14 settembre 2010

Assicurazione.it: confronto e stipulazione assicurazione auto e moto online


è uno dei siti Internet che, previo inserimento dati di automobile o motoveicolo e eventuale aspirante assicurato, dà i preventivi delle varie assicurazioni online.

I prezzi che indica includono uno sconto che queste assicurazioni offrono a chi stipula la polizza a partire da www.assicurazione.it

Se qualcuno pensa che le assicurazioni online non siano affidabili? Commenti pure qua sotto riportando l'esperienza propria o di altri...


13 settembre 2010

Come sbloccare il dominio acquistato da Google? La cosa non è stata immediata (volutamente?)

Non so come staranno le cose nel momento in cui questo articolo verrà letto... mi limito a raccontare quale fosse la situazione all'inizio di settembre 2010.
Dovevo sbloccare un dominio acquistato da Google per trasferirlo altrove.

Lessi le istruzioni all'allora pagina
http://www.google.com/support/a/bin/answer.py?hl=it&answer=71281
che diceva:

***********************
Sblocco del dominio (GoDaddy)

Per sbloccare manualmente il nome del tuo dominio con il centro di controllo domini di GoDaddy, procedi
nel seguente modo:

1. Accedi al pannello di controllo di Google Apps all'indirizzo https://www.google.com/a/tuo_dominio.it. Assicurati di sostituire tuo_dominio.it con il nome reale del tuo dominio.
2. Fai clic su Impostazioni dominio.
3. Fai clic su Nomi di dominio.
4. Fai clic su Impostazioni DNS avanzate. In tal modo, uscirai da Google per visualizzare una pagina di accesso di GoDaddy.
5. Accedi al Domain Control Center (Centro di controllo domini).
6. Utilizza la casella di controllo per selezionare il nome di dominio
che desideri sbloccare.
7. Sopra l'elenco dei tuoi domini fai clic su Locking (Blocco).
8. Seleziona Unlock (Sblocca).
9. Fai clic su OK.
***********************

Dopo aver cliccato su "Impostazioni DNS avanzate", inserii nome del dominio e password, accedendo al la pagina "Domain Control Center"...

...Nella quale non c'è nessuna "casella di controllo per selezionare il nome di dominio che desideri sbloccare".

Immaginavo che ciò fosse perché avevo un solo dominio. Pensai "Forse si è auto-selezionato da solo". Così passai al punto 7: "sopra l'elenco dei miei domini fai clic su Locking (Blocco)"

E qui mi fermai, perché la pagina che avevo visualizzato non conteneva alcun link "Locking", né "Blocco". E naturalmente niente del genere compariva neanche sulle pagine esplorabili cliccando in alto su "Contact information" e "Additional services" (avevo provato per scaramanzia, visto che non c'entravano nulla).

Contattai l'assistenza, che NON mi spiegò come fare: procedette allo sblocco manualmente. Episodi del tutto analoghi mi sono stati raccontati da altre persone.

Forse lo sblocco del dominio era possibile solo contattando l'assistenza per scoraggiare i clienti, affinché un certo numero di loro rimanesse con Google?

04 settembre 2010

Matrimonio: perché?

Chi non apprezza il matrimonio o cerca di capire razionalmente quali siano i suoi vantaggi e i suoi svantaggi è poco romantico? Non necessariamente. Contrariamente a una diffusa opinione, il matrimonio non ha nulla di romantico. Romantico è tutto quello che ci sta intorno: dichiarazione di voler passare una vita insieme, ricevimento di amici e parenti, uomo che dedica una canzone alla sposa, etc. Invece il matrimonio è quanto di meno romantico si possa immaginare: sentimenti e legami fra due persone sanciti da un atto burocratico e vincoli posti dalla legge.

Sei un uomo che vive in Italia, fidanzato con una donna che ami e che ti ama, tutto ti fa pensare che vorrete stare insieme per sempre, finché morte non vi separi e stai pensando a sposarti?

Allora oltre che “La sposo perché la amo” o, come mi disse un mio amico, “Mi sposo perché mi voglio sposare”, devi poter dare al tuo eventuale matrimonio una giustificazione formulata in modo che si possa capire qualche cosa, tipo “Mi sposo perché così facendo avrò i seguenti vantaggi che altrimenti non posso avere:…”.

Nel caso del matrimonio il senso di responsabilità appare a molte persone una cosa strana… qualcuno arriva addirittura a supporre che io abbia dei seri problemi relazionali perché affermo la necessità di capire a fondo le numerose e importanti conseguenze di una decisione che cambia il proprio stato civile. Come se ciò non fosse sotto il naso di chiunque.

M'è rimasta poca voglia di continuare a spiegare ad amici, conoscenti e occasionali interlocutori con cui incappo nell'argomento che il matrimonio non è qualcosa da prendere alla leggera, e che bisogna avere chiari i motivi (reali) per cui si decide di sposarsi; al tempo stesso non mi va di tacere del tutto su questo argomento che ritengo non solo di grande importanza, ma anche di grande emergenza (ogni anno migliaia di coppie si sposano, e circa il 50% di queste coppie divorzierà). Quindi, in linea col motivo per il quale è nato questo blog, anche stavolta ho deciso che ci penserà un mio articolo a dare spiegazioni al posto mio.

Elenco qui sotto svantaggi, finti vantaggi e vantaggi veri o presunti del matrimonio, secondo ciò di cui sono a conoscenza e che mi è stato riferito fin ora. Quello che invece non farò è perdermi nell’impossibile missione di mettere a tacere (come sarebbe d'uopo) la presunzione di chi dice “Ma io sono convinto che il nostro amore durerà per sempre”, come se quelli che fin ora si sono separati nel giorno delle nozze non fossero stati straconvinti della stessa cosa.

SVANTAGGI DEL MATRIMONIO

  • A differenza del caso in cui tu faccia testamento indicando la tua amata come erede, caso in cui puoi cambiare idea e rendere legalmente effettive le tue nuove volontà da subito, per il divorzio può accadere ben altro: lei per opporsi alla tua volontà di divorziare può non presentarsi mai alle udienze e così ritardare l’iter enormemente, tanto che per divorziare possono diventare necessari anche 12 anni. Se muori prima di riuscire a divorziare, lei eredita da te; se eri in pensione, è lei che ha diritto alla pensione di reversibilità, e non la tua eventuale nuova compagna di vita, indipendentemente dal fatto che il rapporto fra te e quest’ultima sia consolidato da anni.
  • Se divorziate e lei non ha un reddito superiore al tuo, oppure guadagna più di te, ma a nero, e il giudice stabilisce che i motivi del divorzio non vedono lei come colpevole al 100%, stabilirà che devi passarle un assegno mensile di mantenimento, anche se non avete figli.
  • Divorziare, oltre a richiedere un iter lungo, è anche costoso. E se lei non vuole divorziare, è costosissimo.
  • (questo vale solo se sei cattolico e ti sei sposato con rito cattolico)  Qualunque cosa accada – unica eccezione la sua morte – hai la convinzione che Dio non approverà mai separazione o divorzio, e tanto meno il fatto che tu possa rifarti una vita e una nuova famiglia.

FALSI VANTAGGI DEL MATRIMONIO (e perché sono falsi)

  • Se uno dei due muore, l’altro eredita. Ma per questo non è necessario il matrimonio, è sufficiente fare il testamento. Anzi, se parliamo di eredità il testamento è di gran lunga meglio, visto che può essere annullato e cambiato esattamente quando vuoi (vedi sotto).
  • Gli altri uomini saranno un po’ più esitanti a provarci con lei. Semplicemente non è vero.
  • Lei è più restia a metterti i corni. È ancora meno vero del vantaggio precedente.
  • Sei co-protagonista di un bel festino e ti diverti per una giornata intera. Ma puoi organizzare un festino di fidanzamento sfarzoso quanto vuoi senza bisogno di sposarti. Oppure puoi organizzare una messa in scena fingendo di sposarti (magari con un prete finto) senza che gli invitati lo sappiano, eventualmente rivelando alla fine del festino lo scherzetto (ideale per questo sarebbero delle finte nozze fissate l’ultimo di carnevale o il primo aprile).
  • Sei protagonista della cena dell’addio al celibato con troia annessa. In realtà può capitare che gli amici non ne abbiano affittata neanche una (magari inscenano anche una patetica polemica su chi se ne doveva occupare dandosi la colpa a vicenda), cosicché per te la deludente sorpresa è che non c’è nessuna sorpresa. E d’altra parte per organizzare una serata a verso non c’è certo bisogno di dire addio al celibato.
  • La gente non vi guarda con l’occhio storto. Ma se uno è guercio è un problema suo, mica tuo. E comunque la convivenza senza matrimonio ormai è ampiamente diffusa e accettata socialmente.
  • Se avrete un figlio, non verrà preso in giro dai compagni di scuola per il fatto che ha i genitori non sposati. In realtà il fatto di venir preso in giro oppure no deriva dal carattere e dal comportamento del bimbo che, se è predisposto, verrà sbeffeggiato con qualunque scusa. Fra l’altro, sebbene si tratti di un’argomentazione portata da molti, non mi risulta che i genitori non sposati possano essere un espediente di sbeffeggiamento... sempre che non ci sia un qualche adulto che appositamente insegni ai bambini che avere genitori sposati è un problema (da soli non se lo inventano certo).
  • Se hai più di 40 anni riferirsi alla propria convivente dicendo “La mia convivente” sa di inquilina universitaria, dire “La mia fidanzata” è falso (perché per definizione la fidanzata è una donna che hai intenzione di sposare); dire “La mia compagna” sa di comunista, e l’unica parola che sa di “normale” è “Moglie”. Bah, a nessuno frega niente se usi “Moglie” anche se non siete sposati: lo fanno in tanti senza problemi.

VANTAGGI DEL MATRIMONIO (veri o presunti)

  • I vostri genitori che non hanno mai visto di buon occhio la vostra unione la approvano / si rassegnano (ma non è sicuro al 100%... dipende da quanto sono duri)
  • Lei ha diritto alla pensione di reversibilità. Da notare che questo è un vantaggio per lei, ma l’ho messo comunque in elenco, giacché è abbastanza probabile che tu la consideri una buona cosa. Da notare inoltre che, considerando unicamente questo aspetto, ha senso che tu ti sposi solo se stai per andare in pensione, e solo se lei non ha reddito proprio minore del tuo (il caso in cui lei sia in pensione e tu non abbia un reddito non lo considero neppure).
  • Se uno dei due coniugi è ricoverato in una stanza di ospedale in cui possono per regola entrare solo parenti, è incosciente e non ha fatto in tempo a mettere per iscritto la lista di persone che possono fargli visita, il coniuge ha il permesso farlo, mentre non avrebbe tale permesso se fosse solo convivente. Questo è però vero solo in teoria: non credo che il personale sanitario manchi di buon senso fino a questo punto. E anche in tal caso basterebbe mentire dicendo “sono la moglie/marito”: mica chiedono lo stato di famiglia per verificare. Oppure è sufficiente, invece che essere sposati, aver dato preventivamente a lui / lei un foglio firmato con una dichiarazione anticipata di consenso alle visite in ospedale.
  • (solo per chi professa una religione che vieta il sesso prima del matrimonio) Dio non ti proibisce di scoparti la tua donna
  • (solo per chi professa una religione che vieta la convivenza senza matrimonio) Dio non ti proibisce di abitare insieme alla tua donna
  • (assolutamente da non confondere col secondo e terzo punto del paragrafo precedente) Nel caso in cui si sappia in giro che lei si fa o si è fatta scopare da terzi, il giudizio della gente è nei suoi confronti più severo che nel caso in cui foste solo fidanzati (un vantaggio un po’ bislacco, ma siccome a qualcuno può far piacere, perché non metterlo in elenco?)
  • Nel caso in a cui tua moglie balenasse l’idea di lasciarti, visto che separazione e divorzio significano una grande trafila burocratica nonché un gran spettegolume fra le persone che vi conoscono, prima di intraprendere iniziative libertine del genere ci penserebbe due volte, e magari cercerebbe anche di auto-convincersi che è ancora innamorata di te (mah, mettiamolo anche questo fra i vantaggi, visto che qualcuno ci spera, anche se mi pare una boiata pazzesca)
Altre idee? Scrivimi e, se del caso, integrerò con piacere l’articolo.

29 agosto 2010

L'indifendibile Coop farnetica per rispondere all'Esselunga

So che se si dovesse parlare e scrivere delle ingiustizie che vengono fatte nel mercato, dei favoritismi e dei bastoni fra le ruote che rendono inutili gli sforzi delle persone oneste che cercano di confrontarsi con chi ha il potere dalla sua parte non basterebbe una vita, quindi dubito che continuerò a farlo. Ma quando mi capita di leggere comunicati come quello che ho letto stamattina qualcosa devo rispondere: la disonestà intellettuale proprio non la sopporto. Mi è gradita l'occasione per far conoscere a chi mi legge cosa penso della Coop.

Come si legge nell'Occidentale a questa pagina, a tre anni dalla pubblicazione del best seller "Falce e carrello", in cui Bernardo Caprotti ha denunciato privilegi fiscali e favoritismi da parte della magistratura e dell'amministrazione locale a favore della Coop e a scapito dell'Esselunga (qui la prefazione e qui una sua recensione), l'anziano autore è tornato all'attacco. Cito da questo articolo di www.ilpost.it:


Il 18 luglio la società di Bernardo Caprotti [...] aveva acquistato due pagine su molti dei più importanti quotidiani italiani per accusare il Comune di Modena e la Coop Estense di aver stretto accordi per impedire a Esselunga di costruire un supermercato nella città. Ieri Esselunga si è ripetuta, comprando un’altra pagina sui giornali per denunciare quanto sarebbe successo a Livorno, roccaforte del marchio Coop.
L’accusa di Caprotti è la stessa: il monopolio di Unicoop, che dopo due anni di trattative avrebbe influenzato e convinto la famiglia Fremura a venderle un terreno per la costruzione di un centro commerciale, nonostante Esselunga avesse offerto una cifra decisamente più alta, 40 milioni di euro a fronte dei 30 dei concorrenti. [...]
Nella pubblicità acquistata da Caprotti appaiono due tabelle, che evidenziano la disparità di presenza delle due società a Modena e Livorno, scrive Repubblica.

Reagisce Silvia Mastagni, responsabile dell'ufficio stampa Coop, con un comunicato che ha del patetico. Ciai presente quando uno sa di avere torto, sa di non avere argomentazioni con cui difendersi, sa che quando parlerà non farà presa su nessuno, ma comunque qualcosa deve dire? In questi casi io non proprio non capisco perché qualcosa si deve dire. Si può anche rimanere zitti. E invece...

Da due settimane Esselunga ha scatenato un’offensiva contro Coop con una costosa campagna pubblicitaria sui quotidiani, presentandosi come vittima di trame politico-commerciali ordite a arte da concorrenti che sono ogni giorno impegnati a fronteggiare ben altri problemi, quali ad esempio la crisi dei consumi e le difficoltà in cui si dibattono le famiglie italiane.

Insomma, la Coop non bisogna disturbarla coi dati di fatto: ha altro da fare.
E' intenta a far del bene agli altri e agisce in cristallina onestà e con spirito del tutto altruistico, naturalmente.

Storie vecchie, alcune concluse

Storie vecchie!! Acqua passata, dai! Ma quanto covi per via di qualche supermercato che non ti han fatto metter su?
...Comunque la storia in questione è simile a quelle "vecchie". Ma non è vecchia: è di poche settimane fa.

e altre nelle quali sono state ampiamente riconosciute dalla Magistratura le ragioni delle Coop.

Facile parlare di come si è concluso un processo, sapendo che la maggior parte dei lettori non indagheranno su come si sono svolti esattamente i fatti.

Di nuovo c’è solo un metodo scorretto di fare comunicazione commerciale.

..Ma non è spiegato in cosa consisterebbe la scorrettezza (nel riportare i dati?)

Se ci si chiede il perché di questa campagna pubblicitaria in questo momento, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa a offuscare l’impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che proprio il paladino della libera concorrenza” ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (Sent. n. 4833 del 16.04.2010).

Se ci si chiede il perché di questo comunicato che cambia discorso, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa ad offuscare l'impatto dei messaggi che sono stati pubblicati sui giornali, e che riportano delle verità sgradite a Coop.
Al cambiare discorso si unisce la vecchia tecnica che accennavo sopra: enunciare i pronunciamenti della Magistratura senza spiegare come sono andati i fatti. E' la tecnica grazie a cui la maggior parte della gente pensa che siccome Andreotti è stato assolto, significa che è innocente. Come sono andati i fatti sarebbe corretto invece raccontare al lettore, che così avrebbe la possibilità di farsi un'opinione sulla giustezza o no delle sentenze della Magistratura.

Per i prossimi mesi si attendono altri pronunciamenti giudiziari su Esselunga e il suo proprietario come seguito alle sentenze già intervenute di condanna di dirigenti di Esselunga per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Sent. Pen. Trib. Mi n. 7130 del 21.06.2007). E’ la seconda volta che Esselunga viene riconosciuta responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop. E recentemente l’Antitrust ha condannato Esselunga per non aver informato il mercato della sua espansione commerciale a seguito dell’acquisto di 59 nuovi punti vendita sviluppando così un’operazione di concentrazione in grado di alterare gli equilibri tra i distributori (Provv. n. 20992 del 8.04.2010).

Continua, in bambinesco stile "E te, allora?" la mera citazione delle sentenze, ma qui si aggiunge il tentativo di mettere in cattiva luce l'Esselunga anche per futuri pronunciamenti giudiziari, come se fossero già stati emessi.

Altro che la favola del Lupo e dell’Agnello con la quale Esselunga e il suo proprietario cercano di accreditarsi come vittime del sistema!

Altro che comunicato praticamente vuoto di contenuti: i soprusi di Esselunga, nel libro "Falce e carrello" sono spiegati e documentati. E gli ultimi fatti, negli spazi dei giornali, anche.

Seguendo in ciò la moda del momento ovvero presentarsi come vittima

Mastagni, se la chiami "moda del momento" probabilmente fai riferimento al rilancio di uno stile revieval, adoperato mooooolti anni fa indovina da chi? Dalle cooperative, visto che era esattamente l'espediente che ha reso possibile la loro nascita, prima che diventassero le potenze schiaccianti di oggi.

per sollecitare il consenso della pubblica opinione.

Certo che Esselunga vuole sollecitare il consenso della pubblica opinione (esattamente come la Coop tenta goffamente di fare con questo sciatto comunicato stampa). Qualcuno dovrà pur dire un po' di verità in mezzo a tutti gli spot pubblicitari che ogni giorno cercano di inculcare nella testa della gente che la Coop è buona e vuole bene al prossimo.

In realtà Esselunga non ha motivi di lamentarsi, occupando in alcune aree del Paese posizioni di prevalenza: a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/ Brianza il 60%, a Lecco il 51% : altro che vittima di soprusi!

Basta fare alcuni esempi e tacerne altri e l'esposizione tendenziosa è servita.

Vero è che Esselunga limita la sua presenza in aree del paese ben sviluppate, a reddito medio-alto, astenendosi dal portare sviluppo in aree del Paese meno fortunate, dove il rischio imprenditoriale è maggiore, e nelle quali Coop è invece impegnata a portare la sua esperienza di grande impresa sociale.

Madonna, meno male è quasi finito.
Questa roba qua non è mica facilissima da commentare. Va beh, prima comincio e prima finisco. Solo che mi scoccia poter dire cose scontate. Questo picco di malafede sarebbe anche il picco di comicità, se non offendesse l'intelligenza di chi legge e se soprattutto fosse bello scherzare sulle famiglie disagiate: la Coop si espande a missionario nelle zone più disagiate per distribuire il cibo ai poveri, nonostante colà il rischio imprenditoriale sia più grande. A quale tipo di lettore è destinato il comunicato stampa che hai sbrodolato, Mastagni? Chi è che speri non capisca al volo che proprio le zone disagiate sono quelle in cui un supermercato più facilmente fa concorrenza ai negozietti, visti i suoi prezzi più bassi, che sono bassi a maggior ragione in virtù delle agevolazioni fiscali di cui godono purtroppo le cooperative? E' chiarissimo. Così com'è chiaro che se Esselunga non si espande più a sud è perché non ha i mezzi per farlo.

La libertà d’impresa in libera concorrenza va riconosciuta anche da chi pretenderebbe che tutti gli altri si facessero da parte per agevolare i suoi affari.

Giusto. E cioè dalle cooperative.

La politica non c’entra niente

No, quant'è vero che con questo comunicato non c'entra niente la poLLitica (= speranza che chi legge sia un pollo).

c’entrano le regole del mercato

C'entrano anche le regole del mercato. Che vede le cooperative avvantaggiate in partenza. Visto che consentono non solo di pagare poche tasse, ma anche di pagare poco il personale.

e Coop tutelerà i propri diritti e i propri interessi

Su questo nessuno ha dubbi

anche verificando con l’Autorità garante della Concorrenza la correttezza della campagna pubblicitaria in atto”.

Vediamo se l'Autorià Garante della Concorrenza riterrà corretto o no dire semplicemente la verità.


14 agosto 2010

Chi scomoda maestri e professori?

Tanti sono i contesti in cui si può imparare.

La scuola e l'università sono alcuni. Certamente non gli unici.

Tante sono le persone che possono insegnarci qualcosa.

Maestri e professori sono alcune di queste persone. Certamente non le uniche.

Scuola o non scuola, chiunque è libero di non imparare nulla dall'esperienza o dalle parole altrui.

Capita che, in disaccordo o no con spiegazioni o consigli appena ricevuti, li si trovi fastidiosi. In tal caso si ha il diritto di farlo presente all'interlocutore, e si ha il dovere di farlo almeno con la stessa gentilezza con cui questi ha parlato.

Una risposta non gentile è giustificata nel caso in cui l'interlocutore sia recidivo (segno di buone maniere parimenti messe da parte) oppure in qualche modo sgarbato. Altrimenti non è giustificata.

In particolare, il disdegno (vero o simulato) espresso con appellativi ironico-dispregiativi tipo "maestrino" o "professorino" è tipico delle persone che a torto o a ragione credono (o fingono di credere) che l'interlocutore abbia fornito il consiglio o la spiegazione allo scopo di affermare la propria superiorità e/o l'inferiorità del destinatario.
Quindi praticamente è lecito chiamare qualcuno "maestrino" (o appellativo equivalente) solo in risposta a "analfabeta" (o appellativo equivalente).
Nella maggior parte dei casi, in realtà, nessuno ha dato di analfabeta a nessuno, ma qualcuno risponde così perché - per colpa non altrui - spiacevolmente analfabeta si è sentito.