09 dicembre 2011

L'origine del rifiuto dell'intimità sessuale: la paura che possa piacere

Se qualcuno mi tocca il gomito senza che io ne abbia una gran voglia, non mi metto a piangere, né la ritengo una grande offesa.
Se non ho voglia di un massaggio ai piedi, ma qualcuno me lo fa, comunque non posso dire che si tratti di una cosa spiacevole.

E quando si tratta di fare sesso senza averne voglia?

Com'è noto, in questo caso la questione cambia, e cambia in maniera differente fra maschio e femmina (umani).

L'attività sessuale, di per sé fisicamente piacevole, può essere a livello mentale spiacevole, e la spiacevolezza mentale può eliminare quella fisica, in particolare per una donna, che rispetto all'uomo in media è più "severa" nella sua selettività. Nel senso che, se per qualche motivo a un uomo è richiesto di fare sesso con una donna che non gli piace per nulla, magari potrà provare un senso di disgusto e successivamente raccontare la vicenda agli amici e farsi due risate su quanto faceva schifo quella donna, mentre una donna che si trova in una situazione analoga la considera come tutt'altro che da ridere (la cosa si ribalta quando si tratta di scambiarsi anche solo un bacio sulla bocca fra persone dello stesso sesso eterosessuali: di solito la donna potrà avvertire un certo disagio, ma molto meno di un uomo, che considera baciare un altro uomo qualcosa di estremamente schifoso e in più degradante per la propria reputazione e la propria identità).

Ecco che ai miei occhi scende in secondo piano la spiegazione della selettività sulla base dell'inconscia volontà di migliorare la specie ("per avere figli dai maschi migliori occorre non occupare per 9 mesi la pancia a causa di inseminazioni da parte dei peggiori"), mentre acquista credibilità la spiegazione basata sulla volontà, più o meno conscia, di coerenza e di stare al riparo dal giudizio da parte di sé e degli altri.

La tesi della selettività per migliorare la specie infatti è quanto meno debole e insufficiente: esistono casi in cui una donna rifiuta un uomo oggi sostenendo in buona fede che mai si unirebbe a lui per niente al mondo, per poi cambiare idea fra 6 mesi e fidanzarcisi nonostante lui abbia lo stesso carattere, lo stesso comportamento e lo stesso fisico. Non si può quindi dire che la scelta dipenda da fattori ancestrali che le hanno consentito inconsciamente di scegliere l'uomo giusto da cui avere figli più forti, perché se così fosse allora l'avrebbe scelto anche durante il primo approccio.

La verità è che, salvo antipatie e altri specifici motivi di repulsione, rifiutare il contatto fisico più o meno intimo con un maschio corrisponde per una donna a un'auto-censura: rifiuta da un amico una carezza, un massaggio, il tenersi per mano, etc per un motivo simile a quello per il quale un suo fidanzato sarebbe altrimenti geloso. E cioè rifiuta questi contatti perché ha paura che le possa piacere, quando dal punto di vista razionale e culturale manca l'"autorizzazione" affinché lei possa cercare o trarre piacere da questo uomo.
Quindi il disagio che una donna sostiene proverebbe a fare sesso con un uomo "magari bello, ma che non le interessa" è un disagio auto-imposto: per obbedire a un retaggio sociale senza sentirsi da questo soggiogata, deve trovare il modo di sentirsi a disagio, sentirsi incoerente nei confronti di regole limitanti provenienti da altre persone, o inventate di sana pianta, o già esistenti in lei, ma di cui ingrandisce l'importanza enormemente, trasformando un'esperienza "carina, ma che non è il massimo" in un'esperienza estremamente spiacevole. Perché se così non facesse, si ritroverebbe ad essere aperta ai propri desideri completamente e ad avere la tendenza a conoscere sensorialmente una grande quantità di uomini, quindi statisticamente ad avere rapporti sessuali con molti di loro, cosa socialmente non accettata. Sarebbe quindi costretta ad auto-censurarsi non più inconsicamente, ma coscientemente, a "resistere alle tentazioni", il che sarebbe molto più faticoso e stressante.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non c'è dubbio che ogni eterosessuale, maschio o femmina, in maggiore o minore misura, sono naturalmente portati all'intimità personale. Senza questo noi non saremmo qui ora. Ma non vi è altrettanto dubbio dell'unicità della specie umana che è tale, perché è l'unica specie che ha volontà e capacità di discernimento logico. Chi accetterebbe una donna che va con tutti o un uomo prostituto?

Marco Malatesta ha detto...

La risposta alla tua domanda è... parecchie persone. Esistono tanti tipi di persone, di mentalità e culture all'interno del nostro pianeta. E anche all'interno della nostra nazione.

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