09 agosto 2017

Consumo di uova biologiche = consumo etico? No.

Biologico non significa etico
Dialogo via email fra me e Carolina Bertolaso di AnimalEquality Italia...

--------------------

Ciao Carolna. Ma... Le uova biologiche sono necessariamente uova non provenienti da galline tenute in gabbia?

--------------------

Ciao Marco,

Per rispondere alla tua domanda: sì, le uova biologiche non possono provenire da allevamenti in cui le galline sono tenute in gabbia. Per essere considerate biologiche, le uova devono necessariamente compiere una serie di requisiti. Ti cito qui i più rilevanti per quanto riguarda le galline ovaiole.

Regolamento (CE) n 1804/1999 del Consiglio

Che completa, per le produzioni animali, il regolamento CEE n 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari

- Età minima per la macellazione del pollame: 81 giorni

- Operazioni quali la spuntatura del becco non devono essere praticate sistematicamente. Alcune di queste operazioni possono tuttavia essere autorizzate dall’autorità o dall’organismo di controllo per motivi di sicurezza al fine di migliorare le condizioni di salute, il benessere l l’igiene degli animali.

- Le condizioni di stabulazione degli animali devono rispondere alle loro esigenze biologiche ed etologiche; gli animali devono disporre di un accesso agevole alle mangiatoie e agli abbeveratoi. L’isolazione, il riscaldamento e l’areazione dei locali di stabulazione devono garantire che la circolazione dell’aria, i livelli di polvere, la temperatura, l’umidità relativa dell’aria e la concentrazione di gas siano mantenuti entro limiti non nocivi per gli animali. I locali devono consentire una abbondante ventilazione ed illuminazione naturale.

- 230 ovaiole max per ettaro quadrato

- Superfici coperte minime:
6 galline max / mq
18 cm di posatoio / gallina
8 galline max / nido - se nidi comuni: 120cm2/gallina
Superfici scoperte minime: 4mq / gallina

----------------------

Spuntare il becco per motivi di salute e igiene e benessere? Non l'ho capita.
E... Sei galline al metro quadro? Che felicità.

----------------------

Ciao Marco,

Purtroppo non c`è molto da capire, è semplicemente il modo in cui l'industria dello sfruttamento animale mette le mani avanti stabilendo dei criteri "fuffa" e mettendo chiaramente per iscritto che questi criteri possono cambiare a seconda delle loro esigenze. In parola povere, è solo e soltanto una presa in giro. Quando leggi "spuntare il becco per motivi di igiene e di benessere" leggi invece "per agevolare il lavoro degli allevatori e diminuire il rischio di infezioni, malattie e decessi (e quindi perdite economiche) dovuti al cannibalismo, a sua volta ovuto allo stress che deriva dal sovraffollamento. Sì, 6 galline al metro quadro. Sì, è terribile.

Ovviamente quello che poi non si racconta è che tutte le galline, sia quale sia il tipo di allevamento da cui provengono, finiscono al mattaoio e subiscono una morte atroce. Così come non raccontano il fatto che la morte per soffocamento, triturazione o semplicemente agonia di centinaia di milioni di pulcini maschi appena natiogni anno è una conseguenza assolutamente necessaria per il funzionamento dell'industria delle uova.

Ecco perché io ho smesso di consumare uova e prodotti contenenti uova otto anni fa :)

---------------------

Perché non mangiare uova

Questa infografica di EssereAnimali ti fa capire come stanno veramente le cose, con un'eccezione: l'acquisto da una persona che conosci e che tratta gli animali in modo davvero etico.

Insomma, se proprio vuoi mangiare uova, comprale da un allevatore che conosci e cerca prima di capire come tratta le galline!

05 agosto 2017

Le strane testimonianze in stile Facebook per prodotti da appioppare

Testimonianze finte FB
È successo di nuovo. Vedo un post sponsorizzato su Facebook, apro il link per curiosità, leggo la storiella probabilmente inventata di un signore o una signora che ha risolto il suo problema grazie all'attrezzo in vendita e, alla fine della pagina, le "testimonianze".

E cioè i commenti con la stessa grafica di Facebook messi lì sperando che il visitatore non controlli la loro veridicità. Ma perché non controllarla prima di acquistare? Tanto ci vogliono pochi secondi. Chi mette commenti farlocchi non è così difficile da sgamare.

Come nel caso della pagina che ho visitato or ora.

Ho guardato le "testimonianze", nessuna delle quali negative, che figurano inserite col "Facebook comment plugin". E invece cliccando sui nomi non si apre nessun profilo Facebook. Inoltre ho provato a commentare e mi dà errore:

"Error occurred during initialization"

Ah, altra cosa: ho provato a cercare manualmente su Facebook i nomi e i cognomi a cui venivano attribuiti quei commenti. Risultato: l'utente non esiste oppure esiste un suo omomino con foto diversa. L'avrà cambiata pochi minuti fa, visto che il commento figura come postato pochi minuti fa? Ah, a proposito: il commento che circa 5 minuti fa era indicato come risalente a 39 minuti fa è tutt'ora indicato come risalente a 39 minuti fa!

Ora io mi chiedo: ma non è chiaro che quando un lettore si accorge di queste strane cose è disposto a farsi legare con una corda a un treno e farsi trascinare da Reggio Calabria a Aosta piuttosto che comprare qualsiasi prodotto tu stia vendendo in quella pagina, per quanto buono possa essere?

Fai così: se anche tu trovi una roba del genere, commenta direttamente su Facebook linkando questo articolo. Lì funziona... Magari il commento te lo cancelano, ma almeno per qualche minuto riuscirai a informare i lettori sprovveduti che è necessario avere un minimo di occhio per sgamare chi si crede strafurbo.

...Ah

Poi ci sono i post sponsorizzati con questi commenti qua:

La straordinaria pietra affila-rasoi che ti farà risparmiare un sacco di soldi. Uau.
Tutti, ma proprio tutti i clienti hanno avuto esperienze simili. In particolare Masum Billah e Md Jony Parvez (o come si chiamano).
Che coincidenze straordinarie!!! :D

04 agosto 2017

L'autolesionista "selezione" di immigrati criminali in Italia

In Italia i più criminali fra i migranti
Lunedì scorso il mio FB-Friend Polo Bussagli ha scritto un post che, con la sua autorizzazione trasformo in articolo perché ci tengo che non sprofondi nell'oblìo. L'episodio a cui si riferisce riguarda un 18enne sudanese con un precedente di tentata rapina che in una colluttazione con dei vigili urbani ha sottratto la pistola a uno di loro e ha iniziato a sparare (fortunatamente senza riuscire a ferire nessuno). Ne parla ad esempio FirenzeToday a questa pagina. Paolo ha spiegato concetti importanti che credo la maggior parte delle persone non abbia chiaro. Buona lettura, se vi va.

-----------------

Da Fiorentino - nato e cresciuto a Firenze e tuttora residente a Campo di Marte - vorrei fare una precisazione che DEVE essere fatta per evitare sia semplificazioni razziste che semplificazioni buoniste. Questo ultimo, ennesimo episodio di violenza legata all'immigrazione non dipende dal fatto che "gli Africani sono violenti". Ma è un dato di fatto che una buona fetta di quelli che noi abbiamo fatto entrare lo sono. Forse vale la pena di chiedersi perché. Ebbene, in questi lunghi e terribili anni di malgoverno del PD si sono fatte entrare centinaia di migliaia di persone (e tutt'ora si fanno entrare migliaia di persone a settimana) SENZA CHIEDERE documenti e SENZA PRENDERE impronte digitali. Un fatto inedito nell'intera storia universale: nessuno è mai stato così autolesionista da fare una scelta del genere. Il nostro governo lo ha fatto come furbata all'Italiana per fottere le regole di Dublino (una tipica furbatina del tutto inefficace... pensavano che in Europa venissero dalla montagna del sapone...) ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: noi SELEZIONIAMO una IMMIGRAZIONE SPOSTATA e CRIMINALE. Perché se sei un delinquente matricolato, se sei uno con una condanna nel tuo paese di nascita ci sta solo un posto dove puoi entrare e vivere indisturbato: l'Italia.
Poi, se vogliamo, possiamo lamentarci quanto ci pare del fatto che l'Europa non ci aiuta, che chiudono le frontiere e blabla... eccetera... ma dobbiamo anche prendere atto che è ridicolo aspettarsi un comportamento diverso.
Questo, e solo questo è il nocciolo della questione... il governo ha deciso di selezionare, come immigrati in Italia, la PEGGIORE FECCIA del pianeta Terra. Per una persona onesta che vuole vivere lavorando l'Italia è un pessimo approdo. È stupendo invece per i criminali. Ovviamente gli altri Stati d'Europa non ci pensono nemmeno a condividere con noi questi criminali ed è difficile dargli torto... Io vorrei proprio che di questo si parlasse tutti quanti, evitando le solite bischerate ideologiche.
-----------------

Aggiungo io: altra azione autolesionista dell'Italia è permettere che una cooperativa faccia concorrenza sleale agli operai italiani (che hanno le normali spese di padri e madri di famiglia) offrendo ad aziende immigrati già mantenuti con soldi pubblici, proponendo il loro lavoro in cambio di 400 euro al mese. Se ne è parlato nella puntata del 27 luglio della trasmissione televisiva "Dalla vostra parte".

17 luglio 2017

Formazione Gaia - spam

Una voce femminile, senza prima presentarsi, chiede conferme sulle mie generalità. Chiedo chi cerca di preciso...

- Chiamo dalla Formazione Gaia, stiamo contattando le famiglie di San Giovanni Valdarno per informare che stiamo organizzando dei corsi estivi...

- No, guardi, non potete fare questo. Non potete chiamare per pubblicità senza prima controlalre se il destinatario è iscritto al Registro delle Opposizioni

- No, questa non è pubblicità, è informazione

- L'informazione per vendere è pubblicità. Non potete farlo così, è illegale.

- No, non è pubblictà, la saluto, buon giorno [Clack]

Segue mia emal all'azienda Formazione Gaia:

--------------------------
Sono iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni e ho appena ricevuto una vostra telefonata in cui pubblicizzate i vostri corsi.

Ho fatto notare alla persona che mi chiamava che questo è illegale, e questa persona ha risposto che non è pubblicità, ma informazione.

Questa è una presa in giro, dato che è palese che l'informazione allo scopo di vendere un corso è precisamente pubblicità.

Ma non ho avuto il tempo di spiegarlo, perché questa persona ha frettolosamente chiuso la telefonata.

Forse non si rende conto di non essere l'unica persona con cui i destinatari del vostro spam possono parlare, specialmente da quando esistono i blog e i social network, che da oggi ospitano una notizia in più a voi dedicata, grazie anche e soprattutto all'educazione della vostra chiacchieratrice telefonica.

Con questa telefonata vi assicuro che la vostra promozione ha fatto un passo indietro.

--------------------------
A voi la scelta se affidare i vostri figli a persone che conoscono così a fondo il rispetto e l'educazione.

07 luglio 2017

Eurospin non dichiara pubblicamente "Basta uova di galline in gabbia"

Vivere l'intera vita in una gabbia poco più grande del proprio corpo è terribile. Non solo si tratta di una tortura che neanche il peggiroe degli umani meriterebbe. Non la meritano neanche le galline, esseri senzienti come noi e che fra l'altro hanno un'intelligenza e una coscienza ben al disopra di quanto si crede.

Non che il destino delle galline negli allevamenti che razzolano liberamente nei prati sia simpatico: anche loro, quando non producono più abbastanza uova, vengono ammazzate e vendute come carne.

Ma la prigionia dall'inizio alla fine dell'intera vita dovrebbe suscitare l'indignazione anche delle persone che non si occupano abitualmente di diritti degli animali.

La pratica di tenere le galline ovaiole in piccolissime prigioni, che non consentono neanche di aprire completamente le ali è purtroppo ancora legale in Italia, ma ci sono aziende che hanno deciso di fare un piccolo passo di civiltà in avanti. Mi riferisco alle catene di supermercati che hanno scelto di smettere di vendere uova provenienti da galline allevate in gabbia, e che hanno dichiarato questo impegno pubblicamente.

Non è fra queste Eurospin, che alladata in cui sto scrivendo questo articolo non ha ancora fatto alcuna dichiarazione pubblica del genere nonostante le proteste ricevute telefonicamente, via Facebook e via email.

Le proteste continuano. Carolina Bertolaso, di Animal Equality, nella sua mailing list ha indetto la "Settimana contro Eurospin", e cioè una settimana di proteste ancora più serrate nei confronti di questa catena di supermercati, il cui rifiuto di una dichiarazione pubblica sulla rinuncia alle uova di galline tenute in gabbia non può non far pensare all'intenzione di fare dietrofront rispetto a decisioni prese per una minore sofferenza animale.

Aggiornamento 17 novembre 2017:

Ho chiamato lo 045 - 878.22.22, numero della sede centrale di Eurospin Italia.

La donna che mi ha risposto al telefono non mi ha fatto quasi finire la mia domanda sulal vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, e mi ha indicato il numero verde 800.595.595, che ho
chiamato, e a cui mi ha risposto un operatore, che mi ha detto che non hanno le informazioni che cerco, per le quali devo chiamare lo 045 - 878.22.22.

Dunque chiamo di nuovo il n. 045 - 878.22.22.

Mi risponde la stessa operatrice, a cui spiego la cosa, e che mi chiede di aspettare un attimo (va a parlare con una persona). Dopo un po' torna e mi dice "Non abbiamo informazioni da dare".
Cerco di risponderle, ma non mi fa finire la frase e riattacca.

Chiamo di nuovo la sede centrale e, come prima, sento inizialmente la musichina di attesa. Stavolta però non solo inizialmente, ma per molti minuti. A un certo punto la telefonata si interrompe. Riprovo. Stessa musichina. Infinita.

Non hanno informazioni da dare. Clack.

Bah.

Bah, Eurospin Italia, bah.

Aggiornamnto 11 dicembre 2017:



Link della petizione: https://goo.gl/oUEsoJ

Nuovamente, io e tante altre persone abbiamo provato a chiamare la sede centrale di Eurospin, ma rispondono che "non hanno niente da dichiarare". Che è un altro modo per dire "Non ce ne importa nulla". L'unico linguaggio che capiscono è il calo del clienti che potrebbero avere. Per questo c'è bisogno che tutti siano informati e decidano anche in base a questo fatto se fare la spesa da Eurospin o no.
Animal Equality Italia ha indetto un'altra settimana di protesta contro Eurospin, dall’11 al 17 di dicembre. 

Per collaborare, visita la pagina Facebook di Animal Equality Italia.

E se ancora non l’hai fatto, firma la petizione online.

Aggiornamento 16 gennaio 2018:

Carolina Bertolaso, nella sua newsletter di Animal Equality, fa sapere che a San Martino Buon Albergo, comune della provincia di Verona che ospita la sede centrale di Eurospin, sono stati installati 24 impianti pubblicitari di protesta contro l'azienda nelle stazioni degli autobus di tutto il comune, che rimarranno fino al 28 gennaio.

Speriamo che serva a qualcosa!

Già, perché come ho spiegato sopra. interloquire con Eurospin con le buone sembra totalmente inutile. Fra l'altro Eurospin in questi giorni l'ha sparata proprio grossa, auto-attribuendosi cortesia e disponibilità.
Ne ho parlato nell'articolo del 9 gennaio scorso, intitolato "Eurospin si dichiara cortese. Uah uah uah!!!"

Aggiornamento 25 gennaio 2018:

Dalla newsletter scritta da Carolina:

[...] la nostra ultima azione contro Eurospin, l'affissione di 24 cartelloni proprio nel comune che ospita la sede centrale dell'azienda, sembra avere provocato il fastidio di qualcuno... eccone la prova!


Ovviamente mi sono già attivata per fare in modo che il cartellone venga sostituito il prima possibille. Non riusciranno a metterci a tacere! ;)

[...] l'amministratore delegato di Eurospin, Romano Mion, ha cominciato finalmente a dare delle risposte sensate alle nostre mail di protesta, ed una persona della nostra squadra ha ricevuto una mail in cui Mion dice che le uova di galline allevate in gabbia non saranno più in assortimento a breve.

Dopo nove mesi di incessante campagna, questa è la primissima volta che Mion dà cenni di stare lavorando alla questione.

La battaglia non è ancora finita. Che significa "a breve" ? Una dichiarazione che non indichi una data certa vale poco o nulla. Ma un passo avanti è stato comunque fatto. Speriamo di risolvere prima possibile...

Aggiornamento 13 febbraio 2018:

Nella newsletter di Animal Equality Carolina scrive:

[...] l'amministratore delegato ha recentemente iniziato ad affermare in alcune sue mail che Eurospin ha smesso di vendere uova di galline allevate in gabbia!

E invece uova di galline allevate in gabbia sono ancora in vendita nei supermercati Eurospin. E no, non può trattarsi di rimanenze: Carolina prima di inviare questo messaggio ha aspettato il tempo necessario affinché le rimanenze dovessero essere vendute o smaltite per scadenza.

Aggiornamento  23 febbraio 2018:

Ho scritto di nuovo a Romano Mion e all'ufficio marketing di Eurospin. Il mio messaggio:

Fin ora non ho ricevuto nessuna risposta da parte vostra. Chiedo per l'ennesima volta se e quando Eurospin cesserà la vendita di uova di galline allevate in gabbia. Questa crudeltà non può continuare.
Rispondetemi.

Mion mi ha risposto brevissimo messaggio. E io ho ri-risposto alle tre cose che mi ha detto (riportate qui sotto in viola), citando in vari punti anche un'altra email che ho ricevuto, quella che l'ufficio marketing di Eurospin aveva inviato a me e a migliaia di persone:

-----------------------------

> C'è scritto da qualche parte che devo rispondere a tutte le centinaia di
> mail che ricevo?
 
No, anche perché non è necessario.
Basterebbe scrivere la risposta sul sito Internet.

> Le uova da galline allevate in gabbia sono state eliminate dai nostri scaffali

Lei dice "Dai nostri scaffali", e non "Da alcuni nostri scaffali". Quindi il significato è equivalente a "Da tutti i nostri scaffali".

Ma allora si metta d'accordo con chi stamattina mi ha scritto un messaggio dall'email marketing@eurospin.it, dicendo una cosa ben diversa, e cioè

"abbiamo eliminato le uova da allevamenti in gabbia dalla nostra piattaforma logistica di Romentino (negozi del Nordovest) e nei prossimi mesi seguiranno le altre zone d’Italia".

Quindi le uova di galline allevate in gabbia sono ancora in vendita in molti negozi Eurospin.

Quindi uno dei due non dice il vero, esagerando in positivo o in negativo, e visto ciò che è successo fin ora posso farmi una idea abbastanza chiara su quale fra le due sia l'ipotesi più probabile.

E non è la prima volta che Eurospin scrive cose non vere: tempo fa Eurospin ha scritto a Carolina Bertolaso di Animal Equality che le uova di galline allevate in gabbia sono state eliminate dalla vendita (senza riferimenti a zone specifiche d'Italia, proprio come ha fatto lei adesso). Passati da quella comunicazione i giorni necessari affinché non si potesse dubitare che eventuali uova del genere fossero delle rimanenze, molte persone sono andate nei vostri negozi a controllare, verificando che erano ancora in vendita.

> spero che nessuno più mi scriva per questo argomento.

Come dicevo sopra, il modo per non ricevere troppe email esiste: visto che le domande sono sempre le stesse, scrivete la risposta una sola volta, e scrivetala pubblicamente. Non ci posso credere che abbia bisogno di un consiglio così banale. Ma va beh.

Comunque l'email che le sto scrivendo riguarda principalmente un argomento diverso, pur collegato al precedente: il vosto atteggiamento.

Riguarda questo argomento una seconda raccomandazione che potrebbe tornarle utile: non prendete in giro le persone. Se ne accorgono.

Un esempio di presa in giro da parte della vostra azienda, oltre a quello di cui ho parlato sopra? Le altre cose scritte nel suddetto messaggio che ho ricevuto stamattina, tipo
"Fino a ora non abbiamo risposto perché la nostra politica prevede di riconoscere solo i clienti come interlocutori, non i media né le organizzazioni  di qualsiasi genere". Eppure le email e telefonate che avete ricevuto provenivano anche da privati, non solo dallo staff di Animal Equality. E comunque non mi pare abbia alcuna giustificazione la scelta di non rispondere a qualcuno, si tratti di privati o di organizzazioni.

Oppure:
"Già al momento in cui ebbe inizio la campagna di Animal Equality, nel marzo 2017, avevamo in vendita un solo articolo di uova da allevamenti in gabbia sulle sei tipologie disponibili in Eurospin, più di qualsiasi altro operatore del canale discount"
...Come se vendere un prodotto etico giustificasse la vendita di un prodotto non etico. Ma che discorso è? Io non chiedo l'aggiunta di prodotti etici. Lo so che vendete anche uova etiche. Lo so che vendete anche carote. Non è la loro mancanza il problema. Io chiedo che i prodotti non etici vengano eliminati.

Oppure
"Animal Equality era a conoscenza fin dall’inizio della nostra intenzione di eliminare le uova da allevamenti in gabbia".
Bugia evidente: come avrebbe fatto Animal Equality a essere a conoscenza di ciò se nella stessa email c'è scritto che non rispondete a organizzazioni di qualsiasi genere, e perché sul sito web questa informazione non veniva data? Per "non cedere al ricatto", come scritto nella stessa email? Cioè per spirito di contraddizione nei confronti di questa associazione avete rifiutato di rispondere a tutte le altre persone? Suvvia. Chi volete che creda a 'ste baggianate? E da una parte è bene per voi che non ci creda nessuno, altrimenti fareste la figura del bambino di 4 anni.

Oppure
"ringraziamo i  nostri clienti più attenti, che sui social hanno difeso Eurospin, sottolineando quello che è evidente a chiunque frequenti davvero i nostri punti vendita, ossia la nostra posizione di precursori, all’interno del settore, nel proposito di eliminare le uova da allevamenti in gabbia".
Precursori? Guardi che non basta dire che una cosa è evidente per trasformarla in vera e per ottenere che l'interlocutore ci creda. Specialmente se, come è facile verificare, è falsa. Esselunga, Carrefour, Auchan, Pam Panorama e iN's Mercato, hanno preso le distanze dalle uova di galline allevate in gabbia già da molto tempo, e lo hanno fatto con un impegno chiaro, comprensivo di una data certa.

Oppure
"preferiamo non fare promesse vaghe, ma comunicare attraverso fatti concreti e verificabili"
Fantastico. Fatti concreti e verificabili. Ma in attesa (ahimè, lunga attesa) dei fatti concreti di cui si può fare una verifica (possibilmente senza bluff perché, vedi sopra, la gente controlla e se ne accorge), sempre meglio una promessa. Che non obbligatoriamente dev'essere vaga. E che è sempre meglio del silenzio o di un comportamento demenziale...

...Come quello riscontrato telefonicamente da me e da tanti altri: quando le persone chiamavano la sede centrale di Eurospin per informazioni relative alle uova venivano dirottati al numero verde. Quando chiamavano il numero verde ricevevano il suggerimento di chiamare la sede centrale. Quando chiamavano di nuovo la sede centrale spiegando che questo era stato suggerito dall'addetto del numero verde, la risposta era "Non abbiamo risposte da darle". Provare a rispondere a questa frase (anche pacatamente) era inutile, perché la vostra operatrice riattaccava in faccia.
Comportamento sbrigativo e maleducato giustificato dal non aver tempo da perdere?
No: se vogliamo farne una questione di perdita di tempo (dovuta comunque a una reticenza nello scrivere un comunicato veritiero sul sito) pronunciare quella frase avrebbe richiesto lo stesso tempo rispetto a un'altra frase che avrebbe fornito informazioni, del tipo "Cesseremo la vendita presto, di sicuro entro dicembre 2018". O anche "Eurospin fa come gli pare e se ne frega delle galline".

Insomma, prima di lamentarsi della comunicazione degli altri nei confronti della propria azienda bisognerebbe assicurarsi che la propria azienda comunichi in maniera veritiera e trasparente, eliminando le cause della protesta e del boicottaggio, anziché aggiungerne altre. Vale a dire comunicare senza aggravare la propria posizione prima col silenzio e telefoni riattaccati in faccia, e poi con messaggi di risposta che offendono l'intelligenza delle persone. Che per quanto potrà sembrarvi strano non solo hanno un cuore, ma anche un cervello.

Marco

P.S.: E a volte hanno anche un blog. Non avrà mica pensato che tutte queste parole le scrivessi per farle leggere solo a lei e all'arrampicatore di specchi del reparto marketing, eh.
-----------------------------

Aggiornamento 13 marzo 2008:

Carolina qualche giorno fa mi ha fatto sapere che il 3 marzo il servizio Clienti di Eurospin ha scritto via email a numerose persone che avevano protestato, chiedendo dove questi abitino e scrivendo:

"la mia richiesta era perché, avendo già eliminato le uova allevate in gabbie nelle aree: Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia,  sud Calabria e Sicilia, volevo capire se potevo già rassicurarla che nel suo punto di vendita di fiducia, non c’erano più uova allevate in gabbia. Contrariamente se Lei non è di queste zone avvisarla quando anche nella sua area saranno eliminate (le stiamo eliminando in tutta Italia).
Per quanto riguarda il comunicato ho visto molti concorrenti fare comunicati, ma oggi nei loro scaffali in queste aree trovo ancora le uova allevate in gabbia.
Non sono meglio i fatti delle parole?"

Sarebbe bello sapere che finalmente Eurospin ha deciso di agire in modo corretto, ma purtroppo sono state trovate uova da allevamenti in gabbia dopo il 3 marzo in punti vendita di Lombardia, Veneto e Calabria.  Quindi non possiamo fidarci di Eurospin. Dobbiamo insistere per ottenere un comunicato pubblico e consultabile da tutti.

Dunque ho scritto nuovamente all'azienda il seguente messaggio.

-----------------------

Sono state trovate uova di galline allevate in gabbia dopo il tre di marzo in punti vendita della Lombardia, del Veneto e della Calabria. Regioni in cui la vostra azienda, con un'email inviata a varie persone, ha dichiarato di aver già cessato la vendita di uova di questo tipo.
Non mi sembrate dunque titolati a criticare l'incoerenza dei vostri concorrenti scrivendo "Non sono meglio i fatti delle parole?".
Sì, sono meglio i fatti. Ma visto che i fatti non ci sono ancora, iniziamo dalle parole. Parole non via email, ma sul vostro sito. Ancora non si capisce bene cosa vi impedisca di scriverle lì. Io a dire il vero un'idea ce l'avrei: un impegno pubblico come una dichiarazione sul sito aziendale offre il fianco a uno sbugiardamento molto più clamoroso.
Altro che "cedere al ricatto", di cui parlavate settimane fa. Non si chiama ricatto. È una legittima richiesta per conto di chi non può difendersi e parlare. E il boicottare la vostra azienda è una legittima e naturale conseguenza di un comportamento come quello di Eurospin, che di nuovo dimostra di appoggiare pratiche crudeli e di nuovo dimostra di prendere in giro le persone.

SCRIVETE UN COMUNICATO SUL VOSTRO SITO CON UNA DATA CERTA PER LA CESSAZIONE DELLA VENDITA DI UOVA PROVENIENTI DA GALLINE ALLEVATE IN GABBIA IN TUTTA ITALIA.

------------------------

Aggiornamento 5 aprile 2018:

Dalla newsletter di Animal Equality apprendo che il direttore Marketing di Eurospin Luca Burgazzoli ha risposto ad alcune mail ricevute su questo argomento affermando che le uova di galline allevate in gabbia sono in fase di smaltimento in tutte le regioni di Italia a parte la Puglia, dove verranno comunque eliminate a breve.
E però... ancora niente impegno pubblico. Solo email private...

Aggiornamento 12 aprile 2018:

Le uova di galline allevate in gabbia non sono più presenti nei punti vendita di molte regioni di Italia. Segno che Eurospin ha dato retta... in parte.
Sì, in parte, perché senza un comunicato pubblico non c'è garanzia che l'azienda non tornerà a vendere uova di galline in gabbia in futuro.
Per questo, come suggerito nella newsletter di Animal Equality, ho scritto il seguente messaggio a Eurospin:

---------------

Prendo atto della cessazione della vendita delle uova di galline allevate in gabbia da parte di Eurospin. Ma mi tocca anche registrare la vostra riluttanza a prendere un impegno pubblico.
Che potrebbe essere rappresentato dallo scrivere, sul vostro sito, una precisa dichiarazione, come "Eurospin non venderà mai più uova di galline allevate in gabbia". L'unico motivo che mi viene in mente per il quale continuate a rifiutarvi di scrivere una dichiarazione pubblica è conservare la
possibilità, in futuro, di tornare soi vostri passi.
SCRIVETE SUL VOSTRO SITO UNA DICHIARAZIONE PUBBLICA.
E no, un'email di risposta non è una dichiarazione pubblica, anche se inviata a molte persone.
Solo così sarete affidabili e me la sentirò, forse, di entrare in un vostro negozio.

Aggiornamento 31 luglio 2018:

Inviata nuovo messaggio a Eurospin:

--------------

Da tempo io e altre migliaia di persone chiediamo a Eurospin di prendere un impegno pubblico e trasparente a non vendere uova di galline allevate in gabbia. Eurospin sembra avere interrotto la vendita di queste uova, ma rifiuta un impegno scritto, pubblico, e consultabile dai consumatori.

Quando le aziende prendono una decisione definitiva, si impegnano pubblicamente proprio per dare un messaggio chiaro ed inequivocabile ai consumatori. Ecco perché molte aziende come Esselunga, Auchan, Carrefour, Pam Panorama, iN's Mercato e Lidl Itaia, hanno già fatto questo passo. Voi no. Il direttore marketing Burgazzoli ha risposto ad alcune persone dicendo che Eurospin non prenderà un impegno.

Perché?
Cosa vi costa?

Facile immaginarlo. Tutto lascia pensare che volete lasciarvi aperta la possibilità di tornare a vendere quelle uova in futuro.

Burgazzoli ha suggerito di controllare la presenza di uova di galline allevate in gabbia nei loro punti vendita. Ma Eurospin ha più di 1100 punti vendita in tutta Italia. In che modo un consumatore potrebbe mai controllarli uno ad uno?!

La vostra mancata trasparenza non vi conferisce certo affidabilità.

Il fatto che al momento le uova di galline allevate in gabbia non siano presenti sui vostri scaffali non costituisce una garanzia che non tornerete a venderle in futuro. Senza un impegno pubblico, io non mi fido e quindi non metto piede in un vostro negozio.

------------------

Aggiornamento 31 agosto 2018:

Finalmente Eurospin ha pubblicato un comunicato con la tanto attesa dichiarazione. Dato com'è andata la cosa, direi che il motivo non risiede nella pietà per gli animali. Molto più probabilmente Eurospin ha capito che questo gli conveniva fare per salvare la faccia.