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28 ottobre 2014

Multa con autovelox e ricorsi: come andò con Ricorsi.net

Ricorsi.net è un’iniziativa dell'associazione "Istituto per la Difesa del Consumo". Il sito è molto ben fatto: ha un blog con varie sentenze, offre spiegazioni sulla legislazione e mette a disposizione un eBook su come fare ricorsi contro le multe.

E per quanto riguarda i servizi offerti? In occasione di una multa presa con l'autovelox anni fa, decisi di sperimentare l'aiuto di Ricorsi.net per mettere a disposizione dei miei lettori la mia esperienza...

Inviai allo staff la scansione della multa. Mi risposero che dopo averla analizzata avevano dedotto che sussistevano elementi per poter fare ricorso.

Naturalmente Ricorsi.net non promette vittorie sicure, come non lo promette nessuno che possa dirsi onesto. Almeno al tempo, però (2010), dichiarava che dalle loro statistiche risultavano accolti 7 ricorsi su 10.

Sul sito c'era scritto che prima è bene far ricorso al Prefetto, e dopo, in caso di respingimento, fare ricorso al Giudice di Pace. Per avere due possibilità anziché una sola.
Sbagliato: salvo i casi in cui c'è stato un errore evidentissimo e innegabile (tipicamente targa errata, scambio di persona), fare ricorso al Prefetto è completamente inutile, visto che viene respinto di sicuro. Quindi si tratta di una perdita di tempo e di soldi. Solo che al tempo non lo sapevo.

Nel mio caso all'inizio sembrava che paradossalmente io avessi fatto bene a fare ricorso al Prefetto, perché quest'ultimo mi dette una risposta generica, standardizzata e senza rispondere sulle mie specifiche argomentazioni, e una sentenza passata aveva stabilito che una risposta del genere decretasse il torto del Prefetto e quindi l'annullamento della multa, indipendentemente dal merito. Ma non andò così (vedi sotto).

E insomma cosa feci io?

Volendo appunto vedere come sarebbe andata servendomi di Ricorsi.net, invio i 39 euro allora richiesti per farmi scrivere il ricorso con le varie argomentazioni secondo loro persuasive sull'illegittimità della multa, ricorso che firmerò e presenterò al Prefetto.
Ricevuta l'ovvia lettera con cui il Prefetto rimbalzava il mio ricorso raddoppiandomi l'importo della multa (ovvia, ma allora non per me e stranamente neanche per persone del mestiere come lo staff di Ricorsi.net), decido di continuare il test e andare dal Giudice di Pace.

Prima però mi rivolgo al mio avvocato per chiedergli cosa ne pensa delle argomentazioni scritte dallo staff di Ricorsi.net.
Mi risponde che si tratta di argomentazioni così ridicole che rischiano di far pensare al giudice "Questo vuole prendermi per scemo". Ad ogni modo faccio ricorso lo stesso, ma solo perché, come detto sopra, il mio avvocato ha individuato ho un'argomentazione in più, l'unica che dà una qualche speranza di vittoria, e cioè la risposta del Prefetto generica, "standardizzata" e non argomentata, che già in letteratura aveva determinato da sé la vittoria del ricorrente.
Nel ricorso al Giudice di Pace comunque aggiungo anche le argomentazioni presentate al Prefetto che Ricorsi.net aveva scritto.

Risultato del ricorso: il Giudice di Pace non tiene conto della sentenza da me citata e respinge il mio ricorso. Unica nota positiva, riporta la multa all'importo originale.

Stavolta il Prefetto è stato dettagliato, rispondendo punto per punto alle argomentazioni scritte dallo staff di Ricorsi.net, e il Giudice gli h dato ragione.

Ecco, ho sperimentato e questo è il risultato. E mi pareva giusto pubblicare il tutto per mettere in guardia i miei lettori dall'illusione di facili ed economici annullamenti di multe.

03 ottobre 2014

Indirizzi email in chiaro nei messaggi pubblicitari artigianali? Rispondi così

Pazzesco ed avvilente.

Pare che la netiquette, e cioè l'insieme di regole di buona educazione telematica da adottare se si vuole usare Internet ed email, ancora nel 2014 sia sconosciuta ad un discreto numero di negozianti ed erogatori di servizi vari. Che, improvvisandosi auto-webmarketer, aprono il loro programma di posta o la loro webmail, scrivono un messaggio pubblicitario e lo inviano a un gruppetto di persone senza la loro autorizzazione, inserendo l'indirizzo email di ognuno di loro nello spazio principale del destinatario. Se sei uno di questi, il messaggio per te è sotto la linea tratteggiata, salta pure il resto.

Se invece sei il destinatario di un messaggio pubblicitario in cui si vedono in chiaro il tuo indirizzo email e quello di una serie di altre persone che non conosci, ti invito, se non ha già provveduto qualcun altro prima di te, ad usare la funzione "rispondi a tutti" per inviare un messaggio del tipo
"Per fortuna posso risparmiare tempo: qualcun altro ha già risposto per me scrivendo la ramanzina che ti meriti a pag
http://opidos.blogspot.it/2014/10/indirizzi-email-in-chiaro-nei-messaggi-pubblicitari-artigianali-rispondi-cosi.html
Buona lettura al mittente a cui sto rispondendo e anche a tutti voi in copia, se vi va"

Ed ecco la risposta per chi si è comportato come su descritto...

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Fare pubblicità senza saperla fare può costituire un discreto auto-goal.

Infatti non ho nessuna voglia di essere cliente di chi mi invia messaggi pubblicitari senza mia autorizzazione, violando la legge sulla privacy

(e no, la legge non considera elenchi pubblici i siti web o Paginegialle, etc, quindi non consente di andare in giro per la rete a racimolare indirizzi a cui inviare pubblicità; no, non consente neanche di archiviare e usare l'indirizzo email di chi ti ha contattato, tranne nel caso in cui ti abbia appunto autorizzato all'invio di pubblicità; e no, senza il preventivo consenso a detenere un indirizzo email non è legale neanche inviare un messaggio con cui chiedi l'autorizzazione a inviare messsaggi pubblicitari; in fine no, il link di cancellazione dalla mailing list che metti alla fine dell'email o altri metodi di cancellazione non sono una giustificazione che rendono legale il tuo messaggio non autorizzato).

E soprattutto non ho nessuna voglia di essere cliente di chi ignora la netiquette fino al punto di spedire un messaggio a un gruppo di persone senza usare la funzione "copia in carta carbone nascosta", quindi fornendo il mio indirizzo email a tutti i destinatari senza la mia autorizzazione...

...Comunque, visto che ormai il mio indirizzo ce l'hanno tutti i destinatari, a 'sto punto ho usato la funzione "rispondi a tutti" cogliendo l'occasione per:

- manifestarvi la mia solidarietà, nel caso anche voi vi siate sentiti infastiditi per aver visto violata la vostra privacy

- segnalarvi che ho già pensato io ad ammonire il markettaro improvvisato e che quindi non importa lo facciate anche voi.

29 settembre 2014

eBay: costo della consegna a mano: che senso ha?

Qualche giorno fa un potenziale acquirente di un articolo che avevo messo in vendita su eBay mi ha inviato questa domanda:

Perché [...] euro per la consegna a mano?
Che senso ha?

A un aspirante venditore, eBay chiede quanto vuole far pagare la spedizione e quanto la consegna a mano, senza dare per scontato che sia gratuita. Probabilmente eBay ha deciso così perché giustamente ha tenuto conto che la consegna a mano può costare: se non in termini di denaro, può costare in termini di tempo e probabilità di avere problemi. Il venditore deve infatti mettere in conto che, con la consegna a mano:

1) deve spendere del tempo per mettersi d'accordo con l'acquirente

2) deve eventualmente rimandare se c'è un problema

3) ...o, peggio, può ritrovarsi un acquirente che gli dà buca all'appuntamento

4) può ritrovarsi un acquirente che cambia idea dopo aver vinto l'asta, non avendo ancora pagato l'oggetto (il più delle volte quando si decide per la consegna a mano si dà per scontato che il pagamento avverrà in contanti contestualmente alla consegna dell'oggetto). Certo, questo può accadere anche quando è prevista la spedizione. Ma in quest'ultimo caso, di solito subito dopo aver vinto l'asta l'acquirente paga, mentre con la consegna a mano intercorrono molti più giorni dalla vincita dell'asta al pagamento, e c'è più tempo e quindi più probabilità che la persona cambi idea

5) Lo so, è improbabile, ma non c'è motivo di considerare anche il seguente rischio, visto che si tratta di un incontro con uno sconosciuto: il rischio di rapina. E cioè il rischio che ad esempio l'acquirente (proprietario di un account eBay "usa e getta", magari con feedback positivi dati da altri account creati da lui stesso) si faccia consegnare con la forza l'articolo senza pagare e se ne vada.

L'ufficio postale invece è sicuro, in tutti i sensi. Ha un orario fisso e quindi si sa da subito quando ci si può andare e quando no senza possibilità di intoppi.

Al di là di tutto questo, se un'inserzione è lì con quelle condizioni ed eBay ha accettato di pubblicarla significa che, salvo errori di distrazione, l'annuncio quello è, punto. Un utente per vendere un oggetto:

- è disposto a spendere dei soldi da dare a eBay in cambio dell'intermediazione;
- è disposto a spendere del tempo da dedicare agli acquirenti interessati ad informazioni che non sono già presenti nell'annuncio;
- non è disposto, in cambio di niente, a buttare via tempo intavolando coi naviganti una discussione sul fatto che le condizioni che ha deciso per il suo articolo in vendita (opinabili quanto si vuole) siano accettabili oppure no.

02 settembre 2014

Carta PostePay scaduta? Ecco come rinnovarla

Le seguenti istruzioni per rinnovare la carta prepagata PostePay mi sono stete dettate al telefono da un'impiegata di PostePay in questi giorni. Sono quindi aggiornate a settembre 2014. In futuro i numeri da chiamare e la sequenza da digitare col tastierino numerico potrebbero cambiare. Se dovessi scoprire che queste istruzioni non sono più valide, ti invito a farmelo notare commentando questo articolo.

Premessa: se la carta ad es. ti scade a ottobre 2014, e cioè sulla carta c'è scritto 10/14, allora è valida al massimo fino al 31 ottobre 2014.

Ecco cosa fare per rinnovare la carta PostePay gratuitamente trasferendo il credito residuo:
  • Chiama il n. verde 800.00.33.22 non prima di 60 giorni dalla scadenza (es. se la carta ti scade a ottobre, puoi chiamare i primi di settembre)
  • Muoviti nel menù con messaggi registrati premendo i seguenti tasti: 1 - 1 - 3 - 1
  • Fornisci i dati richiesti (nome, cognome, data di nascita codice fiscale, recapito telefonico, numero della vecchia carta, indirizzo a cui vuoi che sia spedita la nuova carta)
  • Aspetta che ti arrivi la nuova carta a casa (il PIN arriverà sempre per posta, ma separatamente)
  • Quando ti è arrivata, tenendo a disposizione il numero della tua vecchia carta e la quantità di quattrini del credito residuo, chiama di nuovo il n. verde 800.00.33.22
  • Stavolta la sequenza per muoverti nel menù con messaggi registrati è 1 - 1 - 3 - 2
  • Durante questa telefonata ti verrà immediatamente attivata la nuova carta e si disattiverà la vecchia, che potrai buttare

26 agosto 2014

Cosa chiedere prima di cambiare piano tariffario o gestore telefonico

L'offerta di una compagnia telefonica sembra allettante, tanto da indurti ad aderire all'offerta, magari cambiando gestore?

Per avere la sicurezza di dire di sì a qualcuno che ti descrive un'offerta in maniera inesatta è consigliabile rivolgerti rivolgerti a un negozio di telefonia vicino a dove abiti anziché accettare offerte telefoniche da un telemarketer (specialmente se è uno spammer): quest'ultimo non lo puoi ribeccare! Oppure puoi accettare l'offerta di un telemarketer (solo se non è uno spammer) in una telefonata successiva, dopo che avrai avuto il tempo di andare sul web a informarti dettagliatamente su quali sono veramente le condizioni del contratto. Di seguito, alcune domande che devi porti (o porre al telemarketer, se proprio ti ispira fiducia) se stai pensando di cambiare tariffa telefonica o gestore telefonico, sia fisso che mobile. Così eviterai brutte sorprese... cosa non certo rara, visto che alcuni aspetti delle varie offerte telefoniche sono assenti o non chiari sui vari volantini, cartelloni, etc.

Ecco le domande da fare...

- Quanto costa l'attivazione di questo piano tariffario?

- Il prezzo che mi sta dicendo è IVA compresa?

- C'è lo scatto alla risposta? Se sì, di quanto?

- Il conteggio del tempo per le chiamate è a secondi o a blocchi di secondi (es. di 30 secondi in 30 secondi) ? Analoga domanda sulla connessione a Internet.

- Le condizioni che mi sta proponendo fino a quando sono valide? Se c'è una scadenza, dopo di essa quali saranno le nuove condizioni?

- [se il conteggio del tempo è a secondi] Il conteggio è a secondi fin dall'inizio della chiamata, oppure all'inizio viene conteggiata subito una quantità di tempo (tipicamente i primi 30 secondi, cosicché conversare 1 secondo o 30 secondi comporta lo stesso conteggio). Analoga domanda sulla connessione a Internet.

- [per le tariffe forfettarie mensili] Se con le chiamate sforo i tempi compresi nella tariffa forfettaria, qual è il costo delle chiamate? Il conteggio del tempo è a secondi o a blocchi di secondi? [se è a secondi] È a secondi fin dall'inizio della chiamata?
Se con la connessione a Internet [chiedilo anche se non t'interessa, vedi più sotto] sforo i tempi compresi nella tariffa forfettaria, qual è il costo della connessione? Il conteggio del tempo è a secondi o a blocchi di secondi? [se è a secondi] È a secondi fin dall'inizio della connessione?

Occhio alla connessione Internet col cellulare: se non t'interessa, se non noti niente che riguardi Internet nella pubblicità del piano tariffario che stai per sottoscrivere, se l'operatore ti dice che "in questo contratto non è previsto Internet", non significa che tu non abbia a disposizione la possibilità di connetterti a Internet. Occhio, perché se lo fai involontariamente potresti spendere un botto e accorgertene solo in seguito.
Ad esempio io dopo aver acquistato per la prima volta uno smartphone, ho attivato la voce "connessione dati" pensando si trattasse di connessione dati via wireless o via USB fra telefono e computer. E pensavo che navigare col cellulare su Internet fosse possibile solo in quanto collegato alla Wireless di casa mia, visto che all'operatore avevo detto che Internet sul cellu non m'interessava, pensando che per poter navigare senza l'aiutino del modem domestico occorresse farne richiesta specifica. Macché. Il telefono si è connesso a Internet indipendentemente dalla Wireless di casa mia, e mi sono accorto che così facendo spendevo e spandevo!

Se si tratta di cambiare gestore, poni anche queste domande:

- Quanto costa l'attivazione della SIM [per la telefonia mobile] / la portabilità del numero [per la telefonia fissa] ?

- Mi viene riconosciuta la portabilità del credito? [qui ricorda che se nella società telefonica precedente avevi del credito omaggio, tipo quello che si ottiene col "raddoppio della ricarica", quella parte in più in omaggio non viene mai trasferita]

- [per la telefonia fissa] Sono obbligato a usare un modem vostro? Se sì, a quanto me lo vendete o affittate?

- Se sottoscrivo questo contratto / piano tariffario con ricarica è previsto che io debba rimanere con questo gestore telefonico per un periodo minimo per non pagare una penale?

- Ci sono costi di disattivazione che dovrò pagare se vorrò tornare al gestore precedente?

- In quanti giorni sarà attivo il nuovo abbonamento?

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È possibile che tu possa sostituire questa lunga sfilza di domande interrogando il sito www.segugio.it, il cui staff ha analizzato e continua a analizzare un gran numero di offerte telefoniche. Segnalo anche www.sostariffe.it, che ospita commenti di chi ha sottoscritto i relativi contratti.

22 luglio 2014

Come prestare un oggetto senza problemi? Con una cauzione!

A febbraio di quest'anno un mio vecchio compagno delle medie che abita adesso a Hong Kong mi ha fatto conoscere un ragazzo che voleva costituire un duo per andare a fare piano-bar in un locale non lontano da casa mia. Causa basso budget previsto dal gestore del locale, declino l'offerta e, come da lui richiesto giacché alle prime armi, gli do in prestito un hard disk USB con varie tracce audio strumentali e testi di canzoni. Gli dico che ho intenzione di venderlo e che se vuole può acquistarlo lui, ma mi risponde che appunto lo vuole solo in prestito. Viene a casa mia, lo prende e se ne va, promettendomi di riportarmelo dopo pochi giorni.

Passano mesi. Nulla.

Glielo ricordo in chat, ricordandogli che gli HD si svalutano velocemente e che ho intenzione di venderlo, quindi o lo compra lui a 30 euro oppure me lo riporta entro pochi giorni.

Mi risponde che uh scusa, se n'era dimenticato, che figura.

Ok, ok, no problem, può succedere.

Passano altre settimane. Nulla.

A quel punto gli dico, sempre in chat, che mi pare giusto si tenga l'hard disk e che me lo paghi i 30 euro che gli avevo detto all'inizio. Lui si dice d'accordo e mi dice che passerà fra pochi giorni.

Ma passano altre settimane, e niente.

A questo punto, 30 o 300 euro, siccome non mi piacciono per nulla le persone che hanno passato la trentina e ancora si comportano in maniera così irrispettosa (nei confronti di altre persone conosciute da poco e presentate da un amico in comune, bel modo fra l'altro per metterlo in imbarazzo), gli scrivo che se vuole mi paga l'HD entro 15 giorni, oppure glielo faccio chiedere dal mio avvocato con una raccomandata e con un onere che da 30 euro passa a 100. Vediamo come si comporta.

E adesso, comunque vada, UN CONSIGLIO PER TE

...che ho pensato potrebbe esserti utile se un amico di un amico ti chiederà qualcosa in prestito. Un consiglio che eviterà al tuo amico l'imbarazzo di vedervi litigare e l'imbarazzo di sentirsi dire da te "Ma chi mi hai presentato?" o simili. Un consiglio che quindi potresti dare anche a un tuo amico nel caso un conoscente in comune abbia bisogno di qualcosa da lui!

Un consiglio che hai già letto nel titolo. Semplice semplice. Con una cauzione. Che comprende una scadenza. Cioè educatamente e serenamente ti consiglio di rispondere alla richiesta del prestito-favore con una proposta di accordo di questo tipo:

Ok, caro illustre semi-sconosciuto. Immagino tu sia una persona rispettosa degli altri e dei loro oggetti, e questo me lo suggerisce il fatto che ti abbia presentato a me un mio amico che ti conosce. Spero non ti offenderà se comunque ti presto quest'oggetto chiedendoti X euro come cauzione, che poi ti restituirò dopo che me l'avrai riportato integro e funzionante. Nella remota ipotesi in cui tu non me lo restituisca entro [data anche lontana, ma PRECISA], diventa tuo definitivamente e definitivamente miei diventano gli euro che mi hai lasciato. Mi spiace dover ricorrere a questo, ma questo mi è suggerito da brutte esperienze passate.

...dove X = numero di euro maggiore del valore dell'oggetto prestato

...dove con "maggiore" mi riferisco al fatto che copre abbondantemente non solo il valore che secondo te e per te ha l'oggetto, ma anche il valore del tempo che eventualmente impiegheresti per ricomprarlo, etc.
Insomma, se non te lo riporta e tu ti tieni i soldi, tu ci devi aver guadagnato.

E siamo tutti tranquilli.

AGGIORNAMENTO  :-D

Lol.
Non ho fatto a tempo a scrivere l'articolo che il ragazzo mi ha contattato in chat e mi ha promesso che domani mi farà avere i quattrini dovuti. E si mostra anche molto affettuoso. Gli dico che se continua faccio uno screenshot e lo pubblico sull'articolo che sto scrivendo. Continua. Ecco lo screenshot (debitamente modificato per garantirgli magnanimamente l'anonimato).

27 maggio 2014

Come associare a PayPal una carta prepagata

Siccome non è molto intuitivo capire come collegare al proprio conto PayPal una prepagata PostePay, o una PayPal Prepagata, o altra carta simile, ho pensato di scrivere questo piccolo articolo per fornirne le istruzioni.


Ecco cosa devi fare:
  • Vai su www.paypal.com
  • Se necessario, accedi al tuo account
  • Col puntatore del mouse, senza cliccare, portati su "Profilo"; apparirà un menù a tendina
  • Dal menù a tendina scegli "aggiungi o rimuovi carta"
  • Nella pagina successiva, clicca su "Aggiungi una carta"
  • Nella pagina successiva, compila i dati relativi alla carta da aggiungere e ai tuoi dati di fatturazione (relativa alle commissioni sulla tua riscossione di denaro dai tuoi clienti)
Come scritto in fondo a quest'ultima pagina, PayPal eseguirà un prelievo di 1 $ per verificare la validità della carta, e lo restituirà subito dopo.

Analoga è la procedura per associare al tuo account PayPal una carta di credito o un conto corrente.

16 maggio 2014

Come scaricare la spesa per l'autostrada

Se hai la partita IVA puoi dedurre le spese autostradali.

Ecco il modo più pratico e senza spese aggiuntive:
  • Presso un Punto Blu acquisti una tessera prepagata Viacard (da 25, 50 o 75 euro), che puoi usare per pagare il pedaggio presso le casse con casellante o con fessura per le tessere.
  • L'impiegato del Punto blu e ti dà la fattura (al primo acquisto ti chiede i tuoi dati e li registra; le volte successive la cosa sarà più veloce, perché semplicemente ti chiederà i dati per cercare il tuo file senza doverli scrivere di nuovo).
  • Tu dai la fattura al commercialista.
Le Viacard sono in vendita anche pressi o caselli, stazioni di servizio, uffici ACI, tabaccherie, edicole. Ma se la acquisti in uno di questi punti, per avere la fattura devi consegnare a un Punto Blu la relativa busta con tibro del rivenditore e debitamente compilata oppure spedirla a Autostrade per l'Italia.

In alternativa all'uso della Viacard è possibile eseguire le pratiche per addebitare i pedaggi sul proprio conto corrente usando il Telepass, che costa circa 30 euro l'anno; per la detrazione ..............................................................................

Note sulla Viacard: quando in una tessera è rimasto un credito minore di quello richiesto per pagare il pedaggio, dopo il suo inserimento verrà trattenuta e ti verrà chiesto di integrare il pagamento con altra tessera o con dei contanti. In caso di smarrimento o forto della tessera.

...............................................................................

Se invece non hai partita IVA e fai ogni mese almeno 40 viaggi (= 20 volte andata e ritorno) dallo stesso casello allo stesso casello, puoi usufruire di uno sconto: vedi questa pagina di telepas.it.

01 aprile 2014

Come inviare denaro con PayPal

Ecco come eseguire un pagamento con PayPal manualmente, e cioè non avendo a disposizione un semplice bottone preimpostato su cui cliccare, ma conoscendo importo e indirizzo email associato all'account PayPal del destinatario.

  • Vai su www.paypal.it, in alto a destra clicca su “accedi” e fai il login
  • Clicca in alto su "paga o invia denaro"
  • Clicca su “invia denaro a familiari e amici” o "Acquisto di beni o servizi" a seconda del caso di fattispecie
  • Nella casella per il destinatario scrivi la sua email (nota: il destinatario può avere vari indirizzi email; qui devi inserire la sua email associata al suo conto PayPal)
  • Digita la quantità di quattrini che vuoi inviare, comprensiva dei centesimi di euro, senza digitare la virgola, poi clicca su “Continua”
  • In basso clicca sul pulsante "Invia denaro ora".

Aggiornamento: è ora possibile creare un link per farsi inviare denaro con Paypal in modo ancora più veloce. Ad esempio io l'ho creato, ed è questo: www.paypal.me/marmal78


12 dicembre 2013

Fornitori di energia, incaricati porta a porta: "informativa" o contratto?

Campanello.
Ragazzo "Eni Gas".
--> SubitoSbàm.
Risuona il campanello.
Apro la porta e dico "E non andare da mio fratell..."
Mi interrompe mio fratello, che è con lui
e mi dice "Perché non lo facciamo entrare, così sentiamo un po' cos'ha da dirci?"
"Perché non ho voglia di fare un filmato da mettere sul mio blog"
"No, dai, facciamolo entrare"
"Ok". Li faccio entrare e torno al PC. Li sento chiacchierare. Il fratello chiede se può chiamare Eni per chiedere se veramente ci sono persone incaricate di andare per le case a far firmare delle informative, e che si tratta di informative anziché di contratti. Il ragazzo invita alla calma, man mano si avvicina alla porta... "Comunque io questo foglio ve lo lascio.. così ve lo leggete..." saluta e sgatta.

Telefono al n. verde Eni. Mi risponde un'impiegata. Le chiedo se sia possibile che Eni paghi delle persone per far loro firmare un'informativa quando potrebbe semplicemente inviare una lettera (che, mi viene in mente ora, ha maggior probabilità di essere letta rispetto a quanto un rappresentante di essere ascoltato); le espongo il mio sospetto che, siccome il ragazzo vuole che quel foglio sia firmato, allora si tratti non di una informativa, ma di un vero e proprio contratto. Ascoltata la mia domanda, l'operatrice si ammutolisce. Pronto? Pronto? Silenzio; continuo a sentire un brusìo di fondo, e a un certo punto "va via la linea".

Riprovo.
Mi risponde un operatore. Rispiego il tutto. Mi risponde che sì, è proprio come dico io.
Forse prossima volta filmato.

03 aprile 2013

eBay classico e eBay annunci: differenze

I due siti danno servizi diversi:

eBay Classico è un sito di e-commerce, cioè per compravendite anche a distanza; ogni venditore e/o compratore ha un profilo e una sua "storia" di feedback scritti da persone che in passato hanno avuto esperienze con lui, ed eventualmente anche un negozio eBay.
Le inserzioni possono essere gratuite a seconda dei requisiti dell'utente, mentre dopo una vendita c'è una commissione che eBay trattiene, circa il 2%.
Il bene venduto può essere messo all'asta.

eBay Annunci è tipo mercatino dell'usato.
Si può impostare solo un prezzo fisso e non un'asta. Rimane comunque la possibilità di un dialogo privato per eventuali trattative.
Gli annunci sono sempre gratuiti, e non ci sono commissioni sulle vendite.
E' fatto per comrpavendite locali, fra utenti che possono vedersi di persona, magari per visionare il prodotto prima di decidere se acquistarlo o no (attualmente in home page, nella pagina dedicata a eBay Annunci c'è una cartina dell'Italia con regioni cliccabili).
Conviene usare eBay annunci per oggetti ingombranti o comunque di valore.
eBay Annunci è usato anche per offerte di lavoro.
A questa pagina trovi l'articolo di Giovanni Cappellotto "6 consigli per vendere su eBay Annunci".

Simile a eBay Annunci è Subito.it.

Aggiornamento: eBay annunci è diventato Kijiji.

14 febbraio 2013

Poste italiane e lo stravolgimento dell'italiano ("gratis")

Certi venditori, per piazzare i loro prodotti o servizi, dicono la verità, ma evidenziando di più alcune cose (quelle che a loro convengono) e meno altre (i lati meno simpatici dell'acquisto o abbonamento, etc).

Altri venditori invece MENTONO PROPRIO.

...In alcuni casi fingono di non conoscere la lingua italiana e, quando vengono beccati, si ostinano a violentarla pur di fingere di credere di aver ragione.

Ieri mattina sono andato nell'ufficio delle Poste Italiane di Montevarchi per richiedere il servizio "comunicazioni online", come suggeritomi da una pagina del sito Poste.it, altrimenti non posso consultare il saldo e i movimenti della mia carta PostePay (ogni qualche mese c'è una nuova precauzione che interrompe il servizio e mi obbliga a recarmi personalmente all'ufficio postale).

E l'impiegata, già che c'era, mi ha voluto parlare di quant'è bello avere un conto alle Poste.

Mi ha detto che il servizio di home banking, quello che permette di fare le operazioni bancarie online, è gratuito.

Che significa che un servizio è gratuito secondo te?
A casa mia (e nella mia lingua), un servizio è gratuito quando ne usufruisci e non paghi nulla.

Secondo questa signora invece no.

Secondo lei il servizio è gratuito, però quando lo usi devi pagare. Capisci? E' gratuito. Devi pagare.

Spiegazione della ridicola contraddizione: ci sono banche che ti fanno pagare un tot all'anno per avere la possibilità di fare operazioni bancarie. Mentre invece il punto di forza di Poste Italiane è che se non usi il servizio non paghi nulla, bontà loro!!! Quindi secondo lei da questo si deduce non che le altre banche sono esose. Si deduce che il servizio di Poste Italiane è gratuito.

Mi sono venute in mente frasi tipo una che ho sentito anni fa riguardo alla telefonia: "Il servizio è gratuito; la sua attivazione è a pagamento".
Come dire: il cartolaio mi ha detto che i quaderni sono gratuiti, però è a pagamento la loro consegna. Sono gratis, certo. Finché rimangono nei suoi scaffali. Quando passano in mano mia, sono a pagamento.

Ma ficcati un melone in bocca.

Se vuoi evidenziare che un servizio non ha costi fissi devi dire una frase che non è niente di complicato:

"NON HA COSTI FISSI".

Non puoi dire che è gratis. Se lo dici menti. Perché è a pagamento, non è gratis.

E se non capisci questo, e se sei convinta che un servizio senza costi fissi possa dirsi per questo "gratuito" significa che non sai l'italiano o fingi di non saperlo. Quindi o sei una capra o sei un'imbrogliona. O tutt'e due.

Ho saputo dalla stessa impiegata che le tariffe telefoniche di Poste Mobile sono veramente interessanti. Ma visto come si è comportata, se deciderò di passare alla suddetta compagnia telefonica lo farò da un altro ufficio postale. Perché la mancanza di trasparenza va punita.

30 luglio 2012

Contratti truffa porta a porta


Ultimamente nella sezione "inchieste" del sito Repubblica.it sono stati pubblicati vari articoli sui delinquenti che fanno firmare contratti per passaggio ad altro gestore (telefonico, di fornitura elettrica, etc) o addirittura a volte raccolgono i dati del cliente e mettono una firma falsa.

A questa pagina c'è il video di un'intervista a Tamara Carone, ex-venditrice, che rivela particolari abbastanza sconcertanti.

Consiglio anche la lettura dell'articolo del suo blog intitolato
(e anche i commenti dei lettori, che contengono varie testimonianze)

E, sul sito di Repubblica.it:




Da un commento di Caterina su Facebook: "[...] la tizia per cui lavoravamo ci dava i contratti dicendo di farli firmare specificando al cliente che non era una cosa vincolante ma solo per presa visione..."


01 gennaio 2012

Banche e trasparenza sul cambio moneta

La mia vicenda bancaria di qualche giorno fa mi dà una gradita occasione di riesumare un video fra i miei preferiti di Nicola Brusco che conservavo dal 2002 e che lo stesso Nicola aveva dimenticato di aver creato!



Volendo prestare del denaro a un mio amico che abita in Inghilterra e ha bisogno di sterline, stavo cercando di capire come ridurre al minimo la perdita di soldi "per strada"; infatti, per il prestito sarebbe stato necessario cambiare i miei euro in sterline, e per la restituzione sarebbe stato necessario cambiare le sterline in euro... e l'intermediario che ti cambia l'euro in sterline e viceversa, notoriamente ci guadagna qualcosa.

Nota: se un privato vuole vendere una sterlina anche a 10 euro, faccia pure; non lo ritengo illegittimo. Vorrei solo avere la possibilità, magari anche molto più scomoda, di ottenere il cambio moneta esattamente a seconda del valore attribuito dalla BCE senza che nessuno ci faccia sopra la cresta a mie spese (o a spese del mio amico).

Volendo essere più educato possibile, quando ho chiamato la mia banca ho evitato di usare il termine un po' dispregiativo "fare la cresta", e ho preferito chiedere quali sono le "commissioni" previste. Risposta: se devo fare un bonifico piuttosto che ottenere contanti, nessuna commissione.

Wow. Nessuna commissione!

Vado in banca, sto per firmare il bonifico, chiedo per scaramanzia se il valore attribuito è quello che avevo appena controllato sul servizio di conversione di valuta di Yahoo...

Eh no.

Come no? Eppure per telefono, pochi minuti prima...

Nah, non è una questione di telefono o non telefono. È questione del fatto che la parola "commissione" si usa quando ci si riferisce al pagamento di un servizio, mentre il surplus di denaro che mi viene richiesto per avere le sterline è dovuto al fatto che "questo è il prezzo a cui noi le vendiamo".

Io sapevo che se ho qualcosa e la vendo a un prezzo maggiorato rispetto al suo valore originario, quel di più che faccio pagare è dovuto al fatto che sto dando un servizio.
...E comunque, se un ragazzotto non esperto di economia telefona alla banca in cui tu lavori per sapere se ci sono "commissioni" da pagare per un cambio valuta, al di là del linguaggio impreciso da lui eventualmente usato, qual è secondo te l'informazione a cui è interessato? Ti sta ovviamente interrogando perché vuole sapere quanti soldi escono dalle sue tasche per entrare nelle tue. Un po' di elasticità nel linguaggio e nelle risposte non guasta mai, quando si ha a che fare con un cliente...

Mentre a questo punto direi che se, da cliente, parli con la tua banca, conviene che tu parli come mangi e usi senza pudore espressioni come "fare la cresta" o "quanti soldi passano da me alla banca sotto qualunque dicitura".

A proposito di cambio e bonifici: esiste il sito Transferwise, che consente trasferimenti di denaro inter-valuta con spese davvero minime rispetto a quelle che si avrebbero servendosi di una banca.

10 novembre 2011

Prestare soldi agli amici


Ho sentito dire spesso che prestare soldi agli amici non è una buona idea. Ho sentito questo concetto espresso in varie forme:

Se hai un credito di denaro con un tuo amico, puoi scegliere se perdere i soldi oppure perdere l'amico

Se un amico ti chiede una somma di denaro in prestito, non prestargliela, ma regalagli la metà

o più semplicemente

E' meglio non prestare soldi agli amici.

Io non sono mai stato d'accordo con la diffusa convinzione o luogo comune secondo cui se presti del denaro a un amico, non lo avrai mai indietro.

Da quando ero adolescente ho sempre prestato soldi agli amici che ne avevano bisogno, e gli amici me li hanno sempre restituiti appena è stato loro ragionevolmente possibile.

A un mio amico che risiede a Londra, qualche mese fa ho suggerito una strada per smettere di fumare: andare al seminario di Easyway, la compagnia fondata dal famoso Allen Carr che ha sedi in tutto il mondo, Londra compresa. Il seminario costava 220 sterline, cifra di cui non disponeva. Così gliel'ho pagato io. Ha smesso di fumare, e pochi giorni fa, in occasione di un suo viaggio in Italia, ha potuto saldare il suo debito grazie ai soldi risparmiati e non dati al tabaccaio.

L'anno scorso ho prestato circa 9.000 euro a suo fratello: voleva iscriversi a un'università negli USA; per farlo doveva dimostrare di avere nel conto corrente circa 16.000 euro e doveva tenerli lì per alcuni mesi, ma lui e la sua famiglia disponevano di una cifra ben minore. Gli ho fatto un bonifico e alcuni mesi dopo ho riavuto indietro l'intera somma.

Poche settimane dopo, parlando con una mia amica, ho scoperto che era stata inserita nella lista dei cattivi pagatori e che per essere cancellata dalla lista e per mantenere una riduzione del suo debito, che da 7.500 euro era stato stornato a 4.500, avrebbe dovuto pagare tale cifra entro pochi giorni. Allora, per farle risparmiare 2.000 euro e evitarle la permanenza nella lista nera, le ho prestato 4.500 euro, che in parte già mi ha restituito; sta adesso man mano risparmiando un po' del suo magrissimo stipendio per potermi restituire il resto.

Qualcuno potrebbe essere reticente a raccontare episodi del genere per paura di passare da spaccone che si vanta del bene che fa... ma per passare da spaccone bisogna raccontare di aver fatto un grande sacrificio o una grande prodezza. Mentre invece io non ho fatto nulla del genere. Il beneficio per le persone a cui ho prestato il mio denaro è stato enorme, ma la mia fatica è stata nulla, dunque cos'ho fatto di speciale? Niente. Anzi, ci ho guadagnato il piacere di aver aiutato qualcuno a costo zero. Il fatto è che io detesto le persone che non danno un aiuto anche quando a loro non costa nulla, specialmente se per il destinatario di quell'aiuto, fra riceverlo e non riceverlo c'è un'enorme differenza.

Ovviamente bisogna evitare di prestare importanti cifre di denaro a persone che FORSE sono amici e FORSE no. Ma io non mi sto riferendo a queste. Io sto parlando di amici. E se una persona ha la possibilità di renderti del denaro che le hai prestato e non lo fa, non può trattarsi di un amico. Può semmai trattarsi di una persona che CREDEVI un amico.

Se capisci che una persona che credevi amica non vuole restituirti dei soldi che le hai prestato, allora significa che per te sono stati soldi ben "spesi". Perché eri talmente miope da non saper riconoscere un amico da una persona che fingeva di esserlo. Allora, per l'importanza che do io all'amicizia e per l'importanza che do al saper riconoscere un amico da un falso amico, la cifra che hai "speso" valeva fino all'ultimo centesimo l'uscita di questa persona dalla tua vita, che altrimenti ti saresti portato dietro come falsa amica chissà per quanto tempo.

Analogamente si può ragionare non solo per i soldi prestati, ma per i favori fatti e la spesa di tempo ed energie.

Comunque sia, visto che non si può al 100% escludere di sbagliarsi (e questa è una supposizione ben diversa dal luogo comune sulla sicurezza o grande probabilità di rimanere fregati), sperando di non offendere la persona che reputiamo amica e a cui si sta per prestare del denaro, possiamo sempre farle firmare un foglio con fotocopia della sua carta d'identità e con un testo del genere:

Io sottoscritto [...], nato il [...] a [...], residente in [...], dichiaro che in data [...] ho ricevuto in prestito [...] euro da [...], nato il [...] a [...], al quale mi impegno a restituire entro [...] da oggi  tale somma di denaro; lo farò, come da accordi, a mezzo assegno o bonifico bancario, affinché la restituzione possa essere provata e documentata, quindi mai e per nessun motivo in contanti.


20 ottobre 2011

Chi più spende meno spende? Non sempre... Viva le riparazioni e l'usato

Su eBay acquistato mic USB Blue Yeti d'occasionciona. Un grazie a Piernicola per il suggerimento e tanti accidenti ai doganieri per il dazio di 15 euro, che sommato ai costi di spedizione dagli USA (45 euro!!) hanno superato il prezzo dell'articolo.

Questo vuol dire forse che, come si dice spesso, "La roba conviene comprarla nuova, ché ciai anche la garanzia" ?

No! Io ho comunque risparmiato circa 54 euro, stando all'inserzione su eBay dello stesso articolo nuovo con minore prezzo + spese di spedizione (con "hanno superato il prezzo dell'articolo" mi riferivo all'articolo usato che ho comprato)

La gente che preferisce comprare i prodotti nuovi e spendere di più secondo me spesso non lo fa con cognizione di causa.

La storia della garanzia? Nella mia esperienza non vale la pena spendere molto di più per avere la garanzia, perché il risparmio verosimilmente corrisponde al prezzo della riparazione, che la maggior parte delle volte non è necessaria (è molto probabile che l'articolo non si guasti).

E in più da dopo la riparazione c'è automaticamente una garanzia aggiuntiva di 6 mesi.

Tempo fa ho portato a riparare la fotocamera di mio fratello Gold... il malfunzionamento è dovuto a una caduta in acqua, e questo purtroppo faceva decadere la garanzia (quando ha aperto la confezione non era affatto unta né scottante, quindi non può neanche dire per colpa del produttore gli è caduta in acqua). Il preventivo per la riparazione è di 67 euro, mi pare di ricordare. Io accetterei. La fotocamera 2 anni fa è costata 160 euro. Io accetterei. Per 67 euro fanno tornare come nuova una fotocamera e in più danno questa menata di garanzia per 6 mesi... (come nuova, sì, e può fidarsi di ciò visto che il proprietario era lui e non l'ha sbattuta a terra né l'ha usata decine di migliaia di volte...).

A che scopo comprarne una nuova equivalente spendendo circa 140 euro (cifra che suppongo tenendo conto dell'abbassamento dei prezzi in un anno per un oggetto tecnologico del genere) ?
Se dovessi io spendere 140 euro farei riparare la fotocamera e ne comprerei un'altra di pari livello usata come scorta!

...E naturalmente bisogna ricordarsi del PREZZO ECOLOGICO che deriva dall'acquistare un prodotto nuovo, che equivale al prezzo ecologico che deriva dal far produrre e trasportare un oggetto analogo.