05 marzo 2019

Youtube video embedding: eliminare alla fine video consigliati di altri canali

Una volta esisteva un sistema comodo per fare l'embedding di un video YouTube in modo che alla fine della riproduzione non ci fossero i vari riquadri che consigliavano la visione di altri video.
Questo era possibile al momento della creazione automatica del codice embedded, proprio sulla piattaforma di YouTube.

Dopo che Youtube aveva tolto la possibilità di scegliere questa impostazione in modo automatico, rimaneva sempre la possibilità di ottenere lo stesso risultato cambiando manualmente il codice embedded, e cioè all'interno di esso aggiungere, subito dopo l'url del video, la seguente stringa:

?rel=0
 
Poi c'è stato un altro cambiamento. Oggi, aggiungendo la suddetta stringa, ecco cosa accade:

- se il visitatore del sito è loggato col proprio account Google, account diverso da quello di chi ha caricato il video, alla fine della riproduzione non viene consigliato alcun video e si torna a visualizzare l'immagine di anteprima;
 
- se il visitatore non è loggato con un account Google, oppure è loggato con lo stesso account di chi ha caricato il video, alla fine della riproduzione vengono proposti altri video dello stesso canale.

Ecco un esempio della procedura di aggiunta della stringa "?rel=0": supponiamo che il codice embedded di un video YouTube sia
 
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Pu9WHPazXBE" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

All'interno dell'embedded la stringa che ho evidenziato in rosso è l'URL del video. Alla fine di tale stringa va aggiunta quella citata all'inizio (in verde), quindi il tutto diventerà

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Pu9WHPazXBE?rel=0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

In questo esempio ho scelto una puntata di MalaSpeak, contenuta nel mio canale YouTube Psicoperformance. Come puoi osservare qui sotto, dato che ho usato quest'ultimo codice, alla fine della riproduzione vengono consigliati video del canale Psicoperformance se non sei loggato con un account Google, mentre non viene consigliato alcun video se sei loggato. Io invece, essendo il proprietario di quel canale YouTube, essendo loggato visualizzo alla fine delle anteprime di video dello stesso canale.

28 febbraio 2019

Porta USB difettosa... prova a togliere il risparmio energetico

Un'entrata USB potrebbe essere da sostituire in quanto completamente non funzionante o non funzionante a tratti.

Beh, se parliamo di un computer fisso, sostituire una porta USB appartenente alla scheda madre significa lasciarla lì per non usarla più e aggiungerne un'altra in uno slot libero. Se parliamo di un portatile, non saprei. Ma tanto non è di questo che volevo parlarti in questo articolo.

Voglio piuttosto consigliarti di non decidere subito per l'aggiunta / sostituzione di uno slot USB: prima prova a vedere se il problema si risolve disattivando il risparmio energetico per le porte USB.

Su Windows 10 (sugli altri sistemi operativi non so) esiste proprio una voce specifica... Ecco come trovarla e come disporre l'impostazione suddetta.

- Nella barra di ricerca, scrivi "Pannello di Controllo" e clicca sulla relativa voce che appare in alto
- Clicca "Opzioni risparmio energia"
- Seleziona "Prestazioni elevate"
- Alla destra di "Prestazioni elevate" clicca "Modifica impostazioni combinazione"
- Clicca "Cambia impostazioni avanzate risparmio energia"
- Se necessario, espandi "Impostazioni USB" cliccando sul "+" a sinistra
- Se necessario espandi "Impostazione sospensione selettiva USB" allo stesso modo
- Se il risparmio energetico per le porte USB non è stato disabilitato, leggerai la scritta "Impostazione: Abilitata"; in tal caso, clicca sulla parola "Abilitata"
- Sul menù a tendina che compare, clicca "Disabilitata"
- In basso a destra clicca su "Applica"
- Clicca su "Ok"

17 febbraio 2019

Disattivare l'antivirus su Windows 10 definitivamente

Windows 10 è un tipo strano, se guardiamo la funzione di Windows Defender: andando sulle impostazioni riguardanti la protezione da "virus e minacce" (bella dicitura), al di sopra della levetta per disattivare la protezione in tempo reale si legge:

"Puoi disattivare l'impostazione per un breve periodo prima che venga riattivata automaticamente"

Anvedi se uno non può prendere decisioni sull'antivirus a tempo indeterminato. Mah.

Le conseguenze del non poter disattivare l'antivirus sono l'eventuale cancellazione automatica di file erroneamente scambiati per virus. E parlo di una cancellazione irreversibile, non di uno spostamento nel cestino, da dove il file si può recuperare.

Ho scoperto, grazie alle spiegazioni di una persona più esperta di me, che per disattivare l'antivirus su Windows 10 intanto bisogna avere non Windows 10 Home, ma Professional o superiore. Inoltre occorre smacchinettare un po', in un modo certo non intuitivo per un utente comune.

Ecco cosa devi fare di preciso:
  • Clicca sull'icona col cerchietto per la ricerca (solitamente nell'angolo in basso a sinistra, accanto ai quattro quadratini di Windows)
  • Scrivi gpedit.msc e clicca in alto su gpedit.msc quando compare.
  • Si aprirà una finestra "Editor Criteri di gruppo locali". Dovrai ora agire sulla parte sinistra di questa finestra (che se necessario puoi espandere trascinando col mouse il suo margine destro).
  • Sotto a "Configurazione Computer" clicca sulla freccetta che compare a sinistra della cartella "Modelli amministrativi", affinché si espanda facendo visualizzare le sue sotto-cartelle.
  • Allo stesso modo, espandi la cartella "Componenti di Windows"
  • Stessa cosa per la sua sotto-cartella "Windows Defender Antivirus"
  • Agisci ora sulla parte destra della finestra (anch'essa espandibile col trascinamento del suo margine destro): scorri in basso l'elenco delle voci finché non trovi "Disabilita Windows Defender Antivirus". Fai doppio clic su questa voce, e si aprirà l'omonima finestra.
  • In questa nuova finestra seleziona la voce "Attivata"
  • Clicca su "Applica" e poi su "Ok"
Ecco fatto.

Detto ciò, come assicurarsi che i file soggetti ad ingiusta accusa di essere virus vengano cancellati in un PC con Windows 10 (pensa ad esempio al caso in cui senza pensarci hai portato il file su un PC di un tuo amico che non ha usato l'accorgimento su descritto) ?

Io faccio così: uso Winrar, che è nato per creare degli archivi compressi di file (quindi per ridurne le dimensioni creando un unico file di cui è più facile l'invio o lo stoccaggio), ma che è utile anche per rendere un file o un gruppo di file impenetrabile da curiosi non autorizzati... compresi gli antivirus.

Per far questo puoi "racchiudere" il file da proteggere in un archivio RAR protetto da password. In questo modo, almeno finché il file è "inglobato" lì dentro, l'antivirus non potrà penetrarvi per analizzarlo ed eliminarlo. Quando scompatti il file, se questo viene eliminato, ne hai sempre una copia di riserva all'interno del file.rar.
Per non dimenticare la password, in questo caso, puoi includerla direttamente nel nome del file. Ad esempio, se la password è "nonvirus", puoi creare l'archivio denominato file_(pw nonvirus).rar.

29 gennaio 2019

Pensierino sulle recensioni su Google Maps

Le recensioni delle aziende su Google Maps sono affidabili?

Dipende.

Quando si tratta di grandi esercizi commerciali, immagino siano affidabili, nell'insieme. Quando invece si tratta di ditte individuali o piccoli esercizi commerciali, c'è da fare una tara.

Come gli utenti si immaginano, le grandi aziende, ad esempio le catene di supermercati o di fast-food, stanno in piedi grazie fattori che hanno un'efficacia molto più grande rispetto alle recensioni online: stanno in piedi grazie al marketing e all'essere conosciuti dalle persone di una certa zona per la propria storia o per la propria grandezza o per i prezzi bassi. I dirigenti di queste aziende non si sognerebbero mai di querelare una persona perché ha scritto una recensione anche molto negativa, magari diffamatoria: questo potrebbe portare un danno ulteriore e molto più grande, indipendentemente dall'esito della causa, perché molta gente non vede di buon occhio una grande azienda che si mette contro a una singola persona (lo scenario ricorda un gigante che schiaccia piccola creatura, e si tende a fare il tifo per quest'ultima).

Se invece parliamo di piccole attività commerciali c'è da tenere conto di vari fattori, che rendono le recensioni su Google Maps meno affidabili:

- se il numero di recensioni è minore di qualche decina, è abbastanza alta la percentuale di parenti e amici che potrebbero aver scritto una falsa recensione positiva;
- anche se un utente è rimasto insoddisfatto, potrebbe non avere voglia di infliggere un danno, a meno che non sia molto arrabbiato;
- se un utente insoddisfatto ha anche lui la propria piccola azienda su Google Maps (magari è un libero professionista), potrebbe pensare che scrivere una recensione negativa lo esponga al rischio di essere a sua volta recensito negativamente per vendetta;
- un utente insoddisfatto potrebbe non voler raccontare la propria esperienza negativa di cui non ha sufficienti prove per paura di una querela.

E ve lo dice il proprietario di una ditta individuale che ha uno spazio su Google Maps e, al momento, poche recensioni.

Che ne pensi? Scrivimelo nello spazio dedicato ai commenti (però non fare come tanti hanno fatto fin ora: leggi prima il messaggio "IMPORTANTE"!)

28 gennaio 2019

Bufala: dire "esci il cane" è corretto secondo l'Accademia della Crusca

Uscire il cane - Bufala: non è corretto
Vari siti web, alcuni anche famosi, hanno riportato in questi giorni una notizia falsa, su cui molti sono cascati, non avendo letto attentamente (o, come avviene spesso, non avendo letto proprio) l'articolo di Vittorio Coletti pubblicato sul sito dell'Accademia della Crusca l'11 gennaio scorso, a cui i bufalari si riferiscono.

Addirittura il sito italiano dell'Huffington Post titola La rivincita del Sud. Per la Crusca si può dire "esci il cane" o "siedi il bambino".

Al suo interno si legge:

Quante volte avete sentito dire [...] "esci il cane", "entra i panni", o "siedi il bambino" e avete pensato che fosse sbagliato? Da oggi sappiate che non è più così. Almeno nella lingua parlata.

Da oggi un corno.

Non da oggi, ma da sempre ci si può esprimere come si vuole nella lingua parlata (in questo caso è pacifico che per "lingua parlata" si intenda "linguaggio informale usato fra parenti, amici, etc", perché se ad es. il Presidente della Repubblica parla alla nazione ok, anche quella è lingua parlata, ma si tratta di un impeccabile italiano corretto).

Nell'articolo di Vittorio Coletti c'è scritto:

Diciamo insomma che sedere, come altri verbi di moto [fra cui "uscire", che l'autore aveva citato fra gli esempi in precedenza], ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali.

Beh, si sapeva. Questo articolo non mi pare portatore di alcuna novità, e la sua lettura mi pare possa essere utile solamente a una persona straniera.

Ha poco senso discutere di ciò che si può dire o che non si può dire nell'ambito di un linguaggio regionale o popolare, citato evidentemente affinché non lo si confonda con l'italiano corretto, quest'ultimo usato dai giornalisti in TV, dai legali nei tribunali, dagli studenti nelle interrogazioni, etc.

Allora grazie tante che si può usare. In contesti in cui l'importante è farsi intendere in qualche modo è sempre stato lecito usare un linguaggio dialettale o popolare. Lecito, ovvio... qualcuno ha pensato che invece usando quei termini si rischiasse una multa o l'arresto?

2)

Vittorio Coletti ha scritto, nel secondo paragrafo del suo articolo, che è lecita la costruzione transitiva del verbo "sedere". Non afferma niente del genere per le altre diciture, di cui parla solo nel paragrafo precedente. Saper leggere, ragazzi. Saper leggere:

È lecita allora la costruzione transitiva di sedere? Si può rispondere di sì [...] Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla.

Mi pare la cosa abbia senso, dato che è corretta l'espressione "io mi siedo", dove il "mi" è complemento oggetto. Dunque io siedo me stesso. Se invece di sedere me stesso siedo il bambino, non vedo il problema.

Mi arrabbia il fato che per accaparrarsi visite in più, certi bufalari addirittura si inventano notizie false sulla lingua italiana.

"Uscire" è intransitivo, e viene usato come transitivo solo a livello dialettale/popolare. Quindi farlo passare per italiano corretto era e rimane un errore. Non è italiano per me, non lo è per gli insegnanti di lettere, non lo è per i giornalisti e non lo è per l'Accademia della Crusca.