22 novembre 2022

Disegni a partire da una descrizione grazie all'intelligenza artificiale

Pur abituati a performance strabilianti di vari software, una buona parte di esseri umani non nerd potrebbe stupirsi nel vedere di cosa è capace l'intelligenza artificiale.

Un programma in grado di creare immagini a seconda della descrizione che l'utente fornisce potrebbe sapere più di fantascienza che di realtà. E invece è realtà già da qualche tempo. Certo, non siamo ancora a livelli di obbedienza alle direttive più minuziose. Ma mi pare che siamo a un buon punto; a volte vengono fuori immagini davvereo belle.

Ecco i siti web che ho conosciuto e grazie ai quali ci si può divertire ad ordinare un'immagine ottenendola in pochi secondi:

Dall-E
(DALL•E)
https://openai.com/dall-e-2/
Occorre creare un accont

Midjourney
www.midjourney.com
Anche qui occorre creare un account.
Prova gratuita per 10 immagini, poi a pagamento.

Dreamstudio
https://beta.dreamstudio.ai/dream
Anche qui occorre creare un account
Prova gratuita per 200 crediti (un'immagine costa un credito oppure di più a seconda di varie caratteristiche che scegli)

Una delle utilità di software del genere che mi viene in mente è piazzare un'immagine descrittiva all'inizio di un blogpost senza doverne menzionare l'autore, proprio come ho fatto io dopo aver utilizzato Dreamstudio. Beh, avevo scritto "A robot is painting on a canvas on a hill, trending on Artstation". Invece di raffigurare un robot che dipinge su una tela è stata creata un'immagine di un robot dipinto su una tela. E spuntano delle misteriose dita umane da dietro la tela stessa. Va beh, bellino lo stesso.
A proposito di Artstation, trattasi di un sito (con abbinata app) fatto per disegnatori in cerca di lavoro e datori di lavoro in cerca di disegnatori, e che però potete visitare anche se semplicemente avete voglia di vedere quanta gente strabrava c'è al mondo.

16 novembre 2022

Scacciare l'occupante abusivo di un'abitazione

Spesso si sente dire tipo "In Italia se uno ti occupa la casa e chiami la Polizia non risolvi nulla: ti dicono che non possono fare nulla e per riavere la tua casa devi affrontare un lungo processo che può durare anni".

È vero o non è vero? La risposta breve è no. Per la risposta lunga, leggi di seguito.

Se precedentemente sono intercorsi accordi tra proprietario e occupante, tipicamente un contratto di affitto, affitto che l'occupante ha smesso impunemente di pagare, le forze dell'ordine non possono intervenire senza che prima il giudice abbia emesso l’ordinanza di sgombero, per la quale è necessaria una causa civile, che come sappiamo purtroppo può richiedere molto tempo.
E mentre è in corso la causa l'occupante si gode la casa del proprietario, che fra l'altro è costretto a pagare la tassa di possesso dell'immobile e quella sui rifiuti; se si tratta di un condominio deve pagare anche la quota condominiale; se per avere quella casa ha acceso un mutuo, dovrà continuare a pagare anche il mutuo se quell'abitazione non vuole perderla del tutto. E tutto questo è uno schifo, certo. Fosse per me continuare a occupare un'abitazione senza essere in pari con l'affitto da più di 4 mesi dovrebbe essere un reato, e in mancanza di documentazione attestante il pagamento dell'affitto le forze dell'ordine dovrebbero essere obbligate ad eseguire lo sgombro.
E no, non è una mostruosità affidare alle forze dell'ordine il controllo di documenti: lo fanno già quando controllano patente e libretto; se comunque si pensa che l'occupazione di un'abitazione sia troppo importante per dare in mano alle forze dell'ordine il potere di sgombrare una casa allora si può sempre affidare il compito non all'appuntato ma al maresciallo o a una persona comunque competente, non certo al giudice di un tribunale che si muove come una lumaca, dato che lo sgombro di un'abitazione è qualcosa di urgente e necessitante quindi di una corsia preferenziale.

Va beh, ho divagato dando la mia opinione; subito prima stavo parlando di fatti. Cioè di quello che la legge prevede. Prevede un lungo processo. Quindi perché avevo detto che la risposta breve è "no"?
L'ho detto perché nel caso citato non sussiste un reato, ma un illecito civile. Non sussiste un'occupazione abusiva, ma un inadempimento contrattuale.

Diverso è il caso in cui fra il proprietario e l'occupante NON ci sia stato alcun accordo.

Tipo: "Sono stato ricoverato in ospedale; al mio ritorno a casa, non sono potuto entrare, perché la serratura era stata cambiata, e la mia casa era abitata da occupanti abusivi coi quali mai avevo avuto a che fare in vita mia".

In questo caso sussiste un reato.
Trattasi di reato di Violazione di domicilio, descritto dall'art. 614 del Codice Penale, che prevede fino a tre anni di reclusione per chiunque occupi abusivamente privata dimora, nonché chiunque si insedia clandestinamente o ingannando il proprietario. Se il fatto viene commesso con violenza, la pena aumenta fino a cinque anni.

Se sussiste questo reato, a differenza di quello che molte persone credono, il proprietario di un'abitazione può ottenere dalle forze dell’ordine lo sgombero immediato. Se l’abusivo è colto in flagrante (ossia si trova nell'abitazione) e se non c’è stato alcun accordo precedente tra proprietario e abusivo, basta recarsi in Procura e sporgere denuncia. In questo caso la Polizia deve intervenire subito, senza attendere l’ordinanza del giudice, e sgombrare l'abitazione, per evitare le “ulteriori conseguenze”, come dice l'art. 55 del Codice di Procedura Penale, "Funzioni della polizia giudiziaria", che riporto di seguito:

1. La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale.
2. Svolge ogni indagine e attività disposta o delegata dall'autorità giudiziaria.
3. Le funzioni indicate nei commi 1 e 2 sono svolte dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria.


Quindi immagino che siano necessari pochi giorni, e cioè quelli necessari affinché la Procura comunichi con le forze dell'ordine.
Se non è così, allora sussiste un problema relativo ad istituzioni che non fanno ciò che la normativa impone. Non ho problemi a credere che in certi casi (come alcuni raccontati in TV) purtroppo le cose stiano proprio così, ahimè.

Qualche sera fa mi sono messo a leggere i commenti sotto a qualche video di Youtube su questo argomento. Riporto qui sotto i commenti o le parti di commenti che ho trovato più interessanti (aggiungo eventualmente punteggiatura e correggo errori). In particolare il penultimo è secondo me il più interessante di tutti e l'ultimo il più divertente. Buona lettura, se vi va.

------------------

È accaduto ad un amico che ha affittato un bilocale a 2 arabi circa 18 mesi fa.
Hanno pagato 2 mesi di affitto, poi più nulla.
10 mesi dopo, 8 di arretrati e il nulla da parte delle autorità sono andato con questo amico in un locale dove conosco 2 ragazzi del Senegal che ci lavorano come buttafuori.
Con 250 euro a testa hanno buttato giù la porta e hanno detto: "1 ora per prendere le vostre cose e andarvene, ogni 5 minuti di ritardo vi prendete uno sganassone ciascuno".
20 minuti dopo erano fuori. Mai più visti.
500 euro per Quei Bravi Ragazzi più 150 per sostituire la porta.
Minima spesa. Massima resa.

Ho prestato servizio per più di 20 anni in un ufficio di polizia e posso assicurare che ci sono questure e comandi della Polizia locale che intervengono a favore del proprietario: ho visto porte sfondate senza mandato e lacrimogeni utilizzati per far uscire i più restii. Sicuramente è necessaria una richiesta scritta e ben motivata di intervento. Naturalmente se si ha sentore che il Comando o la Quesura non è motivato per intervenire o peggio si schiera a favore dell' occupante, meglio non insistere e rivolgersi altrove.

Spesso le forze dell'ordine danno questo consiglio: dopo averli gonfiati di botte vai subito a fare denuncia di subita aggressione.

Le forze dell'ordine hanno una formazione giuridica di base ma sanno come aggirare determinati cavilli, scrivendo o meno determinate circostanze nei loro atti di Polizia Giudiziaria. Basta trovare quelli che oltre a fare i pupazzi sappiano fare gli sbirri. Ce ne sono, fidatevi... non tutti, ma ce ne sono.

Una boccia di Candeggina e una di ammoniaca. Le mischiate e fate entrare il liquido in casa, sotto la porta, o da un buco praticato sulla finestra.
PS: Comprate sul web o in negozio militare una maschera antigas, se no dovrete scappare anche voi!!

Anche io ho affittato casa, contratto scaduto, comunicazione a mezzo avvocato mandata nei tempi di legge, e niente... Non se ne andava. Sfondato la serratura, buttato via tutto (TUTTO), cambiato serratura... Quando è arrivato ha chiamato la polizia. Ma lui non aveva niente di suo in quella casa, a dire il vero non c'erano manco più i mobili... Il contratto non era più in essere, la serratura era diversa... Agli occhi della forze dell'ordine era come se volesse rientrare in un appartamento che non era più a suo uso. Complici i vicini di casa omertosi... Una volta tanto farsi i fatti propri serve a chi ha ragione.

Cioè, fatemi capire... per quanto brutto e sbagliato possa essere, in questo paese è molto più grave e si fa molti più anni di carcere chi insulta un omosessuale e non chi prende possesso di una casa altrui??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

13 novembre 2022

Come guardare un video amatoriale in compagnia

Si trovano online molti consigli su come realizzare un buon video. Io qui invece ti parlerò di come guardare in compagnia un video amatoriale. Intendo un video amatoriale con contenuti improvvisati, ad esempio video di vacanze, compleanni, dialoghi fra amici, prime parole pronunciate dai piccoli bambini, monologhi di un attore, saggi di canto o di uno strumento musicale. Filmati in cui solitamente è importante l’audio, quindi ciò che viene detto, o cantato o suonato (o miagolato, o abbaiato, o ruttato etc).

La visione in compagnia di video del genere (che per brevità chiamerò “video amatoriale”), potrebbe essere un’esperienza peggiore di quello che si aspettava l’autore del video, o il protagonista del video o un qualsiasi spettatore. Questo a causa del comportamento degli spettatori.
Lo spettatore, abituato a vedere su uno schermo filmati brevissimi oppure lunghi, ma professionali, tende ad aspettarsi un intrattenimento perfetto, con tempi comici perfetti, con una sceneggiatura avvincente. Quindi vedendo il filmato amatoriale si annoia dopo pochi secondi e per ingannare la noia commenta il video, oppure chiede di saltare alla scena in cui succede quella o quell’altra cosa. Così rovina anche l’esperienza degli altri spettatori, perché sovrapponendo la propria voce all’audio del filmato impedisce di capire quel dialogo (o quel monologo). Per rovinare un dialogo di 10 secondi è sufficiente parlare 2 secondi nel mezzo di quel dialogo. Non si capisce una frase fondamentale, e così diventano inutili gli istanti precedenti e quelli successivi. Quei 10 secondi che potevano essere magari non divertentissimi, ma divertenti, diventano noiosi a causa di un commento di 2 secondi.

I commenti dovrebbero essere fatti solo da chi il video lo conosce già, quindi chi è stato soggetto o cameraman o montatore, e sa quali sono i momenti in cui si può parlare senza sovrapporre la propria voce a momenti in cui l’audio del filmato è importante. Gli altri no.

Guardare un video è diverso da guardare un album di fotografie.
Quando si guarda in compagnia un album di foto è normale commentarle a voce alta. È normale che qualcuno descriva la foto, racconti di un fatto che gli è venuto in mente guardandola, spieghi chi era quel tizio sullo sfondo, eccetera; i commenti arricchiscono una foto. Se vedo un gruppo di persone che sta guardando un album di foto in completo silenzio, mi viene da pensare che quelle foto non siano granché interessanti. Guardando le foto, più si parla, migliore è l’esperienza.

Tutto il contrario quando si guarda in compagnia un video amatoriale.
In questo caso ti suggerisco lo stesso atteggiamento di chi sta guardando un film d’autore: il film d’autore non è fatto per essere avvincente, per catturare l’attenzione con scene d’azione o con dialoghi comici. È fatto per far capire agli spettatori cosa è importante per l’autore, sperando che quel messaggio coinvolga lo spettatore; questo è possibile se lo spettatore entra mentalmente nella realtà che vivono quei personaggi, ed è invece impossibile se lo spettatore si aspetta effetti speciali, tempi comici, colpi di scena, o una storia che procede in un certo modo perché così è più bellina. Se hai deciso di guardare un film d’autore sai già cosa aspettarti. Se la cosa ti annoia troppo, non risolverai il problema facendo commenti. Semplicemente non guardarlo.

Oppure la visione di un filmato amatoriale in compagnia puoi assimilarla all’esperienza di assistere alla recita di un gruppo di bambini. Sai già che non si parla, quando si è seduti in un teatro mentre gli attori stanno recitando. Se non accetti questa regola, non andarci. Se ci vai, perché vuoi bene a uno di quei bambini che è tuo nipote o figliolo o figliolo di una tua fidanzata, sai che non importa quanto quella recita sia divertente o annoiante: non devi disturbare gli altri con le tue parole.
Già probabilmente i momenti godibili sono pochi, perché i bambini non hanno imparato a scandire le parole e pronunciarle a alta voce, o perché la storia raccontata non è granché. Se a questo aggiungi il tuo chiacchiericcio, rovini a te stesso e agli altri i pochi momenti godibili, e l’esperienza diventa ancora peggiore.

Per un filmato amatoriale, uguale. Spesso l’audio non è un granché, la ripresa è fatta improvvisando anziché su una sceneggiatura e quindi non ha il pathos di un film d’azione, l’eventuale montaggio potrebbe aver migliorato la godibilità del filmato ma non abbastanza da renderlo completamente piacevole.
Non è che siccome il filmato è noioso, arrivi tu coi tuoi commenti e rendi il tutto più divertente. Non rimedi al problema. Lo peggiori. Quell’esperienza già imperfetta la trasformi in inutile, per te e per gli altri spettatori; in particolare provochi frustrazione alla persona che ha creato il filmato e magari l’ha montato come poteva e sapeva fare, sperando di vivere insieme a voi un momento abbastanza piacevole, che va preso per quello che è e senza grandi aspettative.

Se proprio vuoi parlare, perché hai da dire qualcosa che ritieni particolarmente importante o divertente, ferma il filmato, parla e poi fai riprendere la riproduzione. Oppure parla senza fermare il filmato, ma allora il tuo commento dev’essere velocissimo, e al massimo di 4 sillabe. Oppure, se pensi che il tuo commento possa interessare solo una specifica persona, parlale a bassa voce nell’orecchio.

Condividi questo articolo con tutte le persone che vedendolo potrebbero secondo te imparare qualcosa di utile per sé stesse e per gli altri!

01 novembre 2022

Conviene usare Adsense per arrotondare? Non mi pare

Ho inviato un'email allo studio commerciale che mi segue per sapere come dovrei comportarmi da un punto di vista fiscale se avessi un account Google Adsense.

Dalla risposta che ho ricevuto ho capito che non conviene averlo, tranne i casi in cui si prevede di guadagnare cifre importanti. Sconsiglio dunque Adsense per fare due spiccioli, ed ecco perché...

Siccome i banner pubblicitari di Adsense, per ricevere dei guadagni, devono essere mantenuti online in modo continuativo, avere un account Adsense è considerata come un'attività commerciale esercitata in modo continuativo.

Trattandosi di un'attività pubblicitaria, è considerata un'attività commerciale e quindi per esercitarla è necessaria una partita IVA.

È necessaria l'iscrizione al Registro delle imprese, gestito dalla Camera di Commercio con un costo fisso annuo di € 53,00 (oltre alla smart card da attivare per iscrizione, PEC e spese di apertura).

Per gli esercenti di attività commerciale è anche obbligatoria l’iscrizione a una forma previdenziale INPS (circa € 4.000 l'anno).

Secondo la legge fiscale in materia di IVA, poiché Google svolge le sue attività in Europa (precisamente in Irlanda), viene considerata un soggetto passivo comunitario, quindi è necessaria l'iscrizione al VIES (VAT information exchange system, cioè servizio Controllo partite Iva comunitarie).