Talvolta la stampante impazzisce. Occorre revocare l'ordine impartito al computer, altrimenti si genera un caos di fogli e inchiostro sprecati inutilmente. Con Windows 10 accade più raramente rispetto ai precedenti sistemi operativi Microsoft, mi pare. Però qualche volta accade. E accade anche che il metodo più comune per eliminare la coda di stampa non funzioni o non sia applicabile.
Eccoli tutti quanti i metodi (che io conosco), dal più semplice al più arzigogoloso (e però efficace di sicuro o quasi).
Metodo più semplice
1) Apri la finestra della coda di stampa
Se sul desktop in basso a destra, accanto all’orologio, compare l’icona della stampante, fai doppio clic su di essa
Se in basso a destra l’icona della stampante non compare, sul gruppo di icone accanto all’orologio, cerca una freccia rivolta verso l’alto; se presente, è quella più sulla sinistra; dopo averla cliccata, vedrai le icone nascoste; clicca sull’icona della stampante se è presente fra queste
Se l’icona della stampante non è presente, neanche fra quelle nascoste, procedi così:
Su Cortana scrivi “Stampanti e scanner” e premi INVI
Nella lista, clicca sulla stampante che stavi usando
Clicca su Apri Coda
2) Elimina la coda di stampa
In alto a destra clicca Stampante
Nel menu a tendina clicca Elimina tutti i documenti e attendi qualche secondo
Metodo meno semplice
1) Arresta lo Spooler di stampa
Su Cortana digita services.msc e premi INVIA
Sulla lista a destra clicca Spooler di stampa
Sulla sinistra clicca Arresta e attendi qualche secondo senza chiudere la finestra
2) Cancella i file di stampa
Apri la cartella C:\Windows\System32\spool\PRINTERS
Se compare un messaggio che parla di autorizzazioni ad accedere alla cartella clicca Continua e, se richiesto, inserisci la password di accesso a Windows
In questa cartella “Printers” seleziona tutti i file e cancellali.
3) Riattiva lo Spooler di stampa
Torna sulla finestra Servizi citata nel punto 1
Alla voce Spooler di stampa clicca su Avvia il servizio, per poter stampare altri documenti, adesso che il caos è eliminato.
Questa è un’aggiunta al video dell’anno scorso in cui ho parlato della cancellazione di tanti amici su Facebook per l’impossibilità di seguirli tutti e non necessariamente per antipatia (perché amicizia e buoni rapporti possono esserci anche senza Facebook, come era noto a tutti prima del 2008). Aggiungo un’altra motivazione: un uso troppo diverso di questo mezzo di aggregazione...
Può capitare anche al di fuori di Facebook che l’aggregazione crei problemi: capita ad esempio di avere un’esperienza non gratificante nel frequentare un gruppo di persone che però frequentare singolarmente risulta piacevole.
Per me inviare un post su Facebook è qualcosa di simile a parlare a un gruppo di amici, proprio quelli che sono nella mia lista, e quindi trovo importante sapere, pur senza la pretesa di estrema precisione, a chi arriva ciò che dico. Se ne fai parte, è normale che tu non interagisca se ho pubblicato una foto che ti lascia indifferente o una battuta che non ti ha fatto ridere. Ma se questo si è ripetuto per un lunghissimo periodo, mi viene da pensare che i miei post non li guardi mai, oppure lo fai ma niente di quello che ho postato trovi degno di nota, neanche le cose che evidentemente sono state per me importantissime. Dopo un post su un evento importante per la sua bellezza è normale aspettarsi felicitazioni; se il fatto è molto importante perché brutto, è normale aspettarsi parole di vicinanza. Quest'ultimo è stato il mio caso nel mese scorso, quando è morta mia nonna e, a pochi giorni di distanza, mia mamma. Occasioni in cui tanti dei miei FB-friend non mi hanno contattato. Ho dedotto, chiaramente, non un menefreghismo, ma uno scarso uso di Facebook, o un eccessivo numero di amici che molti hanno e che riempie la loro bacheca rendendo più probabile che qualche post sfugga (problema che io non voglio avere, ed è per questo che l’anno scorso ho ridotto gli amici da qualche centinaio a qualche decina, anche con l’intento di una rispettosa trasparenza). A proposito di un uso secondo me improprio di Facebook ho deciso che chi usa / non usa Facebook avendo risultati del genere, non ha per me senso mantenere nella lista di amici, da cui mi aspetto di essere ascoltato quando ho qualcosa da dire. Se una sera uscissi con 150 persone che ritengo piacevoli e volessi dire qualcosa a tutti loro senza riuscirci a causa del brusìo, questo mi farebbe venire voglia di tornare a casa in anticipo, sperando ci sia occasione di incontrare ognuno di loro singolarmente.
Siccome amicizia e chiarezza nella comunicazione sono per me molto importanti, ho investito 2-3 ore per rivedere le reazioni e i commenti ai miei post degli ultimi 12 mesi, e così mi sono accorto che circa la metà dei miei circa 150 FB-friend per questo lungo periodo non ha interagito e quindi per un motivo o per un altro i miei post probabilmente non incontravano il loro interesse; per fare più ordine nella mia testa, per avere una visione più chiara di ciò che accade quando invio un post, per non avere l’impressione di parlare a chi in realtà non riceve i miei messaggi o non è interessato, cancellerò queste persone dalla mia lista.
Spero prima possibile succeda sui social network quello che è successo con le email. Quando l'uso delle email passò dalle mani di poche persone a milioni di utenti, tantissimi non si facevano scrupoli a mandare barzellette, perle di saggezza o presunte tali, bufale e catene di Sant’Antonio varie a tutti i contatti della propria rubrica. Poi questa tendenza è scomparsa. Per fortuna ora nessuno lo fa più: siamo tornati a fare dell'email l'uso iniziale, per cui era stata concepita. Di conseguenza, quando una persona riceve un’email da un amico, solitamente le dà una certa importanza e con buona probabilità la legge. Spero che questo accada anche con Facebook, strumento nato principalmente per mantenere e coltivare l’amicizia nonostante la distanza fisica e non per inviare a destinatari imprecisati il gattino, o la canzone, o l’articolo politico.
Se sei un mio amico o una mia amica e ti ho cancellato dalla mia lista su Facebook per il motivo che ho appena spiegato, spero che prima o poi userai questa piattaforma in modo simile a come faccio io; in tal caso, chiedimi pure l’amicizia e sarò lieto di accettarla.
Una volta esisteva un sistema comodo per fare l'embedding di un video YouTube in modo che alla fine della riproduzione non ci fossero i vari riquadri che consigliavano la visione di altri video.
Questo era possibile al momento della creazione automatica del codice embedded, proprio sulla piattaforma di YouTube.
Dopo che Youtube aveva tolto la possibilità di scegliere questa impostazione in modo automatico, rimaneva sempre la possibilità di ottenere lo stesso risultato cambiando manualmente il codice embedded, e cioè all'interno di esso aggiungere, subito dopo l'url del video, la seguente stringa:
?rel=0
Poi c'è stato un altro cambiamento. Oggi, aggiungendo la suddetta stringa, ecco cosa accade:
- se il visitatore del sito è loggato col proprio account Google, account diverso da quello di chi ha caricato il video, alla fine della riproduzione non viene consigliato alcun video e si torna a visualizzare l'immagine di anteprima;
- se il visitatore non è loggato con un account Google, oppure è loggato con lo stesso account di chi ha caricato il video, alla fine della riproduzione vengono proposti altri video dello stesso canale.
Ecco un esempio della procedura di aggiunta della stringa "?rel=0": supponiamo che il codice embedded di un video YouTube sia
All'interno dell'embedded la stringa che ho evidenziato in rosso è l'URL del video. Alla fine di tale stringa va aggiunta quella citata all'inizio (in verde), quindi il tutto diventerà
In questo esempio ho scelto una puntata di MalaSpeak, contenuta nel mio canale YouTube Psicoperformance. Come puoi osservare qui sotto, dato che ho usato quest'ultimo codice, alla fine della riproduzione vengono consigliati video del canale Psicoperformance se non sei loggato con un account Google, mentre non viene consigliato alcun video se sei loggato. Io invece, essendo il proprietario di quel canale YouTube, essendo loggato visualizzo alla fine delle anteprime di video dello stesso canale.
Un'entrata USB potrebbe essere da sostituire in quanto completamente non funzionante o non funzionante a tratti.
Beh, se parliamo di un computer fisso, sostituire una porta USB appartenente alla scheda madre significa lasciarla lì per non usarla più e aggiungerne un'altra in uno slot libero. Se parliamo di un portatile, non saprei. Ma tanto non è di questo che volevo parlarti in questo articolo.
Voglio piuttosto consigliarti di non decidere subito per l'aggiunta / sostituzione di uno slot USB: prima prova a vedere se il problema si risolve disattivando il risparmio energetico per le porte USB.
Su Windows 10 (sugli altri sistemi operativi non so) esiste proprio una voce specifica... Ecco come trovarla e come disporre l'impostazione suddetta.
- Nella barra di ricerca, scrivi "Pannello di Controllo" e clicca sulla relativa voce che appare in alto
- Clicca "Opzioni risparmio energia"
- Seleziona "Prestazioni elevate"
- Alla destra di "Prestazioni elevate" clicca "Modifica impostazioni combinazione"
- Clicca "Cambia impostazioni avanzate risparmio energia"
- Se necessario, espandi "Impostazioni USB" cliccando sul "+" a sinistra
- Se necessario espandi "Impostazione sospensione selettiva USB" allo stesso modo
- Se il risparmio energetico per le porte USB non è stato disabilitato, leggerai la scritta "Impostazione: Abilitata"; in tal caso, clicca sulla parola "Abilitata"
- Sul menù a tendina che compare, clicca "Disabilitata"
- In basso a destra clicca su "Applica"
- Clicca su "Ok"
Windows 10 è un tipo strano, se guardiamo la funzione di Windows Defender: andando sulle impostazioni riguardanti la protezione da "virus e minacce" (bella dicitura), al di sopra della levetta per disattivare la protezione in tempo reale si legge:
"Puoi disattivare l'impostazione per un breve periodo prima che venga riattivata automaticamente"
Anvedi se uno non può prendere decisioni sull'antivirus a tempo indeterminato. Mah.
Le conseguenze del non poter disattivare l'antivirus sono l'eventuale cancellazione automatica di file erroneamente scambiati per virus. E parlo di una cancellazione irreversibile, non di uno spostamento nel cestino, da dove il file si può recuperare.
Ho scoperto, grazie alle spiegazioni di una persona più esperta di me, che per disattivare l'antivirus su Windows 10 intanto bisogna avere non Windows 10 Home, ma Professional o superiore. Inoltre occorre smacchinettare un po', in un modo certo non intuitivo per un utente comune.
Ecco cosa devi fare di preciso:
Clicca sull'icona col cerchietto per la ricerca (solitamente nell'angolo in basso a sinistra, accanto ai quattro quadratini di Windows)
Scrivi gpedit.msc e clicca in alto su gpedit.msc quando compare.
Si aprirà una finestra "Editor Criteri di gruppo locali". Dovrai ora agire sulla parte sinistra di questa finestra (che se necessario puoi espandere trascinando col mouse il suo margine destro).
Sotto a "Configurazione Computer" clicca sulla freccetta che compare a sinistra della cartella "Modelli amministrativi", affinché si espanda facendo visualizzare le sue sotto-cartelle.
Allo stesso modo, espandi la cartella "Componenti di Windows"
Stessa cosa per la sua sotto-cartella "Windows Defender Antivirus"
Agisci ora sulla parte destra della finestra (anch'essa espandibile col trascinamento del suo margine destro): scorri in basso l'elenco delle voci finché non trovi "Disabilita Windows Defender Antivirus". Fai doppio clic su questa voce, e si aprirà l'omonima finestra.
In questa nuova finestra seleziona la voce "Attivata"
Clicca su "Applica" e poi su "Ok"
Ecco fatto.
Detto ciò, come assicurarsi che i file soggetti ad ingiusta accusa di essere virus vengano cancellati in un PC con Windows 10 (pensa ad esempio al caso in cui senza pensarci hai portato il file su un PC di un tuo amico che non ha usato l'accorgimento su descritto) ?
Io faccio così: uso Winrar, che è nato per creare degli archivi compressi di file (quindi per ridurne le dimensioni creando un unico file di cui è più facile l'invio o lo stoccaggio), ma che è utile anche per rendere un file o un gruppo di file impenetrabile da curiosi non autorizzati... compresi gli antivirus.
Per far questo puoi "racchiudere" il file da proteggere in un archivio RAR protetto da password. In questo modo, almeno finché il file è "inglobato" lì dentro, l'antivirus non potrà penetrarvi per analizzarlo ed eliminarlo. Quando scompatti il file, se questo viene eliminato, ne hai sempre una copia di riserva all'interno del file.rar.
Per non dimenticare la password, in questo caso, puoi includerla direttamente nel nome del file. Ad esempio, se la password è "nonvirus", puoi creare l'archivio denominato file_(pw nonvirus).rar.