18 giugno 2018

Il maledetto uso improprio dei due punti

Due punti - uso improprio
Quella mattina del 2005, nella casa di riposo in cui lavoravo, una mia collega era assente. Aveva lasciato un biglietto con scritte alcune cose ci chiedeva di fare al posto suo. Nel biglietto c'era scritto

"Buongiorno: [...]"

Il seguito non lo ricordo. Ma pazienza, perché questo frammento è l'unica cosa importante adesso. Lo trovai divertente. Buongiorno seguito da due punti era divertente, perché dava l'idea che subito, subitissimo dopo la parola "buongiorno" dovevamo concentrarci nella lettura delle cose da fare. Insomma, sembrava che la collega, dicendo "Buongiorno" ci stesse mettendo una mano sulla testa accennando un'affettuosa carezza che una frazione di secondo si trasformava in una spinta per dirigere gentilmente il nostro sguardo sui compiti da eseguire.

Questo è l'unico uso improprio dei due punti che ho trovato divertente in via mia. Tutti gli altri siano maledetti.

In particolare quello che ho letto stamattina... Accademia della Crusca, tu quoque!

Stamattina sulla pagina Facebook della Crusca è stato condiviso questo articolo di Luca Serianni, pubblicato sul sito nel 2014.

...In cui ho letto:

"Un ERRORE DI ORTOGRAFIA non comporta un'incriminazione: però può compromettere il buon esito [...]"

Ecco.

Era da tanto che volevo gridare al mondo la mia rabbia per il volontario uso improprio dei due punti. Adesso che mi accorgo della presenza di questa deplorevole condotta anche in un articolo della prestigiosa istituzione che da secoli si occupa di lingua italiana, non voglio più rimandare.

Il significato dei due punti non è un generico "ora ti dico qualcosa in più".

Il fatto che io ti dica qualcosa in più era già ovvio. Lo capisci semplicemente dal fatto che sto continuando a scrivere o parlare.

Il significato dei due punti è

"adesso giustifico con una spiegazione ciò che ti ho appena detto".


Purtroppo, in frequenti casi come quello esemplificato (spero vivamente l'articolo sul sito della Crusca verrà corretto in seguito al mio commento su Facebook), i due punti vengono usati in sostituzione di virgola o punto e virgola.

Quest'uso dei due punti è stato inventato dai giornalisti e dai blogger per aumentare le probabilità che il lettore prosegua la lettura anziché interromperla. Fra questo e l'uso di "piuttosto che" come disgiuntivo non so quale dei due mi fa imbufalire di più.

Una volta anche ai bambini e ai ragazzini della scuola dell'obbligo veniva chiaramente insegnato che (spiegazione semplificata, ed esempio non esaustivo) non si mettono i due punti dopo un "ma" o dopo un "però". Adesso invece viene fatto, e finora non ho notato nessuno che ci faccia caso.

BASTA.

Cessate e fate cessare questo scempio.

Aggiornamento

L'amministratrice della pagina FB dell'Accademia della Crusca non l'ha presa bene e inoltre pensa che l'errore di cui ho parlato non esista. Sigh.
Altra cosa: nella discussione che è seguita nello spazio dedicato ai commenti, un po' per caso mi è venuto in mente che...

ho letto più votle altri titoli di giornale nei quali è presente l'errore opposto!
Cioè vengono sostituiti i due punti con la virgola. Oltre che omesse le virgolette. Lo fanno i giornalisti quando citano (o storpiano con riassunti mutanti) le frasi di qualcuno. Ad esempio:
 

Berlusconi, Mangano eroe
 

invece che
 

Berlusconi: "Mangano è un eroe"
 

Bleah, anche qui.

01 giugno 2018

Se vuoi lavorare per me su Timerepublik

Timerepublik, banca del tempo
[Se non sai cos'è Timerepublik clicca qui e leggi l'articolo in cui ne parlo]

Quanto scritto di seguito serve a me e a chi sta pensando di proporsi di lavorare per me su TimeRepublik; può anche servire ad altri offerenti lavoro che vogliono dare le stesse indicazioni, e che quindi possono indicare il link di questa pagina nelle proprie richieste.

Prima di iniziare a lavorare, aspetta che io ti abbia chiaramente dato l'ok per l'ingaggio.

Potresti pensare, in alcuni casi:

Ma hai solo chiesto un veloce parere, che ti sto dando con due righe! E ti ho chiesto un pagamento di 5 minuti! Perché sei così formale/pignolo/avaro?

La mia richiesta potrebbe essere arrivata a decine o centinaia di persone. Venire incontro a tutti quelli che mi hanno chiesto 5 minuti per aver eseguito il mini-lavoretto, che magari sono uno la fotocopia dell'altro, può significare una spesa di ore per un lavoro, appunto, da 5 minuti.

Se poi sei così gentile da regalarmi qualche secondo del tuo tempo (che quando pagato sarebbe inevitabilmente arrotondato a 5 minuti) te ne sarò grato (specialmente se mi serve per una buona causa, ad esempio Umanitàmtàm).

Se possibile, inviami un preventivo già nel tuo primo messaggio con cui rispondi all'offerta di lavoro

Come si sa, il preventivo (che può anche consistere in un intervallo di prezzo e non necessariamente in un prezzo preciso) può essere utile a scongiurare la delusione del datore di lavoro per dover pagare molto più di quanto si aspettasse.
A differenza di quello che accade nei colloqui di assunzione, il preventivo è fra le cose di cui voglio parlare immediatamente. Questo perché le risposte all'offerta di lavoro possono essere molte, e quindi vorrei, se possibile, risparmiare il tempo necessario a rispondere alla tua risposta per chiederti un preventivo. Lo faccio qui una volta per tutte, e vale per tutte le mie offerte di lavoro su Timerepublik. Tieni conto che, anche se in misura minore, questo può far risparmiare tempo anche a te nel caso la tua offerta sia fuori budget.

Che significa "preventivo" ?

So che può essere banale, ma per qualche membro di Timerpublik non lo è stato. Su Timerepublik si scambiano esclusivamente lavoro e buoni tempo. Eppure ad alcuni, leggendo la parola "preventivo", è tornato in mente il denaro, e alla richiesta di un preventivo mi hanno risposto proprio in termini di soldi.
No: all'interno di Timerepublik la parola "preventivo", così come "pagare", sono sempre intesi in termini di compenso con buoni tempo.