28 agosto 2016

Divieto del burkini: coerenza di chi l'ha voluto vorrebbe ben altro

Nota: se decidi di leggere questo articolo, leggilo fino in fondo. Se lo leggi fino a metà, o anche fino a 3/4 è probabile che tu capisca il contrario di quello che voglio dire.

In alcuni comuni francesi è stato vietato il burkini, cioè il costume per donne islamiche che copre il loro corpo dalle caviglie al collo, con l'aggiunta di un copricapo.

Il motivo dichiarato del divieto sta nel fatto che con tale indumento viene manifestata l'idea secondo cui il corpo della donna sarebbe qualcosa da non mostrare in quanto impuro, idea incompatibile coi valori della Francia.

Ho visto poi questa immagine:



Che differenza c'è fra una suora in spiaggia completamente coperta tranne viso e piedi e una donna islamica in spiaggia col burkini?

Ho provato a dare una risposta: magari la differenza sta in ciò che nella maggior parte di volte accade per una suora e ciò che nella maggior parte di volte (credo) accade per una donna islamica.

Per una suora, andare così coperta in ogni luogo, spiaggia compresa, è una regola da accettare se vuole rimanere suora, cosa non obbligatoria. Non solo non è obbligatoria per legge, ma neanche esiste un obbligo morale e sociale. Se una suora decide di tornare allo stato laicale, con le sue ex-consorelle e con tutte le persone di chiesa con cui aveva rapporti fino a quel momento può continuare ad esserci amicizia e cordialità. Analogamente coi suoi genitori e altri parenti.

Per una donna islamica invece non è così. Se passa dal rispetto dei dictat islamici alla vita cosiddetta "all'occidentale", è altamente probabile che le persone islamiche con cui aveva avuto rapporti interpersonali fino ad allora tentino di farla sentire in colpa. Secondo loro andare in giro coperta non è il risultato di una scelta che potrebbe essere fatta oppure non fatta, come per le donne che scelgono di diventare suore. È un obbligo morale per tutte le persone che appartengano al sesso femminile e un requisito per essere rispettata. E spesso non si tratta di un ristretto gruppo di persone bigotte che semplicemente "lasciale perdere": fra queste persone ci sono anche i parenti più stretti, che talvolta la puniscono picchiandola o ammazzandola.

Sì, anche i parenti della suora potrebbero prendersela a male se lei lasciasse il velo. Ma questo accade molto più di rado e sempre più di rado. Le ordinanze di divieto del burkini sono state emesse, come tutti i provvedimenti legislativi dovrebbero essere emessi, sulla base di una valutazione quantitativa e soggettiva.
Soggettiva, perché è impossibile avere un'opinione giusta in assoluto su qual è il limite che può raggiungere un gruppo di persone nel diffondere un messaggio incivile (do per scontato che il messaggio sia incivile perché non è questo il tema dell'articolo).

Faccio un esempio più eclatante.
Prendiamo l'infibulazione, una pratica orrenda che viene da una tradizione e non da una religione, contro la quale credo saranno contrari tutti quelli che mi leggono, musulmani compresi.

Libertà di pensiero e di parola significa anche libertà di diffondere l'idea secondo cui è giusta l'obbligatorietà per tutte le bambine di subire l'infibulazione?

Una persona che ha questa opinione ha il diritto di pensare in questo modo?
Ha diritto di insegnare quest'idea ai suoi figli e nipoti?
Ha diritto di divulgare quest'idea fra i suoi amici?
Ha diritto di fondare una scuola di meditazione o simili, fare vari adepti su cui ha una grande influenza, e parlar loro dell'infibulazione convincendoli che è giusto renderla obbligatoria?
Ha diritto di fondare un gruppo Facebook raccogliendo 25mila iscritti, che si fanno persuadere da quell'idea?
Ha diritto di andare in giro con una maglietta con scritto "Se vuoi che tua figlia non sia impura, falle l'infibulazione", e lanciare fra i suoi adepti questa moda, al punto che nella  tua città inizi a vedere un sacco di persone con questa maglietta, parli con la gente e ti accorgi che 2-3 su 10 sono stati persuasi da questa idea?
Ha diritto di spiegare questa idea ai bambini della scuola elementare in cui è maestro? Sì, mi ero scordato di dirtelo: è un maestro elementare (mica ci sono leggi che impediscono a una persona di insegnare solo perché la pensa diversamente da te)?
Ha diritto di fondare un'associazione che promuove l'infibulazione che raccoglie milioni di associati in tutto il mondo (No, non è super-fantascienza, vedi più avanti)?

Alle prime domande che ti ho fatto probabilmente hai risposto di sì. Leggendo domande successive la tua voglia di rispondere di sì ha subito una frenata, ma ha prevalso il tuo orgoglio democratico sul disgusto nei confronti di una pratica incivile, che pure in cuor tuo censureresti volentieri, e quindi hai continuato a rispondere di sì.
Successivamente, se hai a cuore il senso civico di una popolazione in cui sei immerso e in cui sono immersi i bambini di oggi e adulti di domani, hai capito che a tutto c'è e ci deve essere un limite.

Dopo l'ultima domanda ti ho detto che non è super-fantascienza perché un movimento di pensiero (religioso o no poco importa) che porta con sé un'idea dannosa per le persone e che è molto, molto diffuso esiste già: i testimoni di Geova, quelli che preferiscono far morire una persona piuttosto che farle fare una trasfusione di sangue.
Si pensa che tutto sommato siano innocui perché sono "solo" circa 8 milioni nel mondo, e perché la loro idea sulle trasfusioni viene bypassata dai medici che comunque le eseguono senza dar loro retta, anche quando si tratta dei loro figli.

La pratica dell'infibulazione, invece, non è così controllabile dalle istituzioni. La legge lo impedisce, ma è difficile beccare chi la esegue.

Quindi che si fa? Si piazzano i microfoni nascosti in tutte le case e in tutte le scuole per beccare e punire chi parla bene dell'infibulazione, previa varo di un'apposita legge?
No, finché a sparare queste idiozie sono quattro gatti con pochissimo seguito.
Ma quando il fenomeno si dovesse diffondere in maniera preoccupante, è giusto porvi un freno a difesa del vivere civile. Il Consiglio di Stato Francese ha detto che un divieto dev'essere giustificato dal comprovato rischio di un pericolo. Ma un pericolo non è solo un vaso che ti cade in testa o un terrorista che si fa esplodere. Pensare in maniera incivile porta a vivere in maniera incivile, e questo è palese e non necessita di dimostrazioni specifiche. Se un genitore pensa che sia giusta l'infibulazione, in barba alla legge, probabilmente la farà eseguire su sua figlia. Non bastano i divieti. Su certe cose occorre agire anche sulla diffusione delle idee.

Un atteggiamento fascista?

Il fascismo prevede la non libertà di parola, di stampa e di associazione, quando ciò significa promuovere idee contrarie a quelle del governo.

Tutt'altra cosa, esattamente opposta, è il divieto di diffondere idee anti-libertarie. Divieto che in Italia esiste. È la legge Scelba, che individua il reato di "Apologia del fascismo". Una legge antifascista che impedisce a gruppi di 5 o più persone di promuovere il pensiero del fortunatamente disciolto partito della vergogna per eccellenza.

Lo spirito della legge Scelba è impedire che l'inciviltà di eventuali persone liberticide con grandi doti persuasive possa contaminare il pensiero di persone deboli e facilmente persuadibili, inculcando nella loro testa un'idea contraria ai diritti fondamentali dell'uomo, quindi danneggiando la loro integrità di persone civili, e danneggiando potenzialmente le persone con cui avranno a che fare, a partire dai figli.

Tornando alla questione Burkini, se davvero, come dichiarato da chi l'ha vietato, l'intenzione è impedire la diffusione di una mentalità contraria ai valori della Francia che riguardano la libertà, allora vietare solamente un costume da bagno è assolutamente riduttivo e quindi appare come un provvedimento di facciata.
Coerenza vorrebbe che fosse proposto il divieto dell'insegnamento dell'Islam e di costituire associazioni islamiche quando la chiave di lettura del Corano comprenda valori contrari a quelli della Francia e dei paesi democratici in generale, e cioè superiorità dell'uomo nei confronti della donna e il corpo della donna come qualcosa di impuro.

26 agosto 2016

Come sbloccare un cellulare

cambiare compagnia tel di un cell bloccato
Un cellulare "bloccato" è, nella più comune delle accezioni, un cellulare che è stato predisposto dal produttore per funzionare solamente con una SIM appartenente a una certa compagnia telefonica.

Esiste però il modo di sbloccare un cellulare, e di poterlo usare quindi con qualsiasi SIM, grazie ad alcuni servizi online (vedi più avanti).

Se si tratta di un cellulare usato la prima cosa da fare (e questo vale anche se non è bloccato) è controllare che non sia inserito in una blacklist. Puoi farlo per pochi dollari presso il sito Chickmend. È importante, in quanto se il cellulare è stato rubato e la persona che ha subito il furto ha comunicato alla compagnia telefonica l'apposito codice per renderlo inservibile, il cellulare è semplicemente irrecuperabile e da buttare (quindi è bene eseguire questo controllo prima dell'acquisto!).

Il passo successivo è usufruire, sempre per pochi dollari, di un servizio online che ti fornisce via email il codice di sblocco di cui necessiti.
Questo servizio è offerto ad esempio da

www.unlockunit.com
www.gsmzambia.com (ti spediscono una chiavetta USB per l'operazione di sblocco)
www.samsungcodesource.com (solo per cellulari Samsung)

Sui suddetti siti web ci sono le istruzioni - in inglese ma comunque semplicissime - per la procedura e per l'acquisto del servizio.

25 agosto 2016

Dannosi post strappalacrime e simili: non abboccare!

Ogni tanto su Facebook girano catene di Sant'Antonio del tipo:

- strappalacrime
- aizza-rabbia
- fuffa-allerta
- proposte sceme
 
Lo scopo per il quale probabilmente vengono creati questi post non è quello che capiscono i boccaloni che li diffondono. Ne parlerò alla fine dell'articolo. Prima ti invito a notare alcuni aspetti. 

Non voglio stavolta richiamare l'attenzione sul fatto che devi controllare con un motore di ricerca la veridicità di una notizia o la plausibilità di una soluzione a un problema, cosa che pure è facile, veloce e doverosa.
Ti invito a fare qualcosa di ancora più facile e veloce: osservare come sono scritti questi post. Hanno sempre le stesse caratteristiche. Sono del tipo:

- Condividi questa candela per solidarietà verso le vittime della recente strage di Pincopallopoli...

- La pincopallosi è una malattia tremenda; condividi questo messaggio in segno di affetto e rispetto per i malati; il 96% delle persone non lo farà

- Giulio, un ragazzino ferito in un incidente è morto prima che arrivasse l'ambulanza, ma prima di morire ha dettato a un giornalista lì vicino questo messaggio: mamma, ti voglio bene, perdonami se ti ho risposto male bla bla bla... Diffondi questo messaggio, non cliccare "condividi", ma fai "copia e incolla"

- Se vuoi abolire le pensioni d'oro dei parlamentari condividi

- Quest'immigrato che ha malmenato e rapinato una vecchietta dopo l'arresto è stato rilasciato... condividi se sei incazzato

- Ieri la Polizia di Stato ha comunicato che su WhatsApp un messaggio che si diffonde in automatico ti chiede di cliccare su questo link... non farlo, è una truffa, e se lo fai il credito telefonico ti sarà azzerato. Massima condivisione!!

Nota che:

- Si fa appello alla solidarietà verso alcune persone, quando in realtà condividere il messaggio non apporta loro alcun beneficio.

- Si fa appello al rispetto verso alcune persone, mentre in realtà rispetto significa semplicemente non offendere, e non c'è nessuna mancanza di rispetto nell'evitare di condividere un messaggio inutile.

- Le storie raccontate sono anonime, quindi palesemente inventate.

- I messaggi offrono soluzioni facili a problemi grossi, ed è quello di cui il nostro cervello rettile va matto; purtroppo però questo non corrisponde al vero, e un clic per abolire le pensioni d'oro o mettere in carcere una persona ha efficacia non 0,1, ma proprio 0,0. Esattamente come una fiaccolata contro il terrorismo o una firma contro la droga.

- C'è una trita e ritrita implicita "sfida" con la frase del tipo "Il 96% delle persone non condividerà", uno dei trucchetti persuasivi più patetici che io abbia letto da quando conosco il web a oggi.

- Nei messaggi di allerta viene citato un comunicato di Polizia di Stato, Protezione Civile o altra istutuzione senza un riferimento a una pagina web del loro sito.

- Ci sono riferimenti temporali relativi, tipo "ieri" o "la settimana scorsa", totalmente inadatti a un messaggio la cui diffusione non ha un limite di tempo.

A volte, poi, ci sono proprio delle frasi di una stupidità stupefacente. Ma forse non così stupefacente, se si pensa al reale scopo di questi post... Che ancora no, non ti anticipo. Lo scrivo alla fine.
Prima ti riporto due esempi che ho letto in questi giorni:

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Con un cuore spezzato 💔 e lacrime 😢 nei miei occhi, io posso dire onestamente che questo è di gran lunga il momento più difficile di sempre. Io so cosa il trattamento del cancro può fare per un corpo, e a volte mi chiedo se il trattamento è valsa la pena nel lungo termine. Sembra di fare più male che bene.
Non c'è niente di più doloroso che cercando di sorridere e rimanere positivo, ma dopo la chemioterapia e la radioterapia, voi sapete che la persona è fisicamente cambiata e loro soffrono con questa tristezza. 😕 Io so che molti di voi non guarderanno e né leggeranno questo messaggio perché, ovviamente, il cancro non ha toccato te. Tu non sai cosa vuol dire avere combattuto la lotta o avere una persona amata che ha condotto una battaglia contro il cancro. 💜
Per tutti gli uomini e le donne che conosco, vi chiedo un piccolo favore e solo alcuni di voi lo faranno. Se conoscete qualcuno che ha condotto una battaglia contro il cancro e non c'è più , che sta ancora lottando o che ha superato , si prega di aggiungere questo al tuo stato per un'ora in segno di supporto, di rispetto e di ricordo. 💚❤
Copia e incolla per sostenere le persone colpite da cancro. Non condivido. Dal tuo telefono o tablet, tenere premuto il dito sul messaggio per copiare e incollare sulla tua pagina. Grazie!!
Una amica lo chiede. Ecco qua: nella nostra piccolezza, desideriamo esserle vicino con questo gesto

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Questo fine settimana doveva svolgersi ad Amatrice la 50 festa degli "Spaghetti all' Amatriciana" piatto conosciuto in tutto il mondo e nato proprio nel paese distrutto dal terremoto. Chiedo a tutti i ristoranti, pizzerie, feste paesane o dove si possa mangiare in questo fine settimana, di poter cucinare gli "Spaghetti all'Amatriciana" e con la vendita, dare il ricavato per aiutare le persone colpite dal terremoto!!
Grazie
Aiutatemi a diffondere il messaggio, copiandolo e incollandolo nella vostra bacheca.


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Per chi non si fosse accorto del grande carico di stupidità contenuto in questi due messaggi:

- Se una persona non legge il messaggio significa che ovviamente non ha conosciuto il cancro? Ovviamente un corno. Forse non lo legge semplicemente perché non gli è passato sotto agli occhi.

- Se conosco una persona che ha combattuto o sta combattendo contro il cancro, da parte mia condividere questo messaggio è il contrario di quello che devo fare. Alla sua malattia già ci pensa a sufficienza, se è ancora vivo, e non facco certo una buona cosa a ricordargliela. Devo semmai portare la sua attenzione su qualcosa di più piacevole. Stessa cosa per i parenti di una persona morta.

- Una amica lo chiede? Se rimane anonima significa che questa amica non esiste. Ed è meglio così, perché si tratterebbe di un'amica che ha avuto un'idea davvero fuori luogo.

- Chiedere ai ristoratori che??? Non si capisce cosa significhi chiedere "di poter cucinare gli Spaghetti all'Amatriciana". Poter? Nel senso che vuoi che ti facciano usare la loro cucina? No, probabilmente dicendo "poter cucinare" intendevi semplicemente "cucinare". Quindi vuoi che i ristoratori cucinino la pasta all'Amatriciana (se ordinata? Con menù fisso?) e dare ai terremotati il guadagno corrispondente... Ma molto più semplicemente si può chiedere ai ristoranti di devolvere una percentuale dei guadagni ai terremotati (indipendentemente dal tipo di piatto cucinato, così magari si può fare del bene senza crudeltà verso gli animali)... Ma altrettanto semplicemente i ristoratori potrebbero risponderti, giustamente: "Vuoi fare beneficenza con i soldi degli altri? A fare la beneficenza mia ci penso io, tu pensa alla tua".

...Sorvolando sulla sintassi.

Se leggi un post su Facebook che ti ricorda quanto hai letto in questo articolo, tieni contodi quanto sto per dirti.
  • Diffondere un messaggio di solidarietà non significa fare qualcosa di buono. Anzi. Diffondendo messaggi del genere tu fai l'opposto: condividerlo dà a te e agli altri che lo faranno una falsa sensazione di essere stati bravi per un'azione che non porta benefici, contribuendo a "scaricare le batterie" della solidarietà. In altre parole, se a una persona dai la sensazione di aver fatto una buona azione, probabilmente sentirà un minore bisogno di farne altre. Potrebbe pensare "La mia buona azione quotidiana l'ho fatta, sono a posto". Un'informazione o una proposta benefica è quella che spinge la gente a sentirsi responsabile delle cose concrete e quindi spingerla a fare qualcosa di concreto. A frugarsi in tasca quando c'è bisogno di soldi; ad alzare il sedere quando c'è bisogno di fare. Altrimenti, vedi su, è un'informazione/proposta dannosa.
  • Se diffondi un post facendo "copia e incolla" anziché usare la funzione "condividi", un messaggio che parla di una brutta esperienza può impaurire i tuoi amici, che lo interpreteranno come riferito a te almeno all'inizio della lettura (e successivamente penseranno "ma vaffanculo, m'hai fatto preoccupare per nulla!"). Tipico esempio è il messaggio che ho riportato sopra e che parla di una malattia. Non è affatto bello far star male inutilmente le persone che ti vogliono bene, anche se si tratta di pochi secondi. L'autore del testo ha evidentemente usato questo subdolo trucchetto per fare in modo che il messaggio acchiappi l'attenzione e venga letto fino in fondo.
  • Ti sei mai chiesto perché alla fine dei messaggi come questo si legge il suggerimento di copiare e incollare anziché condividere? Il motivo te lo dico io: se venisse usata la funzione di condivisione non solo il messaggio desterebbe meno attenzione rispetto alle parole che a prima vitsta appartengono a chi le ha postate, ma tutti i lettori sarebbero in grado di scovare l'autore originale e chiedergli chiarimenti, oppure coprirlo di meritate critiche, ostacolando così la diffusione del post. Questo metodo è usato quando il messaggio è solo testo e la sua persuasività sta nella tragicità del racconto, che porterebbe appunto a chiedere lumi all'autore, mentre non è usato quando vengono diffusi messaggi sotto forma di immagine che contengono un testo a carattere opinionistico e politico, che quindi spingono molto meno le persone a rivolgersi all'autore...
...E a proposito dell'autore e dei suoi metodi, come promesso, ti rivelo qual è, con grande probabilità, lo scopo di certe catene di Sant'Antonio.
Come ho spiegato, lo scopo non può essere aiutare qualcuno. Non può essere risvegliare le coscienze. Non può essere risolvere o prevenire un problema. E tanto meno può essere rendere omaggio o portare rispetto a una persona. Anzi, l'autore di questo tipo di messaggi compie una grande mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza di chi lo leggerà.
E alllora perché lo fa?

Potrebbero essere dei TEST.

L'autore vuole sperimentare le reazioni. Scrive probabilmente molti messaggi di vario tipo, di cui poi osserva la potenziale viralità. Osserva cioè quanto ognuno di essi fa presa sulla gente, guardando quanti dei suoi migliaia di amici abboccano facendo copia e incolla o quante persone, anche non sue FB-friend, lo condividono (in quest'ultimo caso Facebook dice proprio, sotto il post, il numero di condivisioni che sono state fatte).
In base a questo può trarre delle conclusioni: "fra tutti i messaggi che ho scritto, quelli formulati nella modalità X, Y e Z sono i più efficaci". Tali informazioni gli serviranno quando vorrà scrivere un post la cui diffusione avrà per lui un'utilità più concreta, tipicamente attirare i visitatori sul proprio sito per vendere un prodotto o far visualizzare pubblicità.

Potresti chiedermi a questo punto: "Ma già mi hai parlato di come sono fatti questi messaggi virali... quindi i test dovrebbero essere conclusi, no?"
No, perché gli utenti del web, anche se MOOOLTO lentamente piano piano si potrebbero abituare al fatto che certi tipi di messaggi sono bufale, e quindi, prima che inventare e testare nuovi tipi di messaggio, potrebbe essere più economico in termini di tempo indagare per vedere se i già esistenti funzionano ancora.

Altro caso: Pagine FB acchiappa-Like.

Cito da un post della pagina Facebook di Butac:

Come fanno le pagine che spacciano Bufale sui bimbi malati a fare soldi?
Su Facebook non mancano mai pagine che spargono Fuffa e Spam! Questi admin non si fanno problemi a rubare le foto di qualche bimbo malato o addirittura morto.
Poi usano questa foto, insieme a false preghiere di condivisione e a donare, come esca per portarvi
a mettere un Mi Piace, condividere e commentare sulla loro pagina.
Il “buzz” che si crea per merito del post volutamente ingannevole induce Facebook a mostrarlo a più gente.
Questo genera più traffico sulla pagina truffaldina. Più traffico riceve più aumenta visibilità e posizionamento nelle classifiche web. Al raggiungimento dell’obbiettivo la stessa avrà un valore e potrà venire venduta al migliore offerente.
Quindi mentre tu in buona fede, clikki, condividi, mandi le tue preghiere e il tuo affetto, loro molto onestamente trasformano il tutto in SOLDI PER IL PRANZO
.


Sì, sei stato preso per il culo.
Sei stato usato.
O, più probabilmente, presa per il culo e usata,
dato che mi pare le donne sono quelle che ci cascano di più, specialmente nelle bufale strappalacrime.

Purtroppo i tipi di messaggi in questione sì, funzionano ancora. Magari meno di prima, ma li vedo ancora su Facebook.
Al di là di ciò, questi i miei suggerimenti:
  • Quando vedi messaggi senza riferimenti a persone precise, con riferimenti temporali vaghi, deduci subito che è una bufala
  • Quando vedi un messaggio catena di Sant'Antonio con una struttura simile a un'altra catena di Sant'Antonio, deduci subito che è una bufala fino a prova contraria
  • Quando vedi un messaggio che incita alla diffusione, chiediti quale sia il vero beneficio concreto e il modo in cui davvero può realizzarsi grazie a quell'invio; se non c'è, allora il messaggio è bufalaro e in più dannoso
  • Quando vedi un messaggio simile a quelli che ho esemplificato qui sopra, commenta inviando il link a questo articolo!
Concludo con uno screenshot che con l'argomento c'entra e non c'entra, perché temo che sia stato scritto in buona fede. E questo ne aumenta tremendamente la carica  trash.


21 agosto 2016

Sei vegano? Ma allora cosa mangi?

Per avere una risposta esauriente a questa domanda basterebbe fare un piccolo sforzo non dico di fantasia, ma di memoria... E non dico memoria per andare a ravanare nei ricordi più nascosti e profondi, dato che gli alimenti di derivazione non animale si vedono in tutti i mercati e negozi di alimenti.
Se poi non vuoi fare questo piccolo sforzo potresti accorgerti che cercando sul web "sei vegano ma allora cosa mangi" si viene sommersi da tanto, tanto cibo vegan (non tutto cibo super-salutare, certo... esiste anche cibo vegetale da limitare fortemente o da evitare).

Comunque anch'io, come altri blogger, scrivo qui sotto un elenco di esempi di cibo cruelty-free per rispondere alla domanda che gli onnivori fanno così spesso, senza includere cose particolari come seitan o tofu (che non fanno parte della mia dieta).

Una volta letto un elenco del genere (che è fra l'altro molto incompleto, e che tralascia quasi del tutto i tanti modi in cui può essere elaborato e presentato il cibo), credo sia impossibile continuare a pensare che i vegani hanno un'alimentazione poco variata (in realtà spesso è più variata di quella della maggior parte degli onnivori) o insoddisfacente dal punto di vista della golosità.


FRUTTA FRESCA

Uva, Banana, Mela, Pera, Arancia, Pomo, Limone, Mandarino, Clementino, Mandarancio, Pesca, Albicocca, Melagrana, Melone, Melone giallo, Cocomero, Cocco, Avocado, Pomelo, Mango, Kiwi, Susine, Prugne, Nespole, Castagne, Fichi, Fichi d'India, Fragole, Ciliege, Mirtilli, More, Ribes, Lamponi, Datteri (senza additivi!), Ananas, Lupini


FRUTTA SECCA

Noci, Noci macadamia, Noci brasiliane, Uva sultanina, Mandorle, Nocciole, Pistacchi, Arachidi, Anacardi, Semi di zucca, Pinoli, Semi di Girasole


ORTAGGI

Pomodori, Spinaci, Lattuga, Valeriana, Rucola, Baccelli, Piselli, Fagioli, Ceci, Fagiolini, Peperoni,
Carciofi, Melanzane, Cipolle, Porri, Asparagi, Patate, Carote, Sedano, Finocchio, Zucchine, Zucca, Fiori di Zucca, Olive verdi e nere, Cetrioli, Ravanello, Cavolo, Cavolfiore, Taccole, Barbabietola


CEREALI E PSEUDOCEREALI

Pasta di farina di grano (meglio se integrale), Farro soffiato per colazione e per primi piatti (in grani o pasta), Riso (meglio se integrale, in grani o pasta), Mais (in pannocchie o pasta), Frumento (usato per fare pane e pasta), Miglio, Grano saraceno, Quinoa, Semi di Chia, Sesamo, Avena


FUNGHI

Porcini, Chiodini, Prataioli, San Giorgio e molte altre specie di funghi commestibili; Tartufo bianco,
Tartufo nero


CIBI PER INSAPORIRE

Aglio, Peperoncino, Curcuma, Coriandolo, Cumino, Lievito in scaglie, Olio di oliva, Olio di lino, Basilico, Zenzero, Senape, Mostarda


...il tutto combinabile in centinaia di ricette super-succulente, di cui il web è pieno!

P.S.: Ecco una pagina web con una tabella sulla stagionalità della frutta.

18 agosto 2016

Facebook: sarebbe utile una funzione promemoria per ogni utente

Poco fa sono andato alla pagina Facebook dedicata al feedback da parte degli utenti e ho scritto allo staff l'ipotesi di soluzione a un problema che a volte ho incontrato, e che immagino possano incontrare molte altre persone:

"Consiglio di creare una funzione che mi consente di salvare delle note su ogni utente Facebook. Sono tanti gli utenti Facebook con cui abbiamo a che fare nel corso della vita, ed è probabile che ci scordiamo in che modo abbiamo conosciuto una persona, col rischio di fare delel brutte figure nel momento in cui torniamo a parlarci.
Inoltre nel corso degli anni sono tanti anche gli utenti che, per vari motivi, decidiamo di bloccare. E non possiamo ricordarci sempre il motivo per il quale abbiamo bloccato un utente. Anche per questo motivo la funzione suddetta potrebbe essere utile: potrà essere utile leggere un appunto che avevamo scritto prima di bloccare un utente per decidere oggi se sbloccarlo oppure no o per spiegare a un amico perché in passato abbiamo deciso di allontanare dalla nostra vita quella persona"

Prima che FB aggiunga questa funzione, cosa si può fare per ottenere qualcosa di simile in modo un po' artigianale? Si può usare la funzione chat per scrivere il promemoria. Cioè subito prima di bloccare una persona gli si scrive un messaggio in chat, che sarà sempre a noi reperibile, spiegando i motivi del blocco.