17 settembre 2026

Ti hanno "selezionato" per una convenzione nella tua zona? Uhuhahahah!!

Nel corso della mia ventennale carriera di fisioterapista ho ricevuto più volte email o telefonate con proposte di "convenzioni speciali". L'ultimo messaggio del genere l'ho ricevuto poche ore fa da Cralnetwork, che mi proponeva di diventare il "punto di riferimento di zona" per i tesserati di vari sindacati e circoli ricreativi, in particolare del Ministero della Difesa (Carabinieri, Esercito, Aeronautica, Marina Militare) e dei dipendenti pubblici (Comune, Poste, Scuole, INPS, INAIL).

Non ho mai approfondito, tranne pochi minuti fa, visto che potevo farlo in pochi minuti grazie a Google Gemini che ha cercato sul web al posto mio, e che ha confermato ciò che pensavo: è gente che chiede soldi. Soldi che, se investiti in quel modo (cosa in ogni caso da non fare, perché agli spammer non bisogna dare neanche un centesimo) probabilmente non frutteranno.

Ho così deciso di scrivere questo articolo, dato che non mi risulta ne esistano altri dedicati a questo specifico argomento (i dati e le informazioni riportati di seguito sono stati reperiti da Gemini analizzando portali dedicati alla reputazione aziendale e alla condivisione di esperienze tra lavoratori e professionisti, come GoWork o Tellows, dove sono presenti decine di recensioni e segnalazioni relative ai numeri di contatto utilizzati).

Oltre ai fisioterapisti, proposte del tutto simili vengono inviate a un ventaglio molto ampio di professionisti e ditte: medici specialisti, dentisti, psicologi, nutrizionisti, centri estetici, palestre, scuole private, asili nido, autoscuole, ristoranti, hotel, agenzie di viaggio. Il testo del messaggio di posta elettronica cambia soltanto nella denominazione della categoria professionale di volta in volta contattata, mentre il copione di vendita è identico.

Il primo messaggio email propone una telefonata per approfondire. Il mittente, nell'email o nel corso della telefonata, lascia intendere che il mittente stia selezionando un'attività specifica da selezionare in zona, e invece si tratta di campagne di direct email marketing / telemarketing effettuate su larga scala.
Durante la telefonata viene richiesto un pagamento in genere intorno ai 400 € per un periodo di 1 o 2 anni. Questa cifra viene giustificata come copertura dei costi di gestione per l'inserimento della scheda professionale in un portale vetrina e la presenza nelle newsletter o nei circuiti dedicati ai tesserati.

Dall'analisi delle recensioni e delle segnalazioni lasciate da altri professionisti ed esercenti su portali come GoWork e Tellows, emergono due aspetti fondamentali:

- la quasi totalità delle testimonianze evidenzia che, a fronte del pagamento della tariffa annuale o biennale, i contatti o i pazienti reali generati dal circuito risultano pressoché nulli o del tutto insoddisfacenti;

- non esiste una vera e propria selezione dell'attività in base al merito o al territorio, ma una strategia commerciale mirata a far iscrivere quanti più professionisti possibile.

Distinguiamo due realtà completamente diverse:

- i CRAL (la sigla sta per "Circolo Ricreativo Aziendale dei Lavoratori") e i sindacati sono associazioni e gestiscono le agevolazioni per i propri iscritti in modo diretto; le convenzioni trasparenti non prevedono alcuna tariffa per il professionista, che semplicemente offre uno sconto ai membri, mentre l'associazione diffonde l'informazione ai propri soci a titolo gratuito;

- le agenzie intermediarie a pagamento anticipato sono aziende che creano portali web e raccolgono elenchi di email e numeri di telefono di professionisti a cui vendere il loro spazio web e la promessa di visibilità.

Queste ultime, l'oggetto di questo articolo, nelle loro comunicazioni pubblicitarie, fanno spesso leva sull'autorevolezza e la fiducia che ispirano i destinatari degli sconti che il professionista dovrebbe applicare forze dell'ordine, dipendenti di un ministero. Citare istituzioni dello stato dovrebbe abbassare la barriera del dubbio che si ha quando si legge o si ascolta messaggi spam. Inoltre i corpi militari e i dipendenti ministeriali rappresentano storicamente uno dei comparti più strutturati dal punto di vista dell'associazionismo e dei circoli ricreativi, e questa figura come un'ottima argomentazione per la vendita di un pacchetto di potenziali clienti.

Non cascarci.

Se ti chiedono sconti per una categoria di persone e PURE DI PAGARE PRIMA, riattacca, blocca, segnala come spam.

Attenzione: non tutte le agenzie intermediarie sono da evitare. Ad esempio io sono iscritto al portale di Aon Advisory and Solutions, agenzia che si occupa fra l'altro di welfare aziendale, che non mi ha mai chiesto un euro per i pazienti che mi ha mandato (pochi, ma almeno gratuiti!). Guardando il regolamento mi sono accorto che se il fatturato annuo sui pazienti inviati al professionista supera una determinata soglia (gli scaglioni partono da diverse migliaia di euro all'anno), la convenzione prevede l'applicazione di una trattenuta di gestione o commissione percentuale (generalmente compresa tra il 5% e il 10% sul fatturato eccedente la soglia). Decisamente tutta un'altra cosa.

Altri esempi di network e gestori di sanità integrativa che operano con questo stesso modello serio e privo di costi d'ingresso sono:

- UniSalute / SiSalute (Gruppo Unipol)
- Previmedical (Intesa Sanpaolo RBM)ndali e fondi contrattuali.
- Blue Assistance (Gruppo Reale Mutua)
- Welion (Gruppo Generali)
- MyAssistance (network indipendente che amministra convenzioni per conto di diverse mutue e compagnie assicurative)

La linea di demarcazione è chiarissima: nessuna richiesta di denaro prima di averti inviato i clienti.

08 agosto 2026

Gli scambaiter sono utili alla giustizia?

Gli scambaiter sono esperti di informatica che beccano i truffatori online, spesso operanti in Pakistan o in India: entrano nei loro computer, mostrano le loro stanze, parlano con loro faccia a faccia mentre questi si spaventano e si infuriano. Canali Youtube come NanoBaiter, Scam Sandwich, Scammer Payback, Liam Leclaire, Kitboga sono diventati un genere a sé, con milioni di visualizzazioni.

Sono video divertenti, spesso ben fatti tecnicamente. Ma tutto questo lavoro porta davvero a qualcosa di concreto oppure è solo intrattenimento che umilia i truffatori senza fermarli?

Alla fine di questi video c'è quasi sempre la stessa formula: lo youtuber fa una battuta o una considerazione, il truffatore viene ridicolizzato, il call center magari sospende l'attività per qualche giorno o cambia sede. Ma non si sente mai una frase che ci si aspetterebbe, tipo "Ora consegno alla polizia il materiale raccolto, affinché i truffatori vengano arrestati".

Uno scambaiter intervistato dalla radiotelevisione svizzera, che si fa chiamare Sven, ammette che infiltrarsi nei sistemi informatici delle bande criminali è illegale e che le informazioni raccolte, per quanto trasmesse alla polizia nella speranza di un arresto, spesso non possono essere usate come prova né portare a una condanna, proprio perché ottenute violando la legge.

Fa eccezione un fatto recente: il Dipartimento di Giustizia americano ha reso pubblico un caso in cui i video dei canali scambaiter Scammer Payback e Trilogy Media hanno contribuito a smantellare una rete di frode multinazionale da 65 milioni di dollari ai danni di anziani statunitensi, gestita da un'organizzazione criminale cinese in collegamento con call center indiani.
Dettaglio peculiare è la tempistica: i video erano stati pubblicati su Youtube nel 2020 e nel 2021, mentre le prime incriminazioni sono arrivate solo nel 2025 e il leader dell'organizzazione, Hua Wang, nel giugno 2026 ha ammesso la sua colpevolezza e rischia fino a 40 anni di carcere (la sentenza definitiva è attesa per settembre 2026).

Ecco i link ai video:

https://www.youtube.com/watch?v=hrLZbc-Rfbo

https://www.youtube.com/watch?v=in_Y5q_-F2Y

https://www.youtube.com/watch?v=7IEgFgO5pKo

https://www.youtube.com/watch?v=pBZFmIKJINA

https://www.youtube.com/watch?v=dQuya3ELKGQ

https://www.youtube.com/watch?v=GCRoxVMmtDw

Tutto questo dà un'idea di quanto sia diversa la dinamica da quella che si potrebbe immaginare: non è che lo youtuber consegni le prove alla polizia affinché questa agisca di conseguenza. Succede più probabilmente il contrario, come nel caso su descritto, in cui un'indagine federale, partita da tutt'altra pista (undici pacchi di contanti intercettati a San Diego), nel ricostruire la rete si è imbattuta per caso in quei vecchi video pubblici, usandoli per identificare volti e alias dei truffatori.

Alcuni scambaiter, come Jim Browning, dichiarano di consegnare regolarmente il materiale alla polizia subito dopo averlo prodotto. Il problema è che quel canale, nella pratica, è spesso inutile non solo perché, come già detto, le prove sono state ottenute illegalmente, ma anche per altre ragioni:

- Manca la competenza territoriale. Uno youtuber britannico o statunitense che denuncia un call center in Pakistan, a danno di vittime sparse in tutto il mondo, non ha un interlocutore naturale: nessuna polizia locale ha giurisdizione su un crimine di questo tipo.

- Manca una vittima locale che sporga denuncia. Le forze dell'ordine aprono un caso di solito a partire da una vittima specifica nella propria giurisdizione, non da un video di un terzo su un crimine commesso altrove.

- Le grandi agenzie (FBI, IRS-CI, Interpol) ricevono segnalazioni a migliaia e le archiviano in attesa che si incrocino, magari per puro caso, con un'indagine già attiva, esattamente come nel caso dei 65 milioni di dollari.

- C'è persino il rischio di danneggiare indagini in corso: se la polizia sta lavorando da mesi in silenzio su una banda, e uno scambaiter pubblica un video che espone tutto, i truffatori possono nascondersi prima che le indagini si concludano.

Insomma, in alcuni casi i video degli scambaiter possono diventare, molto tempo dopo e per vie indirette, un tassello utile in indagini condotte da chi ha davvero i mezzi legali per incriminare i truffatori, ma la stragrande maggioranza non produce alcun esito giudiziario e servono prima di tutto a generare contenuto.

In ogni caso dobbiamo riconoscere agli scambaiter un effetto positivo, pur limitato: fanno perdere tempo ai criminali rallentando la loro attività e informano il pubblico su come funzionano vari tipi di truffe.

06 agosto 2026

Visualizzare file XML e P7M (fatture elettroniche)

I file relativi alle fatture elettroniche vengono inviati principalmente con due estensioni: XML (la fattura standard) e P7M (la stessa fattura, ma firmata digitalmente).

L'estensione XML ricorda Excel, ma non è leggibile correttamente con tale programma Microsoft né altri che lo imitano, perché non si presenta come una tabella pronta, ma come un linguaggio di programmazione grezzo pieno di codici (tag).

A volte, insieme alla fattura vera e propria, nella PEC si riceve un secondo file XML più piccolo. Si tratta di un file di metadati, cioè un file di servizio generato dal Sistema di Interscambio (SdI) che riporta i dati tecnici della trasmissione, come l'identificativo univoco della spedizione, il nome del file originale inserito nel sistema, il codice fiscale del trasmittente e l'esito del recapito.

Il file con estensione P7M è invece la fattura commerciale vera e propria nei casi in cui il mittente ha l'obbligo (o la scelta) di apporvi una firma digitale crittografata.

Per leggere correttamente entrambi i formati esistono strumenti gratuiti online e offline.

Un esempio di strumento online è Amministrazioni Comunali - Visualizzatore XML e P7M (https://www.amministrazionicomunali.it/fatturexml/)

Un esempio di strumento gratuito e leggero (pure portable) da usare su PC è Visualizza Fattura Elettronica, scaricabile da https://visualizzafatturaelettronica.it/, rilasciato dall'azienda MIGG Informatica & Ricerca (https://migg.it/).

 

25 luglio 2026

Visualizzatori di file EML: MiTeC Mail Viewer e CoolUtils Mail Viewer

Salvare un messaggio di posta elettronica completo delle sue intestazioni (mittente, destinatario, data, oggetto e altri metadati) significa generalmente creare un file con estensione eml.

Può sembrare strano, ma Windows non include un visualizzatore dedicato ai file .eml. In passato c'erano Outlook Express e Windows Mail, ma nelle versioni moderne di Windows non esiste più un'app preinstallata per questo scopo.

Per leggere file con estensione eml la prima cosa che viene in mente è la necessità di installare un programma che sia un cliente di posta elettronica, su cui deve essere importato, ma installare un client soltanto per aprire occasionalmente un file .eml può risultare eccessivo (è comprensibile installarlo se lo si userà anche per gestire la posta, ma installarlo solo per leggere un file.eml a me scoccerebbe).

Ma si può farne a meno e ricorrere a un programma leggero, nato solo per leggere questo tipo di formato.

Un programma del genere esiste e si chiama MiTeC Mail Viewer. È portable, quindi non necessita di installazione. Ed è gratuito per uso non commerciale.

Il link per il download è

https://www.mitec.cz/mailview.html

Se poi ti serve un programma che oltre ai file .eml legga anche i file .msg (il formato di Microsoft Outlook) e .P7M (messaggi con firma digitale), allora quello che fa per te è CoolUtils Mail Viewer. Anch'esso è gratuito per uso non commerciale, è più leggero di un classico email client, pur non essendo disponibile in versione portable (necessita dunque di installazione).

Il link per il download è

https://www.coolutils.com/MailViewer

16 luglio 2026

AVI, Ambulanze Veterinarie Italia: pronto soccorso per animali

AVI, acronimo di Ambulanze Veterinarie Italia, è una rete federata di volontari che interviene in caso di emergenza sanitaria per animali: i volontari raggiungono il luogo dell'evento, prestano il primo soccorso sul posto e trasportano l'animale all'ambulatorio veterinario più vicino.

Il numero da chiamare è

331 - 482.47.24

Dopo aver chiamato questo numero viene chiesto di specificare la zona, e si viene poi reindirizzati alla sede di competenza.

È anche possibile contattare il

112

che smisterà la pratica ad AVI se esiste una convenzione attiva in quella provincia. In assenza di convenzione, e se si tratta di un animale di un privato, occorre contattare direttamente AVI.

Il servizio principale di AVI è il primo soccorso sul posto. I volontari sono addestrati ad es. per la somministrazione di ossigeno, per il trasferimento corretto dell'animale sul mezzo di trasporto e per la gestione in sicurezza dell'animale che potrebbe reagire malamente al contatto.

In altri casi il servizio può essere utile anche solo per il trasporto: ad esempio, quando il padrone non riesce fisicamente a spostare da solo un animale di grossa taglia (si pensi a un cane pastore maremmano al secondo piano senza ascensore).

Per gli animali selvatici il discorso è diverso. Ogni sede della federazione ha le proprie convenzioni, ad es. le province di Alessandria e Asti hanno stipulato una convenzione con AVI per il recupero della fauna selvatica. Dove la convenzione non esiste, il servizio per animali selvatici non è attivo, perché nessuno copre la spesa delle cure veterinarie.

Sussiste inoltre una convenzione con le società autostradali (Autostrade per l'Italia e non solo) per alcune tratte autostradali del nord Italia.

Sito di Ambulanze Veterinarie Italia:

https://www.ambulanzeveterinarieitalia.it/