Le carceri sono realtà per lo più conosciute da poche persone.
Direttamente sono conosciute da chi ci lavora e dai detenuti.
Il resto del mondo non ha grandi possibilità di rendersi conto veramente di cosa siano e di come sia la vita in una prigione.
Solo i parlamentari e i deputati
delle regioni autonome sono liberi di visitare un carcere accedendo a qualsiasi sua zona senza
preavviso e senza necessità di alcun permesso.
Un giornalista invece deve chiedere un'autorizzazione al DAP (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria), concordare
l'appuntamento col direttore e stare alle sue disposizioni riguardo le
parti da visitare e gli eventuali detenuti da intervistare, che vengono scelti
dall'Amministrazione Penitenziaria e possono essere intervistati solo
sotto il controllo degli agenti.
Quindi purtroppo è difficile per un
giornalista esercitare la propria professione e onorare il diritto di
cronaca dei cittadini riguardo all'universo carcerario.
c'è una raccolta di firme iniziata a gennaio 2010 per permettere ai giornalisti di entrare liberamente nelle carceri. L'appello è stato inoltrato l'anno stesso e come risultato ha avuto una minore difficoltà dei giornalisti ad entrare nelle carceri, ma, scriveva la redazione, "ci sono sempre molti limiti: si incontrano solo le persone autorizzate e si visitano solo i luoghi consentiti. Noi chiedevamo gli stessi diritti concessi ai parlamentari: andare ovunque e incontrare tutti i detenuti. Questo ad oggi è ancora impossibile".
Ho parlato in queste ultime ore con la giornalista di Il Manifesto Eleonora Martini; mi ha scritto che l'appello "per il momento non verrà ri-inoltrato.Comunque se aumentano le firme è sempre un segnale, poi chissà..."