23 luglio 2012

"Correttezza" e "deontologia": due patetiche parole jolly

Uh, l'eterna lotta fra il bene e il male.
E' giusto far questo? E' giusto che le cose stiano così? E' sbagliato? E' buono? E' cattivo? Che significa?
Per come intendo io queste parole, se si esclude l'accezione di "buono" e "cattivo" quando si parla di sapori e odori o indole, queste le mie risposte:

"Buono" = "Giusto" = "Che porta complessivamente più benessere e meno disagio a me"
"Cattivo" = "Ingiusto" = "Che porta complessivamente più disagio e meno benessere a me".

Eh sì. Piaccia o non piaccia, questi concetti sono soggettivi.
Siamo poco abituati ad ammettere la loro soggettività perché siamo d'accordo su molti punti su cosa è buono e giusto e cosa no. Ma nota cosa accade per la piccola percentuale di cose che ci vedono discordi: abbiamo la naturale inclinazione a pensare di aver ragione e che gli altri hanno torto. E dopo un lungo dibattito, spesso nessuno dei due "converte" l'altro. Anche quando si tratta di due persone entrambe intelligenti. Non si può dire chi abbia ragione e chi no: semplicemente hanno sensibilità diverse.

Forse un'eccezione è rappresentata da un delinquente o una qualsiasi altra persona che agisce in malafede e che afferma "Io mi comporto ingiustamente e lo so". In questo caso è l'azione che per sua stessa ammissione è ingiusta a portargli più benessere. Ma possiamo sorvolare su questa eccezione una volta presone atto, visto che è irrilevante all'interno dell'argomento di sto per parlare.

Per una maggiore possibile concordia fra persone e popoli è necessario riconoscere che il concetto di "Buono" e "Giusto" (e i loro opposti) come soggettivi e condividere più esperienze possibili per portare all'evidenza ciò che gli umani hanno in comune fra loro. Infatti gli umani, avendo una neurologia simile, probabilmente hanno valori diversi a causa di diverse esperienze; la condivisione delle esperienze e l'empatia sono la migliore strada per avere un'etica comune.

Metodo opposto è invece quello che nasce forse dalla paura che le persone comunichino fra loro per identificare un "bene comune". Mi riferisco al metodo dell'etica dogmatica, secondo cui esiste un bene e un giusto "standard" deciso da Dio, da una maggioranza di persone o da una élite, quindi un'etica a cui tutte le persone devono uniformarsi e a cui devono educare i propri figli ed allievi, curandosi di identificare come "deviate", "sbagliate" e "da correggere" tutte le tendenze individuali che vi si discostino.

Naturalmente questo secondo metodo è "falsato" perché, con la scusa di avere come scopo il bene comune o il piacere di Dio, consta di regole che vanno fondamentalmente a beneficio di chi le ha stabilite.

Ciò nonostante gli umani, che hanno una grande dipendenza dalle sicurezze e quindi dalle regole fisse, sono portati a far riferimento a un codice, al principio di autorità, etc, anche quando si parla di etica e non solo quando si parla di ambiti in cui un regolamento è funzionale quanto più è univoco, come il diritto.

Così nascono concetti come la "CORRETTEZZA" e la "DEONTOLOGIA". Due parole che mi fanno venire l'orticaria (tranne quando "correttezza" è sinonimo di "esattezza" e quindi non si sta parlando di etica).
Se un comportamento arreca un danno, basta dirlo: arreca un danno alla persona X, non è giusto, lo trovo  sbagliato per questo motivo, etc. E per esprimere un concetto del genere non c'è nessun bisogno di aggiungere parole che non servono, come queste due.

"Correttezza" e "Deontologia": due termini usati per realizzare una diabolica opera in due fasi...

1) abituare le persone a credere che esista un codice etico oggettivo da rispettare, e che se non sei d'accordo con questo codice "ti sbagli";

2) usare una di quelle due parole per darsi un tono e dimostrare che si ha ragione.

A pochi viene in mente che non esiste una "correttezza" senza qualcuno che "corregge", che questo qualcuno non è Dio, ma semplicemente chi sta parlando, e che quindi la locuzione "per correttezza" significa semplicissimamente "secondo ciò che per me è giusto, a cui però voglio dare una connotazione di oggettività, perché non ho voglia che tu mi contraddica senza sentirti un dissidente".

- Ciao, sono Andrea, amico di Roberto. Mi ha detto di passare di qui per prendere il suo libro di fisiologia, ha detto che me lo presta volentieri
- Ah sì? Ok, aspetta un attimo... non è che non mi fidi di te, ma siccome lui non mi ha detto nulla gli telefono PER CORRETTEZZA.

Che bugie son queste? E' tutto il contrario. Non è affatto "per correttezza", che non significa un'emerita mazza, che gli telefoni. E' proprio perché non ti fidi. La sola cosa che ha senso in questa storia.

Deontologia. Pochi sanno che questa parola significa poco, poco poco, e che indebitamente a questa parola e ai suoi derivati viene conferito un sapore di oggettività.
Il "Codice deontologico" di una professione non è altro che un regolamento stabilito da un gruppo di persone  che avevano certe opinioni su ciò che è giusto e cosa è sbagliato. Ad esempio, l'Ordine dei Medici e Odontoiatri di Roma stabilisce un codice deontologico che i medici e gli odontoiatri iscritti a quell'ordine devono rispettare se non vogliono essere sanzionati dall'Ordine stesso (che in realtà gode di una grande discrezionalità). Questo codice deontologico può essere diverso da quello dell'Ordine dei Medici e Odontoiatri di un'altra città, ed inoltre può cambiare nel tempo.

Dire "questo comportamento non è deontologicamente corretto" fa forse figo (alle orecchie di una persona che non ama pensare), ma non significa altro che "questo comportamento non è stato ritenuto giusto da alcune persone che hanno scritto un codice deontologico".

Quindi se qualcuno ti dice che il tuo comportamento non è deontologicamente corretto ti sta dicendo che le tue opinioni sono diverse da quelle di un gruppo di persone non meglio specificate che hanno scritto un libretto.

Però non ti dimostra in nessun modo che queste persone abbiano ragione. E non ti dice nulla per dimostrarti che stai sbagliando qualcosa.

Insomma, chi si richiama a concetti aleatori come la "correttezza" e la "deontologia" (che sono un po' il corrispettivo non religioso del "peccato") lo fa per dare un tono di oggettività a quello che sostiene senza darsi la pena di portare argomentazioni. E quindi facilmente ha torto, com'è tipico di chi usa parole jolly o frasi fatte.

16 luglio 2012

Risposta al cosiddetto "test di coerenza" per gli animalisti


Ho trovato a questa pagina un articolo intitolato "Test di coerenza" rivolto agli animalisti.
Comincia così: "Sulla nostra pagina facebook circola da tempo un simpatico test di coerenza, elaborato da uno dei nostri iscritti, e che spesso viene rivolto ai visitatori animalisti allo scopo di evidenziare l’incoerenza tipica di questi ultimi".

Evidentemente l’autore di questo test, nel momento in cui scriveva, non si rendeva conto che si possono avere due comportamenti che hanno conseguenze opposte, ma che hanno entrambi ragione di esistere perché così risulta dal sistema di valori di quella persona, che all’interno della propria scala di valori è ovviamente coerente: l’incoerenza è un elemento che viene individuato da un’altra persona che non capisce il perché di quell’apparente conflitto di comportamenti. E il fatto che un osservatore esterno non capisca la coesistenza di due comportamenti che gli appaiono in conflitto non significa che il conflitto esista.
Coerenza e incoerenza sono concetti relativi e quindi validi, al massimo, in uno sterile pettegolezzo: ogni comportamento ha una sua direzione, e qualunque comportamento non portato all’estrema esasperazione potrebbe essere criticato come incoerente. Per capire meglio questo concetto, si veda l’articolo in cui spiego perché l’antispecismo è una cosa non solo assurda, ma anche inesistente.

Comunque do una personale risposta al test visto che è rivolto agli animalisti, ed essendo io una persona che decisamente più della media cerca di rispettare gli animali (sono vegano ad esempio e contrario alla vivisezione), penso di potermi definire un animalista.
Vivete in un quartiere derattizzato?
Vivo nel mio quartiere da 5 anni e non so se prima di 5 anni fa ci fossero dei ratti né se ci sia stata una derattizzazione.
Secondo voi i topi fanno una fine peggiore quando vengono avvelenati o sbranati da un gatto, oppure quando vengono sacrificati con anestesia quando necessario, e non sempre lo è?
Non mi trovo all'interno dell'apparato neurologico di un topo e quindi non so rispondere a questa domanda.
Però so di non essere un gatto, né uno che dà il veleno ai topi.
E credo che sarebbe possibile una derattizzazione con una sofferenza fisica zero, con trappole che attirano i topi grazie a delle esche e che li uccidono istantaneamente con una scarica elettrica a tempo o a tocco.
Secondo voi vivono di più e meglio in un laboratorio al caldo con cibo e acqua in abbondanza o in natura dove soffrono la fame e rischiano di fare da preda?
Questa domanda mi pare più una battuta. Ma risponderò lo stesso. Un numero di animali presenti in una zona talmente grande da rendere necessaria una derattizzazione dovrebbe far dedurre che quell’ambiente è già adatto a quegli animali per temperatura e risorse per idratazione e nutrizione; quanto alla comparazione fra la situazione ambientale e quella del laboratorio, di nuovo, non mi trovo all’interno dell’apparato neurologico di un topo, ma credo che rischiare di morire di fame o di sete o morire come preda sia meglio che essere torturati (fine che fra l’altro aspetta la totalità dei ratti, mentre nell’altro caso ogni ratto ha una bassa probabilità di esperire).
Aggiungo che se ammesso che un animale in natura abbia dei problemi questo non autorizza me a catturarlo e a creargli problemi di entità minore, uguale o maggiore.
Se ti porto via (forzatamente) da una famiglia in cui ti danno 10 schiaffi al giorno e decido di tenerti in casa mia, questo non mi autorizza a darti 5 schiaffi al giorno per il fatto che ti do da mangiare.
Se vi doveste ammalare di una malattia banale, quale una tracheite (banale se trattata) o una candidosi genitale, vi curate coi farmaci o ve le tenete?Se doveste ammalarvi di una malattia grave (neoplasie, schizofrenia, aritmia ecc.) ma curabile tramite farmaci, prendereste tali farmaci o ve la tenete?Se un vostro figlio dovesse ammalarsi di leucemia (o qualsiasi altra malattia grave), lo fareste curare o restereste a guardare? E se si prendesse una semplice scarlattina? Antibiotici o restare a guardare?Se una persona a voi cara dovesse essere colta da arresto cardiaco, chiamereste il 118 o preferite restare a guardare visto che i farmaci per l’apparato cardiovascolare sono stati testati sui cani?
Volendo fare un po’ di ordine per riparare alla confusione che c’era nella testa di chi ha formulato tutte queste domande, distinguiamo vari casi.
1) Caso in cui si ponga il problema etico riguardante la SPERIMENTAZIONE di una cura: questo non c’entra nulla con la decisione di avvalersi di questa cura oppure no. Una persona contraria alla sperimentazione animale non sostiene che non si sarebbe dovuto CREARE una cura che oggi è di comprovata efficacia. Sostiene che per la sua validazione e applicazione si sarebbe dovuto appunto EVITARE LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE, visto che si è rivelata antiscientifica, e visto che è possibile una ricerca senza animali (per informazioni, vedi www.ricercasenzaanimali.org).
2) Caso in cui il problema etico riguardi la CREAZIONE di un farmaco, che senza animali non potrebbe esistere: nel caso in cui questo farmaco sia indispensabile a una qualità di vita che ritengo accettabile, privilegerei la persona rispetto agli animali. Il che è perfettamente in linea con i miei valori, secondo cui non devo far del male agli animali tranne che nei rarissimi casi in cui lasciarli in vita rappresenta un pericolo per me. Da notare che il farmaco probabilmente più conosciuto di derivazione animale, l’eparina (estratta dal maiale), usata per fluidificare il sangue nel post-operatorio e nei pazienti con ridotta mobilità, normalmente non è necessaria se il paziente è vegano, perché un vegano ha tipicamente un sangue molto più fluido di chi si nutre di sostanze animali; comunque esistono prodotti alternativi all’eparina non di derivazione animale.
I vostri animali domestici sono vaccinati e/o sterilizzati?
La mia cagna è vaccinata (e allora?).
Riguardo alla sterilizzazione degli animali, se fatta con anestesia e non porta loro alcuna sofferenza, è una pratica in cui non vedo niente di sbagliato. Anzi è utile affinché non nascano altri animali che si troverebbero in difficoltà.
Se si ammalano o hanno un incidente, li portate dal veterinario che li curerà con testatissimi farmaci o state a guardare?Se vostra madre avesse il lupus o la sclerosi multipla e vostro figlio la distrofia muscolare, sosterreste la ricerca o restereste a guardare, magari invitando a boicottarla come state facendo?
Vedi sopra.
Se voi foste persone coerenti, dovreste rispondere “me la tengo” oppure “sto a guardare”!
No. Piuttosto l'autore di questo test, se conoscesse il pensiero delle persone contrarie alla vivisezione, avrebbe evitato di scrivere in questo test certe castronerie. E se avesse saputo che il concetto di coerenza è relativo, forse avrebbe evitato proprio di scrivere il test.



29 giugno 2012

Massacro animali randagi in Ukraina: bufala? Notizia ingrandita? Non mi pare

Per un maggiore decoro e per rendere più ospitali le città in cui si sarebbero svolte le partite del campionato di calcio Euro 2012, il governo ucraino avrebbe fatto uccidere migliaia di animali randagi.


Su molti siti ho letto questa notizia. su altri ho letto che si tratta di una bufala.

Allora ho scritto a vari membri di Couchsurfing.org che abitano a Kiev. Ho ricevuto 9 risposte... Alcune delle quali danno un po' da pensare, perché mi viene chiesto come mai sono così interessato all'uccisione di animali!...

Tatyana:

Hello Marco,
Honestly, I don't know what to answer your question. I have heard such rumours too, just like anyone has, but neither me or my friends witnessed this nearby. For intance, I have seen about ten stray dogs in my neighborhood, nothing happened to them. I do believe though that this might happen in some places locally, we don't have such a strong system of public control so far. It will take time for Ukraine to change,it is still on the way to the European values. But for instance I have heard about the first case when a man was sentenced to 4 years of prison because of cruel treatment of animals.
Overall, many people are disappointed about the reputation that is created by the media for Ukraine. Thus, many English fans preferred to stay at home because of claim of racism here but later they realized that this was just propaganda.
So, if you come to Ukraine, you will make sure that in general we are nice and friendly people:)I visited Italy and I believe that our nations have a lot in common. I wish success to Squadra Azzurra in the finals!:)

Anya:

I know nothing about it, sorry..

Igor:

As for me I heard a lot about killing animals. That they will be killed. But on practice I cannot say that this is true. I saw a lot of dogs\cats in Kiev and they still are alive. My friends have the same opinion.
That's what I know and see.
If you are really interested about this I can try to gather more information about this. Maybe in other regions this was happen. I really do not know.

Lyudmila:

Hi, why are you so interested in this "dogkill" theme? There were many different rumors about this, but nobody knows the truth. So if I say that stray dogs were not killed for Euro I may be wrong. I just don't wanna give you wrong information.

Anastasia:

Nobody tells you the truth and even me. I just know that many news about Ukraine are falsified. We are rather peaceful people. Don't mind what press is talking about and enjoy football!

Olga:

I think this piece of news is a fake. Because on street I see many stray dogs and cats running. Their population is growing. I hope you know where to look replay matches ;)

Anywhere (sì, su Couchsurfing ha questo nick):

Hi there :)
Actually, as I know, that really did happen :(

Sherhiy:

Hey, Marco.
It is true. Surely, there are many people in Kyiv, who hates animals, іn particular dogs. And they are in city department. So they does not think about animals' life. They only want to look "cleaner" and "inviting" for tourists.

Tina:

Hello dear friend,
well frankly speaking, that is a difficult question.. The matter is that dogs have raised their population in Ukraine so much, so that it is to be compared to kangaroos and rabbits in Australia or cows in India, and everything would be fine, if only the dogs were not predators... So they are very cute when they are small puppies an everyone likes them, feeds them, even if they live in the streets (which life they definitely prefer rather than to sit in any cage in so called homes for them, which are not sufficiently financed).. Well but in winter they turn into real wolf packs, with about 6-10 dogs in each one.. And it can be quite cold in winter - up till - 30 C.. In such temperatures they need to warm themselves up somehow, and they start to eat everything - any food they can find, including some wastes from people's dinner table, also rats, cats, couple of times they attacked small children. So they live in quite tough conditions, being included into the process of natural selection.. Of course about 50 % don't survive, it's also quite difficult to monitor them, (all of them) and of course to sterilize.. And as far as you know any species, facing tough conditions have developed strategy for them not to disapper, so if many die - they need to breed twice more.. So do the mice, some african tribes (of people), indians, chineese (I do not compare people with animals, I just say, that we are all creatures of nature, and the same laws are unique for most of us).. Some people thought that it might be even more humane to let them die painless, rather than die from hunger, other people (especially those, whose children have been attacked or killed, prefered to kill all the dogs).. As far as I know they have really started that programm with dog poisoning, however it was stopped, now they do run round Kiev, and are happy (summer is a god season for them), but the problem is not solved yet, because it's deaper.. As for me, I love animals and all kinds of creatures, but I don't think one can look at this problem so superficially... However they stopped killing dogs, now we still need them to be sterilized, and well with letting them on the streets, I don't know...
I am sorry for Italian team, it just seems unfair, have I got it right - they had to play with 10 players only ?
Nevertherless it's just a game, as for our problems - that is truth, however the number of dogs killed here is not that big as kangaroos killed in Australia, and they don't attack people there - just cars - they jump under them, and it's also awarded if you kill as many kangaroos as you can.. If I could I would bring kangaroos to Ukraine - the poor dogs would have something to eat - or vice versa the dogs from Ukraine should be exported to Australia - and so all the problems could be solved... Or may be not, this question needs definitely to be studied...
May you have a great day :)

Aspetto le altre risposte ed attendo ulteriori delucidazioni che ho chiesto a Tatyana, Anya e Igor (aggiornamento: a 'sto punto, dopo più di 20 giorni comincio a pensare che le ulteriori delucidazioni non arriveranno mai)

Incollo quel che ho letto su Wikipedia:

Varie critiche sono state rivolte al ministro dell'ambiente ucraino e alla UEFA, che sono accusati, dalla cronaca e dalle associazioni animaliste, tra cui l'italiana OIPA, del sistematico sterminio di migliaia di animali randagi in Ucraina in vista della preparazione all’evento.[10] Una pratica lì definita "consueta" che dal 2010 si è intensificata con finanziamenti a supporto della ribattezzata "soluzione ultima", nel più breve tempo possibile e con ogni mezzo, lecito e no.[11] L’attenzione mediatica e le petizioni degli attivisti, alcuni dei quali chiedono lo spostamento dell'Europeo dall'Ucraina in Spagna o nella sola Polonia, portarono, nel novembre 2011, ad adottare la sterilizzazione e altre forme di contenimento del problema.[12]

Aggiornamento: ho trovato questo video di Andrea Cisternino, un fotografo che da 2 anni vive a Kiev, amante degli animali, autore del documentario "Euro 2012 - La vergogna", sconsigliato alle persone impressionabili... Mi pare che lasci pochi dubbi, nonostante sia stata in parte criticata la sua attendibilità su questo articolo di TerniOggi.



Altro Aggiornamento: ho trovato anche quest'altro video di Andrea del 17 giugno 2012; importante in particolare da 7.06



Il presente articolo rimane comunque aperto a modifiche di aggiornamento...


28 giugno 2012

TVAST - Tecnica Virale Anti Spam Telefonico (DA DIFFONDERE!)

Quando ero bambino era usanza dei genitori reagire così alla notizia che il proprio figlio a scuola venisse infastidito da un bullo: per prima cosa gli si suggeriva di ignorarlo; se la strategia non funzionava e il bullo continuava a dare fastidio si chiedeva all'insegnante di risolvere il problema; se neanche questo funzionava si spiegava al figlio che era ora di reagire, ossia prendere coraggio e menare il bullo, magari insegnandogli qualche tecnica su come farlo.
Purtroppo anche nel mondo degli adulti esiste il fenomeno della molestia a scapito di persone che non hanno fatto nulla per meritarsela (da un punto di vista terra-terra e non karmico, certo), e che senza meritarselo sono praticamente ignorati dall'ordine costituito e devono trovare il modo di risolvere il problema da sé. Un esempio è rappresentato dalla pubblicità telefonica indesiderata, che vede nel mirino migliaia di italiani solo per il fatto di possedere un telefono fisso o mobile, anche se sono iscritti al Registro delle Opposizioni e non hanno autorizzato quella o quell'altra azienda a chiamare per fare pubblicità. Io ad esempio sono iscritto a tale registro sia col numero, sia col numero di cellulare, ma nessuno dei due ha smesso di squillare per chiamate promozionali.

Il malcostume dello spam telefonico può sembrare un problema di poco conto (soprattutto per le aziende che lo commissionano, per i call center e per le compagnie telefoniche). E invece non lo è affatto, se si pensa che il ricevente potrebbe ad esempio essere:
  • una persona che stava dormendo perché è stato sveglio durante la notte...
    • per turno di lavoro
    • per stare vicino a un proprio caro in ospedale
    • ...etc.
  • una persona che è in lutto e che certamente non ha voglia di sentire promozioni telefoniche
  • una persona che preferirebbe non essere interrotta perché sta
    • discutendo di una questione importante
    • scopando
    • parlando con un cliente
    • studiando
    • lavorando
    • pregando o meditando
    • ...etc.
Attenzione: in nessuno dei casi su esemplificati mi sto riferendo a una persona che non vuole ricevere telefonate in assoluto, altrimenti avrebbe un qualche pregio un'obiezione che potrebbe venire in mente a chi analizza la questione superficialmente, e cioè

"Se è tanto importante non ricevere chiamate puoi sempre tenere spento il cellulare / staccare il telefono fisso".

È invece una scemenza totale, questa obiezione, perché una persona, pur stanca o impegnata, può considerare opportuno tenere il cellulare acceso perché è in ansia mentre si aspetta una telefonata in cui potrebbe ricevere notizie importanti, ad es:
    • sapere se proprio figlio è stato promosso o se dovrà ripetere l'anno
    • sapere se il ragazzo morto in un incidente di cui ha avuto notizia è veramente quel familiare oppure si è trattato di uno scambio di persona
    • sapere se le condizioni di salute di un proprio caro si si sono aggravate o se sono migliorate
    • conoscere una sentenza di condanna o assoluzione di un familiare o amico
    • ...etc.
 ...O, molto più semplicemente, una persona può, come me, voler essere contattata, ma solo da chi è autorizzato a farlo, proprio come previsto dalla legge.

Parimenti nessun pregio ha l'obiezione del tipo

"Ma poveri operatori dei call center... fanno solo il loro lavoro; vengono sottopagati e spesso sono in situazioni economiche disastrose... bisogna capirli"

Chi ruba il mio tempo commette un furto, punto. Quantifica in euro tempo che ti fanno perdere queste persone e il fastidio che ti procurano in un anno. Metti che il totale sia anche solo 5 euro. Adesso pensa a una persona sottopagata quanto vuoi (e non per colpa tua), in condizioni economiche disastrose (non per colpa tua), che fa il suo lavoro (non commissionato da te), che consiste nel venire a rubarti 5 euro. Bisogna capirli sì, ammesso che capire significhi dare il giusto valore a ciò che succede e farlo anche da un punto di vista quantitativo. Avresti la stessa compassione di una persona che ogni anno ti ruba 5 euro e che se rimproverata ti risponde che fa solo il suo lavoro e non dovresti arrabbiarti? Spero di no, perché se la giustifichi significa che la autorizzi a continuare, e se la autorizzi a continuare sei tu stesso complice del fatto che continui a farlo non solo con te, ma anche con me.

Per chi trovasse questa spiegazione non sufficiente e mi tacciasse di crudeltà nei confronti dei destinatari dello scherzetto che sto per spiegare, aggiungo che se è tanto importante per le aziende di call center non essere vittime del sottoscritto possono sempre rispettare la normativa esistente, ovvero lasciare in pace me e tutti gli utenti che come me hanno dichiarato e formalizzato la propria volontà di essere lasciati in pace e non hanno autorizzato tali aziende a telefonate promozionali.


LA VOLUTA INEFFICIENZA DELLE VIE LEGALI

Ecco alcune storture attualmente presenti del nostro apparato giudiziario in tema di spam telefonico:

  • Chi chiama per una proposta commerciale ha l'obbligo legale di non nascondere il numero. Ma se lo fa, è impossibile segnalare questo fatto alle autorità e far comminare la relativa sanzione, perché se il numero è nascosto è impossibile sapere chi denunciare (non sempre l'impiegato del call center risponderrettamente a una domanda su quale sia il nome della società per la quale lavora, anzi...). Per saltare questo problema basterebbe che la legge attribuisse la responsabilità della chiamata all'azienda relativa al prodotto o servizio in vendita piuttosto che alla società di call center appaltata. 
  • Rivolgersi al Garante della Privacy ha degli esiti incerti e non monitorabili (vedi altro articolo a questa pagina), e tutto lascia pensare che non ci sia da parte delle istituzioni la volontà di porre fine allo spam.

IL RIMEDIO CHE TI PROPONGO

Ti propongo uno scherzetto che ho denominato TVAST (si pronuncia "ti vu ast").
Preciso che non è completamente farina del mio sacco: l'idea mi è stata data molti anni fa dall'utente di un forum in cui si parlava di possibili soluzioni alle telefonate pubblicitarie indesiderate.
TVAST sta per Tecnica Virale Anti Spam Telefonico.
"Virale" perché spero che venga messo in pratica da quante più persone possibili. Quindi se ti piace questo articolo ti invito a contribuire alla sua diffusione. Se sarà sufficientemente ampia, magari l'efficienza dei call center calerà sensibilmente... chissà, forse calerà a tal punto da far capire ai loro gestori che non conviene più fare telefonate illegali.


PRIMA DI COMINCIARE...

E' importante ricordare che:
  • se ricevi una telefonata per conto della stessa società telefonica che stai usando, questa chiamata probabilmente è legittima in quanto per contratto un gestore telefonico è autorizzato a chiamare i propri clienti... a patto che non lo chiami a un altro numero attribuito a un altro gestore;
  • stesso discorso se ricevi una telefonata da un gestore telefonico di cui non sei cliente, ma di cui sei stato cliente in passato, a meno che tu abbia comunicato a tale gestore la tua volontà di cancellazione dei tuoi dati;
  • secondo la legislazione che vige mentre sto scrivendo questo articolo il "silenzio assenso" alla ricezione di telefonate pubblicitarie sussiste fino al momento in cui lo si nega iscrivendo il proprio numero di telefono al Registro delle Opposizioni (considera uno scarto di qualche settimana a partire da quel momento); vale a dire che se un numero telefonico non è iscritto a tale registro, chiunque ha il diritto di chiamare quel numero per una promozione, e se te ne lamenti sei nel torto.
Purtroppo anche dopo un anno che ero iscritto al Registro delle Opposizioni io ho continuato a ricevere chiamate pubblicitarie da chi non era stato autorizzato a detenere il mio numero.

Nota: legalmente "detenere" un dato personale non significa necessariamente salvarlo e archiviarlo fisicamente; se componi un numero di telefono (o lo compone una macchina per tuo conto, anche senza fartelo conoscere), automaticamente si può dire che, anche se temporaneamente, comunque lo "detieni". Del resto lo spirito della legge sulla privacy è chiaro: nel caso dei numeri di telefono, il problema individuato consiste non nel salvataggio di un numero di telefono in un archivio, ma nel suo indebito uso.

Una ragazza che ha lavorato per un call center mi ha detto, senza mio stupore, che per loro il fatto che una persona sia iscritta al Registro delle Opposizioni non conta niente.

Allora mi appresto a proporti un modo di reagire allo spam telefonico. Lo faccio considerando l'esempio dell'offerta promozionale da parte di una società telefonica diversa dalla tua che ti propone di cambiare gestore, ma naturalmente tutto ciò che stai per leggere può essere aggiustato per adattarsi a qualunque altra offerta telefonica illegale.


COME REAGIRE ALLA PROPOSTA COMMERCIALE

In breve: pan per focaccia. Ti fanno perder tempo e pazienza? Tu fai perdere tempo e pazienza a loro. Così:
  • Fingiti interessato all'offerta telefonica
  • Fai domande e prolunga la conversazione più possibile
  • Dì che vuoi parlarne il giorno dopo perché sei indeciso e/o devi consultare un collega o un parente con cui dividi il telefono.
  • Nella telefonata successiva, cerca di rimandare di nuovo, e così via
  • Quando ti viene dato un ultimatum, spiega che in effetti ti sembra una bell'offerta e sei tentato di aderire. 
...Poi procedi a seconda della modalità di accettazione dell'offerta:

1) Se il contratto è da firmare previa incontro dal vivo con un rappresentante
  • Dagli un appuntamento in un luogo difficilissimo da raggiungere
  • Dagli buca, tenendo spento il cellulare mezz'ora prima e mezz'ora dopo l'ora dell'appuntamento fissata.
  • Quando verrai ricontattato, chiedi scusa per il fatto di esserti scordato di andare all'appuntamento, e fissane un altro.
  • Non andare all'appuntamento, ma stavolta tieni il cellulare acceso; non vedendoti arrivare, il rappresentante ti chiamerà; rispondi che sei un po' in ritardo e arriverai in 20 minuti circa; quando ti richiamerà, digli che purtroppo non ce la fai ad arrivare, perché hai un ulteriore impegno, non pensavi di fare così tardi... Chiedi di fissare un altro appuntamento
  • Quando l'agente si dirà stufo, vedi paragrafo "Dichiarazione Finale" (più avanti)
2) Se l'offerta è da accettare con contratto a voce direttamente al telefono:
  • Fingi di voler accettare; l'operatore ti  avvertirà che deve farti delle domande e che dovrai rispondere "Sì" e che della vostra conversazione verrà fatta una registrazione con valenza legale pari a quella di un contratto.
  • ...Tu invece rispondi "Ok", oppure fingi di non capire una domanda e chiedi chiarimenti; poi quando l'operatore si spazientisce... vedi "Dichiarazione Finale" qui sotto...

...DICHIARAZIONE FINALE

È quasi giunto il momento di rivelare la verità sulla nuova tendenza degli utenti stufi delle telefonate pubblicitarie non desiderate e tanto meno autorizzate.

"Le ho fatto perdere tempo, è vero... Ma tanto il suo datore di lavoro comunque le paga lo stesso le ore lavorative, vero? Oppure esclusivamente a cottimo?".

Qualunque risposta tu riceva... ci siamo... Vai con la dichiarazione finale:

"[con tono sommesso] Guardi, c'è una cosa che mi è stata passata e che passo volentieri agli altri. Quando si fa un danno è giusto pagarne le conseguenze... [nota: da qui l'interlocutore capirà che lo vuoi risarcire!]...  Quindi la invito a riferire al suo datore di lavoro che io le ho fatto perdere tempo e ho messo a dura prova la sua pazienza, ma complessivamente quanto tempo fate perdere voi a tutte le persone che chiamate, anche quelle iscritte al Registro delle Opposizioni come me? Spero che il mio scherzetto vi insegni qualcosa.

24 giugno 2012

Doodle: decidi una data in democrazia e con praticità

Cercavo un servizio online che permettesse a un gruppo di persone di mettersi d'accordo su quale sia una data e un orario adatto a organizzare un appuntamento.

Dal vivo, fra un "che ne dite giovedì prossimo" e un "sì, ma a me andrebbe meglio lunedì" è relativamente facile decidere sul posto.

Ma telematicamente? La chat è dispersiva, per nulla comoda.

Mi sono detto: ci vorrebbe un software online che consente a ogni potenziale partecipante di descrivere la propria disponibilità segnandola su una tabella, magari con una prima e una seconda scelta... così sarà facile a colpo d'occhio decidere democraticamente il giorno e l'ora in cui verrà organizzata la lezione, cena, etc.

Avevo lanciato quindi un appello in Rete chiedendo a chiunque ne fosse a conoscenza di segnalarmi un tool online del genere, e per rendere l'idea ecco l'abbozzo che avevo disegnato a mano:


La soluzione è arrivata via e-mail pochissime ore dopo, e si chiama Doodle. Esattamente quello che cercavo! 
Crei l'evento in pochi clic e automaticamente si crea il link che spedisci agli invitati, che si trovano davanti a una tabella dove devono cliccare semplicemente su "sì", "no" oppure "sì, se proprio dev'essere" per ogni data e/o orario (a seconda di come hai predisposto l'evento). Ogni invitato ha anche la possibilità di scrivere, sotto la tabella, un commento.

Quando tutti gli invitati si sono espressi, chiudi il sondaggio e automaticamente Doodle ti mostra la data o le date in cui sono disponibili più persone.

Ecco uno screenshot:


Grazie a Metello e Alexander per la segnalazione.