17 febbraio 2008

Moderatore di mailing list, pretendi dai listanti il formato PLAIN TEXT!

Quando voglio far capire a qualcuno come e perché scrivere e-mail in formato plain text, piuttosto che un HTML, rimando a un articolo che scrissi a mio tempo appositamente.

Si capisce che disporre l'invio di e-mail in formato plain text dà agli altri utenti un beneficio molto maggiore (a tempo indeterminato) rispetto all'impegno richiesto (davvero minimo, e una tantum).

Essendo l'impostazione del formato "plain text" una cosa facile, ai proprietari di mailing list sovrapopolate consiglio di buttare fuori i membri che, pur invitati a leggere la suddetta o altra guida, continuano a inviare e-mail in formato HTML facendo orecchie da mercante (magari stufatisi dopo i primi 3 secondi di problemi tecnici, pur sapendo di poter chiedere aiuto), cosa che purtroppo spesso accade.

Un avvertimento, un secondo avvertimento, e poi fuori. Perché oltre ad essere buona educazione in una mailing list seguire le regole decise dal fondatore, si aggiunge il fatto che l'operazione suddetta ha un rapporto "costo proprio / beneficio altrui" così alto che non effettuarla per pigrizia denota una mancanza di rispetto ancora maggiore.

16 febbraio 2008

Accenti nelle parole monosillabiche

Un monosillabo ha lo stessa pronuncia sia che venga scritto con l'accento che senza.

Ciò nonostante alcune parole monosillabiche vanno scritte con l'accento oppure no, a seconda del loro significato.

  • "CHE" ha l'accento quando è l'abbreviazione di "perché" (es. "ripetimi il tuo nome, ché non me lo ricordo", e non quando costituisce complemento o soggetto (es. "il bigné che ho ingurgitato")
  • "DA" ha l'accento quando è voce del verbo "dare" (es. "mi dà un panino") e non quando è preposizione (es. "vengo da Roma")
  • "LA" ha l'accento quando è complemento di luogo (es. "guarda là!") e non ce l'ha quando è articolo (es. "la stufa")
  • "SE" non ha l'accento quando è congiunzione (es. "se ti prendo...") e quando è un pronome personale atono (es. "se ne vada"); ha sempre l'accento quando è pronome personale tonico (es. "egli porta quell'oggetto sempre con sé"), salvo nei casi in cui la parola successiva sia "stesso" o "stessi", al che l'accento può essere presente o no a discrezione di chi scrive ("sé stesso" / "se stesso", "sé stessi" / "se stessi")
  • "SI" ha l'accento quando indica affermazione e non quando è complemento (es. "si morse il labbro") o particella per la forma impersonale dei verbi (es. "si usa dire").

Nessun accento hanno le parole monosillabiche che hanno un solo significato, ad esempio "sta", "so", "qua", "va", "do".

..e neanche "FA". Quest'ultimo monosillabo è semmai seguito da un apostrofo quando è voce del verbo "fare", abbreviazione dell'imperativo "fai".

15 gennaio 2008

Formato plain text, please

Come e Perché scrivere e-mail in formato solo testo (plain text)
e non in formato HTML

Cominciamo dal perché

Outlook Express ed altri client di posta hanno pre-impostata la composizione dei messaggi in formato HTML. Tale modalità non è in linea con gli standard internazionali, normalmente non presenta alcun vantaggio ed anzi presenta vari svantaggi che possono riguardare i destinatari. Eccone alcuni.

  • E-mail più pesanti. A parità di caratteri, un’e-mail in HTML pesa più del doppio rispetto a un’e-mail in plain text. Questo per vari tipi di destinatari determina una maggior spesa di tempo, una maggior spesa di denaro o entrambi. Infatti, per scaricare i messaggi HTML
    • i destinatari con una connessione lenta, oppure un’ADSL che in quel periodo pesenta problemi a causa dei quali la connessione è rallentata, impiegheranno più del doppio del tempo;
    • i destinatari con una connessione con pagamento non forfettario mensile non solo impiegheranno più tempo, ma spenderanno conseguentemente di più;
    • i destinatari che usano un palmare e pagano la connessione a kilobyte scaricato piuttosto che a tempo spenderanno più del doppio.
  • Lettura più faticosa per chi visualizza i messaggi in formato HTML. Nei reply ai messaggi in formato HTML non viene automaticamente incluso, all’inizio di ogni riga, la freccetta che indica la citazione (o la due freccette che indichino la citazione della citazione, etc). Il testo di chi sta scrivendo, quindi, talvolta si distingue dal testo citato per il tipo e/o colore del font e/o per gli spazi di rientro da sinistra (che però spesso è necessario rifare a mano dopo cancellatue accidentali), talvolta non si distingue affatto, e ciò implica un faticosa lettura della discussione soprattutto quando questa dura più di due o tre e-mail. In oltre, confusionaria è spesso l’organizzazione in paragrafi (che costituiscono le “sotto-discussioni”), perché non distanziati abbastanza fra loro.
  • Lettura più faticosa per chi visualizza i messaggi in formato solo testo. Chi, per prevenire danni da virus o worm ha (avvedutamente) disabilitato nel proprio client o nel proprio account di una mailing list la visualizzazione in formato HTML, e ha quindi disposto la conversione automatica in formato plain text di tutte le e-mail ricevute con formato HTML, a maggior ragione normalmente non ha modo di distinguere a colpo d’occhio le parole del mittente da quelle che il mittente stava citando.
  • Rischio di non corretta visualizzazione per utenti di piattaforme diverse.
  • Rischio generare confusione nella lettura da parte dei listserver a causa dei codici HTML di formattazione che precedono il testo
Il formato HTML per le e-mail è insomma un’autentica sciocchezza (diffusa soprattutto grazie al contributo di Microsoft), ed evitare di usarla quando non strettamente necessario è una questione di educazione.

Ed ecco come fare

Se usi Outlook Express:
  • Barra dei menù: Strumenti --> Opzioni
  • Scheda Invio
  • Formato invio posta --> Testo normale
  • (stessa cosa per l’invio news, se è una funzione usata)

Per gli altri client di posta, verosimilmente la procedura è del tutto analoga (ci possono essere delle variazioni, ad esempio la voce “opzioni” può essere denominata “preferenze” ed trovarsi sotto “file” piuttosto che sotto “strumenti”…)

Se usi la posta via web, di solito l'interfaccia web presenta bottoni con diciture altrettanto analoghe.

25 dicembre 2007

Come e quando usare la funzione "copia in carta carbone nascosta" con Outlook Express e non solo

Capita di ricevere un messaggio in cui si vede in chiaro, fra i destinatari, la propria e-mail e quella di altre persone che l'hanno ricevuto. In tal caso, queste persone hanno ricevuto lo stesso messaggio e possono vedere in chiaro il nostro indirizzo e-mail. Se questo ci fa dedurre che il mittente sia stato superficiale quanto a rispetto della privacy, consiglio di spedirgli il link a questa pagina educativa sulla Netiquette.

Vuoi inviare un messaggio a molti utenti e non sei sicuro al 100% che ognuno di essi sia d'accordo nel fornire la propria e-mail a tutti gli altri? Vuoi tenerti alla larga da guai giudiziari per mancato rispetto della legge sulla privacy, nonché evitare di deludere chi ti ha fornito il suo indirizzo sperando tu conosca la netiquette?

Allora devi...

Cancellare dal testo del messasggio eventuali indirizzi e-mail di destinatari precedenti (tipico nel caso tu voglia inoltrare un messaggio che hai ricevuto)

Ed inoltre...

USARE LA FUNZIONE
"COPIA IN CARTA CARBONE NASCOSTA"
Siccome con Outlook Express non è una cosa immediata (sulla finestra del messaggio mamma Microsoft ha furbamente pensato di non far apparire subito in bella vista l'apposita casella), ho pensato di metterti a disposizione le seguenti semplicissime istruzioni (clicca sull'immagine per visualizzarla ingrandita).




Se hai letto queste istruzioni e usi un altro gestore di posta o una web-mail, la procedura per inviare una copia in carta carbone nascosta sarà probabilmente più semplice, quindi a maggior ragione intuitiva.

08 aprile 2006

L'invio di SMS indesiderati può configurare reato di molestia?

Il telefono fa un suonino. In condizioni normali (ovvero se il telefono non è ammutolito) il proprietario o la proprietaria del telefono sono distratti e spinti a controllare chi è e cosa vuole. E se si tratta di un molestatore / molestatrice, così classificabili per non venire incontro alla richiesta di smetterla di rompere, l'invio di quell'SMS è una molestia.

Giusto?

Non secondo la sentenza della prima sezione penale della Corte di Cassazione del 29 aprile 2005 n. 18449 depositata il 17 maggio 2005, che ha assolto un imputato dall'accusa di molestia previsto dall’articolo 660 Codice Penale, poiché tale forma di comunicazione, realizzata in forma scritta e non orale, non sarebbe apparsa idonea a ledere il bene giuridico della privata tranquillità, tenuto conto che la norma è stata creata nel momento in cui erano concepibili solo messaggi vocali e tenuto conto del fatto che gli SMS erano stati inviati in periodo diurno.

Ma attenzione: quest'orientamento è ribaltato da un'altra sentenza del 2006 e non solo, come si legge nell'articolo di Altalex intitolato "Come l'SMS diventa reato"