18 agosto 2016

Facebook: sarebbe utile una funzione promemoria per ogni utente

Poco fa sono andato alla pagina Facebook dedicata al feedback da parte degli utenti e ho scritto allo staff l'ipotesi di soluzione a un problema che a volte ho incontrato, e che immagino possano incontrare molte altre persone:

"Consiglio di creare una funzione che mi consente di salvare delle note su ogni utente Facebook. Sono tanti gli utenti Facebook con cui abbiamo a che fare nel corso della vita, ed è probabile che ci scordiamo in che modo abbiamo conosciuto una persona, col rischio di fare delel brutte figure nel momento in cui torniamo a parlarci.
Inoltre nel corso degli anni sono tanti anche gli utenti che, per vari motivi, decidiamo di bloccare. E non possiamo ricordarci sempre il motivo per il quale abbiamo bloccato un utente. Anche per questo motivo la funzione suddetta potrebbe essere utile: potrà essere utile leggere un appunto che avevamo scritto prima di bloccare un utente per decidere oggi se sbloccarlo oppure no o per spiegare a un amico perché in passato abbiamo deciso di allontanare dalla nostra vita quella persona"

Prima che FB aggiunga questa funzione, cosa si può fare per ottenere qualcosa di simile in modo un po' artigianale? Si può usare la funzione chat per scrivere il promemoria. Cioè subito prima di bloccare una persona gli si scrive un messaggio in chat, che sarà sempre a noi reperibile, spiegando i motivi del blocco.

17 agosto 2016

Come creare un podcast con Blogger e Google Sites

Istruzioni molto molto riassuntive....


CREARE UN PODCAST CON BLOGGER E GOOGLE SITES

  • Nel pannello di Blogger vai su Impostazioni - Altro - Link di inclusione - Scegli Sì, poi salva
  • Se non l’hai già fatto crea un sito con Google Sites (https://sites.google.com/)
  • Entra nel tuo account Google Sites; nel menù a tendina che ti chiede che tipo di pagina vuoi creare scegli ”Schedario” (consiglio di posizionare gerarchicamente la pagina sotto alla Home Page)
  • Clicca su Aggiungi file e carica il primo Mp3 del podcast
  • Creata la pagina, memorizza negli appunti l'URL dell'Mp3 in questo modo: col tasto destro clicca su "scarica" sotto al file Mp3 appena caricato, poi con CTRL + C copia il collegamento e incollalo con CTRL + V su un file di testo (o sulla barra degli indirizzi), poi cancella la porzione finale dell'URL, dal punto interrogativo compreso in poi; evidenzia la stringa rimanente e copiala usando di nuovo CTRL + C
  • Su Blogger crea un nuovo articolo del blog, e sulla destra clicca su Link. Nel primo spazio “Link di Inclusione” incolla la URL che avevi copiato negli appunti
  • Pubblica l’articolo
  • Verifica che il link per il download dell’Mp3 sia presente alla pagina del feed del tuo blog, e cioè http://feeds.feedburner.com/blogspot/porzione_di_URL_personalizzata_del_blog, dove la "porzione di URL personalizzata del blog" è ad esempio "tiziocaio" se il blog ha come indirizzo http://tiziocaio.blogspot.com
  • Nella casella sotto “Burn a feed right this istant…” scrivi l’indirizzo del tuo blog, poi seleziona la casella “I am a podcaster” e clicca su Next
  • Scegli ATOM, clicca su Next e procedi con la configurazione
  • Alla fine della configurazione (durante la quale è fra l’altro consigliato indicare il link a un’immagine di copertina) ti sarà comunicata l’URL del feed, che sarà del tipo http://feeds.feedburner.com/blogspot/[stringa_alfanumerica] (puoi sostituire la stringa alfanumerica con una stringa di tua scelta)
  • Clicca su Next e procedi con la configurazione
  • Torna al pannello di Blogger, vai su Impostazioni - Altro - URL di reindirizzamento feed post - incolla la suddetta URL del feed e in alto a destra clicca Salva impostazioni

Adesso che hai creato il podcast, la procedura per caricare i successivi Mp3 sarà più semplice:

  • Su Google Sites modifica la pagina "Archivio" che hai creato cliccando su Aggiungi File e caricando il nuovo Mp3, poi salvala.
  • Nella pagina che hai appena aggiornato copia negli appunti l'indirizzo del nuovo Mp3 come spiegato sopra
  • Su Blogger crea un nuovo articolo e procedi come spiegato sopra per aggiungere il link di inclusione relativo al nuovo Mp3


ISTRUZIONI PER CHI VUOLE ISCRIVERSI AL TUO PODCAST

Su iTunes vai su File - Iscriviti al podcast - Nella finestra scrivi l’URL del feed e premi Ok.

15 agosto 2016

Primo studio sulle "scie chimiche": nessuna evidenza di operazioni occulte

L’articolo originale in inglese di Science Alert si trova a questa pagina.

È stato pubblicato il primo articolo peer-reviewed sulla cospirazione delle scie chimiche - l’idea secondo cui degli enti governativi starebbero segretamente facendo rilasciare sostanze chimiche nell’aria per mezzo di velivoli.

I ricercatori non hanno trovato alcuna evidenza di attuazione di programmi che prevedano lo spruzzo di sostanze chimiche su larga scala e di cui non saremmo a conoscenza, e hanno concluso che tutti i caratteristici disegni di “scie chimiche” nel cielo possono essere spiegati con le già conosciute leggi scientifiche sul vapore acqueo.

Nonostante la mancanza di solide evidenze sulle scie chimiche, questa teoria non morirà, e continuerà la ricorrenza di memi che circolano su Facebook e Twitter (grazie, Kylie Jenner) a suggerire che gli aerei strascicatori di nuvole sono qualcosa di ben più sinistro.

Questi disegni nel cielo sono in realtà conosciuti come scie di condensazione, e gli scienziati hanno mostrato che sono il prodotto del vapore acqueo che si condensa e dell'aerosol che si ghiaccia intorno nei tubi di scappamento.

Ma per qualche motivo tante persone pensano che siano causati da industrie o governi che spruzzano nell’atmosfera sostanze chimiche in grado di danneggiare la salute o di controllare i fenomeni meteorologici – un sondaggio internazionale del 2011 ha rivelato che quasi il 17% delle persone intervistate credeva nelle programmazioni segrete di irrorazione su larga scala.

“Volevamo stabilire una documentazione scientifica sul tema dei programmi segreti di irrorazione atmosferica per il bene delle persone che non hanno ancora deciso - ha detto il direttore della ricerca Steven Davis dalla University of California, Irvine - Gli esperti che abbiamo interrogato hanno respinto con forza la tesi secondo cui le fotografie di scie di condensa fornirebbero un’evidenza di una cospirazione per la manipolazione dell’atmosfera su larga scala.”

Per fare chiarezza, l’equipe ha interrogato 77 scienziati che si suppone sappiano cosa dicono – sono stati o chimici dell’atmosfera specializzati in scie di condensazione o geochimici che hanno lavorato nel campo dei depositi atmosferici di polvere e dell’inquinamento.

Di questi, 76 dei 77 esperti hanno detto di non essere venuti a conoscenza di programmi segreti di irrorazione su larga scala.

L’evidenza che il settantasettesimo ha incontrato riguardava “alti livelli atmosferici di bario in un’area remota in cui normalmente c’era una bassa quantità di bario a livello del suolo”.

In altre parole, aveva visto una differenza che poteva essere spiegata con sostanze chimiche irrorate nell’atmosfera, ma non aveva incontrato nessun segno di attività nefasta.

E soprattutto ai ricercatori sono state mostrate quattro immagini che comunemente circolavano come prova di scie chimiche, e il 100% di loro hanno detto che erano normali scie di condensazione – e hanno fornito citazioni peer-reviewed che certificavano le loro affermazioni.

I ricercatori inoltre hanno suggerito che le scie di condensazione sono più comuni in questi giorni poiché i viaggi aerei stanno diventando più regolari.

“Nonostante la persistenza di erronee teorie sui programmi di irrorazione atmosferica, fin ora su questo non ci sono strati studi accademici peer-reviewed, e questo lascia dedurre che le supposte 'scie chimiche' sono semplicemente normali scie di condensazione, che stanno aumentando di numero con l’aumento dei viaggi aerei - ha detto uno dei ricercatori, Ken Caldeira, del Carnegie Institution for Science - Inoltre è possibile che il cambiamento climatico stia causando scie di condensazione per periodo più lunghi rispetto al passato”.

I membri dell’equipe ha ammesso che la loro ricerca probabilmente non influenzerà l’opinione di chi già crede nelle scie chimiche, ma sperano che fornendo uno studio peer-reviewed su di esse, le persone nuove che per la prima volta si approcciano a questo argomento troveranno qualcosa di oggettivo nella loro ricerca.

“Era importante per me mostrare una volta per tutte cosa pensano i veri esperti in scie di condensazione e aerosol - ha detto Caldeira - Potremmo non convincere gli irriducibili sostenitori che il loro programma di irrorazione segreto sia solo pura fantasia, ma auspicabilmente i loro amici accetteranno la realtà dei fatti”

La ricerca è stata pubblicata in Enviromental Research Letters.

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Articolo correlato: 1000 euro per una scia chimica - Intervista ai blogger David Incertis, ingegnere chimico, e Gabriel Incertis, musicista appassionato di scienza, che ispirandosi al "Premio Randi" hanno deciso di offrire 1000 euro a chiunque presenterà prove tangibili di un complotto sulle cosiddette scie chimiche.

13 agosto 2016

Il tempo libero altrui come argomentazione sbeffeggiante

Questo articolo è rivolto a chi si cimenta in un'attività stupida, inutile e pretestuosa: reagire a un commento ritenuto lungo (o più di uno) commentando che l'interlocutore ha tanto tempo libero.

A parte il fatto che ad avere tempo libero non c'è nulla di male, adesso mi cronometro. Senza stare troppo a cancellare e riscrivere se faccio qualche errore stilistico o senza troppo guardare cosa ho scritto di organico o convulso, creerò questo articolo con lo stesso spirito con cui scrivo un commento su Facebook o simili: di getto, giusto per cronometrarmi, appunto. Quando ho iniziato a scrivere il titolo erano le 19.30, e adesso che sono qui sono le 19.32. Veloce? Lento? Quanto ci ho pensato? Quanto mi sono soffermato? Pochissimo, giusto il tempo di cancellicchiare qualche parolina, ma sempre con l'intento di scrivere veloce, a raffica... Ah, dici che secondo te per ottenere una lunghezza plausibile dovrei, al contrario, rallentare? Sì, in effetti a volte chi commenta ci pensa, ci ripensa, scrive, cancella, aggiusta le parole... Ma siccome la cosa non è valutabile ed è opinabile, facciamo che do la possibilità di ponderare il giudizio di chi legge facendo la tara sulla mia scrittura a treno (o quasi, perché un po' mi sto impappinando a scrivere così veloce) e spero, romanticamente fantasticando, in un minimo barlume di onestà intellettuale da parte di chi adesso scopre di avere detto una grande sciocchezza. Ecco, vedo che almeno da com'è configurata l'interfaccia di Blogger in modalità scrittura, questo pappardello qua che ho scritto, se fosse un commento su Facebook apparirebbe invero abbastanza cicciotto. Sì, sarebbe uno di quei commenti che probabilmente indurrebbero qualche imbecille che non concorda con me a dire che ho un sacco di tempo libero in senso dispregiativo. Ed ecco qua... quanto ci ho messo a scrivere questa roba qui che stai leggendo e che dovrebbe farti pensare che non ho nulla, ma proprio nulla da fare, tenendo conto che ho cercato di scrivere veloce velocissimo e senza troppe cancellature (cosa che del resto fanno in molti, con conseguenti errori di digitazione e anche sintattici... va beh, essendo buoni anche questi ultimi possiamo attribuirli alla fretta anche se ho i miei dubbi) ?
Guardiamo un po' l'orologio di Windows... Ecco, aspettavo che fossero passati 8 minuti ma no, non passano. Siamo sempre a sette, oh.

Ecco, sono passati ora. 8 minuti.

Ora dico io: su, renditi conto di quanto sei persona sbagliata se ci tieni a evidenziare che ho tanto tempo libero. Renditi conto che il problema centrale non è tanto il mio tempo libero, quanto uno o entrambi i seguenti:
- banalmente, l'invidia da parte tua per il fatto che io ne disponga (invidia che non fai certo bella figura ad esternare con fare denigratorio... Che ti devo fare io?)
- la tua somarezza, ché quando ti trovi davanti più di 5 righi da leggere ti spaventi per la grande fatica che ti si prospetta e immagini che io ci abbia lavorato chissà quanto.

Ecco, è passato un altro minuto, siamo a nove, e in nove minuti ho praticamente finito di scrivere un articolo sul mio blog. Uno degli articoli più veloci, ok, perché sto rispettando l'intento iniziale, quello di andare come un treno senza pietà, ma insomma... Capisci adesso? Capisci che semplicemente una persona a pensare e a scrivere potrebbe essere più veloce di quanto immagini, e che un po' di tempo dovresti semmai risparmiarlo tu evitando di scrivere argomentazioni farlocche? Coraggio. Ché leggere non è così male e un giorno o l'altro un testo maggiore di 5 righe non ti impressionerà più di tanto.

Siamo a 12 minuti e qualcosina appena. Ne valeva decisamente la pena. Vedi sezione "Perché questo blog" e capirai, sempre a proposito di tempo.

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Aggiornamenti del 31.08.2016

1)

Ho ritoccato e corretto un po' quanto sopra, ma la lunghezza più o meno rimane quella, e... beh, la versione originale era comunque decente, nonostante qualche erroretto.

2)

Nella fretta non avevo scritto che... E se pure il tempo totale impiegato a scrivere uno o più commenti fosse un'ora? La gente passa anche più tempo davanti a una birra (bleah) chiacchierando di cose che vanno dal trash no-sense al tema socialmente rilevante, giusto per svagarsi.

Se tu entrassi in un pub dove ci sono due al tavolo che parlano di argomenti che ritieni frivoli, immagino che non interverresti dicendo: "Ragazzi, ma come vivete? Mi sa che non avete davvero nulla da fare se state qui a parlare di queste cose". Perché se lo facessi saresti meritatamente liquidato con una sberla o con un "Fatti gli affari tuoi, ma chi ti conosce", cioè messaggi riassuntivi che racchiudono più o meno i seguenti concetti:

- Ma che ne sai tu? L'argomento di cui stiamo parlando ti sembra stupido, e invece potrebbe essere cruciale. Magari stiamo facendo battute su battute, e questo per noi è un lavoro, perché lo facciamo per raccogliere idee per uno spettacolo teatrale comico. Magari parliamo di calcio e, guarda un po', lavoriamo in quella squadra. Magari parliamo di politica non tanto per fare, perché vogliamo mettere su una lista per candidarci alle prossime elezioni comunali. Magari parliamo di discoteche e siamo gestori di una discoteca e stiamo scambiandoci opinioni su come portare avanti il lavoro confrontandolo con quello della concorrenza. Magari parliamo di qualcosa che non ti tocca ma che è importante per me per motivi legati ai miei valori e alle mie esperienze, o perché colgo degli aspetti che a te risultano invisibili.
- Metti pure che siamo qui da un'ora a parlare di cose poco importanti. Hai mai sentito parlare di "svago"? È una bella cosa. A patto che non consista nel criticare gli altri per il modo in cui gestiscono il loro tempo.
- È pomeriggio / tarda mattinata, e siamo qui invece che a lavorare? Che ne sai dei giorni e dei turni che facciamo? Non tutti lavorano dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 18.
- ...O forse siamo in ferie. E no, il fatto che tu ci abbia visto passare una o due ore a parlare fra noi non significa che passiamo a questo tavolo l'intero periodo di ferie. Sai, una giornata è composta da 24 ore, non due. E le ferie potrebbero essere lunghe non una o due ore, ma una o due settimane. Magari stiamo per partire per una vacanza e abbiamo fatto presto a preparare le valige. Che ne sai? Che ne sai, intontito profondo. L'aereo parte fra molte ore e stiamo cazzeggiando in attesa di partire. Ti pare strano?

E su Facebook? Uguale.

...Più o meno.
...La differenza è che su FB si possono anche spezzettare le conversazioni distribuendole così nei ritagli di tempo. Si possono scrivere in totale un bel po' di righi che visti tutti insieme, come accennavo su, potrebbero destabilizzarti, se leggere non è proprio fra i tuoi hobby o addirittura la ritieni una perdita di tempo. In tal caso potrebbe essere una buona idea astenerti, tu sì, dallo scrivere.

Ma veramente hai letto questo articolo fino in fondo? Secondo me proprio non hai un cazzo da fare te, eh.
Scherzo. Hai fatto benissimo ad investire il tuo tempo in questa lettura: è importante per te capire quanto sciocca e presuntuosa è stata la tua esternazione, ed è importante che tu non ci ricaschi in futuro.

11 agosto 2016

L'aspetto dei bufalari che mi mette tanta ansia

Qual è un fenomeno che sconvolge ancora più dell'idiozia di chi inventa bufale?

"I polli che ci credono", potresti rispondere.
Certo: chi non è abituato a navigare su Internet e non ha esperienza su come riconoscere l'informazione corretta dall'informazione tendenziosa o bufalosa può cascarci, ma dopo qualche tempo dovrebbe sviluppare un certo intuito che lo porti a difendersi. E invece c'è chi non impara, e continua a credere a tutte le fesserie che legge.

Fenomeno brutto brutto, vero.

Ma ce n'è uno più sconvolgente.

"Il fatto che i polli difendano la veridicità delle bufale a cui piace credere", potresti osservare.
Beh, sì... Il cervello umano tende alla coerenza, e quindi il primo istinto, piaccia o non piaccia, è sempre quello di tentare di confermare ciò che si è affermato. Ma dopo un certo numero di secondi ogni persona con un minimo di maturità dovrebbe lasciare che la razionalità prenda il sopravvento e iniziare a selezionare le informazioni davvero utili a capire la verità. E invece c'è chi continua a difendere a spada tratta la tesi affermata nonostante il suo tentennamento.

Fenomeno brutto brutto, anche questo, vero.

Ma ce n'è uno ancora più sconvolgente.

...A cui, a differenza dei precedenti, non trovo spiegazione. O forse ho troppa paura di saperla in quanto intuisco inconsciamente che è troppo spiacevole.
È l'utente che ha condiviso una bufala e poi ne ignora completamente una smentita palese, lasciando il post bufalaro lì dove l'ha messo.

Ripeto: non mi riferisco al caso in cui la notizia "è dubbia, e nel dubbio la lascio" (il che sarebbe sbagliato comunque), ma anche quando è palesemente falsa.

Perché?

Che umano sei, se fai così?
Che figura ci fai?
Qual è il tuo vero obiettivo?
Cosa ti succede dentro?
 
Forse voglio saperlo, forse no. Sto troppo male. A me mi ammazza, sta cosa.

E tu, OPIDOS lettore, cosa ne pensi? Scrivi qui sotto un commento per darmi spiegazioni o per darmi conforto.