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03 febbraio 2014

Sperimentazione animale?

La sperimentazione animale (spesso abbreviata "SA" nei blog e forum in cui se ne parla) è un argomento controverso per due motivi:

- Pochi sanno cosa avviene veramente nei laboratori, visto che non è fra gli argomenti preferiti dei mezzi di informazione

- La maggior parte delle persone che parlano di questo argomento diffondono informazioni false e senza obiettività

- È un argomento delicato che si presta ad essere discusso sull'onda dell'emozione, che prende il sopravvento sul desiderio di conoscere la verità

A chi non ha voglia di raccogliere altri pareri rispetto a quelli a propria disposizione, e ormai ha già deciso quali sono i propri guru e le proprie fonti di informazioni ho poco da dire.

A chi invece vuole farsi un'idea che più possibile si avvicini alla verità nonostante il rischio di doversi ricredere, consiglio di discutere l'argomento sia in un forum anti-SA, sia in un forum pro-SA (intendendo  "forum" in senso lato, cioè un qualsiasi luogo online dove c'è la possibilità di discutere, ad esempio un blog con possibilità di commentare).

Un blog pro-SA i cui gestori mi sembrano in grado di sostenere una conversazione e parlare con cognizione di causa senza pregiudizi e senza insulti o snobbismi gratuiti nei confronti di chi si atteggia altrettanto educatamente è "A difesa della sperimentazione animale", il cui indirizzo è


Ripeto: i GESTORI. Su naviganti che visitano il sito e commentano naturalmente non posso dire nulla: anche fra loro c'è gente che non sa conversare costruttivamente. Ma per raggiungere il proprio scopo, e cioè una maggiore conoscenza, occorre lasciar perdere i polemici e dare attenzione chi è disposto a un vero dialogo.

Un blog critico sulla SA che ho scoperto recentemente è "Sperimentazione animale: riflessioni scientifiche", che si trova all'indirizzo


Riporto il commento di un gestore del sito in una discussione:

La lotta tra invasati non ci interessa particolarmente. È una cosa con cui purtroppo abbiamo a che fare da quando abbiamo deciso di aprire questo blog: avere a che fare da una parte con animalisti estremisti che utilizzano la scienza in modo improponibile e dall’altra pro-s.a. invasati, spesso altrettanto ignoranti, spesso paurosamente di parte, che difendono a spada tratta la s.a. senza se e senza ma.

Entrambi i blog sono gestiti da professionisti nel campo della medicina e della biologia.

Credo che per chi vuole farsi un'opinione sulla sperimentazione animale sia molto meglio visitare questi blog che raccogliere slogan o guardare foto di dubbia provenienza.

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E ora parliamo di  un argomento più specifico: la sperimentazione animale contestuale alla messa in commercio di nuovi prodotti che con buona approssimazione si possono dire inutili, visto che quelli già attualmente esistenti vanno benissimo. Vale a dire cosmetici e detersivi.

Immagino che le case produttrici dei suddetti inutilmente nuovi prodotti creino nuove molecole più che altro per questioni di markeing, per poter dire nei loro spot pubblicitari "nuova formula". Affanculo la nuova formula.

A tal proposito la legislazione ha fatto un mezzo passo in avanti, che puoi leggere a questa pagina del sito "AgireOra".

19 gennaio 2014

Ops. Non sai di cosa stai parlando. Riaddormentati, alternativo supercazzolaro

Questo è un articolo che sostituisce le pedate nel sedere che darei a chi vuole fare l'alternativo e sa benissimo di non sapere ciò di cui parla.

Attenzione.
Non sto dicendo che io so e tu no.
Non mi sto neanche lamentando del fatto che sei ignorante.
Mi lamento perché tu mi stai prendendo in giro. E il fatto che cerchi di nasconderlo a te stesso oltre che a me non ti rende più onesto intellettualmente.

Prendiamo un discorso a caso.

Per motivi che tu solo sai, per dimostrarmi la incontrovertibile logica su cui si baserebbe una qualche branca di una medicina alternativa, a un certo punto mi parli di un corpo (di un umano o di un oggetto) che "ha una frequenza".
Io ti chiedo di quale tipo di frequenze stai parlando.
Tu mi rispondi che non lo sai esattamente.
Tento sinceramente di aiutarti, ricordandoti che "frequenza" significa semplicemente "quantità di ripetizioni di un evento in un dato lasso di tempo", e quindi forse intendevi dire che quel corpo emette delle onde a una certa frequenza.
Sollevato, mi rispondi che sì, intendevi quello.
Ti chiedo allora a che tipo di onde ti riferivi.
Mi rispondi "Elettromagnetiche".
Ti chiedo se hai presente cosa siano le onde elettromagnetiche, così magari puoi spiegarmi il nesso col discorso con cui eri partito.
Arrrcamiseria. Non lo sai. E ti sto guardando, non siamo in chat, quindi non hai neanche tempo di consultare Wikipedia di nascosto veloce. La magra consolazione è che zia Wiki non ti servirebbe a giustificare la tesi che stavi sostenendo e per la quale hai tirato fuori la parola prezzemola pseudoscientifica del 2000, ste cazzo indiavolato di frequenze.

E ora?
E ora si sa, vuotarti sul muso il contenuto del mio bicchiere io non devo assolutamente, altrimenti sono io il cafone. Mica tu l'ignorante che invece di studiare o chiedere insegna non si sa bene cosa. Mica tu il supercazzolaro che parla tanto per parlare e per girigogolo-spiegare le robe metafisiche con la fantafisica. Mica tu quello che parla e attenzione a contraddirti, perché chi ti contraddice è una vittima oppure un amico dei debunker rettiliani iscritti al club Bilderberg al soldo delle multinazionali (specialmente le banche e le case farmaceutiche) tanto cattivi da collaborare al nuovo ordine mondiale e nascondere la verità sull'11 settembre nonché tanto insensibili da non riconoscere i bambini indaco.

Ma dico... Cioè... Io non l'ho fatto apposta, ma ormai che ci siamo... Ormai che dopo averti rivolto delle innocenti domande ho fatto danno, e t'ho fatto rendere conto che non sai di cosa stai parlando, che ne dici di astenerti da divulgare una materia prima di conoscerla?

No.
Non vuoi.
Vuoi continuare a ripetere a pappagallo pappapollo le minchiate che hai letto su Internette.

Vuoi ora gridare al gombloddo, ora gioire per la nuova cura per il cancro a base di distillato di calendula, e dire ai tuoi amici di Facebook "Condividi prima che sia censurato" e smuoverli dal sonno della ragione, gregge omologato che non sono altro, maiuscolando SVEGLIAAAAAAAA!!!!!1!!1!!!

Ma sveglia de che?

Vediamo se capisci così: hai presente cosa diresti a un impasticcato che ti telefona alle 2 e mezzo di notte per invitarti a svegliarti per fare non si sa bene cosa non si sa bene perché?

Ecco, appunto. Semmai tu riaddormentati.

05 gennaio 2014

Possibili nuove cure? Se non sei esperto, almeno impara a leggere

Poco fa ho visto che qualcuno aveva condiviso su Facebook un articolo intitolato "L’Italia radia Simoncini dall’Albo mentre negli USA si studia il Bicarbonato". L'articolo si trova a questa pagina.

Io non so se il metodo Simoncini funzioni. Ma il suddetto articolo è pura spazzatura, e lo si capisce sia dal titolo che dal linguaggio usato. Non mi riferisco alla semplicità delle parole scelte (che è certamente buona cosa se ci si rivolge a chi non è del settore) ma alla vaghezza dei concetti espressi e alla conseguente confusione fra concetti differenti.

"A quanto pare, aveva ragione l’oncologo italiano Tullio Simoncini"

"Aveva ragione". Aveva ragione a dire cosa? A dire che il bicarbonato è alcalino? A dire che intorno ai tumori c'è ambiente acido? A dire che la terapia a base di bicarbonato è efficace? Non viene specificato. Già questo basterebbe per dire che l'autore ha scritto l'articolo come si commenta una partita al bar sport. Peccato che l'argomento sia molto più importante e delicato.

"L’Italia radia Simoncini dall’Albo mentre negli USA si studia il Bicarbonato". Com'è d'effetto la forma impersonale "si studia". Così sembra che in tutte le università americane si stia studiando quel metodo. Invece nell'articolo si parla di una singola persona che sta studiando (e non "applicando sui pazienti", che è cosa ben diversa) questo metodo, per vedere se funziona oppure no.

La divulgazione sui metodi di cura è una grande responsabilità. Le lamentele sul modo di fare informazione dei giornali e delle televisioni sono state in passato e sono tutt'ora così frequenti da essere diventate un luogo comune. Adesso che l'informazione è anche in mano a noi, evitiamo di usare la stessa superficialità di cui abbiamo accusato i giornalisti.
Prima di schierarsi e tifare a favore di una persona che dice di aver ideato un metodo per curare una malattia grave, divulgarne pubblicamente il buon operato, e magari accusare di scarsa apertura mentale chi non è d'accordo, bisogna essere MOLTO esperti in quella materia. Ad esempio, rimanendo nell'ambito della cura oncologica, per divulgare la validità di un metodo penso si debba essere un oncologo oppure un medico che abbia una sufficiente esperienza nell'analizzare l'attendibilità degli studi scientifici.

Comunque sia, quando non si è esperti dell'argomento di cui parla un articolo che stiamo leggendo, se non altro si può avere il primo importante filtro: quello che ci fa valutare la forma, la logica, la chiarezza, e che ci permette quindi di riconoscere se l'articolo è degno di attenzione dal modo in cui l'autore parla.

A un sacco di naviganti farebbe bene imparare a leggere gli articoli per non farsi prendere per le mele da chi scrive tanto per scrivere, o da chi scrivere per difendere una persona o una teoria senza se e senza ma.

16 novembre 2013

Scienza, non scienza e scemenza

Non credo che la scienza sia tutto. Neanche in medicina. Credo che usare solo metodi di cui è appurato il funzionamento su base scientifica (e cioè con pubblicazione su rivista scientifica, quindi con revisione peer to peer, magari in una rivista con alto impact factor) significherebbe rinunciare a una grande quantità di metodi utili e che ritengo funzionanti. Alzi la mano chi non continuerebbe a usare qualcosa di cui vede personalmente i tanti e ottimi risultati (così eclatanti da non poter essere spiegati con l'effetto placebo), anche non in presenza di una validazione scientifica.

Però non mi metto a dare spiegazioni funambol fumanbolesche. Se una cosa non la capisco fino in fondo magari formulo un'ipotesi su come funziona. Senza scomodare leggi della natura che non c'entrano nulla e che riguardano tutt'altri fenomeni, e non traslabili con giochi di parole. E soprattutto senza usare parole di cui non conosco il significato.

Si tratta di accorgimenti che, se non usati, rendono una persona tanto più inascoltabile quanto maggiore è la convinzione con cui pseudo-difendono le proprie tesi, come ho spiegato nell'articolo di Psicoperformance "Caro divulgatore un po' affrettato".

Non so quanto ti sarà utile inviare il link di questo articolo a una persona che ti ha riempito di balle pseudoscientifiche.
Non ti seguiva.
Non seguirà neanche me.
Crede o si sforza di credere che siamo io e te a non seguire la sua logica mutante. Fa un po' il ragionamento che fece una mia compagna di scuola elementare: "io vado a casa" o "io vado ha casa"? L'acca si mette quando è "avere". Ma io la casa ce l'ho, quindi l'acca ci va.
Nel mondo dell'infanzia questo tipo di ragionamento fa tenerezza, l'errore viene corretto e il bambino impara, anche perché è disposto a imparare. Tragica la storia è invece quando una roba del genere la senti dire da un adulto (sostituisci l'avere e l'acca con la natura corpuscolare/ondulatoria dell'elettrone da cui si deduce che quando esco da casa mia il mio divano cessa di esistere pur essendo troppo peso per i ladri). Infatti molti ex-ragazzi a loro tempo allergici ai libri di scuola hanno pensato che il modo migliore di rimettersi in pari è dare una sbirciata a qualche blog o video di YouTube new-age style. Soddisfatti delle stupidaggini apprese o delle verità fraintese, a differenza dei bambini, sono pronti per la loro missione, nome in codice "meno so, più insegno".

Ho sempre pensato che il miglior modo di tentare di recuperare queste persone a far uso della propria intelligenza e onestà intellettuale (perché in fondo lo sanno che chiacchierano del niente lessato in salsa fuffotta) sia non contraddirli sulle loro tesi, ma far loro domande su cosa intendono esattamente con quelle frasi e parole.

Se l'interlocutore non s'arrabbia subito per il fatto che gli hai domandato chiarezza (potrebbe darti del bacchettone pur essendoti messo tu in posizione di ignorante che appunto fa semplicemente domande senza contraddire), potrebbe aprirsi una strada che ti permetterà di fargli capire alcuni concetti che riassumo di seguito.

1)

La SCIENZA non va confusa con:

- l'aneddotica
- i risultati potenzialmente alterati da effetto placebo
- l'affrettata interpretazione del risultato di esperimenti, scoperte, notizie

2)

Per DIMOSTRARE qualcosa non è sufficiente ad esempio:

- affermare che "lo sanno tutti"
- dire che è scritto su quella rivista, o libro, o sito Internet o che è stato detto in televisione
- dire che non è mai stato dimostrato il contrario
- andare "a naso"
- seguire un "ragionamento logico" (a meno che l'argomento sia matematica o statistica o logica)
- far notare poetiche analogie, metafore, similitudini

3)

Una OPINIONE merita rispetto se si differenzia dal DELIRIO, quest'ultimo riconoscibile quando la persona ad esempio:

- non ha chiara l'opinione stessa, dato che nell'esporla fa una gran supercazzola, e dato che alla richiesta di specificazioni su cosa intende esattamente si scopre che non conosce neanche il significato dei termini che stava usando
- gioca con una parola fingendo che abbia lo stesso significato in campi diversi quando così non è

4)

Si può fare diagnosi di IGNORANZA quando una persona ad esempio:

- dalla scoperta di un fatto in un dato campo deduce che senza dubbio valga lo stesso per altri campi o per tutt'altre grandezze
- fonda la propria tesi su un documento che ha letto e di cui non ha capito il significato
- nega una appurata evidenza, non riconoscendola come tale perché non ha studiato l'argomento né ha intenzione di farlo
- afferma che la statistica non è una scienza esatta
- afferma che la realtà è un'illusione

5)

La PAZIENZA CON L'IGNORANTE da parte di una persona esperta (o che si sia informata presso una persona esperta o presso una fonte scientifica) ha una qualche possibilità di potersi considerare ben spesa se l'ignorante non ne abusa, e cioè se evita di comportarsi nei seguenti modi:

- mettersi non un gradino sotto, ma un gradino sopra, trascurando l'importanza di avere delle basi culturali in quella materia per sostenere una tesi
- difendere la propria opinionie-delirio e tentare di insegnare anziché tacere ed ascoltare, aprofittando dell'occasione per imparare qualcosa
- dire che è questione di opinioni, e che ognuno la vede a modo suo
- eruttare uno o più mantra complottistici del tipo "tu credi a tutto quello che ti dicono" o "sei al soldo delle multinazionali" o "sei chiuso"

Comunque io sono chiuso, sì. Nei confronti degli iscritti al club Nuova Scienza Bimbiminchia.

Prima un po' di tempo ce lo perdevo.
E tutto è energia.
E tutto è frequenza.
Sì, andiamo avanti.

Cercavo di insinuare spunti di ragionamento che potessero indurre un dubbio sul metodo di indagare la realtà.
E la realtà cambia a seconda di come la osserviamo.
E gli oggetti sono onde.
E allora ho pensato di investire su un articolo e di inviare il link, vada come vada.

Prima pazientavo. Poi...
E le vibrazioni.
E allora sai, certe volte accade che ci sia bisogno di andar via, e lasciare tutto al fato...

22 luglio 2011

Otturazioni con amalgami al mercurio - riferimenti e consigli

Qualcuno ancora continua a dire che non ci sono studi scientifici per affermare la nocività degli amalgami al mercurio usati per le otturazioni. Lo affermano purtroppo vari dentisti e lo sostiene l'ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani).

Chiunque metta in dubbio la pericolosità delle otturazioni con amalgami (ovvero tutte quelle di colore scuro) evidentemente è in malafede oppure non si è mai interessato veramente all'argomento.
Se vuoi della documentazione a riguardo puoi chiedere all'ottimo dott. Miclavez, che si occupa dell'argomento da molti anni. Il suo sito è


Inoltre, vedi alla fine di questo post.

Come sapere se le tue otturazioni dentarie sono fatte con amalgami, e quindi contengono mercurio?

E' sufficiente osservarle: se sono scure, si tratta di otturazioni di quel tipo. Che vanno assolutamente tolte e sostituite con otturazioni bianche.


Cosa fare se hai uno o più amalgami in bocca ?

ATTENZIONE: non scegliere un dentista a caso. Devi assicurarti che il dentista che ti toglierà l'amalgamo lo faccia in protocollo protetto, altrimenti la rimozione crea più danni che tenersi l'otturazione.

Il protocollo protetto prevede l'uso di
·  diga, per evitare che frammenti di otturazione vengano a contatto con il cavo orale e/o ingoiati
· un potente aspiratore, per evitare che i vapori tossici che si creano nel momento dell'estrazione dell'otturazione vengano respirati dal paziente (e anche dall'operatore)

Come cercare un dentista competente per la rimozione?
  • Telefona a un dentista
  • Digli che hai in bocca otturazioni fatte con amalgami, e chiedigli se secondo lui è meglio toglierli. Se ti dà una risposta del tipo "non rappresentano un pericolo, ma se vuoi te la tolgo" salutalo e passa a un altro (perché un dentista che non dà importanza ai danni dell'amalgama è probabile che non usi neanche il protocollo protetto). Se invece ti dice "Sì, è meglio toglierli", prosegui la telefonata...
  • Digli che, da quanto hai letto su Internet, senza alcune precauzioni togliere un amalgama è peggio che lasciarlo, e chiedigli di quali precauzioni secondo lui c'è bisogno. Se ti risponde annoverando fra le precauzioni solamente la diga, salutalo e passa a un altro dentista. Se ti dice che usa la diga e l'aspiratore, prendi pure appuntamento con lui.

E se hai più di un amalgamo?

Non toglierli tutti in una seduta: togli un amalgamo al mese.

Cosa fare subito dopo la seduta di rimozione dell'amalgamo?

Dopo la rimozione dell'otturazione, fai subito una doccia e metti a lavare tutti i vestiti che indossavi.

NON RIMANDARE. TOGLI GLI AMALGAMI PRIMA POSSIBILE.

Fissa un appuntamento per la rimozione degli amalgami.

E anche anche un appuntamento per le analisi del sangue:


Prima di fissare un appuntamento dal dentista organizzati in modo da poter eseguire, entro 72 ore dalla rimozione dell'otturazione, le analisi del sangue per individuare eventuali tracce di mercurio in circolo.

La presenza di mercurio nel sangue, quindi l'intossicazione da mercurio è segno che il dentista non ha eseguito il lavoro di estrazione con le dovute precauzioni. Se malauguratamente questo dovesse essere l'esito dei tuoi esami ematici, potrai denunciare il dentista e chiedergli un risarcimento danni (ma SOLO se ti sei sottoposto a esami ematici entro 72 ore, perché dopo tale periodo il mercurio eventualmente presente non si trova più nel sangue, essendosi depositato sugli organi.. a quel punto il mercurio sarà rilevabile solo col mineralogramma, e non sarà possibile provare che la responsabilità della sua presenza è del dentista che ha effettuato l'estrazione dell'amalgamo)

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Se sei nuovo al tema della pericolosità delle otturazioni al mercurio, vietate in Italia purtroppo solo per i bambini sotto i 6 anni e per le donne incinta, puoi reperire tantissimo materiale su Internet. Ad esempio:

- guardare questo documentario che ho realizzato nel 2011:



- guardare su YouTube vari altri video sull'argomento

- visitare il sito di Cristiana Di Stefano, una delle migliaia di pazienti i cui sintomi sono enormemente migliorati dopo la rimozione degli amalgami in protocollo protetto, che dal 2005 si batte per dare informazioni e per far proibire l'uso di questo tipo di otturazioni dentarie

05 luglio 2010

Obama tiene lontani i media dalla zona del disastro petrolifero

Traduco parte della newsletter del formatore statunitense Joseph Riggio sul presidente USA Barak Obama e il disastro ecologico nel Golfo del Messico causato dalla società londinese British Petrolium.

Obama ha voluto sacrificare la libertà di stampa per salvaguardare i suoi buoni rapporti con la BP.

Già è noto il modo in cui si può fermare il petrolio che sgorga alla velocità di circa 80.000 barili al giorno: i russi sanno come tappare un pozzo che crea questo tipo di problemi, infatti operazioni del genere sono state fatte più di una volta.
Ma farlo provocherebbe una grande difficoltà o l'impossibilità di usufruire del petrolio rimanente.

Questo disastro avrà, fra l'altro, ripercussioni sulla catena alimentare per chissà quanti decenni, ma a Barak Obama questo non importa più di tanto.

Ma non è tutto. Obama ha proibito a giornalisti, fotografi, blogger, essenzialmente chiunque sia connesso coi media, di portarsi a una distanza minore di 20 metri da:
- zampilli di petrolio
- barche
- operazioni di pulitura
Trasgredire questo obbligo è messo alla stregua di un crimine, e viene punito con l'arresto e una multa fino a 40.000 dollari.

Così è calpestato il Primo Emendamento e la Costituzione degli USA.

Insomma... per salvaguardare la reputazione della BP e dell'amministrazione Obama, non possono essere fatte foto o girati filmati di animali coperti di petrolio, zampilli di petrolio sulle acque del Golfo, o operazioni di pulitura delle spiagge di Louisiana, Alabama, Mississipi, Florida.

Questo per frenare un'opinione pubblica che pretenderebbe più impegno nel risolvere il problema.
Ma... ehi, questo potrebbe impedire il profitto, o far spostare l'attenzione dal disastro che Obama ci dice essere un grande passo in avanti con il Piano di Cura della Salute che non c'è stato... Essenzialmente non rafforzare il ruolo delle compagnie di assicurazione sulla salute e penalizzare chiunque non possa permettersela o non vuol farla.

05 aprile 2010

Cartelloni pubblicitari lungo le strade...

Mi sono imbattuto oggi su un interessante articolo di Roberto Botturri.

Cito:

Vi siete mai chiesti perché appena si passa il confine il paesaggio si trasforma? Vi siete mai chiesti perché l'Alto Adige, o la Svizzera o l'Austria o la Francia o la Baviera siano così piacevoli?

L'articolo intero è nel sito di Roberto Botturri.

Aggiornamento del 3.5.2017: la suddetta citazione adesso è contenuta non si trova più nel sito su linkato, ma su questa pagina, che cita come fonte "Il Giornale di Reggio".
Adesso nel sito di Roberto Botturri c'è una frase simile, e cioè:
Vi siete mai chiesti perché il rientro dall’Austria in Val Pusteria non è soggetto allo shock paesaggistico come il rientro da tutti gli altri valichi di confine?