16 maggio 2019

Come fare l'embedding di una playlist di Youtube

Youtube, nella sua visualizzazione "standard", ha eliminato la possibilità, in vigore anni fa, di fare l'embedding di una playlist. Avrà avuto i suoi motivi, ma a me la cosa era utile, e quindi sono contento di aver scovato in rete (per la precisione in un commento a un video che desciveva il vecchio sistema) un trucchetto che ci consente di visualizzare la vecchia interfaccia e ottenere la suddetta funzionalità ora ufficialmente cancellata e altre.

Non so per quanto tempo ancora questo trucchetto funzionerà. Comunque eccolo:
 1)

Val alla pagina della playlist

2)

Nella barra degli indirizzi, alla fine dell'URL, aggiungi la seguente stringa:

&disable_polymer=true

e premi INVIO.

3)

Apparirà una pagina simile alla precedente, ma stavolta cliccando su "Condividi" (link che stavolta compare in basso rispetto al nome del canale) visualizzerai la vecchia interfaccia, che ti consente di fare l'embedding della playlist intera anziché di un solo video.

4)

Clicca su "Codice da incorporare"

5)

Lascia selezionata la voce "Condividi con la playlist a partire da", e scegli dal menù a tendina fra "video corrente" e "inizio della playlist"

6)

Per altre opzioni clicca su "Altro", e comparirà la possibilità di scegliere le dimensioni del video, la possiblità di fare apparire oppure no i controlli del player, il titolo del video e la modalità privacy avanzata

7)

Fai triplo click sul codice HTML per selezionarlo, poi copialo e incollalo sul sito o sul blog in cui vuoi appaia.

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Ripeto, non so per quanto funzionerà... può essere che la vecchia interfaccia a un certo momento non sarà più accessibile, ma magari rimarrà la possibilità di modificare manualmente il codice HTML per ottenere lo stesso risultato. Se così dovesse essere, potrebbe essere d'aiuto prendere come modello un codice HTML a caso su una playlist, per cui lo incollo qui sotto:

<iframe width="1280" height="720" src="https://www.youtube.com/embed/fTPPQz-wUQc?list=PLT46MujqxVyNYLpIbqbg6w0ObzeaXRVLr" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

(beh, tanto a caso non è...)

14 maggio 2019

Perché ti cancello dagli amici se inneggi a Mussolini (o altro dittatore)

Riferendosi a me, un mio ex-amico ha detto che non gli parlo perché ho una visione differente dalla sua. In realtà l'ho cancellato dagli amici di Facebook (non bloccato) quando ho visto un suo post che inneggiava a Benito Mussolini.

Mi fa proprio imbufalire il fatto che provare fastidio quando si vedono certe esternazioni nostalgiche del fascismo sia definito semplicemente "avere una visione differente".

Capisco che una persona che non conosce la storia può esser stato preso in giro dai neofascisti e convinto che Mussolini fosse una brava persona. Ma io non ho colpa se inneggiare a quell'assassino sia blasfemo, fastidioso e dannoso.

Lo so, non se ne rende conto, ma questa non è una giustificazione. Proprio come certe ragazzate.

Avete presente le ragazzate adolescenziali?

Ragazzate come ubriacarsi per la sera del 18° compleanno e poi prendere a calci un'automobile della polizia, possono portare a conseguenze che paiono sproporzionate rispetto alla propria colpa. Ma non è così, perché i danni all'auto della polizia qualcuno li deve ripagare, ed è giusto che per legge quell'atto sia classificato come illecito penale.

Una volta queste erano le ragazzate.

Adesso le ragazzate, molto meno dispendiose e più facili da fare, consistono nello scrivere su Facebook cose che si crede vere, oppure si accetta di rischiare di scrivere una sciocchezuola un minimo inesatta, che se poi è falsa beh, pazienza, e se si tratta di qualcosa che diffonde l'odio e la violenza dai, "son ragazzi", che vuoi che sia, in fondo non si fa male nessuno, al massimo possono essere classificate come rozze, tipo uno scappellotto a un amico al bar. Non è così. Proprio come i calci all'auto della polizia, non si tratta di cose innocue. I calci all'auto della polizia sono ragazzate che ragazzate non sono. I post su Facebook in cui inneggi a Mussolini a qualcuno paiono un inoffensivo delirio di un ragazzetto annoiato che non ha studiato la storia, e che, intrippato da Salvini e Casapound scribacchia sperando che qualcuno ignorante quanto lui metta un "mi piace". E invece fa danno.

FA DANNO.

Non è chiaro se il pistola stia facendo uso più o meno inconsciamente della vecchia tecnica che consiste nel dire qualcosa che può essere preso sia sul serio che per scherzo (se lo prendi sul serio rischi di sentirti dire "e fattela una risata", e se lo prendi come scherzo rischi di sentirti dire "non sei capace di fare un discorso serio). Sta di fatto che viene sottovalutato o non visto questo DANNO che consiste nell'offendere, dilaniare, accoltellare la preziosa memoria di persone del passato a cui dobbiamo il nostro stato di persone libere. E abbassare la guardia nei confronti di dittature sanguinarie come quella di Mussolini, di Putin, di Erdogan, di Asssad... il primo appartenente al passato, gli altri apartenenti al presente.

A chi elogia mussolini su Facebook si dovrebbe intimare di smetterla come si dice "smettila" a un bambino che fa i rutti a un ristorante pieno di gente.

Ma dai, è solo un bambino!
Lo so che è solo un bambino. Ma la deve smettere. E se nessuno riesce a fargli capire che la deve smettere, dal ristorante esce lui o esco io.

Con la differenza che la comunicazione su Facebook, grazie alle incaute condivisioni fatte senza pensarci tanto e senza stare a riflettere sulla bontà del gesto, influenza milioni di persone, e quindi influenza la cultura di una nazione, e quindi influenza il modo in cui le persone voteranno, e quindi influenza la nostra vita.

Le persone che inneggiano a Mussolini offendono me e milioni di persone, compresi i sedicenti fascisti (che col fascismo vero cambierebbero subito idea, senza però poterlo dire su Facebook).
Purtroppo non capiscono che leggere lodi a Mussolini "salvo qualche cazzata che ha fatto" suscita e deve suscitare lo stesso sentimento che si avrebbe vedendo elogiare una persona che ha ucciso un proprio genitore o un proprio caro amico a cui si deve la vita.
Il fascismo non è un'opinione. È violenza. È crimine. È ignoranza programmata, obbligatoria per legge. È corruzione. È propaganda fantasiosa, l'unca in grado di far approvare il regime da tante persone, assieme all'ignoranza dei posteri che non studiano.

Il sapere è prezioso; la disinformazione è una ragazzata che ragazzata non è. È qualcosa di né più né meno che blasfemo.

Per questo per me è importante trattare chi inneggia a Mussolini come un poveretto che non sa quello che dice, e che dopo un po' che continua io inizio a stargli lontano per l'eccessivo fastidio, e spero che se a fargli capire qualcosa non ci sono riuscito io, ci riesca qualcun altro.

06 maggio 2019

La beneficenza DEVE essere segreta? No.

Spesso si dice che la beneficenza va fatta in segreto, perché è brutto vantarsi di essere buoni, altrimenti sembra che la si sia fatta solo per apparire, perché farlo sapere è una caduta di stile, o robe del genere...

Ho sentito più volte parlare di persone che nella loro vita avevano aiutato il prossimo con donazioni in denaro o altro, di cui solo dopo la morte è stata resa nota la generosità, generosità di cui non avevano mai parlato con nessuno. Quando ci vengono raccontate queste storie che riguardano il far del bene in segreto si viene affascinati più dalla segretezza che dal bene. Ok, una notizia che stupisce può affascinare, ma non dimentichiamoci che quello che conta alla fine è non tanto ciò che abbiamo taciuto, ma ciò che abbiamo fatto.

Per come talvolta l'argomento viene trattato sembra quasi che fare beneficenza e dirlo in giro sia peggio che non farla.
 
Io non ho una visone così fondamentalista. Certo, c'è modo e modo di comunicare qualcosa, e c'è anche motivo e motivo. Se doni dei soldi per una giusta causa e lo dici con lo scopo di apparire migliore di qualcun altro, o con lo scopo di forzarlo moralmente a fare lo stesso, risulterai inopportuno e pure importuno. Stessa cosa se fai spam telefonando, scrivendo email, SMS o simili alla gente per chiedere soldi per un'associazione di carità o simili senza avere il loro consenso.

Se invece, senza intenzione di farti bello o di cambiare il budget degli altri destinato alle buone cause, parli con l'intenzione di condividere la tua esperienza in quanto ti ha fatto sentire bene, anche magari aggiungendo un gentile invito a fare lo stesso, senza nessuna insistenza, non ci vedo nulla di male né di antipatico.

Dare il buon esempio è uno dei modi efficaci per far sì che il mondo cambi in meglio.

Pensa ai tanti personaggi famosi che fanno grandi donazioni. Personaggi di enorme fama, che non hanno bisogno di gesti del genere per conservare la propria popolarità (e se si trattasse di soldi investiti a tale scopo sarebbe insensato, dato che esistono metodi ben più efficaci a parità di spesa!). Non è che siccome la notizia viene diffusa, allora quel personaggio viene biasimato. Anzi, si sa che questo è un bene, perché può spingere migliaia di altre persone a fare lo stesso.

Non vedo perché dovrebbe essere diverso per i non-VIP. Far sapere col giusto atteggiamento che si è donato soldi per una buona causa, invitando implicitamente o esplicitamente a fare lo stesso, è un buon modo per diffondere la solidarietà.

Certo non bisogna rimanere troppo delusi se la nostra iniziativa non viene imitata: le buone cause sono tante, e purtroppo fanno a gara fra loro. Aiutarle tutte è impossibile, ed è normale che ognuno scelga in base ai propri valori quali finanziare e quali no (ne ho parlato nell'articolo "Spam da associazioni di beneficenza").
Buona cosa è, comunque, far sapere a che non lo sapeva ancora che fra le altre buone cause esiste anche quella che ha catturato la nostra attenzione e suscitato la nostra generosità.

16 aprile 2019

Q8 era stata troppo fiscale con me sui punti "Star Q8" annullatimi...

Dialogo via email fra me e Q8:


Buon giorno.
Scrivo a questa email, su suggerimento suggeritomi di una vostra operatrice che ho contattato al n. verde 800010808, contattata a sua volta su consiglio del mio benzinaio.
Da quando ho preso la patente, 18 anni fa, a oggi, mi sono semrpe rifornito presso una stazione Q8, e senza dubbio contavo di farlo anche in futuro. Il dubbio mi è venuto però dopo che i miei punti sulla mia carta "Star Q8" numero 00770937 sono stati cancellati senza alcun preavviso.
Il benzinaio mi ha detto che ciò è accaduto perché a ottobre 2018 non ho seguito le istruzioni che avrei dovuto ricevere da parte vostra via SMS.
SMS che però non ho mai ricevuto. Per questo vi chiedo che i miei punti annullati siano ripristinati sulla suddetta carta, dato che non erano pochi e dato che non ho colpa della loro cancellazione, non essendo io stato informato su come evitarla.
Grazie anticipatamente per la vostra risposta

---------

Gentile cliente,
in riferimento alla pratica n°1055049, la informiamo che come da regolamento, essendo che la campagna promozionale è finita il 30/09/2018, per poter salvare il saldo punti della carta doveva prenotare un premio entro il 10/10/2018,
Dalle verifiche effettuate, risulta che non ha prenotato nessun premio e pertanto i punti sono stati azzerati, e non possiamo procedere al riaccredito.
Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni
Cordiali Saluti

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Considerato che:
- il benzinaio mi ha parlato di vari clienti che avevano presentato un'istanza simile alla mia e che, pur essendo fuori tempo massimo, avevano ricevuto il ripristino dei punti
- un'azienda dovrebbe considerare i suoi clienti persone e non numeri da sottoporre a rigide regole, mediando col buon senso e capendo il problema, specialmente per un cliente che è tale da quando ha preso la patente e che quindi vi ha dato qualche decina di migliaia di euro e che avrebbe potuto continuare a darveli in futuro se foste un po' più furbi
- come ripeto, non è stata colpa mia, ma vostra, perché NON mi avete avvertito via SMS della fine della campagna promozionale
...considerato tutto questo, data la totale mancanza di comprensione da parte vostra e il rifiuto di restituirmi i punti che mi ero guadagnato con la mia ingenua fedeltà alla vostra azienda, sappiate che da oggi non sarò mai più vostro cliente, ed eviterò con cura di mettere carburante presso qualsiasi distributore Q8.


Beh, vado a metano dal 2008, mi pare, e quindi non è che per Q8 sia stata una gran perdita. Però ci tenevo a mettere a verbale sta cosa.

Comunque stamattina ho ricevuto un nuovo messaggio da Q8:

Gentile cliente,
in riferimento alla sua pratica n°1055049, le comunichiamo, sperando di farle cosa gradita, il codice per l’accredito dei 101
punti è 55221043 ed è valido fino al 16-07-2019
Comunichi il codice al suo gestore e tramite l’apposita operazione su POS, “Punti Bonus”, le verranno accreditati sulla sua carta
Rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni
Distinti saluti

13 aprile 2019

Bando allla fuffa sulla legittima difesa. E il legittimo attacco?

Le modifiche al codice penale introdotte dal governo in carica in tema di legittima difesa hanno valore solamente cosmetico: praticamente nulla è cambiato. L'unico scopo perseguibile, perseguito e forse ottenuto è stata l'approvazione di tanti cittadini che si sentono più liberi di difendersi, senza capire che non è così; chi invece ha un minimo di capacità analitica si trova di fronte uno scenario di non-cambiamento che era ovvio fin da prima.

Meno ovvio è che il governo sarebbe potuto intervenire ragionevolmente su un aspetto che avrebbe portato al tempo stesso consenso e utilità per i cittadini: il legittimo attacco.

Questo intendo: io voglio essere libero di picchiare non solo chi tenta di far del male fisicamente a me o a un'altra persona. Voglio anche essere libero di usare violenza fisica anche per interrompere un tentativo di arrecarmi illegalmente un grave danno.

Il grave danno può essere il furto, lo scippo, il danneggiamento o la dispersione di un oggetto appartenente a me o che mi è stato affidato (es. danneggiamento della mia automobile, o della chitarra che ho preso in prestito o in affitto, o il lancio nel fiume del mio pallone).

O anche la limitazione della mia libertà, specialmente se si tratta dell'impedimento di fare qualcosa che per me è urgente, e che se non fatta determina per me un grave danno.

Un paio di esempi:

- Se sono un chitarrista e devo entrare nel teatro in cui si svolge il mio concerto, un bullo mi impedisce di entrare mettendosi davanti alla porta, la Polizia al telefono mi dice che può intervenire non prima di 40 minuti, ed essendo io in ritarto la gente già se ne sta andando e sta giustamente ricevendo indietro i soldi del biglietto, io voglio avere il diritto di mettere KO il bullo ed entrare nel teatro per suonare.

- Se un bullo mi impedisce di entrare in automobile e per questo motivo rischio di perdere l'aereo, non è pensabile chiamare la polizia e poi denunciarlo per i danni che ho subito per il fatto che ho perso l'aereo, così come non è pensabile (tornando alla legittima difesa) lasciarsi picchiare perché "tanto poi lo quereli e chiedi i danni".

Sto parlando di situazioni in cui no, non è sufficiente uno spintone per farsi strada, perché il bullo è grosso e non sarebbe sufficiente; sto parlando di situazioni in cui il bullo lo metti KO oppure non puoi riuscire a tornare libero di fare quello che volevi legittimamente fare.

Analogamente voglio essere libero di picchiare un delinquente per interrompere il suo tentativo di arrecare un grave danno a un'altra persona che mi ha chiesto aiuto.

Picchiare in che modo? Ferendolo quanto?

Come per la legittima difesa, ci dev'essere una giusta proporzione fra offesa e difesa. Mi rendo conto che in un eventuale processo non sarà facile per un giudice stabilire quando il legittimo attacco è tale e quando è esagerato. Direi che nel dubbio (mi riferisco al dubbio sull'entità della violenza, non su come siano andate le cose), il Giudice dovrebbe dare torto a chi se l'è cercata, e dargli ragione (in parte) quando l'esagerazione è palese. Inoltre l'esagerazione dovrebbe essere rilevata sulla base dell'azione e della verosimile volontà di far male, e non del danno effettivamente subito. Ad esempio, se ti do uno spintone per impedirti di rigarmi l'automobile e tu inciampando batti la nuca e muori, il danno è stato esagerato, ma non la mia azione, perché verosimilmente non avevo intenzione di ammazzarti, dunque il mio legittimo attacco deve considerato tale.