27 aprile 2009

Promozione siti web o presa per le mele?

Premessa: il finale di questo articolo è esilerante. Merita assolutamente leggerlo fino in fondo.

Un paio di settimane fa circa stavo visitando il sito di mio zio, quando ho visto un link che, su mia segnalazione, ha prontamente eliminato.
Che cosa gli avevo segnalato? Qualcosa che voglio condividere anche qui. Ecco di che si trattava.

Il link in questione era www.promozionesitiweb.org.
Tale pagina si presentava come dedicata alla promozione di siti web gratuita, e così avevo dato un'occhiata per vedere se poteva essermi utile.
Conteneva una lista di link ad altre pagine. Quali?
Dunque...

www.PromuovereSito.com
www.SegnalareUnSito.com
www.pubblicizzaresito.com
www.aggiungerelink.com
www.directorysitiweb.com
www.elencodirectory.com

che mi accusavano ingiustamente di non averli linkato anche se per la verità l'ho fatto (ovviamente subito dopo aver ottenuto questa risposta ho tolto il link dalla mia pagina).

Poi
www.iscrizionesito.com, praticamente un clone della pagina www.promozionesitiweb.org

Poi
www.aggiungilink.com
il cui form non ho neanche compilato, dopo aver visto che lo scambio link proposto è con un sito che non voglio pubblicare in nessuna mia pagina web, cioè
www.guidaaicasino.com

Stesso identico discorso per
www.webtematico.com
www.motori-di-ricerca.org
www.portaleinternetgratis.com
www.posizionamento-sito.com
www.promozione-siti-web.net
www.promozionesitoweb.net
www.sitomotorediricerca.com
che altro non sono che una pagina clone di quella appena descritta (con variabili sul link comunque attinenti a casinò).

E adesso viene il bello.

Altro link che ho trovato:
www.inseriresito.com
che, come altri link su descritti, dopo la compilazione del form mi accusa ingiustamente di non averlo linkato, e che però merita due parole a parte, visto che per lo scambio link propone...

www.nodipendenza.com, che è UN SITO PER COMBATTERE LA DIPENDENZA DAI CASINO' !!!

Il bello è che su questo sito l'autore, oltre a fare pubblicità ad altri siti che trattano lo stesso tema (o l'autore è un tipo molto sportivo, oppure ama auto-fotocopiarsi, e a giudicare da quanto ho visto sopra..), parla della propria storia: anche lui è stato dipendente, poi un giorno...
Che delizia, certa gente.

Aggiornamento: Vedo che è nato il nuovissimo e originalissimo www.linksiti.com! :-D

15 gennaio 2009

Da spedire a spammer in buona fede

Quasi tutti gli spammer sanno di infrangere la legge quando inviano pubblicità via e-mail senza il consenso del destinatario.

Ma se hai ricevuto pubblicità da uno spammer che ritieni in buona fede (tipicamente uno spammer non di professione, che invia un'e-mail col proprio indirizzo in chiaro, che non conosce la legge sulla privacy e che  magari addirittura permette a ogni destinatario di visualizzare l'indirizzo di tutti gli altri senza il loro consenso), e vuoi educarlo a non compiere più lo stesso errore per il bene suo e degli utenti di cui detiene e deterrà l’indirizzo e-mail, potrebbe esserti utile uno dei due messaggi che ho pre-confezionato e che riporto più sotto, da copiare e incollare e se necessario modificare a seconda dei casi.

Sono entrambi messaggi di spiegazione e rimprovero.
Ti basterà scegliere quale dei due copiare e incollare, apportare eventuali modifiche se il caso specifico lo richiede, e spedirlo con un Anonymizer (es. http://anonymouse.org/anonemail.html), affinché l'educando non venga a sapere chi sei; ritengo questo aspetto importante non tanto per motivi di privacy quanto per il fatto che porta con sé un significato del tipo "Non ha importanza chi sono: ciò che ti dico vale per tutti, e devi evitare di commettere questa scorrettezza nei confronti di chiunque".

La differenza fra i due messaggi è che il primo contiene anche l'avvertimento che, se non si scusa con tutti i destinatari di quel messaggio (e tu sei fra questi, quindi ti accorgerai se l’avrà fatto o no) promettendo che la cosa non si ripeterà, o in caso di recidiva, partirà una denuncia al Garante della Privacy e alla Polizia Postale.


QUINDI ATTENZIONE:


Ho preconfezionato due differenti messaggi per un motivo ben preciso.
Per non rischiare che il rimedio sia peggiore del male (a breve ma soprattutto a lungo termine), per favore tieni presente che se scegli di inviare il primo messaggio, quello che contiene la minaccia legale, questa dev'essere veritiera.

Ovvero, se ad esempio dopo il monito si riceve un'altra e-mail pubblicitaria non autorizzata dallo stesso mittente, lo si deve denunciare davvero.
Infatti, se è auspicabile che prenda sempre più piede in Italia l'abitudine di informare e avvertire gli spammer che si presumono in buona fede, è altrettanto auspicabile che fra loro non si diffonda un pensiero del tipo "Fa niente.. adesso va di moda rispondere con questi messaggi, ne ho visti tanti.. la gente copia e incolla senza neanche leggere.. Io continuo a inviare pubblicità a chi mi pare, tanto tutti minacciano, ma la denuncia non la fa nessuno..".

Se non sei disposto a passare alle vie di fatto, per favore scegli di inviare il secondo messaggio, che contiene solo rimprovero e spiegazioni.

Altra raccomandazione: nel testo del tuo messaggio ricordati di scegliere se includere oppure no le parti che ho evidenziato in giallo, a seconda del fatto che lo spammer abbia messo gli indirizzi email dei destinatari in chiaro oppure no.

Buona lettura e buona scelta.


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1)


MESSAGGIO DI RIMPROVERO CON MINACCIA LEGALE


Presupponendo che tu sia in buona fede, ti scrivo un messaggio che rappresenta esattamente il mio pensiero nonostante non sia scritto di mio pugno (non ho tempo né voglia di mettermi a scrivere un’e-mail su questo argomento ogni volta che se ne presenta la necessità, ma per fortuna ho trovato sul web una pagina con apposito testo da copiare, incollare, eventualmente modificare e spedire, ovvero http://marcomalatesta.blogspot.com/2009/01/da-spedire-spammer-in-buona-fede.html, dalla cui introduzione puoi anche capire perché quanto sto per dirti è da prendere sul serio).

La legge sulla privacy prevede che, salvo esplicita autorizzazione del potenziale cliente che ti abbia contattato PER PRIMO, non sei autorizzato a inviargli messaggi promozionali, né per promuovere prodotti tuoi, né altrui. Quindi è illegale anche mandare una sola email pubblicitaria, anche se è la prima e ultima, ed è illegale anche inviare un'email per chiedere il permesso di inviare email.

Giova ricordare che:

- Internet e gli elenchi telefonici (Paginebianche, Paginegialle, etc) non sono considerati legalmente elenchi pubblici, quindi non sono da considerarsi una miniera di email a cui inviare pubblicità senza consenso

- Il fatto che qualcuno ti abbia contattato per chiederti informazioni non ti autorizza a inviargli pubblicità senza il suo consenso

- Se un utente ti ha dato il consenso a inviargli pubblicità devi conservare la documentazione di questo consenso ed esibirla su richiesta dell'utente stesso.

Inoltre senza specifico consenso non sei autorizzato a far conoscere a ognuno dei destinatari l'e-mail di tutti gli altri.

Se qualcuno conosce i suoi diritti e quel giorno gli girano le balle potrebbe farti pagare una multa MOLTO salata..
Quindi, per il tuo bene oltre che per quello degli altri utenti:

1) Non ti dico chi sono (sto scrivendo da un Anonymizer, quindi non puoi conoscere il mio indirizzo e-mail, né puoi rispondere a questo messaggio)… considera come se questo messaggio fosse da parte di TUTTI gli utenti che hai contattato, e di tutti quelli che avresti contattato in futuro

2) Adesso, se vuoi che io non denunci l'accaduto
- alla polizia postale
- all'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali

devi:

2a)
inviare, entro 10 giorni da adesso, un messaggio A TUTTI gli utenti destinatari della tua e-mail pubblicitaria non autorizzata (ovviamente fra questi ci sono anche io, che potrò verificare se l'hai fatto), nel quale
- prometti che non invierai più materiale pubblicitario se non col consenso del potenziale cliente
- prometti che quando invierai un'e-mail a più persone contemporaneamente senza essere sicuro che queste persone si conoscano fra loro userai la funzione "copia in carta carbone NASCOSTA", per non far conoscere a ciascuno di loro l'indirizzo e-mail di tutti gli altri (se non sai come fare, trovi delle semplicissime istruzioni qui: http://opidos.blogspot.com/2007/12/come-inviare-una-copia-in-carta-carbone.html)

2b)
mantenere in futuro le promesse di cui al punto 2a)
(Una'altra e-mail pubblicitaria non autorizzata da parte tua e partirà da subito una denuncia di cui al punto 2))

Ciao


=====================

2)


MESSAGGIO DI RIMPROVERO SENZA MINACCIA LEGALE


Presupponendo che tu sia in buona fede, ti scrivo per avvertirti che la legge sulla privacy prevede che, salvo autorizzazione del potenziale cliente che ti abbia contattato e autorizzato PER PRIMO, non sei autorizzato a inviargli messaggi promozionali, né per promuovere prodotti tuoi, né altrui.

Se qualcuno conosce i suoi diritti e quel giorno gli girano le balle potrebbe farti pagare una multa MOLTO salata..

Giova ricordare che:

- Internet e gli elenchi telefonici (Paginebianche, Paginegialle, etc) non sono considerati legalmente elenchi pubblici, quindi non sono da considerarsi una miniera di email a cui inviare pubblicità senza consenso

- Il fatto che qualcuno ti abbia contattato per chiederti informazioni non ti autorizza a inviargli pubblicità senza il suo consenso

- Se un utente ti ha dato il consenso a inviargli pubblicità devi conservare la documentazione di questo consenso ed esibirla su richiesta dell'utente stesso.

Non ti dico chi sono (sto scrivendo da un Anonymizer, quindi non puoi conoscere il mio indirizzo e-mail, né puoi rispondere a questo messaggio), perché voglio che tu consideri come se questo messaggio fosse da parte di TUTTI gli utenti che hai contattato, e di tutti quelli che avresti contattato in futuro.

Ciao

P.S.: Senza specifico consenso non sei inoltre autorizzato a far conoscere a ognuno dei destinatari l'e-mail di tutti gli altri. Quindi d’ora in poi quando invierai un'e-mail a più persone contemporaneamente senza essere sicuro che queste persone si conoscano fra loro, per cortesia usa la funzione "copia in carta carbone NASCOSTA" (se non sai come fare, trovi delle semplicissime istruzioni su http://opidos.blogspot.com/2007/12/come-inviare-una-copia-in-carta-carbone.html)


10 gennaio 2009

Reply con alternanza testo citato - risposta: c'è ancora chi non lo digerisce!

Nonostante l’uso della posta elettronica in Italia sia ormai largamente diffuso, capita ogni tanto (per fortuna di rado, ma capita) che qualcuno fatichi a digerire le risposte strutturate nel modo più classico, cioè con l'alternanza fra testo della propria email (preceduto a ogni capoverso da una freccetta) e testo dell'email di risposta.

Certo, si può rispondere anche alla vecchia maniera, cioè scrivendo tutto di seguito. Io di solito lo faccio quando i concetti a cui devo rispondere sono pochi e quando ritengo che diversamente non risparmierei tempo. 

Molte altre volte, invece, il reply con citazione e freccette e risposte punto per punto è molto più comodo e non c'è da stupirsi se i client di posta elettronica, al clic del tasto "Reply", predispongano un foglio elettronico che si presta proprio a questo.

Il motivo per il quale, in presenza di molti argomenti a cui rispondere, fa risparmiare tempo, è proprio il fatto che, essendo già presente la citazione, si deve solo portare il cursore a valle del testo citato e premere INVIO per creare lo spazio in cui scrivere la risposta anziché digitare, per ogni argomento, richiami del tipo "Riguardo alla questione X, tu affermi che bla bla bla; ebbene...".

Un altro vantaggio è la riduzione del rischio di dimenticare per strada un'argomentazione o una domanda che meriterebbero una risposta.

Alcuni misteriosi individui ritengono che si tratti di un modo di rispondere strano, bizzarro o addirittura poco educato (sì, mi è capitato di leggere anche questo, anche se molti anni fa). Come molti altri milioni di persone in Italia e in tutto il mondo, io non l'ho trovato strano, né bizzarro, né poco educato, neppure la prima volta che l'ho visto, e cioè nel 1996 o '97. Sarà che faccio parte di un'elite di persone dalla mentalità particolarmente aperta, ma da allora sono passati parecchi anni, e la cosa matta è che i misteriosi individui di cui sto parlando non sono anziani. Lo specifico perché quando uno è anziano si tende a giustificare la sua difficoltà di adattamento alle innovazioni, dove per "innovazione" si intende qualcosa che ha visto la luce da meno di 20 anni. No no, si tratta anche di persone sotto i 45 anni.

Un'argomentazione a favore della tesi secondo cui reply con alternanza citazione / risposta è fastidioso è la seguente: "Ti soffermi su ogni mia singola frase".

A volte è importante soffermarsi su una frase per dare una risposta, altre volte no. E a volte può darsi che i due non si trovino d'accordo sul fatto che quella o quell'altra frase meritasse un'osservazione di risposta. In questo, però, il layout non c'entra: le stesse risposte sulle singole frasi, o anche sulle singole parole possono essere date anche scrivendo tutto di seguito. Solo che sarebbe più dispendioso in termini di tempo sia per chi scrive che per chi legge.

09 dicembre 2008

Colibrì

In questi giorni ho messo insieme un po' di immagini per fare la testata di un sito relativo a un progetto a cui medito da un po' di settimane... Questa potrebbe essere la versione definitiva...



Aggiornamento del 3.5.2017: non ho mai sviluppato il progetto, e il nome "Colibrì" nel frattempo è stato usato da un'azienda che promuove copertine protettive per libri, vedi www.colibrisystem.com.

18 novembre 2008

Diritto all'oblìo? Meglio il diritto al link.

La punizione (detenzione o altro), che molti sono portati ad assimilare a una vendetta da parte dello Stato su chi ha commesso un illecito, è in realtà istituzionalmente concepita come un processo che con la vendetta non ha nulla a che fare, e che ha il fine di rieducare e reinserire la persona nella società (il fatto che questo non avvenga e che anzi il detenuto spesso in carcere peggiori soltanto è un altro discorso).
Quindi se ad esempio viene emessa una sentenza con cui si comminano al criminale X anni di carcere, il significato di questa sentenza è che si suppongono X anni come necessari a che la persona venga riabilitata e dopo il quale avrà quindi saldato il suo "debito formativo".
..E dopo il quale ha diritto di rifarsi una vita.

In vista di tale rifacimento della vita è stato istituito, nel Codice in materia di protezione dei dati personali, il diritto all'oblìo , finalizzato a risparmiare, a chi ha subito una condanna, la pena aggiuntiva di una gogna mediatica eterna.

I responsabili per l'assunzione del personale di moltissime aziende, subito dopo la lettura di un curriculum, fanno subito una ricerca su Google con nome e cognome del candidato. E di come sia socialmente squalificante avere il proprio nome associato al reato che si è commesso (o che addirittura non si è commesso), l'aspetto lavorativo è solo un esempio (uno dei più validi, a meno che non si tratti dell'assunzione in un'associazione per delinquere).
Ma togliere da Internet un dato pubblico (che comunque rimane consultabile in altro modo) mi sembra concettualmente stupido: un dato è pubblico, oppure non lo è.
E da un punto di vista pratico, una normativa che consente la pubblicazione di pagine Internet su cui si parla di una certa vicenda, ma solo fino a una determinata data, è una normativa che per esempio i gestori dei forum impazzirebbero a dover rispettare (probabilmente in pochi ci riuscirebbero), e d'altra parte per questo motivo la violazione del diritto all'oblìo così inteso sarebbe così diffusa da non lasciare al legislatore la minima speranza di ottenere il risultato preposto, fatti salvi i casi in cui il diretto interessato trovi la pagina in cui si parla di lui e ne chieda la cancellazione o chieda l'oscuramento del suo nominativo.
Credo una soluzione intelligente sarebbe, per chi parla di un conannato, l'obbligo di linkare (e farlo in maniera graficamente evidente, e senza bisogno che questi lo richieda) la sua pagina web (se esistente, ovvio), dove egli può spiegare che si è pentito del suo crimine, o si dichiara innocente portando le proprie argomentazioni, e/o racconta com'è cambiata la propria vita nell'ultimo periodo, etc.
Insomma, la soluzione secondo me si trova non cancellando un'informazione, ma dando all'individuo in questione la possibilità di integrarla con la stessa potenziale visibilità.
È vero che una visibilità potenziale diviene effettiva solo in alcuni casi: un link non sempre viene cliccato, e la "pigrizia intellettuale" porta moltissime persone a fermarsi alle prime parole che legge, così come alle prime che sente dire, senza andare oltre ("se l'hanno condannato qualcosa avrà fatto", o, nei casi più patologici "se la polizia l'ha picchiato ci sarà un motivo", etc), emettendo un giudizio superficiale.
Ma è anche vero che, se una grande quantità di pagine web che parlano di una notizia linkano obbligatoriamente la stessa "pagina di difesa", quest'ultima avrà molte visite, al punto da comparire fra le prime, se non per prima, nei risultati dei motori di ricerca quando viene cercato, ad esempio, il nomimativo del protagonista della vicenda.
Inoltre un'idea potrebbe essere obbligare per legge il webmaster a far sì che all'inizio dell'articolo venga scritto un avvertimento dedicato al "link di difesa", del tipo "Attenzione: [nome e cognome], di cui in questo articolo si parla male, mette a disposizione la propria versione alla pagina [...]".

AGGIORNAMENTI:

- Con la sentenza C-131/12 la Corte di Giustizia Europea ha sancito il diritto all'oblìo, in ragione del quale i motori di ricerca web devono cancellare dai loro risultati le pagine in cui si fa il nome di cittadini parlando di condanne da loro subite o di fatti disonorevoli di cui sono stati riconosciuti autori, "a meno che non vi siano ragioni particolari, come il ruolo pubblico del soggetto"

- Google ha messo a disposizione un modulo col quale si può chiedere di rimuovere una pagina dai suoi risultati di ricerca, fornendone l'indirizzo, valide motivazioni e una prova dell'identità del richiedente.

- Settembre 2019: La Corte di giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che Google non è obbligato a garantire il diritto all'oblìo fuori dall'Europa. Però all'interno dell'Europa rimane obbligata a garantirlo.