22 febbraio 2020

Schifosi aguzzini e ladri musicali

Anni fa ebbi una breve conversazione da qualche parte sul web (non ricordo dove... sto recuperando questa cosa da una bozza del blog che avevo salvato e di cui avevo dimenticato l'esistenza). Riguardava la mia intenzione di proporre una mia canzone a Laura Pausini, dato che mi sembrava proprio adatta a lei. Dopo averla registrata alla SIAE (a cui mi ero ri-iscritto dopo anni di abbandono) l'avevo messa su Youtube. Eccola qui: https://youtu.be/wwEF3yGJ8cY.

Di questa conversazione incollo di seguito i messaggi di due musicisti con molta esperienza, affinché anche tu possa vomitare assieme a me. Buona lettura.

----------------------

Rocco:
 
Il tuo pezzo l'ho sentito tre volte: mi piace e mi pare che effettivamente echeggi lo stile della Pausini. Lei potrebbe farne un successo. Ma proprio qui sta il problema. A parte la difficoltà di raggiungerla e proporglielo, tu lo hai già depositato alla Siae e sicuramente la composizione ti appartiene come autore della musica e della parte letteraria. Per quello che risulta a me, questo non piace ai grandi interpreti (e a chi fa i loro interessi). Questi vogliono che il brano sia, oltre che inedito, anche non ancora depositato alla Siae.
Bravo, mi dirai, così te lo fregano!
Precisamente.
Loro (spesso) ti dicono così: Sì, il brano ci piace e si potrebbe incidere, ma dovremmo firmarlo noi, musica e parole. E tu: ma come? Il pezzo l'ho composto io...
Sì, sì stai tranquillo, il tuo nome figurerà tra gli autori, solo che avrai una quota di 6/24 (o meno ancora) e sarà comunque qualcosa di cui potrai essere contento, visto che l'alternativa è di tenerlo nel cassetto a coprirsi di polvere e di oblio...
Certo, lo so, sono stato troppo pessimista ma tu mi scuserai, considerando la mia età e il fatto che ho passato la vita vivendo di musica e incontrando, tra le soddifazioni, anche schifezze di questo genere.

Elisha:

Io tempo fa ho mandato un mio brano a Mina alla sua casa editrice in Svizzera e non ho mai avuto risposta.
Dopo quasi tre anni il mio brano lo sento a Sanremo con un altro titolo, pochino più veloce e cantato da un rumeno, ospite.
Non c'è mai stato più nessun seguito, ti ammonisco di stare attento.

----------------------

Quindi sì, preferirei che le mie canze rimanessero in un cassetto a coprirsi di polvere e olbìo piuttosto che farne un prodotto che fa avere anche un solo euro a veri e propri aguzzini.

Mi consola il fatto che non ho più tutta quella voglia di successo che avevo a 16 anni (sono  affaccendato in un mestiere molto più utile alla comunità), e che comunque c'è Youtube, grazie a cui una manciata di persone mi ascolta e mi fa qualche complimento.

Spero che continui e cresca la tendenza che vede i nuovi cantautori promuoversi sul web autonomamente e raggiungere un sufficiente successo iniziale grazie alle condivisioni degli utenti, in modo che possano avere un maggior possibile potere contrattuale con i produttori discografici, che dovranno fare il loro mestiere con dignità anziché comportarsi da arroganti sfruttatori.

07 gennaio 2020

Donazione di organi e paure ingiustificate

C’è chi parla di “predazione degli organi” e di esseri umani squartati ancora vivi.

Tutte stupidaggini, come spieghiamo nella puntata 27 di Malaspeak:



Nel momento stesso nel quale il cervello muore, non manda più stimoli ai polmoni che cessano di funzionare. Il che significa che, a breve, anche il cuore cessa di battere per mancanza di ossigeno. Diverso il caso nel quale il paziente con encefalogramma piatto ma intubato: in quel caso i polmoni continuerebbero ad ossigenare il sangue consentendo al cuore di sopravvivere e battere ancora. Ma il cervello comincia in circa 3 minuti ad andare in necrosi. Tecnicamente viene definita "colliquazione" del cervello. In tutti i casi nei quali un paziente è stato tenuto "in vita" artificialmente, l'autopsia ha rivelato che il cervello era in necrosi, in tutto o in parte.

La necrosi viene definita " l’insieme di alterazioni che in un organismo vivente comportano la morte di cellule o gruppi cellulari, zone di tessuto e porzioni di organo.

Si tratta di una morte “traumatica” non reversibile, caratterizzata da una serie di modificazioni della forma cellulare (morfologia)." In altri termini, muoiono, una dopo l'altra, le cellule che compongono il cervello.

Chi ha subito un ictus presenta spesso aree di necrosi nel cervello. Se l'area è particolarmente contenuta, i neuroni possono sinaptare intorno all'area stessa, costruendo nuovi "circuiti" che consentano di vicariare e tornare ad una situazione sufficientemente normali. In questi casi i danni legati ad un ictus possono essere minimi o estremamente ridotti. Ma l'area di necrosi resta. Quando un cervello muore, quando l'encefalogramma è piatto, quando il cervello incomincia a morire pur in presenza di ventilazione forzata, pur in presenza di un cuore che batte (il cuore non ha bisogno di stimoli elettrici cerebrali per contrarsi, possiede un gruppo di cellule nervose che lo stimolano, il nodo senoatriale, che è il pacemaker fisiologico), non ci troviamo più di fronte ad un paziente ma ad un cadavere.

Molto diverso è il coma, situazione reversibile (anche se non sempre), durante la quale l'elettroencefalogramma NON è piatto, il cervello NON è morto, e si è di fronte ad un paziente e non ad un cadavere.

29 dicembre 2019

Carte di pagamento senza costi di cambio

Informazioni aggiornate a dicembre 2019... Per info più precise e sicure consulta i siti dei relativi istituti di credito

Quando fai un acquisto con una carta di credito o ricaricabile, se il prodotto viene venduto in una valuta diversa da quella con cui paghi, solitamente c'è una spesa aggiuntiva che devi sostenere: la spesa di cambio.

Questo significa che nella conversione ad esempio da euro a dollaro USA spendi dei soldi richiesti dall'istituto di credito che effettua la conversione.

Avviene ad esempio con la carta Paypal Prepagata.

Ma esistono alcuni istituti di credito che permettono di pagare in una valuta diversa dalla propria senza che nessuno ci faccia la cresta, cioè senza l'aggiunta di commissioni, né fisse, né a percentuale

Ad esempio puoi fare una carta di credito con Banca Etica (che fa parte del Credito Cooperativo).
O una prepagata con Banca Etica, a cui è associato un IBAN, che quindi dà la possibilità di ricevere pagamenti con bonifico. Da notare che farsi una prepagata rende non necessario l'apertura di un conto presso la stessa banca.
Comunque se apri un conto corrente, quando conterrà un minimo di 1000 euro avrai la funzione di home banking gratuita, sia per consultare che per esegurie operazioni.

Altro esempio: una carta prepagata Revolut.
C'è una commissione del 2%, ma solo per transazioni di 500 sterline o più, e per prelievi mensili superiori a 200 euro.
Anche questa carta è provvista di un IBAN. Può essere ricaricata con bonifico oppure tramite altre carte.
Revolut ti permette di creare una carta usa e getta, da usare se non ti fidi granché del sito web in cui stai acquistando. Puoi così mantenere segreti i dati della tua carta principale, quella fisica.

Poi ci sarebbe Transferwise, che ha commissioni di cambio, ma bassissime.
Testimonianza di un mio amico: "Per convertire 20 euro in peso argentini Transferwise mi ha fatto pagare 9 peso di commissione ovvero 0,13 centesimi di euro".
T
i dà vari IBAN relativi a varie nazioni, cosicché in altrettanti luoghi del mondo si mantiene basso il costo dei bonifici da e verso la carta Trasnferwise.
Perché ho detto ci sarebbe? Perché non mi sento di consigliarlo. Infatti ho appena letto su Facebook le seguenti parole di un utente che ha commentato un post di un mio amico:
"Mi hanno chiuso due account rubandomi anche soldi [...] senza spiegazione. Il supporto non ti aiuta e ti mandano questa mail:
[traduco io in italiano]
Ciao [tuo nome]
Abbiamo deciso di chiudere il tuo account. Sfortunatamente non possiamo dirti specificamente il perché - è per via delle nostre regole. Ma possiamo scegliere di chiudere un account se pensiamo: che sia un duplicato di un altro (puoi avere un solo account TransferWise, a meno che non autorizziamo a fare diversamente), o che sia connesso con attività che potrebbero essere illegali, o che la sua sicurezza sia stata compromessa. Questi sono solo esempi, comunque. Puoi trovare altre motivazioni nel nostro documento su termini e condizioni d'uso. Ci spiace non poterti più offrire i nostri servizi. Grazie.
Il Team di TransferWise"

 
E la tassa sul conto corrente?

L'imposta di bollo si paga solo se la giacenza media è di 5.000 € o più.

Per quanto riguarda le carte estere, se la giacenza media raggiunge i 5.000 € si deve compilare il quadro RW del modello Unico o 730, affinché il fisco italiano possa tassarlo.

26 dicembre 2019

Come non pagare il canone RAI

Se, non possedendo un televisore, vuoi evitare che l’azienda fornitrice di energia elettrica ti addebiti in bolletta il canone TV, devi inviare all’Agenzia delle Entrate una specifica dichiarazione, che può essere fatta in modalità cartacea o telematica. Consiglio la modalità telematica, cosa che inizialmente potrà sembrarti macchiosa se ancora non hai effettuato una delle registrazioni menzionate sotto; ma tale registrazione dovrai fare una tantum, dunque gli anni successivi risparmierai tempo e non dovrai spendere per la raccomandata.
 
...Sì, gli anni successivi. Nel senso che la dichiarazione di non possesso del televosore ha validità annuale e dev'essere ripetuta ogni anno (sigh): per essere esentato in un dato anno legale devi inviare la dichiarazione nel periodo compreso fra il 1° luglio dell'anno precedente e il 31 gennaio dell'anno stesso.
Ad esempio, per essere esenti per tutto il 2021 la dichiarazione va inviata fra il 1° luglio 2020 e il 31 gennaio 2021.

Nota: dopo aver attuato una delle procedure che ti indico qui sotto è bene avvertire l'azienda fornitrice di energia elettrica del fatto che sei esentato dal pagamento del canone TV. Se per errore ti verrà inserito in bolletta, non pagarlo comunque: paga solamente la parte che concerne la fornitura di energia elettrica. Se il pagamento è avvenuto in automatico perché avevi l'addebito automatico sul conto corrente, contatta l'azienda, chiedi un rimborso e fai presente che il canone TV non dovrà esserti più addebitato.



MODALITÀ CARTACEA


  • Sotto a “Servizi” clicca su “Tutti i servizi”
  • Clicca su “Agevolazioni”
  • Clicca su “Canone tv - Casi di esonero - Dichiarazione sostitutiva”
  • Sulla sinistra, sotto “Informazioni” clicca su “Dichiarazione sostitutiva”
  • Accederai a una pagina da cui potrai scaricare il modello PDF della dichiarazione; alla stessa pagina è indicato l’indirizzo a cui spedirlo.
  • Clicca su “modello pdf” per visualizzare il file PDF contenente il modulo
  • Stampa il modulo contenuto nel PDF, compilalo, firmalo e spediscilo con raccomandata senza busta, unitamente alla fotocopia di un tuo documento di identità valido

MODALITÀ TELEMATICA


Per questo è necessario avere una identità digitale SPID, oppure avere un account Fisconline, oppure avere una CNS (Carta Nazionale dei Servizi) (vedi https://www.card.infocamere.it/infocard/pub/cns-a-cosa-serve_5473). Ne parlo in quest’altro articolo.

Una volta in possesso di uno dei suddetti requisiti, segui queste istruzioni:

  • A destra clicca “Area riservata”
  • Clicca su “Accedi” sotto Entratel/Fisconline
  • Sulla destra clicca sotto uno dei bottoni sotto a “Accedi al servizio”
  • Inserisci le credenziali ed effettua l’accesso.
  • Sotto “Servizi” clicca su “Tutti i servizi”
  • Sulla sinistra clicca su “Servizi online”
  • Sotto “Agevolazioni” clicca su “Canone tv – Casi di esonero – Dichiarazione sostitutiva”
  • Clicca su “Accedi al servizio”
  • Clicca su “Invio dichiarazione”
  • Compila il questionario online. Se semplicemente non hai il televisore, all’inizio scegli il quadro A.
  • Conclusa la compilazione del questionario, premi il tasto “Invia”. Comparirà una scritta che ti notifica il buon fine dell’operazione.
  • Riceverai via email dall'Agenzia delle Entrate delle istruzioni per scaricare la ricevuta della tua dichiarazione in formato PDF. Te le fornisco anche qui di seguito: vai su https://telematici.agenziaentrate.gov.it e, se non sei autenticato, autenticati; clicca su "Servizi", poi su "Tutti", poi vai al trafiletto "Ricerca ricevute" e clicca su "Vai al servizio". Oppure, senza tanti clic, sempre da autenticato vai direttamente al link https://apptel.agenziaentrate.gov.it/RicevuteComunicazioniWeb/ricevute. Si apre così la pagina con l'elenco di ricevute; per scaricare quella desiderata devi cliccare sulla relativa icona a forma di cartella verde..

 

RISPOSTE AD ALCUNE DOMANDE FREQUENTI

- Cosa accade se eseguo la procedura in un periodo diverso da quello indicato?
- Se hai eseguito la procedura in un periodo compreso fra il 1° febbraio e il 30 giugno, sei esente "a metà" dal pagamento del canone TV nel secondo semestre dello stesso anno, cioè sei esente per il periodo che va da luglio a dicembre, mentre per il periodo gennaio-giugno non sei esente.

- Ho due case e solo in una delle due c'è un televisore. Cosa faccio?
- Sei sono intestate a te più utenze di fornitura di energia elettrica, la ditta fornitrice inserirà la maggiorazione per il canone TV nella bolletta di una sola delle due utenze. La regola è un canone RAI per ogni nucleo familiare in possesso di una TV, non un canone per ogni utenza di energia elettrica.

- Come fanno a verificare se hai veramente la TV?
- Mandataria delle perquisizioni delle abitazioni allo scopo di trovare televisori è la Guardia di Finanza. Che però sarebbe strano si cimentasse in tale eroica impresa, perché ha altro da fare. E anche per un altro motivo: se vieni beccato in possesso di un televisore, puoi sempre dire che ce l'ha da ieri (nessuno ti obbliga a conservarne lo scontrino, e inoltre non esiste scontrino nel caso tu l'abbia acquistato usato da un privato). Il controllo sarebbe utile unicamente a certificare che un televisore è posseduto da te, che quindi dovrai pagare il canone TV da quel momento in poi per quel semestre. E anche per quelli successivi, sempre che tu non metta in atto la procedura con cui dichiari di non possedere più il televisore.

- Ho una Smart TV, con cui guardo solo Netflix. Quindi mi spetta l'esenzione dal canone RAI?
- No, così come non sei esente se guardi tutti i canali televisivi tranne la TV di stato. L'esenzione spetta solo a chi non ha dispositivi che ricevono il segnale TV; se ne hai uno è obbligatorio per legge scucire i quattrini per la RAI anche se non la guardi mai, anche se tieni spento il televisore tutto l'anno, anche se lo usi solo come schermo per il compiuter o per guardare Netflix o simili.
 
- Si deve pagare il canone RAI anche se si possiede un televisore vecchio, non compatibile con lo standard DVB-T2?
- Sì, perché se non è compatibile può sempre diventarlo, anche se è un televisore vecchio, anche se è un vecchissimo televisore a tubo catodico. Può diventarlo grazie ad apposito decoder. Fonte: https://tech.everyeye.it/notizie/cosa-succedera-vecchi-tv-switch-off-dvb-t2-522709.html
 
- In che modo devo avvertire il fornitore di energia elettrica che non deve inserirmi il canone TV in bolletta dal momento che non ho il televisore?
- Non esiste una regola, dato che dovrebbe saperlo già da sé. Probabilmente è sufficiente telefonare al centro assistenza e, eventualmente (cosa improbabile) seguire le istruzioni fornite dall'operatore.

- È un problema se non mi è arrivata l'email dall'Agenzia delle Entrate?
- No. Se hai la ricevuta scaricata da http://telematici.agenziaentrate.gov.it/ ti basta quella.

23 dicembre 2019

La crudeltà della produzione di latte



A causa dell'idea sulla produzione del latte che viene diffusa dalle pubblicità, nell'immaginario di molte persone le mucche pascolano serene sui prati, vengono munte a mano e trattate con rispetto.

Molto più triste e ingiusta, purtroppo, è il trattamento riservato alla stragrande maggioranza di mucche "da latte" (nota: questo è un tipico caso in cui la parola "da" indica che qualcuno ha arbitrariamente attribuito  una cosa, a un persona o a un animle un certo destino, come se non fosse colpa di nessuno).

La stragrande maggioranza delle mucche, infatti, sono costrette a trascorrere la loro vita negli allevamenti intensivi. Una vita di inferno da quando nascono a quando muoiono.

A differenza di quello che gli allevatori vogliono farci credere, queste mucche non hanno mai la possibilità di pascolare su un prato, non sperimentano la libertà neanche per un secondo della loro vita. Vivono in piccolissimi spazi chiusi

In 10 mesi a una singola mucca vengono fatti produrre fino a 60 litri di latte al giorno; produrrebbe invece solo 4 litri al giorno se fosse lasciata libera di vivere secondo natura.
Per una produzione costante di latte, le mucche vengono ingravidate appena possibile.
Il loro organismo viene sfruttato in modo abnorme, tanto che la loro vita media, secondo natura 25 anni, si riduce a 5 anni.

La produzione intensiva e l'incessante mungitura spesso provocano alle mucche una dolorosa mastite, cioè l'infiammazione delle mammelle.
Le mucche sono piene di ferite, infezioni e danni alle zampe. Molto spesso le pratiche preventive e le cure vengono effettute dagli allevatori, in violazione della legge, che attribuisce questi compiti l veterinario.

Ogni vitello subito dopo il parto, viene strappato alla madre, che non rivedrà mai più (e una mucca può manifestare anche per tre mesi la propria sofferenza per il distacco dal suo piccolo). Il cucciolo viene tenuto isolato in un piccolo box, spesso in condizioni igieniche terribili; per prevenire la comparsa delle corna, sulla sua testa viene applicata la pasta caustica, che provoca un forte dolore. Il destino del vitello è essere macellato da adulto oppure dopo poco tempo; diverso può essere il destino di una femmina. Se è fortunata sarà macellata subito, altrimenti le spetterà la stessa vita di inferno di sua mamma.

Quando in TV si parla delle sofferenze negli allevamenti intensivi (ad es. grazie a Animal Equality), gli allevatori o i politici alla ricerca del loro voto dicono che si tratta di casi isolati. Ovviamente mentono sapendo di mentire.

Non è l'eccezione, è la regola.

Le mucche che pascolano all'aperto, quelli sì, sono casi rarissimi rispetto alla totalità. Per il resto, l'allevamento intensivo è la triste vita quotidiana che questi animali sono costretti a vivere per la produzione di latte. Un'esistenza scandita da automatismi, dalla separazione dai propri cuccioli e soprattutto dal disagio e dal dolore.

Fai la tua parte per eliminare questa ingiustizia, subita da creature in grado di percepire dolore come noi umani, che possono soffrire psicologicamente e dare affetto esattamente come un cane. Elimina dalla tua alimentazione e dalla tua spesa i prodotti degli allevamenti intensivi. Il latte è uno di questi. Ricordalo quando compri cibi, bevande, prodotti per l'igiene personale e cosmetici.