23 giugno 2024

Ignavi di merda

La prof. Yasmina Pani, linguista, proprietaria dell'omonimo canale Youtube e co-curatrice del canale Coscienza De-Genere, ha scritto recentemente un post su Facebook che mi ha dato il permesso di incollare qui. Esprime esattamente quello che ho pensato più volte, e le sono quindi grato di averlo scritto, così non l'ho dovuto scrivere io. Buona lettura.

Ultimamente mi capita spesso che, quando prendo posizione contro certe abitudini culturali, certe mentalità, certe convinzioni errate ancora diffuse, gli utenti non solo dei miei social ma in generale obiettino che dovevo aspettarmelo, che tanto funziona così, è normale ecc. Lo dicono per la questione giudizio negativo sulla libertà sessuale; lo vanno dicendo da ieri dopo che quella fogna di Dagospia ha pubblicato una roba indecente su Luiza e lei ne ha parlato su Coscienza DeGenere; lo dicono sulla questione disparità tra uomini e donne; su ciò che non va nella scuola, sugli editori che pubblicano libri scritti col culo, ecc ecc.

Un generalizzato atteggiamento arrendevole che non si limita però a sedersi al lato della strada mentre gli altri fanno le lotte, ma le ostacola anche: chi lotta viene perfino rimproverato perché è ingenuo, perché perde tempo, perché ha perso in partenza.

Io non è che voglia credermi Che Guevara: so benissimo che la parte che faccio è piccolissima e ha un impatto infinitesimale sui grandi problemi del mondo. Ma se tutti avessero sempre ragionato così, non sarebbe mai cambiato niente, le donne sarebbero ancora costrette a stare a casa o a uscire solo se coperte e sotto autorizzazione, gli omosessuali dovrebbero nascondersi, gli uomini non potrebbero cambiare il pannolino al proprio figlio, e così via. Le mie sono di certo lotte molto più modeste rispetto a queste grandi rivoluzioni, di cui sarò eternamente grata. Ma sono quelle che ho scelto e che ritengo che, una volta vinte (perché accadrà senz'altro, almeno per alcune, che io sia ancora viva per vederlo o no), miglioreranno la vita di tutti. E del resto non vedo in che altro modo uno possa sperare di ottenere le cose se non andando a prendersele.

Voglio essere libera di mostrarmi nuda o di fare porno anche se faccio un altro mestiere? Lo faccio, lotto.

Voglio che i padri vengano considerati al pari delle madri in fase di divorzio? Ne parlo, divulgo, lotto.

Voglio che la sessualità di tutti venga resa libera e sia vissuta serenamente e senza giudizio? Io per prima la vivo, e poi divulgo, lotto.

Voglio che il mondo della cultura torni a essere al centro di un'operazione di educazione collettiva invece di essere ispirato dai follower e dai trend? Mi incazzo, divulgo, lotto.

E così via.

Se ci rimetto in salute, se mi viene il nervoso, se devo passare ore a rispondere alla gente, son cazzi miei: l'ho scelto.

Ma mi fa molto più girare i coglioni dover rispondere ai genietti della lampada che mi dicono "eh ma la gente è bigotta, lo sai" o "eh ma i soldi tirano più della cultura, lo sai" che educare gli ignoranti. Perché gli ignoranti hanno la scusa di esserlo, mentre i genietti sanno che ho ragione io, ma sono troppo pigri per sprecarsi anche solo a scrivere un fottuto commento di sostegno e troppo ammaliati da se stessi per scegliere saggiamente di infilarsi un dito in culo al posto di commentare.

Se voi siete arresi e privi di spirito combattivo son cazzi vostri. Tanto le lotte le fanno gli altri al posto vostro, come è sempre avvenuto; abbiate almeno la decenza di mettervi in un angolo e tacere, invece di ostacolare ulteriormente percorsi già faticosi e logoranti.

Ignavi di merda.

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Aggiornamento di maggio 2025:

Aggiungo qui sotto un video di Yasmina che parla di un argomento correlato. Parla cioè di persone che conoscono benissimo la giustezza delle battaglie a cui Yasmina prende parte attivamente, e che però la penalizzano per paura della reazione di gente stupida, il cui voto però purtroppo conta quanto quello delle persone ragionevoli e intellettualmente oneste.

26 maggio 2024

"Non è un problema tuo"

Anche oggi con una riflessione ed un blogpost esorcizzo il fastidio provato durante una conversazione.

Se un problema riguarda non direttamente me, ma un'altra persona, è possibile che io, venendone a conoscenza, mi senta coinvolto (magari solo per il fatto che mi dispiace) e di conseguenza quello diventi in qualche misura un problema anche mio.

Di un problema altrui che invece non mi coinvolge sul versante pratico né emotivo si può invece dire che non si tratta di un mio problema.

L'umana empatia, di cui quasi tutti siamo dotati, chi più, chi meno, a volte si manifesta, e cioè è lodevole; a volte si manifesta in modo eccessivo (e allora si dice che tre volte bono vuol dire bischero); a volte giustamente non si manifesta (e allora si dice che il mal voluto non è mai troppo), altre volte ingiustamente non si manifesta (e allora si dice che si è indifferenti, egoisti o addirittura psicopatici o sociopatici).

Non parlerò in questo articolo di casi in cui secondo me è giusto o non giusto che ci facciamo guidare o no dall'empatia. Parlerò piuttosto delle parole e dell'atteggiamento con cui si fanno affermazioni sull'empatia propria e altrui.

Inizio da una frase che mi sta invero antipatica:

"Non è un problema mio".

Tipicamente "Non è un problema mio" significa "Non è un problema mio, ma di una persona la cui sofferenza mi lascia indifferente".

"Significa" nel senso che possiamo dedurre quel significato. Non nel senso che il parlante davvero ammetterebbe che quello è il significato.

Provate infatti, dopo aver sentito dire "Non è un problema mio", a chiedere "Quindi non te ne importa nulla?". Secondo il significato su riportato, la logica risposta dovrebbe essere "No". E invece la risposta sarà la semplice ripetizione della frase già detta.

- Non è un problema mio
- Quindi non te ne importa nulla?
- Non è un problema mio.

No, non gliene importa nulla, ma a quanto pare questa è una posizione così vergognosa che può essere sottintesa ma non pronunciata; al suo posto dev'essere pronunciata solo la codarda ed implicita frase che dovrebbe giustificarla (ricorda il tipico scenario che si ottiene quando si chiede a certi politici destronzi italiani se sono antifascisti).

Giustificarla in che modo? Facendo appello al concetto secondo cui un problema lo deve risolvere chi ce l'ha. Un concetto rozzo e grossolano, apparentemente valido solo di primissimo acchito e che necessita di pochi decimi di secondo per essere scardinato, esattamente come "Non ti presto il pennarello perché è mio". Ma l'aspetto psicolinguistico è un animale di poche pretese. Basta che un'espressione sia anche solo lontanissimamente somigliante a qualcosa di meno sbagliato e viene subito scelta, non importa se a un orecchio un minimo attento risulti una palese supercazzola.

E che è, tutta sta lagna per una supercazzola? È pieno di esseri umani che fanno supercazzole per addolcire l'indigeribile senza riuscirci e anzi risultando ancora più antipatici. Embè?

Embè rileggi il titolo. La cosa peggiora quando si arriva a ciò che mi è toccato sentire oggi. La frase in seconda persona, "Non è un problema tuo". Per di più preceduta da un esplicito "Che te ne frega" (sì, in questo caso è stato esplicitato) di cui doveva essere una giustificazione.

Ecco il centro del mio sfogo.

Se fai un ragionamento del tipo
"Non deve fregartene nulla perché non è un problema tuo",
questo, in ragione dei due possibili significati sopra individuati, può equivalere a due possibili consigli (che non si escludono fra loro):

1) "Questo specifico problema non ti coinvolge, quindi fregatene"

2) "In generale se un problema non ti riguarda direttamente, fregatene"

Nel primo caso sei presuntuoso, dato che assumi affrettatamente che la cosa non mi coinvolge (neanche emotivamente) e dunque non rappresenta per me un problema; se addirittura ti ho appena detto che mi dispiace (come accaduto nella conversazione di oggi) allora sussiste evidentemente proprio il contrario di ciò che affermi, quindi presuntuoso e testone.

Nel secondo caso vuoi fare di me un sociopatico, quindi sei un criminale.

Insomma, se la frase "non è un problema mio" è da patetici supercazzolari ma almeno ha un qualche motivo di esistere, decisamente più assordante mi suona l'allarme anti-scemo se sento dire "non è un problema tuo", fastidiosa esternazione del tutto inutile se non a parlare in realtà di sé stessi (e parecchio male).

23 maggio 2024

MemoryLane: AI per scrivere autobiografie

MemoryLane è una piattaforma che consente di creare un libro personalizzato che raccolga le memorie e le esperienze di una vita.

Il servizio, almeno adesso (maggio 2024), è solo in inglese e dunque può risultare scomodo per chi non lo padroneggia, ma si può aggirare il problema servendosi di un'intelligenza artificiale con cui tradurre sia i testi che forniamo a MemoryLane, sia i testi che MemoryLane crea.

La raccolta dati (testo ed eventuali foto) viene effettuata interfacciandosi con varie piattaforme online, es. Facebook, Instagram, e Google Photos, nonché con dispositivi di archiviazione (computer e dispositivi mobili). Inoltre è possibile scrivere direttamente le informazioni e le memorie utilizzando un'interfaccia tipo chat che consente di rispondere a domande formulate dai creatori del software.

Sulla base di tutte queste informazioni viene creato un libro: un'intelligenza artificiale crea il testo e decide la disposizione delle foto per un layout ottimale, il tutto rispettando la cronologia degli eventi della vita dell'utente, che ottiene così il racconto della storia della propria vita.

Naturalmente anche l'utente può mettere mano alla realizzazione del libro, aggiungendo o modificando titoli, testi e immagini.

Il libro può essere sia un prodotto digitale, sia cartaceo.

Ci sono inoltre opzioni di personalizzazione aggiuntive, ad esempio la creazione di un libro di memorie adatto a un evento specifico come un matrimonio o un compleanno.

L'intero processo di creazione è relativamente semplice e intuitivo. Mentre pubblico questo articolo il costo del servizio è di 19,90 $ al mese.

21 maggio 2024

Morphing online su 3dthis.com

3DThis è un sito che offre alcuni servizi di animazione e creazione di immagini 3D.

Fra queste ce n'è una che mi pare di gran lunga superiore a tutte le altre quanto a qualità ed utilità, e cioè il morphing.

Il morphing consiste nel creare un passaggio fluido da un'immagine a un'altra. Durante il passaggio avvengono contemporaneamente una dissolvenza e una distorsione, affinché gli elementi che vengono trasformati diano una maggior continuità e plausibilità possibile alla transizione.
Questo vale in particolare per il morphing fra due volti: se durante una qualunque fase intermedia della trasformazione si deve visualizzare un volto credibile, che appare come un misto fra i due, più o meno somigliante all'uno o all'altro a seconda del punto di trasformazione.
Per questo motivo un buon software di morphing consente all'utente di indicare col mouse un punto particolarmente importante dell'immagine A e poi indicare nell'immagine B qual è il suo punto corrispondente, affinché ad esempio l'occhio sinistro di A si trasformi nell'occhio sinistro di B e non nel suo sopracciglio sinistro.

L'utilità che io traggo dai software di morphing è proprio l'ottenimento di un'immagine intermedia fra due foto che rappresentano un volto.

Ad esempio, un'immagine intermedia fra il volto di una persona e il volto della stessa persona, ma ritratto in un'altra foto in cui era molto più giovane, per ottenere una plausibile immagine che lo rappresenta in un'età intermedia.

Altro esempio: do a un'intelligenza artificiale (io uso Krea) una foto di scarsa qualità che rappresenta un volto, e chiedo che sulla base di questa foto, sia creata un'immagine fotorealistica, che rappresenti un volto somigliante all'originale, nella stessa posizione (dunque l'occhio destro è nella stessa posizione dell'occhio destro della foto originale, e stessa cosa per tutti gli altri elementi principali del volto). Ottenuta tale immagine, che ha il pregio di essere di ottima qualità ma il difetto di raffigurare un volto non moltissimo somigliante al personaggio della foto originale, ho bisogno di eseguire un morphing fra le due, per trovare la giusta via di mezzo da salvare in un file.

Ecco come eseguire il morphing sul sito 3Dthis:

- Su https://3dthis.com seleziona "Morphing"

- Carica le immagini nel riquadro destro e sinistro

- Se necessario, col mouse allinea le immagini e clicca su "Done"

- Usa le funzioni di puntamento per indicare i punti importanti nell'immagine A e i corrispondenti di ognuno di essi nell'immagine B

- Col cursore "Frame" se vuoi osserva la transizione e verifica se ci sono altri punti chiave di cui settare la corrispondenza fra immagine A e immagine B; in caso positivo vedi punto precedente

- Imposta "Duration" al massimo, così da ottenere una transizione lenta e fluida

- Clicca "Pubblish"

- Se necessario, loggati o crea un account

- Scegli fra rendere il morphing appena creato pubblico, non indicizzato o privato, dagli un titolo e una categoria e se vuoi una descrizione, poi clicca su "Pubblish now!"

- Clicca sul link appena generato, indicato dalla finestra che appare

Comparirà così la pagina che visualizza un video in cui c'è un continuo passaggio morphing dall'immagine A alla B e viceversa.

Qui puoi cliccare su "TO GIF" per creare gratuitamente una GIF oppure su "VIDEO" per creare un video, a pagamento.

Se vuoi salvare gratuitamente un'immagine intermedia fra A e B puoi creare la GIF e poi lavorarci offline con un software apposito, oppure cliccare al momento giusto sul pulsante col simbolo della pausa (cerchietto con le due lineette verticali) che compare quando passi il puntatore del mouse sull'immagine; a quel punto puoi cliccare sul pulsante accanto (cerchio con le 4 frecce divergenti) per impostare l'immagine a tutto schermo, attendere qualche secondo non muovendo il mouse, affinché scompaiano i suddetti pulsanti e premere sulla tastiera il tasto "Stamp", così copiando negli appunti l'immagine visualizzata sullo schermo e potendola poi incollare in un qualunque software di image editing per poi salvarla.

Solitamente dopo aver "fuso" due immagini in questo modo, la foto risultante non è molto nitida. Per aumentare la nitidezza puoi usare lo strumento "AI Photo Enhancer" a cui puoi accedere dal sito Artguru. oppure dal sito Pica AI.

21 aprile 2024

Visualizzare una password salvata nel browser

Metti che hai dimenticato la password del tuo account per un sito, un social network o un forum, non l'hai annotata in un luogo per te al momento accessibile, non è conosciuta da alcuna persona da te al momento consultabile in merito, e per qualche motivo questa password ti serve, ad esempio perché vuoi effettuare l'accesso usando un computer diverso da quello usato fin ora, o un altro smartphone o semplicemente un altro browser. Metti che nel sito in questione, accanto allo spazio per la password, non c'è la funzione che ti permette di cliccare per visualizzarla in chiaro (solitamente si tratta di un'icona con disegnato un occhio, che diventa barrato dopo il clic, a indicare che cliccando di nuovo la password viene di nuovo nascosta).

Puoi ricavare la password a patto di avere accesso a un browser di navigazione in cui la password medesima è stata salvata.

Spiego di seguito come fare.

- Accedi al sito col browser in cui la password è salvata

- Esci dall'account se sei loggato

- Clicca per entrare di nuovo nell'account, affinché compaia il form per l'inserimento dei dati di accesso.

Dato che la password è stata salvata nel browser, lo spazio riservato alla password compare riempito da asterischi o pallini. Si tratta di consueti segni che sostituiscono la visualizzazione della password così censurandola, allo scopo di non mostrarla ad eventuali persone che sono lì con te e che guardando lo schermo potrebbero altrimenti venirne a conoscenza pur non autorizzati.

Per fare in modo che questi caratteri non sostituiscano più quelli della password, che così comparirà in chiaro,

- Premi F12. Compare così il pannello degli "strumenti di sviluppo", una schermata all'interno del browser con del codice, che comprende alcune icone fra cui una lente di ingrandimento con accanto uno spazio per la ricerca.

- Nello spazio di ricerca scrivi password ottenendo così l'evidenziazione, nel codice, di una stringa, vicino alla quale vedrai la scritta type="password"

- Fai doppio clic sulla scritta type=”password” ed apparirà il cursore che ti consentirà di modificarla. Sostituisci la parola password con la parola text e premi INVIO.

Nello spazio dedicato alla password scompariranno i pallini/asterischi e comparirà la password in chiaro.

Premi F12 per far scomparire il pannello degli strumenti di sviluppo.