisogno di chattare;
2) forse non gli importa granché di te, e ha chiesto/accettato l'amicizia tanto per fare;
3) forse legge con interesse ciò che scrivi, ma non sa come commentare.

Rifletti su quale fra queste ipotesi è quella più probabile, e decidi di conseguenza se mantenere questa persona fra i tuoi amici oppure cancellarla.

Se hai centinaia di amici, seguire questo consiglio significherà probabilmente eliminare molti amici dalla tua lista. La conseguenza non sarà una sensazione di maggiore solitudine. Piuttosto, avrai la sensazione di parlare a persone che ti ascoltano, e avrai chiaro quante sono veramente.

Dopo di che in futuro ti consiglio di:

- includere fra i tuoi amici qualcuno non tanto per fare, ma solo se ritieni ci sia una buona probabilità che si tratti di una persona adatta a essere tua amica
- eseguire ogni anno, in base alle interazioni, una "pulizia" come descritto sopra.


Concludo ricordandoti che rimanere in contatto per mezzo di un qualsiasi strumento è una bella cosa, a patto che l'uso di questo strumento sia piacevole. È un vero peccato, ad esempio, portare una persona a non seguirci su Facebook a causa dell'uso improprio che facciamo. In effetti all'elenco numerato che ho scritto sopra si potrebbe aggiungere un'ipotesi numero 5, e cioè "La persona magari ti vuole bene e sarebbe interessata a seguirti, ma a causa di come usi Facebook seguirti è troppo noioso".
 

04 dicembre 2016

Come riconoscere un sito clickbaiting / bufalaro

È accaduto di nuovo. Una FB-friend condivide su Facebook un link di un articolo sensazionalistico, altri utenti commentano facendole notare che si tratta di una bufala, e... nessuna cancellazione del post.

Chiedo cosa aspetta a cancellarlo.

Mi risponde che nel suo diario scrive quello che le pare. Poi dice che uno è libero di credere a quello che vuole. Due utenti la difendono.

Sì, uno è libero di credere quello che vuole, anche nelle falsità più evidenti, ma non dovrebbe sentirsi libero di fare disinformazione (neanche sul proprio diario), che costituisce un danno per chi legge.

Dopo lo scambio di qualche altra battuta, in una delle quali spiego che il link in questione appartiene a un tipico sito di clickbaiting, mi chiede:

"come faccio a riconoscere che si tratta, con certezza, del tipico sito clickbaiting come dici tu??"

Ero convinto che si trovasse un qualche articolo sul web cercando "Come riconoscere un sito clickbaiting", ma pare di no.

Quindi, nel solito spirito di questo blog, così come delle discussioni su FB a cui partecipo e che superano una certa lunghezza (destinate a essere riciclate come materiale per i miei articoli), rispondo qui, affinché possa essere utile anche ad altri lettori.

(Aggiornamento: anche le Iene possono aiutarti a farti un'idea del fenomeno e darti dei consigli in merito: guarda questo servizio con Andrea Viviani che ha fatto fare un esperimento bufalaro su sé stesso)

Un sito di clickbaiting (non solo come dico io... semplicemente si chiama così un sito nato con lo scopo di attirare click con l'inganno per guadagnare con la pubblicità) è sempre un sito bufalaro, e cioè un sito che pubblica notizie false (dette anche all'inglese "fake news") oppure raccontate in maniera pesantemente tendenziosa, omettendo alcuni aspetti ed esasperandone altri, con l'evidente scopo di far cadere il lettore non attentissimo nel tranello di una interpretazione decisamente aberrata della verità e spingerlo alla diffusione per il clamore suscitato. Vale anche il viceversa? No, un sito bufalaro non è sempre un sito di clickbaiting (quindi non sempre c'è pubblicità), ma bisogna in ogni caso evitare di diffonderne i contenuti, se non per sbugiardarli. Quindi meglio spiegare non tanto come riconoscere i siti di clickbaiting, quanto in generale come riconoscere i siti di fake news.

Chi ha un po' di esperienza di navigazione riconosce subito a naso un sito che fa disinformazione. Se non hai abbastanza esperienza, puoi comunque riuscirci basandoti su vari indizi che emergono analizzando l'articolo, ma spesso è sufficiente anche leggere il titolo. Ecco i tipici indizi:
  • dopo una ricerca sul web con alcune delle parole principali inerenti all'argomento trattato insieme con la parola "bufala", noti che ci sono uno o più siti antibufala che sbugiardano l'articolo in questione
  • la notizia non è menzionata da alcuna testata giornalistica (né vicina al governo, né vicina all'opposizione, né indipendente), se non per essere smentita
  • i titoli degli articoli sono sensazionalistici mentre gli articoli, quando le notizie, se non completamente inventate, hanno un'importanza nettamente più blanda rispetto a quanto il titolo faceva presagire
  • la notizia descritta non ha riferimenti che possano far risalire ai dettagli del fatto (ad es. non indica data né luogo)
  • il sito è pieno di notizie già in passato smascherate come bufale (anche se in un sussulto di psichedelica fantasia volessimo supporre che gli autori erano in buona fede nel pubblicarle, si può notare come a tutt'oggi non siano state cancellate, quindi la malafede è acclarata in quanto è impossibile che non siano venuti a saperlo... e anche se così fosse... beh, si tratterebbe di bufalari involontari, ma pur sempre persone inaffidabili)
  • è lo stesso autore del sito a dichiarare, generalmente nel piè di pagina, che il sito "potrebbe" avere notizie inventate, con un avvertimento del tipo "questo è un sito satirico e quindi alcuni articoli contenuti in esso non corrispondono alla veridicità dei fatti"
  • il sito è elencato nella blacklist di bufale.net (vedi http://www.bufale.net/home/the-black-list-la-lista-nera-del-web/) o nella blacklist di BUTAC (vedi http://www.butac.it/the-black-list/)
    Riguardo quest'ultimo punto, ogni tanto un utente se ne esce con la solita insinuazione superficiale, del tipo "E quei siti antibufala? Come fai a sapere che non sono anche quelli bufalari?"

    Risposta: che noia. Per accorgersene basta leggere i loro articoli, che non contengono semplicemente affermazioni del tipo "questa notizia è falsa". Sono ragionati e, a differenza di chi fa disinformazione, citano le fonti e spiegano chiaramente perché una notizia è falsa o raccontata in maniera scorretta, e quindi da non condividere. In rari casi le argomentazioni riguardando lo sbufalamento di un singolo articolo potrebbero non trovarti d'accordo, ma almeno hai la possibilià, appunto, di farti una tua idea soppesando i dati a disposizione.

    Aggiornamento (sì, c'è un aggiornamento ancora prima della pubblicazione dell'articolo, perché si tratta di una cosa accaduta dopo l'inizio e prima della fine della sua stesura): la FB-friend ha cancellato il post. Questo fatto mi ricorda un'altra lieta notizia che documentai alla fine di quest'altro articolo.

    11 ottobre 2016

    Ha fatto bene a sbagliare apposta il rigore che non c'era? Certo che sì!

    In questo articolo di Eurosport.com pubblicato l'altro ieri Stefano Dolci ha reso onore a un ragazzo di 13 anni che, dovendo battere un rigore concesso erroneamente dall'arbitro, l'ha sbagliato apposta calciando la palla fuori.

    Il suo allenatore si è mostrato d'accordo con lui, i giocatori della squadra avversaria l'hanno applaudito e il loro allenatore dopo la partita ha inviato a lui e ai suoi compagni un messaggio di grande apprezzamento.

    Ci sono stati commentatori che hanno apprezzato il piccolo calciatore, altri che hanno fatto banali battute su giocatori di serie A dal comportamento opposto, altri che hanno sminuito la cosa osservando che quella squadra già stava vincendo (1 a 0), e poi...

    ...E poi c'è stato un commentatore che ha scritto una roba che dovrebbe far riflettere. Perché la roba che ha scritto è un esempio di cosa non si dovrebbe insegnare o divulgare nel mondo dello sport come in qualsiasi altro campo.

    Ha scritto che il ragazzo non ha fatto bene, perché "Nel calcio gli errori dell'arbitro ci stanno, bisogna accettarli", e che dovendosi comportare come lui bisognerebbe fare lo stesso per ogni altro errore arbitrale, e si finirebbe per arbitrarsi da sé.

    Questo commentatore non è l'unico a pensarla in questo modo. Lo si vede dai due "mi piace" che ha ottenuto, da altri commenti simili che ho letto e soprattutto dal modo in cui tante persone pensano e si comportano.

    La mia non è una trita e ritrita critica alla disonestà, ma alla disonestà mischiata alla rassegnazione.

    Il commentatore ha giustificato la sua tesi dicendo che se diamo ragione al ragazzo che ha fatto questo gesto di onestà allora saremmo costretti a essere onesti sempre. Che sciagura! Che condanna orrenda e che mondo invivibile, essere onesti sempre!
    Io invece, guarda un po', non vedo assolutamente il problema. Ci sono momenti in cui il potere è in mano a qualcun altro (ad esempio quando l'arbitro fischia contro di te), e ci sono momenti in cui il potere è nelle tue mano (ad esempio quando l'arbitro fischia a favore della tua squadra e tu stai per battere un rigore). L'etica vuole che quando il potere è nelle tue mani, tu lo usi secondo giustizia.

    E allora, ricordando gli esempi portati da questo commentatore, bisognerebbe fare lo stesso con i falli laterai invertiti, calci d'angolo inesistenti, etc?

    Certo che sì. Certo che l'onestà andrebbe applicata sempre. In questo può vedere una complicazione solo chi all'onestà non ha fatto abbastanza l'abitudine, e tristemente ritiene che in certi casi possa essere troppa.

    Se poi si vede che a favore dell'altra squadra ci sono stati errori arbitrali non seguiti dallo stesso fair-play e si ritiene che errori analoghi a favore nostro li compensino, questo è un altro discorso. L'importante è avere un'etica integra, cioè che ci suggerisce lo stesso comportamento che riterremmo accettabile nel caso fossimo dall'altra parte della barricata... Oh, pardon, mi è venuto da scrivere "barricata" per via del contesto a cui mi ha fatto pensare la rassegnata mentalità di quel commentatore che accetta la disonestà come necessaria. Volevo semplicemente dire "nel caso fossimo l'altra persona", ecco.

    E tu, quando ti viene concesso un rigore che non c'è, lo sbagli apposta? Spero di sì per te, per le persone che ti stanno accanto ogni giorni e per quelle che incontri per caso. Lo spero non solo per l'esito dei singoli episodi, ma perché sia la disonestà che l'onestà, è bene prenderne coscienza, sono contagiose. E per il bene di tutti, fra le due è decisamente meglio diffondere la seconda.

    Aggiunta del 13 aprile 2018:

    Un episodio simile è avvenuto qualche giorno fa: un piccolo calciatore di 8 anni, portiere dell'A.S.D. Borogvercelli, ha detto all'arbitro di non annullare il goal che aveva appena subito, in quando valido. Il bimbo è stato per questo premiato dal Questore di Vercelli durante una cerimonia ufficiale.

    14 settembre 2016

    Un'alternativa all'amicizia su Facebook: "Segui"

    Su Facebook c'è un limite al numero di amici che si può avere.

    Questo, di primo acchito, a qualcuno potrebbe dispiacere. Ma se ci pensi bene... Esistono al mondo persone che davvero hanno più di... (...sforzo la mia immaginazione per dire un numero più alto possibile...) ...più di 80-90 amici?


    Nota per gli sprovveduti che chiedono l'amicizia come strategia per trovare clienti o affiliati ai MultiLevel Marketing: se prima di decidere di accettare la tua amicizia una persona che non ti conosce dà un'occhiata al tuo profilo e capisce lo squallido motivo per cui l'hai contattata, dopo aver cliccato su "elimina richiesta" può cliccare sul tasto "spam" che compare subito dopo, e dopo un po' di volte che questo accade il tuo account verrà eliminato.
    Le richieste di amicizia devono essere inviate alle persone che si conoscono bene: amici, parenti, colleghi, e devono essere persone con cui hai ottimi rapporti.

    Molti pensano:

    E va beh, lo sanno tutti che quella su Facebook non è esattamente amicizia... Chiedere e dare l'amicizia su Facebook è un modo per rimanere in contatto anche fra persone che semplicemente abbiamo in simpatia o che abbiamo appena conosciuto e intuiamo sarebbe buona cosa conoscere meglio! Non fare il pignolo con le parole... Se Facebook ha utilizzato la parola "amicizia" in maniera un po' impropria non vuol dire che tu non lo debba usare come lo usano tutti gli altri!

    E però no, no, oh, no: non basta mettere in una frase l'espressione "buon senso" per aver ragione. ...Così come per essere nel giusto non basta fare come fanno molti altri (non tutti, per fortuna).

    Io dico

    Anvedi o

    una squadra di programmatori crea un social network, te e un'altra marea di persone sbagliate a usarlo (non perché vi sfugge un aspetto tecnico, ma il significato di "amicizia"), e siccome voi fraintenditori siete in tanti allora la colpa è dei programmatori?? Ma cosa vi frulla nel cervello?

    Comunque

    ti do una notizia che può essere che non sai: se desideri ricevere aggiornamenti di una persona che trovi interessante, ma che non conosci personalmente, anziché chiedere l'amicizia la potresti seguire.

    Seguire... E cioè?

    Dopo aver cliccato "Segui" sulla sua pagina-profilo di un utente, i suoi post verranno mostrati nella tua bacheca, esattamente come i post dei tuoi amici...

    ...A patto che si tratti di post indicati da quella persona come "pubblici" anziché riservati agli amici o altra lista specifica.

    Il tasto "segui" è eventualmente presente vicino al tasto "Aggiungi agli amici". Dopo averlo cliccato la sua scritta diventa "Segui già", e compare un menù a tendina in cui devi cliccare "mostra per primi" se ti interessa dare priorità ai post di questa persona che ritieni interessante.


    Se poi ogni volta che questa persona mette su FB un post pubblico vuoi ricevere una notifica (uno di quei numerini con sfondo rosso che compaiono in alto a destra sull'icona del globo), allora devi cliccare sui tre puntini accanto a "Messaggio" e poi, sul menù a tendina che appare, su "Ricevi le notifiche:


    Nota: ho detto che il tasto "segui" è eventualmente presente, perché a volte non c'è, per scelta dell'utente (vedi apposita pagina di impostazioni). In tal caso è impossibile ricevere in bacheca i suoi aggiornamenti di stato se non si è FB-friend, e per sapere le sue ultime novità (pubbliche) occorre visitare la sua pagina profilo.

    I personaggi pubblici (giornalisti, politici, etc) solitamente predispongono la possibilità di farsi seguire e inviano post pubblici poiché interessa loro che vengano letti da più persone possibili; la stessa cosa, comunque, fanno molti altri utenti in genere quando postano aggiornamenti che ritengono non mettere a rischio la propria privacy.

    ...Esattamente come faccio io.

    Per la chat, discorso simile. Puoi chattare con un utente Facebook anche se non fa parte dei tuoi amici, se (come me e la maggior parte di utenti) non ha modificato questa impostazione (e se non ti ha bloccato, ovviamente).
    Lo so, spesso il primo messaggio di un non-amico non viene notificato con numerino e squillino, viene messo nella sezione "altri", che verrà controllata non si sa quando (io la controllo abbastanza spesso), ma è giusto così. Se proprio hai urgenza che il messaggio venga visto, allora puoi usare impropriamente la richiesta di amicizia per farlo notare. Ma siccome non è detto che il destinatario apra Facebook spesso, se davvero è un messaggio urgente dovresti tentare con altri mezzi.

    Quindi:

    Se siamo già amici, chiedimi pure l'amicizia su Facebook, l'accetterò volentieri.
    Se mi conosci appena, ti sembro una persona simpatica o interessante e pensi ci siano delle verosimili premesse per un'amicizia, vai sul mio profilo e clicca su "Segui". Compariranno nella tua home le mie notizie pubbliche che ti aiuteranno a capire se davvero queste premesse ci sono; in chat contattami pure: compatibilmente coi miei impegni, ti risponderò.
     
    Se sei convintissimo/a che possiamo diventare amici, leggi l'articolo a questa pagina per sapere cosa intendo. Se dopo aver letto questo articolo la tua risposta è sì, chiedimi pure l'amicizia e l'accetrterò volentieri.

    03 settembre 2016

    Social Fixer: utile per ripulire il tuo Facebook, ma...

    In questo articolo di Navigareweb è descritto "SocialFixer", plugin per Firefox e Chrome che consente di modificare il modo in cui l'interfaccia di Facebook si presenta all'utente.

    Il prodotto è molto carino e molte persone, conoscendolo, saranno grate al suo autore pensando a quanto slalom in meno dovranno fare fra i vari post non interessanti. Già, anche a questo serve.

    E proprio questa caratteristica fa soffermare il mio pensiero su un altro aspetto, certo meno immediato rispetto alla comodità di snellire la bacheca, ma più importante dal punto di vista... personale.

    Facebook è un social che mi permette non solo di stare in contatto con le persone che preferisco.

    Mi permette anche di osservare il comportamento di individui e individue che non conosco bene, e che sono miei "Facebook friend" anche se non considero esattamente amici, sempre che non abbiamo seguito entrambi quanto ho detto in "Vuoi essere mio amico? Ne sei sicuro?" (mentre sto scrivendo questo articolo non ho ancora applicato, per i già Fb-friend, il metodo di selezione lì descritto).

    ...Così come mi permette anche di osservare il comportamento di persone che per adesso reputo amici (o a cui ho deciso di dare fiducia in tal senso), e che però si potrebbero smentire da un momento all'altro, suggerendo quindi un depennamento su Facebook e non solo.

    Quindi se sei super-entusiasta di SocialFixer e credi che sia uno strumento perfetto per gestire il tuo universo social personale (dove per "social" non mi riferisco solo al mondo telematico), ti invito a una riflessione. Per quanto riguarda le modifiche all'interfaccia, niente da dire. Per quanto riguarda la selezione dei post, invece...

    È più utile usare uno strumento che nasconde i post stupidi dei tuoi amici, oppure prendere coscienza di quali sono i tuoi amici stupidi e poter decidere di cancellarli o smettere di seguirli?

    Non sto dicendo di bloccarli; potrai sempre chattare con loro, se ce ne sarà bisogno. E loro potranno, se interessati ai tuoi post pubblici, seguirti.
    Se invece saranno interessati ai tuoi post privati... sicuro di volerli mostrare a persone che ritieni poco acute?

    Ho avuto su questo una breve discussione con un FB-friend, che ha mosso la seguente obiezione:

    "eliminando le amicizie si rischia solo di creare ancora più segregazione memetica. Meglio che le idee abbiamo la possibilità di percolare e mescolarsi".

    Secondo questo modo di pensare io dovrei tenermi come FB-friend i peggio bufalari e complottari, perché in questo modo ogni tanto leggerebbero i miei preziosi post e i miei preziosi commenti di smentita alle loro fesserie. No. Esperienza già fatta. Pochissimi di loro, troppo pochi, anche quando capiscono lì per lì, qualche giorno o qualche ora dopo inviano l'ennesimo post del cancro che si cura col bicarbonato o del terremoto coi dati taroccati così il governo non paga le spese di ricostruzione. Quindi basta. Stop. Il lavoro di tenere a bada questa gente lo lascio fare a chi ancora non si è stufato. Io fra un pochino credo procederò con l'epurazione.

    25 agosto 2016

    Dannosi post strappalacrime e simili: non abboccare!

    Ogni tanto su Facebook girano catene di Sant'Antonio del tipo:

    - strappalacrime
    - aizza-rabbia
    - fuffa-allerta
    - proposte sceme
    - implicite accuse di insensibilità a chi non condivide
     
    Lo scopo per il quale probabilmente vengono creati questi post non è quello che capiscono i boccaloni che li diffondono. Ne parlerò alla fine dell'articolo. Prima ti invito a notare alcuni aspetti. 

    Non voglio stavolta richiamare l'attenzione sul fatto che devi controllare con un motore di ricerca la veridicità di una notizia o la plausibilità di una soluzione a un problema, cosa che pure è facile, veloce e doverosa.
    Ti invito a qualcosa di ancora più facile e veloce: osservare come sono scritti questi post. Hanno sempre le stesse caratteristiche. Sono del tipo:

    - Condividi questa candela per solidarietà verso le vittime della recente strage di Pincopallopoli...

    - La pincopallosi è una malattia tremenda; condividi questo messaggio in segno di affetto e rispetto per i malati; il 96% delle persone non lo farà

    - Giulio, un ragazzino ferito in un incidente è morto prima che arrivasse l'ambulanza, ma prima di morire ha dettato a un giornalista lì vicino questo messaggio: mamma, ti voglio bene, perdonami se ti ho risposto male bla bla bla... Diffondi questo messaggio, non cliccare "condividi", ma fai "copia e incolla"

    - Se vuoi abolire le pensioni d'oro dei parlamentari condividi

    - Quest'immigrato che ha malmenato e rapinato una vecchietta dopo l'arresto è stato rilasciato... condividi se sei incazzato

    - Ieri la Polizia di Stato ha comunicato che su WhatsApp un messaggio che si diffonde in automatico ti chiede di cliccare su questo link... non farlo, è una truffa, e se lo fai il credito telefonico ti sarà azzerato. Massima condivisione!!

    Nota che:

    - Si fa appello alla solidarietà verso alcune persone, quando in realtà condividere il messaggio non apporta loro alcun beneficio.

    - Si fa appello al rispetto verso alcune persone, mentre in realtà rispetto significa semplicemente non offendere, e non c'è nessuna mancanza di rispetto nell'evitare di condividere un messaggio inutile.

    - Le storie raccontate sono anonime, quindi palesemente inventate.

    - I messaggi offrono soluzioni facili a problemi grossi, ed è quello di cui il nostro cervello rettile va matto; purtroppo però questo non corrisponde al vero, e un clic per abolire le pensioni d'oro o mettere in carcere una persona ha efficacia non 0,1, ma proprio 0,0. Esattamente come una fiaccolata contro il terrorismo o una firma contro la droga.

    - C'è una trita e ritrita implicita "sfida" con la frase del tipo "Il 96% delle persone non condividerà", uno dei trucchetti persuasivi più patetici che io abbia conosciuto da quando guardavo le pubblicità in TV da bambino a oggi.

    - Nei messaggi di allerta viene citato un comunicato di Polizia di Stato, Protezione Civile o altra istutuzione senza un riferimento a una specifica pagina web del loro sito.

    - Ci sono riferimenti temporali relativi, tipo "ieri" o "la settimana scorsa", totalmente inadatti a un messaggio la cui diffusione non ha un limite di tempo.

    A volte, poi, ci sono proprio delle frasi di una stupidità stupefacente. Ma forse non così stupefacente, se si pensa al reale scopo di questi post... Che ancora no, non ti anticipo. Lo scrivo alla fine.
    Prima ti riporto due esempi che ho letto in questi giorni:

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    Con un cuore spezzato 💔 e lacrime 😢 nei miei occhi, io posso dire onestamente che questo è di gran lunga il momento più difficile di sempre. Io so cosa il trattamento del cancro può fare per un corpo, e a volte mi chiedo se il trattamento è valsa la pena nel lungo termine. Sembra di fare più male che bene.
    Non c'è niente di più doloroso che cercando di sorridere e rimanere positivo, ma dopo la chemioterapia e la radioterapia, voi sapete che la persona è fisicamente cambiata e loro soffrono con questa tristezza. 😕 Io so che molti di voi non guarderanno e né leggeranno questo messaggio perché, ovviamente, il cancro non ha toccato te. Tu non sai cosa vuol dire avere combattuto la lotta o avere una persona amata che ha condotto una battaglia contro il cancro. 💜
    Per tutti gli uomini e le donne che conosco, vi chiedo un piccolo favore e solo alcuni di voi lo faranno. Se conoscete qualcuno che ha condotto una battaglia contro il cancro e non c'è più , che sta ancora lottando o che ha superato , si prega di aggiungere questo al tuo stato per un'ora in segno di supporto, di rispetto e di ricordo. 💚❤
    Copia e incolla per sostenere le persone colpite da cancro. Non condivido. Dal tuo telefono o tablet, tenere premuto il dito sul messaggio per copiare e incollare sulla tua pagina. Grazie!!
    Una amica lo chiede. Ecco qua: nella nostra piccolezza, desideriamo esserle vicino con questo gesto

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    Questo fine settimana doveva svolgersi ad Amatrice la 50 festa degli "Spaghetti all' Amatriciana" piatto conosciuto in tutto il mondo e nato proprio nel paese distrutto dal terremoto. Chiedo a tutti i ristoranti, pizzerie, feste paesane o dove si possa mangiare in questo fine settimana, di poter cucinare gli "Spaghetti all'Amatriciana" e con la vendita, dare il ricavato per aiutare le persone colpite dal terremoto!!
    Grazie
    Aiutatemi a diffondere il messaggio, copiandolo e incollandolo nella vostra bacheca.


    ------------

    Sorvolando sulla sintassi, per chi non si fosse accorto del grande carico di stupidità contenuto in questi due messaggi:

    - Se una persona non legge il messaggio significa che ovviamente non ha conosciuto il cancro? Ovviamente no. Magari non lo legge semplicemente perché non gli è passato sotto agli occhi.

    - Se conosco una persona che ha combattuto o sta combattendo contro il cancro, da parte mia condividere questo messaggio è il contrario di quello che devo fare. Alla sua malattia già ci pensa a sufficienza, se è ancora vivo, e non facco certo una buona cosa a ricordargliela. Devo semmai portare la sua attenzione su qualcosa di più piacevole. Stessa cosa per i parenti di una persona morta.

    - Una amica lo chiede? Se rimane anonima significa che questa amica non esiste. Ed è meglio così, perché si tratterebbe di un'amica che ha avuto un'idea davvero fuori luogo.

    - Chiedere ai ristoratori che??? Non si capisce cosa significhi chiedere "di poter cucinare gli Spaghetti all'Amatriciana". Poter? Nel senso che vuoi che ti facciano usare la loro cucina? No, probabilmente dicendo "poter cucinare" intendevi semplicemente "cucinare". Quindi vuoi che i ristoratori cucinino la pasta all'Amatriciana (se ordinata? Con menù fisso?) e dare ai terremotati il guadagno corrispondente... Ma molto più semplicemente si può chiedere ai ristoranti di devolvere una percentuale dei guadagni ai terremotati (indipendentemente dal tipo di piatto cucinato, così magari si può fare del bene senza crudeltà verso gli animali)... Ma altrettanto semplicemente i ristoratori potrebbero risponderti, giustamente: "Vuoi fare beneficenza con i soldi degli altri? A fare la beneficenza mia ci penso io, tu pensa alla tua".
     
    Se leggi un post su Facebook che ti ricorda quanto hai letto in questo articolo, tieni conto di queste cose:
    • Diffondere un messaggio di solidarietà non significa fare qualcosa di buono. Anzi. Diffondendo messaggi del genere tu fai l'opposto: condividerlo dà a te e agli altri che lo faranno una falsa sensazione di essere stati bravi per un'azione che non porta benefici, contribuendo a "scaricare le batterie" della solidarietà. In altre parole, se a una persona dai la sensazione di aver fatto una buona azione, probabilmente sentirà un minore bisogno di farne altre. Potrebbe pensare "La mia buona azione quotidiana l'ho fatta, sono a posto". Un'informazione o una proposta benefica è quella che spinge la gente a sentirsi responsabile delle cose concrete e quindi spingerla a fare qualcosa di concreto. A frugarsi in tasca quando c'è bisogno di soldi; ad alzare il sedere quando c'è bisogno di fare. Altrimenti, vedi su, è un'informazione/proposta dannosa.
    • Se diffondi un post facendo "copia e incolla" anziché usare la funzione "condividi", un messaggio che parla di una brutta esperienza può impaurire i tuoi amici, che lo interpreteranno come riferito a te almeno all'inizio della lettura (e successivamente penseranno "ma vaffanculo, m'hai fatto preoccupare per nulla!"). Tipico esempio è il messaggio che ho riportato sopra e che parla di una malattia. Non è affatto bello far star male inutilmente le persone che ti vogliono bene, anche se si tratta di pochi secondi. L'autore del testo ha evidentemente usato questo subdolo trucchetto per fare in modo che il messaggio acchiappi l'attenzione e venga letto fino in fondo.
    • Di nuovo a proposito del suggerimento di copiare e incollare anziché condividere, eccone il motivo secondo me più probabile: se venisse usata la funzione di condivisione non solo il messaggio desterebbe meno attenzione rispetto alle parole che a prima vitsta appartengono a chi le ha postate, ma tutti i lettori sarebbero in grado di scovare l'autore originale e chiedergli chiarimenti, oppure coprirlo di meritate critiche, ostacolando in parte la diffusione del post. Non a caso questo metodo è meno usato quando vengono diffusi messaggi a carattere opinionistico e politico, mentre viene usato spesso quando il post consiste in un racconto strappalacrime, che porterebbe appunto indurre a chiedere lumi all'autore, che quindi si nasconde nell'anonimato.
    ...E a proposito dell'autore e dei suoi metodi, come promesso, ti spiego qual è secondo me, con grande probabilità, lo scopo di certe catene di Sant'Antonio.
    Come ho detto, è impossibile che lo scopo sia aiutare qualcuno. Né lo scopo può essere risvegliare le coscienze. Non può essere risolvere o prevenire un problema. E tanto meno può essere manifestare solidarietà, rendere omaggio o portare rispetto a chicchessia. Anzi, l'autore di questo tipo di messaggi compie una grande mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza di chi lo leggerà.

    E alllora perché lo fa?

    Potrebbero essere dei TEST.

    L'autore forse vuole sperimentare le reazioni: scrive molti messaggi di vario tipo, di cui poi osserva la potenziale viralità. Osserva cioè quanto ognuno di essi fa presa sulla gente, guardando quanti dei suoi migliaia di amici abboccano facendo copia e incolla o quante persone, anche non sue FB-friend, lo condividono (in quest'ultimo caso Facebook dice proprio, sotto il post, il numero di condivisioni che sono state fatte).
    In base a questo può trarre delle conclusioni: "fra tutti i messaggi che ho scritto, quelli formulati nella modalità X, Y e Z sono i più efficaci". Tali informazioni gli serviranno quando vorrà scrivere un post la cui diffusione avrà per lui un'utilità più concreta, tipicamente attirare i visitatori sul proprio sito per vendere un prodotto o far visualizzare pubblicità.

    È vero che gli utenti del web, anche se MOOOLTO lentamente capiscono che certi tipi di messaggi sono bufale. Ma gli autori di questi test non sanno quanto lentamente. Quindi, prima che studiare, inventare e testare nuovi tipi di messaggio, è più economico in termini di tempo indagare per vedere se i già esistenti funzionano ancora.

    Altro caso: Pagine FB acchiappa-Like.

    Cito da un post della pagina Facebook di Butac:

    Come fanno le pagine che spacciano Bufale sui bimbi malati a fare soldi?
    Su Facebook non mancano mai pagine che spargono Fuffa e Spam! Questi admin non si fanno problemi a rubare le foto di qualche bimbo malato o addirittura morto.
    Poi usano questa foto, insieme a false preghiere di condivisione e a donare, come esca per portarvi a mettere un Mi Piace, condividere e commentare sulla loro pagina.
    Il “buzz” che si crea per merito del post volutamente ingannevole induce Facebook a mostrarlo a più gente.
    Questo genera più traffico sulla pagina truffaldina. Più traffico riceve più aumenta visibilità e posizionamento nelle classifiche web. Al raggiungimento dell’obbiettivo la stessa avrà un valore e potrà venire venduta al migliore offerente.
    Quindi mentre tu in buona fede, clikki, condividi, mandi le tue preghiere e il tuo affetto, loro molto onestamente trasformano il tutto in SOLDI PER IL PRANZO
    .


    Sì, sei stato preso per il culo.
    Sei stato usato.
    O, più probabilmente, presa per il culo e usata,
    dato che mi pare le donne sono quelle che abboccano di più, specialmente alle bufale strappalacrime.

    Purtroppo i tipi di messaggi in questione sì, funzionano ancora. Magari meno di prima, ma li vedo ancora su Facebook.
    Al di là di ciò, questi i miei suggerimenti:
    • Quando vedi messaggi senza riferimenti a persone precise, con riferimenti temporali vaghi, deduci subito che è una bufala
    • Quando vedi un messaggio catena di Sant'Antonio con una struttura simile a un'altra catena di Sant'Antonio, deduci subito che è una bufala fino a prova contraria
    • Quando vedi un messaggio che incita alla diffusione, chiediti quale sia il vero beneficio concreto e il modo in cui davvero può realizzarsi grazie a quell'invio; se non c'è, allora il messaggio è non solo bufalaro, ma anche dannoso
    • Quando vedi un messaggio simile a quelli che ho esemplificato qui sopra, commenta inviando il link a questo articolo!
    Concludo con uno screenshot che con l'argomento c'entra e non c'entra, perché temo che sia stato scritto in buona fede. E questo ne aumenta tremendamente la carica  trash.

    AGGIORNAMENTO 2022: Avevo dimenticato una delle formulazioni di questi post, e cioè "Nessuno ha condiviso / condividerà perché X", dove X può essere "sono malato della tale malattia", o "sono negro", o altro svantaggio. Praticamente se non condividi quel post spazzatura sei un insensibile, un razzista, etc. Mi è tornato in mente perché purtroppo, come ho notato sul mio feed di Facebook, una mia amica ha messo "Mi piace" a questa foto con descrizione imbecille annessa.

    L'ha visto in un gruppo FB dove i vari utenti condividono questo genere di idiozie. In questo caso è stato condiviso da un utente che l'aveva visto nella pagina in lingua portoghese "Daily Life News", che si auto-definisce nella descrizione "Agenzia media/stampa". Dunque un autore di questa sedicente agenzia, il 12 giugno 2022 si è inventata di sana pianta sta roba, visto che i due sono Jamie and Nikki Perkins, lui vlogger, fotografo e musicista australiano, lei modella sudanese, sposati nel 2012. Su Youtube mostravano la loro vita quotidiana ed avevano un enorme successo. Altro che "nessuno si è congratulato perché mia moglie è nera". Immagino siano famosi più che altro in Australia, ma poco nel resto del mondo. Quindi lo scherzo ha funzionato, e sotto la foto è pieno di auguri in portoghese. Nel suddetto gruppo i commenti sono, mentre sto scrivendo, circa 1,3 milioni, e le condivisioni quasi 34mila. Jamie and Nikki Perkins si sono separati due anni fa.
    Il gruppo conta più di 56 mila membri. La pagina da cui è partita la bufala  ha più di 63mila seguaci.

    Ancora oggi un modo efficace per fare soldi è scrivere idiozie su FB o anche solo farle condividere agli utonti.