15 marzo 2017

Dito medio di J-Ax e Fedez contro gli anti - adozioni gay... Hanno torto?

È giusto proibire le adozioni di un bambino da parte di una coppia omosessuale?

La risposta a questa domanda dev'essere data unicamente attingendo a dati scientifici riguardanti l'osservazione delle condizioni di benessere dei bambini allevati fin ora da coppie omosessuali.

Tutto il resto è teoria, o, peggio, ideologia.

E non è la sola teoria, e tanto meno l'ideologia a dover decidere sulla vita delle persone.

Allora Vediamo cosa dice la scienza.

Cito da un articolo sul sito dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, scritto dalla dott.ssa Paola Biondi:

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Oltre 40 anni di ricerche internazionali di vario tipo, sempre più complesse e lunghe nel tempo, concordano nell’affermare che non esistono differenze significative tra la prole di coppie dello stesso sesso e la prole di coppie di sesso differente.

Si vedano per una accurata analisi due tra gli ultimi contributi pubblicati sul tema: Adams J., Light R., 2015 – Scientific consensus, the law, and same sex parenting outcomes in Social Science Research, Volume 53, September 2015, Pages 300-310 e Ferrari F., 2015 – La famiglia in-attesa, ed. Mimesis.

Ma ancora voglio citare alcuni pareri autorevoli della comunità scientifica italiana e internazionale quali questi che seguono:

– 2006, American Academy of Pediatrics: “I risultati delle ricerche dimostrano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali. Più di venticinque anni di ricerche documentano che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Questi dati dimostrano che un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.

- 2009, American Academy of Child and Adolescent Psychiatry: “non vi è evidenza scientifica a sostegno della tesi secondo cui genitori con orientamento omo- o bisessuale siano di per sé diversi o carenti nella capacità di essere genitori, di saper cogliere i problemi dell’infanzia e di sviluppare attaccamenti genitore-figlio rispetto ai genitori con orientamento eterosessuale. Da tempo è stato stabilito che l’orientamento omosessuale non è in alcun modo correlato ad alcuna patologia, e non ci sono basi su cui presumere che l’orientamento omosessuale di un genitore possa aumentare le probabilità o indurre un orientamento omosessuale nel figlio. Studi sugli esiti educativi di figli cresciuti da genitori omo- o bisessuali, messi a confronto con quelli cresciuti da genitori eterosessuali, non depongono per un diverso grado d’instabilità nella relazione genitori-figli o rispetto ai disturbi evolutivi nei figli”.

- 2011, Associazione Italiana di Psicologia: “In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso. I bambini hanno bisogno di adulti in grado di garantire loro cura e protezione, insegnare il senso del limite, favorire tanto l’esperienza dell’appartenenza quanto quella dell’autonomia, negoziare conflitti e divergenze, superare incertezze e paure, sviluppare competenze emotive e sociali”.

– 2013, Antonino Ferro, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana: "Che ben vengano bambini di coppie che si amano e che siano capaci di buoni accoppiamenti mentali. Non sarà il sesso biologico dell’uno o dell’altro ad aver più peso ma le attitudini mentali dell’uno e dell’altro. I figli li faccia chi ha voglia di accudirli con amore."

- 2014, Vittorio Lingiardi e Roberto Cubelli: “Le più importanti associazioni scientifiche internazionali nel campo della psichiatria, della pediatria, della psicologia e della psicoanalisi (non ultime le dichiarazioni del Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, Antonino Ferro), sottolineano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali e che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.

In una discussione su Facebook, un commentatore ha risposto a questa citazione dicendo

"Magari potresti citare anche la scienza che sottolinea le problematiche dei bambini di coppie omosessuali; per par condicio"

Ma la scienza non è democratica. Non è politicamente corretta. Non è una gara dove c'è chi vince e c'è chi perde. Vinciamo sempre tutti, e cioè dopo ogni ricerca ben condotta tutti abbiamo a disposizione più dati di cui beneficiare... a patto che ci sia buona fede e competenza e correttezza nella loro lettura.

Nella scienza non devono esistere tifoserie.

Io non ho problemi a cambiare idea, anche perché non sono gay, e non sono interessato ad avere figli adottivi né naturali, e non sono un fan di J-Ax o di Fedez. E credo di potermi fidare persone esperte del settore che semplicemente guardano i dati e fanno le relative deduzioni, senza avere alcun interesse che spinga a sostenere l'una o l'altra tesi.

Se fin ora non mi sono imbattuto in alcuna ricerca scientifica che dimostra la dannosità di avere genitori dello stesso sesso non è colpa mia.

Ne hai trovato tu qualcuno, familydayista? Da un lato sarebbe confortante sapere che la risposta è sì, e cioè che ti basi su dati concreti anziché sulla tua intuizione, sulle tue deduzioni e sulla tua religione.

Altrimenti si dovrebbe dire che la proibizione che tu auspichi è ideologica, e

proibire sulla base di una ideologia, cioè condizionare la vita degli altri sulla base di una ideologia, a mio parere merita abbondantemente il dito medio che J-Ax e Fedez hanno mostrato nella trasmissione "Le Iene",

cosa di cui lo staff di "Generazione Famiglia" si è lamentato, chiedendo le scuse di Mediaset con questa petizione sul sito cattolico Citizengo.

Dunque, se sei uno dei firmatari della suddetta petizione e pensi di non meritare quei gestacci di J-Ax e Fedez,  dimmi pure. Ti invito a linkare gli articoli scientifici a favore della tua tesi nello spazio dedicato ai commenti di questo post. Li leggerò con interesse e, ripeto, sono pronto a cambiare idea.
Sono ancora più benvenuti eventuali link ad articoli scientifici che dimostrino che essere allevati da coppie gay o lesbiche o da singol gay o lesbiche porta a un maggior rischio di problemi rispetto ad essere allevati in orfanotrofi.

Comunque... esperienza di navigazione web di oggi:

Cercando materiale sull'argomento, mi sono imbattutto in questo articolo di Costanza Staggetti, che afferma la non grande evidenza di vari studi per stessa ammissione di alcuni ricercatori. Ma mi sembra che si sia data la zappa sui piedi (stando alle intenzioni che intuisco dal fazioso titolo): piccole evidenze sommate ad altre piccole evidenze iniziano a costituire evidenze importanti; inoltre l'unico articolo da lei citato che a sua detta sarebbe a sfavore delle adozioni gay, "Lesbian mothers and their children: A comparison with solo parent heterosexual mothers and their children" riporta delle conclusioni del tutto opposte! Costanza Staggetti scrive, riferendosi a questo articolo:

R. Green in Archives of Sexual Behavior,  ha scoperto che i pochi studi sperimentali che includevano un numero di campioni anche solo modestamente più alto (13-30) di maschi e femmine educati da genitori omosessuali ...«hanno rilevato differenze di sviluppo statisticamente significative fra bambini allevati da genitori omosessuali in confronto a quelli allevati da genitori eterosessuali Ad esempio, i bambini educati da omosessuali hanno un maggiore incoraggiamento dai genitori nello scambio dei ruoli di genere e una maggiore inclinazione al travestitismo»

Le virgolette servono per citare un testo preciso, o la traduzione di un testo preciso. Ma come si può osservare dal testo originale dell'articolo, quelle parole "citate" non ci sono. Non c'è nessun riferimento al "travestitismo" (parola usata comumemente per indicare i gay che si vestono da donna), mentre c'è scritto che il 21% delle bambine allevate da due donne gradivano vestirsi da uomo e fare giochi con ruoli in cui impersonavano un uomo, mentre per le bambine allevate da un uomo e da una donna questa percentuale era l'11%.

E questo per quanto riguarda uno solo dei tanti aspetti che lo studio ha osservato. Tutti gli altri aspetti hanno portato gli autori dello studo alle seguenti conclusioni

Gli autori hanno osservato che non c'erano bambini che mostrassero segni di disordine di identità sessuale. La paura che i bambini cresciuti da madri lesbiche "produrrà un conflitto di identità sessuale e una stigmatizzazione fra coetanei" sembra essere infondata. Gli autori affermano propro che "È evidente che i ragazzi e le ragazze cresciuti fin dall'infanzia da una madre omosessuale senza un maschio adulto in famiglia per circa 4 anni non appare apprezzabilmente diverso rispetto a quelli cresciuti da madri eterosessuali senza un maschio adulto, per quanto riguarda lo sviluppo sessuale e sociale"

Insomma, per l'ennesima volta ho notato ignoranza oppure disonestà intellettuale in una persona sostenitrice della proibizione delle adozioni gay.

Davvero simpatico il coraggio con cui spesso i cattobigotti sostengono che chi sostiene tesi discordi dalle loro lo fa per via di una ideologia, affermano derivare dal "buon senso" anziché dalla religione le proprie affermazioni e si impegnano a darsi un tono di oggettività. Più lo fanno, più si coprono di ridicolo.
Lo so, ho dichiarato di essere imparziale rispetto ai dati, e ripeto che non ho interesse a tifare per nessuna tesi in particolare, ma non è colpa mia se c'è chi per una tesi tifa, e lo fa in maniera invero buffogoffa.

Ad esempio il suddetto articolo si intitola "Adozioni gay: ricerche condizionate dall’ideologia", e il sito che ospita l'articolo si chiama "documentazione.info"; sottotitolo "Oltre le opinioni". Che cosa c'è oltre alle opinioni in quel sito? Ben poco.

Rimango in attesa di tesi anti - genitori gay basate sui fatti.

Solo quando ne avrò potrò essere d'accordo con la richiesta di scuse in seguito ai diti medi di J-Ax e Fedez.

05 marzo 2017

Amicizia agli amici, anche su Facebook

(L'articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale)

Come cambia l'atteggiamento nei rapporti interpersonali da offline a online? Per me zero. Per molti altri, invece, molto. Moltissimo.

Ad esempio è ben noto il fenomeno che vede come protagonisti migliaia di utenti che aggrediscono con feroce ferocia i loro interlocutori online, atteggiandosi ben diversamente da come farebbero dal vivo (ignorando che una frase sarcastica è una frase sarcastica, un invito a tacere è un invito a tacere, un insulto è un insulto, indipendentemente dalla forma verbale o scritta). Fenomeno talmente noto che ha anche un nome: "leoni da tastiera".

Molto meno noto è invece un errore analogo, secondo me quasi altrettanto grave, che riguarda la richiesta di amicizia su Facebook.

Immagina una persona che sta esponendo a un gruppo di amici un suo problema fisico, o relazionale, finanziario, o legale, o qualunque altra cosa che non direbbe mai a un pubblico qualsiasi; se tu la conoscessi solo di vista certo non ti parrebbe opportuno infilarti in quel gruppo e dire "Ciao! Come va? Stavi dicendo? Posso ascoltare anch'io, vero?".

Quel che mettiamo sul proprio diario non sono parole, foto o video buttati là, in pasto al web, indirizzate a non si sa bene chi. A seconda della scelta di pubblicazione, posso decidere di rendere visibile quell'aggiornamento di stato a tutti (anche chi non è mio amico) oppure solamente agli amici (oppure a specifiche liste di persone, o escludendo qualcuno, etc, ma per lo scopo di questo articolo non c'è bisogno di entrare nel dettaglio).

Se non sei mio Facebook-friend puoi comunque chattare con me e vedere i miei messaggi pubblici. Dunque...

quando è opportuno essere amici su Facebook?

Semplicemente quando siamo amici davvero.

...Oppure quando, pur conoscendoci da poco tempo, abbiamo motivo di pensare che ci siano i presupposti per diventarlo da subito. O per atteggiarsi come amici da subito in via sperimentale.

Chiedendo a una persona l'amicizia, le chiedi la possibilità di vedere i messaggi che per qualche motivo solo una cerchia di persone selezionate può vedere. Ricordati quindi di non fare questa richiesta a cuor leggero. Sarebbe da sfacciati.
Fallo solo se credi che quella persona voglia o abbia un qualche motivo di renderti partecipe delle sue esternazioni che solo agli amici ha voglia di dire.
Per lo stesso motivo, non rimanerci troppo male se non accetta la tua richiesta: non significa che non possiate essere comunque in ottimi rapporti. Potrebbe ad esempio aver predisposto il tasto "Segui" nella pagina del suo profilo, che serve a ricevere in bacheca gli aggiornamenti di stato che contrassegnerà come visibili da tutti. Se clicchi su "Segui", l'utente ne riceverà notizia e magari anche lui cliccherà sul tuo pulsante "Segui". Ricevere vicendevolmente tali aggiornamenti può essere un modo per iniziare a conoscersi, avere occasione di dialogare attraverso i commenti e in chat, per poter magari diventare amici in futuro.

Per quanto mi riguarda, puoi farti un'idea del mio atteggiamento nei confronti dei nuovi ipotetici amici leggendo il mio articolo intitolato "Vuoi essere mio amico? Ne sei sicuro?".

Altra occasione in cui non devi rimanere male è quando scopri che un utente, pur non avendo litigato con te e pur non avendoti manifestato esplicitamente un problema nel vostro rapporto, ti cancella dagli amici.
È quello che talvolta ho fatto quando ho notato assenza di interazione (del resto, con tutte le centinaia o migliaia di amici che tanti hanno, come si fa a star dietro a tutti? Ne ho parlato in questo video)... cioè quando l'utente non invia mai aggiornamenti di stato con cui mi tiene aggiornato sulle sue novità e non commenta o non clicca mai "mi piace" o altra reazione sui miei post (ne ho parlato in quest'altro video). Oppure quando ho notato che fra i nostri interessi, i nostri valori e le nostre opinioni c'è un divario talmente grande che essere in contatto non ha granché senso.

Insomma, non c'è nulla di orribile nel non essere amici su Facebook. La maggior parte degli utenti Facebook ha centinaia di amici. Ma com'è possibile essere amici di centinaia di persone? Come gestire centinaia di amicizie? Qualcuno trascuri per forza... addirittura a volte mi è successo di vedere un mio FB-friend e di pensare "Ma questo chi è?".

E che dire di chi chiede l'amicizia per far avere visibilità alla propria attività commerciale? Ne ho parlato in questo articolo; riassumendo-riassumendo: è un uso improprio di Facebook e della parola "amicizia", e pertanto non ti fa fare bella figura. Si può usare Facebook per farsi pubblicità, ma attraverso una pagina FB aziendale, non attraverso un profilo personale.

22 febbraio 2017

Una soluzione al sovraffollamento della bacheca di FB

Come ho spiegato nell'articolo intitolato "Facebook = notiziario personale e poco più. O potrei non seguirti", lo scopo principale per il quale Facebook è nato è aggiornare gli amici con le notizie della propria vita. E invece se ne fa costantemente un uso improprio, pubblicando post che con la propria vita non c'entrano. La conseguenza è il sovraffollamento del diario degli amici e quindi perdita di tempo per chi fra loro è meno capace di amministrarlo e ha l'abitudine di scorrere la bacheca per guardarla tutta quanta.

Chiaramente non serbo grande fiducia che i miliardi di utenti cambieranno il loro comportamento per il fatto che io stia spiegando in questo articolo cosa sia opportuno pubblicare e cosa no.

Una possibile soluzione, allora, potrebbe essere adottata dallo staff di Facebook. Quello sì che potrebbe darmi retta, e io lo contatterò (aggiornamento: ecco fatto, ho inviato il consiglio a Facebook dalla pagina dedicata ai feedback degli utenti).
Gli intelligenti programmatori del gran social, com'è consueto nell'informatica destinata al grande pubblico, potrebbero impegnarsi in complicati algoritmi affinché il risultato offra una soluzione semplice e che porti gente sempliciotta a fare meno danno, senza farla troppo affaticare o arrabbiare. Come?

Premetto che attualmente esiste un modo per porre in evidenza le proprie notizie più importanti:

- Si va sulla pagina del proprio diario

- in alto rispetto al riquadro per l'aggiornamento di stato, si clicca su "Avvenimento importante"

- si sceglie il tipo di notizia

- si compila i vari campi (alcuni dei quali opzionali) e si sceglie, se del caso, una foto o un video

- si seleziona chi potrà visualizzare la notizia

- si clicca su "Salva".

Così facendo compare un post che occupa una discreta quantità di spazio, e che quindi è più facile catturi l'attenzione.

Ma questa funzione risulta insufficiente. Non contribuisce a che l'atteggiamento degli utenti Facebook prenda una buona piega, anzi, per certi versi va anzi nella direzione opposta, e questo è dimostrato dai fatti: la maggior parte continua a scrivere le notizie importanti e le robe frivole con lo stessa modalità, e cioè il semplice e classico aggiornamento di stato. Il che è anche compresibile: se ogni volta che parlo di una cosa che mi riguarda usassi lo strumento "Avvenimento importante" sembrerei un "invadente" che cerca di mettersi esageratamente in evidenza per notizie anche di importanza media o medio-bassa.
Ma la distinzione di cui sto parlando non è "cose poco importanti / avvenimenti importanti" (fra amici è normale dirsi anche cose non importanti).
La distinzione di cui sto parlando è "cose che riguardano la tua vita / tutto il resto".

...E non trovo buona cosa che venga percepita come normalità l'aggiornamento di stato contenente link esterni, barzellette, etc, e che venga percepita come eccezione una notizia che riguarda l'utente. Un motivo in più per ritenere lo strumento attualmente fornito da Facebook non adatto allo scopo di riportare questo social all'utilità per cui era nato e per facilitare la gestione del tempo di chi lo usa.

Io propongo un'altra cosa.

Facebook potrebbe obbligare, in fase di scrittura, a una veloce classificazione del post a seconda che sia un post "proprio" (in tutti i sensi), e cioè riguardante la propria vita, oppure un post "extra". E rendere possibile, in bacheca, il raggruppamento di queste tipologie di post.

Ad esempio nell'area per la creazione dell'aggiornamento di stato potrebbero comparire delle voci tipo "post su di me" e "post extra", e dopo aver scritto un aggiornamento di stato potrei dover scegliere una di queste affinché il pulsante "Pubblica" diventi cliccabile.
Per "post extra" si intende una barzelletta, una perla di saggezza, un video divertente, etc. Un post che se i miei amici lo leggono bene, altrimenti pazienza, perché non riguarda la mia vita.

Quanto alla lettura della bacheca, dovrebbe essere possibile in 3 modalità, ciascuna velocemente selezionabile dall'utente con un clic:
  • "tutti i post", per far comparire la bacheca come nello scenario attuale (contento te...)
  • "solo post importanti", per far comparire in bacheca solo i post contrassegnati dai loro autori come riguardanti la loro vita
  • "solo post extra", per quando uno ha del tempo che davvero gli avanza e vuole dedicarsi a una distratta lettura extra delle robe interessanti o divertenti consigliate dagli amici
E se un utente sbaglia a contrassegnare il suo post (distrattamente o volutamente)?
Beh, ci dovrebbe essere la possibilità per chi lo legge di segnalarlo. Dopo un certo numero di segnalazioni, la punizione potrebbe essere ad esempio l'impossibilità per 3 giorni di pubblicare aggornamenti di stato. Oppure semplicemente il lettore smette di seguirlo.

Aggiornamento del 19.9.2017:

In occasione del questionario che Facebook mi ha proposto, ho tirato fuori una variante della strategia su spiegata.
Facebook, anziché affidarsi all'appropriatezza di uso da parte dell'utente, potrebbe cercare di individuare automaticamente la tipologia di aggiornamento di stato e di conseguenza decidere in quale dei due feed inserirlo. Ad esempio, se semplicemente scrivo qualcosa senza nessun link, è molto facile che io stia scrivendo qualcosa che riguarda la mia vita. Se invece invio un link di un giornale online o di un video YouTube, è probabile che io voglia proporre qualcos'altro. Certo, è possibile che io linki un articolo di un mio blog o di un mio canale YouTube. Per questo dovrebbe esserci la possibilità di associare il proprio profilo personale Facebook a un sito e a un canale YouTube, affinché Facebook riconosca certi link come riguardanti la mia vita e si comporti di conseguenza quando si tratterà di inserire un aggiornamento di stato in uno dei tue tipi di feed.

15 febbraio 2017

Come commentare questo blog (e in generale i post di Blogger)

Pensavo fosse scontato, ma così non è. E allora facciamo un post anche su questo. Sì, perché non basta scrivere "IMPORTANTE" a lettere maiuscole sotto alla grande scritta rossa "Posta un commento". C'è chi salta a piè pari le cose importanti, preso dalla foga di chiacchierare. Bah. Frustate, sai...

Sarà anche una buona occasione per tranquillizzare chi sospetta che io censuri colpevolmente chi dissente dalla mia opinione. In realtà censuro (a volte subito, a volte dopo un po' che ho sopportato) solo chi si comporta in maniera scorretta.

Chiaro, questo è il mio blog, dunque cosa è corretto e cosa no viene deciso dal regolamento che io stabilisco. Detto così a qualche utonto può sembrare tirannico, ma basta pensarci un secondo per capire che se funzona in questo modo per le abitazioni non c'è motivo che sia diverso per un blog.

E, come si evince dal titolo, le regole qui sotto riportate fungono anche da consiglio su come commentare su tutti gli altri blog; in particolare la prima riguarda i blog sulla piattaforma Blogger.

Ordunque, ci siamo. Ebbene, per favore:

Non commentare come "Anonimo".
Non tanto per il fatto che voglio sapere chi sei per poterti mandare un commando di sicari che ti facciano a fette perché mi hai contraddetto. Il fatto è che se due persone commentano come "Anonimo", si crea confusione. Quando rispondo e dico "Ma vedi, Anonimo, il fatto è che..." non si capisce a quale dei due io mi stia rivolgendo.
Non devi per forza firmarti con nome e cognome. E non devi per forza identificarti col tuo account Google, o Wordpress, o LiveJournal, etc. Puoi anche scegliere l'opzione "Nome/URL", lasciando eventualmente vuoto lo spazio dell'URL. Così puoi usare anche un nick. Anche un nick provvisorio usa e getta. Ecco come fare:


Non insultarmi.
Non mi piace essere insultato. Se ti senti offeso per quello che ho scritto, parliamone pure. Sì, lo so, a volte dico anche che chi si comporta in una certa maniera è imbecille o robe del genere. Quindi, se ti accorgi che il tuo comportamento ti classifica come imbecille, puoi sempre correre ai ripari facendo tesoro di ciò che ho scritto e cambiando comportamento.

Non insultare altri commentatori.
Altrimenti rischi di essere querelato, e forse rischio di essere querelato anch'io per il fatto di aver ospitato il tuo commento. Quindi se cancello il tuo commento ingiurioso o diffamatorio dovresti solo ringraziarmi.

Non fare il processo alle intenzioni, non mettere a nessuno in bocca parole che non ha detto.
Questo è come dire "impara a leggere", ma mi rendo conto che se non sai leggere è un po' troppo riassuntivo. Ci vorrebbero delle lezioni vere e proprie. Beh, cercati qualcuno che ti dia una mano. Oggi giorno le ripetizioni di italiano si trovano a prezzi davvero bassi, data la disoccupazione dei laureati in materie umanistiche.

Leggi bene l'articolo e i commenti precedenti al tuo.
Se scrivi un commento i cui contenuti sono già smentiti nell'articolo in questione o in commenti precedenti, sei ad altissimo rischio censura e ignoramento. E no, non sono io che manco di rispetto alla tua libertà di espressione, ma tu che manchi di rispetto al tempo mio e degli altri potenziali lettori.

Per ora mi sono venute in mente queste regole qua. Poi vedremo.
Beh, se hai suggerimenti commenta pure (mi raccomando...).

Aggiornamento:  Se hai suggerimenti su come migliorare/integrare le regole suddette scrivimi un'email. Ho dovuto disattivare i commenti qui perché alcune utenti, volendo commentare un articolo di un'altra pagina che rimandava a questa, scrivevano qui sotto invece che sotto l'articolo in questione (Sigh).

[Link breve a questa pagina: http://tinyurl.com/comecommentare]

09 febbraio 2017

Spam telefonico da Geoplan - "Solo per informare", certo.

Pochi minuti fa squilla il telefono fisso. Rispondo, e c'è una donna che dice di chiamare da Geoplan, e che stanno rifacendo lo stradario.

E dice che vorrebbe fissare un appuntamento con me per spiegarmi come verrà fatto il nuovo stradario, dove saranno aggiunte le varie attività commerciali.

Dice che quello che mi propone è un incontro a titolo informativo, solo per darmi informazioni, per spiegarmi, etc.

Le chiedo cosa vendono. Mi risponde "Nulla".

Le chiedo cosa succede esattamente in questo incontro. Mi risponde che mi verrà spiegato (un'altra volta) come verrà fatto lo stradario. Ma a me che me ne importa come verrà fatto? Lo devono fare loro, mica io.

Dice che successivamente, se la cosa interessa, le persone interessate potranno richiamare, e che però questo incontro, giusto una mezz'ora, è solo per informare.

Quando ti dicono così emerge chiaramente che l'interlocutore o interlocutrice ha ricevuto istruzioni secondo cui deve adoperarsi con le unghie e coi denti a non dire che c'è qualcosa in vendita. Però quando lo fa, l'effetto ottenuto è la voglia di prenderla a calci in bocca. Farebbe pena se non facesse rabbia. E quindi è giusto tortuarala estorcendole dalla bocca cucita la verità, di cui ho già parlato in questo articolo, che a sua volta rimanda anche a quest'altro articolo (ehi, inizio a essere ripetitivo... 3 articoli che parlano della stessa cosa... tipo vecchietto).

Addirittura le chiedo, voglioso di spendere soldi, SE POSSO comprare qualcosa. Mi risponde che il colloqui è a titolo informativo, poi chi è interessato a dei servizi richiamerà. La vendita e l'acquisto sono proprio un tabù per questa signora.

Allora riprovo in un altro modo.

Le chiedo: "Allora, cosa succede esattamente? Una persona viene a parlare con me e mi spiega come verrà fatto il nuovo stradario. Poi, se sono interessato, io chiamo e cosa posso ottenere?"

Risponde che ho la possibilità di far inserire la mia attività commerciale nel loro stradario. Chiedo se questo è un servizio a pagamento. Mi risponde di sì. E che però l'incontro che mi propone è solo per darmi informazioni. Forse pensa che io sia sordo, o forse ha un qualche disturbo del comportamento che le fa ripetere la stessa frase. Non dev'esser bello. Speriamo nella prima ipotesi.

Posso finalmente dirle che quindi sta facendo pubblicità, e questo è illegale, visto che non ho mai autorizzato Geoplan a chiamarmi a questo scopo. Le consiglio di trovarsi un lavoro onesto... Clack.

È chiaro a tutti che sono parolacce espressioni tipo "merda", "vaffanculo", "cazzo", "petaloso", "laicità". E c'è chi si infastidisce e si indigna sentendo cose del genere (non per nulla io di solito evito di pronunciarle o di scriverle). Ora io mi chiedo: perché non vengono inserite nella lista delle volgarità frasi che insultano l'intelligenza dell'interlocutore come "Non è pubblicità, è solo per darle informazioni" ?

...Poi cerco con Google geoplan spam e cosa trovo? Una pagina di tellows con commenti di utenti che hanno avuto esperienze come la mia. Che sommo stupore.

E inoltre... una cosa: ma visto che esistono Google Maps e My Business, che sono gratis... a che serve un servizio a pagamento come Geoplan? Ehi, avrei potuto accettare l'appuntamento per farmelo spiegare. E però no, non voglio fissare un appuntamento con chi dice certe cose che, vedi su, per me sono oscene ed offensive volgarità. Tanto la mia idea TVAST, lanciata nel 2012, non ha avuto nessun successo e non ho voglia di concretizzarla da solo.

Ecco, ho appena finito di scrivere questo articolo e ricevo un'altra telefonata.

- Pronto?
- Pronto?

Quando al mio "Pronto?" c'è una che risponde "Pronto?" riattacco subito. È sempre una callcenterista maledetta.

Ecco, mi è venuta in mente una cosa con cui forse mi farò capire. Mi farò capire, in particolare, dalle callcenteriste femmine un minimo carine.
Callcenterista femmina un minimo carina, hai presente che sensazione hai quando è buio e mentre cammini per strada un gruppo di uomini a te sgraditi ti fischia, o addirittura uno di loro ti dà una pacca sul sedere o ti molesta in un modo del genere? E magari dopo averlo raccontato qualche maschio ti dice "Eh, cosa vuoi che sia, mica ti ha ammazzato o violentato! Sono altri i mali di questo mondo!"
Hai presente come ti senti in questi casi? Ecco, io mi sento più o meno uguale quando tu mi chiami e mi dici quelle cose.

Aggiornamento del 14 febbraio:

Drin drin. Squilla il telefono fisso.
Una donna chiede di me e dice di essere di Geoplan.
Dico io: "Ancora???"
Lei: "Eh sì. Lei qui risulta come persona da contattare, perché non siamo ancora passati da lei a consegnarle il materiale informativo sullo stradario"
Io: "Ma non avevo già parlato con lei? È sempre la stessa che si occupa delle telefonate, giusto?"
Lei: "Sì, se ha parlato con qualcuno ha parlato con me"
Io: "Credevo di averglielo fatto capire: le informazioni, che vengono date allo scopo di vendere, sono comunque pubblicità; dal punto di vista legale lo sono; quindi è illegale chiamare chi come me non ve ne ha dato l'autorizzazione, e che come me è iscritto al Registro delle Opposizioni; e le avevo già consigliato quindi di trovarsi un lavoro onesto. Lo faccia al più presto, mi raccomando."

Impareranno mai?
Non senza sanzioni efficaci, ahimè.
Intanto io, col mio umile contributo, do la mia umile sanzione - quando ho voglia - con questo blog.