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12 aprile 2020

Stefano Montanari e Antonietta Gatti: alcuni esempi sulla loro disinformazione

In questo articolo parlerò di chi sono, cosa fanno ma soprattutto cosa hanno affermato il dott. Stefano Montanari e Antonietta Gatti; si capirà dunque perché io come tante altre persone abbia una pessima opinione di loro e perché, stufo di vedere ogni tanto condiviso su FB un intervento di Montanari, ho scritto uno sfogo in quest’altro articolo, in cui giustifico l’indisponibilità a leggere o ascoltare qualsiasi altra parola che esca dalla sua bocca, perché quando è troppo è troppo (ed essendo io molto, molto stufo, questo è l'ultimo articolo che scrivo su queste due persone).

Le affermazioni di Montanari che citerò (a volte non alla lettera, ma aggiustando leggermente il testo senza cambiarne il senso, per motivi di maggiore leggibilità) sono tratte da vari convegni (principalmente “Le vaccinazioni di massa”, tenutosi a Padova il 5 ottobre 2013), dal suo blog stefanomontanari.net e dalle sue parole riportate dalla giornalista Gioia Locati, sua simpatizzante, nello spazio dei commenti dell’articolo a pag http://blog.ilgiornale.it/locati/2017/02/11/vaccini-sporchi-minacce-ai-ricercatori-/

STEFANO MONTANARI E ANTONIETTA GATTI: CHI SONO E COSA FANNO (E CHI CREDONO DI ESSERE E COSA CREDONO DI FARE)

Stefano Montanari è un laureato in farmacia; sua moglie Antonietta Gatti è laureata in fisica.
Nel 2013 Montanari diceva a un convegno:

“Mia moglie l’anno scorso [2012] è stata inserita dai nostri colleghi a livello mondiale, calcolate qualche decina di migliaia di scienziati, tra i 32 scienziati top al mondo, e gli italiani non lo sanno”

In realtà è stata accettata come “fellow” dall’International Union of Societies for Biomaterials Science and Engeneering (i fellow di quella società scientifica sono quasi 300), e “scienziata top al mondo” no, non è una nomina che ha conseguito.

Quando, all’età di 63 anni, è andata in pensione, suo marito ha parlato di prepensionamento dovuto alla persecuzione di cui i due sarebbero stati vittima (ma un ricercatore in italia viene mandato in pensione a 63 anni per legge). Subito dopo ha dichiarato la sua assunzione all’ISTEC di Faenza, il cui personale, interrogato, ha detto di non conoscerla.

Montanari e Gatti lavorano nel loro laboratorio di analisi Nanodiagnostics, in cui dicono di fare ricerca sulle nanoparticelle, cioè particelle o strutture più piccole di 100 nanometri, l’ordine di grandezza di proteine e virus.

In seguito a un’indagine su un vaccino contro il papillomavirus, Montanari affermò di aver trovato particelle di bismuto e piombo. La dott.ssa Stefania Salmaso, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, dell’Istituto Superiore di Sanità, osservò che tali analisi sono estemporanee e non ripetibili. Il commento di Montanari:

“...come se noi fossimo dilettanti; rendo noto che il mio laboratorio è inserito dalla Comunità Europea fra i 100 di punta di tutta l’Unione”.

Bella argomentazione. E poi che significa? Ci sono anche laboratori non di punta nell’UE?

Nel 2017 Montanari sostenne di aver ricevuto minacce che avrebbero spinto lui e sua moglie a smettere di parlare di vaccini. Lo scrisse nell’articolo del suo blog intitolato “Sipario”, in cui a un commento sull’opportunità di denunciare le minacce rispose:

“Le minacce sono fatte da chi sa come farle. Siete tutti voi a dover reagire scrivendo all’Università di Urbino e all’Ordine dei Medici.”

Nell’articolo scrisse che avrebbe così smesso di occuparsi di vaccini, salvo poi tornare a farlo nel 2020 ai tempi del coronavirus.

LA CANTONATA DELLA GATTI SUL’URANIO IMPOVERITO: L’INCHIESTA RITARDATA DI 10 ANNI

I coniugi Montanari sono conosciuti per le loro osservazioni antiscientifiche in cui affermano la pericolosità dei vaccini a causa delle loro impurità.
È interessante che proprio quando c’era da dare davvero la colpa ai vaccini, e cioè nell’inchiesta sul Poligono Interforze del Salto di Quirra, i coniugi Montanari fecero l’opposto! Montanari nel 2013 affermò che chi correla una morte di una persona a un vaccino è in malafede o ignorante. Si riferiva al prof. Franco Nobile, oncologo presidente della Lega Tumori di Siena, consulente della commissione senatoriale di inchiesta. La verità è che a causa della Gatti e di altri depistatori, che sostenevano che la causa dei linfomi dei militari fosse l’uranio impoverito dei proiettili, si persero 10 anni nell’accertare la responsabilità delle vaccinazioni intensive e irrazionali.

IL LABORATORIO NANODIAGNOSTICS

In un filmato Montanari mostra il suo laboratorio (https://youtu.be/EBxgF30B484).

Il trattamento dei campioni di tessuto mostra gravi errori di procedura che possono determinare la contaminazione in laboratorio: dal momento del prelievo fino all’analisi con microscopio elettronico a scansione, i campioni vengono a contatto con strumenti chirurgici, contenitori, reattivi, fissativi, coloranti e l’aria dell’ambiente.

Mostra alcuni campioni di tessuto dicendo che sono sotto paraffina, un derivato del petrolio. Ma neppure la paraffina farmaceutica può essere completamente priva di contaminazione da polveri.

Mostra il micròtomo che usa per tagliare i tessuti da analizzare, la cui lama, che come tutte le lame durante l’uso perde il filo e cioè perde materiale, potrebbe contaminare i campioni analizzati. La giornalista Giulia Locati ha riportato in un commento al suo articolo queste parole di Montanari:
”Le lame perdono frammenti a seconda del materiale di cui sono fatte, del materiale che tagliano e delle modalità con cui sono usate”
Il micòtomo utilizza lame in acciaio al carburo di tungsteno. L'acciaio è una lega di ferro, cromo, nickel e altri metalli. Nei campioni biologici spesso hanno detto di aver trovato trovare ferro, cromo, nickel e tungsteno.

Da quello che si vede nel filmato, il campione viene manipolato in un modo che non garantisce la non contaminazione da parte delle polveri presenti nell’aria della stanza. Una tipica atmosfera urbana può contenere 10.000.000 di nanoparticelle per cm cubo, il 14% delle quali costituite da metalli di transizione (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15116832). Tra i metalli di transizione troviamo ad esempio titanio, vanadio, zirconio, cromo, manganese, ferro, molibdeno, tungsteno, cobalto, nichel, rame, rodio, palladio, argento, iridio, platino, oro, zinco, cadmio, mercurio. L’aria del modenese non è esente da inquinanti. Ad esempio a Modena nel 2012 è stato registrato 85 volte il superamento del valore limite giornaliero di polveri sottili; il valore medio annuale è stato 38 microgrammi per metro cubo.

GLI STRAFALCIONI SU CONCETTI DI BASE

Nel suo articolo Giulia Locati disse a Montanari: ”Qualcuno sostiene che le concentrazioni di inquinanti sono infinitesimali, si paragona la più grande a un miliardesimo di milionesimo di mole… una piccolezza simile non può nuocere”. Montanari rispose:

“Ma un’ignoranza così grande sì. La mole è l’unità di misura delle molecole non delle particelle che contengono a loro volta centinaia di molecole […]”

Come dire che la dozzina è l’unità di conteggio che si usa solo per le uova. Dire “una mole della cosa X” equivale a dire “una quantità della cosa X pari al numero di Avogadro” (il numero di Avogadro è il numero di atomi presenti in 12 grammi di carbonio 12, e cioè 6,02214076 x 10 23). Chiaramente la cosa X può essere “atomi”, “molecole”, specifici gruppi di particelle… Questo lo sa anche uno studente di quarta liceo.

Montanari ha affermato che

Se il mercurio si posa sui globuli rossi impedisce loro di portare emoglobina ai tessuti.

Da dove ha preso questa informazione non si sa. Non certo in un testo di tossicologia (forse si è confuso col monossido di carbonio? Ma questo non forma certo nanoparticelle!)

La cellula contenente la nanoparticella si riproduce, e genera cellule che dentro di loro non hanno le nanoparticelle.

Dunque le nanoparticelle che fine hanno fatto??!

Le particelle di cui noi ci occupiamo non si sciolgono né nell’acqua né nei grassi; questo fa sì che siano eterne: né la natura, né la tecnologia umana sono in grado di liberarsi di queste polveri. Una volta prodotte, è per sempre.

Pare che Montanari non abbia presente la diagenesi, fenomeno per cui le polveri si depositano e col tempo formano rocce.

Per il particolato non è stato identificato nessun livello di sicurezza (cioè non esiste una quantità minima di particolato nell’aria sotto la quale la nostra salute è al sicuro).

Ovviamente è una stupidaggine: il veleno lo fa sempre la dose, che può essere anche bassissima, ma esiste comunque. Basti pensare che nell’aria di alta montagna ci sono in media 10.000 particelle per centimetro cubo. Eppure lui è convinto:

“Con le nanoparticelle non si può applicare la regola di Paracelso secondo cui è la dose a fare il veleno. Perché può bastare una sola particella che danneggia una cellula a scatenare un danno irreversibile. Con le particelle ciò che conta è dove finiscono la loro corsa, quanto sono grandi, che forma hanno e che composizione chimica. La quantità è un fattore decisamente secondario che può solo influenzare statisticamente la possibilità di colpire bersagli più o meno sensibili”

Se fosse vero, considerata la quantità di nanoparticelle che inaliamo, dovremmo morire tutti in tenera età ed estinguerci. E invece le pneumoconiosi insorgono con probabilità e gravità diversa a seconda che una persona abbia lavorato stando esposto alle polveri per un periodo più lungo o meno lungo; le patologie polmonari dovute al tabagismo (che comporta un enorme inalazione di nanoparticelle) sono correlate a quante sigarette al giorno il soggetto ha fumato e agli anni di tabagismo. Nozioni, queste, non solo ampiamente provate dala scienza, ma anche facilmente intuibili.

Sulla possibilità che la lama del micròtomo possa contaminare i campioni di tessuto analizzati nel suo laboratorio Montanari ha detto in un’intervista:

“Le pare che la farina possa scalfire una lama? Nessun formaggio o salame affetta l’acciaio”.

Ma anche un bambino sa che le lame, col tempo, perdono il filo, e cioè si consumano perdendo materiale. Del resto lo sa anche Montanari, che nel suo blog a pag http://www.vitalmicroscopio.net/2014/11/06/cavolo-mangiamo-2/ ha scritto:
“La cosa più buffa fu scoprire che l’unico produttore di mortadella il cui prodotto era stato trovato esente da inquinamento di particelle d’acciaio proveniente dalle lame di lavorazione rifiutò di usare quel suo vantaggio a livello d’informazione per la clientela. La motivazione addotta, e certamente accettabile dal punto di vista di chi fa business e non altro, fu che, se i clienti, notoriamente considerati imbecilli e come tale trattati, vengono informati del problema magari da un grillo qualunque che non ci ha capito niente, non comprano più la mortadella, buona o non troppo buona che questa sia. Insomma, per non rovinare il mercato non si dice niente a nessuno e si mangino in tutta gaiezza i granelli d’acciaio.”

L’ATTEGGIAMENTO ANTISCIENTIFICO

Montanari ha detto che

prima i bambini autistici erano uno ogni 2000, ora sono 1 su 80, probabilmente a causa non solo dei vaccini, ma anche dell’aria che respiriamo e degli alimenti contaminati, su cui cadono le polveri con nanoparticelle.

Per smontare questa affermazione, che comprende la grave quanto antiscientifica accusa ai vaccini di causare l’autismo, basta considerare che negli ultimi decenni non sono aumentati i casi di autismo, ma le diagnosi di autismo, perché sono cambiati i criteri di diagnosi; inoltre è aumentato il numero di genitori che, notato un comportamento atipico del figlio, chiedono un consulto medico.

Le polveri di oggi stanno provocando delle malattie nuove, ma diventano anche causa di malattie che eistono già, con meccanismi completamente diversi da quelli che conoscevamo.

Affermazione non supportata da alcuna prova scientifica. Per tentare di dimostrarla, fa questo esempio:

Il diabete è sempre stato legato alla dieta [qui dunque sembra si riferisca al diabete di tipo II]
Quando sono crollate le torri gemelle a New York si sono formate delle polveri sottili […] Il diabete è andato alle stelle. Non c’era zucchero in queste polveri. Il diabete è andato alle stelle perché queste polveri sono andate a finire nel pancreas, nelle isole di Langherans, che sono le produttrici dell’insulina [ma questo è il diabete di tipo I, che non è provocato dall’alimentazione!], un meccanismo completamente diverso [e invece è una patologia diversa]. È un meccanismo che i medici non conoscono, ma è quello che si vede sperimentalmente [alla faccia della sperimentazione… quale?]

Secondo Montanari la correlazione è lampante, senza che ci sia bisogno di verificare una corrispondenza statistica fra la presenza di polveri e le varie patologie.

Parlando del suo laboratorio Montanari dice di osservare gli elementi chimici del campione di tessuto analizzato,

“…che poi sono gli inquinanti che possibilmente o probabilmente hanno provocato la malattia”

“Possibilmente o probabilmente” ? Insomma, si può stabilire una correlazione fra presenza di polveri e la malattia col solo criterio topografico? Certo che no. La valutazione del rapporto di causalità segue i criteri cronologico, topografico, dell’idoneità, della continuità fenomenica e dell’esclusione. Ma questo a Montanari sembra sfuggire.

“Se una nanoparticella si deposita su un rene o su un qualsiasi altro organo, questo non è mai in grado di liberarsene”

Affermazione inventata. Numerosi studi dimostrano che le naoparticelle possono essere rapidamente eliminate per via renale o biliare.

Le nanoparticelle si depositano sugli organi e provocano tumori

Affermazione non verificata. I coniugi Montanari - Gatti hanno analizzato tessuti anatomici malati senza confrontarli con tessuti sani, quindi non dimostrando la correlazione fra nanoparticelle e patologia.

“Se nello sperma ci sono nanoparticelle di piombo, una volta immesso nel canale vaginale, provoca la sindrome del seme urente, cioè il canale vaginale si si ustiona e si formano piaghe sanguinanti e dolorose non trattabili chirurgicamente né farmacologicamente”

Affermazione mai provata scientificamente.

Le nanoparticelle provocano la formazione di trombi.

Affermazione fuorviante in un contesto di critica nei confronti dei vaccini, in cui è stata pronunciata. Nel ratto è stato osservato che le nanoparticelle accelerano la formazione di trombi. Questo non autorizza a pensare che i vaccini, eventualmente contenenti nanoparticelle, aumentano in modo apprezzabile il rischio di trombosi. Infatti è enorme la quantità di nanoparticelle che assumiamo nel corso dell’intera vita o anche solo in tenera età, e che finiscono nel sangue. Lo facciamo (stando agli studi sugli animali) attraverso polmoni, mucosa nasale, cute, stomaco, intestino. Con alimenti cosmetici, mediante il contatto con vestiti e oggetti, assumiamo qualcosa come mille miliardi di nanoparticelle al giorno, contenuti per lo più negli additivi. Queste nanoparticelle vengono espulse attraverso gli apparati digerente e respiratorio e con la sudorazione. Da questo si capisce quanto irrilevante sia la quota di nanoparticelle eventualmente assunte tramite vaccini.

“Un conto è quando respiriamo inquinanti, li inaliamo ma poi li buttiamo fuori. O quando li mangiamo. Ma è ben diverso quando le particelle sono iniettate sotto cute, in questo caso non ne esce nessuna, l’organismo non è capace di espellerle”

Le nanoparticelle, proprio perché piccole, sono le particelle che più facilmente passano da tessuto a tessuto. Quindi sì, passano facilmente dal sito di iniezione di un farmaco, cioè il muscolo nel caso dei vaccini, al circolo ematico, per poi passare i reni ed essere espulse.

“Le nanoparticelle passano anche dalla donna incinta al feto, infatti guardate questo agnello nato malformato dopo che alla madre era stato somministrato un vaccino”

Si trattava del vaccino contro la malattia della lingua blu, che aveva come effetto collaterale la malformazione dei feti degli agnelli; nonostante ciò vennero vaccinate anche le pecore gravide. La specifica correlazione con le nanoparticelle è una pura supposizione di Montanari.

A Mantova l’autopsia su un bambino morto a 8 ore dalla nascita evidenziava una grande presenza in vari organi delle stesse nanoparticelle trovate nell’aria inquinata di Mantova. Era un bambino leucemico con madre sana. In questo caso il feto fa da “spugna” che assorbe tutte le nanoparticelle, mentre la madre non ne subisce le conseguenze.

Si potrebbe fare questa affermazione dopo aver fatto esami sulla mamma, trovandola priva di una quantità importante di nanoparticelle, cosa che non è stata fatta.

Il mercurio non viene più usato come conservante per i vaccini. Ma Montanari, senza portare prove, dice che è ancora usato. Quello che veniva usato era etilmercurio, innocuo e facilmente eliminabile dall'organismo per via epatica. Ma Montanari descrive i danni di legami proteici tipici del metilmercurio, dannoso e difficilmente eliminabile dall’organismo.

“Si racconta che il mercurio sia stato tolto dai vaccini. Non è così. Il mercurio è indispensabile alla preparazione perché le sostanze biologiche di cui sono fatti i vaccini possono essere attaccate da funghi e batteri. L’unico modo per evitare contaminazioni di quel tipo è inserire mercurio e poi cercare di eliminarlo. Ma il mercurio è tecnicamente impossibile da eliminare del tutto.”

Eppure stando al famoso articolo di Gatti e Montanari il mercurio risulta assente in tutti e 44 i vaccini da loro analizzati. Allora delle due una: non c’era mai stato, oppure era stato eliminato del tutto.

Sul blog di Montanari, a pag https://www.stefanomontanari.net/sipario/ un utente scrisse: “Mi pare che la misera qualità dello studio di Montanari (che fa l’offeso e non risponde alle critiche) sia talmente misera da non consentire alcuna conclusione sulla purezza dei vaccini”. Montanari rispose:

Ma perché non fate le analisi voi?

Ecco perché: se la qualità del tuo studio già lo classifica come spazzatura, non vale la pena fare una verifica: è spazzatura e basta. L’onere della prova ce l’ha chi ha avuto l’idea di fare un’affermazione, non chi ne dubita.

LO STUDIO SPAZZATURA PUBBLICATO SULLA RIVISTA PREDATORIA

Nel loro articolo "New Quality-Control Investigations on Vaccines: Micro- and Nanocontamination", pubblicato sulla rivista predatoria "International Journal of Vaccine and Vaccination", Gatti e Montanari elencano una serie di vaccini nei quali, con il loro microscopio, avrebbero trovato varie sostanze, spesso metalliche. Ma non c'è nessun controllo né in doppio cieco, né in cieco, né senza cieco.
Lo studio è stato ben sbufalato in questo articolo in lingua inglese:
http://www.skepticalraptor.com/skepticalraptorblog.php/another-anti-vaccine-article-bad-journal-bad-data/
Comunque un’ottima spiegazione la dà anche Medbunker a partire dal paragrafo “La scoperta dell'acqua calda” del suo articolo a pag
http://www.medbunker.it/2017/02/i-vaccini-inquinati-unesperta-dice-di-no.html

Su un sito antivaccinista viene detto che in seguito allo studio di Gatti e Montanari fu stato fatto nel 2016 un altro studio su 16 fiale di vaccini nel laboratorio clinico ed ambientale Micro Trace Minerals, con sede in Germania, studio in cui sono state così trovate tracce di mercurio, nichel, arsenico, uranio, alluminio. E però, per la metodologia usata, anche questo studio è spazzatura.

ALTRE FESSERIE SUI VACCINI

Rimanendo in tema di vaccini (ma non di Gatti e Montanari, che qui non c'entrano) colgo l'occasione per riportare alcune delle decine di fesserie antivacciniste che trovano sul web…

E il documento Simpsonwood? All’inizio lo studio riportava una correlazione fra vaccini e autismo e altri problemi neurologici, e dopo le revisioni, nella versione pubblicata nel 2003 le conclusioni sono cambiate e i vaccini sono stati assolti!

Era uno studio preliminare, che come tutti gli studi che presentano dati spaventosi. E tutti, una volta approfonditi (non “alterati”), epurati dai confondimenti e evitati i bias, giungono a conclusioni diverse.
E poi se davvero lo studio fosse stato alterato, e se il Thiomersal (fino ad allora contenuto nei vaccini) causava davvero autismo, non si spiegherebbe perché dopo la sua eliminazione dai vaccini l'incidenza di autismo ha continuato ad aumentare.

Le enclave che non vaccinano i figli non hanno casi di autismo!

Falso. Molti studi sulle cause dell'autismo, in particolare quelle genetiche, sono stati fatti ad esempio proprio sulla comunità Amish: nelle comunità chiuse, in cui le persone si incrociano tra loro vengono selezionati geni in un rapporto percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale, per cui é piú semplice fare studi riguardo geni rari.
Ecco un esempio di uno studio che correla una variante genica con l'autismo in una comunità Amish: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19302947

ALTRE FESSERIE E SCIATTERIE...

...Le trovi in questo post degli autori dell'ottima pagina Facebook "Biologi per la scienza":
https://www.facebook.com/BiologiPerLaScienza/photos/a.284416352089286/762073417656908/

15 marzo 2017

Dito medio di J-Ax e Fedez contro gli anti - adozioni gay... Hanno torto?

È giusto proibire le adozioni di un bambino da parte di una coppia omosessuale?

La risposta a questa domanda dev'essere data unicamente attingendo a dati scientifici riguardanti l'osservazione delle condizioni di benessere dei bambini allevati fin ora da coppie omosessuali.

Tutto il resto è teoria, o, peggio, ideologia.

E non è la sola teoria, e tanto meno l'ideologia a dover decidere sulla vita delle persone.

Allora Vediamo cosa dice la scienza.

Cito da un articolo sul sito dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, scritto dalla dott.ssa Paola Biondi:

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Oltre 40 anni di ricerche internazionali di vario tipo, sempre più complesse e lunghe nel tempo, concordano nell’affermare che non esistono differenze significative tra la prole di coppie dello stesso sesso e la prole di coppie di sesso differente.

Si vedano per una accurata analisi due tra gli ultimi contributi pubblicati sul tema: Adams J., Light R., 2015 – Scientific consensus, the law, and same sex parenting outcomes in Social Science Research, Volume 53, September 2015, Pages 300-310 e Ferrari F., 2015 – La famiglia in-attesa, ed. Mimesis.

Ma ancora voglio citare alcuni pareri autorevoli della comunità scientifica italiana e internazionale quali questi che seguono:

– 2006, American Academy of Pediatrics: “I risultati delle ricerche dimostrano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali. Più di venticinque anni di ricerche documentano che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Questi dati dimostrano che un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.

- 2009, American Academy of Child and Adolescent Psychiatry: “non vi è evidenza scientifica a sostegno della tesi secondo cui genitori con orientamento omo- o bisessuale siano di per sé diversi o carenti nella capacità di essere genitori, di saper cogliere i problemi dell’infanzia e di sviluppare attaccamenti genitore-figlio rispetto ai genitori con orientamento eterosessuale. Da tempo è stato stabilito che l’orientamento omosessuale non è in alcun modo correlato ad alcuna patologia, e non ci sono basi su cui presumere che l’orientamento omosessuale di un genitore possa aumentare le probabilità o indurre un orientamento omosessuale nel figlio. Studi sugli esiti educativi di figli cresciuti da genitori omo- o bisessuali, messi a confronto con quelli cresciuti da genitori eterosessuali, non depongono per un diverso grado d’instabilità nella relazione genitori-figli o rispetto ai disturbi evolutivi nei figli”.

- 2011, Associazione Italiana di Psicologia: “In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso. I bambini hanno bisogno di adulti in grado di garantire loro cura e protezione, insegnare il senso del limite, favorire tanto l’esperienza dell’appartenenza quanto quella dell’autonomia, negoziare conflitti e divergenze, superare incertezze e paure, sviluppare competenze emotive e sociali”.

– 2013, Antonino Ferro, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana: "Che ben vengano bambini di coppie che si amano e che siano capaci di buoni accoppiamenti mentali. Non sarà il sesso biologico dell’uno o dell’altro ad aver più peso ma le attitudini mentali dell’uno e dell’altro. I figli li faccia chi ha voglia di accudirli con amore."

- 2014, Vittorio Lingiardi e Roberto Cubelli: “Le più importanti associazioni scientifiche internazionali nel campo della psichiatria, della pediatria, della psicologia e della psicoanalisi (non ultime le dichiarazioni del Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, Antonino Ferro), sottolineano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali e che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.

In una discussione su Facebook, un commentatore ha risposto a questa citazione dicendo

"Magari potresti citare anche la scienza che sottolinea le problematiche dei bambini di coppie omosessuali; per par condicio"

Ma la scienza non è democratica. Non è politicamente corretta. Non è una gara dove c'è chi vince e c'è chi perde. Vinciamo sempre tutti, e cioè dopo ogni ricerca ben condotta tutti abbiamo a disposizione più dati di cui beneficiare... a patto che ci sia buona fede e competenza e correttezza nella loro lettura.

Nella scienza non devono esistere tifoserie.

Io non ho problemi a cambiare idea, anche perché non sono gay, e non sono interessato ad avere figli adottivi né naturali, e non sono un fan di J-Ax o di Fedez. E credo di potermi fidare persone esperte del settore che semplicemente guardano i dati e fanno le relative deduzioni, senza avere alcun interesse che spinga a sostenere l'una o l'altra tesi.

Se fin ora non mi sono imbattuto in alcuna ricerca scientifica che dimostra la dannosità di avere genitori dello stesso sesso non è colpa mia.

Ne hai trovato tu qualcuno, familydayista? Da un lato sarebbe confortante sapere che la risposta è sì, e cioè che ti basi su dati concreti anziché sulla tua intuizione, sulle tue deduzioni e sulla tua religione.

Altrimenti si dovrebbe dire che la proibizione che tu auspichi è ideologica, e

proibire sulla base di una ideologia, cioè condizionare la vita degli altri sulla base di una ideologia, a mio parere merita abbondantemente il dito medio che J-Ax e Fedez hanno mostrato nella trasmissione "Le Iene",

cosa di cui lo staff di "Generazione Famiglia" si è lamentato, chiedendo le scuse di Mediaset con questa petizione sul sito cattolico Citizengo.

Dunque, se sei uno dei firmatari della suddetta petizione e pensi di non meritare quei gestacci di J-Ax e Fedez,  dimmi pure. Ti invito a linkare gli articoli scientifici a favore della tua tesi nello spazio dedicato ai commenti di questo post. Li leggerò con interesse e, ripeto, sono pronto a cambiare idea.
Sono ancora più benvenuti eventuali link ad articoli scientifici che dimostrino che essere allevati da coppie gay o lesbiche o da singol gay o lesbiche porta a un maggior rischio di problemi rispetto ad essere allevati in orfanotrofi.

Comunque... esperienza di navigazione web di oggi:

Cercando materiale sull'argomento, mi sono imbattutto in questo articolo di Costanza Staggetti, che afferma la non grande evidenza di vari studi per stessa ammissione di alcuni ricercatori. Ma mi sembra che si sia data la zappa sui piedi (stando alle intenzioni che intuisco dal fazioso titolo): piccole evidenze sommate ad altre piccole evidenze iniziano a costituire evidenze importanti; inoltre l'unico articolo da lei citato che a sua detta sarebbe a sfavore delle adozioni gay, "Lesbian mothers and their children: A comparison with solo parent heterosexual mothers and their children" riporta delle conclusioni del tutto opposte! Costanza Staggetti scrive, riferendosi a questo articolo:

R. Green in Archives of Sexual Behavior,  ha scoperto che i pochi studi sperimentali che includevano un numero di campioni anche solo modestamente più alto (13-30) di maschi e femmine educati da genitori omosessuali ...«hanno rilevato differenze di sviluppo statisticamente significative fra bambini allevati da genitori omosessuali in confronto a quelli allevati da genitori eterosessuali Ad esempio, i bambini educati da omosessuali hanno un maggiore incoraggiamento dai genitori nello scambio dei ruoli di genere e una maggiore inclinazione al travestitismo»

Le virgolette servono per citare un testo preciso, o la traduzione di un testo preciso. Ma come si può osservare dal testo originale dell'articolo, quelle parole "citate" non ci sono. Non c'è nessun riferimento al "travestitismo" (parola usata comumemente per indicare i gay che si vestono da donna), mentre c'è scritto che il 21% delle bambine allevate da due donne gradivano vestirsi da uomo e fare giochi con ruoli in cui impersonavano un uomo, mentre per le bambine allevate da un uomo e da una donna questa percentuale era l'11%.

E questo per quanto riguarda uno solo dei tanti aspetti che lo studio ha osservato. Tutti gli altri aspetti hanno portato gli autori dello studo alle seguenti conclusioni

Gli autori hanno osservato che non c'erano bambini che mostrassero segni di disordine di identità sessuale. La paura che i bambini cresciuti da madri lesbiche "produrrà un conflitto di identità sessuale e una stigmatizzazione fra coetanei" sembra essere infondata. Gli autori affermano propro che "È evidente che i ragazzi e le ragazze cresciuti fin dall'infanzia da una madre omosessuale senza un maschio adulto in famiglia per circa 4 anni non appare apprezzabilmente diverso rispetto a quelli cresciuti da madri eterosessuali senza un maschio adulto, per quanto riguarda lo sviluppo sessuale e sociale"

Insomma, per l'ennesima volta ho notato ignoranza oppure disonestà intellettuale in una persona sostenitrice della proibizione delle adozioni gay.

Davvero simpatico il coraggio con cui spesso i cattobigotti sostengono che chi sostiene tesi discordi dalle loro lo fa per via di una ideologia, affermano derivare dal "buon senso" anziché dalla religione le proprie affermazioni e si impegnano a darsi un tono di oggettività. Più lo fanno, più si coprono di ridicolo.
Lo so, ho dichiarato di essere imparziale rispetto ai dati, e ripeto che non ho interesse a tifare per nessuna tesi in particolare, ma non è colpa mia se c'è chi per una tesi tifa, e lo fa in maniera invero buffogoffa.

Ad esempio il suddetto articolo si intitola "Adozioni gay: ricerche condizionate dall’ideologia", e il sito che ospita l'articolo si chiama "documentazione.info"; sottotitolo "Oltre le opinioni". Che cosa c'è oltre alle opinioni in quel sito? Ben poco.

Rimango in attesa di tesi anti - genitori gay basate sui fatti.

Solo quando ne avrò potrò essere d'accordo con la richiesta di scuse in seguito ai diti medi di J-Ax e Fedez.

15 agosto 2016

Primo studio sulle "scie chimiche": nessuna evidenza di operazioni occulte

L’articolo originale in inglese di Science Alert si trova a questa pagina.

È stato pubblicato il primo articolo peer-reviewed sulla cospirazione delle scie chimiche - l’idea secondo cui degli enti governativi starebbero segretamente facendo rilasciare sostanze chimiche nell’aria per mezzo di velivoli.

I ricercatori non hanno trovato alcuna evidenza di attuazione di programmi che prevedano lo spruzzo di sostanze chimiche su larga scala e di cui non saremmo a conoscenza, e hanno concluso che tutti i caratteristici disegni di “scie chimiche” nel cielo possono essere spiegati con le già conosciute leggi scientifiche sul vapore acqueo.

Nonostante la mancanza di solide evidenze sulle scie chimiche, questa teoria non morirà, e continuerà la ricorrenza di memi che circolano su Facebook e Twitter (grazie, Kylie Jenner) a suggerire che gli aerei strascicatori di nuvole sono qualcosa di ben più sinistro.

Questi disegni nel cielo sono in realtà conosciuti come scie di condensazione, e gli scienziati hanno mostrato che sono il prodotto del vapore acqueo che si condensa e dell'aerosol che si ghiaccia intorno nei tubi di scappamento.

Ma per qualche motivo tante persone pensano che siano causati da industrie o governi che spruzzano nell’atmosfera sostanze chimiche in grado di danneggiare la salute o di controllare i fenomeni meteorologici – un sondaggio internazionale del 2011 ha rivelato che quasi il 17% delle persone intervistate credeva nelle programmazioni segrete di irrorazione su larga scala.

Volevamo stabilire una documentazione scientifica sul tema dei programmi segreti di irrorazione atmosferica per il bene delle persone che non hanno ancora deciso - ha detto il direttore della ricerca Steven Davis dalla University of California, Irvine - Gli esperti che abbiamo interrogato hanno respinto con forza la tesi secondo cui le fotografie di scie di condensa fornirebbero un’evidenza di una cospirazione per la manipolazione dell’atmosfera su larga scala.

Per fare chiarezza, l’equipe ha interrogato 77 scienziati che si suppone sappiano cosa dicono – sono stati o chimici dell’atmosfera specializzati in scie di condensazione o geochimici che hanno lavorato nel campo dei depositi atmosferici di polvere e dell’inquinamento.

Di questi, 76 dei 77 esperti hanno detto di non essere venuti a conoscenza di programmi segreti di irrorazione su larga scala.

L’evidenza che il settantasettesimo ha incontrato riguardava “alti livelli atmosferici di bario in un’area remota in cui normalmente c’era una bassa quantità di bario a livello del suolo”.

In altre parole, aveva visto una differenza che poteva essere spiegata con sostanze chimiche irrorate nell’atmosfera, ma non aveva incontrato nessun segno di attività nefasta.

E soprattutto ai ricercatori sono state mostrate quattro immagini che comunemente circolavano come prova di scie chimiche, e il 100% di loro hanno detto che erano normali scie di condensazione – e hanno fornito citazioni peer-reviewed che certificavano le loro affermazioni.

I ricercatori inoltre hanno suggerito che le scie di condensazione sono più comuni in questi giorni poiché i viaggi aerei stanno diventando più regolari.

Nonostante la persistenza di erronee teorie sui programmi di irrorazione atmosferica, fin ora su questo non ci sono strati studi accademici peer-reviewed, e questo lascia dedurre che le supposte 'scie chimiche' sono semplicemente normali scie di condensazione, che stanno aumentando di numero con l’aumento dei viaggi aerei - ha detto uno dei ricercatori, Ken Caldeira, del Carnegie Institution for Science - Inoltre è possibile che il cambiamento climatico stia causando scie di condensazione per periodo più lunghi rispetto al passato”.

I membri dell’equipe ha ammesso che la loro ricerca probabilmente non influenzerà l’opinione di chi già crede nelle scie chimiche, ma sperano che fornendo uno studio peer-reviewed su di esse, le persone nuove che per la prima volta si approcciano a questo argomento troveranno qualcosa di oggettivo nella loro ricerca.

Era importante per me mostrare una volta per tutte cosa pensano i veri esperti in scie di condensazione e aerosol - ha detto Caldeira - Potremmo non convincere gli irriducibili sostenitori che il loro programma di irrorazione segreto sia solo pura fantasia, ma auspicabilmente i loro amici accetteranno la realtà dei fatti

La ricerca è stata pubblicata in Enviromental Research Letters.

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Articolo correlato: 1000 euro per una scia chimica - Intervista ai blogger David Incertis, ingegnere chimico, e Gabriel Incertis, musicista appassionato di scienza, che ispirandosi al "Premio Randi" hanno deciso di offrire 1000 euro a chiunque presenterà prove tangibili di un complotto sulle cosiddette scie chimiche.

22 marzo 2015

"Il piano Campbell", una guida vegetariana per perdere peso


Tante persone vorrebbero perdere peso. Fra queste c'è chi si rende conto che non si tratta di una questione solo estetica, ma anche e principalmente una questione di salute. Per questo motivo, adottare la dieta iperproteica o altri stratagemmi o trucchetti che sono efficaci a breve termine a scapito del fegato e dell'intero metabolismo non sono certo buone idee. Anzi: trattandosi di strategie di "emergenza" (o per meglio dire "di capriccio" o "di fretta"), e non essendo sostenibili nel lungo termine se davvero non si vuole incorrere in gravi problemi di salute, nella maggior parte dei casi i chili di troppo vengono ripresi e la situazione è peggiore della precedente: frustrazione per aver compiuto dei sacrifici unita alla frustrazione di dover considerare un miraggio il mantenimento del proprio peso forma, e in più il danno metabolico che si è avuto in questa insensata e breve disavventura. Dopo vari tipi di "diete al bisogno", la persona rischia di rassegnarsi oppure rimandare a "domai" la ricerca di un buon modo di dimagrire.

"Il piano Campbell" fornisce le istruzioni su come perdere peso in salute e con una dieta salutare e sostenibile nel tempo, intesa anche come nuovo stile di vita.
Se non vuoi cadere in questo circolo vizioso e al tempo stesso imparare un modo di mangiare sano che tu possa mantenere nel lungo termine senza la frustrazione di fare sacrifici, in barba ai luoghi comuni sulle rinunce e su quanto sarebbe insipida e poco soddisfacente una dieta sana, se vuoi perdere i tuoi chili di troppo seguendo semplicemente ciò che Madre Natura diceva al corpo umano prima che troppe tecniche culinarie prendessero il sopravvento e prima che iniziasse una perversa mania delle proteine animali assurdamente viste come "nobili" e indispensabili, ho una buona notizia per te: è uscito "Il piano Campbell", scritto dal coautore di  "The China Study" Thomas Campbell, il libro che ha fornito un'estesa base scientifica su quale fosse la migliore alimentazione per l'essere umano grazie a un insieme di studi durato 27 anni.


...e buona lettura, buon appetito e buona e sana vita!

18 febbraio 2015

Ripetete e sbufalate con me: Veronesi NON HA "riabilitato" il Metodo Di Bella

Nota: questo articolo è stato aggiornato nel 2018 dopo la sua pubblicazione del 2015.

Secondo una bufala figlia di cattivo, osceno giornalismo-giornalettismo, Veronesi avrebbe riconosciuto la validità del Metodo Di Bella per la cura contro il cancro, ideato negli anni '90 del secolo scorso dal prof. Luigi Di Bella e usata tutt'ora dal dr. Adolfo Di Bella.
La bufala continua a girare e tante persone, senza controllarne la veridicità, continuano a ricamarci sopra e a inviarla su Facebook, nonostante la cosa sia stata smentita sia da Umberto Veronesi che da Adolfo Di Bella.
La smentita di Veronesi si può leggere a questa pagina del Corriere della Sera, curata dello stesso Veronesi, mentre la smentita di Adolfo Di Bella è visionabile sul forum Dibellainsieme.org, purtroppo non indicizzato da Google; nel momento in cui sto aggiornando questo articolo è a pagina 62 quindi http://www.dibellainsieme.org/lavagna.do?pag=62, mentre al momento dello scambio di email riportato sotto era a pagina 34. Con la creazione di altri post sarà a pagine di numero sempre maggiore, in quanto le pagine sono numerate in ordine cronologico inverso.

Dopo qualche ricerca ho visto che l'articolo bufalaro originale apparteneva al sito News-24h.it, testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli.

Aggiornamento: Tale sito oggi (2018) non esiste più ed è sostituito dal sito "Voxitalia", che ha comunque riciclato l'articolo a firma Carmine Zamprotta; la versione originale è stata immortalata da Archive.org a questo link

Il 20 settembre 2014 scrissi alla redazione di News-24h.it e ne naque uno scambio di email che ha conosciuto una lunga pausa a partire dal mio messaggio del 4 ottobre 2014. Non avendo ricevuto una risposta per 4 mesi, scrissi di nuovo alla redazione per sollecitare. Passarono altre due settimane... nessuna risposta. E l'articolo con la notizia falsa era sempre lì. Non era stato eliminato, e continuava a girare online col passaparola da parte di lettori disattenti.
Già altri blogger avevano smentito quanto scritto da News-24.it. Purtroppo non era stato abbastanza, perché le bugie sensazionalistiche si diffondono più facilmente delle smentite.

Di qui la mia decisione di dare il mio contributo allo sbufalamento, riportando il testo delle email che io e lo staff di News-24.it ci scambiammo. Leggendole potrai renderti conto, fra l'altro, dell'atteggiamento di questa gente.

Buona lettura.

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Io, 20 settembre 2014:

Salve. Ho letto il vostro articolo a pag

http://www.news-24h.it/2012/09/umberto-veronesi-riconosce-il-metodo-di-bella-la-fine-del-boicottaggio/

Vi scrivo citando il "Dossier Di Bella" scritto dal dr. Salvo Di Grazia:

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Per un periodo, ad esempio, si è sparsa la falsa notizia di un presunto "riconoscimento" della cura da parte dell'IEO (Istituto Europeo di Oncologia) e del suo direttore prof. Veronesi. Si tratta di una falsa notizia smentita dallo stesso figlio del prof. Di Bella e naturalmente anche dal noto oncologo milanese:

<< Il Prof. Veronesi non si è "arreso" proprio a nessuno, e tantomeno al Mdb. Ognuno può dare il suo giudizio più o meno tiepido o negativo sul personaggio evocato, ma non attribuirgli dichiarazioni od ammissioni mai fatte. Titoli ad effetto portano unicamente danno alla plausibilità ed all'immagine del Mdb. E, purtroppo, anche a noi che portiamo il nome Di Bella e che abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare e tutelare l'opera di nostro padre >>
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Adesso che sapete che quanto avete scritto nel vostro articolo, lo  cancellerete dal vostro sito per evitare di fare disinformazione?

Marco Malatesta

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News-24h.it, 21 settembre 2014:

Salve Marco, stiamo cercando la fonte in cui il figlio del Dottor Di Bella smentiva la notizia. Tempo addietro l'avevamo trovato, e pare che non fosse una reale smentita ma un esposizione che confondeva le idee rispetto al nostro articolo ripreso da un altro quotidiano dove riportiamo anche la fonte. Dal nostro pezzo non si evince il fatto che Di Bella si sia arreso. Come avrebbe potuto visto i risultati ottenuti? Tuttavia vorremo sapere se ultimamente il nostro articolo è stato linkato da qualche parte e in ogni caso vorremo metterla in contatto con il nostro responsabile della sezione Scienza.

Attendo sue

La Redazione.
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Altra email:
Errata Corrige: che Veronesi si sia "arreso" è una parola che nel nostro articolo non è stata citata. Si parla di riconoscimento. Tuttavia consulti la fonte del nostro articolo sul blog di Gioia Locati.

Con molti saluti

La redazione

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Io, 21 settembre 2014:

Salve

> Salve Marco, stiamo cercando la fonte in cui il figlio del Dottor Di
> Bella smentiva la notizia.

Dibellainsieme.org è il sito gestito da Adolfo Di Bella, fratello del dr. Giuseppe Di Bella. Al link http://www.dibellainsieme.org/lavagna.do?pag=34 c'è la lettera di un visitatore del sito e la risposta di Adolfo, che incollo sotto la mia firma.


> vorremo sapere se ultimamente il nostro articolo è
> stato linkato da qualche parte

L'ho visto linkato su Facebook.


> e in ogni caso vorremo metterla in
> contatto con il nostro responsabile della sezione Scienza.

Non so in che modo potrei essergli utile, ma fate pure.


> che Veronesi si sia "arreso" è una parola che nel nostro
> articolo non è stata citata. Si parla di riconoscimento.

Se dalla documentazione disponibile ritenete che Veronesi abbia riconosciuto come valido il metodo Di Bella, allora lasciate pure online l'articolo.

Se invece vi accorgete che si tratta di un dato falso, allora fossi in voi cancellerei l'articolo per non fare disinformazione (non credo Veronesi sia contento di sentirsi mettere in bocca riconoscimenti che non ha dichiarato, specialmente se di questa importanza...)

> Tuttavia consulti
> la fonte del nostro articolo sul blog di Gioia Locati.

Per farmene di cosa?


L'articolo l'avete pubblicato voi, e voi ne siete responsabili, indipendentemente dalla fonte.
Mica uno può dire "Beh, se abbiamo pubblicato una notizia falsa non è colpa nostra, a noi ce l'ha detto Gioia Locati, rifattela con lei".
Credo che il sito Dibellainsieme.org sia la fonte più autorevole, dato che si tratta proprio del sito su cui scrive la persona che avrebbe tutto l'interesse a scrivere il contrario di quello che ha scritto. Buona lettura...

Marco

---

[lettore]
Un caro saluto a tutti ed in particolar modo allo Staff .
E' probabile che i "vecchi" iscritti come me sappiano già di questo
articolo apparso in rete.
Credo, cmq, sia una notizia direi STORICA che mi auguro possa avere
conferme e soprattutto diffusione.
Il Poeta della scienza (libro semplicemente straordinario come chi lo
ha scritto) ha finalmente avuto giustizia !!
Forza che qualcosa si muove !!!!!!!!!!!!!
VERONESI SI ARRENDE A DI BELLA: SOMATOSTATINA EFFICACE CONTRO IL
CANCROScritto da  Maria Melania Barone Giovedì, 09 Agosto 2012 00:57
A 100 anni dalla nascita del "poeta della scienza" ecco che arriva una
conferma da parte della medicina ufficiale........
La terapia Di Bella si guadagna uno studio realizzato da parte
dell'Università di Firenze dal nome (omissis) .....E' uno dei pochi
studi autorevoli in campo medico e che finalmente consegnano la
Terapia Di Bella al campo della scienza ufficiale.
Lo studio condotto dall'Università di Firenze è stato poi pubblicato
sulla rivista European Journal of Pharmacology ed ha ricevuto
l'approvazione del IEO in seguito alla guarigione di cellule tumorali
nel seno di una trentenne. Questa volta possiamo dirlo: il metodo Di
Bella è efficace contro i tumori. Il tempo delle contestazioni è ormai
lontano.


*****

[Adolfo Di Bella]
La ringrazio del saluto affettuoso e delle gentili espressioni nei confronti del sottoscritto con cui ha aperto il suo commento. Debbo però raffreddare - per non dire gelare - il suo entusiasmo. L'articolo richiamato, dei cui fini benevoli non ho dubbi, costituisce una forzatura della realtà e, purtroppo, cade in grossi equivoci. Il Prof. Veronesi non si è "arreso" proprio a nessuno, e tantomeno al Mdb. Ognuno può dare il suo giudizio più o meno tiepido o negativo sul personaggio evocato, ma non attribuirgli dichiarazioni od ammissioni mai fatte. Titoli ad effetto portano unicamente danno alla  plausibilità ed all'immagine del Mdb. E, purtroppo, anche a noi che portiamo il nome Di Bella e che abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare e tutelare l'opera di nostro padre.
L'articolo vira a poi a livelli surreali quando cita uno studio di modesto significato scientifico del quale ci siamo già occupati sul DiBellaInsieme e del quale si è occupata anche la Sig.ra Locati, e che non ha spostato né sposterà di un micron né la situazione nè l'opinione corrente (lasciamo stare se in buona o cattiva fede) sul Metodo Di Bella; per cui ci auguriamo di non dover più tornare sull'argomento.
Di studi sperimentali su sostanze recepite dal Mdb, anche associate, se ne annoverano a migliaia, da anni o decenni. E non si tratta solo di articoli apparsi su riviste scientifiche, ma - cosa di maggior spessore ed importanza - di poderosissime monografie, eccezionalmente particolareggiate sotto ogni punto di vista e di assoluta
autorevolezza, tuttora conservate nelle librerie del Laboratorio di via Marianini (ovviamente, il Prof. Luigi Di Bella le aveva lette e studiate tutte).
Dire che somatostatina, retinoidi e melatonina hanno un sicuro effetto anticancerogeno su cellule tumorali è pleonastico. Lo sappiamo già da decenni. Che poi determinati ambienti facciano spallucce, è cosa che non riguarda noi, ma i proprietari delle spallucce, che in futuro saranno pesantemente giudicati dalla storia umana, oltre che da quella della medicina.
L'omissione di ogni riferimento, anche bibliografico, al Prof. Luigi Di Bella, è stata azione scorretta e inammissibile nell'ottica dell'etica scientifica. I lavori clinici apparsi su cinque riviste accreditate diverse, tutti recanti la citazione bibliografica dei
lavori dello scienziato (quando non nel testo, esplicitamente), contraddicono certe impacciate spiegazioni, che non meritano nemmeno replica: non è il nome Di Bella a creare ostacoli (comunque superabili!), ma tutta una serie di presìdi terapeutici che
recherebbero beneficio ai pazienti ma danno ai produttori di farmaci.
Basta fare il nome della somatostatina, della Melatonina ecc. per rendersene conto. Non occorrono stratosferiche doti di acume per  comprenderlo.
SONO I LAVORI CLINICI che possono "sdoganare" il MDB. Quelli di natura  sperimentale - ovviamente - sono un presupposto necessario, una fase preliminare; che c'è stata, dato che, come prima accennato, abbondano a tal punto da consentirci di affermare che mai, nella storia della ricerca, un orientamento terapeutico è stato supportato da un tal numero di riscontri sperimentali. Oggi, risultano quindi pletorici. I
pazienti, poi, non potrebbero certo aspettare qualche altra decina d'anni, se la realtà fosse quella, pretestuosa, raffigurata da alcuni: la fase sperimentale in vitro precede tipicamente di anni se non di decenni quella dell'applicazione clinica! Avrebbe potuto comunque avere un senso parziale impiegare la Soluzione di retinoidi e non, genericamente, i retinoidi e, soprattutto, spiegare il PERCHE' dettagliato di questa azione farmacologica, sotto ogni profilo. Ma questo, non consentito dalla mancanza di specifica formazione medica dei coautori del lavoro sperimentale, avrebbe obbligato a citare per forza Luigi Di Bella, cosa che evidentemente non si voleva fare.
IN CONCLUSIONE: è veramente marziano voler attribuire ad un articolo sperimentale tutt'altro che significativo meriti e valenze inesistenti, ed IGNORARE grottescamente lavoriclinici pubblicati su riviste scientifiche recepite da Medline. Si parla di tumore al seno e non si cita il lavoro del Dr. Giuseppe Di Bella che PER LA PRIMA VOLTA
documenta, anche statisticamente, i risultati del Metodo Di Bella su 122 pazienti???? Direi che è una cosa pazzesca, insensata e faziosa. O che ha, in certi condivisori, ragioni poco confessabili. Questa è la realtà. Aggiungo, per conforto dei pazienti, che il lavoro sui carcinomi mammari, come altri pubblicati, non ha mancato di suscitare
interesse in ambienti che, in un futuro non remoto......, potranno consentirci di avere ragione della criminale omertà finora registratasi.
Non se la prenda Marco, perché questa "tirata" a tutti può essere rivolta tranne che a lei, che con entusiasmo ed amicizia ha gioito per una notizia (notizia-non-notizia) inopportunamente diffusa e colpevolmente rilanciata, che lei ha innocentemente preso per valida.
Un caro saluto
Adolfo Di Bella


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News-24h.it, 21 settembre 2014:

Gentilissimo Marco,

grazie per la sua disponibilità. 
In primis se le abbiamo segnalato la fonte è  per consentire a lei di avere un quadro della situazioni più chiaro, con più dati alla mano. Non può screditarci facendoci passare come dei negligenti. In secundis, tuttavia, non può tacciare il giornale di fornire "notizie false" come lei stesso ha dichiarato nella sua prima mail! Potremo definire la notizia come inesatta e non come falsa. Non è frutto della nostra fantasia. La invitiamo a fare una ricerca più approfondita anche su altri giornali sia cartacei che on line. Veronesi non si è arreso al Metodo Di Bella, è una cosa che il nostro caporedattore non ha mai scritto. Si parla di "riconoscimento" in termini di "riabilitazione" del MDB. 
Ad ogni modo verificheremo quanto da lei gentilmente segnalatoci visto che i nostri pezzi sul Metodo Di Bella rientrano nella loro rassegna stampa e ci sembra strano questo suo ultimo appunto. Un'altra cosa strana è che una simile email arrivi dopo quasi un anno dall'uscita del nostro pezzo, condiviso da circa 25mila persone sul web. Se fosse stata una notizia clamorosamente sbagliata sarebbero stati i diretti interessati a richiedere rettifiche o cancellazione dell'articolo visto che abbiamo avuto anche la premura di segnalarlo alla pagina facebook della fondazione di Veronesi. 
Cercheremo in tutti modi di trovare l'audio o il video dell'intervista così da linkarlo nel nostro pezzo e verificare il tutto! 
Con molti saluti
La Redazione.

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Io, 22 settembre 2014:

> grazie per la sua disponibilità.

Prego

> In primis se le abbiamo segnalato la fonte è  per consentire a lei di avere
> un quadro della situazioni più chiaro, con più dati alla mano.

Il mio tempo a disposizione è limitato... Quando leggo che il diretto
interessato smentisce, del resto, credo di potermi fidare.

> Non può
> screditarci facendoci passare come dei negligenti.

Screditarvi?
Farvi passare da?
Vi ho scritto privatamente.

> In secundis, tuttavia,
> non può tacciare il giornale di fornire "notizie false" come lei stesso ha
> dichiarato nella sua prima mail! Potremo definire la notizia come inesatta e
> non come falsa.

Una notizia inesatta è una notizia falsa.

> Non è frutto della nostra fantasia.

Non ha importanza di cosa è frutto. E' falsa, e questo basta.

> La invitiamo a fare una
> ricerca più approfondita anche su altri giornali sia cartacei che on line.

Scusate, ma la notizia chi la pubblica, io o voi?
Voi. Allora il compito di accertare se è vera è il vostro, mica il mio!
Io credo di aver già fatto tanto a scrivervi. Non ce ne sarebbe dovuto essere bisogno. Anche perché ciò che vi ho scritto ve l'ha gà detto una persona che ha commentato il vostro articolo. Cosa li abilitate a fare i commenti, se non li leggete?

> Veronesi non si è arreso al Metodo Di Bella, è una cosa che il nostro
> caporedattore non ha mai scritto. Si parla di "riconoscimento" in termini di
> "riabilitazione" del MDB.

Veronesi non ha neanche riconosciuto il MDB, né "riabilitato".
Leggendo quanto ho copiato e incollato sotto la mia firma nell'articolo scorso lo si capisce, credo.

> Ad ogni modo verificheremo quanto da lei gentilmente segnalatoci visto che i
> nostri pezzi sul Metodo Di Bella rientrano nella loro rassegna stampa e ci
> sembra strano questo suo ultimo appunto.

Nota: non ho mai detto che voi avete detto "si arrende".
Ho citato un pezzo che usa quella parola in risposta ad articoli che hanno un contenuto simile a quello da voi pubblicato, anche se hanno usato parole diverse.

> Un'altra cosa strana è che una
> simile email arrivi dopo quasi un anno dall'uscita del nostro pezzo,
> condiviso da circa 25mila persone sul web. Se fosse stata una notizia
> clamorosamente sbagliata sarebbero stati i diretti interessati a richiedere
> rettifiche o cancellazione dell'articolo visto che abbiamo avuto anche la
> premura di segnalarlo alla pagina facebook della fondazione di Veronesi.

Purtroppo un sacco di addetti ai siti web e pagine FB ignorano i messaggi. Forse perché sono tanti, forse per distrazione...

> Cercheremo in tutti modi di trovare l'audio o il video dell'intervista così
> da linkarlo nel nostro pezzo e verificare il tutto!

Bene. Buon lavoro...

Marco

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...PASSANO 2 SETTIMANE. TUTTO TACE...

Di nuovo io, 4 ottobre 2014:

Buon giorno.

Vi scrivo per farvi notare che nonostante la mia segnalazione è ancora online ed è rimasto invariato il vostro articolo dove affermate "Umberto Veronesi riconosce il ‘Metodo Di Bella’" e "la comunità scientifica sembra si stia decidendo a promuovere il metodo Di Bella", notizie false, come spiegato sul sito gestito da Adolfo Di Bella.
Che ne dite di rimuoverlo?

Marco


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News-24h.it, 4 ottobre 2014:

Gentile Marco Malatesta,
non può farci pressione sulla rimozione dell'articolo. Abbiamo inoltrato comunicato allo staff di Di Bella e Veronesi. Lo staff della cura Di Bella ci ha inserito nella sua UFFICIALE rassegna stampa. Non possiamo decidere di eliminare notizie perché a chiederlo è un lettore. Il nostro dovere è verificare e lo stiamo facendo. Attendiamo repliche dagli staff UFFICIALI.
Cordialmente 
Lo staff.

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Io, 4 ottobre 2014:

Sarà pure vero che non vi è arrivata una risposta, ma visto che ho citato e linkato le parole di Adolfo Di Bella, ciò che vi ho segnalato è "probabilmente" affidabile.
Si potrebbe dubitare di una cosa del genere pensando che il sito www.dibellainsieme.org non appartenga in realtà a Adolfo Di Bella, ma a un impostore che si finge lui, e di conseguenza neanche il sito www.metododibella.org appartenga a Giuseppe Di Bella, visto che lo linka.
E visto che ipotesi del genere sono estremamente improbabili, allora la cosa più responsabile da fare da parte vostra è rimuovere il vostro articolo e caso mai rimetterlo online qualora da una futura interlocuzione con lo staff che avete interrogato emerga (come? Boh!!) l'opportunità contaria.
Quando si dà pubblicamente un'informazione la procedura etica non è nel dubbio pubblicarla per poi cancellarla nel caso in cui venga smentita, accettando che nel frattempo migliaia di persone possano leggere e diffondere dati falsi, e accettando anche il fatto che decine di bimbiminchia possano sul loro blog copiarla e incollarla oppure riassumerla* (cosa che purtroppo è quasi scontato accada quando si danno informazioni sensazionalistiche) e che non cancelleranno la notizia neanche dopo che sarà stata cancellata e smentita dal sito originale.
Nel dubbio sulla veridicità di un'affermazione è etico NON pubblicarla o, se lo si è fatto, cancellarla per eventualmente ripubblicarla dopo le opportune verifiche.
Questo è giornalismo responsabile, specialmente quando si tratta di informazioni sulla salute.

Marco

P.S.: * Ad esempio anche stamattina su Facebook una persona ha linkato questo articolo: http://jedasupport.altervista.org/blog/attualita/sanita/veronesi-si-metodo-di-bella/

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...4 MESI DI SILENZIO...

Io, (3 e) 4 febbraio 2015:

Dopo 4 mesi dal vostro messaggio in cui dicevate "Il nostro dovere è verificare e lo stiamo facendo", mi sembra opportuno farmi vivo di nuovo. Ieri ho scritto allo stesso indirizzo email usato per il precedente scambio di messaggio, lo stesso che tutt'ora è riportato nel footer del vostro sito, ma il messaggio mi è tornato indietro con la dicitura "550 sorry, no mailbox here by that name (#5.1.1)". Quindi adesso per scrivervi sto usando il form della vostra pagina dei contatti. Incollo il mio messaggio di ieri:

Buon giorno.
L'articolo a pag www.news-24h.it/2012/09/umberto-veronesi-riconosce-il-metodo-di-bella-la-fine-del-boicottaggio
non è ancora stato cancellato.Come saprete girano varie fotocopie di questa bufala che avete messo online. Anche offi su Facebook ho notato che un'utente l'ha linkata.
Sono passati quattro mesi da quando avete scritto: "Il nostro dovere è verificare e lo stiamo facendo. Attendiamo repliche dagli staff UFFICIALI"; quasi cinque da quando vi ho segnalato la falsità della notizia riportandovi come fonte un sito che appartiene inequivocabilmente ad Adolfo Di Bella.
Intanto la gente continua a linkare disinformazione a causa vostra.
Vi sembra responsabile?
Cancellate quell'articolo. Vi porta tanti clic, lo so. Ma non è giusto. CANCELLATELO ADESSO.
Marco

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Nessuna risposta. A te le conclusioni sulla qualità del giornalismo di News-24h.it, ora Italiavox.it, e sullo spirito di responsabilità della sua redazione.

Aggiornamento 2018:

Dato che anche nella versione odierna dell'articolo bufalaro viene citata come fonte il blog di Gioia Locati su ilgiornale.it, ho deciso di scrivere alla giornalista per avvertirla della cosa. Mi ha confermato che si tratta di una menzogna.

22 settembre 2014

Hai presente Masaru Emoto?

Hai presente Masaru Emoto? Alcuni lo ritengono un maestro, altri un truffatore.

Dopo aver letto di esperienze di un esperimento col riso ispirato alle sue tesi, ho deciso di sperimentare anch'io:

proprio mentre sto scrivendo questa newsletter [sì, questo articolo è tratto dalla una newsletter del mio sito Psicoperformance], il riso sta cuocendo.
Una volta cotto, ne inserirò un po' in un recipiente, un po' in un altro.

Su uno dei due recipienti apporrò due etichette con scritto: "TI AMO" e "TI VOGLIO BENE"... sull'altro apporrò due etichette con scritto: "TI ODIO" e "TI AMMAZZO".

Ecco... fatto.

Ho appena riposto i due recipienti chiusi sul pavimento del mio garage, distanti fra loro circa 2 metri (non vorrei litigassero). Se l'esperimento riesce, dovremmo vedere dei risultati simili a quelli che vedi in questa foto.
Beh, fra 25 giorni circa ti faccio sapere.

AGGIORNAMENTO del 17.10.2014

Puoi vedere il risultato dell'esperimento in questi due video... Giudica tu. E, se vuoi, fammi sapere cosa ne pensi commentando i video su YouTube o qui sotto l'articolo.




Già che ci sono fornisco alcuni dettagli:

- ho condotto l'esperimento senza alcuna aspettativa

- fino a oggi dell'esperimento ho parlato solo nella mia newsletter e a una mia amica in chat (vedi sotto); non ne ho parlato dal vivo ad amici o parenti che avrebbero potuto essere scettici in merito (lo dico perché qualcuno potrebbe obiettare che le aspettative di un certo tipo potrebbero influire energeticamente col risultato)

- l'amica con cui ne ho parlato in chat qualche giorno fa mi aveva scritto "io tempo fa avevo fatto l'esperimento con il riso mettendo in tre barattoli di vetro identici e sterilizzati il riso uno con scritte parole tipo amore, gioia ecc, uno con odio, guerra ecc.., e uno senza scritte.... quello che è rimasto bianco candido e intonso? quello con le parole odio ecc.. quello che ha iniziato a marcire dopo 1 settimana? quello con le parole amore ecc.. .......quello senza scritte solo leggermente giallino"

- proprio oggi, giorno della verifica, Masaru Emoto è morto, all'età di soli 71 anni.

20 aprile 2014

I bimbiminchia quantistici

Avevo pensato, tutto sommato, di potercela fare. Che quella malattia serpeggiante fra le anime che incontro ogni giorno non avrebbe invaso il mio umore più di tanto, a patto che si insinuasse un poco alla volta nei miei organi di senso. Che magari mi avrebbe ucciso, ma in maniera accettabile, appunto un poco alla volta... l'ingenuo "chissà se e chissà quando" di chi non ha paura del fumo di sigaretta, dei pesticidi. Di chi oggi ricorda sempre ciò che aveva provato a dimenticare ieri e allora beve di nuovo. Quell'epidemia sociale per la maggior parte del tempo la vivevo come un vecchio ogni giorno sente rallentare il proprio passo, ma che altrettanto lentamente se ne accorge e per questo sorride ancora, sopportando il male.
Ma altre volte no. Quando la paura non viene a piccoli frammenti digeribili. Ci sono gli episodi terrore vero e intero. Improvvisi, vigliacchi. Nella voce dell'idiota fai appena a tempo a riconoscere la mannaia della morte, che non è lì per tagliarti la testa. Con la stessa imponenza distruttiva dell'immane creatura nera incappucciata di nero è lì con te per sorprenderti, sì, ma non per finirti. Non ti decapita e non ti annienta. Oggi ti colpisce per farti sapere da vivo com'è aspro e sfondante il sentore del niente. Una fucilata col manico di scure nell'addome, e ti pieghi giù sul tuo stomaco, e il dolore ti fa urlare nel pensiero soltanto, perché la voce è ach'essa accartocciata ed implosa.

13 aprile 2014. Una settimana e qualche ora fa.

Non lo so cosa sarebbe accaduto se quel locale fosse stato mio. Ma non si può in casa d'altri decidere di sbatere fortissimo sul muro la testa, lasciarlo tutto rosso e lasciarsi andare cadavere lì. Così ho resistito alla voglia di morire e sparire, pur grande ed urgente come la sentivo.

- ...Va beh, se è per questo su Internet si legge di tutto, anche dei rettiliani...
- Eh. Ed è vero quello che dicono. I nostri politici sono quasi tutti rettiliani, sai.
- Oh, Madonna... Io l'avevo detto come battuta, e te credi veramente ai rettiliani...
- Non ci credi? Studiati la fisica quantistica, vai [pat pat]

Pat - pat.

Addirittura i rettiliani si spiegano con la FQ.
E pat - pat.

Ora basta. Io non lo so cosa vuole Dio da me. Ma se lo vuole me lo deve dire chiaramente.
E non so cosa vogliono da me i bimbiminchia quantistici. Dicono che devo studiare. Ma se poi studio mica risolvo. Dirò loro

"Ecco, l'ho studiata. Mi sono fatto prestare tutti i libri di fisica quantistica da un mio amico che si è laureato in fisica l'anno scorso e me la sono fatta risentire. Ha detto che la so. Ora mi spiegheresti gentilmente cosa c'entra coi rettiliani?"

Mi risponderanno:

"Ah, va beh, ma tu hai studiato sui testi universitari? Guarda che i programmi che si studiano all'università sono superati, anzi i programmi ministeriali sono volutamente incompleti affinché noi rimaniamo nell'ignoranza e siamo facilmente manipolabili"

Lo ammetto, è un mio limite. Ho conosciuto la deduzione del tipo "L'elettrone si può considerare una particella o un'onda a seconda di come l'osservatore lo guardi, QUINDI la realtà è una cosa soggettiva regolata dal pensiero umano, QUINDI basta pensare che la mia automobile nera sia arancione affinché l'Universo la spennelli"... e non sono stato in grado di andare avanti ad approfondire con la scienza alternativa che parla di sviluppo personale e fisica qua qua quaraquà quantistica. Ho troppa paura. Voglio rimanere nella mia zona di comfort, perché come sento accostare le psycotesi all'innocente fisica quantistica lo sconfort è troppo forte.

Quando Berlusconi disse tipo "sono come Enzo Tortora", cos'avrà provato la giornalista figliola di Tortora? Come sarà riuscita a commentare tale blasfemia così educatamente? Forse anche per lei contava il fatto di essere in uno studio televisivo e non in casa propria.

Questa moda scema deve finire. Sento la morte nello stomaco. Sullo stomaco. Mi ammazza, già a me che all'università ho dovuto dare, di fisica, un solo esame. Figuriamoci chi la fisica la sa bene come può sentirsi. Su, facciamo moda scalcia moda, meniamogliela con un'altra scienza. La botanica.

Ma sì, la botanica.
Faccio io.
Prendo un libro di botanica. Anzi, vado su un sito di botanica. E leggo nel primo rigo della prima pagina che le piante sono degli organismi fatti di cellule e la cui crescita è indefinita, cioè continuano a crescere per tutta la loro vita. Allora dico che anche noi umani siamo fatti di cellule, quindi vuoi vedere che non ti scopro i segreti di stato. Rubo una divisa di un'associazione di volontariato, buco le gomme di un volontario che il tal giorno alla tale ora si doveva presentare in una casa di riposo per fare animazione e mi presento al suo posto allo stesso orario, mi faccio dire da un'OSS ungherese qual è il malato di demenza senile che parla più a macchinetta di tutti, mi ci siedo accanto, gli do il "la" parlando di piante e di crescita, e lo registro mentre mi risponde con un discorso fiume.
Poi compro il corso di Piernicola "Delega facile", dove c'è scritto che invece di trascrivere la registrazione bisogna farlo fare a una ragazza di 21 anni che di professione trascrive gli Alzheimer stream e prende pure poco. Le do 180 euro, mi prendo la trascrizione, aggiungo che in questo libro ci sono insegnamenti di un uomo molto anziano che prima di morire mi ha voluto confidare realtà sconvolgenti ed ecco pronto il libro che i potenti non vogliono tu legga intitolato La cura proibita del nanismo.

Poi vado in giro a dire che se vuoi diventare più alto devi mangiare vegetali, e a chi mi contraddice picchietto ziescamente la spalla dicendogli che prima di parlare con me si deve studiare la botanica.

Può essere?

Certo che può essere. Tutto può essere!!! Eh eh eh. Vièn qua, alla salute. Cin cin.
Pat - pat.