28 maggio 2020

Poliziotti bugiardi sull'omicidio di Floyd a Minneapolis... Sai che novità!

George Floyd, cittadino di statunitense ucciso a Minneapolis da alcuni poliziotti, rappresenta una delle tante vittime della malapolizia nel mondo, piaga purtroppo soggetta a sottovalutazione, una sottovalutazione per la maggior parte delle volte involontaria, e altre volte biecamente dolosa e strumentale.

Riporto alcune considerazioni in forma di dialogo, avvenuto poco fa su Facebook con l'amico Dario.

Post di Dario:

C’è una sottile differenza.
C’è una sottile differenza quando muore per violenza una divisa, uccisa da un civile, e quando muore un civile, ucciso da una divisa.
Nel primo caso, infatti, la sofferenza è immensa, come in ogni morte violenta.
Sofferenza per chi resta. Per chi ha salutato con un abbraccio papà che “va al lavoro” e, semplicemente, non torna.
Atroce.
E no, spesso non ci sono manifestazioni di piazza ad abbracciare un eroico gesto. È vero.
Forse perché inconsciamente sappiamo che è un (terribile) rischio del mestiere.
Quando accade il contrario, ahimè, entra in gioco quella sottile differenza.
Quando un civile viene ucciso da un poliziotto, specie se non in una situazione di per sé “violenta” (p. es. una sparatoria tra forze dell’ordine e criminali, e, aggiungo, se ti stanno sparando addosso è abbastanza conclamato il fatto che siano criminali), si accende il lume della tragedia.
Tragedia che si dipana proprio in quella sottile differenza, che accade DOPO che il delitto è accaduto.
Atroce, terribile tanto quanto il primo.
La sottile differenza è il chiudersi intorno al poliziotto da parte del corpo. La rincorsa nel trovare l’escamotage per ridurre il più possibile la pena di un omicidio, anche quando questo è palese.
Il mettere un paio di carati di troppo sulla bilancia della giustizia.
E questa sottile differenza ha due effetti terribili:
1. La diminuzione della fiducia nel corpo, nell’autorità e nel potere dello stesso, che da tratto sociale di sicurezza si trasforma in elemento di ansia e di paura. (Ti aumentano i battiti quando ti fermano al posto di blocco)
2. La divisione portata dalla divisa (che preferisco chiamare uniforme) tra “civili” e “militari” si accentua ancora di più. E questo è male. Perché prima di civili e militari siamo cittadini, e prima ancora di cittadini siamo esseri umani.
E attenzione, non è un pensiero pro o contro chicchessia. È un’analisi brutta e sporca degli effetti ex post.
La cosa più forte che i corpi armati dovrebbero fare è dissociarsi apertamente, non celare, non proteggere, non trasferire un omicida, o anche solo un fuorilegge con la divisa.
Solo cosí comportandosi potrebbero riallacciare la fiducia delle persone, passando da “guardie” a “protettori dell’ordine”.
Invece di fare quadrato, sarebbe bello vedere e isolare questi soggetti pericolosi per gli altri, ma sopratutto per il corpo.
Ammettere debolezze è la migliore dimostrazione di forza, cercare di vincerle la migliore dimostrazione di rettitudine.

Mio commento, risposte e controrisposte:

- Ogni persona che fa parte di un determinato gruppo tifa per quel gruppo. È una sorta di tacito patto. Un po' come si fa all'interno di una famiglia. Io difendo te se hai fatto una cazzata, perché fai parte del gruppo di cui faccio parte io, e so che quando e se farò una cazzata io tu ovviamente difenderai me.
Del resto tu te la sentiresti di testimoniare contro un tuo familiare con cui sei in rapporti buoni, o anche neutri?
Paragonare la relazione fra gli agenti di polizia alla relazione che c'è fra parenti non è esagerato, perché li tiene insieme un enorme collante: loro sono e si sentono molto diversi da tutti gli altri. Sono diversi perché per loro valgono regole diverse. Loro sono i controllori, gli altri sono i controllati. Loro danno gli ordini, gli altri li eseguono. Loro possono parcheggiare dove vogliono, nessuno li multerà. Loro possono rispondere male a un cittadino comune; se accade il viceversa trovano una scusa per multarlo e la loro parola conta più di quella del cittadino comune. Sono una sorta di massoneria alla luce del Sole, accettata da tutti, e fra l'altro si sentono anche forti del consenso gratuito dei politici e degli elettori di destra.
Perché remare contro i propri simili, e quindi remare contro sé stessi?
Il tuo ragionamento è di quelli che si possono fare in televisione. Le considerazioni che ho appena fatto io no. Ma in compenso rispecchiano la realtà.


- Ottimo spunto. Eppure credo testimonierei contro un mio familiare, se ha nuociuto a terzi senza motivo o, peggio, con dolo. E aggiungo: in un gruppo familiare non c'è una scelta professionale sottoposta a giuramento, in un corpo militare sì, e IN TEORIA il fulcro del lavoro è proprio la difesa e la protezione dei civili. Il tuo discorso è sì descrittivo della realtà, ma c'è questo errore di fondo che non tiene in considerazione la scelta personale che avviene PRIMA di entrare nell'arma.

- Se si tratta della realtà allora l'errore non l'ho commesso io nel descriverla, ma quelle persone quando stavano giurando a cuor leggero, probabilmente inconsapevoli dello schifoso mondo da cui sarebbero stati assorbiti per uscirne solo al momento della pensione.
Forse perché frequentare la scuola di polizia è diverso che essere in polizia. O forse no, forse si immaginano tutto fin dall'inizio, e semplicemente si avvalgono del fatto che al momento del giuramento nessuno può leggere loro nel pensiero per verificarne la sincerità.
Bisognerebbe interrogare qualche poliziotto per sapere come funziona davvero. Anzi, molti poliziotti, per ottenere un quadro esaustivo.


- Concordo con te.

- Bene. Considero dunque conclusa la conversazione e maturi i tempi per trasformarla in un post per OPIDOS, se sei d'accordo 

- Onorato, as usual. 

Sullo stesso argomento "Le forze dell'ordine sono tutte così? Tutte no, ma quasi"

Aggiornamento 1.06.2020: ho visto una foto i vari poliziotti statunitensi inginocchiati in segno di solidarietà nei confronti delle persone che manifestavano contro la violenza da parte delle forze dell'ordine, in seguito alla morte di Floyd. Non so se è stato un gesto sincero o strategico, finalizzato a interrompere i disordini delle proteste. Ma so che invece di metterci una toppa dopo il danno sarebbe tanto facile, a volte, pensarci prima.
Il poliziotto che ha ammazzato Floyd aveva alle spalle 17 richiami per condotta violenta e 2 episodi di utilizzo non giustificato dell'arma.
Un qualunque lavoratore che si rende colpevole di UN episodio i violenza viene licenziato con giusta causa IMMEDIATAMENTE. I poliziotti no. Questa è un'anomalia a cui si potrebbe rimediare, ma... vedi mie risposte a Dario.

20 maggio 2020

eToro è affidabile?

Tempo fa vedevo spesso su Youtube la pubblicità di eToro, piattaforma per investimenti finanziari con una particolarità: la possibilità di "agganciarsi" ad altri investitori esperti copiando le loro azioni, così da ottenere i loro stessi risultati (questa caratteristica è stata denominata social trading).

La cosa sembra allettante, in particolare per chi non sa fare trading e vuole affidarsi a utenti dalle comprovate buone performance.

Oggi per curiosità ho cercato online qualche opinione su eToro e ho trovato vari articoli che ne parlano bene o benino.

Ma quanto e più che ai blogpost, riguardanti i broker finanziari come qualsiasi altro argomento, io do importanza ai commenti degli utenti e credo che tutti dovrebbero farlo, oltre a dare il giusto peso al tutto anche in base a quando è stato scritto.

Sotto a questo articolo o di Money.it ho trovato questi commenti di due persone che potrebbero distogliere un utente a fare trading con eToro:






Ho cercato di scoprire la data di pubblicazione del post (usando questo metodo); in base a ciò che risulta, sembrerebbe che l'articolo sia stato scritto il 23 aprile 2020 (poi non so se, col link ricavato dal suddetto metodo, in futuro Google mostrerà una data diversa)...



 ...Ma i commenti (di piattaforma Facebook, che non mi risulta mentire sulle date) sono di 6 mesi fa e 3 mesi fa rispettivamente. Quindi sarebbero stati scritti prima dell'articolo, cosa impossibile. Conclusione: l'articolo ha una data nascosta, che quando si tenta di scovare... compare, ma è falsa. Forse quello che Google classifica erroneamente come data di creazione è in realtà una data di modifica dell'articolo? Boh. Sta di fatto che di sicuro alla data del 23 aprile 2020 quell'articolo non risultava caduto nell'oblìo, lo staff di Money.it non può dire "è un articolo vecchio, rimane lì come archiviato, ma adesso non sosteniamo più le affermazioni in esso contenute".

La cosa strana è che i commenti, che parlano di lentezza e pessimo servizio clienti, sono stati scritti sotto a un articolo che parlava bene di eToro, e in particolare del servizio clienti!

Verrebbe da chiedersi chi ha ragione; io fra l'autore di un articolo di un blog e i commentatori tendo a fidarmi più di questi ultimi, quando parlano di esperienze ben precise e descrivendole in modo particolareggiato.

Quindi sono bastati quei due commenti a rendermi molto scettico sulla bontà di eToro, anche se l'articolo dice il contrario. Magari in futuro il loro atteggiamento e quindi la qualità del servizio cambierà.

Se qualcuno vuole dare un aggiornamento o portare la propria esperienza su eToro, o vuole consigliare una piattaforma alternativa ma migliore che consente il social trading, faccia pure scrivendo nello spazio dei commenti.

26 aprile 2020

I commenti tipo "Don't feed the troll" alimentano i troll

Dando una breve occhiata a una discussione su un gruppo Facebook ho notato un commento provocatorio scritto da una cretinetta, che non conteneva nessuna argomentazione.

Un utente ha risposto:

È il terzo commento dove cerchi flame, non ti rendi conto di essere un po' ridicola?

e poi, nei commenti successivi, ha inviato gli screenshot degli altri due post provocatori.

Successivamente, senza contare gli interventi della trolla, ci sono stati altri commenti. Eccone alcuni:

Allora non sono l'unico che ci ha fatto caso

Già, il troppo tempo libero e i pochi neuroni fanno questo effetto

Ma cosa volete rispondere ad un post del genere?
 
Ragazzi è inutile che rispondente a questa ragazza che come argomentazione porta i meme, e che cerca solo flame inutile invece di argomentare

Infatti non mi ci applico proprio

Dai ragà, poraccia, si diverte così, lasciatela fare."Don't feed the troll" non ha insegnato niente?

L'insegnamento del proverbio "Don't feed the troll" (cioè non nutrire il troll, cioè non dare spago a una persona che vuole solo divertirsi a provocare) è in effetti sfuggito a tante persone, e fra queste ci sono gli autori dei commenti che ho su riportato, compreso l'ultimo.

Tanti utenti sono erroneamente convinti che le chiacchiere sul non dare spago al troll non valgano come spago al troll.

Perché, cos'altro credete che si aspetti un troll, in risposta a un suo commento con lo stesso valore argomentativo di un rutto?

È ovvio che non si aspetta risposte argomentate, e che gli va bene tutto. Gli va bene qualunque reazione, perché qualunque reazione è la prova che è riuscito ad attirare l'attenzione e a far perdere agli utenti il tempo necessario a scrivere. 

Gli vanno benissimo risposte di qualunque tipo, anche quelle rivolte ad altre persone, anche quelle in cui si manfesta la volontà di non considerarlo... cosa evidentemente falsa, perché l'unico modo per non considerare qualcuno è non rispondergli né parlarne.

Insomma, se sotto al commento di un troll vuoi rispondergli o fare considerazioni su di lui rivolgendoti ad altri utenti fai pure; puoi divertirti a fare battute, puoi far notare come quel gruppo Facebook necessiterebbe di una moderazione più attenta e severa, etc... ma tieni presente che difficilmente gli farai dispiacere o lo convincerai a smettere (se smette è perché non ha più voglia, e non perché tu e altri avete scritto qualcosa di persuasivo a tale scopo). Stessa cosa se clicchi su una qualunque "reaction".

Stessa cosa vale anche fuori da Internet.

16 aprile 2020

Il fenomeno no-vax non è solo colpa degli antivaccinisti

Mi pare abbastanza evidente che i vaccini siano fra le migliori invenzioni del ventesimo secolo, che hanno salvato e continuano a salvare milioni di persone dalla morte e dalla disabilità di varie malattie virali.

La disinformazione, che in generale trovo odiosa, è da condannare soprattutto in argomenti di vitale importanza come quello della salute. Purtroppo esistono fazioni di anti-vax, cioè antivaccinisti, e di free-vax, cioè sostenitori della libertà di vaccinare oppure no i propri figli anche per malattie potenzialmente pericolosissime.

Purtroppo esistono pseudo-scienziati e pseudo-studiosi come quelli di cui ho parlato in questo articolo e in quest’altro, che con il loro carisma e la loro abilità di dare un tono scientifico a ciò che dicono influenzano migliaia di persone instillando loro il dubbio sul fatto che vaccinarsi sia buona cosa, e soprattutto dubbi irrazionali sulla bontà delle informazioni e raccomandazioni provenienti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dai canali istituzionali della propria nazione.

Ma come sostengo da tempo, la colpa della scarsa fiducia di alcune persone nei confronti delle fonti istituzionali non è sempre e solo dei ciarlatani, delle medicine non scientifiche e di tutto ciò che si presenta come alternativo o avverso nei confronti della "medicina ufficiale", così chiamata con accezione dispregiativa.

A volte è colpa della malasanità, intesa come errore medico. Ma si sa, l’imperizia di un operatore non può invalidare la scienza medica, se non nella testa del protagonista della vicenda e dei suoi cari, impossibilitati ad essere razionali a causa della comprensibile emotività.

Altre volte invece - ed è qui che mi voglio soffermare - è colpa della malasanità intesa ,però, in un altro senso, e cioè la cattiva o inesistente comunicazione fra gli erogatori del servizio e i pazienti, o la cattiva o inesistente comunicazione fra gli enti pubblici deputati alla tutela della salute. Cattiva comunicazione che spesso rimane tale nonostante i solleciti, che dovrebbero essere sufficienti a risolvere una eventuale svista. Ecco che non dobbiamo stupirci se in occasione di certi episodi qualcuno inizia a nutrire dubbi sulla buona fede degli operatori e dubbi sulla bontà di una pratica medica.

Ne è un esempio il caso che sto per riportare, in cui la sicurezza di un vaccino è stata probabilmente messa in dubbio da migliaia di lettori di una giornalista che non ha fatto disinformazione, ma ha raccontato un fatto. Dubbio che forse si sarebbe potuto evitare se gli enti preposti si fossero comportati in modo corretto.

Ecco la storia.

In questo articolo su Il Giornale del 2012 Giulia Locati raccontò di una dodicenne ricoverata in rianimazione neurochirurgica all'ospedale Niguarda, che quattro giorni prima aveva fatto il vaccino anti HVP.

Tornò a parlarne nel 2017 nello spazio dei commenti di quest'altro suo articolo (purtroppo si trattava di un’intervistava Montanari, ma su questo sorvoliamo), in cui scriveva:
Dove sono i dati di farmacovigilanza che Aifa dovrebbe raccogliere? Perchè la 12enne di cui mi occupai 4 anni fa, che finí sulla sedia a rotelle dopo la prima iniezione di anti papilloma, è considerata un fantasma?
[…] Aifa per legge dovrebbe raccogliere tutte le segnalazioni […]
Come spiegato dall'autrice nel primo articolo, Gaetano Elli, direttore medico di presidio dell’ospedale di Niguardia, aveva detto che il fatto era stato immediatamente segnalato alle autorità competenti, che sono Asl, Aifa e ministero della salute, e invece…
Ho interpellato Aifa, ministero, ISS e Regione, per anni, quel caso non è stato mai annoverato non dico fra gli eventi avversi certi, ma fra le segnalazioni post vaccinazione. E se un caso è capitato, quanti altri?
Ho tampinato gli uffici ogni sei mesi per vedere come [la presunta segnalazione] venisse catalogata. Niente di niente. Fra gli eventi avversi post vaccinazione anti papilloma compaiono solo "pomfi rossi" e "prurito nella sede di iniezione". Bisognerebbe dirlo a chi spende tanto denaro (pubblico) nella comunicazione pro vaccini: sono queste omissioni che fanno allontantanare le famiglie. Basterebbe dire la verità e spiegarla.
Credo che Giulia Locati in questo caso abbia ragione: la mancanza di trasparenza, chiunque ne sia il responsabile, è sempre da condannare, specialmente quando questa mancanza consiste nel non osservare una normativa di farmacovigilanza.

12 aprile 2020

Stefano Montanari e Antonietta Gatti: alcuni esempi sulla loro disinformazione

In questo articolo parlerò di chi sono, cosa fanno ma soprattutto cosa hanno affermato il dott. Stefano Montanari e Antonietta Gatti; si capirà dunque perché io come tante altre persone abbia una pessima opinione di loro e perché, stufo di vedere ogni tanto condiviso su FB un intervento di Montanari, ho scritto uno sfogo in quest’altro articolo, in cui giustifico l’indisponibilità a leggere o ascoltare qualsiasi altra parola che esca dalla sua bocca, perché quando è troppo è troppo (ed essendo io molto, molto stufo, questo è l'ultimo articolo che scrivo su queste due persone).

Le affermazioni di Montanari che citerò (a volte non alla lettera, ma aggiustando leggermente il testo senza cambiarne il senso, per motivi di maggiore leggibilità) sono tratte da vari convegni (principalmente “Le vaccinazioni di massa”, tenutosi a Padova il 5 ottobre 2013), dal suo blog stefanomontanari.net e dalle sue parole riportate dalla giornalista Gioia Locati, sua simpatizzante, nello spazio dei commenti dell’articolo a pag http://blog.ilgiornale.it/locati/2017/02/11/vaccini-sporchi-minacce-ai-ricercatori-/

STEFANO MONTANARI E ANTONIETTA GATTI: CHI SONO E COSA FANNO (E CHI CREDONO DI ESSERE E COSA CREDONO DI FARE)

Stefano Montanari è un laureato in farmacia; sua moglie Antonietta Gatti è laureata in fisica.
Nel 2013 Montanari diceva a un convegno:

“Mia moglie l’anno scorso [2012] è stata inserita dai nostri colleghi a livello mondiale, calcolate qualche decina di migliaia di scienziati, tra i 32 scienziati top al mondo, e gli italiani non lo sanno”

In realtà è stata accettata come “fellow” dall’International Union of Societies for Biomaterials Science and Engeneering (i fellow di quella società scientifica sono quasi 300), e “scienziata top al mondo” no, non è una nomina che ha conseguito.

Quando, all’età di 63 anni, è andata in pensione, suo marito ha parlato di prepensionamento dovuto alla persecuzione di cui i due sarebbero stati vittima (ma un ricercatore in italia viene mandato in pensione a 63 anni per legge). Subito dopo ha dichiarato la sua assunzione all’ISTEC di Faenza, il cui personale, interrogato, ha detto di non conoscerla.

Montanari e Gatti lavorano nel loro laboratorio di analisi Nanodiagnostics, in cui dicono di fare ricerca sulle nanoparticelle, cioè particelle o strutture più piccole di 100 nanometri, l’ordine di grandezza di proteine e virus.

In seguito a un’indagine su un vaccino contro il papillomavirus, Montanari affermò di aver trovato particelle di bismuto e piombo. La dott.ssa Stefania Salmaso, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, dell’Istituto Superiore di Sanità, osservò che tali analisi sono estemporanee e non ripetibili. Il commento di Montanari:

“...come se noi fossimo dilettanti; rendo noto che il mio laboratorio è inserito dalla Comunità Europea fra i 100 di punta di tutta l’Unione”.

Bella argomentazione. E poi che significa? Ci sono anche laboratori non di punta nell’UE?

Nel 2017 Montanari sostenne di aver ricevuto minacce che avrebbero spinto lui e sua moglie a smettere di parlare di vaccini. Lo scrisse nell’articolo del suo blog intitolato “Sipario”, in cui a un commento sull’opportunità di denunciare le minacce rispose:

“Le minacce sono fatte da chi sa come farle. Siete tutti voi a dover reagire scrivendo all’Università di Urbino e all’Ordine dei Medici.”

Nell’articolo scrisse che avrebbe così smesso di occuparsi di vaccini, salvo poi tornare a farlo nel 2020 ai tempi del coronavirus.

LA CANTONATA DELLA GATTI SUL’URANIO IMPOVERITO: L’INCHIESTA RITARDATA DI 10 ANNI

I coniugi Montanari sono conosciuti per le loro osservazioni antiscientifiche in cui affermano la pericolosità dei vaccini a causa delle loro impurità.
È interessante che proprio quando c’era da dare davvero la colpa ai vaccini, e cioè nell’inchiesta sul Poligono Interforze del Salto di Quirra, i coniugi Montanari fecero l’opposto! Montanari nel 2013 affermò che chi correla una morte di una persona a un vaccino è in malafede o ignorante. Si riferiva al prof. Franco Nobile, oncologo presidente della Lega Tumori di Siena, consulente della commissione senatoriale di inchiesta. La verità è che a causa della Gatti e di altri depistatori, che sostenevano che la causa dei linfomi dei militari fosse l’uranio impoverito dei proiettili, si persero 10 anni nell’accertare la responsabilità delle vaccinazioni intensive e irrazionali.

IL LABORATORIO NANODIAGNOSTICS

In un filmato Montanari mostra il suo laboratorio (https://youtu.be/EBxgF30B484).

Il trattamento dei campioni di tessuto mostra gravi errori di procedura che possono determinare la contaminazione in laboratorio: dal momento del prelievo fino all’analisi con microscopio elettronico a scansione, i campioni vengono a contatto con strumenti chirurgici, contenitori, reattivi, fissativi, coloranti e l’aria dell’ambiente.

Mostra alcuni campioni di tessuto dicendo che sono sotto paraffina, un derivato del petrolio. Ma neppure la paraffina farmaceutica può essere completamente priva di contaminazione da polveri.

Mostra il micròtomo che usa per tagliare i tessuti da analizzare, la cui lama, che come tutte le lame durante l’uso perde il filo e cioè perde materiale, potrebbe contaminare i campioni analizzati. La giornalista Giulia Locati ha riportato in un commento al suo articolo queste parole di Montanari:
”Le lame perdono frammenti a seconda del materiale di cui sono fatte, del materiale che tagliano e delle modalità con cui sono usate”
Il micòtomo utilizza lame in acciaio al carburo di tungsteno. L'acciaio è una lega di ferro, cromo, nickel e altri metalli. Nei campioni biologici spesso hanno detto di aver trovato trovare ferro, cromo, nickel e tungsteno.

Da quello che si vede nel filmato, il campione viene manipolato in un modo che non garantisce la non contaminazione da parte delle polveri presenti nell’aria della stanza. Una tipica atmosfera urbana può contenere 10.000.000 di nanoparticelle per cm cubo, il 14% delle quali costituite da metalli di transizione (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15116832). Tra i metalli di transizione troviamo ad esempio titanio, vanadio, zirconio, cromo, manganese, ferro, molibdeno, tungsteno, cobalto, nichel, rame, rodio, palladio, argento, iridio, platino, oro, zinco, cadmio, mercurio. L’aria del modenese non è esente da inquinanti. Ad esempio a Modena nel 2012 è stato registrato 85 volte il superamento del valore limite giornaliero di polveri sottili; il valore medio annuale è stato 38 microgrammi per metro cubo.

GLI STRAFALCIONI SU CONCETTI DI BASE

Nel suo articolo Giulia Locati disse a Montanari: ”Qualcuno sostiene che le concentrazioni di inquinanti sono infinitesimali, si paragona la più grande a un miliardesimo di milionesimo di mole… una piccolezza simile non può nuocere”. Montanari rispose:

“Ma un’ignoranza così grande sì. La mole è l’unità di misura delle molecole non delle particelle che contengono a loro volta centinaia di molecole […]”

Come dire che la dozzina è l’unità di conteggio che si usa solo per le uova. Dire “una mole della cosa X” equivale a dire “una quantità della cosa X pari al numero di Avogadro” (il numero di Avogadro è il numero di atomi presenti in 12 grammi di carbonio 12, e cioè 6,02214076 x 10 23). Chiaramente la cosa X può essere “atomi”, “molecole”, specifici gruppi di particelle… Questo lo sa anche uno studente di quarta liceo.

Montanari ha affermato che

Se il mercurio si posa sui globuli rossi impedisce loro di portare emoglobina ai tessuti.

Da dove ha preso questa informazione non si sa. Non certo in un testo di tossicologia (forse si è confuso col monossido di carbonio? Ma questo non forma certo nanoparticelle!)

La cellula contenente la nanoparticella si riproduce, e genera cellule che dentro di loro non hanno le nanoparticelle.

Dunque le nanoparticelle che fine hanno fatto??!

Le particelle di cui noi ci occupiamo non si sciolgono né nell’acqua né nei grassi; questo fa sì che siano eterne: né la natura, né la tecnologia umana sono in grado di liberarsi di queste polveri. Una volta prodotte, è per sempre.

Pare che Montanari non abbia presente la diagenesi, fenomeno per cui le polveri si depositano e col tempo formano rocce.

Per il particolato non è stato identificato nessun livello di sicurezza (cioè non esiste una quantità minima di particolato nell’aria sotto la quale la nostra salute è al sicuro).

Ovviamente è una stupidaggine: il veleno lo fa sempre la dose, che può essere anche bassissima, ma esiste comunque. Basti pensare che nell’aria di alta montagna ci sono in media 10.000 particelle per centimetro cubo. Eppure lui è convinto:

“Con le nanoparticelle non si può applicare la regola di Paracelso secondo cui è la dose a fare il veleno. Perché può bastare una sola particella che danneggia una cellula a scatenare un danno irreversibile. Con le particelle ciò che conta è dove finiscono la loro corsa, quanto sono grandi, che forma hanno e che composizione chimica. La quantità è un fattore decisamente secondario che può solo influenzare statisticamente la possibilità di colpire bersagli più o meno sensibili”

Se fosse vero, considerata la quantità di nanoparticelle che inaliamo, dovremmo morire tutti in tenera età ed estinguerci. E invece le pneumoconiosi insorgono con probabilità e gravità diversa a seconda che una persona abbia lavorato stando esposto alle polveri per un periodo più lungo o meno lungo; le patologie polmonari dovute al tabagismo (che comporta un enorme inalazione di nanoparticelle) sono correlate a quante sigarette al giorno il soggetto ha fumato e agli anni di tabagismo. Nozioni, queste, non solo ampiamente provate dala scienza, ma anche facilmente intuibili.

Sulla possibilità che la lama del micròtomo possa contaminare i campioni di tessuto analizzati nel suo laboratorio Montanari ha detto in un’intervista:

“Le pare che la farina possa scalfire una lama? Nessun formaggio o salame affetta l’acciaio”.

Ma anche un bambino sa che le lame, col tempo, perdono il filo, e cioè si consumano perdendo materiale. Del resto lo sa anche Montanari, che nel suo blog a pag http://www.vitalmicroscopio.net/2014/11/06/cavolo-mangiamo-2/ ha scritto:
“La cosa più buffa fu scoprire che l’unico produttore di mortadella il cui prodotto era stato trovato esente da inquinamento di particelle d’acciaio proveniente dalle lame di lavorazione rifiutò di usare quel suo vantaggio a livello d’informazione per la clientela. La motivazione addotta, e certamente accettabile dal punto di vista di chi fa business e non altro, fu che, se i clienti, notoriamente considerati imbecilli e come tale trattati, vengono informati del problema magari da un grillo qualunque che non ci ha capito niente, non comprano più la mortadella, buona o non troppo buona che questa sia. Insomma, per non rovinare il mercato non si dice niente a nessuno e si mangino in tutta gaiezza i granelli d’acciaio.”

L’ATTEGGIAMENTO ANTISCIENTIFICO

Montanari ha detto che

prima i bambini autistici erano uno ogni 2000, ora sono 1 su 80, probabilmente a causa non solo dei vaccini, ma anche dell’aria che respiriamo e degli alimenti contaminati, su cui cadono le polveri con nanoparticelle.

Per smontare questa affermazione, che comprende la grave quanto antiscientifica accusa ai vaccini di causare l’autismo, basta considerare che negli ultimi decenni non sono aumentati i casi di autismo, ma le diagnosi di autismo, perché sono cambiati i criteri di diagnosi; inoltre è aumentato il numero di genitori che, notato un comportamento atipico del figlio, chiedono un consulto medico.

Le polveri di oggi stanno provocando delle malattie nuove, ma diventano anche causa di malattie che eistono già, con meccanismi completamente diversi da quelli che conoscevamo.

Affermazione non supportata da alcuna prova scientifica. Per tentare di dimostrarla, fa questo esempio:

Il diabete è sempre stato legato alla dieta [qui dunque sembra si riferisca al diabete di tipo II]
Quando sono crollate le torri gemelle a New York si sono formate delle polveri sottili […] Il diabete è andato alle stelle. Non c’era zucchero in queste polveri. Il diabete è andato alle stelle perché queste polveri sono andate a finire nel pancreas, nelle isole di Langherans, che sono le produttrici dell’insulina [ma questo è il diabete di tipo I, che non è provocato dall’alimentazione!], un meccanismo completamente diverso [e invece è una patologia diversa]. È un meccanismo che i medici non conoscono, ma è quello che si vede sperimentalmente [alla faccia della sperimentazione… quale?]

Secondo Montanari la correlazione è lampante, senza che ci sia bisogno di verificare una corrispondenza statistica fra la presenza di polveri e le varie patologie.

Parlando del suo laboratorio Montanari dice di osservare gli elementi chimici del campione di tessuto analizzato,

“…che poi sono gli inquinanti che possibilmente o probabilmente hanno provocato la malattia”

“Possibilmente o probabilmente” ? Insomma, si può stabilire una correlazione fra presenza di polveri e la malattia col solo criterio topografico? Certo che no. La valutazione del rapporto di causalità segue i criteri cronologico, topografico, dell’idoneità, della continuità fenomenica e dell’esclusione. Ma questo a Montanari sembra sfuggire.

“Se una nanoparticella si deposita su un rene o su un qualsiasi altro organo, questo non è mai in grado di liberarsene”

Affermazione inventata. Numerosi studi dimostrano che le naoparticelle possono essere rapidamente eliminate per via renale o biliare.

Le nanoparticelle si depositano sugli organi e provocano tumori

Affermazione non verificata. I coniugi Montanari - Gatti hanno analizzato tessuti anatomici malati senza confrontarli con tessuti sani, quindi non dimostrando la correlazione fra nanoparticelle e patologia.

“Se nello sperma ci sono nanoparticelle di piombo, una volta immesso nel canale vaginale, provoca la sindrome del seme urente, cioè il canale vaginale si si ustiona e si formano piaghe sanguinanti e dolorose non trattabili chirurgicamente né farmacologicamente”

Affermazione mai provata scientificamente.

Le nanoparticelle provocano la formazione di trombi.

Affermazione fuorviante in un contesto di critica nei confronti dei vaccini, in cui è stata pronunciata. Nel ratto è stato osservato che le nanoparticelle accelerano la formazione di trombi. Questo non autorizza a pensare che i vaccini, eventualmente contenenti nanoparticelle, aumentano in modo apprezzabile il rischio di trombosi. Infatti è enorme la quantità di nanoparticelle che assumiamo nel corso dell’intera vita o anche solo in tenera età, e che finiscono nel sangue. Lo facciamo (stando agli studi sugli animali) attraverso polmoni, mucosa nasale, cute, stomaco, intestino. Con alimenti cosmetici, mediante il contatto con vestiti e oggetti, assumiamo qualcosa come mille miliardi di nanoparticelle al giorno, contenuti per lo più negli additivi. Queste nanoparticelle vengono espulse attraverso gli apparati digerente e respiratorio e con la sudorazione. Da questo si capisce quanto irrilevante sia la quota di nanoparticelle eventualmente assunte tramite vaccini.

“Un conto è quando respiriamo inquinanti, li inaliamo ma poi li buttiamo fuori. O quando li mangiamo. Ma è ben diverso quando le particelle sono iniettate sotto cute, in questo caso non ne esce nessuna, l’organismo non è capace di espellerle”

Le nanoparticelle, proprio perché piccole, sono le particelle che più facilmente passano da tessuto a tessuto. Quindi sì, passano facilmente dal sito di iniezione di un farmaco, cioè il muscolo nel caso dei vaccini, al circolo ematico, per poi passare i reni ed essere espulse.

“Le nanoparticelle passano anche dalla donna incinta al feto, infatti guardate questo agnello nato malformato dopo che alla madre era stato somministrato un vaccino”

Si trattava del vaccino contro la malattia della lingua blu, che aveva come effetto collaterale la malformazione dei feti degli agnelli; nonostante ciò vennero vaccinate anche le pecore gravide. La specifica correlazione con le nanoparticelle è una pura supposizione di Montanari.

A Mantova l’autopsia su un bambino morto a 8 ore dalla nascita evidenziava una grande presenza in vari organi delle stesse nanoparticelle trovate nell’aria inquinata di Mantova. Era un bambino leucemico con madre sana. In questo caso il feto fa da “spugna” che assorbe tutte le nanoparticelle, mentre la madre non ne subisce le conseguenze.

Si potrebbe fare questa affermazione dopo aver fatto esami sulla mamma, trovandola priva di una quantità importante di nanoparticelle, cosa che non è stata fatta.

Il mercurio non viene più usato come conservante per i vaccini. Ma Montanari, senza portare prove, dice che è ancora usato. Quello che veniva usato era etilmercurio, innocuo e facilmente eliminabile dall'organismo per via epatica. Ma Montanari descrive i danni di legami proteici tipici del metilmercurio, dannoso e difficilmente eliminabile dall’organismo.

“Si racconta che il mercurio sia stato tolto dai vaccini. Non è così. Il mercurio è indispensabile alla preparazione perché le sostanze biologiche di cui sono fatti i vaccini possono essere attaccate da funghi e batteri. L’unico modo per evitare contaminazioni di quel tipo è inserire mercurio e poi cercare di eliminarlo. Ma il mercurio è tecnicamente impossibile da eliminare del tutto.”

Eppure stando al famoso articolo di Gatti e Montanari il mercurio risulta assente in tutti e 44 i vaccini da loro analizzati. Allora delle due una: non c’era mai stato, oppure era stato eliminato del tutto.

Sul blog di Montanari, a pag https://www.stefanomontanari.net/sipario/ un utente scrisse: “Mi pare che la misera qualità dello studio di Montanari (che fa l’offeso e non risponde alle critiche) sia talmente misera da non consentire alcuna conclusione sulla purezza dei vaccini”. Montanari rispose:

Ma perché non fate le analisi voi?

Ecco perché: se la qualità del tuo studio già lo classifica come spazzatura, non vale la pena fare una verifica: è spazzatura e basta. L’onere della prova ce l’ha chi ha avuto l’idea di fare un’affermazione, non chi ne dubita.

LO STUDIO SPAZZATURA PUBBLICATO SULLA RIVISTA PREDATORIA

Nel loro articolo "New Quality-Control Investigations on Vaccines: Micro- and Nanocontamination", pubblicato sulla rivista predatoria "International Journal of Vaccine and Vaccination", Gatti e Montanari elencano una serie di vaccini nei quali, con il loro microscopio, avrebbero trovato varie sostanze, spesso metalliche. Ma non c'è nessun controllo né in doppio cieco, né in cieco, né senza cieco.
Lo studio è stato ben sbufalato in questo articolo in lingua inglese:
http://www.skepticalraptor.com/skepticalraptorblog.php/another-anti-vaccine-article-bad-journal-bad-data/
Comunque un’ottima spiegazione la dà anche Medbunker a partire dal paragrafo “La scoperta dell'acqua calda” del suo articolo a pag
http://www.medbunker.it/2017/02/i-vaccini-inquinati-unesperta-dice-di-no.html

Su un sito antivaccinista viene detto che in seguito allo studio di Gatti e Montanari fu stato fatto nel 2016 un altro studio su 16 fiale di vaccini nel laboratorio clinico ed ambientale Micro Trace Minerals, con sede in Germania, studio in cui sono state così trovate tracce di mercurio, nichel, arsenico, uranio, alluminio. E però, per la metodologia usata, anche questo studio è spazzatura.

ALTRE FESSERIE SUI VACCINI

Rimanendo in tema di vaccini (ma non di Gatti e Montanari, che qui non c'entrano) colgo l'occasione per riportare alcune delle decine di fesserie antivacciniste che trovano sul web…

E il documento Simpsonwood? All’inizio lo studio riportava una correlazione fra vaccini e autismo e altri problemi neurologici, e dopo le revisioni, nella versione pubblicata nel 2003 le conclusioni sono cambiate e i vaccini sono stati assolti!

Era uno studio preliminare, che come tutti gli studi che presentano dati spaventosi. E tutti, una volta approfonditi (non “alterati”), epurati dai confondimenti e evitati i bias, giungono a conclusioni diverse.
E poi se davvero lo studio fosse stato alterato, e se il Thiomersal (fino ad allora contenuto nei vaccini) causava davvero autismo, non si spiegherebbe perché dopo la sua eliminazione dai vaccini l'incidenza di autismo ha continuato ad aumentare.

Le enclave che non vaccinano i figli non hanno casi di autismo!

Falso. Molti studi sulle cause dell'autismo, in particolare quelle genetiche, sono stati fatti ad esempio proprio sulla comunità Amish: nelle comunità chiuse, in cui le persone si incrociano tra loro vengono selezionati geni in un rapporto percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale, per cui é piú semplice fare studi riguardo geni rari.
Ecco un esempio di uno studio che correla una variante genica con l'autismo in una comunità Amish: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19302947

ALTRE FESSERIE E SCIATTERIE...

...Le trovi in questo post degli autori dell'ottima pagina Facebook "Biologi per la scienza":
https://www.facebook.com/BiologiPerLaScienza/photos/a.284416352089286/762073417656908/

07 aprile 2020

"Lifelearning" si è mangiata i soldi di un mio amico

Odio quando accade. Sia a me che a qualcun altro. È accaduto a un mio amico, e col suo permesso diffondo qui il suo racconto racconto, (se sei suo amico su FB puoi leggerlo a questo link), facendo quel poco che posso per informare sull'affidabilità di certa gente.

Lifelearning è un sito che vende corsi a distanza su vari argomenti. Alcuni esempi:

un corso di batteria
un corso su alchimia, approccio olistico e rimedi naturali
un corso per educatori della prima infanzia
un corso di marketing
un corso di gestione degli acquisti e delle attrezzature delle ONG
un corso di modellazione della pasta di sale, mais e fimo
un corso che insegna "Come guadagnare 1000 euro al mese con Facebook"

Tutte competenze che ptorebbero aprire nuove strade nella vita di ognuno di noi; non a caso, nel momento in cui sto scrivendo, in home page si legge, bello grande: "Allena le tue competenze, ottieni il lavoro dei tuoi sogni". Attualmente sulla pagina FB di Lifelearning c'è scritto che rispondono in fretta quando si chiede qualcosa in chat.


Ma questa "Elevata reattività ai messaggi" pare essere tale, diciamo, a seconda dei casi.

Copio e incollo il suo post su Facebook del 6 aprile 2020. Buona lettura e buone conseguenze da trarre.

------------------
Ho comprato un corso sulla piattaforma che si è rivelato aria fritta, ma il sito offre una garanzia che ti permette di chiedere il rimborso o fare cambio corso, dal momento che ero indeciso tra due ho aperto un ticket di supporto dicendogli che a me andava benissimo il cambio corso.
Passano i giorni, nessuna risposta. Mando un sollecito tramite l'indirizzo mail dedicato al supporto.
Passano i giorni, nessuna rispota. Li contatto tramite la loro pagina facebook.
Passano i giorni, nessuna risposta. Gli scrivo di nuovo su fb chiedendo come mai a quelli che si dicono interessati a comprare un corso rispondono subito mentre a quelli che chiedono supporto non offrono nessun tipo di riscontro, nemmeno 'abbiamo preso in carico la pratica ma siamo oberati ti faremo sapere al più presto'.
Passano i giorni, su fb mi hanno bloccato e sul sito web ogni volta che provo ad aprire un ticket di supporto mi dice che c'è stato un problema, cosa che ad altri non succede.
Se volete fare corsi online mi sento di consigliare EDX, Coursera, Udemy, lasciate perdere il portale di cui sopra.
------------------

Se fossi un influencer aprirei una petizione diretta a Lifelearning, ma non lo sono. Pazienza.

05 aprile 2020

Parliamo di edilizia

Oggi ho proprio voglia di condurti in una avvincente storia che parla di un edificio in costruzione.

Stai passeggiando per un luogo della tua città che frequenti di rado, e d'un tratto noti un cantiere edile: degli operai stanno lavorando alle fondamenta di un nuovo edificio. Oltre le transenne del cantiere c’è un ometto, con un gruppo di persone al seguito, che urla lanciando accuse al capo cantiere, dicendogi che non possono e non devono portare avanti quei lavori, in quanto illegittimi.
Alla fine del suo orario di lavoro, il capo cantiere esce trovando ancora lì l’ometto organizzatore della protesta, non ancora stanco di sbraitargli contro. Lui semplicemente sorride, entra in macchina e se ne va, guadagnandosi l’accusa da parte di tutto il gruppo di essere un codardo.
Un operaio esce dal cantiere e si vede avvicinare un uomo del gruppetto di manifestanti, che tenta di incalzarlo con domande e provocazioni. L'operaio risponde solo “lei non capisce niente”; entra in macchina e va a casa, beccandosi l’accusa di essere complice di persone senza scrupoli e quindi parimenti colpevole.
Su alcuni manifestanti, che stanno facendo dei cori contro gli ultimi operai che stanno uscendo dal cantiere, cade una secchiata d’acqua, gettata da una signora che abita in un palazzo lì vicino.

Hai osservato tutto questo, e ti sono sembrati molto arroganti il capo cantiere che sorride con superiorità, l’operaio che insulta l’intelligenza del manifestante, e la signora che addirittura con un gavettone ha tentato di zittirli senza se e senza ma.

Giorni dopo vieni a sapere che l’ometto a capo della protesta:

- sostiene che il lavoro degli operai è illegittimo perché il rapporto del geologo per l’edificabilità di quell’edificio è sbagliato, “documentazione alla mano”, dice lui sventolando dei fogli per darsi un tono, ma il contenuto di quella documentazione è già stato citato in un esposto il cui esito l’ha smentito;

- accusa il capo cantiere e tutti gli operai di essere parte dell’estabilisment che se ne frega dell’impatto ambientale del nuovo edificio, ignorando che l’amministrazione locale da tempo ha stabilito che per ogni metro quadro di nuova area cementificata viene liberato e riconsegnato alla natura un metro quadro di un’altra area, e che l’edificio sarà realizzato con le più efficaci tecnologie utili a ridurre il minimo il consumo di energia;

- accusa il capo cantiere e tutti gli operai di lavorare per una ditta che, per ottenere quell’appalto, sicuramente ha corrotto i politici locali e il giudice del tribuale, senza averne nessuna prova e neanche nessun indizio;

- lancia varie altre false accuse, già smentite con evidenza.

Di conseguenza consideri davvero stupido l’ometto accusatore, ma continui a pensare che lui e i suoi seguaci avrebbe meritato una risposta argomentata nel merito, senza risatine di superiorità, considerazioni sulla scarsa intelligenza o secchiate d’acqua.

Poi però vieni a sapere che è l’ottava volta che quest’ometto e questi manifestanti si presentano. E che negli incontri precedenti rispondere in maniera argomentata è stato completamente inutile, perché mostravano di non capire o fingere di non capire le risposte che venivano date loro dal capo cantiere e anche dal sindaco, che più di una volta era intervenuto sul posto.
Ogni volta successiva, invece di chiedere scusa per le fandonie dette in precedenza, l’ometto e il suo gruppetto ne aggiungevano una nuova, che diventava l’argomento di punta per la protesta del giorno, altrettanto stupida e priva di fondamento.

Capisci che i manifestanti vogliono far passare i costruttori cattivi come persone codarde e in malafede in quanto non vogliono rispondere nel merito alle accuse, ma la verità è che dopo l'ateggiamento dimostrato, non meritano più che si perda tempo ad ascoltarli. Magari meriterà ascolto qualcun altro, ma non quell'ometto e i suoi seguaci.
 
Capisci così che dopo 7 volte che un ometto è venuto col suo gruppo, con fare arrogante, a importunare dei lavoratori con argomentazioni farlocche, mostrandosi per niente obiettivo e agendo per partito preso, probabilmente l’ottava protesta è semplicemente l'ottava idiozia a cui non conviene regalare tempo.

Per questo capisci se a un operaio aggredito per l'ennesima volta scappa un insulto, il manifestante se l’è cercato, così come la secchiata d’acqua da parte di quella signora. Che era a conoscenza della diatriba e di come stanno le cose, e che è stufa di sentire casino.

E Montanari e i suoi seguaci sulla fanta-virologia? Uguale.

24 marzo 2020

Il dott. Stefano Montanari ha rotto il cazzo

Lui e quelli che lo citano.

Concordo su quanto ho letto sulla pagina FB "Biologi per la Scienza" nel post intitolato "NANOSCIENZIATI INDIPENDENTI":



E se stavolta Montanari avesse detto qualcosa di sensato che facciamo, ce la perdiamo?

Se stavolta avesse detto qualcosa di sensato (no, non lo ha fatto, ma facciamo finta), probabilmente la stessa cosa è stata detta meglio da qualcun altro. Quindi leggila sul sito in cui parla qualcun altro. Così magari non leggi mezza informazione sensata accostata a mezza informazione antiscientifica. Perché è questo che Montanari ha fatto più di una volta, ed è questo che inganna: parte da affermazioni vere e sensate per mischiarle a bufale (autoprodotte o citate). Questa, insieme alla sua aria di pacato e saggio anziano ragionevole, è la sua arma.

Con l'aura di scienziato indipendente che si è creato, è riuscito ad ingraziarsi tante persone, non necessariamente complottare e super rabbiose antisistema. Il pensiero che viene fuori è del tipo

Vedi? Lui non è contro i vaccini, l'ha detto più volte. Mica è estremista. È razionale. Però dice che i vaccini bla bla bla... E se lo dice lui che non è antivaccinista...

Stefano Montanari ha rotto il cazzo.
E io non dico quasi mai parolacce.
Pensaci un attimo. Io che così di rado dico parolacce, in questo singolo articolo dico "ha rotto il cazzo" più volte. Avrà rotto il cazzo, secondo te?

Una miriade di persone che hanno letto gli scritti di Montanari e visto i suoi video sono state indotte a ritenerlo uno studioso che analizza i dati in modo intelligente e basandosi su dati scientifici, quindi affidabile, ma solo perché non sono a conoscenza di quante balle ci sono nel suo curriculum di divulgatore, ampiamente sbufalate in lungo e in largo.

Ecco un commento che ho letto poco fa (epurato da errori sintattici):

Non dico che abbia la verità in tasca, ma penso possa anche dare spunti alternativi sulla visione del problema.

Sbagliato.

Spunti? E che siamo, a scrivere una sceneggiatura di un romanzo?
Alternativi? Alternativi a cosa? Al metodo scientifico, e cioè all'unico metodo con cui si deve studiare la virologia?

Espressione simile:

"Fuori dal coro"

Espressione che trasforma in vittima il colpevole. Colpevole di essere intellettualmente disonesto. La scienza viene detta "coro", immaginandola come meccanismo che fa fare a tutti gli scienziati la stessa cosa, come automi guidati da chissà chi, anzi sappiamo bene chi, la famosa e crudele Big Pharma, naturalmente. Se parlare al di fuori della scienza significa "parlare fuori dal coro", allora diciamo che esistono cantanti stonati che fanno solo danno, sia a chi canta che a chi ascolta. Perché nel coro essere intonati equivale a essere intellettualmente onesti, e non c'è spazio per chi non dimostra di esserlo. E Montanari non dimostra di esserlo. Infatti non credo che Montanari non conosca i criteri scientifici. Non credo che mai nessuno gli abbia spiegato come uno studioso si deve comportare per non fare figuracce: occorre condurre uno studio coi criteri che la scienza impone, ottenere una pubblicazione su una buona rivista scientifica (e non pubblicare su riviste predatorie o parlare su un canale YT spazzatura come Byoblu), e solo successivamente, volendo, rivolgersi al grande pubblico. Oppure rivolgersi anche subito al grande pubblico, ma evidenziando che le sue ipotesi sono solo ipotesi. Fermo restando che devono avere una qualche plausibilità e non contenere errori grossolani. Eppure si comporta come se non lo sapesse.

Da qui la considerazione che ho scritto ieri sul mio profilo Facebook: normalmente non si dovrebbe usare il principio di autorità e neanche, al contrario, rifiutare un'affermazione sulla base di chi è il mittente.
Mi capita di pensare "Non stimo questa persona, ma sentiamo stavolta cos'ha da dire, parliamo di contenuti".

Ma non lo penso quando si tratta di Stefano Montanari. Perché?

Perché ha rotto il cazzo.
 
Non vale più la pena di dare udienza a una persona che si comporta così. La virologia è un argomento complesso, e chi non è del campo non ha gli strumenti per accorgersi della infondatezza di tesi che, farcite di una buona retorica e di un certo numero di bugie, possono sembrare sembrare credibili.

Un'obiezione che ho letto è:

Se ti atteggi in questo modo con una critica ad personam senza argomentare sui contenuti rischi di ottenere, sugli indecisi, l'effetto opposto a quello desiderato.

A parte il fatto che sul web le argomentazioni che smentiscono lo pseudoscienziato ci sono, e le linko più avanti, rispondo che piuttosto viceversa, arrivati a questo punto, se tu mi portassi un buon argomento sostenuto da Montanari, rischieresti di ottenere su di me l'effetto opposto a quello che desideri, quindi ti converrebbe sì portarmelo, ma sostenuto da qualcun altro. Perché se parlare come sto parlando significa sembrare arroganti e senza argomenti, parlare citando Montanari è ormai diventato equivalente all'aver voglia di parlare di idiozie, dette da una persona che ne ha già dette troppe e che non ha dato prova di ragionare in maniera scientifica, né autocritica.

E per tutte le idiozie che ha detto su un argomento così importante come quello dei vaccini, Montanari non ha chiesto scusa, mai. Per questo non vale la pena leggere quello che scrive o ascoltare quello che dice, e conviene automaticamente classificarlo come spazzatura, e questo automatismo che suggerisco non è frutto di un atteggiamento prevenuto. Se l'è ampiamente cercata.

Credo che il famoso virologo Roberto Burioni esageri decisamente col principio di autorità, e concordo con quanto detto da Mattia Butta nel suo articolo intitolato "Lo scazzo epico".
Se qualcuno mi contraddice su un argomento che riguarda il mio mestiere io non rispondo “taci, ignorante, tu non hai titolo per parlare”. Rispondo nel merito, perché so benissimo che l’arroganza nasconde l’ignoranza.
Non c’è bisogno, come è stato fatto in una recente conversazione, di scomodare l’atteggiamento di Burioni per spiegare il mio stato d’animo quando vedo condividere un post del tipo “E se Montanari avesse ragione?”. Molto più semplicemente ho finito la pazienza con questo tizio. E non sono il solo.


Non stupirti se, quando chiedi a una persona fedele al metodo scientifico di sbufalare punto per punto le sue ultime dichiarazioni, la risposta è no. Devi immaginarti la scena di un bimbo di 7 anni che entra in un'aula universitaria a disturbare la lezione, e giustamente gli viene detto "sparisci, ragazzino, non disturbarci". Non è che si sta a sentire quello che ha da dire, specialmente se è la ventesima volta e dice cose facilmetne sbugiardabili, dimostrando di avere lacune su concetti basilari.

Se sei ancora all'oscuro della storia professionale di Stefano Montanari e non ti sono chiari i motivi per i quali non c'è da spendere un solo secondo a leggere un suo articolo o guardare un suo video, ti suggerisco ad esempio di leggere l'articolo di BUTAC "Così parlò Montanari" o cercare sul web gli articoli di Medbunker su di lui, o leggere questa intervista al virologo Guido Silvestri su L'Espresso. E riflettere un secondo sul fatto che è stato spesso ospite del canale Youtube superbufalaro "Byoblu".
Aggiornamento: vedi anche mio articolo "Stefano Montanari e Antonietta Gatti: alcuni esempi sulla loro disinformazione".

Riporto un commento al suddetto post su Facebook su "Biologi per la Scienza" che riassume abbastanza bene la cosa...

Se questo tizio avesse prove scientifiche solide pubblicherebbe nelle sedi opportune per contribuire allo sviluppo della medicina e della salute pubblica.
Se non lo fa è perché sa bene che le sue teorie non supererebbero le verifiche di qualità scientifica, per cui si affida a YouTube per arrivare al pubblico bypassando controlli e verifiche, per avere visibilità e relativo ritorno, sfruttando il dramma attuale [la pandemia del COVID-19].
È il metodo che utilizzano gli pseudoscienziati. Quelli veri pubblicano, e quando divulgano parlano di ciò che è stato pubblicato.


A proposito di come capire se conviene dedicare tempo oppure no a una persona che si presenta come ricercatore, ti consiglio la lettura di un post della pagina FB "Silvestri & Cossarizza, medici e scienziati":



Insomma, dato che le ore di una giornata sono limitate, scegli bene chi merita il tuo tempo. Chi dice qualcosa che sia semplicemente diverso da ciò che dicono gli altri desta ovviamente più attenzione, come desta più attenzione un musicista che sbaglia durante un concerto. Solo che durante il concerto il pubblico, anche se profano, si accorge dello sbaglio, mentre purtroppo quando si parla di scienza la reazione di tanta gente alla fesseria del cazzaro "fuori dal coro" è "Interessante! Sentiamo cosa si è tirato fuori dal culo questo eccentrico personaggio senza nessun criterio scientifico! Che abbia ragione lui invece dei migliaia di studiosi che lavorano onestamente?". Non farti rubare il tempo dagli pseudoscienziati.

(è meglio piuttosto, per esempio, passare il tuo tempo svagandoti con una bella storiella che parla di edilizia)

Aggiornamento 2 aprile 2020: sulla pagina "Biologi per la Scienza" è stato pubblicato una ulteriore chiarificatrice spiegazione:



===================


APPENDICE: NEANCHE MONTANARI, DEL RESTO, È PROPENSO AL DIALOGO

Se anche dopo aver letto sopra credi abbiano torto le persone che non ritengono valga la pena ascoltare o leggere Montanari, e che nei suoi confronti ci si dovrebbe atteggiare con lo spirito del dialogo, sappi che rispetto a queste persone lui non è da meno.

Ho notato infatti che fra i commenti di un suo blog-post del 2017 intitolato “Sipario” qualcuno gli presentò alcune critiche a ciò che aveva sostenuto, ottenendo però risposte tutt’altro che puntuali. Di seguito riporto citazioni con puntolini fra parentesi quadra dove ometto parti inutili, che comunque non contengono argomentazioni, come è verificabile dalla pagina da cui ho attinto: https://www.stefanomontanari.net/sipario/

Alle critiche argomentate di un commentatore che cita un articolo di Medbunker, Montanari rispose:

Lei presta fede a qualcuno che non ha capito niente e, di conseguenza, non ha capito niente neppure lei. La storiella dei vaccini scaduti è l’esempio più lampante dell’ignoranza crassa di chi ha scritto quella ridicola montagna d’idiozie. Il resto è sulla stessa linea se non, a volte, peggio. Sappia che il sig. Medbunker non solo non ha mai fatto una ricerca degna di questo nome nella sua vita, ma non sa nulla dell’argomento su cui pontifica, cadendo, così, negli errori grossolani dell’ignoranza più crassa combinata alla presunzione più sfrenata.

Commento di un altro utente: “Allora se sono tutte idiozie perché non le smentisce una a una. Il sig. Medbunker, come lo chiama lei, ha “semplicemente” letto il suo studio e lo ha “analizzato” evidenziando le cose estremamente ambigue e fuorvianti”. Risposta di Montanari:

”Io non ho tempo da perdere con un personaggio senza curriculum e senza dati propri che sproloquia, per di più in modo quanto mai prolisso, su argomenti a lui ignoti. In campo scientifico le regole sono poche e chiare: rifaccia le analisi e mostri i risultati. Il resto è aria fritta. Basterebbe che il sig. Medbunker leggesse ciò che ho pubblicato negli anni per accorgersi delle stupidaggini assurde che spara, compresi, al colmo del ridicolo, appunti su passaggi della ricerca che semplicemente non esistono. Ma, in fondo, ha ragione lui: il grande pubblico è ricettivo al massimo quando si tratta di uscire robecillito di chiacchiere stravaganti.”

Un altro utente in un commento gli scrisse “Ha letto sul post di Burioni le critiche puntuali di Mattea Mattei?”. Cito dalla risposta di Montanari:

“Il mondo è fatto per persone come lei. Burioni non conosce nulla dell’argomento e ciò che dice vale le chiacchiere di una qualunque mammina isterica […]. Le critiche sul nostro lavoro sono a dir poco grottesche: frutto d’ignoranza, di presunzione e, in alcuni casi, di pura corruzione. Il nostro lavoro è scientificamente ineccepibile […]”

Un altro utente gli presentò delle critiche su vari punti di un suo articolo. Risposta di Montanari:

”Sta scherzando?”

Dopo di che, invitato a dare una risposta esaustiva, rispose:

”A parte il fatto che le risposte le ho date numerose volte e certo non le ripeterò ancora per lei, se avessi tempo per queste idiozie significherebbe che sarei seduto anch’io al bar […]”

(Risposto numerose volte, ma… un link a queste numerose risposte no, eh?)

In un altro post del suo blog del 2017, a pag https://www.stefanomontanari.net/vogliamo-provare/ Montanari scriveva:

“Credo sia inutile tentare un dialogo: siamo circondati da ignoranti, da criminali e da talebani.”

Insomma, il dialogo è inutile. Lo dice anche lui.

23 marzo 2020

Quando nonostante il coronavirus si poteva andare a correre (senza assembramento)

Anziché cancellare questo articolo in quanto obsoleto ho scelto di modificarlo e aggiornarlo, cambiando anche la data di pubblicazione.

Distinguere chi cazzeggia e chi fa attività motoria è assai facile. Ma il ministro della salute Roberto Speranza non sembra rendersene conto.

Fino al suo provvedimento del 20 marzo 2020 la normativa volta a contrastare la trasmissione del corona virus, consentiva di andare a correre e fare attività motoria all'aperto, nonostantesi leggesse diversamente ad es. sulla pagina FB del mio comune.
Era consentito, purché non in gruppo. Come faccevo a esserne così sicuro, dato che in Italia le informazioni sono spesso confuse e contraddittorie?
Il 19 marzo ho scritto un'email alla Polizia Municipale di Piandiscò. Eccone il succo:

Buon giorno.
Qualche giorno fa ho telefonato alla Polizia Municipale di San Giovanni per chiedere se è consentito fare attività motoria all'aperto. Mi è stato risposto che è consentito, purché lo si faccia senza creare aggregazione.
Questo è in linea con quanto dichiarato dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità:
https://www.atleticalive.it/il-presidente-iss-brusaferro-chiarisce-chi-corre-solo-non-comporta-rischi/

Visto che ho notato difformità nella comunicazione da parte delle istituzioni (ad esempio la pagina Facebook del Comune di San Giovanni Valdarno ha invitato più volte a uscire solo in caso di stretta necessità, senza annoverare l'attività motoria), non mi stupirei se ci fosse una difformità di applicazione della normativa da comune a comune.

[...] Nel comune di Castelfranco Piandiscò è soggetta a una multa una persona che, senza creare aggregazione, va a correre all'aperto?

Poche ore dopo ho ricevuto la risposta, di cui incollo le parti salienti qui sotto.

Buongiorno,
Dal sito del Governo alla sua domanda viene risposta con le seguenti Faq:

1. Si può uscire per fare una passeggiata?
Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute o per necessità ovvero per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. […] è giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto.
2. È consentito fare attività motoria?
Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo […]
3. È necessario avere con sé l'autodichiarazione per andare a fare attività motoria all'aperto?
No, l'attività motoria all'aperto è espressamente prevista dai decreti come consentita, quindi non è necessaria alcuna autodichiarazione. In caso di controlli, le autorità di pubblica sicurezza possono comunque richiedere di dichiarare il perché dello spostamento. In quel caso, si è tenuti a effettuare la dichiarazione […]
4. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito?
È consentito l'accesso individuale a parchi e giardini pubblici, per praticare sport e attività motorie. Non è invece consentito accedervi in gruppo […] È comunque sempre obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di 1 metro
5. Posso utilizzare la bicicletta?
La bicicletta è consentita per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità e per svolgere attività motoria […]

Relativamente al DPCM "stare in casa" siamo consci, anche per la novità della norma emanata in una situazione di emergenza, che la norma si può prestare ad interpretazioni più o meno restrittive.
Dato atto che il Governo ha dato una interpretazione autentica della stessa, rispondendo direttamente sul sito istituzionale alle varie domande poste dai cittaini, si ritiene che la stessa debba essere interpretata in tal senso.
Dato atto che la violazione comporta la commissione di un Reato e che pertanto l'unico organo competente in materia è l'Autorità Giudiziaria, una diversa interpretazione potrebbe essere ravvisata da tale organo. Per quanto riguarda la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, non risulta che vi sia stata data alcuna indicazione, e pertanto vale quanto indicato nei punti di cui sopra.

No, non è che "adesso che c'è il corona virus sono diventati tutti podisti", come ha detto in un video, mi pare, il sindaco di una città meridionale. Se rispetto a prima vedi più persone che corrono all'aperto, probabilmente fra queste ci sono atleti che normalmente si allenavano nei non più accessibili campi spirtivi o palestre. Da non dimenticare gli atleti professionisti o semiprofessionisti, particolarmente motivati a non ridurre per lo meno la resistenza.

Lo so, si può fare attività motoria anche in casa. Ma correre da una stanza all'altra e viceversa o su un tapis-roulant è molto meno divertente e motivante rispetto al correre all'aperto. Cosa che si può fare, senza nuocere a nessuno e senza violare alcuna normativa.

Ma non è che "se fanno tutti così si crea un gran pigia-pigia di persone" ?
No.
O meglio, sì. Se fanno tutti così. Ma proprio tutti. Cosa assai improbabile, dato che purtroppo tante persone per convincerle a fare attività fisica occorre prenderle a pedate nel sedere di continuo, cosa non fattibile data l'obbligatoria distanza di sicurezza.
Tenuto conto degli spazi utili per correre e del numero di persone che vogliono fare attività motoria, evitare assembramenti è assai facile.
Se poi le forze dell'ordine, com'è successo, ravvisano comportamenti non prudenti da parte di molte persone, il sindaco può disporre la chiusura a chiunque dell'area urbana in cui questo è accaduto. Ma se questo non accade, non accade.

Quindi commentare bacchettosamente la foto di un tizio beccato a correre, o di un anziano beccato a camminare all'aperto senza cane (per un anziano anche camminare è considerabile attività motoria), almeno fino al 19 marzo, era oltremodo fuori luogo. Adesso non saprei: c'è il divieto di fare attività motoria all'aperto, se non nell'immediata prossimità della propria abitazione (immagino quindi nel raggio di 100 - 150 metri)... divieto che stento a ritenere granché sensato.

Questo è il provvedimento del 20 marzo, emanato dal ministro della salute Speranza. C'è scritto che vale fino al 25 marzo. Cinque giorni?! WTF ?!

20 marzo 2020

Come segnalare una pubblicità ingannevole all'AGCM

Di continuo ci sono aziende che vengono sanzionate dall'Autorità Garante del Commercio e del Mercato (AGCOM). Ma le notizie delle sanzioni non vengono mai diffuse dai principali mezzi di informazione. Mi verrebbe da dire "quasi mai", perché sono abituato a un linguaggio rigoroso, ma a me pare proprio che no, informazioni di questo tipo non vengano date proprio mai.

Il motivo è di facile intuizione: dei giornali e delle televisioni quelle aziende sono clienti, e non è certo prudente far innervosire i propri clienti, se si vuole che rimangano tali. E visto che anche la televisione pubblica guadagna attraverso la pubblicità, neanche questa fa eccezione, purtroppo per i contribuenti, che avrebbero diritto a conoscere questo tipo di notizie, che ritengo assai importanti.

Le ritengo notizie importanti com'è vero che ritengo importante che, se qualcuno ti ha fatto una falsa promessa, qualcun altro ti tuteli spiegandoti che è una falsa promessa, e non semplicemente lasciando correre e zittando il bugiardo. Occorre anche una esplicita smentita e una messa in guardia dal malefico bugiardo, che in questo modo sarà dissuaso dal continuare in futuro. Già, perché le multe non sono abbastanza. Una multa viene fatta una tantum, e non può ledere una grande azienda più di tanto: lo Stato non ha intenzione di punire un'azienda mettendone in pericolo la sopravvivenza e quindi mettendo in pericolo migliaia di posti di lavoro. La reputazione, invece... quella è una cosa delicata, e fare in modo che un'azienda si assuma la responsabilità della propria reputazione, dovendo rispondere ai clienti delle eventuali bugie che racconta sarebbe qualcosa di molto più efficace, oltre che giusto.

Ritengo invece ingiusto che l'informazione per i consumatori sia unicamente delegata alle associazioni. Questo compito dovrebbe essere dello stato, che non ci deve proteggere solo dai criminali palesi. Deve difenderci anche da quelli invisibili. E deve farlo non solo punendoli alla chetichella, ma informandoci esplicitamente, proprio come fa con persone colpevoli di corruzione, truffa ai danni dello stato, etc.

Tutto questo era uno sfogo introduttivo di riempimento. Tanto non serve a nulla. Ma un pochina di consapevolezza su questa cosa non farà male al lettore che non ci aveva mai pensato. Tale consapevolezza potrebbe spingerti ad attingere appunto alle uniche fonti disponibili sulle pubblicità ingannevoli che, come dicevo, sono le associazioni. Consiglio ad esempio la newsletter dell'Unione Nazionale Consumatori, a cui puoi iscriverti dal sito www.consumatori.it.

Ok, vengo al dunque. Come segnalare una pubblicità che riteniamo ingannevole all'Autorità Garante del Commercio e del Mercato? Ci sono tre modi (il primo lo riporto giusto per completezza):
  • mandando una lettera all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Piazza Giuseppe Verdi 6/A – 00198 Roma;
  • scrivendo un'email a protocollo.agcm@pec.agcm.it;
  • usando l'apposito modulo online presente sul sito dell'AGCM, a cui puoi accedere dalla pagina www.agcm.it/segnala-online/index (puoi farlo solo se ti sei registrato al sito, comunque farlo è facilissimo e richiede pochi secondi).
Il primo, il più scomodo, l'ho riportato giusto per completezza. Il terzo è quello che consiglio, almeno se è la prima volta che fai una segnalazione. Infatti dopo che avrai effettuato l'accesso (se non l'hai già fatto) alla pagina su indicata, compariranno importanti chiarimenti e istruzioni.
 
Salvo casi che verranno considerati molto importanti e urgenti, non aspettarti dall'AGCOM una grande reattività. La tua segnalazione potrebbe essere presa in considerazione dopo vari mesi. E se non avrai una risposta entro 6-7 mesi significa che l'AGCOM ha ritenuto che la tua istanza non aveva pregio. Trovi informazioni più specifiche sui tempi di risposta e sull'operatività dell'AGCOM su questo articolo della suddetta associazione.

14 marzo 2020

È giusto diffondere video in cui una persona si è resa ridicola?



Il web è pieno zeppo di video che fanno ridere... ridere per cosa? Per le limitate capacità intellettive dei protagonisti e per le più o meno rocambolesche conseguenze.
In molti casi, riflettendo un attimo, possiamo inquadrarle come persone con problemi mentali e quindi affette da una disabilità, o comunque come persone la cui grande stupidità ha probabilmente un impatto negativo sulla loro vita.
Questo articolo è stato ispirato al filmato che vedi qui sopra, messo online poche ore fa da una persona che l'ha commentato così:

"Questo video è la versione integrale di quello che è diventato virale nelle ultime ore.
Fa decisamente vomitare: la signora viene aggredita dal marito/compagno/testa de cazzo. Bello schifo. Complimenti a chi l'ha tagliato e cercato di far ridere. Se continua a girare consiglio di segnalarlo. Ricordiamo che #restiamoacasa per molte donne, significa vivere insieme al proprio aguzzino."

La domanda che mi sono fatto è: quando è moralmente legittimo caricare sul web e diffondere un video che risulta buffo a causa della stupidità dei personaggi?

Ho pensato al celeberrimo "Sar Wars Kid":



Un video girato nel 2001 o 2002 e diffuso sull'allora usatissimo programma p2p Kazaa, poi messo su Youtube nel 2006, diventato famoso in tutto il mondo fino ad essere richiamato in molte parodie, ad esempio quella di una puntata di South Park.

Mentre anni e anni fa ridevo guardandolo non mi rendevo conto che il ragazzo fu a suo tempo bullizzato, lasciò la scuola e dovette andare in psichiatria (fortunatamente oggi sta bene ed ha ampiamente superato quel trauma).

Quindi, che fare?

Si deve condannare qualunque tipo di video che fa ridere in ragione della stupidità delle persone filmate? Secondo me no.

Io ho riso del ragazzo, non l'ho bullizzato. Bullizzarlo è sbagliato. Ridere no.

E che dire del vincitore di questo concorso per la categoria becchi?



Sono pronto a scommettere che la diffusione di questo video non ha arrecato alcun danno a questo buffo personaggio, nonostante in tanti abbiamo riso di lui, perché ripeto, ridere di una persona non significa necessariamente essere cattivi. Anzi, credo che tanta gnte che ha visto questo video se incontrasse il mitico proprietario della capra gli chiederebbe un autografo o un selfie.

Però nel video della donna che suona il flauto è evidente il disagio!

Lo so. Ma paradossalmente il disagio che intravedo nelle vite di quelle due persone mi fa pensare che della pubblicazione e diffusione di quel video non importa nulla a nessuna delle persone che in quel video compaiono.

Ma in quel video c'è violenza!

In verità in quel video nessuno si è fatto male davvero, e osservando queste due persone immagino che normalmente non si facciano male fisicamente, e che quando litigano siano sostanzialmente alla pari, senza che nessuna delle due sovrasti l'altra.
Molti hanno commentato dicendo che chi ha registrato il filmato avrebbe dovuto invece intervenire per fermare l'uomo. E cioè? Se salti da terrazza a terrazza tipo Batman e li separi ti buttano fuori di casa e sono da capo 1 minuto dopo (e anche un'ora dopo, e anche il giorno dopo, etc). Se chiami le forze dell'ordine, queste arrivano quando ormai è finita la grottesca aggressione (che dura pochi secondi), chiedono cos asta succedendo, l'uomo e la donna rispondono "niente" e quindi vanno via.

Se da questo mondo scomparisse la stupidità i vantaggi sarebbero enormi, ma non dobbiamo dimenticare che ci sarebbe un prezzo da pagare. Un prezzo che varrebbe ampiamente i vantaggi, ma vorrei che comunque questo prezzo non fosse dimenticato. Questo prezzo sarebbe la scomparsa di tantissimi momenti di ilarità e di affettuosa simpatia che proviamo nei confronti di svariati personaggi.

Sto giustificando il black humor?

Sì e no. La decisione su cosa è e cosa non è black humor può essere non immediata; sicuramente fra il peggior atto di crudeltà e l'innocente scherzetto ci sono tante sfumature. Salvo casi eclatanti, ognuno decide se in quello o quell'altro caso ridere sia lecito o blasfemo, a seconda della propria sensibilità. L'importante è che il nostro atteggiamento non arrechi danno a nessuno.

Quindi il modo migliore per capire se è etico creare, mettere online e condividere un video buffo con personaggi ridicoli è proprio chiedersi: la diffusione di questo video danneggia concretamente le persone raffigurate?
Non sempre la risposta è quella giusta e quindi non sempre agiamo correttamente, ma per fortuna solitamente le piattaforme web danno la possibilità di far rimuovere i video in caso di legittimo reclamo.
Altro fatto che in ogni caso "diluisce" l'eventuale danno è la quantità enorme di filmati buffi che oggi giorno vengono condivisi. Non è più come una volta: adesso dopo qualche mese un video anche molto virale passa di moda, e nella testa degli utenti viene sostituito dai successivi.