Non ho mai approfondito, tranne pochi minuti fa, visto che potevo farlo in pochi minuti grazie a Google Gemini che ha cercato sul web al posto mio, e che ha confermato ciò che pensavo: è gente che chiede soldi. Soldi che, se investiti in quel modo (cosa in ogni caso da non fare, perché agli spammer non bisogna dare neanche un centesimo) probabilmente non frutteranno.
Ho così deciso di scrivere questo articolo, dato che non mi risulta ne esistano altri dedicati a questo specifico argomento (i dati e le informazioni riportati di seguito sono stati reperiti da Gemini analizzando portali dedicati alla reputazione aziendale e alla condivisione di esperienze tra lavoratori e professionisti, come GoWork o Tellows, dove sono presenti decine di recensioni e segnalazioni relative ai numeri di contatto utilizzati).
Oltre ai fisioterapisti, proposte del tutto simili vengono inviate a un ventaglio molto ampio di professionisti e ditte: medici specialisti, dentisti, psicologi, nutrizionisti, centri estetici, palestre, scuole private, asili nido, autoscuole, ristoranti, hotel, agenzie di viaggio. Il testo del messaggio di posta elettronica cambia soltanto nella denominazione della categoria professionale di volta in volta contattata, mentre il copione di vendita è identico.
Il primo messaggio email propone una telefonata per approfondire. Il mittente, nell'email o nel corso della telefonata, lascia intendere che il mittente stia selezionando un'attività specifica da selezionare in zona, e invece si tratta di campagne di direct email marketing / telemarketing effettuate su larga scala.
Durante la telefonata viene richiesto un pagamento in genere intorno ai 400 € per un periodo di 1 o 2 anni. Questa cifra viene giustificata come copertura dei costi di gestione per l'inserimento della scheda professionale in un portale vetrina e la presenza nelle newsletter o nei circuiti dedicati ai tesserati.
Dall'analisi delle recensioni e delle segnalazioni lasciate da altri professionisti ed esercenti su portali come GoWork e Tellows, emergono due aspetti fondamentali:
- la quasi totalità delle testimonianze evidenzia che, a fronte del pagamento della tariffa annuale o biennale, i contatti o i pazienti reali generati dal circuito risultano pressoché nulli o del tutto insoddisfacenti;
- non esiste una vera e propria selezione dell'attività in base al merito o al territorio, ma una strategia commerciale mirata a far iscrivere quanti più professionisti possibile.
Distinguiamo due realtà completamente diverse:
- i CRAL (la sigla sta per "Circolo Ricreativo Aziendale dei Lavoratori") e i sindacati sono associazioni e gestiscono le agevolazioni per i propri iscritti in modo diretto; le convenzioni trasparenti non prevedono alcuna tariffa per il professionista, che semplicemente offre uno sconto ai membri, mentre l'associazione diffonde l'informazione ai propri soci a titolo gratuito;
- le agenzie intermediarie a pagamento anticipato sono aziende che creano portali web e raccolgono elenchi di email e numeri di telefono di professionisti a cui vendere il loro spazio web e la promessa di visibilità.
Queste ultime, l'oggetto di questo articolo, nelle loro comunicazioni pubblicitarie, fanno spesso leva sull'autorevolezza e la fiducia che ispirano i destinatari degli sconti che il professionista dovrebbe applicare forze dell'ordine, dipendenti di un ministero. Citare istituzioni dello stato dovrebbe abbassare la barriera del dubbio che si ha quando si legge o si ascolta messaggi spam. Inoltre i corpi militari e i dipendenti ministeriali rappresentano storicamente uno dei comparti più strutturati dal punto di vista dell'associazionismo e dei circoli ricreativi, e questa figura come un'ottima argomentazione per la vendita di un pacchetto di potenziali clienti.
Non cascarci.
Se ti chiedono sconti per una categoria di persone e PURE DI PAGARE PRIMA, riattacca, blocca, segnala come spam.
Attenzione: non tutte le agenzie intermediarie sono da evitare. Ad esempio io sono iscritto al portale di Aon Advisory and Solutions, agenzia che si occupa fra l'altro di welfare aziendale, che non mi ha mai chiesto un euro per i pazienti che mi ha mandato (pochi, ma almeno gratuiti!). Guardando il regolamento mi sono accorto che se il fatturato annuo sui pazienti inviati al professionista supera una determinata soglia (gli scaglioni partono da diverse migliaia di euro all'anno), la convenzione prevede l'applicazione di una trattenuta di gestione o commissione percentuale (generalmente compresa tra il 5% e il 10% sul fatturato eccedente la soglia). Decisamente tutta un'altra cosa.
Altri esempi di network e gestori di sanità integrativa che operano con questo stesso modello serio e privo di costi d'ingresso sono:
- UniSalute / SiSalute (Gruppo Unipol)
- Previmedical (Intesa Sanpaolo RBM)ndali e fondi contrattuali.
- Blue Assistance (Gruppo Reale Mutua)
- Welion (Gruppo Generali)
- MyAssistance (network indipendente che amministra convenzioni per conto di diverse mutue e compagnie assicurative)
La linea di demarcazione è chiarissima: nessuna richiesta di denaro prima di averti inviato i clienti.
