Prevede obblighi soprattutto per le piattaforme molto grandi (VLOP) o i motori di ricerca molto grandi (VLOSE), dove per "molto grandi" si intende con più di 45.000.000 di utenti che si collegano dall’Unione Europea ogni mese.
Fra le altre cose, il DSA protegge gli utenti dalle decisioni arbitrarie delle piattaforme online riguardanti la moderazione dei contenuti. Chi ha subito la rimozione di un post, di un video o la sospensione di un intero account ha il diritto di contestare il provvedimento attraverso percorsi strutturati e trasparenti. Altrettanto tutelato è l'utente che ha segnalato a una piattaforma contenuti illegali affinché fossero rimossi e si è visto respingere la sua richiesta..
Procedura per la contestazione di una moderazione
Il primo passo previsto dalla normativa consiste nell'utilizzo del sistema interno di gestione dei reclami della piattaforma stessa. Le aziende tecnologiche sono obbligate a esaminare queste richieste in modo tempestivo, fornendo una revisione della decisione iniziale.
Qualora il reclamo interno non porti a una risoluzione soddisfacente, l'utente ha il diritto di rivolgersi agli organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie (ODS). Questi enti rappresentano un'alternativa rapida ed economica ai tribunali nazionali, ai quali l'utente può comunque decidere di ricorrere in qualsiasi momento per far valere i propri diritti.
Caratteristiche e costi degli ODS
Gli ODS sono indipendenti e imparziali, certificati dalle autorità nazionali per la loro competenza specifica in settori quali la moderazione dei contenuti e l'applicazione dei termini di servizio. Il ricorso a questi organismi è gratuito o disponibile a costi molto contenuti per l'utente.
Inoltre se l'organismo decide a favore dell'utente, la piattaforma online è tenuta a sostenere integralmente le spese e le tasse legate alla controversia.
Pur non potendo imporre decisioni legalmente vincolanti, sia le piattaforme che gli utenti sono obbligati a collaborare con questi organismi "in buona fede", cosa immagino difficile da dimostrare, nella maggior parte dei casi; sta di fatto che se una piattaforma ignora sistematicamente le risoluzioni degli ODS rischia sanzioni pesantissime dalla Commissione Europea, e questo rende Youtube, Facebook e altri giganti molto più collaborativi.
Scelta dell'ODS e supporto in italiano
La lista degli ODS certificati all'interno dell'Unione Europea si trova alla pagina
L'utente deve scegliere un ODS che abbia la competenza tecnica per il tipo di disputa e che sia in grado di comunicare e svolgere le pratiche nella sua lingua.
Al momento della pubblicazione di questo articolo, per gli italiani che vogliono assistenza per la rimozione di canali o contenuti (ad esempio su YouTube o Meta), sono attualmente disponibili i seguenti ODS:
Appeals Centre Europe (ACE), specializzato in violazioni delle norme sui contenuti per piattaforme come YouTube, Facebook, Instagram e TikTok, organismo certificato nella Repubblica di Irlanda;
ADR Center, organismo certificato in Italia (AGCOM);
ADROIT, ente certificato a Malta.
Ogni organismo certificato deve garantire trasparenza pubblicando annualmente rapporti sulla propria attività, inclusi i tempi di risoluzione e l'esito delle controversie gestite
Per maggiori informazioni sugli ODS, oltre ai rispettivi siti, si può visitare questa pagina del sito ufficiale della Commissione Europea.
Io invece o chiesto a Google Gemini. Ho chiesto quale ODS è meglio scegliere fra i tre su menzionati se si vuole contestare l'eliminazione di un video o di un account Youtube. Mi ha risposto che
Appeals Centre Europe (ACE): È probabilmente la scelta migliore.
Ha sede a Dublino (vicino al quartier generale di Google/YouTube), è stato creato specificamente per gestire i ricorsi legati ai social media sotto il DSA e ha un focus tecnico molto alto sulle policy delle piattaforme.
Invece ADR Center, realtà italiana storica nella mediazione, è un ente generalista (si occupa di tutto, dalle liti condominiali al business) e ADROIT, specializzata in ambito tech e digitale, rappresenta una via di mezzo tra l'approccio legale classico e quello tecnologico.
