22 luglio 2021

Amazon tratta bene i clienti, ma non gli affiliati

Una volta può succedere, ma cinque volte è decisamente sintomatico. Non mi capacito di come faccia il comparto affiliazione Amazon a scegliere i propri dipendenti deputati a rispondere ai messaggi degli affiliati.

Ecco il mio ennesimo messaggio, inviato il 18 giugno:

Vi ho scritto una volta, e non ho avuto risposta per due settimane. Vi ho scritto una seconda volta, e ho ricevuto dopo una settimana una risposta che però rispondeva alle mie domande. Vi ho scritto una terza e una quarta volta il 21 aprile e il 30 maggio, e non ho ricevuto risposta. Sto quindi attendendo una vostra risposta da due mesi e mezzo. Dunque vi scrivo questo quinto messaggio pregandovi, stavolta, di rispondermi.

Premetto che *LO SO*, la decisione di Amazon di chiudere un account è definitiva, e infatti NON vi sto chiedendo di riaprirlo.
Le mie domande riguardano altro, e apprezzerei se foste così gentili da rispondere in tema. Cerco quindi di formulare nel modo più chiaro possibile le mie domande riguardanti mio account affiliato:
1) Quando è stato chiuso?
2) Non comunicarmi la sua chiusura è stato un vostro errore oppure è vostra prassi chiudere gli account affiliati senza avvertire né dare spiegazioni?
3) Quale regola, DI PRECISO, secondo voi ho violato per ottenere la chiusura dell'account?
Con l'occasione aggiungo che sarebbe molto più comodo avere la possibilità di rispondere con un reply alle vostre email anziché dover tornare sul sito a riempire il modulo contatti.

Ed ecco la risposta di Amazon del 1° luglio:

Gentile Affiliato/a,

come già dichiarato nelle precedenti comunicazioni, la nostra decisione di chiudere il tuo account di affiliazione è definitiva. Tuttavia, potrai inviare nuovamente la tua candidatura tramite un sito che si conformi pienamente all’Accordo operativo di affiliazione e che contenga i contenuti originali che aiutano i consumatori a prendere decisioni di acquisto.

Ti invitiamo a sospendere immediatamente l’utilizzo dei Contenuti e dei Marchi Amazon rimuovendo tempestivamente dal/i tuo/i sito/i ed eliminando o distruggendo in altro modo tutti i link al sito Amazon, tutti i Marchi Amazon e tutti gli altri materiali che ti sono stati forniti o resi disponibili da o per conto di Amazon ai sensi dell’Accordo operativo o altrimenti connessi al Programma. Apprezziamo la tua comprensione in merito a tale questione.

Loro apprezzano la mia comprensione. Vorrei poter dire altrettanto. Se facessero finta di essere intelligenti come dei carciofi ci metterebbero un po' più di fantasia. Quindi la cosa è davvero preoccupante. Ma preoccupante forte.

01 luglio 2021

Purtroppo la newsletter non verrà più inviata! [post provvisorio]

Il servizio di Google "Feedburner", che ho usato fino a ora per la newsletter del mio blog OPIDOS, sarà presto dismesso. Me lo ha comunicato Google.
Quindi chi vuole ricevere gli aggiornamenti via email mi scriva a codisilver@gmail.com, così intanto salvo gli indirizzi email a cui inviare la newsletter in altra forma, e poi vedrò cosa posso fare.

24 maggio 2021

Come distinguere scienziati e pseudoscienziati?

Gli pseudoscienziati non sono semplicemente persone che fanno un'affermazione dichiarandola vera senza se e senza ma. Portano come prova degli studi scientifici di scarsa o pessima qualità, fanno ragionamenti e osservazioni pieni di errori, costituiti da distorsioni ed omissioni, che una persona non del settore è incapace di individuare.

Per questo molte persone spesso non riescono a capire quali sono gli scienziati e quali gli pseudoscienziati.

Questo problema non si risolve dando ragione a chi ha un certo titolo di studio, perché spesso gli pseudoscienziati hanno un titolo di studio che dovrebbe conferire loro autorevolezza, ed esistono ottimi debunker che basano la loro divulgazione su quanto affermato da scienziati veri, debunker che hanno imparato a leggere i dati e quindi danno un ottimo servizio anche se non sono del settore.

Chi non ha studiato approfonditamente un argomento e non ha il tempo di farlo solitamente si affida alla selezione operata dai giornalisti delle maggiori reti televisive o a un professionista che a naso gli sembra affidabile. Altri fanno da spola fra lo scienziato e lo pseudoscienziato per cercare di capire qual è l'uno e qual è l'altro. Purtroppo a causa delle migliaia di persone coinvolte nei dibattiti online si tratta spesso di un avanti e indietro infinito, con conseguente rassegnazione di molti al non sapere di chi fidarsi.

Come orientarsi, dunque?

Il metodo perfetto non esiste, ma un consiglio mi sento di darlo:

indagare sulla storia personale e professionale del divulgatore.

Se in passato ha detto degli enormi sfondoni e non ha mai ammesso l'errore, allora non è fra le fonti che conviene ascoltare. Ho fatto un esempio in questo articolo.

10 maggio 2021

Vendite su eBay: come impostare il conto corrente, ora che è obbligatorio

eBay ha detto a addio a Paypal come metodo usato per ricevere pagamenti; questo vale sia per i privati che per le aziende.

Il venditore su eBay (sì, anche il ragazzetto che vuole vendere il proprio smartphone usato per ricavarci 35 euro) può ora ricevere denaro solo nel proprio conto corrente bancario.

Le commissioni vengono trattenute alla fonte, quindi non ci sarà un pagamento cumulativo a fine mese. Continua ovviamente a essere erogata la fattura, che i venditori con partita IVA potranno scaricare con gli stessi vantaggi di prima.

Un aspetto positivo per i venditori è che in caso di rimborsi anche le commissioni saranno loro rimborsate (precedentemente invece venivano inglobate comunque da Paypal e così il venditore ci rimetteva).

E insomma ecco come allacciare il conto corrente al proprio account di venditore su eBay:

Come indicatomi dall'assistente di eBay in chat, bisogna visitare (da loggati, chiaro) il seguente URL:

https://ppcapp.ebay.it/myppc/wallet/list

...e poi seguire le semplici istruzioni che lì si trovano.

Farlo? Non farlo? I pagamenti nel conto corrente fa paura per questioni fiscali?

A chi sta pensando "Oh no, adesso la Finanza potrà chiedermi dove ho preso quei soldi!"

rispondo: e tu semplicemetne dì la verità: è lecito vendere un oggetto usato, e se fatto saltuariamente nessuna imposta è dovuta.

21 aprile 2021

Il video del presunto stupro farà assolvere o condannare gli imputati?

In questi giorni ha fatto clamore mediatico il video in cui Beppe Grillo difende a spada tratta suo figlio, accusato con alcuni suoi amici di aver stuprato una ragazza. Si è trattato di sesso di gruppo, come documentato in un video. Ma è stato stupro di gruppo?

Grillo ha detto che il video sarà un elemento chiave che farà assolvere gli imputati, mentre l'avvocata Giulia Buongiorno, difensora della ragazza, sostiene che invece proprio dal video si vede la non consenzienza.

Se il video si presta a interpretazioni così opposte, probabilmente la ragazza che ha denunciato lo stupro in questo filmato non appare entusiasta di ciò che sta accadendo ma neanche dormiente. Immagino appaia visibilmente sveglia, ma altrettanto visibilmente rintontita e non interagente.

Allora entra in gioco un vecchio discorso: tolti i casi in cui una donna dorme proprio, è lecito da parte sua dire tipo "Ero ubriaca e non mi rendevo conto di ciò che stava succedendo" ?
Lasciamo per un attimo da parte lo stupro e pensiamo a un incendio. L'appartamento in cui ti trovi sta andando a fuoco mentre sei ubriaca. Se ti è rimasta forza nelle gambe, ti alzi e scappi. Magari barcollando, ma scappi, perché per quanto intontita tu possa essere, l'evento rappresenta qualcosa di cruciale per la tua vita, e lo rappresenta così chiaramente che se anche un minimo barlume di coscienza ti è rimasta, questo è sufficiente per metterti in moto.
Analogamente, se un uomo sta per fare sesso con te e questo viola i tuoi valori, il tuo istinto sa che se glielo lasci fare andrai incontro a un indelebile trauma psicologico. Quindi se un minimo barlume di coscienza ti è rimasto (cioè non stai dormendo), questo è sufficiente per indurti a fare resistenza e manifestare la tua contrarietà all'atto.

Qualcuno potrebbe dire che l'esempio non è calzante, perché nel caso del rapporto sessuale il significato di quest'ultimo, sotto sostanze stupefacenti come alcool o altro, non è così chiaro come il pericolo di un incendio. Se però iniziamo a fare questo tipo di considerazioni entriamo in una zona grigia da cui è possibile uscire solamente responsabilizzando la donna, e cioè dicendo: se per tua stessa ammissione sai che bere, drogarti, etc, mette in forse le tue capacità di giudizio, allora non farlo, perché a meno che tu stia dormendo, né l'uomo che ti sta per chiavare né il giudice saranno in grado di dire con sicurezza cosa c'era nella tua testa.

E non vale neanche dire "Ma se non lo sai allora nel dubbio considera come se non fosse consenziente", perché è impossibile capire dov'è il preciso cuto-ff nella scala che va dall'essere allegrotta e di conseguenza più accondiscendente per aver bevuto un bicchiere di vino fino all'essere incapace di intendere e volere per aver bevuto mezza bottiglia di Vodka.

Quindi, se non vogliamo dare a tutti gli uomini l'assurda raccomandazione "Non fare mai sesso con una donna che ha bevuto anche solo un bicchiere di vino", la regola del dubbio che deve valere non dev'essere solo "Nel dubbio sulle sue capacità di giudizio non scoparla", ma anche e soprattutto "Nel dubbio un imputato è innocente".

E però la ragazza sostiene che stata costretta a bere quella mezza bottiglia di Vodka. Questo potrebbe cambiare tutto, in effetti. Però per costringere una persona a bere bisogna incuterle una buona dose di paura, mostrandosi violenti o potenzialmente violenti. In questo caso, anche ammettendo che serva tempo per elaborare il proprio non consenso al rapporto sessuale (e ammettendo che perfino il giorno dopo, da sobria, lei non l'avesse ancora deciso), bisogna osservare che è invece ovvia e immediata e non bisognosa di alcuna elaborazione la presa di coscienza del fatto che se uno ti obbliga a bere è un violento. Quindi questo aspetto, ancor più chiaramente dello stupro, fa capire quanto sia strano che lei il giorno dopo non fosse arrabbiata con l'accusato, tanto da andare in sua compagnia a comprare le sigarette.