16 maggio 2015

iWeb Partners, sedicenti partner di Google: ecco com'è andata

È arrivato il momento di scrivere seguito di questo articolo, che stava diventando assai lungo e in cui rischiavo di andare troppo fuori tema, visto che era nato come dedicato, in generale, alle aziende che si classificano come partner di Google.

Prima di tutto ti ricordo che, quando ricevi una chiamata pubblicitaria, per farti un'idea almeno iniziale sull'affidabilità di chi ti chiama puoi inserire il numero di telefono del chiamante nel form del sito Tellows, di cui ho parlato qui. Cosa che, lo ammetto, mi sono ricordato di fare solo pochi minuti fa. Scoprendo che tante persone la pensano come me: vedi specifica ricerca sul numero da cui ho ricevuto le chiamate di cui sto per parlarti.

Orsù raccontiamo, anzi finiamo di raccontare (la prima parte, come dicevo, è nel precedente articolo) com'è andata specificamente con l'azienda iWeb Partners, che mi ha contattato il 4 maggio scorso per propormi i suoi servizi, senza che io, iscritto da anni al Registro Pubblico delle Opposizioni, abbia dato a loro il consenso per chiamate pubblicitarie, e senza poter sapere chi avrebbe dato loro legalmente il mio numero, dovendomi io accontentare, secondo il loro avvocato, di sentirmi dire "È tutto legale".

Come te lo racconto? Intanto copiando e incollando qui di seguito l'email che ho inviato loro il giorno successivo. Buona lettura.

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Ieri 4 maggio 2015 ho ricevuto al mio numero di cellulare [.......], iscritto da anni al Registro Pubblico delle Opposizioni, varie telefonate promozionali dal vostro numero telefonico 0687811171. Infatti sono stato chiamato sia da un ragazzo che si è qualificato come vostro impiegato, e poi con una signora che si è qualificata come Emilia.

Parlando con quest’ultima ho chiesto da dove avete preso il mio numero di telefono, visto che sono iscritto da anni al Registro delle Opposizioni, e visto che non vi ho mai dato dato l’autorizzazione a chiamarmi con fini pubblicitari. Mi ha risposto che avete il mio numero in quanto avete acquistato da terzi una lista di numeri di telefono; siccome non ricordo di aver autorizzato nessuno a cedere il mio numero a terzi per fini pubblicitari, ho chiesto chi vi ha venduto questa lista che comprendeva tale mio numero di telefono. Mi ha risposto che mi avrebbe richiamato l’indomani mattina per farmi avere una risposta, cosa che non è accaduta.

Nel pomeriggio di oggi 5 maggio ho ricevuto una nuova telefonata promozionale in cui cui la signora qualificatasi come Emilia mi parla dei servizi della vostra azienda. Le ho quindi ricordato che sono ancora in attesa di una risposta alla mia domanda: chi vi ha dato il mio numero? Mi ha risposto che, dopo essersi consultata con l’avvocato dell’azienda, il direttivo dell’azienda ha deciso che, per questioni di privacy, non può rivelarmi chi vi ha dato il mio numero.

Le ho risposto che invece è proprio per rispettare la legge sulla privacy che voi dovete venire incontro alla mia richiesta di sapere chi vi ha dato il mio numero. Dopo questa mia affermazione, mi ha salutato dicendo che non ha più nulla da dirmi.

È ormai noto che per raccogliere liste di persone da chiamare per fini promozionali non è adeguato l’elenco telefonico né altri elenchi cartacei tipo “Paginegialle”, né elenchi online come ad es. www.elenchitelefonici.it, perché non si tratta di elenchi che per la legge sono considerati “pubblici” e quindi il fatto che un numero sia contenuto in questo tipo di elenchi non autorizza di per sé a usare quel numero per telefonate promozionali. Per questo motivo chi deve chiamare per pubblicità spesso ricorre all’acquisto di quelle che vengono vendute da terzi come liste di potenziali clienti, ed è il vostro caso, stando a quanto dettomi dalla signora qualificatasi come Emilia.

E siccome tale signora si è rifiutata di dare una risposta esauriente alla mia legittima domanda su chi vi abbia fornito la lista in cui è presente il mio numero di telefono, allora a questo punto non accetto più da parte vostra una comunicazione telefonica: accetto solo risposte via email all’indirizzo marcomalatesta@marcomalatesta.com o via lettera cartacea al seguente indirizzo:

[mio indirizzo civico]

Come preannunciato prima di concludere la telefonata con la signora suddetta, ve lo chiedo adesso per iscritto (per brevità lo faccio per adesso via email, ma ho intenzione di procedere via raccomandata nelle prossime ore):

così come la legge sulla privacy vi obbliga su mia richiesta, venite incontro a tutte le mie seguenti domande e richieste:

1) Mettetemi a conoscenza della persona fisica o giuridica che vi ha fornito il mio numero di telefono.

2) Qual è lo scopo del trattamento del suddetto mio dato personale?

3) In che modo viene eseguito tale trattamento?

4) Quale logica applicate a tale trattamento effettuato con strumenti elettronici (computer, agende elettroniche, etc)?

5) Chi è il titolare di tale trattamento? Fornitemi gli estremi identificativi di questa persona, giuridica o fisica, che tratta il suddetto dato personale.

6) Chi sono le persone a cui, secondo quanto era scritto fin ora nei vostri archivi, può essere comunicato il mio suddetto dato, o che lo possono venire a conoscere essendo responsabili o incaricati o di rappresentanti designati nel territorio dello Stato Italiano?


7) Quali sono gli estremi identificativi del rappresentante del titolare del trattamento nel territorio dello Stato?

8) Da questo momento cancellate ogni mio dato personale da ogni vostro archivio e inviatemi conferma di tale cancellazione, nonché la conferma del fatto che avete comunicato a tutte le persone in possesso dei miei dati l’ordine di cancellarli. L’unica eccezione in merito sono le comunicazioni via email o cartacee (e non telefoniche) che riterrete opportuno fare per venire incontro alle domande e richieste suddette.


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Ad oggi, 10 giorni dopo, nessuna risposta. Quindi cosa faccio, adesso? Invio la raccomandata, come preannunciato? Non sono più sicuro di volerlo fare, dopo le informazioni arrivatemi da un lettore che dopo aver letto il mio articolo mi ha contattato. Abbiamo avuto qualche scambio di email su cosa avrei dovuto pubblicare e cosa no, e alla fine mi ha autorizzato a scrivere il racconto seguente. Buona lettura.

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[...] Sto valutando se dare mandato all'avvocato nei confronti della iWeb Partners, società che sembri sia di albanesi residenti a Roma e con operatività in Albania.

Nel febbraio di quest'anno veniamo contattati telefonicamente dalla iWeb Partners srl di Roma, per la proposta di una offerta per l'inserimento su Google nella prima pagina.
Ci suggeriscono di visitare il loro sito e ci indicano degli esempi dei loro risultati, nello specifico il primo posto di un ristorante nella ricerca “ristoranti roma” su Google. Il che è interessante; chiediamo un giorno per pensarci, visto che la spesa è di € 299,00 + IVA. Loro insistono nell'essere celeri nella risposta, perché possono inserire un solo cliente per zona e quindi la nostra offerta potrebbe essere presa da altri. La cosa sembra interessante ed è una questione su cui volevamo puntare (il sito è ben fatto e dicono di essere di Roma), chiediamo quindi un giorno per pensarci.

Veniamo richiamati il giorno dopo alla stessa ora, dalla stessa signorina del giorno prima (con accento decisamente straniero). Sul fatto che la persona fosse straniera e la società romana, non abbiamo dato alcun peso, per il semplice fatto che ormai tutti si appoggiano a call center esterni per contattare clienti e fare proposte.
Ci dicono che saremo contattati al più presto da un tecnico per discutere delle nostre esigenze, dare i dati del nostro sito che vogliamo inserire e soprattutto le voci di ricerca Google per le quali vogliamo comparire in prima pagina.
Viene fatto un contratto con registrazione telefonica (come avviene per le compagnie telefoniche), e mi viene garantito che riceverò al più presto un contratto scritto, dove poter leggere tutto e confermare.

Da quel giorno non veniamo più contattati da nessuno, fino a che, circa un mese dopo, riceviamo il contratto che parla di pagamento entro 30 giorni dall'ordine verbale; eravamo quindi prossimi alla scadenza.
La precisione nel contattare esattamente il giorno dopo quando ancora non era stato fatto il contratto, e la mancanza della chiamata del tecnico quando invece si trattava di impostare il loro lavoro, nonché la presentazione del contratto a ridosso della scadenza del pagamento da fare, ci fa inalberare e insospettire.

Telefono al ristorante di cui mi fecero nome, parlo con chi si interessa di marketing interno e mi dicono che non sanno nulla di questa società, perché il sito è affidato ad altri.
Telefono quindi al numero di Roma presente sul sito, convinto di parlare con almeno un tecnico e chiarire alcune cose. Mi sento rispondere da voci uguali a quelle del call center.

A quel punto mi chiedo chi sia questa società con sede a Roma. Chiedo di parlare con un responsabile o col tecnico incaricato del posizionamento, colui che avrebbe dovuto chiamarmi e prendere i dati e le voci che mi interessavano; mi viene passata un'altra donna con voce straniera che mi dice che è lei... Le chiedo di dov'è e da dove mi parla. Risponde che è albanese e vive a Roma.

Mi viene detto che devo pagare perché loro hanno già cominciato a lavorare per noi. Faccio presente che non capisco su cosa abbiano lavorato se nessuno mi ha mai chiamato per conoscere le chiavi di ricerca che ci interessavano e i dati del sito da posizionare!

Rimaniamo d'accordo che la signorina presentatasi come direttrice del marketing, mi manderà un'email con alcune referenze di clienti da poter contattare per informarmi sul buon lavoro svolto per loro da iWeb Partners. Ricevo qualche giorno dopo l'email... analizzando la quale scopro che proviene dall'Albania!

Qualche giorno dopo veniamo chiamati dallo staff di iWeb Partners loro (sempre le solite signorine). Mi dicono che hanno ricevuto i dati da Google che attendevano e che possono lavorare per noi; spiego loro che ho inviato da qualche giorno la lettera di recesso.
Pochi giorni dopo ci giunge la loro fattura che richiede il pagamento, emessa il giorno dopo la telefonata.

Non è nostra intenzione pagare perché siamo ormai sospettosi avendo visto poca chiarezza e serietà.
In seguito veniamo richiamati per sapere se mi fosse arrivato il pin di Google. No, non era arrivato.
Discuto con loro riguardo la fattura emessa e il preteso pagamento. Nonostante le mie rimostranze mi dicono che per la disdetta avevo 7 giorni di tempo dal verbale telefonico e non dall'arrivo del contratto cartaceo (quindi secondo loro io dovrei pagare senza contratto scritto). Ho la forte sensazione che questi signori siano ben preparati sull'argomento tempistiche, e cioè pronti a dare la suddetta risposta alla prima contestazione. Mi avvisano che daranno mandato ad un legale se mancherò di pagare.

Dopo qualche giorno arriva una busta da Google col famoso pin di cui ci avevano parlato telefonicamente.

A questo punto ci è sorto un dubbio, se ci fosse malafede o solamente scarsa professionalità; decido di dare ancora una chance e valutare, cioè rivedere i nominativi dei presunti clienti soddisfatti che mi erano stati indicati per dimostrare la bontà del loro lavoro.
Due di questi casi sono irrilevanti, in quanto si trovano in comuni con basssa densità abitativa (neanche mezzo quartiere di Roma). L'altro caso è di un'attività di Milano, che mi pare utile da analizzare: ha sede in una zona ad alta densità di popolazione ed ha una folta concorrenza, proprio come la nostra azienda. 

Faccio una ricerca su Google con le chiavi di ricerca che mi aveva indicato lo staff di iWeb Partners per quest'azienda, e scopro che essa non compare neanche fra i risultati della prima pagina.
Decido quindi di telefonare a questo loro cliente, come da loro consigliato, e riesco a parlare col diretto interessato. Mi risponde che si accorge solo ora che la sua attività non compare più sulla prima pagina di Google, dice che non è soddisfatto e che quando la sua attività era ben indicizzata, ciò era dovuto non esclusivamente al lavoro di iWeb partners, ma anche ad altri motivi.

Giungiamo entrambi alla conclusione (da inesperti del settore, ma usando la logica), che lo staff di iWeb Partners ottiene una buona indicizzazione del cliente all'inizio, subito dopo aver inserito i dati su Google My Businness (la cui iscrizione è gratuita); non fanno altro lavoro aggiuntivo che possa garantire il mantenimento della posizione, e infatti il sito perde posizioni man mano che i concorrenti fanno (o si fanno fare) la stessa semplice iscrizione. Tant'è vero che iWeb Partners da pochi giorni mi ha indicato questo suo cliente, e ha già perso il risultato ottenuto!

Tutto sembra confermare il mio sospetto secondo cui quei link erano specchietti per le allodole, e fatti anche male: di tre clienti presentati come casi di successo, uno non è più primo su Google e gli altri due sono irrilevanti per via di una utenza non paragonabile a quella di Roma. Tutto conferma
la scarsa professionalità dei "tecnici", che non sanno garantire il primo posto, se non per attività con bassa utenza, in città piccole.


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Nota: conservo i messaggi della persona che mi ha raccontato quanto sopra per poter dimostrare che non mi sono inventato tutto al fine di generare nei miei lettori suggestioni di sfiducia nei confronti di iWeb Partners.
Certo mi corre l'obbligo di dire che non conoscendone il mittente non posso sapere se si tratta di un'invenzione o della verità. La cosa di cui sono certo e che posso tranquillamente dire è che iWeb Partners con me si è comportata in maniera scorretta e illegale.

Aggiornamento del 28.09.2015: Avendo io partecipato alla discussione su Google Gruppi intitolata "Truffa da parte di Agenzia Web Marketing iwebpartners.it" , fra le varie notifiche dei nuovi messaggi che ho ricevuto, quella di poche ore fa è particolarmente divertente, se si pensa che è stato appunto inviato in una discussione sul fatto che iWeb Partners sia o no un'azienda truffatrice. Trattasi di un messaggio spam e che vedo è stato subito cancellato. Lo riporto di seguito perché merita davvero. Anzi, per la verità i messaggi sono due, entrambi di un sedicente "Matteo Dan".
Primo messaggio:

ciao

Secondo messaggio (incollo qui sotto senza correggere nulla, dato che non merita alcuna pietà):

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Sì, lo sapevo che certa gente non conosce vergogna. Ma non mi ci sono ancora abituato.

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8 commenti:

Laserium ha detto...

Immagino che nella nota finale manchi un "non" in fondo alla prima riga...

Marco Malatesta ha detto...

Giusto. Corretto, Grazie.

MikRita ha detto...

Salve, ho trovato sul vostro sito gli articoli su iWeb Partners. Mi hanno fregato quasi 500€. Volevo chiedere, se conosce altre persone come me. Grazie

Marco ha detto...

Ciao Rita (diamoci del tu). Mi dispiace molto per quello che ti è successo.
Prima di spendere centinaia di euro per un servizio appartenente a un campo che non si conosce è sempre bene sentire l'opinione di altre persone e fare una ricerca sul web.
Non conosco persone che hanno avuto a che fare con iWeb Partners. Tutte le testimonianze che ho letto sono una pagina di discussione di un form di Google (http://tinyurl.com/z2s2bug), dove vedo che vari messaggi, curiosamente, sono stati cancellati. Conoscerle comunque non so a quanto possa servirti: "unirsi per fare qualcosa", come mi hai detto in privato, non significa granché dal punto di vista giuridico. Puoi intentare una causa e chiamare qualcuno a testimoniare, questo sì, ma se la testimonianza è inerente a un'altra vicenda avrà ben poco valore.
Nota: se un'azienda dà un pessimo servizio ai clienti in cambio di molti soldi, è possibile che il cliente vinca una causa civile, ma solo se emerge una precisa promessa non mantenuta. L'illecito penale, poi, viene riconosciuto se emerge la malafede di chi ti ha proposto il servizio, e questo è in molti casi impossibile da dimostrare.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Marco ha detto...

[Risposta a utente "Anonimo"]
Ragazzo, sai leggere? Sì. E non ti dice nulla quella scritta sotto a "Posta un commento", che segue il maiuscolo "IMPORTANTE" ?
Ho cancellato il tuo commento perché non solo il commentatore è legalmente responsabile dei commenti pubblicati su un blog, ma anche il gestore dello stesso, e non mi va di affrontare un processo per diffamazione. Se ritieni si tratti di truffa (cosa che io non ho detto, perché la truffa è un'altra cosa), sei libero di sporgere denuncia per truffa. Se sei sicuro di non aver stipulato nessun contratto, né cartaceo, né telefonico, allora è sufficiente non pagare. Ma puoi sempre rivolgerti a un'associazione di consumatori per informarti sulla sussistenza di altro tipo di illecito: se continuano a chiedere nonostante tu abbia detto/scritto loro di smetterla potrebbe trattarsi di molestia? Non so. Inoltre mi pare di ricordare che un'azienda non può comportarsi con un debitore, vero o presunto, con atteggiamenti troppo pressanti... Ma non sono un esperto, ripeto, rivolgiti a un'associazione di consumatori.

Unknown ha detto...

Ciao, sono stata contattata questa mattina da iWeb Partners e con la solita tecnica, ho fatto molte domande e quando mi hanno chiesto di passare all'ordine, ho detto loro che volevo preventivo scritto con descrizione dei servizi nel dettaglio, copia del contratto che avrei dovuto firmare e informazioni della loro azienda, nonostante tutto qualcosa non mi tornava, azienda italiana, nomi italiani e accento straniero... facendo delle ricerche sul numero di telefono sono approdata qui... e quindi ora so che non riceverò nulla!

Marco ha detto...

Ah, e questo sarebbe un bel modo secondo te di venire incontro alla mia richiesta di non commentare come "Anonimo" ? Mettere come firma "Unknown", a cui è associato un profilo deserto?

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